Cybersecurity 2025: Le PMI tra consapevolezza e vulnerabilità
Nel 2025, la sicurezza informatica resta una sfida cruciale per le piccole e medie imprese (PMI). Secondo il report CrowdStrike, il 93% delle PMI è consapevole dei rischi informatici e l’83% ha già adottato un piano di cybersecurity, ma i limiti di investimento in strumenti avanzati continuano a lasciarle esposte. I dati evidenziano un divario tra conoscenza del problema e capacità di protezione: ✅ Solo il 36% investe in nuove tecnologie di sicurezza ✅ Appena l’11% ha adottato soluzioni basate su intelligenza artificiale ✅ Le microimprese (meno di 50 dipendenti) sono le più vulnerabili, con meno della metà dotata di un piano di protezione In questo scenario, diventa fondamentale per le PMI affidarsi a soluzioni scalabili, facili da implementare e che non richiedano competenze avanzate per garantire protezione efficace. Come Beeprod aiuta la cybersecurity delle PMI A fronte delle sfide evidenziate nel report, il software Beeprod, sviluppato da 360 Consulenza, si propone come un alleato strategico per le PMI. Grazie alla sua gestione intelligente dei processi aziendali, Beeprod aiuta a ridurre i rischi legati agli attacchi informatici, permettendo alle aziende di: 🔹 Implementare protocolli di sicurezza per la protezione dei dati 🔹 Avere visibilità immediata su attività e flussi sensibili 🔹 Automatizzare procedure per ridurre gli errori umani, spesso punto debole della cybersecurity Un software come Beeprod consente alle PMI di migliorare la sicurezza senza aumentare la complessità, rispondendo alla necessità di soluzioni efficaci e accessibili. PMI e intelligenza artificiale: un’opportunità di crescita L’adozione della cybersecurity basata sull’intelligenza artificiale rappresenta una svolta decisiva per le PMI: automatizzare la protezione significa ridurre costi operativi e rafforzare la difesa contro minacce avanzate, come il ransomware, che ha colpito il 29% delle piccole imprese nell’ultimo anno. Investire in strumenti innovativi come Beeprod è la chiave per trasformare la consapevolezza della sicurezza informatica in azioni concrete, offrendo alle PMI la protezione di cui hanno bisogno senza sacrificare operatività e crescita. Fonte: bitmat.it
Cambiamento climatico: il digitale che gli italiani non usano
Secondo la ricerca « Sustainable Environment » gli italiani sono preoccupati per l’ambiente, ma 5 su 6 non sfruttano la tecnologia disponibile. Come migliorare? Si avvicina la Giornata Mondiale dell’Ambiente del 5 giugno, e l’Osservatorio della Fondazione per la Sostenibilità Digitale è intenta a presentare i risultati della ricerca “Sustainable Environment 2025”. Tale Osservatorio è la prima Fondazione di ricerca riconosciuta in Italia dedicata ad approfondire i temi della sostenibilità digitale nei suoi impatti ambientali, economici e sociali. La ricerca di quest’anno ha analizzato e messo a confronto le percezioni e i comportamenti di 4 generazioni di italiani – Generazione Z (18-28 anni), Millennial (29-44 anni), Generazione X (45-60 anni) e Baby Boomer (61-75 anni) – sul ruolo della tecnologia come strumento di sostenibilità in relazione alla conservazione dell’ambiente e al contrasto al cambiamento climatico. “I risultati della ricerca mostrano come il nostro Paese sia ancora poco preparato ad affrontare la grande sfida ambientale che ci riguarda tutti.” – ha affermato Stefano Epifani, Presidente della Fondazione per la Sostenibilità Digitale. “Questo scenario è preoccupante e sottolinea l’urgenza, da parte delle Istituzioni, di supportare i cittadini attraverso un’adeguata formazione e la messa a disposizione degli strumenti tecnologici e culturali necessari. Purtroppo, finora le Istituzioni stanno dimostrando carenza sia di impegno concreto sia di una visione strategica efficace.” Sustainable Environment 2025: dati complessivi Cambiamento climatico: quale consapevolezza? La ricerca mette in evidenza come non sia affatto scontato che l’ambientalismo e la lotta al cambiamento climatico siano appannaggio dei più giovani. Anzi, i dati raccolti mettono in evidenza come la percezione della gravità della crisi ambientale superi le barriere generazionali: quasi un italiano su quattro (circa il 27%) continua a pensare che il cambiamento climatico, per quanto grave, non richieda un intervento urgente e immediato. Un dato significativo, ma ancora più preoccupante se consideriamo che, contrariamente alle