EOS introduce EOS StainlessSteel 17-4PH IndustryLine
L’affidabilità dei dati e la qualità dei componenti riproducibili garantiscono processi di sviluppo e produzione efficienti e convenienti e accelerano il time-to-market EOS è il più importante fornitore di tecnologie a livello mondiale nel campo della stampa 3D industriale di metalli e polimeri. Con l’introduzione di EOS StainlessSteel 17-4PH IndustryLine, l’azienda porta a un nuovo livello gli standard industriali e di qualità nell’ambito dell’Additive Manufacturing per l’intero settore. Il prodotto comprende una polvere di lega metallica a base di ferro e un parametro per i processi appositamente sviluppato per la produzione nel sistema EOS M 290 per materiali metallici. È in grado di soddisfare i requisiti essenziali della produzione in serie grazie all’utilizzo dell’Additive Manufacturing, che garantisce la qualità dei componenti riproducibili e il massimo livello di affidabilità dei dati per le proprietà materiali del prodotto finale. Questa tecnologia consente agli utenti di ridurre notevolmente tempi e costi nelle aree del controllo qualità downstream e della qualificazione dei componenti. Se si considerano i processi di produzione tradizionali, le proprietà materiali della stampa 3D industriale, ad esempio l’allungamento a rottura, la resistenza alla trazione o la durezza di un componente finito, in precedenza venivano determinate soltanto in base a una piccola popolazione statistica. Questo talvolta richiedeva l’esecuzione di elaborati test e processi di qualificazione. Tobias Abeln, Chief Technical Officer (CTO) di EOS, ha dichiarato: “La sicurezza e l’affidabilità della pianificazione sono tra le principali priorità per i clienti impegnati nella produzione in serie. Per StainlessSteel 17-4PH IndustryLine, EOS fornisce dati affidabili e comprovati a livello statistico per le più importanti proprietà materiali dei componenti finiti”. Ha quindi aggiunto: “Questo determina un notevole incremento degli standard di qualità nell’Additive Manufacturing. Il cliente può utilizzare i dati in un rapporto di 1:1 per qualificare la tecnologia per la produzione su vasta scala e quindi ridurre al minimo i tempi e i costi richiesti per la qualificazione interna di processi e materiali”. I processi di sviluppo e produzione per l’Additive Manufacturing dei componenti su vasta scala risultano più efficienti e al tempo stesso è possibile accelerare i processi associati al time-to-market. Aree di applicazione industriale per EOS StainlessSteel 17-4PH IndustryLine EOS StainlessSteel 17-4PH IndustryLine è un materiale altamente resistente, facilmente trattabile e con un’elevata resistenza alla corrosione e agli acidi, ideale per la produzione di strumenti chirurgici e ortopedici. I componenti possono essere ulteriormente elaborati, sottoposti a microsabbiatura e lucidati subito dopo il processo di Additive Manufacturing oppure in seguito a un trattamento termico. I data sheet sui materiali esistenti e i certificati di test sui materiali per i singoli lotti contengono dettagliate informazioni sui test utilizzati e sugli standard per i materiali. Gli standard corrispondono a quelli internazionali o, in mancanza di questi ultimi, derivano da procedure interne di controllo qualità. La qualità di ogni lotto di polveri EOS StainlessSteel 17-4PH IndustryLine distribuito è garantita dai processi di controllo qualità, che fanno parte del complesso sistema di gestione della qualità utilizzato da EOS per sistemi, materiali in polvere e processi. Zachary Bryan, sviluppatore di test e metallurgista presso l’azienda statunitense Exactech, ha dichiarato: “Siamo rimasti colpiti dalla quantità e dalla qualità dei dati forniti da EOS per i materiali e i processi IndustryLine. Abbiamo prodotto diversi strumenti basati su EOS StainlessSteel 17-4PH IndustryLine, ottenendo le proprietà materiali che desideravamo. Exactech intende utilizzare questo materiale per la produzione su piccola scala di strumenti medicali e prevede di farlo in collaborazione con EOS”. The post EOS introduce EOS StainlessSteel 17-4PH IndustryLine appeared first on Data Manager Online.
