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Intelligenza Artificiale, più convincente degli umani nei dibattiti?

L’IA e la persuasione: tra minacce e opportunità per la comunicazione digitale     La recente ricerca pubblicata su Nature Human Behaviour ha confermato che i modelli di Intelligenza Artificiale, come GPT-4, hanno una capacità persuasiva superiore a quella umana. Lo studio, condotto dalla Scuola Politecnica Federale di Losanna, l’Università di Princeton e FBK, ha analizzato il potere dell’IA nella comunicazione conversazionale. I risultati mostrano come la percezione dell’interlocutore influenzi il cambiamento d’opinione: quando le persone sapevano di parlare con un chatbot, erano più propense a modificare il proprio punto di vista. La sfida per il futuro: informazione affidabile e strumenti efficaci Questa nuova realtà pone il problema della disinformazione e della manipolazione online. Secondo Riccardo Gallotti di FBK, è necessario adottare misure di contrasto per garantire un’informazione trasparente e imparziale. Un approccio promettente è proprio quello di sfruttare la stessa IA per generare contro-narrazioni e smascherare contenuti ingannevoli. 360Consulenza: soluzioni affidabili per la gestione dell’IA In questo scenario, strumenti come quelli offerti da Beeprod diventano essenziali per le aziende che vogliono sfruttare l’Intelligenza Artificiale in modo responsabile. La piattaforma di 360Consulenza offre soluzioni avanzate per la gestione e l’implementazione di strategie AI, garantendo un utilizzo etico e efficace. Per saperne di più, visita 360Consulenza.   Fonte: bitmat.it

A che punto sono le minacce informatiche quest’anno?

  L’IA generativa: opportunità e rischi per la sicurezza informatica Il 2025 Thales Data Threat Report evidenzia come l’IA generativa stia rapidamente trasformando le operazioni aziendali, ma anche introducendo nuove vulnerabilità. Secondo il report, il 70% delle aziende intervistate ritiene che la rapida evoluzione dell’intelligenza artificiale sia il principale rischio per la sicurezza dei dati, mentre il 73% sta investendo in strumenti di sicurezza specifici per mitigare queste minacce. Mentre l’integrazione dell’IA generativa accelera, cresce anche la necessità di proteggere i sistemi da attacchi esterni e problematiche legate alla qualità dei dati. Molte aziende, pur riconoscendo i rischi, scelgono di procedere rapidamente con l’adozione dell’IA senza aspettare di implementare tutte le protezioni necessarie, esponendosi a possibili vulnerabilità. BeeProd: un alleato per la sicurezza dei dati In questo contesto, avere strumenti avanzati per la protezione dei dati è fondamentale. BeeProd offre soluzioni che aiutano le aziende a gestire l’integrazione dell’IA generativa in modo sicuro ed efficace, riducendo i rischi legati alla gestione di dati sensibili e migliorando la resilienza informatica. Per approfondire, visita 360Consulenza e scopri come BeeProd può supportare la tua azienda nell’adozione sicura dell’IA generativa: BeeProd.   Fonte: bitmat.it

