360 Consulenza
Assistenza

Monitoraggio e Continuità Operativa

Il nostro lavoro: accorgersi prima. contenere il danno. ripartire nei tempi giusti.

Monitoraggio della sicurezza, incident response e continuità operativa per aziende

Un incidente informatico diventa un fermo aziendale quando nessuno vede il segnale in tempo, quando non è chiaro chi deve intervenire o quando i backup non si lasciano ripristinare. 360 Consulenza costruisce la catena completa: monitoraggio delle fonti che contano, incident response coordinata e backup, disaster recovery e business continuity provati prima che servano.

> Dal segnale alla ripresa

01 · Segnale

Un'anomalia su accessi, endpoint, rete o backup

02 · Analisi

Falso allarme o incidente reale? Con quale priorità?

03 · Escalation

Il referente aziendale è avvisato secondo la procedura

04 · Contenimento

Il sistema coinvolto viene isolato

05 · Ripristino

Dati e servizi tornano da copie verificate

Servizio ripristinato

Schema illustrativo: fonti monitorate, priorità e tempi si definiscono per ogni incarico.

Interventi di cybersecurity

0 +

Anni su infrastrutture IT e cybersecurity

0

Persone nel team interno

0

Attività svolte dal team interno, senza outsourcing

0 %

Dati pubblicati da 360 Consulenza (pagina Obiettivi raggiunti e company profile, consultati il 29/10/2026).

// Il problema reale

Perché un incidente informatico diventa un fermo aziendale?

Raramente per mancanza di tecnologia. Più spesso perché manca un anello della catena: il segnale c’era ma nessuno l’ha visto, l’incidente è stato riconosciuto ma nessuno era autorizzato a isolare i sistemi, oppure i backup esistevano ma non erano utilizzabili o richiedevano più tempo del previsto per il ripristino.

Cosa costa un fermo

Cosa si perde quando i sistemi si fermano?

Operatività

Produzione, ordini, fatturazione o assistenza ai clienti si fermano finché i sistemi non tornano disponibili.

Dati

Si perde tutto ciò che è stato prodotto dopo l'ultima copia valida.

Obblighi

Una violazione di dati personali o un incidente significativo può richiedere notifiche entro termini precisi.

Fiducia

Clienti e partner chiedono cosa è successo e quali dati sono coinvolti.

I sei anelli che si rompono più spesso

01

Allarmi senza destinatario

Il software di sicurezza segnala, ma l’avviso arriva a una casella che nessuno legge.

02

Log dei backup mai controllati

Le copie falliscono da settimane e nessuno se ne accorge fino al giorno in cui servono.

03

Ripristini mai provati

Il backup esiste, ma nessuno sa quanto tempo serve per rimettere in piedi il gestionale.

04

Nessuno sa chi decide

Isolare un server o fermare la produzione: in assenza di regole, si discute mentre l’attacco avanza.

05

Credenziali di emergenza introvabili

Password amministrative e contatti dei fornitori sono su un sistema ormai cifrato.

06

Fornitori non coordinati

Rete, gestionale e cloud hanno referenti diversi che non hanno mai lavorato insieme su un incidente.

// Monitoraggio

Monitoraggio della sicurezza: cosa si controlla, cosa si segnala e chi interviene?

Monitorare non significa ricevere più avvisi, ma ricevere quelli giusti dalla persona giusta. Il servizio parte dalle fonti che contano per la tua azienda, filtra i falsi allarmi e stabilisce in anticipo chi viene avvisato e per quali eventi.

01

Fonti monitorate

Si sceglie cosa osservare in base ai sistemi e ai rischi reali, non a un elenco standard.

02

Analisi e priorità

Ogni segnale viene verificato e classificato: gli eventi isolati si distinguono dalle sequenze che indicano un attacco in corso.

03

Escalation e azione

Per ogni livello di priorità è definito chi viene avvisato, con quale canale e cosa può fare.