aspettative, questa percentuale non migliora tra i giovani. i Millennials (31%) guidano una visione attendista, convinti che ci sia ancora tempo per affrontare il problema. tra i giovanissimi della Generazione Z la situazione non è migliore. Il 27%, esattamente in linea con la media delle altre generazioni, ritiene ancora possibile agire con calma. i Baby Boomers mostrano una sensibilità lievemente maggiore al cambiamento climatico, con il 77% che dichiara il problema non più procrastinabile. Rapporto con la tecnologia: gli ambientalisti i più spaventati, ma non tra i più giovani Coloro i quali hanno visioni ambientaliste più radicate tendono ad essere più diffidenti e spaventati nei confronti della tecnologia. Esiste però una marcata differenza se si analizza il dato da una prospettiva generazionale: nelle generazioni più giovani (Generazione Z e Millennials) chi esprime maggiore vicinanza a posizioni ambientaliste tende anche ad essere più digitalizzato. Al contrario, nelle generazioni più mature (Generazione X e Baby Boomers), l’ambientalismo spesso si accompagna ad una forte diffidenza verso le soluzioni digitali. App ambientali: quanto le usiamo davvero? Le tecnologie digitali possono aiutare a vivere in modo più sostenibile e rispettoso del pianeta, soprattutto nella gestione dei rifiuti e nel monitoraggio della qualità dell’ambiente. Ma quanto sono davvero conosciute e usate queste app? I dati raccontano un’Italia ancora poco digitale su questo fronte, anche se con qualche segnale positivo tra i più giovani. App per l’assistenza nella raccolta differenziata (ad esempio con indicazioni su come differenziare): solo il 17% degli italiani usa app per la raccolta differenziata (6% regolarmente, 11% saltuariamente), mentre l’83% non le utilizza. L’adozione cresce tra le generazioni più giovani: la Gen Z è la più attiva (25%), seguita da Gen X (18%), Baby Boomer (12%) e Millennial (9%). Tra i Boomer, il 59% non conosce queste app, ma quando le scopre, circa la metà inizia a usarle almeno saltuariamente. Il vero ostacolo, quindi, non è la mancanza di interesse, ma la scarsa informazione e le competenze digitali insufficienti. App per la prenotazione del ritiro di rifiuti ingombranti: queste app non sono ancora molto diffuse. Il 79% degli italiani, infatti, non le utilizza, e solo il 7% lo fa regolarmente. I giovani della Gen Z sono i più attivi nell’uso saltuario (19%), ma usano queste app in modo continuativo solo nel 5% dei casi, una percentuale molto bassa, superata solo dai Baby Boomer. Le persone tra i 40 e i 50 anni mostrano un approccio più pratico: l’8% le usa con costanza, soprattutto quando il servizio è utile e immediato (come il ritiro gratuito a domicilio), dimostrando una maggiore tolleranza verso i diversi passaggi burocratici. App per prenotare l’accesso all’isola ecologica: non è utilizzata dall’86% degli italiani, mentre a servirsene regolarmente è solo il 5% dei nostri connazionali. La conoscenza di queste app è particolarmente bassa tra gli over 60, con il 54% dei Baby Boomer che dichiara di non conoscerle, rispetto al 37% dei Millennials, al 38% della Gen X e al 30% della Gen Z. Tra i più giovani, l’interesse è maggiore: il 17% le usa occasionalmente, ma solo il 7% le utilizza come routine quotidiana. Tra i Baby Boomer, invece, solo il 2% ne fa un uso abituale, il valore più basso tra tutte le generazioni considerate, mentre Gen Z e Millennials si attestano al 5% e la Gen X al 7%. App che controllano la qualità dell’acqua: sono utilizzate regolarmente solo dal 2% della popolazione e raramente dell’8% degli intervistati. I Baby Boomer sono i meno informati, con il 63% che non conosce queste app, seguiti dalla Gen X (48%), Millennials (41%) e Gen Z (37%). Tra i giovani sotto i 28 anni, il 75% sa che esistono, ma solo il 4% le usa regolarmente. Tra gli over 60, il 63% non le conosce e solo l’1% le utilizza con continuità. Inoltre, il 14% dei più giovani conosce l’app ma non la può usare perché non è disponibile nella propria zona, segnalando una carenza di soluzioni locali e una comunicazione frammentata. App che controllano la qualità dell’aria: sono utilizzate regolarmente solo dal 3% della popolazione e raramente dell’9% degli intervistati. Tra i Baby Boomer, il 59% non le conosce, il doppio rispetto al 30% della Gen Z. Quando la preoccupazione per l’ambiente è più alta, aumenta l’uso occasionale delle app (15% Gen Z, 10% Millennials), ma l’uso quotidiano resta basso (6% Gen Z, 3% Millennials). Tra gli over 60, il 59% non