FakeUpdate è il malware più presente in Italia dove continua a crescere

Anche in aprile FakeUpdate è il malware più presente in Italia dove continua a crescere, mentre nel mondo si registra una flessione. Le campagne avanzate usano come arma il malware di base Check Point Software Technologies ha reso noto nel suo Global Threat Index relativo al mese di aprile 2025 che FakeUpdates rimane il malware più diffuso questo mese, con un impatto sul 6% delle organizzazioni a livello globale, seguito da Remcos e AgentTesla. Le sofisticate campagne di malware Questo mese, i ricercatori hanno scoperto una sofisticata campagna di malware a più stadi che distribuisce AgentTesla, Remcos e Xloader (un’evoluzione di FormBook). L’attacco inizia con e-mail di phishing camuffate da conferme d’ordine e induce le vittime ad aprire un archivio 7-Zip dannoso. Questo archivio contiene un file JScript Encoded (.JSE) che lancia uno script PowerShell codificato in Base64, che esegue un eseguibile di secondo livello basato su .NET o AutoIt. Il malware finale viene iniettato in processi Windows legittimi come RegAsm.exe o RegSvcs.exe, aumentando in modo significativo la furtività e l’elusione del rilevamento. In Italia, anche il mese di aprile vede FakeUpdate come la minaccia più presente, con un impatto leggermente cresciuto rispetto a quanto rilevato a marzo (+1,7%). Al secondo posto si conferma Androxgh0st, con un impatto in aumento del 14% rispetto al mese scorso, e al terzo sale Remcos con una forte crescita se confrontato al dato di marzo, quando era settimo: +202,5%. Formbook scende dal podio e finisce al sesto posto con un impatto notevolmente ridimensionato: -55% rispetto al mese scorso. Nello specifico, la minaccia più importante risulta essere ancora FakeUpdates, con un impatto del 10,79%, (+0,18 rispetto a marzo, ovvero +1,7%, e sempre superiore all’impatto rilevato a livello globale che scende a 6,37%). La seconda minaccia nel nostro Paese risulta essere il malware Androxgh0st (botnet che colpisce le piattaforme Windows, Mac e Linux e ruba informazioni sensibili) con un impatto del 3,98% in aumento rispetto al valore di un mese fa (+0,49, ovvero +14%) e superiore al dato globale che è del 2,86%). Al terzo posto nel mese di aprile torna a farsi notare Remcons (trojan per l’accesso remoto (RAT), che rimane uno dei principali ceppi di malware, spesso utilizzato nelle campagne di phishing. La sua capacità di aggirare i meccanismi di sicurezza, come il controllo dell’account utente (UAC), lo rende uno strumento versatile per i criminali informatici), con un impatto del 3,6%, in fortissima crescita (+202,5%) rispetto al dato di marzo, ma comunque inferiore rispetto al rilevamento globale, che è del 3,79%.   Una tendenza notevole nella criminalità informatica Questi risultati riflettono una tendenza degna di nota nella criminalità informatica: la convergenza di malware di base con tecniche avanzate. Strumenti un tempo venduti apertamente a basso costo, come AgentTesla e Remcos, sono ora integrati in complesse catene di distribuzione che imitano le tattiche di attori sponsorizzati da uno Stato, confondendo i confini tra minacce a sfondo finanziario e politico. “Quest’ultima campagna esemplifica la crescente complessità delle minacce informatiche”, afferma Lotem Finkelstein, Director of Threat Intelligence di Check Point Software. “Gli attaccanti stanno stratificando script codificati, processi legittimi e catene di esecuzione oscure per non essere individuati. Quello che una volta era considerato un malware di basso livello è ora un’arma nelle operazioni avanzate. Le organizzazioni devono adottare un approccio orientato alla prevenzione che integri threat intelligence in tempo reale, IA e analisi comportamentale”.   Famiglie di malware più diffuse *Le frecce si riferiscono alla variazione di posizione rispetto al mese precedente. ↔ FakeUpdates (AKA SocGholish) continua a dominare, fornendo payload secondari attraverso download drive-by su siti web compromessi o malevoli. Questo malware è spesso collegato al gruppo di hacking russo Evil Corp e rimane una minaccia significativa per le organizzazioni di tutto il mondo. (Impatto: 6%). ↔ Remcos, un trojan per l’accesso remoto (RAT), rimane uno dei principali ceppi di malware, spesso utilizzato nelle campagne di phishing. La sua capacità di aggirare i meccanismi di sicurezza, come il controllo dell’account utente (UAC), lo rende uno strumento versatile per i criminali informatici. (Impatto: 3%). ↔ AgentTesla è un RAT (Trojan ad accesso remoto) avanzato che funziona come keylogger e ruba password. Attivo dal 2014, AgentTesla è in grado di monitorare e raccogliere gli input della tastiera e gli appunti di sistema della vittima, registrare screenshot ed esfiltrare le credenziali inserito in una serie di software installati sul computer della vittima (tra cui Google Chrome, Mozilla Firefox e il client di posta elettronica Microsoft Outlook). AgentTesla è apertamente venduto come un RAT legittimo, con clienti che pagano 15 – 69 dollari per le licenze utente. (impatto: 3%).   I gruppi di ransomware maggiormente rilevati I dati dei “siti della vergogna” del ransomware rilevano che Akira è il gruppo di ransomware più diffuso questo mese, responsabile dell’11% degli attacchi pubblicati, seguito da SatanLock e Qilin con il 10% ciascuno. Akira è un ransomware segnalato per la prima volta all’inizio del 2023, che colpisce sia i sistemi Windows sia Linux. Utilizza la crittografia simmetrica con CryptGenRandom() e Chacha 2008 per la crittografia dei file ed è simile al ransomware Conti v2. Akira viene distribuito attraverso vari mezzi, tra cui allegati e-mail infetti ed exploit negli endpoint VPN. Al momento dell’infezione, cripta i dati e aggiunge un’estensione “. akira” ai nomi dei file, per poi presentare una nota di riscatto che richiede il pagamento per la decriptazione. SatanLock è una nuova operazione apparsa all’inizio di aprile. Ha pubblicato 67 vittime ma, come per molti altri nuovi attori, più del 65% di esse sono state segnalate in precedenza da altri. Qilin, noto anche come Agenda, è un’operazione criminale di ransomware-as-a-service crittografa ed esfiltra i dati dalle organizzazioni compromesse, chiedendo poi un riscatto. Questa variante di ransomware è stata rilevata per la prima volta nel luglio 2022 ed è sviluppata in Golang. Agenda è nota per prendere di mira le grandi imprese e le organizzazioni di alto valore, con particolare attenzione ai settori della sanità e dell’istruzione. Qilin si infiltra tipicamente nei dispositivi delle vittime tramite e-mail di phishing contenenti link dannosi per stabilire l’accesso alle loro reti ed esfiltrare informazioni sensibili. Una volta entrato, Qilin di solito si muove lateralmente attraverso l’infrastruttura della vittima, alla ricerca di dati critici da criptare.   Principali malware per dispositivi mobili Anche nel mese di aprile Anubis si conferma al primo posto tra le minacce informatiche mobili più diffuse, seguito da AhMyth, che sale una posizione fino

