Microsoft brevetta un nuovo sistema per connettere smartphone e PC

Microsoft sta lavorando ad una tecnologia che migliorerà la comunicazione tra smartphone e PC con particolare attenzione alle chiamate VoIP Microsoft con Windows 10 ha cercato di proporre agli utenti un’esperienza d’uso che fosse identica a prescindere dalla tipologia di schermo. L’interfaccia e la modalità di accesso ai contenuti dovevano risultare le stesse su smartphone, tablet e PC. L’esempio lampante di questa nuova filosofia è l’app Continuum, che permette di collegare monitor, tastiera o mouse al telefono per trasformarlo letteralmente in un PC. In questi giorni Microsoft ha depositato il brevetto di un dispositivo che migliora ulteriormente la collaborazione tra mobile e desktop concentrandosi su produttività e comunicazione. L’azienda di Redmond, che ha deciso di formare da sé i professionisti nel campo dell’intelligenza artificiale, sta lavorando ad un device molto simile ad una dock station per smartphone con altoparlanti e microfono. Gli ingegneri vi hanno inoltre integrato un sistema a LED per le notifiche e alcuni pulsanti per velocizzare l’accesso a particolari app per effettuare chiamate VoIP con ovviamente Skype in prima linea. Il dispositivo è pensato principalmente per un’utenza enterprise e permetterà di rendere più efficienti operazioni come videochiamate e conference call interagendo liberamente con il telefono e PC senza soluzione di continuità. La dock station potrà essere collegata al computer tramite cavo o wireless e allo smartphone via Bluetooth. Inoltre pare che le notifiche compariranno sullo schermo più ampio anche quando il PC si trova in modalità standby. Questo è solo l’ultimo dei brevetti depositati da Microsoft negli ultimi mesi. L’azienda ha anche progettato un’interfaccia basata sulla lettura delle onde celebrali, uno smartwatch modulare e anche una cover per Surface con integrato un display ad inchiostro elettronico. The post Microsoft brevetta un nuovo sistema per connettere smartphone e PC appeared first on Data Manager Online.
Xiaomi si prepara a Oreo
Il modello Mi A1 è il primo in beta testing per gli smartphone del gruppo. La novità è il supporto alla ricarica veloce Un big come è oramai diventata Xiaomi non può più procedere con le sue logiche strategiche. Se tutti i top player sono oramai entrati nel loop di Android Oreo, anche la multinazionale con sede in Cina sta lavorando sodo per portare i flagship in portafoglio nel mondo del biscottone annunciato nell’estate del 2017. Il primo smartphone a beneficiare delle novità del sistema operativo in versione 8.0 sarà lo Xiaomi Mi A1, che adotterà una rom completamente stock, senza alcuna personalizzazione, come peraltro promesso dalla compagnia nei mesi scorsi. C’è da dire che un certo delay nel rilascio dell’update c’è stato, visto che il termine prefissato era la fine del 2017 ma nulla di così preoccupante visti i pochi giorni che ci dividono ancora dalla diffusione della beta. Per un firmware completo e privo di crash importanti si dovrà attendere ancora, probabilmente la fine di gennaio. Fast charging in arrivo Tra i changelog conosciuti che accomunano l’aggiornamento a Oreo per tutti i brand, vi è una bella introduzione anche per lo Xiaomi Mi A1. Stiamo parlando del supporto al fast charging, la ricarica veloce che permetterà di ridare energia alla batteria in un tempo decisamente minore di quanto serva oggi per arrivare al 100%. Come accade già per gli altri marchi, con tutta probabilità la possibilità di usufruire del supporto avverrà solo con un caricatore ufficiale, anche se quello che cambia è a livello software e per nulla hardware. Come anticipato, al momento l’update è in fase di beta testing, alla quale hanno già potuto accedere alcuni utenti. Non è chiaro se per i dispositivi già in vendita in Europa è già pianificato un aggiornamento ad Android 8.0 ma gli altri in uscita sicuramente adotteranno la più recente versione del sistema operativo del robottino di Google. The post Xiaomi si prepara a Oreo appeared first on Data Manager Online.
