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L’Italia subisce il 10% degli attacchi cyber mondiali

“Siamo in guerra contro gruppi criminali e di potenze straniere. Solo con stretta collaborazione l’Occidente può affrontare le sfide cyber mondiali” In Italia avviene il 10% degli attacchi cyber mondiali. È l’allarmante dato del report del Clusit, l’Associazione italiana per la sicurezza informatica, illustrato durante il panel ‘Cyber security: per una difesa comune dei dati’ avvenuto a ‘Futuro Direzione Nord’, la rassegna di convegni istituzionali promossa dalla Fondazione Stelline e organizzata nella sede di Assolombarda a Milano. Un panel che ha visto protagonisti Nunzia Ciardi, vicedirettore generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, Ettore Rosato, segretario del Copasir, Mario Nobile, direttore generale dell’ Agid (Agenzia per l’Italia Digitale), Alvise Biffi, CEO Secure Network e Vicepresidente Assolombarda con delega a Organizzazione, Sviluppo e Marketing, Anna Vaccarelli, Presidente del Clusit (Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica), Pierguido Iezzi, Direttore del BU Cyber Security Maticmind, e Giuseppe Mocerino, Presidente del Netgroup. “Come ACN – sottolinea Nunzia Ciardi – abbiamo appena nominato il comitato tecnico scientifico. I dati ci dicono che è in aumento la forbice tra chi può investire in cybersicurezza e chi non può investire: le grandi aziende hanno fatto grandi passi in avanti; le piccole e medie imprese invece soffrono ancora. Nessuno oggi può fare a meno di digitalizzazione spinta e quindi è necessario difendersi. Il tessuto economico del nostro Paese corre un rischio cyber, spesso però in maniera inconsapevole. Un software malevolo può bloccare una catena di montaggio molto più velocemente di qualunque crisi delle materie prime, mandare in crash siti di e-commerce, costringere dipendenti in cassa integrazione. Sono drammi industriali, commerciali e personali”.   Siamo in guerra, costantemente sotto attacco… Anche per questo Assolombarda cerca di fornire ai propri membri abilità necessarie per difendersi. “Da più di 12 anni – spiega Alvise Biffi – ha un board dedicato alla cybersicurezza che lavora attivamente per trasmettere le corrette competenze di base per le nostre aziende. Il problema primario è il senso di impotenza che alcune aziende provano: si chiudono a riccio. Le minacce sono uno tsunami e qualcuno sceglie di non metterci nemmeno l’impegno perché convinto di esserne comunque travolto. Lo vedono come un costo e non come un investimento, come gli struzzi mettono la testa sotto la sabbia. Invece bisogna metabolizzare che è un vero investimento per la sopravvivenza dell’azienda e la competitività. Vedo però finalmente una differenza nell’approccio”.  “Oggi non sono necessarie solo competenze per pochi addetti ai lavori – rimarca Mario Nobile – ma soprattutto per l’utilizzatore finale. Stiamo lavorando su un’analisi, su una possibilità di trovare le compensazioni per consentire alle imprese di essere detassate per acquisti di prodotti e servizi digitali e la relativa formazione. Serve anche la leva finanziaria”. La chiosa tocca a Ettore Rosato, intervenuto in videocollegamento, che si concentra sulla sicurezza nazionale. “Siamo in guerra costantemente, sotto attacco di gruppi criminali e di potenze straniere. Noi saremo sempre dell’idea che ci vuole anche un quadro di lavoro europeo sul tema perché l’Occidente, l’Europa, gli Stati Uniti e gli Alleati solo con una stretta collaborazione possono affrontare le sfide che ci sono su questo”.   Fonte: bitmat.it

