Un incidente informatico su tre è causato da ransomware
Il 2023 passerà alla storia per i numerosissimi attacchi ransomware che hanno rappresentato un incidente informatico su tre. La ricerca di Kaspersky, condotta tra il 2022 e il 2023, evidenzia pertanto una preoccupante escalation dei gruppi ransomware mirati. I dati indicano un aumento globale di questi gruppi pari al 30% rispetto al 2022, insieme a un incremento del 71% delle vittime riconosciute dei loro attacchi. Quali sono le vittime? A differenza degli attacchi random, questi gruppi prendono di mira agenzie governative, organizzazioni di rilievo e individui specifici all’interno delle aziende. Dal momento che i cyber criminali continuano a mettere a punto attacchi sempre più sofisticati ed estesi, la minaccia alla sicurezza informatica diventa sempre più incombente. E quali i ransomware più diffusi? Nel 2023, Lockbit 3.0 è stato il ransomware più diffuso, grazie a una fuga di notizie sul builder nel 2022 che ha consentito di generare varianti personalizzate che hanno colpito le organizzazioni di tutto il mondo. BlackCat/ALPHV si è classificato al secondo posto fino al dicembre 2023, quando un’azione congiunta dell’FBI e di altre agenzie ha interrotto le sue operazioni. Tuttavia, BlackCat si è rapidamente ripreso, sottolineando la resilienza dei gruppi di ransomware. Al terzo posto della classifica c’è Cl0p, che ha violato il sistema di trasferimento gestito di file MOVEIt, con un impatto su oltre 2,5 mila organizzazioni fino a dicembre 2023, secondo quanto riportato dalla società di sicurezza neozelandese Emsisoft. Nel report State of Ransomware 2023, Kaspersky ha identificato anche diverse famiglie di ransomware degne di nota, tra cui BlackHunt, Rhysida, Akira, Mallox e 3AM. Inoltre, con l’evoluzione del panorama dei ransomware, stanno emergendo gruppi più piccoli ed elusivi, che rappresentano una nuova sfida per le forze dell’ordine. Secondo la ricerca, la diffusione delle piattaforme Ransomware-as-a-Service (RaaS) ha ulteriormente complicato il panorama della cybersecurity, sottolineando la necessità di adottare misure proattive. Uno su tre Il team di Incident Response di Kaspersky ha rilevato che gli attacchi ransomware hanno rappresentato un incidente di cybersecurity su tre nel 2023. Dalla ricerca è emerso che gli attacchi tramite contractor e service provider sono vettori importanti, che facilitano le aggressioni su larga scala con un’efficienza allarmante. Nel complesso, i gruppi ransomware hanno dimostrato una conoscenza sofisticata delle vulnerabilità della rete, utilizzando una varietà di strumenti e tecniche per raggiungere i loro obiettivi. Hanno utilizzato strumenti di sicurezza ben noti e sfruttato vulnerabilità pubbliche e comandi nativi di Windows per infiltrarsi tra le loro vittime, evidenziando la necessità di solide misure di cybersecurity per difendersi dagli attacchi ransomware e dai domain takeover. “Con la diffusione del ransomware-as-a-service e l’aumento di attacchi sempre più sofisticati da parte dei criminali informatici, la minaccia alla cybersecurity diventa sempre più grave. I ransomware si confermano essere una minaccia molto grave, in grado di infiltrarsi in settori critici e di colpire anche le piccole imprese. Per combattere questa minaccia pervasiva, è indispensabile che individui e organizzazioni rafforzino le proprie difese con solide misure di cybersecurity. L’implementazione di soluzioni come Kaspersky Endpoint Security e l’adozione di funzionalità di Managed Detection and Response (MDR) sono fondamentali per proteggersi dall’evoluzione delle minacce ransomware”, ha commentato Dmitry Galov, Head of Research Center GReAT di Kaspersky. Best practice per proteggere le proprie attività Il 12 maggio, in occasione dell’Anti-ransomware Day, Kaspersky consiglia alle aziende di adottare queste best practice per proteggere le proprie attività dagli attacchi ransomware: Mantenere sempre aggiornato il software su tutti i dispositivi per evitare che gli aggressori sfruttino le vulnerabilità e si introducano all’interno della rete. Focalizzare la strategia di difesa sul rilevamento dei movimenti laterali e dell’esfiltrazione dei dati su Internet. Prestare particolare attenzione al traffico in uscita per rilevare le connessioni dei criminali informatici alla rete. Impostare backup offline, che gli aggressori non possono manomettere, assicurarsi di potervi accedere rapidamente in caso di necessità o di emergenza. Attivare la protezione contro i ransomware per tutti gli endpoint. Kaspersky Anti-Ransomware Tool for Business è uno strumento gratuito che protegge computer e server da ransomware e altri tipi di malware, previene gli exploit ed è compatibile con le soluzioni di sicurezza già installate. Installare soluzioni anti-APT e EDR, che consentano di individuare e rilevare le minacce in modo avanzato, indagare e porre rimedio tempestivamente agli incidenti. Fornire al team SOC l’accesso alle informazioni più recenti sulle minacce e aggiornarlo regolarmente con una formazione professionale. Tutto questo è disponibile all’interno del framework Kaspersky Expert Security. Fornire al proprio team SOC l’accesso alle informazioni più recenti sulle minacce (TI). Kaspersky Threat Intelligence Portal è un unico punto di accesso per le informazioni sulle minacce, che fornisce dati sui cyberattacchi e approfondimenti raccolti dal nostro team da oltre 20 anni. Per aiutare le aziende a mettere in atto difese efficaci, Kaspersky ha annunciato l’accesso gratuito a informazioni indipendenti, continuamente aggiornate e a livello globale, su cyberattacchi e minacce in corso. È possibile richiedere l’accesso compilando il form a questo link. Fonte: bitmat.it
Agricoltura: contro il cambiamento climatico la risposta delle tecnologie sensoristiche