Daydream è cresciuto: pronto un visore standalone con Lenovo
Il progetto VR di Google si affiderà a nuovi partner per cercare di superare il diretto concorrente Gear VR di Samsung In Italia lo conosciamo ancora poco ma Daydream è pronto a conquistare il mercato del virtuale casalingo. Il visore di Google è un parente stretto del Gear VR di Samsung, di cui riprende linee e modalità di utilizzo. E come il gadget della concorrente, quello visto sinora è un accessorio che necessita di uno smartphone nella plancia per funzionare, nella logica della compagnia di Mountain View, tutti gli Android con almeno la versione Nougat del sistema operativo. Tuttavia Daydream vuole andare oltre, ponendosi non solo come prodotto complementare ma scelta di valore per fruire di un VR di qualità. Per questo, il compito di rilanciare il marchio spetterà anche ai partner che hanno sposato l’iniziativa tra cui Lenovo, che presto renderà disponibile il suo visore Daydream indipendente, in grado cioè di funzionare senza essere connesso a telefonini o computer esterni. DI cosa si tratta Sappiamo ancora poco sul dispositivo, se non che la Federal Communications Commission ha approvato la bozza progettuale di Mirage Solo, che potrebbe essere molto vicino a una commercializzazione negli USA. È questo il nome del device su cui Lenovo starebbe lavorando insieme alla supervisione di Google per portare Daydream in tante case, non solo negli USA dove sinora ha trovato la sua collocazione principale ma anche in maniera più diffusa in Europa, Italia compresa. Mirage Solo, come visore standalone, toglierebbe di mezzo la necessità di avere uno smartphone compatibile per accedere ai mondi 3D, vista la possibilità di usarlo staccato da periferiche terze, un po’ come avviene per gli occhialini basati sulla Windows Mixed Reality, la realtà aumentata che ha preso il via con gli HoloLens di casa Microsoft. Del resto, gli analisti sono convinti che per raggiungere il successo, piattaforme del genere necessitano di modalità di utilizzo naturali, semplici e veloci, per abbattere le barriere di adozione e avvicinare pubblici differenti. The post Daydream è cresciuto: pronto un visore standalone con Lenovo appeared first on Data Manager Online.
Il web: uno strumento di comunicazione anche per il mondo dello sport
Era il 1960 quando furono avviate alcune ricerche per il progetto ARPA, attuato dal Ministero della Difesa degli Stati Uniti. Qualche anno dopo, nacque la rete ARPANET, alla quale si collegarono 4 computer di 4 università americane, che iniziarono così a comunicare tra loro anche a distanza. Nel 1971, i pc connessi a questa rete erano ben 23; mentre l’anno dopo nacque la famosa “chiocciola”(@, at sign) e un ente incaricato della gestione di internet. Pian piano, tanti computer in tutto il mondo iniziavano a collegarsi tra loro, fino ad arrivare al 1980, anno del primo hack della storia del World Wide Web, e al 1983 quando apparvero i primi server dotati di specifici nomi per il reindirizzamento a determinati siti. Nel 1985 vennero assegnati i domini nazionali e venne registrato il primo dominio .com; nel 1986 ci fu la prima connessione dall’Italia e nel 1990 scomparse ARPANET e nacque il linguaggio HTML. Nonostante tutta questa evoluzione partita effettivamente nel 1960, solo nel 1991, il Centro Europeo di Ricerca Nucleare annunciò ufficialmente la nascita del World Wide Web. Nacque finalmente quello che oggi è parte della nostra quotidianità: il web. Solo nel 2015, si contavano oltre 3,3 miliardi di utenti in tutto il mondo e possiamo dire con certezza che, ad oggi, siamo molti di più. Internet è diventato fin da subito uno strumento di grande utilità: agli inizi l’abbiamo usato per studiare e per lavorare, poi siamo arrivati al punto in cui dal gioco alle interazioni, dall’intrattenimento agli acquisti, non possiamo più fare a meno del web. Quest’ultimo si presenta anche come un validissimo strumento di comunicazione, b2b e b2c, per qualunque settore: utilizzandolo ogni giorno, è ovvio che ogni realtà aziendale e libero professionista può trovare il suo pubblico di riferimento proprio su internet, quasi sempre connesso e alla ricerca di prodotti, informazioni, servizi e quant’altro. Con il passare degli anni, numerose società sportive, associazioni, proprietari di palestre, atleti, personal trainer e allenatori di ogni genere si sono avvicinati a questo mondo digitale con