Premio Ig Nobel 2017, trionfano due italiani per uno studio sui gemelli
La ricerca ha dimostrato come i gemelli facciano fatica a riconoscersi allo specchio Anche le ricerche scientifiche più strane e folli hanno diritto a un riconoscimento, che avviene ogni anno con la consegna dei Premi Ig Nobel al Sanders Theater dell’Università di Harvard, cerimonia giunta alla sua 27ma edizione. Si tratta di ricerche assurde, che “prima fanno ridere e poi pensare”, in quanto lavori fondati su valide e autorevoli basi scientifiche. Analizzati i meccanismi di riconoscimento A trionfare quest’anno nella categoria psicologia sono stati Ilaria Bufalari e Matteo Martini, un gruppo guidato dal Prof. Salvatore Maria Aglioti, Responsabile del Laboratorio di Neuroscienze Sociali presso la Fondazione Santa Lucia IRCCS e l’Università Sapienza di Roma. La ricerca ha dimostrato come i gemelli facciano fatica a riconoscersi, confrontando i meccanismi di riconoscimento del proprio volto in gemelli monozigoti rispetto alle altre persone che non vivono l’esperienza di convivere con l’esistenza di un individuo uguale a sé. I risultati hanno confermato che i gemelli presentano maggiori difficoltà a distinguersi, aprendo anche a nuove ipotesi su strategie di compensazione che attuano mediante la cosiddetta “congruenza multisensoriale” e altri meccanismi correlati come viene sviluppata l’identità corporea e la consapevolezza di sé. “Abbiamo pensato a uno scherzo” I risultati dello studio verranno presentati dai due italiani durante una “Informal Lecture” al Massachusetts Institute of Technology (MIT). Questa ricerca ha incontrato l’approvazione entusiasta di una giuria che ha analizzato oltre 10.000 candidature. “Quando ci hanno comunicato dagli Stati Uniti che avevamo vinto – racconta Ilaria Bufalari – abbiamo subito pensato a uno scherzo, anche perché di nostra iniziativa non ci eravamo candidati. Ci piace lo spirito di questo premio. Ci ricorda, con la forza di chi sa fare autoironia, quanto sia importante nella ricerca pensare talvolta anche in modo apparentemente banale, esporsi perfino al rischio di essere derisi, se siamo convinti che serva a progredire nella nostra conoscenza delle cose”. The post Premio Ig Nobel 2017, trionfano due italiani per uno studio sui gemelli appeared first on Data Manager Online.
F-Secure aiuta le organizzazioni a prevedere il costo effettivo di una violazione
Il nuovo servizio quantifica l’impatto di una violazione con numeri reali prima che accada, offrendo la possibilità ai decision maker di investire nei giusti controlli di sicurezza Qual è il costo di una violazione dei dati? A seconda di chi viene interrogato, i costi variano da $200,000 a $3.6 milioni e anche oltre. Questi costi medi, pur utili per definire le tendenze, sono privi di significato quando si tratta di prevedere un impatto effettivo di violazione di una società specifica. Per aiutare le aziende a predire e gestire il loro rischio, F-Secure ha introdotto Cyber Breach Impact Quantification (CBIQ), un nuovo servizio che quantifica il costo dell’impatto di una violazione informatica per un’organizzazione. I dati dei clienti dalle valutazioni di gestione del rischio di F-Secure indicano che la maggior parte delle organizzazioni non sono ben preparate per gestire violazioni: mentre il 50% delle organizzazioni ha un team di crisis management preparato per affrontare disastri fisici o gravi interruzioni, solo il 20% ha un team di crisis management in grado di gestire efficacemente una crisi informatica. Il 65% delle aziende non ha mai condotto un esercizio di crisis management per fare delle prove contro un incidente informatico. Quantificare il costo di una violazione potenziale può aiutare le organizzazioni a intraprendere azioni per diventare più preparate e resilienti. “Le aziende ritengono che sia troppo difficile quantificare i rischi informatici, così investono milioni in ogni genere di strumento di controllo, giusto per sentirsi al sicuro,” spiega Marko Buuri, Principal Risk Management Consultant in F-Secure. “Ma può essere che stiano investendo nella direzione sbagliata, e quando la violazione accade, vengono colte di sorpresa. CBIQ rimuove questa ambiguità, permettendo di conoscere il giusto livello di investimenti in sicurezza che le aziende devono mettere in campo per proteggere i loro asset più importanti.” Riuscire