Sostenibilità e business model sempre più legati

Nel panorama imprenditoriale italiano, la sostenibilità è diventata un fattore imprescindibile di competitività. Secondo una recente ricerca, l’89% delle aziende riconosce l’importanza dell’integrazione tra modello di business e strategie di sostenibilità, evidenziando una trasformazione necessaria per affrontare le sfide del mercato. Questa evoluzione riguarda diversi aspetti: dalla digitalizzazione responsabile alla gestione della filiera, passando per la conformità normativa e l’adattamento culturale. Tuttavia, permane un divario tra consapevolezza e azione concreta, con il 66% delle imprese che teme un calo di competitività in assenza di un’integrazione efficace della sostenibilità.     360Consulenza supporta le aziende nel processo di trasformazione sostenibile, aiutandole a definire strategie che coniughino innovazione e responsabilità ambientale. Una componente chiave in questo percorso è la digitalizzazione: BeeProd offre soluzioni avanzate per ottimizzare la gestione dei contenuti aziendali, garantendo un approccio sostenibile e competitivo nel panorama digitale. Guardando al futuro, le imprese devono coinvolgere partner e stakeholder per creare una rete di attori impegnati nella sostenibilità. Settori come il Food & Beverage e il Luxury stanno già intraprendendo azioni mirate per ridefinire i propri modelli di business, ma è fondamentale una mobilitazione più ampia. La sostenibilità non è più un’opzione, ma una necessità per garantire il successo e la resilienza delle imprese italiane. Con il supporto di esperti e strumenti innovativi come quelli offerti da 360Consulenza e BeeProd, le aziende possono affrontare questa sfida e trasformarla in una concreta opportunità di crescita.   Fonte: bitmat.it

