Lenovo Yoga 920 Vibes, design vibrante creato da uno studente IED

La cover del laptop Yoga 920 Vibes in edizione limitata è stata selezionata tra i progetti di 130 giovani designer dello IED Lenovo ha sempre cercato di unire performance ed estetica nello sviluppo dei suoi prodotti e con Yoga 920 ha chiesto l’aiuto dei giovani designer per rendere unico il suo laptop con tecnologia Gorilla Glass e svelato in anteprima all’IFA di Berlino 2017. Il dispositivo è stato pensato per un pubblico giovane ed è quindi stato naturale affidarsi ai creativi della nuova generazione. Dalla collaborazione con gli studenti IED (Istituto Europeo di Design) è nata una versione in edizione limitata di Yoga 920 chiamata Vibes con una cover dotata di un particolare effetto grafico definito dal suo creatore “una vibrazione visiva”. Il progetto “Vibes on Elengance” creato da uno studente del secondo anno, il 21enne valdostano Louis Aymonod, è stato scelto tra i 37 proposti dai 16 finalisti di un contest appositamente organizzato da Lenovo e IED a cui si sono candidati 130 giovani iscritti alla facoltà di Design, Fashion, Arti Visive e Comunicazione. La commissione chiamata a decidere sul vincitore si componeva di esperti dell’Istituto e membri del management della multinazionale per far sì che il progetto selezionato potesse davvero rispecchiare i gusti di un pubblico il più possibile eterogeneo. Yoga 920 si caratterizza per un’estetica essenziale e una cerniera simile ai cinturini di alta orologeria composta da quasi 800 componenti e accuratamente lavorata a mano. La cover creata da Louis serve a enfatizzare la vitalità e il lato umano del laptop. “Ho cercato di creare una grafica che dialogasse in perfetta coerenza con il design di Yoga 920 (realizzato da altri n.d.r)”, ha spiegato Louis. “Mi sono ispirato alla natura e alla cellula come elemento fondamentale che compone gli organismi. Per questo – ha continuato – ho scelto il punto come base con cui creare una vibrazione tra elementi contrastanti”. Yoga 920 Vibes sarà disponibile sul sito di Lenovo da ottobre 2017 a un prezzo di partenza di 1.799 euro. The post Lenovo Yoga 920 Vibes, design vibrante creato da uno studente IED appeared first on Data Manager Online.
Il Gruppo Volkswagen lancia la “Roadmap E”
L’iniziativa di elettrificazione più completa nell’industria automobilistica Con la “Roadmap E” il Gruppo Volkswagen sta avviando la più completa iniziativa di elettrificazione dell’industria automobilistica: l’intero portfolio di modelli verrà elettrificato al più tardi entro il 2030. Ciò significa che, per allora, esisterà almeno una versione elettrificata di ognuno dei circa 300 modelli della Casa automobilistica, per tutte le Marche e in tutti i mercati. Questo rende Volkswagen il primo grande Gruppo ad aver messo una data all’elettrificazione della propria intera gamma. Solo per il fabbisogno della propria flotta, saranno necessari più di 150 gigawatt ora di capacità all’anno entro il 2025, che equivalgono ad almeno 4 gigafabbriche di celle per batterie. Per soddisfare questa domanda, l’Azienda ha lanciato una gara per uno dei più grandi volumi di approvvigionamento nella storia del settore: più di 50 miliardi di Euro. “Abbiamo recepito il messaggio e daremo risultati. Non si tratta di una vaga dichiarazione di intenti, ma di un impegno forte che, da oggi, diventa il metro di misura con il quale misuriamo la nostra performance”, ha affermato Matthias Müller, CEO del Gruppo Volkswagen, durante la Group Media Night alla vigilia dell’IAA di Francoforte. “La trasformazione del nostro settore non si può arrestare, e noi la guideremo”, ha continuato Müller. Nel programma per il futuro “TOGETHER – Strategy 2025”, presentato nel giugno del 2016, il Gruppo aveva già identificato chiaramente la mobilità elettrica come area chiave e si