BadSuccessor: la minaccia invisibile che sta rivoluzionando il phishing
Nel panorama della sicurezza informatica, le minacce evolvono rapidamente, e i cybercriminali affinano costantemente le loro tecniche per aggirare i sistemi di difesa. La recente scoperta di BadSuccessor, rivelata da Akamai, evidenzia una nuova strategia di attacco che rende il phishing ancora più insidioso e difficile da rilevare. Cos’è BadSuccessor e perché è pericoloso? BadSuccessor è un attributo utilizzato dalle botnet per simulare il comportamento umano durante la navigazione online. Questo permette ai bot di superare sistemi di rilevamento avanzati, accedere a portali protetti e persino bypassare CAPTCHA, rendendo gli attacchi di credential stuffing e phishing estremamente efficaci. Le aziende sono particolarmente vulnerabili a questa minaccia, poiché gli attacchi possono compromettere credenziali sensibili e danneggiare la reputazione aziendale. La capacità di BadSuccessor di imitare utenti legittimi rende difficile distinguere il traffico malevolo da quello autentico, aumentando il rischio di violazioni su larga scala. BeeProd: la soluzione per una sicurezza proattiva Per contrastare minacce sofisticate come BadSuccessor, le aziende devono adottare un approccio proattivo alla sicurezza informatica. BeeProd, il software MES 5.0 sviluppato per la gestione e la protezione dei processi aziendali, offre strumenti avanzati per monitorare e difendere le infrastrutture digitali3. Grazie alle sue funzionalità di analisi comportamentale in tempo reale, BeeProd è in grado di identificare attività sospette e bloccare tentativi di accesso non autorizzati. Il software utilizza tecnologie di gestione dei privilegi per garantire che solo utenti autorizzati possano accedere ai dati sensibili, riducendo il rischio di attacchi informatici. Inoltre, BeeProd integra strumenti di monitoraggio continuo, che permettono di rilevare anomalie nel traffico di rete e prevenire abusi prima che possano causare danni significativi. Questo approccio basato sull’intelligenza artificiale consente alle aziende di proteggere le proprie risorse digitali e mantenere un elevato livello di sicurezza operativa. Conclusione BadSuccessor rappresenta una nuova sfida per la sicurezza informatica, ma con strumenti innovativi come BeeProd, le aziende possono difendersi in modo efficace. Investire in soluzioni avanzate di protezione è fondamentale per garantire la sicurezza dei dati e la continuità operativa in un mondo digitale sempre più complesso. Scopri di più su come BeeProd può proteggere la tua azienda visitando il nostro sito BeeProd. Fonte: bitmat.it
Estorsioni e ransomware, ecco i trend del primo trimestre 2025
Sicurezza informatica: la crescente minaccia del ransomware e soluzioni avanzate per proteggere le aziende Il ransomware continua a evolversi, colpendo aziende di ogni settore con tattiche sempre più sofisticate. Secondo le analisi condotte tra gennaio e marzo 2025, le tecniche di estorsione sono diventate più aggressive, con attaccanti che utilizzano strategie psicologiche e strumenti capaci di eludere le difese informatiche. Il problema è globale: sebbene la maggior parte delle organizzazioni colpite abbia sede negli Stati Uniti, l’impatto si estende a livello internazionale, coinvolgendo infrastrutture critiche in tutto il mondo. Beeprod e 360Consulenza: le soluzioni giuste per proteggere la tua azienda Per affrontare queste minacce, la tecnologia gioca un ruolo essenziale. Beeprod offre strumenti innovativi per la protezione dei dati e l’analisi delle minacce, consentendo alle aziende di prevenire attacchi informatici prima che causino danni. Grazie alle soluzioni avanzate proposte da 360Consulenza, le imprese possono implementare strategie efficaci di cybersecurity, riducendo i rischi e migliorando la resilienza digitale. Investire nella sicurezza digitale è una necessità La protezione dei sistemi informatici e dei dati aziendali non è più solo una scelta, ma un obbligo per chi vuole mantenere la propria operatività e reputazione. Con il supporto di Beeprod e 360Consulenza, le aziende possono adottare una strategia proattiva per contrastare il ransomware e garantire un futuro digitale sicuro. Per scoprire come rendere la tua impresa più sicura, visita Beeprod e 360Consulenza. Fonte: bitmat.it
Intelligenza Artificiale, più convincente degli umani nei dibattiti?