La risposta al cambiamento climatico e alla sovrappopolazione non è cercare nuovi terreni ma ottimizzare quelli esistenti Oggi, il 70% del consumo mondiale di acqua dolce dipende dall’agricoltura, ma le risorse idriche del Pianeta si stanno riducendo a causa del cambiamento climatico. Tra i problemi principali vi sono siccità, infestazioni e parassiti, che insieme hanno portato a una perdita annua di colture pari al fabbisogno di cibo per 3 milioni di persone. Quel che stiamo facendo oggi è disboscare per ricavare nuovi terreni: una soluzione solo temporanea, pena un ulteriore e irreversibile intaccamento della biodiversità del Pianeta. In questo contesto è importante attrezzarsi per tempo: le gelate tardive in Alto Adige di fine aprile sono solo l’ultimo evento climatico avverso alle colture. Ecco perché diventa imperativo sfruttare in maniera più intelligente le risorse, prevenire le infestazioni e gestire al meglio le situazioni avverse. Ma come? Affidandosi alle nuove frontiere delle tecnologie sensoristiche. Matteo Beccatelli, chimico e ricercatore, ci parla delle nuove tecnologie sensoristiche Per produrre un chilo di carne bovina sono necessari circa 15.000 litri di acqua e per la coltivazione di una tonnellata di riso servono circa 1.500 metri cubi di acqua. Bastano questi numeri per rendersi conto di quanta acqua dolce consumiamo solo per sfamarci. Secondo la FAO (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura), il 70% del consumo idrico mondiale dell’uomo è destinato all’agricoltura. Questo utilizzo intensivo inizia però a essere problematico, in quanto le risorse idriche si stanno riducendo a causa del cambiamento climatico e della conseguente siccità. Sempre secondo la FAO, infatti, l’agricoltura è uno dei settori più vulnerabili al cambiamento climatico: si pensi alle catastrofi naturali che colpiscono duramente il settore agricolo nei Paesi in via di sviluppo, con danni stimati a 108 miliardi di dollari all’anno. Di questi, il 34% è causato proprio dalla siccità, con un impatto economico di 36,7 miliardi di dollari all’anno; mentre il 9% è dovuto a infestazioni e parassiti, con un costo di 9 miliardi di dollari all’anno. Queste situazioni di siccità e infestazioni hanno portato alla perdita di 2.967 miliardi di chilocalorie all’anno, pari al fabbisogno annuo di 3 milioni di persone. Viene naturale chiedersi come faremo a sfamare una popolazione mondiale che invece continua a crescere e che nel 2050 arriverà a 10 miliardi di persone. Quel che stiamo facendo, ad oggi, è aumentare la quantità di suolo destinato all’agricoltura: ogni anno 10 milioni di ettari di terre vergini vengono convertite all’attività agricole. Tuttavia questa non può essere la soluzione al problema, perché in questo modo si va a intaccare la biodiversità e l’equilibrio degli ecosistemi globali: di questo passo, entro il 2050, sarà necessaria un’ulteriore area di dimensioni paragonabili a quella del Brasile per soddisfare la crescente richiesta di cibo! Tecnologie per ottimizzare l’agricoltura: sì, ma quali? I dati sopra indicati sottolineano l’importanza di sviluppare strategie di resilienza e sostenibilità per l’agricoltura, al fine di garantire la sicurezza alimentare e mitigare gli impatti negativi sulle risorse naturali e sull’ambiente. È necessario, insomma, sfruttare in maniera più intelligente le risorse, evitando lo spreco e aumentando le rese. Lo si è sempre fatto con la chimica ma oggi il game changer è la tecnologia digitale e, in particolare, quella sensoristica. Da un lato, le nuove tecnologie hanno già portato il settore dell’agrifood a profonde trasformazioni – anche in Italia. Secondo il 7° censimento generale dell’agricoltura italiana, nel 2020, il 15,8% delle aziende agricole attive nel nostro Paese utilizzava il computer o altre attrezzature informatiche e digitali: una quota 4 volte superiore al dato del 2010 quando la percentuale si fermava al 3,8%. Ad essere informatizzate era il 78,2% delle grandi aziende e il 44,7% delle medie, l’8,8% delle piccole. Parallelamente il fatturato delle aziende che offrono soluzioni 4.0 per l’agricoltura nel 2023 aveva raggiunto la cifra di 2,5 miliardi di euro, con un aumento del 20% rispetto all’anno precedente. E il trend è in crescita: a livello globale, McKinsey calcola che il mercato oggi abbia un valore di 21,5 miliardi di euro e possa segnare un aumento dell’8% annuo fino al 2026. Benissimo, ma di quali tecnologie stiamo parlando? Oggi quelle che davvero possono contribuire a una reale spinta verso l’ottimizzazione dell’agricoltura sono, da un lato, l’Internet of Things (IoT) e l’intelligenza artificiale (AI) – perché permettono di raccogliere informazioni e dati aggiornati sulle colture, di sincronizzare la produzione e la vendita, di rendere più efficiente la gestione della supply chain – e dall’altro la tecnologia sensoristica. Quest’ultima, se combinata con i sistemi di AI, permette di monitorare costantemente e in tempo reale i parametri vitali delle colture al fine di identificare eventuali situazioni di stress e correre ai ripari prima che si verifichino danni irreversibili causati da infestazioni e parassiti, o ancora di monitorare quanta acqua serve a una coltura al fine di evitare gli sprechi. Si parte dalle tecnologie sensoristiche indirette come i sensori meteorologici, di suolo, di irraggiamento e di temperatura, immagini satellitari, droni… tutte tecnologie in grado di raccogliere dati ambientali che servono a capire ad esempio dal suolo o dall’umidità dell’aria se una data coltura sta bene oppure no e quindi di agire di conseguenza, misurando e ottimizzando l’utilizzo di pesticidi e acqua a seconda della situazione. Ne sono un buon esempio X-FARM, Finapp ed Elaisian. I grandi progressi delle tecnologie in risposta al cambiamento climatico Negli ultimi tempi la tecnologia sensoristica ha fatto grandi passi e oggi è persino possibile fare un’analisi diretta dello stato di salute di una pianta: vale a dire, misurarne direttamente i parametri vitali attraverso la linfa. Ci sono tecnologie che possono misurare la quantità di linfa che fluisce in tempo reale nel fusto, ossia la velocità della linfa (o flusso), ma in modo costoso ed invasivo utilizzando elettrodi di metallo. Ci sono già alcune società che applicano queste tecnologie in modo efficiente, ne sono un ottimo esempio l’australiana Hydroterra e l’americana Dynamax. Anche i tecnici di Plantvoice hanno studiato e applicato una tecnologia direttamente integrata all’interno della pianta – con l’ausilio di istituzioni come l’Università di Parma, l’Università