a prevedere il costo di una violazione prima che accada consente ai decision maker di capire qual è la posta in gioco, permettendo di prendere decisioni informate sui rischi informatici. Offre loro la possibilità di concentrare gli investimenti nella giusta direzione, giustifica le spese in sicurezza, e guida le decisioni per ciò che riguarda le assicurazioni per la sicurezza informatica. Migliora anche la qualità della reportistica sui rischi, traducendo i risultati in numeri concreti. Conoscenza esperta + strumento di simulazione costruito appositamente = risultati difendibili Durante una valutazione CBIQ, i consulenti di F-Secure intervistano e lavorano con persone esperte nell’organizzazione per analizzare le attività operative. Considerano molte forme di perdite associate con le violazioni, come i costi delle indagini informatiche forensi, il ripristino del servizio, la risposta legale, le attività di comunicazione e l’interruzione dell’attività. Inseriscono poi questi costi nello strumento di simulazione di F-Secure, che calcola i risultati più probabili e determina le deviazioni medie e standard in tempo reale. Sviluppato sulla base di anni di esperienza sul campo, accumulata indagando e aiutando le organizzazioni a risollevarsi da violazioni informatiche, questo strumento fornisce risultati veloci e cost-effective, oltre a una reportistica comprensibile e visivamente chiara. L’esito finale di CBIQ è un rapporto del rischio basato sulla struttura dei costi di un’organizzazione e sulle perdite attese. Buuri sosteniene che l’approccio CBIQ differisce dai metodi tradizionali di rappresentazione del rischio che solitamente elaborano categorie di “alto, medio o basso rischio” con strumenti generali come Excel. “Mentre altre valutazioni del rischio mostrano risultati vaghi e discutibili, noi mostriamo numeri definitivi basati su input trasparenti e giustificabili. Perché affidarsi a stime approssimative quando puoi produrre una vista difendibile del rischio?” CBIQ fa parte del portafoglio completo di servizi per la gestione del rischio di F-Secure. I servizi includono Incident Response Maturity Assessments, che offre una vista completa del livello di maturità delle principali capacità di resilienza informatica di un’azienda, così come risk process development, esercizi di crisis management, risk modelling, workshop facilitation, e formazione. The post F-Secure aiuta le organizzazioni a prevedere il costo effettivo di una violazione appeared first on Data Manager Online.
Samsung investe nello sviluppo delle self driving car
Samsung crea un fondo per favorire la ricerca nel campo delle self driving car in collaborazione con Harman Se Apple sta lavorando a un sistema per la guida autonoma, Samsung che è la sua principale rivale in molti settori, non può essere certamente da meno. L’azienda coreana ha annunciato di aver stanziato un fondo da 300 milioni di dollari destinato a finanziare progetti nel campo delle self driving car. La somma è stata raccolta in collaborazione con Harman, azienda leader nel settore e acquisita l’anno scorso da Samsung per 8 miliardi di dollari. Le due aziende hanno inoltre proposto la nascita di una nuova struttura dedicata alla guida autonoma e ai sistemi (Advanced Driver Assistance Systems). Qui verranno sviluppati nuovi sensori, algoritmi per l’intelligenza artificiale e soluzioni per la connettività e il cloud che permettano la gestione di apparati complessi come quelli delle self driving car. Harman ha inoltre presentato l’ultima versione di Remote Vehicle Updating Ota, piattaforma progettata da Redbend che consente di effettuare la diagnostica e l’aggiornamento delle componenti elettroniche del veicolo da remoto. Attualmente questa soluzione è installata su 25 milioni di veicoli di 17 produttori. Samsung invece ha stretto una partership con Tesla per la fornitura di processori e a Seul sta già testando su strada i suoi apparati per la guida autonoma. “Viviamo in un momento storico di straordinaria trasformazione dell’industria automobilistica, e siamo entusiasti di svolgere un ruolo di leadership nel sostegno e nella progettazione del futuro di veicoli più intelligenti e connessi”, ha dichiarato Young Sohn, CSO di Samsung e Presidente del CdA di Harman. The post Samsung investe nello sviluppo delle self driving car appeared first on Data Manager Online.