Esempio di classificazione degli allarmi (illustrativo: livelli e destinatari si concordano per ogni azienda)

Critico

Esempio di segnale

Cifratura massiva di file su un server; accesso amministrativo da un paese inatteso

Chi viene avvisato

Referente tecnico e direzione, secondo la procedura

Cosa succede

Si avvia la procedura di incident response

Alto

Esempio di segnale

Malware bloccato più volte sullo stesso PC; backup notturno fallito sul gestionale

Chi viene avvisato

Referente tecnico

Cosa succede

Verifica e correzione nella stessa giornata lavorativa concordata

Medio

Esempio di segnale

Molti tentativi di accesso falliti su un account; certificato in scadenza

Chi viene avvisato

Team tecnico

Cosa succede

Analisi e intervento pianificato

Informativo

Esempio di segnale

Aggiornamenti in sospeso; spazio disco in crescita

Chi viene avvisato

Report periodico

Cosa succede

Si valuta nella revisione periodica

Copertura chiara, non generica. Fonti monitorate, fasce orarie di copertura, modalità di presa in carico ed eventuali livelli di servizio vengono stabiliti nel contratto, in base al perimetro concordato. Chiedi sempre cosa succede fuori dagli orari coperti: è una domanda che vale per qualsiasi fornitore.

// Incident response

Incident response: cosa succede quando un attacco va a segno?

L’incident response è l’insieme delle attività che servono a riconoscere un incidente, limitarne i danni e tornare a lavorare in sicurezza. Il riferimento più usato è la guida del NIST SP 800-61 Rev. 3 (2025), che collega la risposta agli incidenti alla gestione complessiva del rischio cyber.

Monitoraggio e incident response non sono la stessa cosa: il monitoraggio individua il segnale, l’incident response decide e agisce. Funzionano solo se sono collegati da una procedura scritta che dice chi fa cosa.

Ciclo di gestione di un incidente: dalla preparazione alle lezioni apprese

01

Preparazione

Ruoli, contatti, accessi di emergenza, copie di sicurezza e procedure pronte prima dell'evento.

02

Rilevamento e triage

Si conferma se è un incidente reale, quali sistemi coinvolge e quanto è grave.

03

Contenimento

Si isolano i sistemi coinvolti per fermare la diffusione, conservando le evidenze.

04

Analisi

Si ricostruiscono punto di ingresso, account usati e dati potenzialmente coinvolti.

05

Bonifica e ripristino

Si rimuove la causa, si ripristinano dati e servizi da copie pulite e si monitora la ripresa.

06

Lezioni apprese

Si correggono le debolezze emerse e si aggiornano procedure e piano di risposta.

Nei primi minuti: cosa fare

Cosa fare se sospetti un attacco informatico, per esempio un ransomware?

Cosa evitare

Quali errori peggiorano un incidente?

Incident response plan

Cosa contiene un piano di risposta agli incidenti?

Un incident response plan è il documento che trasforma le decisioni difficili in passi già concordati. Va scritto con calma, provato con esercitazioni e aggiornato quando cambiano sistemi, persone o fornitori.

Obblighi da conoscere prima

Se l’incidente coinvolge dati personali, il GDPR prevede la notifica all’autorità di controllo senza ingiustificato ritardo e, ove possibile, entro 72 ore da quando se ne è venuti a conoscenza (art. 33 GDPR; indicazioni del Garante).

Per i soggetti che rientrano nella NIS2 gli incidenti significativi seguono le modalità di notifica al CSIRT Italia; tempi e condizioni si verificano sul proprio caso nella pagina Direttiva NIS2.

Incidente in corso?

Se sei già cliente di 360 Consulenza apri un ticket di assistenza o contatta il tuo referente. Se non lo sei, scrivici dalla pagina contatti oppure chiama lo 080 9877791 indicando che si tratta di un incidente.

// Backup e ripristino

Backup aziendale: perché una copia non basta se non si riesce a ripristinarla?

Un backup aziendale serve solo se, nel momento del bisogno, permette di recuperare i dati giusti, integri e in tempi accettabili. Gli attacchi ransomware puntano proprio alle copie: per questo le linee guida della CISA raccomandano copie offline o separate, cifrate e verificate con prove di ripristino regolari (CISA, Ransomware Guide).

La regola 3-2-1

3

copie dei dati

L'originale e almeno due copie: un guasto o un errore non deve bastare a perdere tutto.

2

supporti diversi

Per esempio un NAS o un server di backup e uno spazio cloud, così un solo difetto non colpisce tutte le copie.

1

copia separata

Almeno una copia fuori sede, offline o non modificabile (immutabile), che un attacco alla rete non possa cifrare o cancellare.

