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OnePlus lancia la versione beta di OxygenOS Oreo

La prima open beta è già realtà per OnePlus 5T, l’ultimo smartphone della startup cinese. Tante le novità, tra cui il PiP e il salvataggio dei login Anche se con qualche giorno di ritardo rispetto al termine del 31 dicembre, OnePus ha reso disponibile la nuova versione del suo sistema operativo basato su Android Oreo. OxygenOS Open Beta 1 è il nome del firmware che comprende il major update che prende il meglio dal robottino 8.0, portando a bordo dell’ultimo telefonino della cinese le più recenti novità del software di casa Google. Chiunque abbia un 5T può infatti già installare l’aggiornamento, tenendo presente che trattandosi di una release non stabile, potrebbe incorrere in rallentamenti e crash improvvisi. Difficile dire quando la compagnia rilascerà il pacchetto definitivo ma dovrebbe essere questione di poco, conoscendo il fervore e il dinamismo che da sempre contraddistinguono la startup amata dagli smanettoni di tutto il mondo. Le novità Cosa c’è all’interno di OxygenOS Open Beta 1? Ovviamente tutto il meglio di Oreo. Partiamo dall’introduzione del Picture-in-Picture, che vuol dire possibilità di rimpicciolire le finestre e tenerle in primo piano sullo schermo, anche mentre si usa altro. In questo modo si può avere il popup dell’email o di Facebook guardando un video su YouTube oppure giocando al passatempo preferito, con una certa scomodità per le dimensioni non certo onerose del display ma con la sicurezza di non subire rallentamenti di sorta, visto l’hardware a disposizione. La seconda grande novità è l’auto-completamento per le password dei login immessi almeno una prima volta. Si tratta di un’opzione già vista con lo smart lock di Google, che ora tutti i possessore di un device Oreo possono sfruttare nativamente e in sicurezza. Il redesign dell’OS comprende anche un diverso menu veloce e la selezione del testo intelligente, per copiare e incollare in veloce frasi e parole da un’app all’altra. OxygenOS Open Beta 1 è disponibile a questo indirizzo, con un pacchetto di circa 1,6 GB. The post OnePlus lancia la versione beta di OxygenOS Oreo appeared first on Data Manager Online.

Apple acquisisce Buddybuild per facilitare lo sviluppo di app

Apple attraverso Buddybuild, startup specializzata in debugging, migliorerà i flussi di lavoro per gli sviluppatori Apple inaugura il 2018 con una nuova acquisizione nell’ambito del coding. Techcrunch riporta che la Mela ha fatto suo il team di Buddybuild, startup canadese specializzata in debugging e servizi per migliorare lo sviluppo delle app e la loro promozione mediante GitHub, BitBucket o GitLab. La conferma dell’operazione, di cui non sono stati resi pubblici i termini economici, è arrivata direttamente dal blog ufficiale di Buddybuild. Apple ha fatto sapere che il team di 40 persone della startup fondata nel 2015 dagli ex Amazon Dennis Pilarinos e Christopher Scott continuerà a lavorare dalla sede di Vancouver e che tutti gli strumenti da essa offerti verranno integrati in Xcode, la piattaforma di sviluppo software di Cupertino per iOS, macOS, watchOS e tvOS. Quest’ultimi saranno comunque a disposizione dei vecchi clienti dal sito di Buddybuild ma da oggi non ne verranno accettati di nuovi. L’accordo con Apple inoltre prevede la chiusura di tutti gli strumenti dedicati ad Android a partire da marzo. La Mela, che si vocifera voglia stupire il mercato acquisendo Netflix entro la fine dell’anno, già in passato aveva bloccato ad altre aziende acquisite la possibilità di continuare a lavorare con il sistema operativo di Google. L’annuncio ufficiale dei nuovi strumenti per lo sviluppo di app dovrebbe comunque arrivare alla prossima WWDC (WorldWide Developer Confercence). The post Apple acquisisce Buddybuild per facilitare lo sviluppo di app appeared first on Data Manager Online.