Siglato un accordo tra Gruppo Zucchetti e Soldo
Arriva la prima soluzione fintech per delegare e controllare le spese aziendali direttamente da un software gestionale Zucchetti, il principale gruppo italiano nell’offerta di software, hardware e servizi IT per imprese e professionisti, e Soldo, il primo conto spese multi-utente per il controllo delle spese aziendali, annunciano oggi un accordo strategico: per la prima volta una soluzione fintech viene integrata all’interno di un software gestionale, garantendo così a migliaia di imprese il controllo automatico delle transazioni per i costi di trasferta. La partnership prevede l’integrazione tra la suite ZTravel di Zucchetti e Soldo Business. ZTravel, la soluzione che risponde a tutte le esigenze di gestione delle trasferte e delle note spese, da oggi si arricchisce di una risorsa in più sul fronte dei pagamenti elettronici, grazie alla nuova partnership. Basato sul circuito Mastercard, Soldo Business permette di delegare, controllare e tracciare in tempo reale le spese aziendali e quelle dei collaboratori attraverso l’uso di carte prepagate personalizzabili, un cruscotto di gestione su web e un’app su iOS o Android che permette agli utenti di aggiungere informazioni e le foto delle ricevute alle transazioni, integrandosi con i più usati software di contabilità. Ogni mese nelle carte aziendali si generano transazioni non controllate, per importi che possono superare i 500mila euro nelle imprese di grandi dimensioni, secondo i dati rilevati da Zucchetti. L’automazione nella gestione dei pagamenti rappresenta un fattore chiave, anche a fronte dell’impatto economico normalmente prodotto da questa attività. Secondo una ricerca commissionata da Soldo a YouGov in UK su 1200 PMI, il costo complessivo per la gestione contabile delle spese in azienda è di 8.72£ miliardi ogni anno. ZTravel e Soldo Business: i vantaggi dell’integrazione Pensata e realizzata con una struttura modulare e scalabile, ZTravel è la soluzione Zucchetti in tecnologia web che permette di ottimizzare tutte le fasi di gestione delle trasferte e delle note spese: pre-travel, on-travel, post-travel e analisi dei costi. Il software si integra con i sistemi contabili, di gestione del personale e organizzativi dell’azienda e semplifica i processi di comunicazione tra trasfertisti, responsabili e uffici amministrativi, riducendo tempi e costi legati a iter autorizzativi e compilazione dei rimborsi. Soldo rilascia carte Mastercard prepagate ricaricabili (in plastica e virtuali) a disposizione dei trasfertisti e collegate al conto spese dell’azienda. Attraverso Soldo Business l’azienda può amministrare facilmente e tenere sotto controllo le spese di trasferta e, grazie a trasferimenti di denaro immediati e gratuiti, risolvere qualsiasi necessità abbia il dipendente durante la trasferta. Beneficiando della protezione antifrode del circuito MasterCard le carte Soldo Business garantiscono la completa sicurezza dei pagamenti effettuati anche on line. L’integrazione ZTravel e Soldo Business offre diversi vantaggi all’azienda, che può: configurare profili specifici di spesa per dipendenti e centri di costo, impostando limiti, regole e budget sulle carte a seconda dei rispettivi livelli di necessità e di fiducia; mettere a disposizione uno strumento aziendale e semplice da utilizzare per i dipendenti in trasferta; monitorare in tempo reale ogni spesa con notifiche istantanee e consultare il saldo; ridurre il tempo necessario alla compilazione delle note spesa grazie alle informazioni che pervengono dal circuito Mastercard e relative al pagamento effettuato (importo, data, luogo ecc.). “Siamo entusiasti di aver segnato con Zucchetti un primato nel mercato dei software gestionali. L’accordo raggiunto segna l’ingresso delle soluzioni fintech nella normale operatività aziendale e ci permette di rispondere in modo pionieristico a un’esigenza già molto sentita dalle imprese, aprendo un nuovo spazio di mercato. Il controllo automatico delle spese, l’assegnazione di budget di trasferta, così come il monitoraggio in tempo reale delle uscite sono operazioni sensibili, dispendiose in termini di tempo e spesso soggette all’errore umano. L’integrazione tra Soldo Business e ZTravel permetterà di rendere più efficiente un processo che si fa tanto più complesso quanto più grande è il network aziendale da gestire.” – ha dichiarato Giuseppe di Marco, Italy Country Manager di Soldo. “Con Soldo Business e ZTravel per la prima volta vengono offerti al mercato sia lo strumento di pagamento per le spese sostenute dal dipendente in trasferta che la relativa automazione del processo di rendicontazione delle stesse. Ai dipendenti in trasferta si evita finalmente l’incombenza di anticipare denaro, mentre l’azienda non deve più attivare le procedure di rimborso con una gestione onerosa e differita dei bonifici. I clienti di ZTravel che attiveranno Soldo Business avranno, quindi, a disposizione uno strumento avanzato per il business travel insieme a un sistema di pagamento standard e universalmente accettato, con l’ulteriore vantaggio di un’integrazione nativa con tutti i processi di amministrazione e gestione del personale” – ha dichiarato Domenico Uggeri, vicepresidente Zucchetti. The post Siglato un accordo tra Gruppo Zucchetti e Soldo appeared first on Data Manager Online.