PuntoFisco: nuova ondata di false comunicazioni
Circolano di nuovo false comunicazioni e-mail dell’Agenzia delle Entrate per la sottrazione delle credenziali di accesso al sistema PuntoFisco Continuano a circolare false comunicazioni e-mail dell’Agenzia delle Entrate mirate alla sottrazione delle credenziali di accesso al sistema PuntoFisco, con qualche variante rispetto alla segnalazione del 26 marzo . Un esempio di e-mail: L’utente riceve una e-mail, proveniente da un indirizzo e-mail chiaramente non istituzionale, una comunicazione riportante l’oggetto “Sospensione Punto Fisco”, nella quale viene informato che per evitare il blocco temporaneo dell’account dovrebbe scaricare un PDF e poi accedere con le credenziali da un secondo link che dovrebbe indirizzare alla schermata di login di PuntoFisco, ma in realtà indirizza l’utente ad una pagina web contraffatta con i loghi dell’Agenzia. Qui una schermata del portale contraffatto: Pertanto, raccomandiamo agli operatori PuntoFisco di prestare la massima attenzione e, qualora ricevessero e-mail analoghe all’esempio sopra riportato, di non cliccare sui link in esse presenti, di non scaricare, aprire e compilare eventuali allegati, di non fornire credenziali d’accesso, dati personali in occasione di eventuali telefonate legate a questo tipo di fenomeni e di non ricontattare assolutamente il mittente di eventuali comunicazioni. Gli investimenti in sicurezza sono sempre più core per ogni tipo di azienda di ogni settore, dalle più piccole alle più grandi. E ricordiamo che investire in sicurezza non significa solo scegliere la più corretta tecnologia ed integrarla nell’infrastruttura esistente ma significa anche affidarsi a partner di fiducia per farsi carico della cybersecurity con un approccio globale che preveda anche la formazione del personale, molto spesso vittima inconsapevole che apre le porte ai criminali informatici. Ovviamente l’Agenzia delle Entrate disconosce questa tipologia di comunicazioni, rispetto alle quali si dichiara totalmente estranea. Ricordiamo che l’Agenzia non manda mail di questo tipo né chiede mai di comunicare informazioni riservate come le proprie credenziali. In caso di dubbi sulla veridicità di una comunicazione ricevuta dall’Agenzia, è sempre preferibile verificare preliminarmente consultando la pagina “Focus sul phishing”, rivolgersi ai contatti reperibili sul portale istituzionale dell’Agenzia o direttamente all’Ufficio territorialmente competente. Fonte: bitmat.it
Shopping Trends 2024: le chiavi per il successo nell’e-commerce
I consumatori stanno diventando sempre più abili nel perfezionare le proprie tattiche per navigare con successo attraverso la fase economica incerta dei nostri giorni. Secondo un’analisi inedita di Scalapay basata su dati proprietari ed esterni, le abitudini di spesa sono prudenti miste a concessioni di piccoli sfizi occasionali. Emergono preferenze generazionali distinte, con i Gen Z che cercano conforto principalmente nell’abbigliamento e negli accessori, e i baby boomer che preferiscono coccolarsi con viaggi e generi alimentari. I brand stanno reagendo a questo scenario dinamico integrando esperienze di e-commerce online e in negozio, al fine di mantenere un’alta percentuale di fidelizzazione e coinvolgimento dei propri clienti. La flessibilità dei settori fa la loro forza dell’e-commerce I settori come la Moda, il Benessere e la Bellezza si stanno adeguando per rispondere alla crescente richiesta di prodotti autentici e efficaci, mentre il comparto Casa e Giardino sta sperimentando una nuova attenzione per il comfort e il miglioramento degli spazi living sia per il lavoro che per il relax. Anche i prodotti per bambini si ispirano alle tendenze degli adulti, promuovendo l’inclusività. La maggioranza dei consumatori (55%) preferisce fare acquisti in negozi che offrono esperienze coinvolgenti. Al contempo, circa un terzo dei professionisti dichiara che le loro aziende stanno esplorando formati di negozio esperienziali. Attualmente, nel settore del retail, la distinzione tra e-commerce e vendita in negozi fisici è sempre meno netta, con i brand che comprendono l’importanza di padroneggiare la strategia omnichannel e cercano di integrare esperienze online e in-store in modo fluido. Gli italiani confermano una predilezione per eventi stagionali e promozionali come il Black Friday, il Natale e i Saldi estivi, durante i quali aumentano in modo significativo le transazioni. Fanno acquisti principalmente durante la settimana e in pausa pranzo, con il mercoledì che si distingue come il giorno di shopping più popolare. Andrea Fumagalli, Country Manager Italia di Scalapay, ha commentato: “Dalla nostra analisi emerge un quadro sull’e-commerce che conferma la sua crescita a livello globale, stimata ad oltre 7,5 miliardi di euro entro il 2025 nonostante le complessità del contesto macroeconomico internazionale. In questi termini, il profilo dei nostri oltre 6 milioni di consumatori è quello di persone più informate, consapevoli ed oculate in termini di spesa ma non disposte a rinunciare a piccoli lussi occasionali. Le categorie di shopping predilette si confermano essere quelle legate al Lifestyle e ai piccoli piaceri quotidiani (Abbigliamento 26%, Scarpe e Accessori 14.5%, Bellezza 18.3%, Casa e Giardino 11.6%) le cui ricerche di prodotti sulla nostra piattaforma (website o app) hanno registrato un aumento vertiginoso rispetto all’anno precedente, in alcuni casi fino al 320%. Sembra chiaro che in questi termini il Buy Now Pay Later rappresenta per i retailer una vera e propria opportunità non solo per l’aumento significativo (48% in media) nell’importo medio di acquisto e nella conversione al checkout (11% in media) ma soprattutto per permettere ai propri clienti di realizzare i propri sogni o soddisfare piccoli desideri, mantenendo il controllo delle proprie spese”. Lusso: le generazioni X e Y sono le principali driver degli acquisti Il luxury è la categoria con l’ordine medio più elevato tra gli utenti Scalapay in Italia nel 2024 (464 euro). Nel 2023, il mercato globale del lusso ha raggiunto un valore stimato di 1,5 trilioni di euro, segnando