AI Agent: dall’intelligenza all’azione

AI Agent: dall’intelligenza all’azione: L’evento di Reti con Microsoft su come gli AI Agent stanno rivoluzionandoo le imprese italiane Reti, tra i principali player italiani nel settore dell’IT Consulting, specializzata nei servizi di System Integration, in collaborazione con Microsoft, presenta l’evento esclusivo “AI Agent: dall’intelligenza all’azione”. Un’occasione imperdibile per approfondire il ruolo strategico degli AI Agent nel processo di automazione e personalizzazione delle strategie di business. L’appuntamento si terrà venerdì 16 maggio, dalle ore 10:00 alle 13:30, presso la Microsoft House di Milano (Viale Pasubio, 21). A moderare l’incontro sarà Lorenzo Beliusse, Marketing Director di Reti S.p.A., che guiderà i partecipanti in un percorso fatto di insight e case study concreti. Tra i relatori, interverranno Mattia De Rosa, Regional Sales Director Western Europe – Agents, Automation & Low Code di Microsoft, Marco Maria Lorusso, giornalista e speaker, Giulio Vecchi, Partner di LCA Studio Legale, Fabio Golinelli, Advanced Processes and Technologies Manager e Andrea Blumer, Industrial AI Specialist di ABB.   L’evento “AI Agent: dall’intelligenza all’azione” L’evento è rivolto ai C-level aziendali e rappresenta un’opportunità unica per comprendere da vicino la rivoluzione in atto nel mondo dell’Intelligenza Artificiale applicata al business, con un focus particolare su efficienza operativa, decision-making e vantaggi competitivi. La partecipazione è gratuita, ma i posti sono limitati. Per partecipare, basta iscriversi al seguente link: https://goo.su/FPT2mbh “Creare spazi di confronto e riflessione è da sempre una delle priorità di Reti – ha dichiarato Bruno Paneghini, Presidente e Amministratore Delegato di Reti S.p.A. –. Siamo orgogliosi, insieme a Microsoft, di offrire un momento di approfondimento sul ruolo sempre più centrale degli AI Agent e sull’impatto che stanno generando nel mondo del business. Comprendere come queste nuove tecnologie agiscono e trasformano i processi aziendali è oggi più che mai fondamentale per coglierne appieno i benefici in termini di efficienza e competitività. Appuntamenti come questo – conclude Paneghini – rappresentano un’occasione preziosa non solo per scoprire la portata della rivoluzione in atto, ma soprattutto per diventare noi stessi agenti consapevoli del cambiamento, capaci di utilizzare al meglio gli strumenti a nostra disposizione per innovare e ottimizzare le strategie operative delle nostre aziende”.  Secondo Mattia De Rosa, Regional Sales Director Western Europe – Agents, Automation & Low Code di Microsoft, “Come dice il saggio Yoda ‘Fare o non fare. Non esiste provare’. Lo stesso vale per l’adozione degli agenti AI. LA tecnologia è pronta, Microsoft è pronta, i nostri partner lo sono. Vediamo di capire insieme come farlo accadere praticamente presso i nostri clienti”. “Come il genio della lampada di Aladino, l’AI oggi ha già ampiamente dimostrato i ‘fenomenali poteri cosmici’ che è in grado di mettere a nostra disposizione con una facilità sbalorditiva”, ha affermato il giornalista e speaker Marco Maria Lorusso. “Il punto, più dell’effetto wow oggi sono le competenze, i talenti, le capacità che noi tutti siamo chiamati a sviluppare per fare in modo che questi poteri si scatenino come serve e dove serve… ovvero in un ‘sostenibile’ spazio vitale. Sostenibile a livello economico, sostenibile a livello di sicurezza dei nostri dati, delle nostre identità, sostenibile a livello di etica e ancora a livello di consumi. Una sfida appassionante e alla portata di molti… ma non di tutti”. Mentre Giulio Vecchi, Partner di LCA Studio Legale, ha dichiarato “In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale sta trasformando in profondità le dinamiche decisionali, produttive e relazionali, è più che mai necessario promuovere momenti di confronto sugli impatti giuridici che ne derivano. Comprendere il funzionamento delle nuove tecnologie è solo il punto di partenza: è fondamentale analizzarne le ricadute in termini di responsabilità, tutela dei diritti fondamentali e trasparenza dei processi decisionali. Per affrontare queste sfide, occorre una governance fondata su principi solidi, in grado di definire presidi chiari e di favorire il coinvolgimento attivo delle diverse competenze –aziendali, tecnologiche e giuridiche – in un dialogo strutturato e continuativo”. Per Fabio Golinelli, Advanced Processes and Technologies Manager e Andrea Blumer, Industrial AI Specialist di ABB, “L’AI e gli strumenti che essa ci mette a disposizione rappresentano un potenziale altissimo per una fabbrica intelligente come ABB. Lo stabilimento di ABB Dalmine, lighthouse di innovazione per il nostro gruppo, è sempre stata in prima linea nell’adozione di nuove tecnologie avanzate. Per noi l’AI non rappresenta solo una tecnologia abilitante, ma una forza trasformativa che guida l’innovazione, ottimizza i processi produttivi e può aiutarci a migliorare l’efficienza operativa. Per sfruttare al massimo il potenziale dell’AI, abbiamo creato il percorso ‘AI Champions’, programma di formazione intensivo di AI. Questi agenti del cambiamento sono capaci di utilizzare gli strumenti della digitalizzazione per aiutare i colleghi a superare barriere operative e ottimizzare le attività, contribuendo così a un’industria più efficiente e avanzata”.     Fonte: bitmat.it