era posto l’obiettivo di diventare il numero uno al mondo in questo campo entro il 2025. L’Azienda stima che, nel 2025, circa un nuovo veicolo del Gruppo su quattro potrebbe essere puramente elettrico, arrivando fino a 3 milioni di unità all’anno a seconda dello sviluppo del mercato. All’IAA di quest’anno, con la “Roadmap E” il Gruppo presenta la fase successiva, dando un ulteriore slancio alla pianificazione del prodotto per accelerare in modo consistente l’elettrificazione della gamma. Le Marche introdurranno un totale di 80 nuovi modelli elettrificati entro il 2025, inclusi circa 50 veicoli alimentati puramente a batteria e 30 ibridi plug in. Negli anni successivi questa cifra aumenterà decisamente fino a che non sarà prevista una versione elettrificata di ognuno dei circa 300 modelli del Gruppo, in tutti i segmenti in tutto il mondo al più tardi entro il 2030, in linea con quanto promesso. “Con la ‘Roadmap E’, apriamo un nuovo capitolo della nostra storia e prepariamo la scena per la svolta definitiva della mobilità elettrica. Poi starà ai Clienti decidere quanto velocemente saranno ampiamente accettate”, ha spiegato Müller. Incremento del capex per la mobilità elettrica La “Roadmap E” si accompagna anche a un ulteriore incremento delle spese per capitale per la mobilità elettrica. Fino al 2030, il Gruppo stanzierà più di 20 miliardi di Euro in investimenti diretti per produrre nuovi veicoli basati su due piattaforme per trazioni elettriche completamente nuove, per aggiornare gli stabilimenti e formare la forza lavoro, per le infrastrutture di ricarica, per la commercializzazione e le vendite e, ultima ma non meno importante, per la tecnologia e la produzione di batterie. Il Gruppo sta affrontando quest’ultima tematica con una strategia di medio e lungo termine a più fasi, partendo dall’aggregazione nel Centro di Eccellenza di Salzgitter delle attività di sviluppo, acquisti e controllo qualità delle celle per batterie e moduli del Gruppo. Qui la marca Volkswagen sta anche predisponendo la prima linea pilota per aggregare know-how sulla loro produzione. Entro il 2025, soltanto per l’equipaggiamento della propria flotta il Gruppo necessiterà di 150 gigawatt ora di capacità per batterie agli ioni di litio. Per soddisfare questo enorme fabbisogno, è stata lanciata una gara di appalto per stringere partnership strategiche a lungo termine in Cina, Europa e Nord America. Il piano di approvvigionamento è uno dei più grandi nella storia dell’industria automobilistica, con un volume totale degli ordini di oltre 50 miliardi di Euro soltanto per i futuri modelli di volume del Gruppo basati sul Modular Electrification Toolkit. Questo soddisferà la domanda per la prima ondata di mobilità elettrica. Con uno sguardo al futuro, il Gruppo si sta già preparando per la generazione successiva, le batterie a stato solido, e mira a portare questa tecnologia lungimirante alla maturità di mercato assieme a partner. Müller ha sottolineato: “Per noi, la trasformazione della mobilità e la transizione dell’energia sono inseparabili e creare rapidamente una infrastruttura di ricarica completa, nelle città e nelle autostrade, è fondamentale per il successo. In Europa e in particolare in Germania, roccaforte dell’industria automobilistica, si deve fare molto di più. Soltanto allora la fiducia dei Clienti crescerà e le vetture elettriche si diffonderanno e raggiungeranno quote di mercato rilevanti negli anni a venire. Sono convinto che questo si realizzerà soltanto se i politici, l’industria dell’energia e le Case automobilistiche lavoreranno in collaborazione”. Il portfolio di trazioni convenzionali come ponte per l’era elettrica Allo stesso tempo, l’annuncio della spinta sull’elettrificazione sottolinea l’impegno del Gruppo Volkswagen per una trasformazione regolare del sistema, con i