Backup locale, cloud o ibrido: cosa considerare
SoluzionePunti di forzaLimiti da gestireAdatta quando
Locale (NAS o server di backup)Ripristini rapidi di grandi quantità di dati; controllo direttoEsposta agli stessi rischi della sede (furto, incendio, ransomware sulla rete)Serve ripristinare in fretta file server e macchine virtuali
CloudCopia fuori sede senza gestire supporti; spazio scalabileIl ripristino completo dipende dalla banda; vanno protetti gli accessi alla consoleServe una copia geograficamente separata
Ibrida (locale + cloud)Velocità del locale e separazione del cloudDue sistemi da controllare e provareÈ la scelta più frequente per le aziende con più sistemi critici

Prima di dire «abbiamo il backup»

Come si verifica che un backup funzioni davvero?

Le protezioni che rendono più difficile arrivare ai backup (firewall, MFA, EDR) sono descritte nella pagina Soluzioni di cybersecurity.

Microsoft 365 e i servizi cloud non sostituiscono il backup. I fornitori assicurano la disponibilità della piattaforma, ma la conservazione di file e caselle cancellati o cifrati per errore o per attacco ha limiti di tempo e di modalità. Una copia indipendente dei dati SaaS si valuta in base a quanto quei dati sono critici.

// Obiettivi di ripristino

RPO e RTO: quanti dati e quanto tempo può permettersi di perdere la tua azienda?

Sono le due decisioni che orientano tutto il resto: frequenza delle copie, architettura, costi. Non sono parametri tecnici da lasciare al fornitore, ma scelte di business che la direzione prende servizio per servizio.

RPO e RTO sulla linea del tempo

Ultima copia valida

Punto da cui si ripristina

RPO · dati a rischio

Incidente

I sistemi si fermano

RTO · fermo operativo

Servizio ripristinato

Si torna a lavorare

Più brevi sono le due barre, più servono copie frequenti e risorse di ripristino pronte.

RPO

Recovery Point Objective

Quanti dati puoi permetterti di perdere?

È la quantità massima di dati, misurata in tempo, che si accetta di perdere. Un RPO di un'ora richiede copie almeno orarie; un RPO di 24 ore consente un backup notturno.

RTO

Recovery Time Objective

Entro quanto il servizio deve ripartire?

È il tempo massimo accettabile tra il fermo e il ritorno del servizio. Un RTO di poche ore richiede sistemi e procedure di ripristino pronti e provati; un RTO di giorni permette soluzioni più semplici.

Esempi illustrativi di obiettivi per servizio (non sono livelli di servizio di 360 Consulenza: dipendono da architettura e contratto)
ServizioDomanda per la direzioneRPO ipoteticoRTO ipotetico
Gestionale ordini e magazzinoQuante ore di ordini possiamo reinserire a mano?1 ora4 ore
Posta elettronicaQuanto possiamo restare senza posta prima di perdere clienti?4 ore8 ore
File server di progettoQuanto lavoro dei tecnici possiamo rifare?24 ore1 giorno lavorativo
Sito web istituzionaleIl sito fermo blocca vendite o solo la comunicazione?1 settimana2 giorni lavorativi

Il punto di equilibrio. Più RPO e RTO sono brevi, più servono copie frequenti, risorse di ripristino pronte e test regolari, e quindi più cresce il costo. Il lavoro utile è trovare l’equilibrio per ciascun servizio, invece di applicare lo stesso obiettivo a tutto.

// Disaster recovery e business continuity

Disaster recovery e business continuity: qual è la differenza?

Il disaster recovery riguarda il ritorno dei sistemi IT dopo un evento grave. La business continuity riguarda l’azienda nel suo insieme: come continuare a servire i clienti mentre i sistemi tornano disponibili. Un buon piano collega le due cose ai processi reali, non solo all’infrastruttura.

01

Backup

Domanda

Abbiamo una copia dei dati?

Oggetto

Dati

Risultato

Copie verificate e ripristinabili

Riferimenti

Regola 3-2-1, prove di ripristino

02

Disaster recovery

Domanda

Come rimettiamo in funzione i sistemi IT?

Oggetto

Infrastruttura, applicazioni e dati

Risultato

Procedure e ambiente di ripristino con priorità e tempi (RTO/RPO)

Riferimenti

NIST SP 800-34

03

Business continuity

Domanda

Come continua a lavorare l’azienda nel frattempo?