Domani è il giorno del Galaxy S9 (o quasi)

Come previsto, al CES di Las Vegas Samsung darà qualche dettaglio sul nuovo smartphone da svelare ufficialmente a Barcellona Un’attesa snervante quella che c’è dietro il Galaxy S9 se non altro per i numerosi interrogativi che circondano il prossimo smartphone di Samsung. Il primo tra tutti riguarda la data: quando verrà presentato il dispositivo? A Las Vegas oppure a Barcellona? La verità potrebbe essere nel mezzo e data dalla stessa azienda. Con un tweet del 28 dicembre, Samsung ha infatti annunciato il keynote in cui svelerà le novità del processore Exynos di nuova generazione, lo stesso che andrà a potenziare la versione occidentale del Galaxy S9 (sugli altri dovrebbe esserci lo Snapdragon 845). Su Twitter dunque ecco il messaggio: “Discover #TheNextExynos that goes beyond a component. Stay tuned”. Tra le righe dovrebbe nascondersi la capacità AI della CPU, da vedere all’opera proprio sull’S9. Anticipazione succulenta Come detto, quella americana sarà solo un’anticipazione, durante la quale Samsung spiegherà le innovazioni del chip e cosa sarà in grado di fare sugli smartphone. Poco si sarà circa il Galaxy S9, anche perché il vero appuntamento è per il 25 febbraio, quando in un’anticipazione del Mobile World Congress di Barcellona la compagnia coreana porterà sul palco davvero il suo telefonino, che poco si discosterà dal modello attuale, almeno nel design. Per il resto, proprio la nuova famiglia di Exynos rappresenterà il cuore centrale del device, la migliore risposta al Kirin 970 di Huawei e all’A11 Bionic di Apple, i primi processori dotati di sezione dedicata al calcolo neurale, per attività di mobile computing avanzato. Non a caso proprio in Spagna, la concorrente cinese porterà il P11 e il P11 Plus, telefonini che sulla scia del Mate 10 Pro beneficeranno della neural processing unit casalinga, che dovrà confermare quanto di buono mostrato nel 2017. The post Domani è il giorno del Galaxy S9 (o quasi) appeared first on Data Manager Online.

Samsung lavora ad un nuovo Chromebook, nome in codice Nautilus

Samsung si prepara al lancio di un laptop 2-in-1 basato su Chrome OS che potrebbe essere svelato al CES 2018 Samsung ha confermato di essere il primo produttore di smartphone al mondo ma tra i suoi interessi, che comprendono semiconduttori, self driving car e tanto altro ancora, figurano anche i PC. L’azienda coreana sta infatti lavorando ad un nuovo modello di Chromebook 2-in-1 che almeno in teoria dovrebbe diventare un concorrente credibile per la linea Surface di Microsoft, che molto presto sarà disponibile anche sullo store digitale di Windows 10. Il dispositivo è conosciuto con il nome in codice di Nautilus e alcune delle sue caratteristiche sono emerse analizzando il codice sorgente di Chrome OS che sarà il suo sistema operativo. Il laptop è ancora in fase embrionale ma sembra proprio che Samsung stia lavorando con un certo impegno a questo progetto dato che l’ultima modifica del software risale al 20 dicembre 2017. Al momento sappiamo pochissimo riguardo a Nautilus ma le indicazioni trapelate da Chrome OS rivelano dettagli sul comparto fotografico. L’anti Surface progettato da Samsung monterà la tecnologia IMX258 di Sony da 13 Megapixel in grado di realizzare scatti in formato RAW. Lo stesso apparato è stato già visto su LG G6 e OnePlus X e sebbene non si tratti di un sensore di primissima scelta risulta comunque decisamente più performante rispetto a quelli offerti dagli altri modelli di Chromebook. Nautilus potrebbe essere presentato al CES 2018 di Las Vegas (9-12 gennaio) insieme allo smartphone top di gamma Galaxy S9 e l’ultimo modello della linea Xperia di Sony. The post Samsung lavora ad un nuovo Chromebook, nome in codice Nautilus appeared first on Data Manager Online.