motori a combustione interna odierni come ponte indispensabile verso l’era a zero emissioni. “Per il momento, offriremo l’intera gamma di trazioni, dalla convenzionale a quella completamente elettrica, per permettere una mobilità di massa sostenibile e conveniente. Non è una scelta casuale, ma dettata dalla voce della ragione”, ha affermato Müller. Studi indipendenti dimostrano che gli attuali motori a combustione interna del Gruppo Volkswagen si qualificano fra i più puliti e più efficienti del settore. I più recenti Diesel Euro 6 ottengono performance sopra la media nel nuovo ciclo WLTP in condizioni di guida reali e nei prossimi anni il Gruppo continuerà a investire nel miglioramento continuo delle proprie trazioni convenzionali. Ad esempio, in futuro il convertitore catalitico SCR diventerà una caratteristica standard di ogni nuovo motore Diesel prodotto dal Gruppo e tutti i nuovi benzina saranno equipaggiati con un filtro antiparticolato. Con la prossima generazione di motori, dal 2019 in poi, sono attesi miglioramenti significativi per quanto riguarda consumi ed emissioni. Inoltre, il Gruppo sta lavorando a carburanti sintetici ricavati da energie rinnovabili che possano trasformare i motori a combustione interna in sistemi di
Video: Marketing 4.0 l’intervento di Matteo Giovanditti a #WeChangeIT Forum

La seconda tavola rotonda dell’evento annuale di Data Manager, #WechangeIT Forum dedicata al marketing 4.0. Vendere non è più solo un’arte, ma è soprattutto una scienza. In questo video l’intervento di Matteo Giovanditti, CEO di ALTERNA società di Altea Federation #WeChangeIT Forum #Marketing40 #video : l’intervento di Matteo Giovanditti, ALTERNAClick To Tweet Visita il sito ufficiale del WeChangeIT Forum, i relatori, gli argomenti, aggiornamenti sulla edizione 2018 e la possibilità di Pre-Registrazione http://www.wechangeit.it/ The post Video: Marketing 4.0 l’intervento di Matteo Giovanditti a #WeChangeIT Forum appeared first on Data Manager Online.
Amazon pensa a un dongle e una Fire TV con Alexa
L’intelligenza artificiale a bordo della famiglia di speaker è destinata ad altri oggetti, come il set-top-box della casa Un dongle per la TV con 4K. Il trend è questo e perciò anche Amazon dovrà adattarsi. Stando alle ultime indiscrezioni dei siti specializzati, entro ottobre la compagnia di Mr. Bezos presenterà il nuovo accessorio, più simile al Chromecast ma con caratteristiche più degne di un dispositivo moderno, pronto a trasmettere in alta qualità a televisori di ultima generazione. Il Fire Stick 4K arriverà nei negozi entro la fine dell’anno (non in Italia probabilmente), e costerà più dei precedenti, probabilmente tra i 60 e gli 80 dollari, giustificati dalla presenza del supporto ai video 4K in HDR al fianco di caratteristiche tecniche aggiornate. Come è fatto Si tratta di un processore quad-core da 1.5 GHz, scheda video Mali 450 MP, 2 GB di RAM e ben 8 GB di memoria integrata, per salvare foto e video in archivio. Inoltre, Amazon sarebbe in procinto di lanciare anche una nuova Fire TV, per tenere il passo della Apple TV che ora supporta il 4K. Il punto di distinzione con la rivale di Cupertino è la presenza a bordo di Alexa, l’Intelligenza Artificiale che già potenzia gli speaker della gamma Echo. A cosa servirà? Difficile ipotizzare ora tutte le funzionalità della AI ma è evidente che potrà prima di tutto ricevere comandi per l’accesso allo store, il download di app e gli avvisi più basilari, tra cui agenda, email, meteo e tanto altro. Probabilmente potrà anche gestire gli altri oggetti connessi all’interno dell’abitazione, anche se evidentemente non sarà così comodo dover accendere sempre la TV per attivare videocamere, sensori e altre tipologie di device. The post Amazon pensa a un dongle e una Fire TV con Alexa appeared first on Data Manager Online.