Xiaomi Mi Notebook Pro adesso spaventa Apple
Il nuovo portatile del brand cinese è molto simile al concorrente storico ma costa la metà: la strategia aggressiva potrebbe dare i suoi frutti prima del tempo Ancora lei, ancora con un prodotto di tutto rispetto. Dopo il lancio, lo scorso anno, del Mi Notebook Air, ora Xiaomi ci riprova con il Notebook Pro. E proprio come la precedente famiglia, anche questa si rifà sfacciatamente ad Apple, punto massimo di ispirazione quando si tratta di dispositivi del genere. Il problema, almeno per la Mela, è che oggi Xiaomi è un’azienda molto conosciuta in Occidente grazie a una serie di smartphone di alta fascia, che deve molte delle sue fortune a prezzi di vendita assolutamente accessibili. Ad esempio si deve alla cinese il primo cellulare commercializzato senza cornici (il Mi Mix), concetto ripreso, in forme diverse, dai brand più famosi. E a partire dalla terra natia, la compagnia ritenta la strada della mobilità professionale con il portatile Pro, che dal Mi Mix sembra trarre qualche spunto interessante. Come è fatto La quasi assenza di bordi è tra questi, così come un hardware di nuova generazione, tale da porre il Notebook Pro tra i più performanti in circolazione nella sua fascia di prezzo. Partiamo dunque dalla fine: 980 dollari contro i 1999 dell’entry-level MacBook Pro 15 di Apple, per un aspetto simile, non solo nelle dimensioni. Il Mi Notebook Pro ha un processore i7 quad-core, 16GB di RAM, 1TB di storage e scheda grafica Nvidia Geforce MX 150. Quest’ultima è la variante migliore tra le concorrenti Intel di solito integrate sui portatili attuali, con prestazioni fino a quattro volte superiori le HD 520. Di serie ha due porte USB di Tipo-C, due USB classiche, lettore di schede di memoria 3-in-1 e un accesso HDMI; non manca nemmeno un lettore di impronte integrato nel touchpad. Per il momento Mi Notebook Pro sarà venduto solo in Cina ma lo sbarco altrove è nel destino delle startup votate al successo. The post Xiaomi Mi Notebook Pro adesso spaventa Apple appeared first on Data Manager Online.
Università Cattolica sceglie Npo Sistemi e HP per l’aggiornamento tecnologico delle postazioni di lavoro
Siglato l’accordo per la fornitura annuale dei personal computer per le aule e per gli uffici del prestigioso Ateneo L’Università Cattolica del Sacro Cuore ha siglato con Npo Sistemi un accordo per la fornitura di postazioni di lavoro sia per le proprie aule che per gli uffici dei propri dipendenti. Nell’ambito di un piano di innovazione delle infrastrutture didattiche l’Università Cattolica ha stipulato un accordo che avrà durata fino a tutto il 2019 e prevede la fornitura di Personal Computer, Desktop e Monitor da parte di Npo Sistemi attraverso il proprio partner tecnologico HP (HP Inc). Le postazioni di lavoro previste dall’iniziativa saranno installate nelle sedi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia, Milano, Piacenza, Cremona e Roma. The post Università Cattolica sceglie Npo Sistemi e HP per l’aggiornamento tecnologico delle postazioni di lavoro appeared first on Data Manager Online.
Samsung annuncia un Galaxy Note pieghevole per il 2018
Samsung conferma il futuro lancio di un Galaxy Note con schermo pieghevole e di uno speaker domestico Da tempo si parla di un fantomatico Galaxy X, il primo smartphone targato Samsung con display pieghevole. Oggi, nel giorno scelto da Apple per la presentazione del tanto atteso iPhone X, è arrivata una conferma ufficiale che effettivamente il dispositivo è in cantiere e l’azienda coreana conta di lanciarlo sul mercato l’anno prossimo. Koh Dong-jin, numero uno della divisione mobile di Samsung, lo ha annunciato durante un evento a Seul dedicato a Galaxy Note 8, la cui distribuzione inizierà il 15 settembre. “Il nostro obiettivo è lanciare uno smartphone della linea Note con display pieghevole l’anno prossimo”, ha detto Koh. Samsung però vuole evitare di ripetere gli stessi errori fatti con Galaxy Note 7 e presenterà ufficialmente il dispositivo solo quando sarà effettivamente pronto per essere commercializzato. Negli ultimi tempi l’azienda coreana sembra infatti poco attenta ai dettagli in quanto si vocifera che basti una semplice foto per ingannare il sistema di riconoscimento facciale di Galaxy Note 8. “Quando potremo superare con certezza alcuni problemi lanceremo il prodotto”, ha sottolineato Koh. L’obiettivo è di renderlo disponibile per l’anno prossimo. Il manager ha anche confermato alcuni recenti rumors annunciando una partnership con Harman per la realizzazione di un assistente domestico in grado di competere con Amazon Echo, Google Home e HomePod di Apple. Infine, Koh ha voluto rimarcare il fatto che in 5 giorni le prenotazioni per Galaxy Note 8 in Corea del Sud sono state superiori di 2,5 volte a quelle del modello precedente e ora si attestano sulle 650mila unità. The post Samsung annuncia un Galaxy Note pieghevole per il 2018 appeared first on Data Manager Online.