l’intento di farsi conoscere. Così hanno iniziato a nascere importanti strategie di marketing strettamente legate a questi settori, che coinvolgono tutto ciò che fa parte del web. Tuttavia, il mondo del web corre più veloce rispetto a quello dello sport, proprio come è accaduto dalla nascita di ARPANET all’arrivo dell’HTML. Infatti, se qualche tempo fa chi opera nel settore sportivo e del fitness si limitava ad essere social e a condividere qualche foto, adesso è tutto cambiato. Per essere presenti online nel modo giusto e per riuscire a farsi trovare da tanti potenziali clienti, è importante avere un sito web; sfruttare al meglio strumenti come i social network, le ads e le email; elaborare contenuti di valore e di qualità (blog, video, infografiche, etc.); crearsi una forte identità aziendale e puntare molto sulle tecniche di ottimizzazione per i motori di ricerca. Ad ogni modo, tutto questo è il minimo, e il mondo dello sport si affianca spesso agli esperti del settore digital, in quanto non è facile seguire il progresso e far leva sulle nuove tendenze. Molte aziende si affidano infatti a valide web agency per lo sport che elaborano strategie di web marketing personalizzate in base alle singole aziende, ai loro obiettivi e al pubblico di riferimento, mettendo a disposizione le potenzialità di professionisti diversi tra loro: dagli esperti SEO ai web designer, dai grafici agli sviluppatori di applicazioni per dispositivi mobili, dai copywriter ai social media manager. Tutte queste figure professionali sono in grado di seguire i trend e di fare tutto ciò che serve per portare un’azienda alla crescita e al successo online. Dal 1960 a oggi, di cambiamenti ce ne sono stati, anche per il mondo dello sport che, abbracciando la digitalizzazione, ha visto arrivare persino delle nuove e attuali tendenze, molto utili per il web marketing, che certamente qualche anno fa non ci saremmo mai aspettati. Si parla sempre più spesso di applicazioni e di realtà aumentata, di content marketing perfetto per lo sport, di SEO e mobile-marketing. Questi sono i principali trend dell’inizio del 2018, che si faranno strada tra le migliori strategie di marketing, influenzandole e dandoci l’opportunità di stare al passo con i tempi. Anche chi opera nel settore dello sport The post Il web: uno strumento di comunicazione anche per il mondo dello sport appeared first on Data Manager Online.
WeChat, non memorizziamo i messaggi
Accusa era stata mossa dal miliardario dell’automotive Li Shufu
Il nuovo Xperia arriva al CES 2018
Tra qualche giorno parte la kermesse californiana dell’hi-tech dove Sony porterà il suo prossimo smartphone di punta Non conosciamo ancora il nome ma di certo Sony Mobile è pronta a presentare al Consumer Eelectronic Show di Las Vegas il suo nuovo smartphone con processore Snapdragon 845. La piattaforma più recente di Qualcomm sarà la tecnologia principe di questo 2018, almeno nel settore dei dispositivi hi-tech dedicati alla massa, dove promette di innalzare il livello delle prestazioni e i campi di utilizzo. La CPU 845 è infatti la controparte del ben conosciuto Kirin 970, il chip di Huawei dotato di sezione per l’Intelligenza Artificiale, portatore dunque di una serie di attività votate allo smart computing. Per questo, i top di gamma di quest’anno beneficeranno praticamente tutti dell’ultimo hardware della produttrice americana, cuore dei prodotti dei principali brand del mercato, Samsung, LG, Google, OnePlus e la stessa Sony. Cosa aspettarsi Gli ultimi leak suggeriscono che Sony terrà una conferenza ad-hoc al CES, durante il quale svelerà non solo il flagship nel settore smartphone ma anche altri dispositivi, probabilmente le nuove versioni dei wearable su cui punta la compagnia, tra cui assistenti digitali e altre tipologie di IoT. Le indiscrezioni parlano di un telefonino con GPU Adreno 640, 4 o 6 GB di RAM, 64 o 128 GB di memoria espandibile, Android 8.0 Oreo e, finalmente, rapporto dimensionale di 18:9. Sarebbe dunque questo il primo cellulare della giapponese allungato, pronto ad allinearsi al trend del mercato, che ha visto la scomparsa del tasto Home e l’avvento dei display full vision. Stando a quanto diffuso online nelle scorse settimane, l’Xperia in via di presentazione risponde al codice H8266, meglio conosciuto con il marchio commerciale di Xperia XZ2. The post Il nuovo Xperia arriva al CES 2018 appeared first on Data Manager Online.