Svolta Honda verso l’elettrico
Tutti i modelli del marchio offriranno un’opzione priva di combustibile da ora in poi. Un’alternativa che spingerà il mercato delle e-Car La nuova era di Honda è cominciata. A partire dalle prossime uscite, il produttore offrirà una versione elettrica di ogni suo modello disponibile in Europa, per spingere il settore delle e-Car. Lo ha comunicato Takahiro Hachigo, CEO di Honda, direttamente dal Motor Show di Francoforte. La strada intrapresa è ben chiara: entro il 2030 la compagnia avrà due terzi della propria offerta composta da veicoli elettrici ma già dal 2025 ci sarà un importante cambio di passo, con un ugual peso di autovetture classiche e con motore amico dell’ambiente. Stando ai dati della multinazionale, l’Europa è la regione che più di altre sta mostrando interesse intorno al settore della mobilità sostenibile ed è per questo che il nostro continente vedrà per primo le nuove proposte del gruppo, da adattare poi agli altri mercati. Spinta verso il futuro Come parte della nuova strategia eco, Honda ha svelato anche Manager Concept, un sistema di trasferimento energetico che permette di passare l’elettricità nel veicolo all’accumulatore domestico oppure venderla alle compagnie locali; la prima piattaforma verrà installata in Francia entro il 2020. La giapponese è solo la prima a realizzare un progetto simile ma è inevitabile che prima o poi tutti i principali player del settore prendano strade del genere per rendere estremamente utile e vantaggioso affidarsi a un mezzo elettrico, che è in grado non solo di trasportarci da una parte all’altra senza alcuna difficoltà ma anche restituire, quando si vuole, la forza non usata ad ambienti che ne necessitano, con un evidente risparmio economico sul lungo periodo. The post Svolta Honda verso l’elettrico appeared first on Data Manager Online.
Goophone X, il clone di iPhone X che costa solo 100 euro
Goophone X è uno smarpthone Android che ricorda molto iPhone X ma solo nell’estetica Apple è tra le aziende più importanti del mondo e quindi non si sorprende di certo quando altri cercano di imitarla. Ad esempio Xiaomi, che ora vanta prodotti di alto livello come Mi NoteBook, nei suoi primi anni era conosciuta come l’alter ego della Mela in Cina. Goophone X è un esempio di come tanti provino a copiare il colosso di Cupertino e molto spesso falliscono. Lo smartphone realizzato dall’omonima azienda ricorda molto nell’estetica iPhone X con il suo ampio schermo senza tasto centrale ma all’interno le componenti non sono di certo al livello del prodotto di Apple. Goophone X offre un display da 5,5″ con risoluzione 720 x 1.280 pixel molto inferiore allo schermo OLED Super Retina di iPhone X. Il processore è un MediaTek MTK6580 quad-core associato ad 1 GB di RAM. La memoria a disposizione per l’utente arriva ad un massimo di 16 GB mentre il sistema operativo è il vecchio Android Lollipop 5.0. La doppia fotocamera posteriore si compone di un duo di sensori da 8 Megapixel mentre quella frontale si ferma a 2 Mpx. Infine Goophone dispone solamente di connettività 3G, quindi niente 4G LTE. Fortunatamente anche il prezzo non è lontanamente vicino agli oltre 1.000 euro di iPhone X. Lo smartphone infatti costa appena 100 euro. Il top di gamma di Apple è invece finito nel mirino della critica da parte di un ristretto gruppo di esponenti del mondo arabo. Sui social network molti contestano la tecnologia Face ID che permette di autenticarsi tramite riconoscimento facciale e di realizzare le emoticon animate Animoji. Il sistema infatti sarebbe discriminatorio nei confronti delle donne che indossano il burla o il niqab. L’hashtag #Apple bandisce il niqab (tradotto in italiano) è diventato tranding topic in molti Paesi di maggioranza musulmana. The post Goophone X, il clone di iPhone X che costa solo 100 euro appeared first on Data Manager Online.