AI e lavoro: 75% professionisti PR/comunicazione utilizza AI

Il 50% dei professionisti utilizza l’AI anche per scrivere comunicati stampa. L’esperto: ‘uso degenarativo’ di un tool dalle buone potenzialità Tre PR su quattro utilizzano l’AI per condurre le loro attività a beneficio dei clienti e nell’interazione coi giornalisti. E’ quanto emerge dall’indagine “The State of PR” indagine svolta a livello mondiale da Muck Rack su un campione di 1100 professionisti delle pubbliche relazioni. Nello specifico il 75% degli intervistati dichiara di utilizzare l’Ai generativa per lo svolgimento della propria attività e il 13% ha in programma di provare ad introdurla a breve. Solo il 6% non intende introdurla. E il dato è confermato anche dalla recente indagine di IAB Interactive Advertising Bureau – Europe dalla quale emerge come il 91% degli operatori del settore pubblicitario digitale ha utilizzato o sta già utilizzando l’AI generativa. Dei restanti il 90% ha dichiarato di avere intenzione di testarla all’interno della propria azienda nei prossimi mesi.   AI generativa nelle PR per che cosa? Alla lettura del report Muck Rack principalmente per “Ideare/brainstorming” (82%), “scrivere una prima bozza” (72%) o “rieditare un testo” (70%) eppoi, 1 comunicatore su 2 (50%) per scrivere un comunicato stampa. “Una maniera sbagliata o per meglio dire ‘degenerativa’ – commenta Davide Ciliberti spin doctor del gruppo di comunicazione Purple & Noise PR – di utilizzare questa tecnologia che invero è uno strumento, un tool, interessantissimo e utile. Pensare di delegare ad una macchina attività come l’ideazione creativa o strategica significa abdicare come professionista, secondo me in maniera anche poco corretta nei confronti del cliente, che paga invece per quel asset”. Scorrendo la ‘classifica’ dell’utilizzo dell’Ai secondo quanto indagato da Muck Rack emerge come i comunicatori utilizzano l’Ai per redigere testi per i social (59%), definire strategia e planning (42%), ma anche per ‘trovare giornalisti’ (21%) “Una delle cose belle dell’Ai applicata alle PR, ovvero quella di creare immagini e infografiche originali per agevolare la fruizione della notizia – commenta Ciliberti – utilissime a redazioni e lettori, invece finisce al penultimo posto (16%) di questa particolare classifica”.     Fonte: bitmat.it

L’Italia subisce il 10% degli attacchi cyber mondiali

“Siamo in guerra contro gruppi criminali e di potenze straniere. Solo con stretta collaborazione l’Occidente può affrontare le sfide cyber mondiali” In Italia avviene il 10% degli attacchi cyber mondiali. È l’allarmante dato del report del Clusit, l’Associazione italiana per la sicurezza informatica, illustrato durante il panel ‘Cyber security: per una difesa comune dei dati’ avvenuto a ‘Futuro Direzione Nord’, la rassegna di convegni istituzionali promossa dalla Fondazione Stelline e organizzata nella sede di Assolombarda a Milano. Un panel che ha visto protagonisti Nunzia Ciardi, vicedirettore generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, Ettore Rosato, segretario del Copasir, Mario Nobile, direttore generale dell’ Agid (Agenzia per l’Italia Digitale), Alvise Biffi, CEO Secure Network e Vicepresidente Assolombarda con delega a Organizzazione, Sviluppo e Marketing, Anna Vaccarelli, Presidente del Clusit (Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica), Pierguido Iezzi, Direttore del BU Cyber Security Maticmind, e Giuseppe Mocerino, Presidente del Netgroup. “Come ACN – sottolinea Nunzia Ciardi – abbiamo appena nominato il comitato tecnico scientifico. I dati ci dicono che è in aumento la forbice tra chi può investire in cybersicurezza e chi non può investire: le grandi aziende hanno fatto grandi passi in avanti; le piccole e medie imprese invece soffrono ancora. Nessuno oggi può fare a meno di digitalizzazione spinta e quindi è necessario difendersi. Il tessuto economico del nostro Paese corre un rischio cyber, spesso però in maniera inconsapevole. Un software malevolo può bloccare una catena di montaggio molto più velocemente di qualunque crisi delle materie prime, mandare in crash siti di e-commerce, costringere dipendenti in cassa integrazione. Sono drammi industriali, commerciali e personali”.   Siamo in guerra, costantemente sotto attacco… Anche per questo Assolombarda cerca di fornire ai propri membri abilità necessarie per difendersi. “Da più di 12 anni – spiega Alvise Biffi – ha un board dedicato alla cybersicurezza che lavora attivamente per trasmettere le corrette competenze di base per le nostre aziende. Il problema primario è il senso di impotenza che alcune aziende provano: si chiudono a riccio. Le minacce sono uno tsunami e qualcuno sceglie di non metterci nemmeno l’impegno perché convinto di esserne comunque travolto. Lo vedono come un costo e non come un investimento, come gli struzzi mettono la testa sotto la sabbia. Invece bisogna metabolizzare che è un vero investimento per la sopravvivenza dell’azienda e la competitività. Vedo però finalmente una differenza nell’approccio”.  “Oggi non sono necessarie solo competenze per pochi addetti ai lavori – rimarca Mario Nobile – ma soprattutto per l’utilizzatore finale. Stiamo lavorando su un’analisi, su una possibilità di trovare le compensazioni per consentire alle imprese di essere detassate per acquisti di prodotti e servizi digitali e la relativa formazione. Serve anche la leva finanziaria”. La chiosa tocca a Ettore Rosato, intervenuto in videocollegamento, che si concentra sulla sicurezza nazionale. “Siamo in guerra costantemente, sotto attacco di gruppi criminali e di potenze straniere. Noi saremo sempre dell’idea che ci vuole anche un quadro di lavoro europeo sul tema perché l’Occidente, l’Europa, gli Stati Uniti e gli Alleati solo con una stretta collaborazione possono affrontare le sfide che ci sono su questo”.   Fonte: bitmat.it