un aumento di almeno 8 punti percentuali rispetto all’anno precedente e stabilendo un nuovo record. Le generazioni X e Y sono le principali driver degli acquisti di lusso, mentre la Gen Z sta influenzando le strategie di brand con il loro focus sull’esperienza e il significato. Entro il 2030, ci si aspetta che la Gen Z contribuirà al 25-30% delle transazioni di lusso, e i Millennials al 50-55%. Nonostante la crescita degli acquisti online, il segmento offline rimane importante per il lusso grazie all’esperienza sensoriale unica con i brand che si stanno concentrando sull’espansione dei negozi esistenti per offrire esperienze di shopping più personalizzate e coinvolgenti. Moda: la sostenibilità è al centro dell’attenzione per consumatori e brand Nel 2024, la moda sta vivendo una crescita graduale ma stabile, con i brand di lusso che mostrano performance leggermente superiori rispetto ai marchi di fascia più bassa. L’ecommerce vede la moda e l’abbigliamento emergere come la categoria di spesa principale per i consumatori, una tendenza confermata dai dati di Scalapay. La sostenibilità è al centro dell’attenzione sia per i brand che per i consumatori. L’interesse per l’abbigliamento di seconda mano è in aumento, riflesso anche dai dati di Scalapay del 2023. Tuttavia, sebbene l’84% dei clienti dia priorità alla sostenibilità negli acquisti, questi sono meno propensi a pagare prezzi premium per articoli sostenibili. Un trend significativo è il potenziale della tecnologia di Virtual Fitting, che consente ai clienti di provare gli articoli virtualmente attraverso feed video live sui loro dispositivi mobili. Il valore medio degli ordini Fashion degli utenti Scalapy in Italia nell’anno in corso è di 120 euro. Bellezza: l’efficacia dei prodotti è preferita alla popolarità dei brand Le previsioni indicano un aumento delle vendite per l’industria della bellezza del 6% annuo a livello globale. Entro il 2027, si prevede che l’e-commerce rappresenterà il 25% del mercato. Nei prodotti si ricercano valore ed efficacia, optando per marchi che offrono risultati autentici piuttosto che per quelli più popolari dell’e-commerce. La fedeltà non è più scontata, con i consumatori sempre più disposti a sperimentare nuovi prodotti. Il concetto dell’”effetto lipstick”, che indica la tendenza dei consumatori a fare piccoli acquisti anche durante periodi di incertezza economica, si è esteso oltre il make-up alla cura della pelle, riflettendo il desiderio di rituali di self-care accessibili ma gratificanti. Le differenze generazionali sono evidenti. La Generazione Z, in particolare, è sensibile al valore. A differenza dei Millennials, è meno propensa a credere che i prodotti costosi siano più efficaci, mostrando un approccio pragmatico agli acquisti. Entrambe le generazioni sono attente alla sostenibilità, preferendo marchi socialmente responsabili. Il valore medio degli ordini Beauty registrati da Scalapay in Italia nel 2024 è di 99 euro. Salute e Benessere: consumatori più attenti alla qualità degli ingredienti dei prodotti Negli ultimi
Tutte le tipologie di attacchi informatici: a cosa le aziende devono porre attenzione?
Esaminiamo le varie tipologie di attacco hacker che pongono sfide alla sicurezza informatica. Nell’era digitale, la sicurezza informatica è diventata una delle principali preoccupazioni per individui, aziende e istituzioni. Gli hacker, con le loro abilità tecniche e la loro determinazione, rappresentano una minaccia costante per la privacy, la sicurezza e la stabilità dei sistemi informatici. Esaminiamo le varie tipologie di attacco hacker che pongono sfide alla sicurezza informatica. 1. Phishing: Uno dei tipi di attacco più diffusi e insidiosi è il phishing. Gli hacker creano e-mail, messaggi istantanei o siti web contraffatti che sembrano provenire da fonti affidabili, come banche o aziende, al fine di ottenere informazioni sensibili come password, dati finanziari o informazioni personali. 2. Malware: Il malware è un termine generico che comprende vari tipi di software dannoso progettato per danneggiare o compromettere un sistema informatico. Questi includono virus, worm, trojan e ransomware, che possono essere utilizzati per rubare dati, danneggiare file o estorcere denaro. 3. Attacchi di Forza Bruta: Gli attacchi di forza bruta coinvolgono il tentativo ripetuto di indovinare password o chiavi di crittografia attraverso la forza bruta, ovvero provando tutte le possibili combinazioni. Questo metodo può essere efficace se le password sono deboli o facilmente prevedibili. 4. Denial of Service (DoS) e Distributed Denial of Service (DDoS): Questi attacchi mirano a rendere inaccessibile un servizio, un sito web o un’applicazione sovraccaricandolo con un volume eccessivo di traffico o richieste. Nei DDoS, gli attaccanti coordinano una rete di computer compromessi per eseguire l’attacco in modo distribuito. 5. Attacchi di Iniezione: Gli attacchi di iniezione sfruttano vulnerabilità nei sistemi che accettano input dall’utente, come query SQL o dati di input su un sito web, per eseguire codice dannoso. Due esempi comuni sono SQL injection e Cross-Site Scripting (XSS). 6. Man-in-the-Middle (MitM): In un attacco MitM, un aggressore si interpone tra due parti in comunicazione, come un utente e un sito web, per intercettare e possibilmente modificare i dati scambiati tra loro senza il loro consenso. 7. Attacchi Zero-Day: Questi attacchi sfruttano vulnerabilità di sicurezza sconosciute ai produttori di software, quindi non ancora corrette o patchate. Gli hacker possono sfruttare questa finestra di vulnerabilità per compromettere i sistemi. 8. Attacchi di Ingenieria Sociale: Questi attacchi coinvolgono la manipolazione psicologica degli utenti per ottenere informazioni riservate o accesso a sistemi protetti. Gli hacker possono utilizzare tattiche ingannevoli o manipolative per ottenere accesso non autorizzato. 9. Attacchi di Spoofing: Gli attacchi di spoofing coinvolgono la falsificazione di identità o indirizzi IP per nascondere la vera origine di un attacco. Questo può essere utilizzato per ingannare gli utenti o i sistemi informatici sulle vere intenzioni dell’attaccante. 10. Attacchi di Cryptojacking: Questo tipo di attacco coinvolge l’utilizzo non autorizzato della potenza di calcolo di un dispositivo per estrarre criptovalute. Gli hacker sfruttano i dispositivi compromessi per generare profitto a spese degli utenti ignari. In un mondo sempre più connesso e dipendente dalla tecnologia, la consapevolezza delle varie tipologie di attacco hacker è fondamentale per proteggere i sistemi e i dati sensibili. Le organizzazioni e gli individui devono adottare misure di sicurezza informatica robuste e rimanere vigili contro le minacce in continua evoluzione provenienti dal mondo digitale. Fonte: bitmat.it