Nel 96% delle aziende cresce l’uso dell’AI agentica

L’AI agentica: rivoluzione e opportunità per le aziende, con BeeProd al centro dell’innovazione L’adozione degli agenti AI sta crescendo rapidamente, come evidenziato dal report “The Future of Enterprise AI Agents” di Cloudera. Il 96% delle aziende intervistate ha in programma di espandere il loro uso nei prossimi 12 mesi, con applicazioni che spaziano da bot per l’ottimizzazione delle prestazioni a strumenti avanzati per la sicurezza e lo sviluppo software. Questa evoluzione va oltre la semplice automazione, creando sistemi in grado di adattarsi e rispondere in tempo reale alle necessità aziendali. Tuttavia, persistono alcune preoccupazioni legate alla privacy dei dati, all’integrazione con sistemi esistenti e ai costi di implementazione. BeeProd si inserisce perfettamente in questo scenario offrendo una soluzione innovativa che consente alle imprese di integrare AI agentica nei loro flussi di lavoro senza le complessità legate alla gestione dei dati e all’interoperabilità. Grazie a BeeProd, le aziende possono accelerare l’adozione dell’intelligenza artificiale in modo sicuro ed efficiente, migliorando la produttività e riducendo i costi operativi. In settori chiave come la finanza, il manufacturing e la sanità, gli agenti AI stanno rivoluzionando processi critici: dal rilevamento delle frodi alla gestione delle cartelle cliniche, passando per il controllo della qualità industriale. Le imprese che adottano soluzioni come BeeProd sono meglio equipaggiate per affrontare questa trasformazione e ottenere un vantaggio competitivo. Vuoi scoprire come BeeProd può supportare la tua azienda nell’era dell’AI agentica? Visita beeprod.it e inizia a sfruttare il futuro dell’intelligenza artificiale oggi stesso.   Fonte: bitmat.it