Nel 96% delle aziende cresce l’uso dell’AI agentica

L’AI agentica: rivoluzione e opportunità per le aziende, con BeeProd al centro dell’innovazione L’adozione degli agenti AI sta crescendo rapidamente, come evidenziato dal report “The Future of Enterprise AI Agents” di Cloudera. Il 96% delle aziende intervistate ha in programma di espandere il loro uso nei prossimi 12 mesi, con applicazioni che spaziano da bot per l’ottimizzazione delle prestazioni a strumenti avanzati per la sicurezza e lo sviluppo software. Questa evoluzione va oltre la semplice automazione, creando sistemi in grado di adattarsi e rispondere in tempo reale alle necessità aziendali. Tuttavia, persistono alcune preoccupazioni legate alla privacy dei dati, all’integrazione con sistemi esistenti e ai costi di implementazione. BeeProd si inserisce perfettamente in questo scenario offrendo una soluzione innovativa che consente alle imprese di integrare AI agentica nei loro flussi di lavoro senza le complessità legate alla gestione dei dati e all’interoperabilità. Grazie a BeeProd, le aziende possono accelerare l’adozione dell’intelligenza artificiale in modo sicuro ed efficiente, migliorando la produttività e riducendo i costi operativi. In settori chiave come la finanza, il manufacturing e la sanità, gli agenti AI stanno rivoluzionando processi critici: dal rilevamento delle frodi alla gestione delle cartelle cliniche, passando per il controllo della qualità industriale. Le imprese che adottano soluzioni come BeeProd sono meglio equipaggiate per affrontare questa trasformazione e ottenere un vantaggio competitivo. Vuoi scoprire come BeeProd può supportare la tua azienda nell’era dell’AI agentica? Visita beeprod.it e inizia a sfruttare il futuro dell’intelligenza artificiale oggi stesso.   Fonte: bitmat.it