PMI e grandi rischi: proteggere le password è una priorità
In vista della Giornata Mondiale della Password ,Kaspersky svela alcune misure di cybersicurezza essenziali per la protezione delle password nelle PMI Oggi, le piccole-medie imprese sono sempre più spesso bersaglio di attacchi informatici. Con risorse e competenze limitate, queste aziende spesso faticano a difendersi da minacce sofisticate. Tuttavia, implementando solide misure di protezione delle password, le PMI possono aumentare significativamente il loro livello di sicurezza e salvaguardare i loro dati sensibili. Uno studio condotto da Kaspersky ha rilevato che il 76% delle piccole-medie imprese di tutto il mondo ha subito almeno un incidente informatico negli ultimi due anni. Le conseguenze di questi attacchi sono state gravi e hanno portato a fughe di dati riservati (34%), danni alla reputazione (23%), perdita di fiducia dei clienti (20%) e altro ancora. Circa il 9% delle PMI ha dovuto addirittura sospendere alcune attività. Analizzando questi incidenti informatici, è chiaro che l’uso di password deboli o il loro mancato aggiornamento regolare è una delle cause principali (24%) seconda solo al download di malware. Per affrontare questo problema, Kaspersky fornisce alcuni suggerimenti per rafforzare le policy sulle password delle piccole-medie imprese. Creare password forti Questa misura, per quanto ovvia, viene spesso trascurata dai dipendenti che devono destreggiarsi tra numerose password per le diverse applicazioni che utilizzano. Inoltre, bisogna assicurarsi che le password siano forti e uniche per ogni servizio aziendale. Le password deboli e riutilizzate sono un facile bersaglio per i criminali informatici, che sfruttano strumenti automatizzati per decifrarle e ottenere l’accesso non autorizzato a informazioni sensibili. Incoraggiando i dipendenti a utilizzare combinazioni complesse di lettere, numeri e caratteri speciali, le PMI possono ridurre il rischio di violazioni legate alle password. Implementare l’autenticazione a più fattori L’autenticazione a più fattori (MFA) aggiunge un ulteriore livello di sicurezza, richiedendo agli utenti una verifica aggiuntiva rispetto alla semplice password, attraverso dati biometrici, codici di accesso una tantum inviati a un dispositivo mobile o domande di sicurezza. Sebbene le piccole-medie imprese possano percepire il sistema di MFA come complesso o inutile, si tratta di una misura di sicurezza fondamentale che può proteggere da varie minacce informatiche, come il furto di password e l’accesso non autorizzato agli account. Abilitando l’autenticazione a due fattori si riduce significativamente il rischio di accesso non autorizzato agli account delle PMI, anche se le password sono state compromesse. Aggiornare regolarmente le password L’aggiornamento regolare delle password è essenziale per mantenere la sicurezza e ridurre il rischio di violazioni legate alle password. Nonostante le dimensioni, le piccole-media imprese non sono immuni dalle minacce informatiche e l’utilizzo di password obsolete o compromesse può rappresentare un rischio significativo per la sicurezza. I dirigenti delle PMI dovrebbero incoraggiare i dipendenti a cambiare periodicamente le password e applicare criteri di scadenza delle password per impedire il riutilizzo di quelle vecchie. Inoltre, è necessario aggiornare tempestivamente le password in caso di cambiamenti del personale o di sospette violazioni della sicurezza. Formare i dipendenti La consapevolezza dei dipendenti è fondamentale per un’efficace protezione delle password e per la sicurezza online delle PMI. I dipendenti devono essere sensibilizzati sull’importanza di password forti, sui rischi della loro condivisione e sulle potenziali conseguenze di un attacco informatico. Promuovendo la consapevolezza di una cultura della cybersecurity, le piccole-medie imprese possono mettere i dipendenti in condizione di svolgere un ruolo attivo nella protezione delle informazioni sensibili e nella mitigazione delle minacce informatiche. Proteggere dispositivi e reti Oltre a garantire la sicurezza delle password, le piccole-medie imprese dovrebbero adottare misure per proteggere i dispositivi e le reti con soluzioni di cybersecurity. Con la crescente diffusione del lavoro da remoto e dei servizi basati sul cloud, le PMI devono assicurarsi che dispositivi e reti siano adeguatamente protetti da malware, attacchi di phishing e altre minacce informatiche. Installando un software di cybersecurity affidabile, attivando i firewall e mantenendo aggiornati sistemi operativi e software, le piccole-medie imprese possono rafforzare in modo significativo le loro difese. “Oggi non è realistico pensare che solo le grandi aziende siano l’obiettivo principale dei criminali informatici, in realtà, anche le aziende più piccole devono fronteggiare rischi significativi di cybersecurity. Per questo motivo, devono dare priorità alle misure di sicurezza e utilizzare prodotti di cybersecurity per salvaguardare le attività e i dati dei clienti. Ad esempio, Kaspersky Small Office Security, studiato appositamente per le esigenze delle piccole-medie imprese, offre una soluzione di sicurezza “hands-off” con protezione “installa e dimentica” e consente di risparmiare sul budget aziendale, particolarmente importante nelle prime fasi di sviluppo del business. Fornisce una protezione completa contro malware, phishing, ransomware, password deboli e molto altro. In Kaspersky ci impegniamo a fornire alle PMI gli strumenti e le risorse necessarie per migliorare la loro protezione informatica. Crediamo che le aziende possano essere sia piccole che sicure”, ha commentato Kirill Litvin, Senior Product Marketing Manager di Kaspersky. Fonte: bitmat.it