Ransomware: tutti i dati del mercato 2025

Un nuovo report svela l’evoluzione del panorama delle minacce informatiche ransomware a livello globale e regionale Le regioni del Medio Oriente, dell’APAC (Asia-Pacifico) e dell’Africa sono in testa con la più alta percentuale di utenti colpiti da attacchi ransomware, mentre l’America Latina, la CSI (Comunità degli Stati Indipendenti) e l’Europa sono più indietro. In Italia, dal 2023 al 2024, il numero di utenti colpiti da attacchi ransomware è aumentato dello 0,48%, con un incremento dello 0,10 punti percentuali. Questa percentuale apparentemente bassa è tipica dei ransomware, poiché i cybercriminali spesso non distribuiscono questo tipo di malware su larga scala, ma danno la priorità a obiettivi di grande valore, riducendo così il numero complessivo di incidenti. L’Anti-Ransomware Day è stato istituito 12 maggio 2020 da INTERPOL, in collaborazione con Kaspersky, per ricordare l’anniversario del noto attacco ransomware WannaCry, avvenuto il 12 maggio 2017. Lo scopo dell’Anti-Ransomware Day è quello di aumentare la consapevolezza globale sulle minacce rappresentate dal ransomware e di promuovere le migliori pratiche per la prevenzione e la risposta. Percentuale per regione degli utenti che hanno subito un attacco crypto-ransomware Dati di Kaspersky Security Network Nelle regioni del Medio Oriente e Asia-Pacifico, il ransomware colpisce una percentuale maggiore di utenti a causa della rapida trasformazione digitale, dell’espansione delle superfici di attacco e dei diversi livelli di maturità della cybersecurity. Le aziende in APAC sono maggiormente prese di mira, con numerosi attacchi alle infrastrutture e alle tecnologie operative, soprattutto nei Paesi con economie in crescita e nuove leggi sulla privacy dei dati. Il ransomware è meno diffuso in Africa a causa dei minori livelli di digitalizzazione e dei vincoli economici, che riducono il numero di obiettivi ad alto valore. Tuttavia, con l’espansione delle economie digitali di Paesi come il Sudafrica e la Nigeria, gli attacchi ransomware sono in aumento, soprattutto nei settori manufatturiero, finanziario e governativo. La scarsa consapevolezza e le risorse limitate in materia di cybersicurezza rendono vulnerabili molte aziende, anche se la superficie di attacco più ridotta rende la regione meno avanzata rispetto agli hotspot globali. Anche in America Latina si verificano attacchi ransomware, soprattutto in Brasile, Argentina, Cile e Messico. I settori essenziali come quello manufatturiero, governativo e agricolo sono particolarmente colpiti, oltre a settori come l’energia e la vendita al dettaglio, ma i vincoli economici e i minori riscatti scoraggiano alcuni attaccanti. Ciononostante, la crescente adozione del digitale nella regione sta aumentando l’esposizione. La Comunità degli Stati Indipendenti (CSI) registra un minor numero di utenti che si imbattono in un minor numero di attacchi ransomware. Tuttavia, alcuni gruppi di hacktivisti come Head Mare, Twelve e altri, attivi nella regione, utilizzano spesso ransomware come LockBit 3.0 per provocare danni alle aziende. I settori dell’energia, del manifatturiero, della pubblica amministrazione e della vendita al dettaglio, restano particolarmente a rischio, e i diversi livelli di maturità della cybersecurity nella regione incidono sulla sicurezza. L’Europa è oggetto di continui attacchi ransomware, ma beneficia di solidi quadri di sicurezza informatica e normative che riescono a respingere gli attacchi. Settori come l’industria, l’agricoltura e l’istruzione sono spesso presi di mira, ma la capacità di rispondere rapidamente agli incidenti e la consapevolezza limitano la portata degli attacchi. Grazie alle economie diversificate e alle solide difese in Europa, la regione risulta meno interessante per i gruppi di ransomware rispetto alle regioni in cui la crescita digitale è rapida e meno sicura.   Tendenze attuali ed emergenti del ransomware Gli strumenti di intelligenza artificiale sono stati sempre più utilizzati per sviluppare ransomware, come dimostrato da FunkSec, un gruppo ransomware comparso alla fine del 2024 che ha rapidamente guadagnato notorietà, superando gruppi già affermati come Cl0p e RansomHub, con numerose vittime rivendicate nel solo mese di dicembre. FunkSec opera secondo il modello Ransomware-as-a-Service (RaaS) e utilizza strategie di duplice estorsione, combinando la crittografia dei dati con operazioni di esfiltrazione. Colpisce settori come quello governativo, tecnologico, finanziario e dell’istruzione in Europa e Asia. Il gruppo si distingue per il forte ricorso a strumenti basati sull’intelligenza artificiale: il suo ransomware presenta un codice generato dall’intelligenza artificiale, con commenti perfetti, probabilmente prodotti da Large Language Models (LLM) per migliorare lo sviluppo ed evitare il rilevamento. Diversamente dai gruppi tradizionali di ransomware che richiedono risarcimenti milionari, FunkSec adotta un approccio ad alto volume e basso costo, con richieste di riscatto insolitamente basse, il che evidenzia ulteriormente l’uso innovativo dell’intelligenza artificiale per semplificare le operazioni. Il modello RaaS (Ransomware-as-a-Service) rimane lo schema predominante per gli attacchi ransomware, favorendo così la diffusione di queste minacce, poiché abbassa la barriera tecnica per i cybercriminali. Nel 2024, le piattaforme RaaS come RansomHub hanno raggiunto ottimi risultati proponendo malware, assistenza tecnica e programmi di affiliazione che consentono di dividere gli importi del riscatto. Questo modello permette anche ad attori meno qualificati di eseguire attacchi sofisticati, contribuendo così all’emergere di numerosi nuovi gruppi di ransomware solo nel 2024. Nel 2025 si prevede che il ransomware si evolverà sfruttando vulnerabilità non convenzionali, come dimostra l’uso di webcam da parte della banda Akira per aggirare i sistemi di rilevamento e risposta degli endpoint e infiltrarsi nelle reti interne. Si prevede che gli attaccanti prenderanno sempre più di mira punti di accesso non considerati, come i dispositivi IoT, gli smart devices o hardware non correttamente configurati nei luoghi di lavoro, sfruttando l’espansione della superficie d’attacco creata dai sistemi interconnessi. Mentre le aziende rafforzano le difese tradizionali, i criminali informatici perfezioneranno le loro tattiche, concentrandosi sulla ricognizione furtiva e sul movimento laterale all’interno delle reti per distribuire ransomware con maggiore precisione, rendendo più difficile per i difensori rilevarli e rispondere in tempo. Lo sviluppo dei LLM (Large Language Model), creati su misura per la cybercriminalità, amplificherà ulteriormente la portata e l’impatto del ransomware. Gli LLM venduti sul dark web riducono la barriera tecnica per la creazione di codice maligno, campagne di phishing e attacchi di social engineering, permettendo anche ad attori meno esperti di creare esche altamente convincenti o di automatizzare la distribuzione del ransomware. Dal momento che concetti più innovativi come RPA (Robotic Process Automation) e LowCode, che forniscono un’interfaccia intuitiva, visiva e assistita dall’intelligenza artificiale per lo sviluppo rapido del software, vengono