HP lancia la nuova workstation Z8 G4

Potenza, versatilità e attenzione al design: la compagnia rinnova il reparto professionale lanciando anche i nuovi Z6, Z4 e il monitor curvo 4K Quali sono le caratteristiche che una workstation deve avere per soddisfare i bisogni attuali dei consumatori? Secondo HP queste tre: performance, affidabilità e un design riconosciuto. Qualità del genere sono necessarie per un’affermazione in diversi settori: dal lavoro ingegneristico a quello multimediale, passando per le applicazioni di machine learning e realtà virtuale. Panorami differenti che però hanno qualcosa in comune: la produzione di giga e giga di dati, che devono essere processati, scomposti e analizzati. Per accogliere le sfide del time-to-market la necessità è dotarsi di computer realmente in grado di portare a termine task complessi. L’idea è di HP è stata dunque quella di creare una serie di workstation non solo accettabili dal punto di vista dell’hardware ma anche integrabili all’interno di un ambiente professionale, senza dare la sensazione di grossi strumenti appartenenti al passato. Risolvere problemi Del resto, le macchine professionali nascono per diversi scopi, non per ultimo quello di prevenire e risolvere i problemi. Stando ad HP questi riguardano diversi aspetti dell’odierno computing di fascia alta, ad esempio la crescita di attacchi hacker diretti al bios o a debolezze software, sottrazione di password in fase di autenticazione e tentativi di intrusione mirati. La risposta è nella soluzione HP Sure Start di 6a generazione, che migliora il controllo e la gestione delle informazioni sensibili sul PC lavorando particolarmente bene con gli ultimi prodotti della compagnia. L’annuncio: Z8 G4 Ecco allora la workstation Z8 G4, il risultato di un lavoro attento di design e ottimizzazione delle prestazioni, che ha permesso al team di HP di inserire all’interno di uno chassis ancora dalle dimensioni contenute una serie di innovazioni tecnologiche che guideranno il prossimo futuro della produttività professionale. Tra queste un processore Dual Intel Xeon con supporto fino a 28 core, 6 canali di memoria a 2.666 MHz, 10 porte Sata a 6 Gbps, 9 slot PCIe e la possibilità di personalizzare espansioni e configurazioni per adattarla alle proprie esigenze. Secondo i primi test, Z8 G4 gode del 70% di efficienza in più in termini di gestione del calore e il 33% di maggiore flusso dell’aria durante i picchi. Gli altri debuttanti: Z6 e Z4 Insieme allo Z8, HP ha presentato anche Z6 G4, una soluzione che presenta un potente processore singolo che toglie di mezzo il dover sopportare il costo di una configurazione a doppia CPU per certe applicazioni. HP Z6 si rivolge in particolar modo a sviluppatori, ingegneri e artisti del digitale, che possono dotarsi di uno strumento performante per svolgere il proprio lavoro, con un occhio al portafoglio. Z4 G4 è la scelta basilare in quanto a workstation ma rappresenta comunque un punto di assoluto valore rispetto alla concorrenza. Dentro ha tutta la potenza di un Intel Xeon Dual scalabile, 5 slot PCie, due USB 3.1 di Tipo-C (opzionali) e la sicurezza di HP SureStart di 3a generazione. Questione di display HP ha fatto le cose in grande, serbandosi per questo settembre un bel po’ di novità. Tra queste il monitor Z38c con costruzione curva e risoluzione 3840 X 1600 a 4K. E’ compatibile con tutte le workstation del marchio e gode della fondamentale certificazione TUV Rheinland per la riduzione delle emissioni di luce blu (low-blue light). Insomma l’accoppiata è vincente: Z8, Z6 o Z4 con Z38c rappresenta un binomio che guarda sia alla qualità del lavoro dinanzi allo schermo che all’apertura verso mondi inesplorati, come quelli della realtà virtuale, sia in termini di produzione che di fruizione. The post HP lancia la nuova workstation Z8 G4 appeared first on Data Manager Online.