Si rafforza l’impegno delle Istituzioni per la crescita del Made in Italy
Presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy si annuncia l’impegno congiunto per la promozione e la protezione del marchio Made in Italy nel mondo Presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), il Ministro Adolfo Urso, il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF), Francesco Lollobrigida, il Direttore Generale del Ministero Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), Mauro Battocchi, il Presidente di Agenzia ICE, Matteo Zoppas e il VP e Country Manager di Amazon Italia e Spagna, Mariangela Marseglia, hanno annunciato l’impegno congiunto per la promozione e la protezione del marchio Made in Italy nel mondo. Amazon e Agenzia ICE: la terza edizione dei Made in Italy Days In particolare, Amazon e Agenzia ICE hanno annunciato la terza edizione dei Made in Italy Days, una iniziativa di valorizzazione di migliaia di prodotti Made in Italy in Italia e nel mondo. Dal 27 maggio al 2 giugno 2024, in concomitanza con le celebrazioni della Festa della Repubblica, una speciale finestra promozionale sarà dedicata su Amazon ai prodotti Made in Italy negli Emirati Arabi Uniti, in Francia, Germania, Giappone, Regno Unito, Stati Uniti e Spagna, oltre all’Italia, in cui i clienti dei negozi online di Amazon potranno acquistare un’ampia selezione di prodotti dei più famosi marchi italiani e di migliaia di piccole e medie imprese (PMI) che, attraverso Amazon, li possono raggiungere in tutto il mondo. Obiettivi del Il Protocollo d’Intesa a tutela del Made il Italy Il Protocollo d’Intesa vuole contrastare fenomeni di contraffazione a danno delle aziende italiane e dei consumatori. Prevede per questo una stretta collaborazione tra le parti per sensibilizzare le aziende e i consumatori sui rischi della contraffazione e sugli strumenti di tutela disponibili, oltre a iniziative congiunte di formazione e supporto alle PMI italiane per l’internazionalizzazione attraverso il canale e-commerce. Agenzia ICE ed Amazon si impegnano inoltre a rinnovare l’accordo che permetterà ad ulteriori 300 aziende di aprire il proprio account sulle vetrine Amazon internazionali dedicate al Made in Italy e targate ICE, ricevendo una consulenza strategica dedicata tramite i programmi Incubator ed attraverso uno specifico supporto logistico e legale negli Stati Uniti. Le vetrine target dell’accordo sono quelle di Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, Paesi Bassi, Svezia, Polonia e Stati Uniti. L’impegno speciale di Amazon Per l’occasione, Amazon ha inoltre rinnovato il suo impegno nel sostenere l’export delle imprese italiane che vendono sul suo negozio online. Amazon ha annunciato di avere già superato l’iniziale impegno assunto nel 2022 di supportare le piccole e medie imprese italiane che vendono sul suo negozio digitale con l’obiettivo di aiutarle a raggiungere 1.2 miliardi di euro di vendite all’estero entro il 2025. Ad oggi, infatti, le vendite all’estero di tutti i partner di vendita – incluse sia le aziende che vendono tramite Amazon Marketplace, in qualità di partner di vendita terzi, sia le aziende partner di vendita di Amazon Retail, in qualità di vendor – sono pari a oltre 3 miliardi di euro e l’azienda annuncia l’ambiziosa sfida di supportare le realtà italiane che hanno scelto Amazon come finestra verso il mondo aiutandole a raggiungere 4 miliardi di euro di vendite all’estero, sempre entro il 2025. “Oggi, ribadiamo la nostra volontà di rafforzare il nostro ruolo di catalizzatori del cambiamento e di innovatori al fianco di questo Paese. Lo facciamo con consapevolezza definendo obiettivi ben chiari, soprattutto quando parliamo di impulso all’export delle aziende italiane e tutela del Made in Italy nel mondo. Tra questi, l’ambizioso impegno di supportare le aziende italiane che hanno scelto Amazon come finestra verso il mondo aiutandole a raggiungere 4 miliardi di euro di vendite all’estero entro il 2025. “, ha dichiarato Mariangela Marseglia, VP e Country Manager di Amazon Italia e Spagna. “Sono certa che la tecnologia e il digitale, messi a disposizione del sistema Paese, possano sostenere ulteriormente il successo del suo tessuto imprenditoriale”. Le iniziative di Amazon in occasione della prima Giornata nazionale del Made in Italy In occasione della prima edizione della Giornata Nazionale del Made in Italy indetta dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che quest’anno ha coinciso con la giornata inaugurale della Design Week, Amazon ha reso disponibile all’interno della vetrina Made in Italy una categoria interamente dedicata al design italiano: “Design Made in Italy”. Durante il FuoriSalone 2024, inoltre, nell’ambito della mostra-evento Interni Cross Vision, Amazon ha presentato “The Amazing Walk”, un’installazione ideata dallo studio MAD Architects. Inoltre, l’azienda mette a disposizione delle imprenditrici e degli imprenditori italiani un evento gratuito di formazione dal titolo “Accademia Virtuale Accelera con Amazon, Come vendere su Amazon e Vetrina Made in Italy”, che si terrà online il 23 aprile 2024, dalle ore 14:00 alle ore 15.30. Durante il webinar, gli esperti di Amazon spiegheranno come vendere sullo store digitale in pochi passaggi e come utilizzare al meglio gli strumenti offerti, come ad esempio la vetrina Made in Italy. “I Made in Italy Days sono tra le nostre più importanti iniziative di promozione dell’eccellenza italiana in tutto il mondo: oltre il 50% delle vendite dell’edizione dell’anno scorso sono derivate dall’estero, e auspichiamo risultati positivi anche quest’anno”, ha commentato Anna Bortolussi, General Manager Brand Owner and Seller Success, Amazon EU. “Strumenti come la vetrina Made in Italy, che oggi conta più di 2 milioni di prodotti a livello internazionale, e il percorso formativo gratuito Accelera con Amazon, aiutano le aziende a sviluppare il loro business in un’ottica di digitalizzazione e internazionalizzazione”. Fonte: bitmat.it
World Password Day: 10 consigli Trend