Barracuda analizza la minaccia del mese: Office 365 Account Compromise, la nuova “minaccia interna”

Microsoft Office 365 è così diffuso – oltre 100 milioni di utenti attivi al mese – da essere diventato quasi parte della nostra identità, in particolare all’interno della rete aziendale con la circolazione di email interne. Quando si riceve una mail dall’indirizzo di un collega ci si fida, siamo praticamente certi che la mail sia legittima ma sfortunatamente non è sempre così. I cybercriminali tradizionalmente allestiscono attacchi congegnati per raggiungere il più alto numero possibile di vittime. A partire dai tempi del vecchio spam all’era delle ricerche sui social media, i criminali seguono gli utenti, e Office 365 è diventato un terreno di coltura per attacchi altamente personalizzati. Nel Threat Spotlight di questo mese, la rubrica di Barracuda prende in esame una minaccia e consiglia come proteggersi, è stata analizzata una minaccia sempre più diffusa, Office 365 Account Compromise, in cui i malintenzionati cercano di impadronirsi delle credenziali di accesso e, una volta entrati, lanciare l’attacco direttamente dall’interno della rete. Ecco quello che abbiamo scoperto: La minaccia Office 365 Account Compromise: il criminale cerca di rubare le credenziali dell’utente per lanciare l’attacco per mezzo di un account interno Dettagli Molti tentativi di phishing sono facilmente riconoscibili dall’utente finale poiché contengono richieste improbabili, errori di battitura e di sintassi, allegati discutibili che insospettiscono l’utente. Ma oggi vediamo con sempre maggiore frequenza attacchi molto più difficili da individuare: attacchi personalizzati, confezionati con cura e recapitati in modo mirato, come nell’esempio che segue. Se esaminate lo screenshot potete notare che il messaggio non ha nulla di strano. Sembra provenire da Microsoft che avvisa l’utente di riattivare il proprio account Office 365. Questo potrebbe essere un segnale, anche se non particolarmente allarmante: Spiega come l’account “sia stato sospeso”, che non è un’azione normale su un account Office 365 Come per ogni email sospetta, l’utente dovrebbe avvisare il dipartimento IT non appena riceve un messaggio di questo tenore. Ma cosa succede se l’utente decide di seguire le istruzioni contenute nel messaggio? Questo particolare attacco è concepito per sottrarre le credenziali dell’account Office 365 dell’utente e impadronirsi dell’account. L’utente clicca su un link che lo porta su una landing page fasulla, ma ben disegnata, dove viene invitato a digitare le proprie credenziali. A questo punto, il gioco è fatto. Il criminale conosce le credenziali e conquista l’accesso all’account. A questo punto possono esserci scenari diversi: quello più comune prevede che il criminale imposti il forward dei messaggi per potere osservare i modelli di comunicazione dell’utente con interlocutori sia interni sia esterni all’organizzazione. Tale conoscenza può essere sfruttata come leva per attacchi futuri, come il ransomware o altre minacce avanzate. In un altro comune scenario, il criminale utilizza l’account compromesso per inviare messaggi ad altri utenti della stessa organizzazione, per raccogliere altri account o informazioni sensibili. Questo approccio in genere ha successo sul breve periodo poiché tipicamente la risposta o l’azione dell’utente è quasi immediata: Un metodo interessante consiste nell’utilizzare un allegato Pdf. La mail sembra provenire da un collega che inoltra un documento da rivedere (il Pdf allegato) dicendo che il documento può essere aperto digitando email e password dell’account di lavoro. Un altro modo per rubare le credenziali consiste nell’inviare una fattura invitando il destinatario ad autenticarsi su un fantomatico “portale” per poter visualizzare la fattura. Queste minacce interne non sono solo destinate a raccogliere credenziali. Spesso i criminali richiedono un’azione “urgente” come, ad esempio, il pagamento di una fattura o l’inoltro di informazioni sensibili quali i dati fiscali di dipendente. Office 365 è ancora uno strumento relativamente nuovo con una base di utenti in continua crescita e i cybercriminali ne stanno approfittando. Riassumendo, le tecniche usate in questi attacchi tramite Office 365 sono: Spear phishing: il malintenzionato invia un’email che invita l’utente a seguire un link per reimpostare le sue credenziali Office 365. Compromissione dell’account: una volta ottenute le credenziali, il criminale è in grado di usare l’account per lanciare nuovi attacchi. Imitazione degli indirizzi email: le email sembrano provenire da colleghi. Cosa fare: Formazione degli utenti. Gli utenti devono essere regolarmente formati e valutati per renderli consapevoli delle diverse tipologie di attacchi mirati. L’uso di attacchi simulati è di gran lunga la tecnica più efficace. Autenticazione multifattore. Una forma di autenticazione multifattore è già presente in Office 365, ma è possibile acquistare l’autenticazione multifattore Azure che offre anche altre funzionalità. Protezione in tempo reale da spear phishing e cyberfrodi. Barracuda Sentinel è un servizio cloud che utilizza tecniche di intelligenza artificiale per apprendere la storia delle comunicazioni di un’azienda e prevenire futuri attacchi di spear phishing. Il sistema si compone di tre potenti livelli: Un motore di intelligenza artificiale che blocca in tempo reale gli attacchi di spear phishing individuando gli individui più a rischio all’interno dell’azienda. Visibilità sui “furti” di dominio usando l’autenticazione DMARC per la protezione contro i domini “travestiti” e il furto di brand. La formazione con frodi simulate per gli individui più a rischio. The post Barracuda analizza la minaccia del mese: Office 365 Account Compromise, la nuova “minaccia interna” appeared first on Data Manager Online.