Surface Book 2 e Surface Pro LTE pronti al lancio
Debutteranno a Londra i nuovi tablet di Microsoft durante l’evento Future Decoded del 31 ottobre dedicato alla mobilità Tra poco più di un mese vedremo la nuova generazione di Surface, declinata in Book 2 e Pro LTE. In calendario è infatti fissato un appuntamento per il 31 ottobre a Londra, dove si terrà l’evento Future Decoded, indirizzato proprio alle novità in ambito mobilità, sia personale che professionale. Non c’è alcuna ufficialità in merito ma diverse fonti vicine all’azienda confermano che alla data già fissata avverrà la tanto attesa presentazione. A salire sul palco dell’ExCel Exhibition Centre ci sarà Panos Panay, a capo della divisione Surface, che spiegherà tutti gli aggiornamenti del device e il target di riferimento dei due modelli. Anzi, potrebbe esserci anche un’altra sorpresa in dirittura d’arrivo, il nuovo Surface Hub, l’enorme lavagna touch da 84 e 55 pollici destinata al business. Come saranno i Surface Il cosiddetto Surface Book 2 ha già fatto una flebile apparizione in un video di Intel durante l’annuncio dell’ottava famiglia dei processori Core. Se confermato, il prossimo Book arriverà con i rinnovati Kaby Lake di 8th gen, nonostante Microsoft avesse riscontrato qualche problema nel funzionamento degli Skylake a bordo dei Surface Pro 4. Stando al fornitore, i Kaby Lake forniscono il 40% di prestazioni in più dei predecessori, abilitando una migliore fruizione delle nuove piattaforme di Redmond, come la Windows Mixed Reality e l’autenticazione avanzata di Hello. Per quanto riguarda il Surface Pro LTE, dovrebbero esserci davvero pochi dubbi a riguardo, visto che si parla del dispositivo già da tempo. Il plus, come indica il nome stesso, sarà la possibilità di connettersi in mobilità, con una particolare attenzione all’ottimizzazione delle performance in ottica risparmio energetico. The post Surface Book 2 e Surface Pro LTE pronti al lancio appeared first on Data Manager Online.
TIM e UTILITALIA: accordo per accelerare la realizzazione delle reti in fibra ottica utilizzando le infrastrutture di 500 public utilities
Il Memorandum definisce un’unica procedura a livello nazionale per regolare l’accesso alle infrastrutture di 500 società gestori di energia elettrica, gas, acqua e ambiente TIM e UTILITALIA – la federazione che raggruppa sul territorio nazionale le aziende operanti nei servizi pubblici dell’energia elettrica, gas, acqua e ambiente – hanno siglato un Memorandum of Understanding che, in applicazione delle normative per lo sviluppo delle reti a banda ultralarga, punta a facilitare l’utilizzo di infrastrutture preesistenti (tubi, cavidotti e reti dell’illuminazione pubblica) di oltre 500 gestori dei servizi pubblici locali. Si tratta del primo accordo-quadro, non esclusivo, che in attuazione del Dlgs.33/2016 definisce una procedura unica immediatamente operativa e applicabile a livello nazionale per regolare le operatività per l’accesso e il co-utilizzo delle infrastrutture delle aziende aderenti alla federazione. Grazie alla conclusione di accordi per il co-utilizzo delle infrastrutture esistenti, infatti, si ridurranno drasticamente gli scavi per la posa della fibra e i conseguenti disagi per la cittadinanza e la circolazione stradale. Sempre nell’ottica di minimizzare gli impatti socio-ambientali, l’accordo prevede inoltre la collaborazione tra TIM e le aziende associate a UTILITALIA per la progettazione condivisa nei casi di posa di nuove infrastrutture. L’iniziativa darà un ulteriore impulso alla sviluppo della rete in fibra ottica di TIM su tutto il territorio nazionale che ha già raggiunto il 71% di copertura con oltre 17 milioni di abitazioni in circa 2.100 comuni, grazie agli importanti investimenti previsti nel triennio 2017-2019 pari a circa 11 miliardi di euro in Italia di cui 5 dedicati esclusivamente allo sviluppo della banda ultralarga fissa e mobile. The post TIM e UTILITALIA: accordo per accelerare la realizzazione delle reti in fibra ottica utilizzando le infrastrutture di 500 public utilities appeared first on Data Manager Online.