iOS 11 arriva il 19 settembre
Il nuovo sistema operativo per iPhone e iPad precede di una sola settimana macOS High Sierra per desktop e portatili Nel marasma delle presentazioni hardware ci siamo persi le novità di Apple in merito al software, ovvero iOS e macOS. La compagnia di Cupertino non ha dimenticato i suoi due sistemi operativi, confermando l’arrivo del primo, su iPhone e iPad, il 19 settembre, una settimana prima del major update per i computer della Mela, fissato per il 25 settembre. Sono già tante le novità conosciute per il rinnovato iOS, molte delle quali indirizzate a sfruttare al meglio le capacità computazionali del processore A11 Bionic, presente su iPhone 8, 8 Plus e X. Il beneficio più tangibile è quello a cui andrà incontro Siri, l’assistente vocale in grado di interpretare meglio le esigenze degli utenti, sia in termini di ottimizzazione nell’utilizzo quotidiano che di pro-attività, per quanto possibile. Passaggio di consegne Una delle innovazioni principali dei nuovi iPhone è certamente Face ID, che sostituisce il Touch ID per le tutte le app precedentemente compatibili. Anche iOS 11 rispecchierà tale cambiamento così come lo farà macOS High Serra nei menu che prevede l’autenticazione tramite smartphone, questa volta possibile con la semplice lettura del volto. A differenza dell’update mobile, quello per computer non fa parte della categoria major visto che riguarda solo piccole parti del sistema. Tra i software interessati al restyling ci sono Mail, Foto e Safari e il più profondo Apple File System di nuova generazione, conosciuto meglio col suo acronimo APFS. Come in passato, il rollout degli aggiornamenti avverrà intorno alle 10 della Silicon Valley, le 19 italiane, anche se a causa del probabile affollamento converrà aspettare qualche ora per procedere senza problemi. The post iOS 11 arriva il 19 settembre appeared first on Data Manager Online.
HP annuncia una innovativa PC experience per lavoro, vita privata e collaboration
L’azienda apre l’evento annuale World Partner Forum presentando nuove soluzioni premium, di collaboration e immersive Nel corso di HP Reinvent, il più grande evento globale per i partner di HP Inc., l’azienda ha illustrato la propria vision per la progettazione di soluzioni pensate per il modo di vivere e di lavorare delle persone, con l’introduzione di nuovi notebook e modelli all-in-one (AiO) commerciali di fascia premium, oltre che di schermi e accessori innovativi. In un momento di radicale trasformazione delle modalità di lavoro e delle posizioni da cui può essere svolto, i nuovi modelli della serie HP Elite 1000 e le soluzioni per la collaboration sono pensati per favorire la produttività, l’ispirazione e lo scambio di idee, al di là dei confini tradizionali dell’ufficio. Il concetto di lavoro è in rapida evoluzione, con il 54% delle attività lavorative che viene effettuato fuori dall’ufficio e le ore di lavoro da home office che secondo le previsioni aumenteranno del 150% in due anni. Questa evoluzione è giodata da una forza lavoro sempre più rappresentata dai millennial: l’88% di questo gruppo si aspetta un’integrazione delle tecnologie a livello professionale e nella vita privata. Lo stesso gruppo ritiene che le tecnologie migliorino la produttività e i processi, tuttavia alcune aree, come la collaboration, non sono adeguate e il 59% dei millennial si dichiara insoddisfatto delle soluzioni attuali. Inoltre, questo aumento nell’utilizzo delle tecnologie comporta nuovi problemi di sicurezza: gli attacchi agli endpoint sono più che raddoppiati negli ultimi sei anni. Tenendo conto di questi elementi, HP punta a migliorare la produttività, la collaboration e la sicurezza per i professionisti della prossima generazione, ovunque si trovino nel corso delle loro attività lavorative. “Mentre i confini tradizionali tra lavoro e vita privata sono sempre più sfumati, HP è focalizzata sulla progettazione di esperienze che consentano agli utenti di passare in modo trasparente dall’uno all’altra”, ha commentato Benoit Bonnafy, Vice President della divisione Business Personal Systems di HP Inc. per l’area EMEA. “Le nuove soluzioni di collaboration e i modelli Elite 1000 offrono dispositivi progettati per assicurare un design sottile e leggero, prestazioni di livello superiore, sicurezza e gestibilità leader di settore ed esperienze per una migliore collaboration, in grado di adattarsi allo stile di lavoro e di vita di ogni utente.” Poiché sempre più spesso il lavoro viene eseguito all’esterno dell’ufficio tradizionale, i modelli della serie HP Elite 1000 offrono design leggeri e sottili, assicurano prestazioni eccezionali per il lavoro e il gioco, includono gli schermi più luminosi a livello di settore e sono progettati per la conformità allo standard MIL-STD per gli ambienti più difficili. I sistemi della serie Elite 1000 sono ottimizzati per la collaboration e la connettività, con tasti incorporati