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GDPR: cos’è, cosa significa e cosa prevede per le aziende

GDPR è l’acronimo di General Data Protection Regulation, il Regolamento (UE) 2016/679 sulla protezione dei dati personali. Ecco cosa significa, a chi si applica, i principi, i diritti delle persone e gli obblighi concreti per un’azienda.

Il GDPR è il Regolamento (UE) 2016/679, la legge europea sulla protezione dei dati personali. L’acronimo sta per General Data Protection Regulation, in italiano «Regolamento generale sulla protezione dei dati». È in vigore dal 24 maggio 2016 e si applica in tutti i Paesi dell’Unione dal 25 maggio 2018.

Stabilisce come imprese, professionisti ed enti possono raccogliere e usare i dati delle persone, quali diritti hanno le persone e cosa deve dimostrare chi tratta i dati. In questa guida trovi il significato, i principi e gli obblighi concreti per un’azienda.

Lucchetto dorato su una tastiera: protezione dei dati personali

In sintesi

GDPR

General Data Protection Regulation: il regolamento europeo che protegge i dati personali.

Norma

Regolamento (UE) 2016/679

Si applica dal

25 maggio 2018

In Italia

Codice privacy aggiornato dal D.Lgs. 101/2018

Autorità

Garante per la protezione dei dati personali

Chi riguarda

Chiunque tratti dati di persone nell’UE

Sanzioni

Fino a 20 milioni di euro o il 4% del fatturato

Cosa significa GDPR

GDPR = General Data Protection Regulation. In italiano si parla di «Regolamento generale sulla protezione dei dati» o, più semplicemente, di «regolamento privacy europeo». Il testo ufficiale è pubblicato su EUR-Lex e contiene 99 articoli e 173 considerando.

Essendo un regolamento e non una direttiva, il GDPR vale direttamente e allo stesso modo in tutti gli Stati membri. In Italia il vecchio Codice privacy (D.Lgs. 196/2003) è rimasto in vigore, ma è stato adeguato dal D.Lgs. 101/2018 per coordinarlo con il regolamento.

Dato personale

Qualsiasi informazione che identifica una persona o la rende identificabile: nome, email, telefono, IP, targa, immagine, codice cliente.

Trattamento

Qualsiasi operazione sui dati: raccolta, registrazione, consultazione, uso, invio, conservazione, cancellazione. Anche solo archiviare un file è un trattamento.

Dati particolari

Salute, origine etnica, opinioni politiche, religione, iscrizione sindacale, dati genetici e biometrici, vita e orientamento sessuale (art. 9): regole più severe.

A chi si applica il GDPR

Il GDPR si applica a chiunque tratti dati personali nell’ambito di un’attività professionale o economica: aziende di ogni dimensione, liberi professionisti, associazioni, enti pubblici. Vale anche per le imprese extra UE che offrono beni o servizi a persone nell’Unione o ne monitorano il comportamento (art. 3).

Non si applica ai trattamenti per fini esclusivamente personali o domestici, come la rubrica del proprio telefono, né ai dati di persone decedute o ai dati davvero anonimi. Una PMI con pochi dipendenti è quindi pienamente coinvolta: tratta almeno dati di clienti, fornitori e personale.

I 7 principi del GDPR

Accountability è la parola chiave del GDPR: non esiste una lista di adempimenti uguale per tutti. Ogni azienda valuta i propri rischi, sceglie le misure e conserva le prove delle decisioni prese.

Le basi giuridiche: quando si possono trattare i dati

Ogni trattamento deve poggiare su una delle sei basi giuridiche dell’art. 6. Il consenso è solo una di queste, e spesso non è quella giusta:

Contratto

Dati necessari per un contratto con la persona o per misure precontrattuali.

Obbligo di legge

Per esempio fatturazione, buste paga, adempimenti fiscali.

Consenso

Libero, specifico, informato e revocabile: tipico per newsletter e marketing.

Legittimo interesse

Interesse dell’azienda bilanciato con i diritti delle persone, da documentare.

Interessi vitali

Protezione della vita della persona o di un terzo.

Interesse pubblico

Compiti di interesse pubblico o pubblici poteri, tipico degli enti.

I diritti delle persone (interessati)

L’azienda deve rispondere entro un mese, prorogabile di due mesi per richieste complesse. Tutti i termini sono raccolti nella guida alle scadenze GDPR.

Cosa prevede il GDPR per le aziende: gli obblighi concreti

01

Mappare i trattamenti

Capire quali dati si trattano, perché, dove sono e chi li vede. Il registro dei trattamenti (art. 30) è obbligatorio quasi sempre, anche sotto i 250 dipendenti quando i trattamenti non sono occasionali.

02

Informare

Dare le informative (artt. 13-14) a clienti, dipendenti, fornitori e utenti del sito.

03

Definire i ruoli

Titolare, responsabili esterni con contratto (art. 28), persone autorizzate e, se obbligatorio, il DPO (art. 37).

04

Proteggere i dati

Adottare misure di sicurezza adeguate al rischio (art. 32): accessi, backup, cifratura, aggiornamenti, formazione.

05

Gestire gli incidenti

Saper riconoscere un data breach e notificarlo al Garante entro 72 ore quando c’è un rischio per le persone (art. 33).

06

Valutare i rischi elevati

Fare la DPIA (art. 35) prima di trattamenti a rischio elevato, come videosorveglianza estesa, geolocalizzazione o profilazione.

La sicurezza dei dati è anche sicurezza informatica: se la tua impresa rientra nella direttiva NIS2, gli obblighi si sommano. Un quadro delle misure tecniche è nella pagina cybersecurity per aziende.

Sanzioni: cosa si rischia

L’art. 83 prevede sanzioni amministrative fino a 10 milioni di euro o il 2% del fatturato mondiale annuo per violazioni come la mancata sicurezza o la mancata notifica di un breach, e fino a 20 milioni o il 4% per violazioni dei principi, delle basi giuridiche e dei diritti degli interessati. Si applica l’importo più alto.

In Italia le sanzioni sono irrogate dal Garante Privacy, che valuta gravità, durata, collaborazione e misure adottate. Le persone possono inoltre chiedere il risarcimento dei danni (art. 82).

Domande frequenti sul GDPR

È la legge europea che stabilisce come si possono raccogliere e usare i dati delle persone. Chi tratta dati deve farlo in modo trasparente, sicuro e solo per scopi precisi, e deve poterlo dimostrare.

General Data Protection Regulation, in italiano Regolamento generale sulla protezione dei dati: è il Regolamento (UE) 2016/679.

È il principio di responsabilizzazione (art. 5, par. 2 e art. 24): il titolare deve rispettare il GDPR e saper dimostrare di farlo, con registri, procedure, valutazioni e decisioni documentate.

Il GDPR è il regolamento europeo, direttamente applicabile. Il Codice privacy (D.Lgs. 196/2003, aggiornato dal D.Lgs. 101/2018) è la legge italiana che lo integra su aspetti lasciati agli Stati, per esempio i rapporti di lavoro e alcune sanzioni.

Sì. Si applica a chiunque tratti dati personali per attività professionali o economiche. Alcuni obblighi, come il DPO, dipendono dal tipo di trattamento e non dalle dimensioni.

È entrato in vigore il 24 maggio 2016 ed è applicabile dal 25 maggio 2018 in tutti i Paesi dell’Unione europea.

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