Oggetto

Processi, persone, fornitori e sistemi

Risultato

Piano di continuità con alternative operative e comunicazione

Riferimenti

ISO 22301 (sistemi di gestione per la continuità operativa)

Cosa contiene un piano di disaster recovery e continuità?

Servizi e dipendenze

Quali servizi sono critici e da cosa dipendono: rete, server, cloud, fornitori, persone.

Ordine di ripristino

Cosa si riavvia per primo e in quanto tempo, in base a RTO e RPO.

Ambiente di ripristino

Dove ripartono i sistemi se la sede o l'infrastruttura principale non sono disponibili.

Ruoli e sostituti

Chi decide l'attivazione del piano e chi esegue, con nomi e alternative.

Procedure alternative

Come si lavora senza un sistema: moduli manuali, priorità degli ordini, canali con i clienti.

Test e aggiornamento

Esercitazioni pianificate, verifica dei tempi reali e revisione dopo ogni cambiamento.

Un piano mai provato è un'ipotesi: le esercitazioni, anche solo a tavolino, mostrano dipendenze dimenticate e tempi reali molto diversi da quelli stimati.

// Metodo

Come si imposta il servizio di monitoraggio e continuità con 360 Consulenza?

Un percorso in cinque fasi che parte dal business, non dalla tecnologia. Ogni fase produce documenti e configurazioni concrete, che restano all’azienda.

01

Analisi dei servizi critici

Insieme alla direzione e ai referenti IT si individuano i servizi da proteggere per primi e l'impatto di un loro fermo.

02

Obiettivi e perimetro

Si fissano RPO e RTO per servizio e si decide quali fonti monitorare, con quali livelli di priorità.

03

Progettazione di backup e ripristino

Si verifica l'esistente e si progetta l'architettura di copia: locale, cloud o ibrida, con almeno una copia separata.

04

Attivazione e procedure

Si attivano monitoraggio ed escalation, si scrivono il piano di incident response e le procedure di ripristino.

05

Test e revisione periodica

Prove di ripristino ed esercitazioni pianificate, report periodici e aggiornamento dopo ogni cambiamento rilevante.

Cosa ricevi

Quali documenti e risultati restano all'azienda?

Il perimetro di ogni incarico definisce quali documenti sono inclusi: un’azienda con un solo gestionale non ha bisogno dello stesso piano di un gruppo con più sedi.

// Perché 360 Consulenza

Perché affidare monitoraggio e continuità operativa a 360 Consulenza?

Perché dal 2008 progettiamo e gestiamo infrastrutture IT per le aziende: quando arriva un segnale o un incidente, chi risponde conosce l’infrastruttura e sa da quali copie ripartire. E lo fa dentro un sistema di gestione certificato ISO/IEC 27001 per i servizi di cybersecurity.

27001

ISO/IEC · certificato IIS-0223-02

ISO/IEC 27001 per i servizi di cybersecurity

Il sistema di gestione per la sicurezza delle informazioni di 360 Consulenza è certificato UNI CEI EN ISO/IEC 27001:2024 per la progettazione, lo sviluppo e l'assistenza di soluzioni software anche SaaS e per i servizi di cybersecurity, con la linea guida ISO/IEC 27017 sul cloud (certificato Dasa-Rägister IIS-0223-02, valido fino al 12/02/2029).

Un solo team, dalla prevenzione al ripristino

Monitoraggio, gestione degli incidenti e soluzioni di backup e continuità sono seguiti dalle persone di 360 Consulenza, senza affidare le attività in outsourcing. Chi interviene durante un incidente conosce già rete, sistemi e copie.

Infrastrutture progettate e configurate da noi

Firewall, server, reti e sistemi di backup sono progettati e configurati dallo stesso team: le procedure di ripristino nascono da chi conosce l'architettura, non da un modello generico.

Competenze tecniche e normative

Nel team operano Cyber Security Specialist e sistemisti, con qualifiche di Lead Auditor ISO/IEC 27001, Microsoft Certified Professional e DPO ai sensi del GDPR iscritto ad ANORC: utile quando un incidente ha anche conseguenze di notifica.

Consulta il certificato ISO/IEC 27001 (PDF) · La certificazione riguarda il sistema di gestione di 360 Consulenza, non le aziende clienti: per un percorso di certificazione aziendale c’è la consulenza ISO/IEC 27001. I numeri della fascia arancio sono pubblicati nella pagina Obiettivi raggiunti.

// Costi

Quanto costano monitoraggio, backup e continuità operativa?