per la collaboration per gestire facilmente le chiamate con un semplice tocco, certificazioni per Skype for Business, audio Bang & Olufsen, HP Audio Boost e HP Noise Cancellation per chiamate audio e video ottimizzate. Inoltre, i modelli Elite 1000 includeranno HP PhoneWise, l’unica soluzione Windows al mondo per l’invio e la ricezione di SMS e chiamate dal PC tramite dispositivi iOS e Android per semplificare ulteriormente il passaggio da un dispositivo all’altro. Tra i PC più sicuri e gestibili di HP, questi dispositivi includono HP Sure View (l’unico schermo con funzionalità di privacy integrate a livello di settore), HP Sure Start, HP Sure Click, Windows Hello e HP Multi-Factor Authenticate con tecnologia Intel Authenticate. I nuovi prodotti della serie includono: HP EliteBook x360 1020 G2, il convertibile aziendale tra i più sottili e leggeri al mondo, offre cinque diverse modalità e funzionalità di input penna per ottimizzare la produttività, HP SureView opzionale e lo schermo per notebook aziendali più luminoso del mondo, con un monitor ultrabrillante da 700 nit, in grado di gestire un’ampia varietà di condizioni di illuminazione, sia negli ambienti interni che all’aperto. HP EliteBook 1040 G4 è il più potente notebook aziendale ultrasottile da 14 pollici, in grado di gestire anche le attività più impegnative con processori Intel Core i7 Quad Core con tecnologia vPro™, WWAN opzionale e una batteria di lunga durata. Al termine della giornata lavorativa, il dispositivo può trasformarsi in un potente sistema di gioco con la GPU opzionale esterna Omen by HP Accelerator. HP EliteOne 1000 AiO è il primo sistema AiO al mondo progettato appositamente per la collaboration, con una webcam anteriore a comparsa da 2 MP per le videoconferenze. Questo modello AiO assicura agli utenti la stessa potenza di un desktop con processori Intel Core i7 65W di settima generazione e la memoria (cache) opzionale Intel Optane. Tre opzioni per lo schermo (FHD da 23,8 pollici, 4k da 27 pollici e uno schermo curvo con una diagonale di 34 pollici) offrono un’esperienza personalizzabile e coinvolgente per le videoconferenze o la visione di film. Per i dipendenti in mobilità che hanno bisogno di un’esperienza di tipo desktop, l’utilizzo di EliteBook 1000 in combinazione con gli schermi e gli accessori giusti è un elemento chiave per ottimizzare la produttività: I dipendenti con una configurazione con più monitor apprezzeranno la nuova linea di schermi HP EliteDisplay, ora caratterizzati da un elegante design con una cornice micro-edge su tre lati, che garantisce una continuità dell’immagine praticamente senza interruzioni in caso di utilizzo di più schermi. Per i clienti che si spostano di frequente, HP offre due opzioni per disporre di porte aggiuntive, alimentazione e connettività fuori dall’ufficio con HP USB-C Mini Dock e HP USB-C Notebook Power Bank. È possibile gestire con la massima facilità le riunioni Skype con la nuova HP Wireless Collaboration Keyboard, la prima tastiera wireless al mondo progettata per Skype for Business. Le riunioni continuano a essere un elemento centrale negli attuali ambienti di lavoro, con il 65% dei professionisti che collaborano diverse volte al giorno. Consapevole dell’importanza di questo flusso di lavoro per le attività quotidiane dei dipendenti, HP espande le modalità di collaboration grazie a numerose funzionalità: Sprout Pro by HP G2 rende più coinvolgenti le riunioni virtuali, ne aumenta l’impatto visivo e semplifica le attività di collaboration con un doppio touchscreen, un’area dedicata per
Fujitsu supera il traguardo dei 10 milioni di scanner documentali venduti nel mondo
Con questo traguardo PFU si conferma leader nel mercato del document imaging Fujitsu celebra un altro importante traguardo nel mercato degli scanner documentali: le vendite a livello mondiale degli scanner Fujitsu hanno superato le dieci milioni di unità vendute. Questo dato comprende tutti gli tutti gli scanner progettati, sviluppati e fabbricati da PFU dal 1983. Sin dall’introduzione sul mercato del primo scanner PFU, controllata Fujitsu, ha sempre posto l’attenzione sulle necessità dei propri clienti con una ricca offerta di scanner documentali per un utilizzo personale, postazione di lavoro, gruppi di lavoro, ambienti di produzione ad alto volume o collegati in rete ed è una delle aziende leader mondiali nel mercato degli scanner documentali. Dal lancio del primo scanner fi Series, PFU ha ampliato continuamente l’offerta con nuovi prodotti, tra questi l’inserimento di moduli ADF (Automatic Document Feeder) e scanner sempre più veloci allineandosi alle necessità di professionisti e aziende di tutto il mondo. Il software sviluppato da PFU migliora notevolmente la produttività del processo di scansione offrendo una migliore qualità dell’immagine digitale dai documenti cartacei. Lanciata nel 2001, la linea di scanner ScanSnap ha risolto complicati passaggi