Salone di Francoforte 2017: anteprima mondiale della nuova Polo GTI

La nuova Polo GTI – Una sportiva in veste compatta Dinamica GTI in perfetto equilibrio. GTI (Gran Turismo Injection): la denominazione più conosciuta a livello mondiale che contraddistingue le compatte sportive è indissolubilmente legata al marchio Volkswagen. Ora una nuova Volkswagen GTI è pronta a debuttare sul mercato: la nuova Polo GTI con 200 CV di potenza, DSG di serie e 237 km/h di velocità massima. Un’altra pietra miliare nella lunga storia delle GTI. La Casa di Wolfsburg offrirà presto per la prima volta una gamma comprensiva di tre modelli GTI: la up! GTI (115 CV), che debutterà nel 2018, l’icona Golf GTI (245 CV) e la nuova Polo GTI, il cui denominatore comune è rappresentato da una dinamica perfettamente bilanciata. Il segreto alla base del successo del concept GTI è presto svelato: un connubio di motore brillante, peso ridotto, assetto sportivo e confortevole al contempo, trazione anteriore sicura e posizione di seduta sempre molto ergonomica dietro a un volante sportivo che assicura una presa ottimale, senza dimenticare gli elementi caratteristici GTI come la tipica linea rossa sulla calandra e il rivestimento dei sedili nel leggendario tessuto con fantasia a quadretti Clark. Tutti questi dettagli rendono ogni GTI Volkswagen il modello di riferimento nel segmento. Dalla Polo GT alla Polo GTI. La up! sarà proposta per la prima volta in versione GTI. Viene naturale associare la sigla GTI alla Golf fin dal suo lancio sul mercato nel lontano 1976. Oggi la Golf GTI di settima generazione è fresca di debutto. Anche la Polo si è fatta apprezzare nel corso dei decenni in versione Gran Turismo, in un primo tempo anche senza iniezione. La storia della Polo sportiva ebbe inizio nel 1980 con la prima GT. Nel 1987 la Polo GT G40, la cui velocità massima sfiorava i 200 km/h, ereditò la dinamica di una GTI. Nel 1998 i tempi erano ormai maturi: nacque, infatti, la prima Polo GTI 120 CV. Nel 2010 la potenza salì a 180 CV per raggiungere poi i 192 nel 2014. Nel 2017 la nuova Polo GTI è riuscita finalmente a tagliare il magico traguardo dei 200 CV. Assetto sportivo di serie e assetto Sport Select (a richiesta) sono all’altezza di una tale potenza. La nuova Polo GTI offre un abitacolo decisamente più spazioso grazie all’adozione del nuovo pianale modulare trasversale MQB e all’aumento di lunghezza, larghezza e passo. Questa cinque posti è, inoltre, dotata di un bagagliaio con capacità da 305 a 1.079 litri, mentre sul modello precedente il valore spaziava da 204 a 952 litri. La nuova Polo GTI è, dunque, attrezzata al meglio per affrontare anche lunghi viaggi con tanti bagagli al seguito. Frontale GTI. A caratterizzare il frontale c’è un paraurti originale, con labbro dello spoiler integrato e fendinebbia di serie. Una delle costanti di questa parte della vettura è rappresentata dalla linea rossa sulla calandra. I fari con tecnologia LED (a richiesta) possono essere impreziositi da un’aletta rossa, offerta in esclusiva per la GTI, che riprende lo stile della caratteristica linea presente sulla calandra. Non potevano mancare logo GTI e prese d’aria nella classica struttura a nido d’ape, poste nella parte superiore della calandra e in quella inferiore del paraurti. La parte inferiore della nuova Polo GTI si distingue poi dalle altre versioni meno potenti grazie alle modanature in nero lucido a forma di C inserite nel paraurti. Posteriore GTI. Anche il posteriore della Polo GTI presenta alcuni highlight semplicemente inconfondibili. Il colore nero rappresenta ancora una volta un elemento stilistico, che ha accompagnato la storia di questa vettura: dalla prima Golf GTI del 1976 fino ai giorni nostri. Alla fine degli anni ’70 tutti i “ragazzi” di età compresa tra 7 e 70 anni sapevano che anche la parte intorno al lunotto era di colore nero. La nuova Polo GTI è ora dotata di uno spoiler sul tetto – più grande e composto da due parti – verniciato in nero lucido, mentre la parte inferiore è in nero opaco. Tra gli altri stilemi GTI al posteriore figurano diffusore, a sua volta verniciato in nero lucido, e doppio terminale di scarico cromato, integrato sul lato sinistro. La scritta GTI sul portellone è posizionata