I nuovi smartphone Pixel 2 di Google arrivano il 4 ottobre?

Google potrebbe aver anticipato la presentazione di Pixel 2 e Pixel 2 XL rispetto alle previsioni Apple ha svelato questo martedì il suo innovativo iPhone X con Face ID e per Google è arrivato il momento di rispondere a tono all’azienda di Cupertino. In questi mesi sono apparsi online diversi rumors riguardanti i nuovi smartphone Pixel 2 e in molti si aspettavano che Big G avesse scelto il 5 ottobre per svelarli. Un cartellone pubblicitario apparso nelle strade di Boston sembra però confermare che l’evento dedicato a questi dispositivi dovrebbe essere stato anticipato al giorno prima, mercoledì 4 ottobre. “Chiedi di più al tuo telefono” è il claim che compare sul cartellone insieme al logo di Google e la data. Una frase di questo tipo non può che far pensare ai Pixel 2 e all’assistente vocale Google Assistant, che nei prossimi mesi sarà in grado di comprendere anche i comandi impartiti in italiano. Nonostante manchino ancora diversi giorni al 4 ottobre sappiamo già diverse cose riguardo agli smartphone di Google, che ha preso la decisione di fare ricorso contro la maxi multa da 2,4 miliardi di euro assegnatale dall’Unione Europea per la gestione della sezione Shopping. Pixel 2 sarà realizzato da HTC, azienda che in futuro potrebbe entrare a far parte della famiglia di Mountain View. A produrre Pixel XL 2 sarà invece LG. Il modello più piccolo avrà un display da 4,97″ mentre quello più grande da 5,99″. Entrambi gli smartphone saranno waterproof, monteranno un processore Qualcomm Snapdragon 835 e non presenteranno il classico jack audio da 3,5 mm. Per sopperire a questa mancanza, Google avrebbe già sviluppato una propria versione di AirPods. Stando alla data di presentazione è probabile che Pixel 2 e Pixel 2 XL saranno messi sul mercato per la fine di ottobre. The post I nuovi smartphone Pixel 2 di Google arrivano il 4 ottobre? appeared first on Data Manager Online.
WAVE OnCloud di Motorola Solutions rivoluziona le comunicazioni dei gruppi di lavoro
Premendo un tasto collega virtualmente e da qualunque luogo smartphone, computer, tablet e radio in modalità push-to-talk Presso la reception di un’officina c’è un cliente che, necessitando di una riparazione, è discretamente infuriato perché i pezzi di ricambio sono in magazzino ma il tecnico non può effettuare la riparazione perché non ha l’autorizzazione del suo superiore che si trova a 1.000 chilometri di distanza. Ecco un caso dove serve la potenza di un software dedicato alle comunicazioni dei gruppi di lavoro. WAVE OnCloud di Motorola Solutions è in grado di collegare istantaneamente lo smartphone dell’addetto al Servizio Clienti presso la reception, la radio ricetrasmittente utilizzata nell’officina e il computer del manager che si trova in una località con un fuso orario diverso. Con l’adozione della soluzione WAVE OnCloud il gruppo di lavoro avrebbe autorizzato la riparazione in tempi brevi, risolto rapidamente la problematica e già congedato il cliente soddisfatto. Progettato per connettere gruppi di lavoro dei settori manifatturiero, hospitality, utility, educazione e altri settori che richiedono un intenso lavoro di squadra, WAVE OnCloud fornisce comunicazioni voce affidabili e in tempo reale. L’applicazione, velocemente scaricabile, fornisce un servizio pushto-talk (PTT) per radio, smartphone, tablet e computer tramite la semplice pressione di un tasto – senza la necessità di selezionare, scorrere o digitare alcunchè. Tra i servizi principali WAVE OnCloud offre anche il riconoscimento, la messaggistica e la condivisione della posizione senza dover passare ad un’altra applicazione. WAVE OnCloud offre il servizio PTT facendo leva sulle potenzialità del cloud computing: ciò si traduce in tempi rapidissimi di rilascio, prevedibilità dei costi e convenienza e aggiornamenti del software senza soluzione di continuità. “WAVE OnCloud aggiunge nuova rilevanza al nostro portfolio di soluzioni push-to-talk per quei gruppi di lavoro che dipendono dalle comunicazioni per eseguire il loro