Perché le password sono ancora fondamentali per la sicurezza informatica

La password: un elemento tradizionale ancora cruciale nell’azienda moderna Il 1° maggio si celebra per la dodicesima volta la Giornata mondiale della password. Dal 2013, anno in cui Yahoo rivelò il furto di un miliardo di account, il mondo della cybersecurity ha vissuto enormi trasformazioni. Oggi, con la digitalizzazione crescente, la sicurezza informatica è più importante che mai. Tuttavia, una minaccia costante persiste: gli attacchi informatici. Nel 2025, aziende e cittadini sanno bene che le minacce sono rapide, globali e imprevedibili. La sofisticazione degli incidenti di cybersecurity è aumentata in parallelo alla proliferazione dei dati, rendendo la protezione delle informazioni una priorità assoluta. Il ruolo imprescindibile della password nell’impresa moderna Negli ambienti cloud, SaaS e ibridi, ormai pilastri della gestione aziendale, la password rimane la prima linea di difesa. Sebbene sia un meccanismo di sicurezza datato, la sua importanza nella protezione dei sistemi critici e dei dati sensibili è più rilevante che mai. Secondo una ricerca di Rubrik Zero Labs, il 90% dei responsabili IT e della sicurezza ha subito un attacco informatico nell’ultimo anno, e il 35% considera la sicurezza del cloud ibrido la sfida principale. Con oltre un terzo dei file sensibili classificati ad alto rischio, è evidente che pratiche di base come la gestione dell’identità e degli accessi necessitano di un aggiornamento. L’intelligenza artificiale e il nuovo fronte delle minacce Mentre le aziende sfruttano l’AI per migliorare produttività e operazioni, i criminali informatici evolvono altrettanto rapidamente. Gli strumenti di GenAI, progettati per analizzare enormi quantità di dati, diventano pericolosi se compromessi: un’identità rubata può trasformare un sistema AI in un potente alleato per un attaccante. Le password compromesse restano tra i punti di ingresso più comuni per ransomware e altre minacce avanzate. Ora, con l’AI, la posta in gioco è ancora più alta: l’accesso non autorizzato a questi sistemi consente agli aggressori di sfruttare contesto, schemi e informazioni sensibili in modo estremamente efficace. Strategie per rinforzare la sicurezza aziendale Per proteggere le aziende, è necessario adottare un approccio strategico: ✅ Formazione del personale: l’errore umano è tra le principali vulnerabilità. È essenziale educare i dipendenti sulle buone pratiche di sicurezza, phishing e gestione delle credenziali. ✅ Uso di gestori di password: strumenti affidabili permettono di generare e memorizzare password sicure, evitando combinazioni facili da intercettare. ✅ Aggiornamenti regolari: mantenere software e sistemi operativi aggiornati per eliminare vulnerabilità sfruttabili dagli hacker. ✅ Controlli di accesso rigorosi: limitare le autorizzazioni ai dati sensibili, concedendo accesso solo ai ruoli necessari. ✅ Backup e ripristino: predisporre strategie di risposta agli attacchi per garantire la protezione e il recupero dei dati. Conclusione In un mondo digitale sempre più complesso, la protezione delle identità non è solo una best practice IT, ma una necessità aziendale fondamentale. Ogni giorno dovrebbe essere una Giornata mondiale della password, per garantire sicurezza e resilienza informatica sia a livello personale che professionale. 🔗 Leggi di più su 360 Consulenza e scopri il nostro software su Beeprod. Fonte: bitmat.it

AI nelle tecnologie EDR e XDR: il machine learning al servizio della sicurezza informatica

