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Data breach: cos’è e cosa fare nelle prime 72 ore

Un data breach è una violazione di sicurezza che porta a perdita, accesso o diffusione non autorizzati di dati personali. Esempi, procedura passo per passo, notifica al Garante entro 72 ore e registro delle violazioni.

Un data breach è una violazione di sicurezza che comporta, accidentalmente o illecitamente, la distruzione, la perdita, la modifica, la divulgazione o l’accesso non autorizzato a dati personali (art. 4 GDPR).

Non è solo l’attacco hacker: anche un’email con allegato inviata al destinatario sbagliato, un portatile rubato o un ransomware che rende i dati inaccessibili sono violazioni. Quello che conta è come l’azienda reagisce nelle prime 72 ore.

Lucchetto dorato su una tastiera: protezione dei dati personali

In sintesi

Data breach

Ogni violazione va documentata; si notifica se c’è un rischio per le persone.

Riservatezza

Dati visti o diffusi da chi non doveva

Integrità

Dati modificati senza autorizzazione

Disponibilità

Dati persi o inaccessibili

Garante

Notifica entro 72 ore se c’è rischio

Interessati

Avvisati se il rischio è elevato

Registro

Sempre, anche senza notifica

Esempi di data breach in azienda

Cosa fare: la procedura in 6 passi

01

Rilevare e segnalare

Chi si accorge del problema avvisa subito il referente interno: il conteggio delle 72 ore parte da quando il titolare ne è consapevole.

02

Contenere

Bloccare gli accessi, cambiare le credenziali, richiamare l’email, isolare i sistemi.

03

Valutare il rischio

Tipo di dati, numero di persone, facilità di identificazione, conseguenze possibili.

04

Notificare al Garante

Se c’è un rischio per i diritti delle persone, con la procedura telematica del Garante entro 72 ore; le informazioni mancanti si integrano dopo.

05

Comunicare agli interessati

Se il rischio è elevato, in modo chiaro, spiegando cosa è successo e cosa possono fare.

06

Registrare e correggere

Annotare tutto nel registro delle violazioni e rimuovere la causa.

Una procedura scritta, con nomi e numeri di telefono, vale più di qualsiasi software il giorno in cui serve.

Quando non serve notificare

La notifica non è necessaria se è improbabile che la violazione comporti un rischio per le persone: per esempio dati cifrati con chiave non compromessa, o un errore subito corretto senza che nessuno abbia visto i dati. La valutazione però va fatta e scritta nel registro: in caso di controllo bisogna dimostrare perché non si è notificato.

Data breach e NIS2

Per le aziende soggette alla direttiva NIS2 un incidente significativo segue anche un secondo binario: pre-notifica al CSIRT Italia entro 24 ore, notifica entro 72 ore, relazione finale entro un mese. Le due procedure vanno coordinate. I termini GDPR sono riassunti nella guida sulle scadenze GDPR; per le cause più frequenti vedi le guide su phishing e ransomware.

Con la nostra consulenza GDPR prepariamo procedura, modelli e registro, e con i servizi di cybersecurity riduciamo le probabilità che accada.

Domande frequenti sul data breach

Una violazione di sicurezza che porta a distruzione, perdita, modifica, divulgazione o accesso non autorizzato a dati personali, per errore o per un attacco.

Entro 72 ore da quando il titolare ne è venuto a conoscenza, se c’è un rischio per i diritti e le libertà delle persone. Oltre le 72 ore la notifica deve spiegare il ritardo.

Sì, se contiene dati personali e arriva a chi non doveva riceverli. Va valutato il rischio e registrata la violazione, anche se poi non si notifica.

Il titolare del trattamento. Se la violazione avviene presso un fornitore, questo deve avvisare il titolare senza ingiustificato ritardo, come previsto dal contratto ex art. 28.

Il documento interno in cui il titolare annota ogni violazione: fatti, effetti, valutazioni e misure adottate, comprese quelle non notificate.

Consulenza GDPR

Sapresti cosa fare se domani ci fosse un data breach?

Prepariamo procedura, modelli di notifica e registro delle violazioni, e formiamo chi dovrà usarli.

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