Le password sono la prima linea di difesa contro i cybercriminali. A cura di Veronica Pace, Head of Marketing Trend Micro Italia Ogni anno, il primo giovedì di maggio, si celebra il World Password Day, ricorrenza che ha l’obiettivo di promuove best practice in materia di sicurezza. Le password sono la prima linea di difesa contro i cybercriminali ed è quindi essenziale assicurarsi che siano il più possibile sicure. L’importanza di avere una password “robusta” Un errore comune che si commette è proprio quello di utilizzare la stessa passw per tutti i propri account. Una survey online di Google ha rilevato, infatti, che almeno il 65% delle persone ne utilizza di identiche su più siti, se non addirittura su tutti. Questo significa che le combinazioni possono essere facilmente violate ed è interessante notare come, secondo il Verizon Data Leak Investigations Report, le password compromesse siano responsabili dell’81% delle fughe di dati legate ad attività criminali. 10 consigli e trucchi per creare pass robuste NON UTILIZZARE lettere e numeri in sequenza (ad esempio, qwerty, abcde, 12345, asdf). Sono troppo comuni e facilmente indovinabili MAI usare la data di nascita. È facile da ricordare, ma semplifica anche il lavoro di un criminale, soprattutto se questa informazione è disponibile online COMBINARE lettere, numeri e simboli (es. $, %, !) per formare una combinazione di almeno otto caratteri. La presenza di combinazioni apparentemente casuali le renderà più difficile da decifrare EVITARE di utilizzare il proprio nome. Fortunatamente, alcuni siti web sono in grado di rilevarlo e di impedirne l’uso NON creare una password che contiene informazioni personali, perché i cyber-criminali possono trovarle online. EVITARE di usare pass troppo comuni, come P@$$w0rd, password, 1234567890, ioveyou, ecc. SMETTERE di riutilizzare le password. Ogni password creata deve essere unica PASSWORD ROBUSTE possono essere anche delle lunghe passphrase in cui si combinano più parole in una lunga stringa di caratteri (es: ombrelloinspiaggiapiove, sottoacetoacaso). È importante aggiungere anche numeri e simboli EVITARE di cambiare un solo carattere ogni volta che si aggiorna (es: MyG@laxyPassw0rd01, MyG@laxyPassw0rd02, MyG@laxyPassw0rd03) UTILIZZARE un generatore di password e un gestore. Non scrivere le password su quaderni o su foglietti adesivi Proteggere la propria identità e privacy Le buone pratiche di gestione sono essenziali per proteggere la propria sicurezza online, ma rappresentano solo un pezzo del puzzle quando si tratta di salvaguardare la propria identità e privacy. Più si conoscono i rischi online e il modo in cui possono compromettere le informazioni personali, la sicurezza e la privacy, più si è informati per scegliere la protezione di sicurezza più adatta alle proprie esigenze. Fonte: bitmat.it
L’importanza della preparazione dei dipendenti sulle minacce informatiche
In questo articolo, esploreremo le ragioni per cui la preparazione dei dipendenti sulle minacce informatiche è così cruciale per le aziende di oggi. Nell’era digitale in cui viviamo, le minacce informatiche rappresentano una costante realtà per le aziende di ogni settore e dimensione. Tuttavia, spesso sottovalutato è il ruolo fondamentale che i dipendenti hanno nella difesa contro queste minacce. Essere preparati sul fronte della cybersecurity non è più un’opzione, ma un imperativo per le aziende che vogliono proteggere i propri dati sensibili, la reputazione e il successo futuro. In questo articolo, esploreremo le ragioni per cui la preparazione dei dipendenti sulle minacce informatiche è così cruciale per le aziende di oggi. Il Rischio è in costante evoluzione: Le minacce informatiche non stanno mai ferme. Gli hacker e i criminali informatici sono costantemente alla ricerca di nuovi modi per infiltrarsi nei sistemi e compromettere i dati. Di conseguenza, è essenziale che i dipendenti siano costantemente aggiornati e informati sulle ultime tendenze e tecniche utilizzate dagli aggressori digitali. La sicurezza informatica è un affare di tutti: Spesso si pensa che la sicurezza informatica sia un compito riservato esclusivamente agli esperti IT. Tuttavia, ogni dipendente ha un ruolo da svolgere nella protezione dei dati aziendali. Da evitare di cliccare su link sospetti nelle email a mantenere password robuste, ogni azione compiuta dai dipendenti può influenzare la sicurezza complessiva dell’azienda. Proteggere la reputazione aziendale: Una violazione dei dati può causare danni significativi alla reputazione di un’azienda. I clienti, i partner commerciali e gli investitori perdono fiducia in un’azienda che non riesce a proteggere adeguatamente i propri dati sensibili. Investire nella preparazione dei dipendenti sulle minacce informatiche può aiutare a prevenire tali violazioni e preservare la reputazione aziendale. Risparmio di risorse e denaro: Affrontare una violazione dei dati può essere estremamente costoso. Dall’implementazione di misure correttive alla riparazione dei danni alla reputazione, i costi possono accumularsi rapidamente. Tuttavia, investire nella formazione dei dipendenti in materia di sicurezza informatica può aiutare a prevenire tali violazioni e risparmiare risorse e denaro preziosi nel lungo termine. Adattabilità al lavoro remoto: L’aumento del lavoro remoto ha reso le aziende più vulnerabili alle minacce informatiche. I dipendenti devono essere consapevoli dei rischi associati al lavoro da remoto e dotati delle competenze necessarie per proteggere i propri dispositivi e i dati aziendali da potenziali attacchi. In un mondo sempre più interconnesso e digitalizzato, la preparazione dei dipendenti sulle minacce informatiche è diventata una priorità assoluta per le aziende. Investire nella formazione e nella consapevolezza dei dipendenti non solo aiuta a proteggere i dati e la reputazione aziendale, ma può anche portare a risparmi significativi di risorse e denaro nel lungo termine. Ogni dipendente è un importante guardiano della sicurezza informatica dell’azienda, e solo con un impegno collettivo possiamo sperare di difenderci efficacemente dalle minacce digitali in continua evoluzione.