con la scansione a “un solo tocco”, mettendo a disposizione l’acquisizione duplex multi-pagina a tutti e combinando prestazioni e convenienza in dimensioni compatte. Inoltre, la linea ScanSnap iX con scansione Wi-Fi, l’innovativo ScanSnap SV600 con scansione dall’alto e la funzionalità scan-to-cloud portata da ScanSnap Cloud, PFU è sempre stata un passo avanti. Fattori di successo Aver ottenuto una posizione di leadership nel mercato degli scanner documentali e aver raggiunto l’importante traguardo dei 10 milioni di scanner venduti è il risultato di una combinazione di diversi fattori, ritenuti fondamentali dai clienti: massima qualità d’immagine, alta ingegneria, sofisticati processi produttivi e il rispetto di elevati standard qualitativi. Al centro di tutto vi è l’attenzione verso l’aspettativa del cliente, da sempre parte integrante del DNA di PFU, e per raggiungere la prima posizione del mercato i partner dedicati alle vendite, presenti in oltre 100 paesi, hanno giocato un ruolo fondamentale. PFU ha realizzato il sito “10M achievement” per celebrare il traguardo di 10 milioni di scanner venduti. Con lo slogan “La buona qualità ha 10 milioni di motivi” sono stati raccolti i messaggi dei clienti con le ragioni che li hanno spinti a scegliere gli scanner Fujitsu e sul sito verranno condivise le informazioni sulla campagna globale e sulla storia degli scanner PFU. “Nello sviluppo di nuovi prodotti, PFU fa riferimento alle necessità dei propri clienti e ai loro feedback. Grazie alla qualità dei nostri tecnici specializzati, siamo in grado di realizzare prodotti vincenti, con funzionalità uniche e garantire un forte posizionamento nel mercato” ha dichiarato Mike Nelson, Senior Vice President di PFU (EMEA) Limited. “Vogliamo cogliere questa opportunità per esprimere il nostro più sincero ringraziamento non solo ai nostri clienti, ma a tutti coloro che operano intorno agli scanner Fujitsu. I nostri scanner sono stati in grado di evolversi continuamente grazie a tutti i partner e clienti al nostro fianco. Il traguardo dei 10 milioni di scanner è solo un checkpoint per PFU. Siamo impegnati a semplificare gli stili di vita degli utenti attraverso una continua innovazione tecnologica, valutando le diverse esigenze del pubblico” ha affermato Kiyoshi Hasegawa, Presidente PFU Limited. The post Fujitsu supera il traguardo dei 10 milioni di scanner documentali venduti nel mondo appeared first on Data Manager Online.
Diabete, come tenerlo a bada con la pillola “sugar killer”
Basta assumerne una la mattina per ridurre il glucosio e combattere il diabete di tipo 1 Uno dei problemi principali dei pazienti affetti da diabete è che ogni giorno sono soggetti, nonostante l’insulina, a sbalzi glicemici molto fastidiosi. Assumere una pillola di Sotagliflozin la mattina prima di colazione consente di regolare il glucosio e ridurre la quantità di insulina necessaria ogni giorno per contrastare la morte prematura delle beta-cellule del pancreas. Si tratta di una ricerca che apre la strada a un nuova terapia per chi è affetto da diabete di tipo 1, patologia che colpisce oltre 300 mila persone solo nel nostro Paese, nonstante almeno 1 milione di persone ne siano inconsapevoli . Un recente studio ha scoperto l’anticorpo che predice l’insorgenza di questa malattia, attraverso un semplice test del sangue, e pare che i ricercatori siano sempre più vicini allo sviluppo dell’immunoterapia. L’Empagliflozin e il Canagliflozin hanno già dimostrato di essere in grado di ridurre di un terzo la mortalità nei pazienti con diabete di tipo 2. La fase di studio clinico si è appena conclusa con l’assunzione della pastiglia da parte di migliaia di persone. Gli esiti sono stati pubblicati sulla rivista scientifica New England Journal of Medicine e sono appena presentati al Congresso Europeo sul Diabete (EASD) in corso a Lisbona. Un abbassamento stabile della glicemia Allo studio ha preso parte anche il professor Paolo Pozzilli, Ordinario di Endocrinologia e Malattie Metaboliche presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma (UCBM). “La sperimentazione – ha detto il professore – ha accertato che questo nuovo farmaco, che fa parte della classe dei cosiddetti inibitori del riassorbimento del glucosio a livello renale, consentendone l’eliminazione attraverso le urine, è in grado di ridurre il suo assorbimento anche a livello intestinale. I pazienti che hanno partecipato al trial clinico, grazie all’assunzione di questa compressa hanno registrato una significativa riduzione del fabbisogno insulinico e un notevole miglioramento nei livelli dell’emoglobina glicata, che è indice di buon controllo del metabolismo: in particolare, il farmaco è riuscito ad abbassare la loro glicemia e a mantenerla stabile nonostante, nel contempo, fosse stato ridotto loro l’apporto d’insulina”. The post Diabete, come tenerlo a bada con la pillola “sugar killer” appeared first on Data Manager Online.