direttamente sopra il terminale di scarico. La Polo GTI è, inoltre, equipaggiata di serie con gruppi ottici posteriori a LED, che le conferiscono un inconfondibile design notturno Profilo GTI. Tra gli elementi GTI caratteristici della fiancata spiccano i cerchi in lega leggera ridisegnati da 17 pollici Milton Keynes con pneumatici 215/45. Le superfici interne dei cerchi torniti a specchio sono verniciate in nero, creando un abbinamento cromatico con i rivestimenti sottoporta in nero opaco della Polo GTI. Per la prima volta la GTI può essere ordinata a richiesta con cerchi in lega leggera da 18 pollici (pneumatici: 215/40). Anche i cerchi Brescia sono torniti a specchio con superficie interna in nero lucido. Indipendentemente dal tipo di cerchio montato, le pinze dei freni verniciate in rosso dell’impianto frenante, caratterizzato da eccellenti doti anti-fading, risultano sempre ben visibili attraverso le razze in alluminio. La targhetta GTI cromata di colore rosso spicca sulla fiancata all’altezza del distintivo vertice anteriore della linea caratteristica di forma tridimensionale. Colori carrozzeria GTI. Ci sono i colori carrozzeria e poi ci sono i colori carrozzeria tipicamente GTI: nel caso della Polo GTI questi ultimi comprendono le tonalità Pure White, Flash Red e Deep Black effetto perla. Non solo: la Polo più sportiva può essere ordinata anche nelle varianti Limestone Grey Metallic e Reef Blue Metallic. Interni GTI. Un highlight per eccellenza di ogni GTI che si rispetti è l’abitacolo allestito in modo specifico, dove sono nero, rosso, grigio ed elementi cromati ad essere protagonisti, catturando ogni sguardo. Tutto ciò che non è rosso, grigio o cromato, è sempre nero (la cosiddetta tonalità dell’allestimento: Titanschwarz). Anche montanti e padiglione sono, pertanto, neri. Le cuciture in contrasto rosse, che impreziosiscono il volante multifunzione sportivo rivestito in pelle (di serie), il rivestimento della leva del cambio, i tappetini e le superfici esterne dei sedili, sono tutti tratti caratteristici degli interni
Qualcomm attacca Apple: “Android ha già superato iPhone X”

Qualcomm sottolinea come molte delle caratteristiche considerate “innovative” di iPhone X in realtà sono già presenti su diversi smartphone Android Negli ultimi tempi i rapporti fra Apple e Qualcomm si sono fatti piuttosto tesi. Le due aziende si accusano a vicenda di voler approfittare della loro posizione per ottenere maggiori guadagni e oggi da parte del produttore di processori è arrivato un attacco non proprio velato al colosso di Cupertino. Qualcomm ha pubblicato un documento in cui illustra tutte le caratteristiche dei primi terminali Android a cui ha fornito i suoi componenti. Nella lista troviamo voci come display OLED, ricarica rapida e design borderless che sono guarda caso le novità principali di iPhone X, il tanto atteso e misterioso smartphone di Apple che sarà svelato questa sera. “Qualcomm ha collaborato e lavorato su importanti smartphone Android in commercio che hanno caratteristiche uniche, almeno fino ad oggi. – si legge in una nota – Alcune delle loro caratteristiche e delle loro tecnologie hanno aperto la strada ai dispositivi che verranno in futuro. Le tecnologie brevettate da Qualcomm sono alla base di molte caratteristiche degli smartphone Android e di altre piattaforme”. La querelle tra Apple e Qualcomm è iniziata con una denuncia da parte della Mela in cui si afferma che il produttore di chip avesse richiesto il pagamento di royalties su brevetti che rientrano nei cosiddetti FRAND, ovvero quelle tecnologie considerate basilari e su cui è obbligatorio imporre tariffe eque e non discriminatorie. Qualcomm avrebbe richiesto fino a 1 miliardo di dollari per la fornitura di processori fondamentali per la costruzione degli iPhone, cifra ritenuta fin troppo eccessiva. L’azienda di San Diego ha poi risposto con una contro denuncia in cui rimandava al mittente le accuse e affermava che Apple con il suo comportamento stesse semplicemente tentando di ottenere uno sconto sulle royalties. In seguito ha poi chiesto anche il ban dei suoi smartphone dagli Stati Uniti. The post Qualcomm attacca Apple: “Android ha già superato iPhone X” appeared first on Data Manager Online.