Le minacce informatiche stanno diventando sempre più sofisticate, spingendo le aziende a rafforzare la propria cybersecurity con soluzioni avanzate basate sull’intelligenza artificiale. I sistemi di degli endpoint Endpoint Detection and Response (EDR) e Extended Detection and Response (XDR) si affidano sempre più al machine learning per migliorare il rilevamento e la risposta alle minacce, garantendo una protezione efficace e dinamica. Come l’AI sta rivoluzionando EDR e XDR L’intelligenza artificiale non è solo uno strumento di supporto, ma una vera e propria forza trainante per la cybersecurity moderna. Ecco le principali aree in cui sta trasformando i sistemi di rilevamento e risposta: 1. Analisi comportamentale e rilevamento delle anomalie I sistemi tradizionali si basano su regole predefinite per identificare le minacce, ma l’AI è in grado di adattarsi dinamicamente al comportamento degli utenti e alle attività aziendali. Grazie al machine learning, EDR e XDR possono monitorare il traffico di rete e l’attività nei sistemi, identificando anomalie che potrebbero indicare una minaccia emergente, anche prima che diventi un attacco vero e proprio. 2. Automazione della risposta agli incidenti L’AI non si limita a segnalare le minacce: è in grado di intervenire automaticamente per mitigare i rischi. I sistemi avanzati di cybersecurity utilizzano intelligenza artificiale per isolare dispositivi compromessi, bloccare IP dannosi e mettere in quarantena file sospetti, riducendo i tempi di reazione e alleggerendo il lavoro dei team di sicurezza. 3. Riduzione dei falsi positivi Uno dei maggiori problemi nella gestione della sicurezza informatica è il numero elevato di falsi positivi, che possono distrarre gli esperti di cybersecurity da minacce reali. Grazie al perfezionamento continuo dei modelli di AI, i sistemi EDR e XDR possono distinguere tra attività innocue e reali tentativi di attacco, ottimizzando la gestione degli avvisi. BeeProd: l’AI per una cybersecurity più efficace Nel contesto della sicurezza informatica, BeeProd rappresenta un alleato strategico per le aziende che vogliono sfruttare al meglio l’intelligenza artificiale nelle tecnologie EDR e XDR. Grazie alle sue avanzate capacità di data analysis e machine learning, BeeProd consente di: ✅ Monitorare in tempo reale il traffico di rete e le attività aziendali per identificare anomalie sospette. ✅ Ottimizzare il rilevamento delle minacce, grazie a modelli AI continuamente aggiornati. ✅ Automatizzare la risposta agli incidenti, limitando i danni e garantendo una reazione immediata. ✅ Migliorare la gestione degli avvisi, filtrando i falsi positivi e riducendo la fatica operativa dei team di sicurezza. Il futuro della cybersecurity con AI e BeeProd L’uso dell’intelligenza artificiale nella cybersecurity è destinato a crescere, con sviluppi sempre più avanzati nel campo del deep learning, della threat intelligence automatizzata e dell’analisi predittiva delle minacce. Con soluzioni come BeeProd, le aziende possono anticipare le mosse dei cybercriminali, adottando strategie di difesa proattive e resilienti. Vuoi scoprire come BeeProd può aiutarti a proteggere la tua azienda? Visita BeeProd.it e rendi la tua cybersecurity più intelligente! Fonte: bitmat.it