Buon compleanno! Snom festeggia 20 anni di telefonia IP

Snom, il pioniere della telefonia IP, dopo vent’anni di successi si proietta in un futuro ricco di grandi opportunità Questo settembre il pioniere berlinese della telefonia IP Snom celebra il suo 20° anniversario. Dalla fondazione dell’avveniristica start-up nel 1997 ad opera di Christian Stredicke, Snom è diventato un marchio premium di riferimento sul panorama internazionale per telefoni IP fissi e DECT e dispositivi per conferenze. Nella sua rete distributiva, Snom conta oltre 25.000 rivenditori a valore aggiunto in tutto il mondo. Venti anni fa, Christian Stredicke ebbe la giusta intuizione sul futuro della telefonia: a breve sarebbe migrata al digitale e lui era pronto a gettare rapidamente le basi di Snom Technology. In pochissimi condividevano la sua visione e trovare il supporto necessario fu un vero ostacolo da affrontare: l’industria delle telecomunicazioni non ci vedeva alcuna possibilità di guadagno, i provider dell’epoca preferivano continuare a vendere le loro soluzioni analogiche e i potenziali clienti creavano una domanda irrisoria. Ma con il suo spirito pionieristico, il fondatore non si fece abbattere dalle sfide in gioco e approdò allo sviluppo del primissimo telefono IP commercializzabile. Sin dal principio, Snom ha sempre puntato sull’innovazione tecnologica e sull’eleganza del design. Nonostante alcuni iniziali disguidi (non a caso il ricevitore dello snom 100 era stato soprannominato “lo scivoloso”), Snom si è rapidamente guadagnata un’ottima reputazione per gli elevati standard della sua qualità, in special modo acustica, che tutt’oggi continua ad essere oggetto di instancabili perfezionamenti nei laboratori audio dello specialista berlinese. Nell’arco di pochi anni, il marchio Snom è riuscito a imporsi efficacemente sul mercato e a trovare un posto d’onore in milioni di uffici e sale conferenze di tutto il mondo. Lo confermano con soddisfazione alcuni dei partner storici dell’azienda come ALLNET. ITALIA: “Snom – dichiara Emiliano Papadopoulus, CEO di ALLNET – è uno dei nostri partner storici, con cui collaboriamo da ormai quasi più di 12 anni ed è stato uno dei primi vendor a lavorare nel mercato del VoIP, allora agli albori. Siamo cresciuti assieme in questi anni e abbiamo seguito la loro evoluzione sin quasi dalla fondazione. I prodotti Snom, pur cambiando forma, design e funzionalità nel corso nel tempo, hanno mantenuto le caratteristiche che li contraddistinguono: estrema robustezza, qualità e software tra i più avanzati e completi sul mercato. Con il team italiano di Snom abbiamo un rapporto speciale: lavoriamo in sintonia e con grande rispetto reciproco. E’ una squadra giovane, motivata, coesa ed estremamente professionale, cresciuta negli anni grazie ad una guida capace e carismatica, che ha portato l’Italia ad essere uno dei mercati più performanti a livello mondiale“. Il primo telefono IP al mondo disponibile per la vendita: lo snom 100 In occasione dell’importante traguardo dei 20 anni di Snom anche l’azienda EDSlan ha voluto portare il suo contributo: “Distribuiamo i prodotti Snom dal 2009- dichiara Rodolfo Casieri, CEO di EDSlan– Snom è una società che investe costantemente in ricerca e sviluppo, che sta al passo con i nuovi trend tecnologici e che produce da sempre prodotti affidabili. Parliamo di prodotti di semplice concezione, installazione e configurazione per cui molto apprezzati dai clienti che lavorano nel mercato del VoIP e della UCC e dai Vendor che integrano nelle loro piattaforme software i suoi prodotti, come ad esempio Microsoft. Abbiamo un ottimo rapporto con il team italiano di Snom, un rapporto di collaborazione e di supporto consolidato con persone serie, professionali e disponibili“. Verso la fine del 2016, Snom è stata acquisita dal produttore multinazionale di Hong Kong VTech: da allora, il vendor tedesco può contare sul decisivo supporto di un’azienda che vanta oltre 37.000 