IBM e MIT: un progetto di ricerca congiunto nel campo dell’intelligenza artificiale
IBM ha pianificato un investimento di 240 milioni di dollari in 10 anni per realizzare un nuovo laboratorio con il MIT e favorire i progressi di hardware, software e algoritmi nel campo dell’intelligenza artificiale IBM e il MIT hanno annunciato che IBM investirà 240 milioni di dollari in 10 anni per creare un laboratorio dedicato all’intelligenza artificiale in collaborazione con il MIT. Il laboratorio porterà avanti ricerche di base nel campo dell’intelligenza artificiale (IA), promuovendo innovazioni scientifiche che ne sblocchino il potenziale. La collaborazione è finalizzata a promuovere i progressi di hardware, software e algoritmi per l’intelligenza artificiale, correlate al deep learning e ad altre aree, ad aumentare l’impatto dell’intelligenza artificiale nei diversi settori d’industria, come sanità e cybersecurity, e a esplorarne le implicazioni economiche ed etiche nella società. L’investimento finanzierà l’attività di ricerca di scienziati IBM e MIT. Il nuovo laboratorio rappresenta una delle maggiori collaborazioni a lungo termine tra università e industria nel campo dell’intelligenza artificiale, in grado di impegnare le competenze di oltre 100 scienziati, professori e studenti. Il progetto si svolgerà presso il laboratorio di ricerca di IBM a Cambridge, dove si trova anche la sede di IBM Watson Health e di IBM Security, e nel vicino campus del MIT. Il laboratorio sarà co-presieduto dal Vice Presidente di IBM Research di AI e IBM Q, Dario Gil, e Anantha P. Chandrakasan, Rettore della School of Engineering del MIT. IBM e MIT indiranno una gara rivolta ai ricercatori MIT e agli scienziati IBM per permettere loro di presentare idee per la ricerca con l’obiettivo di superare le barriere di scienza e tecnologia nel campo dell’intelligenza artificiale, in molti ambiti, tra cui: AI algorithms: Sviluppo di algoritmi avanzati per espandere le competenze nel campo dell’apprendimento e ragionamento automatico. I ricercatori creeranno sistemi di intelligenza artificiale che vanno oltre le mansioni specializzate per affrontare problemi più complessi e per sfruttare i vantaggi di un apprendimento continuo e strutturato. Studieranno, inoltre, nuovi algoritmi che possano non solo avvalersi dei “big data”, se disponibili, ma anche apprendere da dati limitati con l’obiettivo di aumentare l’intelligenza umana. Physics of AI: Studio di nuovi materiali, dispositivi e architetture hardware di intelligenza artificiale in grado di supportare futuri approcci informatici analogici per la formazione e l’utilizzo di modelli di intelligenza artificiale, nonché l’intersezione di informatica quantistica e machine learning. Quest’ultima riguarda l’utilizzo dell’AI per contribuire alla caratterizzazione e al miglioramento di dispositivi quantistici e alla ricerca sull’applicazione dell’informatica quantistica per ottimizzare e velocizzare gli algoritmi di apprendimento automatico e altre applicazioni di intelligenza artificiale. Applicazione dell’intelligenza artificiale all’industria: Trovandosi nella sede di IBM Watson Health, IBM Security e Kendall Square, centro globale di innovazione biomedica, il laboratorio svilupperà nuove applicazioni di intelligenza artificiale per uso professionale, per settori come quello sanitario e della sicurezza. La collaborazione infatti esplorerà l’uso dell’intelligenza artificiale in ambiti come quello della sicurezza e riservatezza di dati medici, della personalizzazione del servizio sanitario, dell’analisi