World Password Day: come generazione password tramite l’AI

Quanto sono sicure le vostre password? Oggi, la maggior parte dei servizi online richiede la creazione di una password, ma spesso gli utenti finiscono per riutilizzare le stesse credenziali o scegliere combinazioni deboli. Questo comportamento aumenta il rischio di violazioni, poiché una password compromessa su un sito può aprire le porte a molti altri account. Perché serve una gestione più sicura? Le password facili da ricordare spesso sono anche semplici da decifrare. Combinazioni comuni come nomi, parole del dizionario o sequenze numeriche sono vulnerabili agli attacchi informatici. Per questo motivo, gli esperti consigliano di creare password uniche e casuali per ogni account. L’intelligenza artificiale può aiutare? Molti utenti si affidano ai Large Language Model (LLM) come ChatGPT, Llama o DeepSeek per generare password sicure. L’idea è semplice: invece di trovare manualmente una parola forte, si può chiedere a un AI di generarla. Tuttavia, questa strategia presenta dei rischi. Secondo un’analisi condotta da Alexey Antonov, esperto di data science presso Kaspersky, le password generate dagli LLM sembrano casuali, ma in realtà mostrano schemi ripetuti. Ad esempio, alcuni modelli tendono a sostituire lettere con numeri in modo prevedibile (come “S@d0w12” o “P@ssw0rd!23”) rendendo più semplice per i cybercriminali individuarle. Inoltre, il test ha dimostrato che alcune AI tendono a riutilizzare determinati caratteri, compromettendo ulteriormente la sicurezza. Per esempio, in 1.000 password generate da ChatGPT, alcune lettere comparivano con una frequenza anomala, rendendo gli schemi più prevedibili per un attacco mirato. Le password generate dagli LLM sono davvero sicure? Antonov ha sviluppato un algoritmo di Machine Learning per testare la resistenza delle password, scoprendo che quasi il 60% di quelle comunemente usate può essere decifrato in meno di un’ora. Per le password generate dall’intelligenza artificiale, i risultati sono stati preoccupanti: DeepSeek: l’88% delle password generate non ha superato il test di sicurezza. Llama: l’87% delle password era vulnerabile. ChatGPT: il 33% delle password è risultato facilmente attaccabile. Il problema principale è che gli LLM non generano chiavi di accesso con una vera casualità. I modelli imparano dagli schemi presenti nei dati su cui vengono addestrati e finiscono per riprodurre pattern prevedibili. Questo le rende vulnerabili alle tecniche di cracking avanzato. Come proteggersi? Affidarsi all’intelligenza artificiale per generare password potrebbe sembrare una soluzione rapida, ma non è la scelta più sicura. Gli esperti di sicurezza consigliano invece di utilizzare un password manager, che offre numerosi vantaggi: Generazione casuale e crittografata: le password create da un password manager sono prive di schemi prevedibili. Archivio sicuro: tutte le credenziali vengono salvate in un ambiente protetto, accessibile con una sola password principale. Autocompletamento e sincronizzazione: permette di accedere facilmente agli account senza dover ricordare decine di password. Monitoraggio delle violazioni: avvisa l’utente nel caso in cui le credenziali risultino compromesse. In un’epoca di violazioni sempre più frequenti, affidarsi a un password manager invece di scorciatoie poco sicure è una scelta fondamentale per garantire la protezione dei propri account online. Fonte: bitmat.it

Quale sarà il futuro della privacy in un mondo dominato dall’AI?