dipendenti e su tutti i vantaggi che le economie di scala offrono. Ad esempio, l’enorme potenziale dell’abbattimento dei costi di produzione, istantaneamente tradotti in riduzione dei prezzi per i clienti, una maggiore flessibilità in termini di produzioni personalizzate e una migliore capacità di reagire a improvvisi cambi nei trend di mercato. In un contesto commerciale altamente competitivo, Snom è ora in grado di offrire ai propri partner e clienti le ultime innovazioni tecnologiche con una gamma prodotti più ampia e in modo ancora più efficiente e tempestivo. Lo sviluppo dei telefoni IP rimane centralizzato a Berlino, con il supporto aggiunto di 25 sviluppatori della società madre che si dedicheranno esclusivamente ai prodotti Snom. “Snom può ritenersi davvero orgogliosa all’alba del suo 20° compleanno. Partita dal livello di start-up, oggi ha il volto di un’agile impresa altamente motivata e perfettamente in grado di vincere le future sfide di un mercato competitivo. Confrontati con quelli dello scorso settembre, i risultati di quest’anno mostrano una forte crescita del fatturato a doppia cifra e, in alcuni mercati europei, addirittura del 60%!”, rivela il CEO di Snom Gernot Sagl. “Desidero rivolgere un particolare ringraziamento a tutti i nostri dipendenti di lunga data e anche a tutti i nuovi assunti, nonché ai nostri fedeli partner e a tutti coloro che ci hanno accompagnato nel bellissimo, anche se a volte difficile, viaggio che ci ha condotto fino a qui. Oggi, essere partner Snom ha una valenza ancora più incisiva”. Il 9 settembre 2017, abbiamo accolto tutti i nostri amici, i nostri partner e ovviamente i nostri dipendenti per celebrare insieme il nostro 20° anniversario e per dare interessanti aggiornamenti sui progetti e sulle offerte che abbiamo in serbo. Le interviste con il fondatore di Snom Christian Stredicke e con l’attuale CEO Gernot Sagl possono essere scaricate qui. The post Buon compleanno! Snom festeggia 20 anni di telefonia IP appeared first on Data Manager Online.
La nuova scoperta di Check Point Software Technologies
I ricercatori di Check Point hanno, infatti, scoperto una nuova e preoccupante tecnica che consente a qualsiasi malware già noto di bypassare anche le più comuni soluzioni di sicurezza, come antivirus di nuova generazione, strumenti di controllo e anti-ransomware. La tecnica, soprannominata Bashware, sfrutta una nuova funzionalità di Windows 10 chiamata Subsystem for Linux (WSL), recentemente rilasciata in versione Beta e ora completamente integrata in Windows. Grazie a Windows Subsystem for Linux (WSL), gli sviluppatori possono usare tool e applicazioni per l’OS open-source nativamente, senza necessità di ricorrere alla virtualizzazione. Le soluzioni di sicurezza esistenti non sono ancora adatte per controllare come le applicazioni Linux girano direttamente dentro a Windows, si tratta di un concetto ibrido che consente di eseguire contemporaneamente sia il sistema Linux sia quello Windows. Questo potrebbe aprire una porta per i criminali informatici che desiderano eseguire il loro codice malevolo sconosciuto e consentire loro di utilizzare le funzionalità fornite da WSL per nascondersi da prodotti di sicurezza che non hanno ancora integrato i meccanismi di rilevamento corretti. Bashware è spaventoso perché mostra quanto sia facile sfruttare il meccanismo WSL per consentire a qualsiasi malware di superare i prodotti di sicurezza. Il team di ricerca di Check Point ha provato questa tecnica sulla maggior parte dei principali prodotti antivirus e di sicurezza sul mercato, bypassandoli tutti. Ciò significa che Bashware consente potenzialmente di infettare ciascuno dei 400 milioni di computer basati su Windows 10. A seguito di questa scoperta, Check Point ha aggiornato le proprie soluzioni SandBlast Threat Prevention per proteggere i propri clienti da Bashware. The post La nuova scoperta di Check Point Software Technologies appeared first on Data Manager Online.