E-commerce, boom di acquisti high-tech nel primo trimestre 2024
E-commerce: Secondo l’indagine di BlazeMedia, le categorie di shopping online più gettonate sono state telefonia (28% del transato totale), computer e tablet (15%) ed elettronica (14%) C’è un settore in Italia che non cessa di crescere: si tratta dell’e-commerce. Pensiamo che nel 2023 lo shopping online degli italiani ha visto un aumento del +13%, superando i 54 miliardi di euro, con abbigliamento, beauty e tecnologia a guidare il trend. Nel comparto elettronica, in particolare, tre acquisti su quattro avvengono dopo la consultazione online. A confermare la tendenza anche per il 2024 è l’indagine di BlazeMedia, publisher e mediatech company specializzata nella monetizzazione a performance, che ha analizzato l’andamento dei consumi degli utenti del network nel primo trimestre del 2024. L’indagine fa riferimento a un campione di circa 280.000 ordini effettuati dagli utenti lettori dei siti del network di BlazeMedia sui siti e-commerce dei partner nei primi tre mesi dell’anno. Le categorie di shopping più impattanti in termini di transato sono state Telefonia (28%), Computer e tablet (15%), Elettronica (14%), seguite da Casa (12%) e Fai-da-te (6%). Nel settore high-tech le novità più acquistate sono smart tag e smart ring. Chi, invece, sull’e-commerce è in cerca di promozioni punta a smartphone ed elettrodomestici di fascia alta o prodotti per migliorare o efficientare le prestazioni in casa (domotica). “BlazeMedia punta a innovare il settore dell’editoria online grazie a un modello di business all’avanguardia, basando la maggior parte delle proprie revenue su affiliazione e vendita direzionata verso l’utente. Questo è possibile grazie alle tecnologie proprietarie e a migliaia di contenuti che ogni mese riescono ad intercettare i gusti e la curiosità degli utenti su tutti i canali di traffico, attraverso un’accurata ricerca di prodotti e servizi con potenziale di viralità e trend-setting”, dichiara Massimiliano Valente, fondatore e CEO di BlazeMedia. Telefonia, computer ed elettronica i più acquistati online Secondo i dati provenienti dalle abitudini degli utenti del network BlazeMedia, le categorie in cui nel 2024 si è speso di più sono rimaste invariate dall’anno precedente: telefonia, che comprende gli smartphone più all’avanguardia; computer e tablet per il lavoro, lo studio e l’intrattenimento; elettronica e home audio, tra cui auricolari, soundbar, smartwatch, memorie esterne e chiavette USB. Queste categorie di prodotto occupano il 57% del transato nel 2024 e generano il 30% di ordini, stabili rispetto al 2023. Al contrario, categorie e sottocategorie meno rilevanti sono cresciute di peso: in particolare le categorie Casa e Cucina e la categoria Fai da te sono cresciute di 5 punti percentuali anno su anno. Un caso interessante è quello dei componenti elettronici e audio BlazeMedia nota come nel primo trimestre del 2024 questi prodotti siano arrivati a segnare +3% di transato sullo stesso periodo del 2023. Tuttavia è cambiato il comportamento d’acquisto: si compra circa il 20% in meno di oggetti, ma mediamente più cari del 30%. Cresce anche il transato dei prodotti e-commerce per le categorie salute ed elettrodomestici (+13% primo trimestre 2024 su stesso periodo 2023), alimentari (+28%), abbigliamento (+5%) e bellezza (+23%). I 3 prodotti di punta nei primi tre mesi del 2024 Tra i trend setter del settore high-tech e-commerce nel trimestre spiccano, secondo BlazeMedia, gli smart tag, particolarmente amati dagli appassionati di tecnologia: si tratta di dispositivi di piccolissime dimensioni contenenti al proprio interno un geolocalizzatore. Tra i più acquistati anche i componenti elettrici per la casa da comandare con app e sistemi intelligenti di domotica, ad esempio smart speaker e interruttori wi-fi per accendere e spegnere dispositivi a distanza. Gli utenti cercano anche smartphone top di gamma nel periodo del lancio sul mercato. Queste ultime due tipologie di prodotto sono anche quelle che chi acquista online cerca di più in promozione: secondo l’indagine di BlazeMedia, gli utenti del network utilizzano gli sconti soprattutto per acquistare prodotti di alta qualità o marchi rinomati a prezzi più accessibili.