Privacy digitale: sfide e opportunità L’intelligenza artificiale sta evolvendo a un ritmo impressionante, e con essa crescono le preoccupazioni legate alla privacy dei dati. Le aziende devono affrontare questioni di sicurezza, trasparenza e le implicazioni dei modelli open source rispetto ai closed source. In un mondo in cui l’innovazione accelera, i consumatori si chiedono: “A quale prezzo per i nostri dati personali?” La vera sfida non è solo l’uso dei dati, ma il fatto che la tecnologia attuale non è progettata per proteggere la privacy in modo nativo. Sistemi datati, controlli incoerenti e sicurezza frammentata lasciano le organizzazioni esposte a rischi che solo un nuovo approccio può mitigare. Infrastrutture obsolete: un pericolo silenzioso La crescita dell’AI ha alimentato preoccupazioni sulla privacy, spingendo governi e istituzioni a definire regolamenti sempre più severi. Tuttavia, la sola regolamentazione non basta: le leggi faticano a tenere il passo con l’evoluzione tecnologica e spesso si concentrano sulla compliance piuttosto che su misure proattive. Molte aziende continuano a operare su infrastrutture frammentate, con dati ridondanti e sistemi incapaci di garantire controlli di accesso adeguati. Una gestione incoerente degli accessi e l’uso di sistemi obsoleti possono portare a gravi violazioni, dove anche un semplice file non protetto diventa un punto di vulnerabilità. Ecco perché è fondamentale adottare un’infrastruttura moderna e flessibile che garantisca la sicurezza fin dall’origine. Beeprod.it, con le sue soluzioni avanzate per la gestione dei dati, offre un framework affidabile per eliminare i rischi legati alle infrastrutture obsolete, migliorando la compliance e la sicurezza operativa. Rafforzare la privacy con lo streaming dei dati La privacy non può essere un’aggiunta tardiva, ma deve essere integrata direttamente nei processi di raccolta e gestione delle informazioni. Lo streaming dei dati in tempo reale rappresenta una soluzione vincente: i dati vengono elaborati istantaneamente anziché essere conservati in grandi archivi, riducendo i rischi di esposizione e migliorando la conformità alle normative globali. Con una piattaforma di data streaming, le aziende possono adottare strategie avanzate di sicurezza come la crittografia end-to-end e la tokenizzazione, proteggendo le informazioni sensibili durante tutto il ciclo di vita dei dati. La privacy differenziale consente di ottenere insight senza compromettere le identità individuali. Un esempio concreto arriva da EVO Banco, banca digitale spagnola che ha trasformato il proprio sistema di rilevamento delle frodi con lo streaming dei dati, riducendo del 99% le perdite settimanali legate alle frodi e migliorando la precisione degli algoritmi di protezione. Beeprod.it: una piattaforma per la privacy e l’innovazione Oltre alla protezione offerta dallo streaming dei dati, le aziende devono dotarsi di strumenti che consentano di gestire la privacy in modo efficace. Beeprod.it, con il suo approccio scalabile e sicuro, supporta le organizzazioni nell’integrazione di strategie di protezione dati avanzate. Grazie a moduli specifici per la gestione della privacy e il controllo delle autorizzazioni, Beeprod.it permette alle aziende di garantire l’integrità delle informazioni, evitando duplicazioni e garantendo conformità agli standard più elevati. In un’era dominata dall’AI, proteggere la privacy non è più un’opzione, ma una necessità strategica. Investire oggi in infrastrutture sicure e strumenti innovativi come Beeprod.it significa costruire un futuro più affidabile, trasparente e conforme alla normativa. Fonte: bitmat.it

Come proteggere gli agenti AI?

BeeProd: protezione e innovazione per gli agenti AI Con l’ascesa di milioni di agenti AI autonomi entro il 2028, le aziende devono essere pronte a gestire una superficie di attacco in rapida espansione. Agenti AI che operano autonomamente, accedono a informazioni sensibili e interagiscono con infrastrutture critiche richiedono una protezione avanzata per prevenire abusi e garantire conformità. Come BeeProd supporta la sicurezza degli agenti AI BeeProd rappresenta una soluzione completa per la sicurezza degli agenti AI, combinando tecnologie avanzate con un approccio incentrato sull’identità. Ecco come BeeProd può fare la differenza per la tua azienda: Gestione dei privilegi: Grazie a una gestione sicura degli accessi e all’applicazione del principio del minimo privilegio, BeeProd protegge le identità digitali di ogni agente AI, riducendo i rischi legati ad accessi non autorizzati. Monitoraggio continuo e prevenzione degli abusi: Con strumenti di analisi comportamentale in tempo reale, BeeProd rileva deviazioni sospette e risponde rapidamente alle minacce, proteggendo le risorse aziendali. Automazione e semplicità: Dall’onboarding all’offboarding degli agenti AI, BeeProd ottimizza i processi, eliminando accessi obsoleti e mantenendo il controllo continuo. Conformità e governance: Assicura che gli agenti AI rispettino i requisiti normativi, garantendo fiducia e resilienza a livello aziendale. BeeProd: Innovare in sicurezza BeeProd non è solo un software di gestione, ma un partner strategico che permette alle aziende di affrontare con successo le sfide del futuro. Con la nostra piattaforma, le aziende possono proteggere i loro agenti AI, sbloccare innovazione e mantenere una gestione impeccabile della sicurezza. Scopri di più su come BeeProd può diventare la chiave per la sicurezza e la crescita della tua organizzazione visitando BeeProd. Fonte: bitmat.it