Google usa PixelBook per testare il suo OS Fuchsia

Google sta ottimizzando il suo nuovo sistema operativo Fuchsia su dispositivi di fascia alta tra cui i PixelBook. E’ finita l’era di ChromeOS? Google da un po’ di tempo a questa parte sta lavorando ad un misterioso progetto chiamato Fuchsia. Nello specifico si tratta di un sistema operativo pensato per qualsiasi formato di schermo (smartphone, tablet e PC). Big G non ne ha mai parlato pubblicamente sebbene il software sia disponibile in formato open source. Qualche informazione è comunque trapelata e in molti hanno pensato che in futuro Fuchsia andrà a sostituire uno tra Android e ChromeOS o addirittura entrambe. Al momento sappiamo comunque molto poco riguardo a Fuchsia. L’azienda di Mountain View ha lasciato intendere che questo sistema operativo e la sua piattaforma mobile ampiamente diffusa in tutto il mondo siano progetti indipendenti l’uno dall’altro. Inoltre sono arrivate conferme che Google stia lavorando al supporto al linguaggio di programmazione Swift di Apple. Spulciando nella documentazione di Fuchsia si è poi scoperto che i laptop Switch Alpha 2 di Acer e NUC di Intel sono indicati come “supported target devices”. Ciò significa che i tecnici di Big G hanno sfruttato questi dispositivi per testare la stabilità del software. In questi giorni è però comparsa una nuova pagina in cui viene descritto il procedimento per installare Fuchsia su PixelBook in modalità sviluppatore e avviarlo tramite classica chiavetta USB. Google sta quindi effettuando test su prodotti della fascia più alta tra cui il suo ultimo modello di laptop, che in futuro potrebbe disporre di un sistema a cerniera meccanica. Questo indizio potrebbe essere un’ulteriore conferma che Fuchsia sia effettivamente l’erede di Chrome OS ma la verità è che avremo la certezza definitiva solo quando Google deciderà di parlare ufficialmente dei suoi piani. The post Google usa PixelBook per testare il suo OS Fuchsia appeared first on Data Manager Online.

Apple vorrebbe regalarsi Netflix?

Secondo alcuni analisti Apple vorrebbe acquisire Netflix per diventare la prima azienda di intrattenimento al mondo Natale è ormai passato ma per Apple la fase degli acquisti compulsivi potrebbe non essere ancora finita. La Mela dispone di una liquidità pari a circa 252 miliardi di dollari grazie ad una gestione “creativa” dal punto di vista fiscale e quindi ha tutte le possibilità per comprarsi praticamente qualsiasi azienda o servizio sul pianeta. L’azienda di Cupertino ha da poco acquisito Shazam e secondo due analisti di Citigroup, Jim Suva e Asiya Merchant, il primo regalo del 2018 dovrebbe essere Netflix. Apple ha deciso da diverso tempo di investire nel campo dello streaming televisivo. Apple Music nel prossimo futuro offrirà un catalogo composto da produzioni originali, reality show, serie e programmi TV con attori di spicco come Jennifer Aniston e Reese Whiterspoon. La Mela ha inoltre assunto figure di primo piano come gli ex Sony Zack Van Amburg e Jamie Erlicht per dirigere il team dedicato all’intrattenimento per non parlare di diversi manager provenienti da Amazon Prime Video, che ora propone anche contenuti in HDR10+. “E’ un bel problema da avere: Apple ha tanti soldi e continua ad incassarne al ritmo di 50 miliardi di dollari l’anno. – hanno spiegato gli analisti – Il 90% dei sui fondi sono all’estero e solo il 10% è negli Stati Uniti. Storicamente ha evitato di investire negli USA proprio per non dover pagare tasse alte. Ma ora con la riforma fiscale voluta da Donald Trump le cose potrebbero cambiare”. Secondo gli esperti Netflix ha una capitalizzazione di 83 miliardi di dollari ed è quindi perfettamente alla portata delle tasche di Apple. Gli analisti quindi ritengono che l’acquisizione del colosso dello streaming, che sta progettando show interattivi non solo per bambini ma anche per adulti, ha il 40% di possibilità di concludersi davvero. Disney sarebbe uscita dai giochi dove aver acquistato Fox  mentre Elon Musk e la sua Tesla non sarebbero più della partita. I colossi del mondo videoludico Activision ed Electronic Arts si starebbero invece muovendo in sordina ma difficilmente potrebbero pareggiare l’offerta di Apple. The post Apple vorrebbe regalarsi Netflix? appeared first on Data Manager Online.