Ransomware: tutti i dati del mercato 2025

Un nuovo report svela l’evoluzione del panorama delle minacce informatiche ransomware a livello globale e regionale Le regioni del Medio Oriente, dell’APAC (Asia-Pacifico) e dell’Africa sono in testa con la più alta percentuale di utenti colpiti da attacchi ransomware, mentre l’America Latina, la CSI (Comunità degli Stati Indipendenti) e l’Europa sono più indietro. In Italia, dal 2023 al 2024, il numero di utenti colpiti da attacchi ransomware è aumentato dello 0,48%, con un incremento dello 0,10 punti percentuali. Questa percentuale apparentemente bassa è tipica dei ransomware, poiché i cybercriminali spesso non distribuiscono questo tipo di malware su larga scala, ma danno la priorità a obiettivi di grande valore, riducendo così il numero complessivo di incidenti. L’Anti-Ransomware Day è stato istituito 12 maggio 2020 da INTERPOL, in collaborazione con Kaspersky, per ricordare l’anniversario del noto attacco ransomware WannaCry, avvenuto il 12 maggio 2017. Lo scopo dell’Anti-Ransomware Day è quello di aumentare la consapevolezza globale sulle minacce rappresentate dal ransomware e di promuovere le migliori pratiche per la prevenzione e la risposta. Percentuale per regione degli utenti che hanno subito un attacco crypto-ransomware Dati di Kaspersky Security Network Nelle regioni del Medio Oriente e Asia-Pacifico, il ransomware colpisce una percentuale maggiore di utenti a causa della rapida trasformazione digitale, dell’espansione delle superfici di attacco e dei diversi livelli di maturità della cybersecurity. Le aziende in APAC sono maggiormente prese di mira, con numerosi attacchi alle infrastrutture e alle tecnologie operative, soprattutto nei Paesi con economie in crescita e nuove leggi sulla privacy dei dati. Il ransomware è meno diffuso in Africa a causa dei minori livelli di digitalizzazione e dei vincoli economici, che riducono il numero di obiettivi ad alto valore. Tuttavia, con l’espansione delle economie digitali di Paesi come il Sudafrica e la Nigeria, gli attacchi ransomware sono in aumento, soprattutto nei settori manufatturiero, finanziario e governativo. La scarsa consapevolezza e le risorse limitate in materia di cybersicurezza rendono vulnerabili molte aziende, anche se la superficie di attacco più ridotta rende la regione meno avanzata rispetto agli hotspot globali. Anche in America Latina si verificano attacchi ransomware, soprattutto in Brasile, Argentina, Cile e Messico. I settori essenziali come quello manufatturiero, governativo e agricolo sono particolarmente colpiti, oltre a settori come l’energia e la vendita al dettaglio, ma i vincoli economici e i minori riscatti scoraggiano alcuni attaccanti. Ciononostante, la crescente adozione del digitale nella regione sta aumentando l’esposizione. La Comunità degli Stati Indipendenti (CSI) registra un minor numero di utenti che si imbattono in un minor numero di attacchi ransomware. Tuttavia, alcuni gruppi di hacktivisti come Head Mare, Twelve e altri, attivi nella regione, utilizzano spesso ransomware come LockBit 3.0 per provocare danni alle aziende. I settori dell’energia, del manifatturiero, della pubblica amministrazione e della vendita al dettaglio, restano particolarmente a rischio, e i diversi livelli di maturità della cybersecurity nella regione incidono sulla sicurezza. L’Europa è oggetto di continui attacchi ransomware, ma beneficia di solidi quadri di sicurezza informatica e normative che riescono a respingere gli attacchi. Settori come l’industria, l’agricoltura e l’istruzione sono spesso presi di mira, ma la capacità di rispondere rapidamente agli incidenti e la consapevolezza limitano la portata degli attacchi. Grazie alle economie diversificate e alle solide difese in Europa, la regione risulta meno interessante per i gruppi di ransomware rispetto alle regioni in cui la crescita digitale è rapida e meno sicura.   Tendenze attuali ed emergenti del ransomware Gli strumenti di intelligenza artificiale sono stati sempre più utilizzati per sviluppare ransomware, come dimostrato da FunkSec, un gruppo ransomware comparso alla fine del 2024 che ha rapidamente guadagnato notorietà, superando gruppi già affermati come Cl0p e RansomHub, con numerose vittime rivendicate nel solo mese di dicembre. FunkSec opera secondo il modello Ransomware-as-a-Service (RaaS) e utilizza strategie di duplice estorsione, combinando la crittografia dei dati con operazioni di esfiltrazione. Colpisce settori come quello governativo, tecnologico, finanziario e dell’istruzione in Europa e Asia. Il gruppo si distingue per il forte ricorso a strumenti basati sull’intelligenza artificiale: il suo ransomware presenta un codice generato dall’intelligenza artificiale, con commenti perfetti, probabilmente prodotti da Large Language Models (LLM) per migliorare lo sviluppo ed evitare il rilevamento. Diversamente dai gruppi tradizionali di ransomware che richiedono risarcimenti milionari, FunkSec adotta un approccio ad alto volume e basso costo, con richieste di riscatto insolitamente basse, il che evidenzia ulteriormente l’uso innovativo dell’intelligenza artificiale per semplificare le operazioni. Il modello RaaS (Ransomware-as-a-Service) rimane lo schema predominante per gli attacchi ransomware, favorendo così la diffusione di queste minacce, poiché abbassa la barriera tecnica per i cybercriminali. Nel 2024, le piattaforme RaaS come RansomHub hanno raggiunto ottimi risultati proponendo malware, assistenza tecnica e programmi di affiliazione che consentono di dividere gli importi del riscatto. Questo modello permette anche ad attori meno qualificati di eseguire attacchi sofisticati, contribuendo così all’emergere di numerosi nuovi gruppi di ransomware solo nel 2024. Nel 2025 si prevede che il ransomware si evolverà sfruttando vulnerabilità non convenzionali, come dimostra l’uso di webcam da parte della banda Akira per aggirare i sistemi di rilevamento e risposta degli endpoint e infiltrarsi nelle reti interne. Si prevede che gli attaccanti prenderanno sempre più di mira punti di accesso non considerati, come i dispositivi IoT, gli smart devices o hardware non correttamente configurati nei luoghi di lavoro, sfruttando l’espansione della superficie d’attacco creata dai sistemi interconnessi. Mentre le aziende rafforzano le difese tradizionali, i criminali informatici perfezioneranno le loro tattiche, concentrandosi sulla ricognizione furtiva e sul movimento laterale all’interno delle reti per distribuire ransomware con maggiore precisione, rendendo più difficile per i difensori rilevarli e rispondere in tempo. Lo sviluppo dei LLM (Large Language Model), creati su misura per la cybercriminalità, amplificherà ulteriormente la portata e l’impatto del ransomware. Gli LLM venduti sul dark web riducono la barriera tecnica per la creazione di codice maligno, campagne di phishing e attacchi di social engineering, permettendo anche ad attori meno esperti di creare esche altamente convincenti o di automatizzare la distribuzione del ransomware. Dal momento che concetti più innovativi come RPA (Robotic Process Automation) e LowCode, che forniscono un’interfaccia intuitiva, visiva e assistita dall’intelligenza artificiale per lo sviluppo rapido del software, vengono