Perché Israele ce l’ha con i bitcoin (e non solo)
L’autorità nazionale che regola il mercato finanziario ha proposto di bannare le agenzie basate esclusivamente su valute crittografiche Bitcoin e valute crittografiche rappresentano un mercato in forte espansione, che crea numerosi disagi a chi non è pronto ad adattarsi. Tra questi vi è l’autorità che gestisce gli scambi di borsa in Israele, che ha proposto di vietare le operazioni alle società che si basano esclusivamente sulla moneta digitale. Se dovesse passare, la norma bloccherà ogni azione sul Tel Aviv Stock Exchange, la piazza finanziaria del paese. Shmuel Hauser, a capo dell’Israel Securities Authority (ISA), ha spiegato alla conferenza Calcalist l’idea di presentare al board del comitato l’intenzione del divieto: “Se c’è un soggetto il cui business principale gira intorno al mondo delle cryptocurrency, non dovremmo permetterli di agire in borsa. Chi non è ancora attivo non potrà entrare, chi c’è già vedrà i propri scambi sospesi”. Mossa da censura Hauser non ha identificato alcuna compagnia specifica come esempio della direttiva ma è chiaro che la mossa è vista come una precisa censura delle startup che, in Israele, stavano guadagnando parecchio dal trend crescente dei bitcoin. Blockchain Mining e Fantasy Network sono alcune delle interessate ma non solo: c’è un sottobosco di aziende nascenti che sperava di poter ottenere un forte boost dall’ascesa delle monete crittografiche. Le conseguenze del blocco potrebbero danneggiare non solo il business di chi opera all’interno del paese ma anche verso l’estero. Fantasy Network, tramite un comunicato, ha affermato: “Restrizioni simili hanno il potenziale non solo di escluderci dalla borsa di Tel Aviv ma anche di limitare gli investimenti a livello globale”. La proposta di Shmuel Hauser sarà probabilmente l’ultima da capo dell’ISA, visto che il suo mandato avrà fine tra qualche settimana, dopo 6 anni e mezzo al comando dell’organo statale. The post Perché Israele ce l’ha con i bitcoin (e non solo) appeared first on Data Manager Online.
Mattarella, il ruolo della tecnica e la trappola di un eterno presente
Innovazione tecnologica e governance al centro del messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella I settant’anni della Costituzione e il centenario della vittoria nella Grande guerra. #Mattarella @Quirinale il ruolo della tecnica e la trappola di un eterno presenteClick To Tweet «Le minacce alla pace, la libertà, la democrazia, i diritti». Il rischio di cadere nella «trappola di un eterno presente» e il dovere di «prepararsi al domani». Ma al centro del messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, oltre al richiamo alle elezioni e alla partecipazione alla vita democratica del Paese – c’è soprattutto la riflessione sul cambiamento e l’evoluzione dell’innovazione tecnologica, il rapporto tra l’uomo, lo sviluppo e la sostenibilità delle scelte. Occorre «interpretare, e comprendere, le cose nuove. La velocità delle innovazioni è incalzante (…). Cambiano gli stili di vita, i consumi, i linguaggi. Mutano i mestieri e l’organizzazione della produzione. Scompaiono alcune professioni altre ne appaiono (…). I cambiamenti, tuttavia, vanno governati per evitare che possano produrre ingiustizie e creare nuove marginalità». The post Mattarella, il ruolo della tecnica e la trappola di un eterno presente appeared first on Data Manager Online.
Apple, 40% probabilità che compri Netflix
Con riforma fiscale l’azienda ha 252 miliardi di liquidità
Carica di novità tech al CES 2018
Per la prima volta alla fiera hi-tech un ‘village’ italiano