lavoro,” ha dichiarato Jeff Spaeth, corporate vice president of Systems and Software Enablement di Motorola Solutions. “Abbiamo aggiunto un’opzione conveniente alla nostra linea WAVE che, grazie alla sua facilità d’uso e affidabilità, si rivelerà un offerta interessante per una fetta di mercato più ampia.” I clienti che hanno già adottato MOTOTRBO possono utilizzare WAVE OnCloud per integrare i loro sistemi radio con le reti a banda larga estendendone l’uso agli utenti mobili. WAVE OnCloud, nell’offerta Software as a Service (SaaS), consente un abbonamento entry-level economico e scalabile a seconda delle esigenze di business. WAVE OnCloud è la più recente soluzione che arricchisce l’offerta software di Motorola Solutions. I clienti WAVE sono invitati ad entrare nel mondo Team Communications di Motorola Solutions per trarre il maggior beneficio da tutti i loro dispositivi di comunicazione. WAVE OnCloud sarà disponibile nel Regno Unito e nei paesi europei a partire da Q1 2018. The post WAVE OnCloud di Motorola Solutions rivoluziona le comunicazioni dei gruppi di lavoro appeared first on Data Manager Online.
Il gruppo IMA automatizza il proprio IT Service Management grazie a Pat
La soluzione di Pat è la piattaforma core del nuovo IT Service Management di IMA, che sta beneficiando di una forte standardizzazione nella gestione e nel rilascio dei servizi per i circa 6.000 utenti del Gruppo Il Gruppo IMA, leader mondiale nella progettazione e produzione di macchine automatiche per il processo e il confezionamento di prodotti farmaceutici, cosmetici, alimentari, tè e caffè si è affidata all’esperienza di Pat, società del Gruppo Zucchetti, per centralizzare e standardizzare i propri servizi, fornendo una gestione strutturata delle circa 30.000 segnalazioni all’anno e un supporto univoco per tutti i 6.000 utenti del Gruppo, dislocati in Italia e nel mondo. A seguito della vertiginosa espansione degli ultimi anni da parte del Gruppo IMA, la gestione dei servizi IT centralizzati ha acquisito per il team di IMA una complessità sempre maggiore, tale da richiedere un salto di qualità nella strutturazione dei servizi e nella standardizzazione delle procedure: mentre fino a qualche anno fa gli utenti di IMA erano per il 70% basati in Italia e appartenenti alla stessa infrastruttura, nell’ultimo periodo le richieste invece provengono da svariati canali, non tutti monitorabili e non tutti integrati. In questo contesto evolutivo, il Management di IMA avverte la necessità di strutturare un processo di risoluzione standard tracciabile e pertanto la piattaforma HelpdeskAdvanced 10 di Pat divenuta il fulcro centralizzante del IT Service Management del Gruppo IMA. HelpdeskAdvanced coordina e gestisce totalmente i servizi, le richieste e le segnalazioni in multicanalità e governa in maniera standardizzata alcuni processi specifici come l’Incident, l’Asset e il Facility Management. Mediante l’introduzione del portale web per gli utenti, IMA ha potuto strutturare un dettagliato Portfolio e Catalogo Servizi, attraverso cui ogni utente, da qualsiasi divisione o filiale estera, possa facilmente navigare e individuare la tipologia della richiesta da effettuare. “Ci siamo affidati all’esperienza di Pat e grazie alla piattaforma core HelpdeskAdvanced, abbiamo ridefinito un nuovo modello operativo standardizzato e centralizzato, che punta costantemente al miglioramento dell’esperienza per gli utenti” dichiara l’Ing. Salvatore La Malfa, IT Performance Analyst. “Con Customer Portal, il nuovo canale web per gli utenti, vengono aperte e categorizzate oltre il 40% delle segnalazioni, che precedentemente venivano gestite via mail o telefono, con un grosso sovraccarico degli operatori. Lo strumento è stato immediatamente apprezzato dagli utenti, che lo utilizzano con soddisfazione in modalità in self-service e dagli stessi operatori che hanno già visto le proprie attività sgravate dalla precedente gestione non strutturata”. The post Il gruppo IMA automatizza il proprio IT Service Management grazie a Pat appeared first on Data Manager Online.