Perché le password sono ancora fondamentali per la sicurezza informatica

La password: un elemento tradizionale ancora cruciale nell’azienda moderna Il 1° maggio si celebra per la dodicesima volta la Giornata mondiale della password. Dal 2013, anno in cui Yahoo rivelò il furto di un miliardo di account, il mondo della cybersecurity ha vissuto enormi trasformazioni. Oggi, con la digitalizzazione crescente, la sicurezza informatica è più importante che mai. Tuttavia, una minaccia costante persiste: gli attacchi informatici. Nel 2025, aziende e cittadini sanno bene che le minacce sono rapide, globali e imprevedibili. La sofisticazione degli incidenti di cybersecurity è aumentata in parallelo alla proliferazione dei dati, rendendo la protezione delle informazioni una priorità assoluta. Il ruolo imprescindibile della password nell’impresa moderna Negli ambienti cloud, SaaS e ibridi, ormai pilastri della gestione aziendale, la password rimane la prima linea di difesa. Sebbene sia un meccanismo di sicurezza datato, la sua importanza nella protezione dei sistemi critici e dei dati sensibili è più rilevante che mai. Secondo una ricerca di Rubrik Zero Labs, il 90% dei responsabili IT e della sicurezza ha subito un attacco informatico nell’ultimo anno, e il 35% considera la sicurezza del cloud ibrido la sfida principale. Con oltre un terzo dei file sensibili classificati ad alto rischio, è evidente che pratiche di base come la gestione dell’identità e degli accessi necessitano di un aggiornamento. L’intelligenza artificiale e il nuovo fronte delle minacce Mentre le aziende sfruttano l’AI per migliorare produttività e operazioni, i criminali informatici evolvono altrettanto rapidamente. Gli strumenti di GenAI, progettati per analizzare enormi quantità di dati, diventano pericolosi se compromessi: un’identità rubata può trasformare un sistema AI in un potente alleato per un attaccante. Le password compromesse restano tra i punti di ingresso più comuni per ransomware e altre minacce avanzate. Ora, con l’AI, la posta in gioco è ancora più alta: l’accesso non autorizzato a questi sistemi consente agli aggressori di sfruttare contesto, schemi e informazioni sensibili in modo estremamente efficace. Strategie per rinforzare la sicurezza aziendale Per proteggere le aziende, è necessario adottare un approccio strategico: ✅ Formazione del personale: l’errore umano è tra le principali vulnerabilità. È essenziale educare i dipendenti sulle buone pratiche di sicurezza, phishing e gestione delle credenziali. ✅ Uso di gestori di password: strumenti affidabili permettono di generare e memorizzare password sicure, evitando combinazioni facili da intercettare. ✅ Aggiornamenti regolari: mantenere software e sistemi operativi aggiornati per eliminare vulnerabilità sfruttabili dagli hacker. ✅ Controlli di accesso rigorosi: limitare le autorizzazioni ai dati sensibili, concedendo accesso solo ai ruoli necessari. ✅ Backup e ripristino: predisporre strategie di risposta agli attacchi per garantire la protezione e il recupero dei dati. Conclusione In un mondo digitale sempre più complesso, la protezione delle identità non è solo una best practice IT, ma una necessità aziendale fondamentale. Ogni giorno dovrebbe essere una Giornata mondiale della password, per garantire sicurezza e resilienza informatica sia a livello personale che professionale. 🔗 Leggi di più su 360 Consulenza e scopri il nostro software su Beeprod. Fonte: bitmat.it