Il costo dipende da cosa si protegge e da quanto velocemente bisogna ripartire, non da un listino unico. Questi sono i fattori che incidono di più sul preventivo:

Sedi e postazioni

Numero di sedi, server, PC e dispositivi di rete nel perimetro.

Fonti monitorate

Quante fonti di eventi si collegano e con quale dettaglio.

Copertura oraria

Fasce orarie coperte e modalità di presa in carico fuori orario.

Intervento incluso

Se il servizio comprende solo la segnalazione o anche l'intervento tecnico.

Volume dei dati

Quantità di dati da copiare, frequenza delle copie e periodo di conservazione.

RPO e RTO

Obiettivi più stretti richiedono architetture e risorse di ripristino più impegnative.

Prove ed esercitazioni

Frequenza delle prove di ripristino e delle simulazioni di incidente.

Integrazioni

Servizi cloud, Microsoft 365, gestionali e sistemi di produzione da includere.

Per il primo incontro

Quali domande conviene preparare?

Non inviare password, indirizzi interni o schemi di rete tramite il modulo di contatto: si raccolgono in modo protetto dopo l’accordo sul perimetro.

// FAQ

Domande frequenti su monitoraggio, incident response e continuità operativa

Le risposte alle domande che arrivano più spesso da titolari, responsabili IT e responsabili della produzione.

Il monitoraggio osserva in modo continuativo le fonti concordate e segnala gli eventi anomali. L’incident response entra in gioco quando un evento viene confermato come incidente: contenimento, analisi, bonifica e ripristino. Servono entrambi, collegati da una procedura che stabilisce chi viene avvisato e chi decide.

Scollega dalla rete i dispositivi coinvolti senza spegnerli, avvisa il referente interno e il supporto tecnico, annota cosa è successo e non cancellare nulla. Non ripristinare i backup finché non è chiaro come è avvenuto l’attacco e non contattare gli attaccanti di tua iniziativa. Se sono coinvolti dati personali, valuta subito con il titolare del trattamento l’eventuale notifica al Garante.

Con prove di ripristino reali e pianificate: il recupero di singoli file, di una casella di posta e di un server completo, misurando il tempo necessario. Un backup che risulta «completato» nei log non dimostra che i dati siano integri o ripristinabili nei tempi richiesti.

L’RPO indica quanti dati, misurati in tempo, si accetta di perdere: determina la frequenza delle copie. L’RTO indica entro quanto un servizio deve tornare disponibile: determina architettura e procedure di ripristino. Si fissano servizio per servizio.

Quando un fermo prolungato dei sistemi IT avrebbe conseguenze serie su produzione, vendite o obblighi verso i clienti, cioè nella maggior parte delle aziende che usano un gestionale. La complessità del piano si adatta: per una piccola impresa può bastare un documento di poche pagine, provato una volta l’anno.

Il cloud offre una copia fuori sede, ma da solo non basta: il ripristino completo dipende dalla banda disponibile e gli accessi alla console vanno protetti come un sistema critico. Spesso la soluzione più equilibrata è ibrida, con una copia locale per i ripristini rapidi e una in cloud separata dalla rete aziendale.

Dipende da numero di sedi e dispositivi, fonti collegate, fasce orarie di copertura e dal fatto che il servizio includa solo la segnalazione o anche l’intervento. Dopo un primo confronto sul perimetro si definisce un preventivo con attività e livelli di copertura scritti.

Contribuiscono. Il GDPR chiede misure adeguate a garantire la disponibilità dei dati e la capacità di ripristinarli tempestivamente dopo un incidente (art. 32). La direttiva NIS2 include gestione degli incidenti, backup, disaster recovery e continuità operativa tra le misure dell’articolo 21. Da soli non rendono un’azienda conforme: approfondisci nelle pagine Consulenza GDPR e Direttiva NIS2.

Contenuto a cura del team cybersecurity di 360 Consulenza (Cyber Security Specialist e Lead Auditor ISO/IEC 27001) · Aggiornato il 29 ottobre 2026

// Collegamenti correlati

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Direttiva NIS2

Applicabilità, misure di sicurezza e notifica degli incidenti.

Consulenza GDPR

Protezione dei dati personali e gestione delle violazioni.

Certificazione ISO/IEC 27001

Percorso di certificazione del sistema di gestione della sicurezza delle informazioni.

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