Attacchi web aumentano del 33% e API obiettivo principale

La rapida adozione delle applicazioni basate sull’intelligenza artificiale (AI) sta trasformando il panorama digitale, ampliando le superfici di attacco e introducendo nuove vulnerabilità. Secondo l’ultimo State of Internet Report di Akamai Technologies, nel 2024 sono stati registrati ben 311 miliardi di attacchi web, con un incremento annuo del 33%. La sicurezza delle API, spesso il bersaglio principale degli attacchi, è particolarmente vulnerabile in quanto molti meccanismi di autenticazione risultano inadeguati rispetto alle tecniche avanzate utilizzate dai cybercriminali. Il report evidenzia inoltre che gli attacchi DDoS (Distributed Denial-of-Service) di livello 7 sono cresciuti in modo esponenziale, con un aumento trimestrale del 94% da gennaio 2023 a dicembre 2024. Questo fenomeno sottolinea la necessità di adottare soluzioni di sicurezza innovative per proteggere le applicazioni web e le API. Come Beeprod può aiutarvi Di fronte a un panorama di minacce in costante evoluzione, è fondamentale affidarsi a strumenti efficaci che possano proteggere la vostra azienda. Il nostro software Beeprod è progettato per mettere in sicurezza le API e le applicazioni web, offrendo: Protezione avanzata contro gli attacchi DDoS e altre minacce basate sull’AI. Sistemi di autenticazione e autorizzazione ottimizzati per ridurre le vulnerabilità. Soluzioni personalizzabili per affrontare i rischi specifici del vostro settore. Monitoraggio continuo per individuare e mitigare rapidamente le minacce. Che si tratti di proteggere un sito di e-commerce o una piattaforma high-tech, Beeprod offre la tranquillità che cercate e vi permette di concentrarvi sul vostro business. Scegliete Beeprod per un futuro digitale sicuro Non lasciate che i criminali informatici mettano a rischio il vostro successo. Con Beeprod, potete contare su una soluzione completa per affrontare le sfide moderne della cybersecurity, migliorando la sicurezza delle API e delle applicazioni web. Scoprite di più su BeeProd e come può aiutare la vostra azienda a prosperare in un mondo digitale in evoluzione. Fonte: bitmat.it

VPN obsolete: sono un problema per le aziende?

  VPN obsolete: perché le aziende devono adottare un’architettura Zero Trust Secondo il ThreatLabz Report 2025 di Zscaler, il panorama della sicurezza informatica sta rapidamente evolvendo, mettendo in evidenza i rischi crescenti associati alle VPN tradizionali. Il rapporto, basato su un sondaggio condotto su oltre 600 professionisti IT e della sicurezza, rileva che il 92% delle aziende è seriamente preoccupato per gli attacchi ransomware dovuti alle vulnerabilità delle VPN, mentre il 93% teme le vulnerabilità backdoor derivanti da connessioni di terze parti. Questi dati sottolineano l’urgenza di abbandonare le VPN obsolete a favore di un approccio Zero Trust. Le VPN, concepite originariamente per l’accesso remoto, rappresentano oggi un punto debole nella protezione delle reti aziendali. Espongono asset IT e dati sensibili a minacce persistenti, rallentano la produttività a causa di prestazioni inefficienti e sono difficili da gestire operativamente. Inoltre, i criminali informatici stanno sfruttando l’intelligenza artificiale per identificare rapidamente le vulnerabilità nei prodotti VPN, aumentando il rischio di violazioni su larga scala. Adottare un’architettura Zero Trust permette alle aziende di ridurre drasticamente la superficie di attacco, bloccare minacce e movimenti laterali, proteggere i dati sensibili e semplificare le operazioni IT. Zero Trust garantisce un accesso basato sull’identità e sul principio del minimo privilegio, eliminando il bisogno di esporre asset aziendali a Internet. Non sorprende, quindi, che l’81% delle aziende abbia già adottato o stia pianificando di implementare questo modello entro il prossimo anno. Passare a Zero Trust significa garantire una sicurezza resiliente e moderna per affrontare le sfide del lavoro ibrido e le minacce informatiche attuali. La tua azienda è pronta a fare il salto verso una protezione olistica e pervasiva? Fonte: bitmat.it