delle immagini e dei percorsi di trattamento ottimizzato per specifici pazienti. Progressi nell’ambito del benessere condiviso attraverso l’intelligenza artificiale: Il laboratorio MIT-IBM Watson si propone di esplorare come l’intelligenza artificiale sia in grado di fornire vantaggi economici e sociali a un più ampio numero di persone, nazioni e imprese. Il laboratorio studierà le implicazioni economiche dell’intelligenza artificiale e come essa possa aumentare la prosperità e aiutare le persone a migliorare la loro vita. Oltre a realizzare innovazioni in grado di superare le frontiere dell’intelligenza artificiale, un obiettivo importante del nuovo laboratorio è quello di incoraggiare il MIT e i suoi studenti a dar vita ad aziende dedicate alla commercializzazione delle invenzioni e tecnologie sviluppate nel laboratorio. Gli scienziati pubblicheranno inoltre i loro lavori, contribuendo così alla diffusione di materiale open source e favorendo il rispetto dell’etica nell’applicazione dell’intelligenza artificiale. “Il settore dell’AI ha registrato un’incredibile crescita e sviluppo negli ultimi dieci anni. Tuttavia, i sistemi di intelligenza artificiale attuali, per quanto notevoli, richiedono nuove soluzioni per affrontare i problemi sempre più complessi del mondo, al fine di migliorare le modalità di lavoro e la vita in generale,” afferma il Dr. John Kelly III, Vicepresidente senior di IBM, Cognitive Solutions and Research. “Le competenze tecniche estremamente vaste e specifiche e i talenti messi a disposizione da MIT e IBM sono senza pari e condurranno il settore dell’intelligenza artificiale per almeno altri dieci anni.” “Sono felice di questa nuova collaborazione,” afferma il Presidente del MIT L. Rafael Reif. “Le vere e proprie innovazioni sono spesso il risultato di un modo di pensare creativo, ispirato da team eterogenei di ricerca. Il talento combinato di MIT e IBM verso questo nuovo obiettivo fornirà una forza formidabile a un settore con un potenziale enorme in grado di aumentare le conoscenze e aiutare a risolvere importanti problematiche.” Sia il MIT che IBM sono pionieri nella ricerca nel campo dell’intelligenza artificiale e il nuovo laboratorio instaura una collaborazione per la ricerca tra i due destinata a durare nel tempo. Nel 2016, IBM Research ha annunciato una collaborazione di diversi anni con il Department of Brain and Cognitive Sciences del MIT per favorire progressi nel campo scientifico della machine vision, uno degli aspetti principali dell’intelligenza artificiale. La collaborazione ha riunito scienziati informatici dalle riconosciute competenze e conoscenze per condurre la ricerca nel campo dell’apprendimento automatico non supervisionato di flussi audiovisivi di dati, utilizzando analisi ricavate da modelli di prossima generazione del cervello, divulgando così gli sviluppi nel machine vision. Inoltre, IBM e il Broad Institute del MIT e Harvard hanno istituito una collaborazione di ricerca del valore di 50 milioni di dollari per la durata di 5 anni su intelligenza artificiale e genomica. I ricercatori del MIT hanno contribuito a coniare e diffondere il termine “Intelligenza artificiale” negli anni ’50. Il MIT ha favorito diversi importanti sviluppi nei decenni successivi, dalle reti neurali alla cifratura dei dati, dall’informatica quantistica al crowdsourcing. Marvin Minsky, fondatore della disciplina, ha collaborato alla realizzazione della prima rete neurale artificiale e, in collaborazione con Seymour Papert, di algoritmi di apprendimento avanzato. Attualmente, il Computer