L’IA e la persuasione: tra minacce e opportunità per la comunicazione digitale La recente ricerca pubblicata su Nature Human Behaviour ha confermato che i modelli di Intelligenza Artificiale, come GPT-4, hanno una capacità persuasiva superiore a quella umana. Lo studio, condotto dalla Scuola Politecnica Federale di Losanna, l’Università di Princeton e FBK, ha analizzato il potere dell’IA nella comunicazione conversazionale. I risultati mostrano come la percezione dell’interlocutore influenzi il cambiamento d’opinione: quando le persone sapevano di parlare con un chatbot, erano più propense a modificare il proprio punto di vista. La sfida per il futuro: informazione affidabile e strumenti efficaci Questa nuova realtà pone il problema della disinformazione e della manipolazione online. Secondo Riccardo Gallotti di FBK, è necessario adottare misure di contrasto per garantire un’informazione trasparente e imparziale. Un approccio promettente è proprio quello di sfruttare la stessa IA per generare contro-narrazioni e smascherare contenuti ingannevoli. 360Consulenza: soluzioni affidabili per la gestione dell’IA In questo scenario, strumenti come quelli offerti da Beeprod diventano essenziali per le aziende che vogliono sfruttare l’Intelligenza Artificiale in modo responsabile. La piattaforma di 360Consulenza offre soluzioni avanzate per la gestione e l’implementazione di strategie AI, garantendo un utilizzo etico e efficace. Per saperne di più, visita 360Consulenza. Fonte: bitmat.it
A che punto sono le minacce informatiche quest’anno?
L’IA generativa: opportunità e rischi per la sicurezza informatica Il 2025 Thales Data Threat Report evidenzia come l’IA generativa stia rapidamente trasformando le operazioni aziendali, ma anche introducendo nuove vulnerabilità. Secondo il report, il 70% delle aziende intervistate ritiene che la rapida evoluzione dell’intelligenza artificiale sia il principale rischio per la sicurezza dei dati, mentre il 73% sta investendo in strumenti di sicurezza specifici per mitigare queste minacce. Mentre l’integrazione dell’IA generativa accelera, cresce anche la necessità di proteggere i sistemi da attacchi esterni e problematiche legate alla qualità dei dati. Molte aziende, pur riconoscendo i rischi, scelgono di procedere rapidamente con l’adozione dell’IA senza aspettare di implementare tutte le protezioni necessarie, esponendosi a possibili vulnerabilità. BeeProd: un alleato per la sicurezza dei dati In questo contesto, avere strumenti avanzati per la protezione dei dati è fondamentale. BeeProd offre soluzioni che aiutano le aziende a gestire l’integrazione dell’IA generativa in modo sicuro ed efficace, riducendo i rischi legati alla gestione di dati sensibili e migliorando la resilienza informatica. Per approfondire, visita 360Consulenza e scopri come BeeProd può supportare la tua azienda nell’adozione sicura dell’IA generativa: BeeProd. Fonte: bitmat.it
FakeUpdate è il malware più presente in Italia dove continua a crescere
Anche in aprile FakeUpdate è il malware più presente in Italia dove continua a crescere, mentre nel mondo si registra una flessione. Le campagne avanzate usano come arma il malware di base Check Point Software Technologies ha reso noto nel suo Global Threat Index relativo al mese di aprile 2025 che FakeUpdates rimane il malware più diffuso questo mese, con un impatto sul 6% delle organizzazioni a livello globale, seguito da Remcos e AgentTesla. Le sofisticate campagne di malware Questo mese, i ricercatori hanno scoperto una sofisticata campagna di malware a più stadi che distribuisce AgentTesla, Remcos e Xloader (un’evoluzione di FormBook). L’attacco inizia con e-mail di phishing camuffate da conferme d’ordine e induce le vittime ad aprire un archivio 7-Zip dannoso. Questo archivio contiene un file JScript Encoded (.JSE) che lancia uno script PowerShell codificato in Base64, che esegue un eseguibile di secondo livello basato su .NET o AutoIt. Il malware finale viene iniettato in processi Windows legittimi come RegAsm.exe o RegSvcs.exe, aumentando in modo significativo la furtività e l’elusione del rilevamento. In Italia, anche il mese di aprile vede FakeUpdate come la minaccia più presente, con un impatto leggermente cresciuto rispetto a quanto rilevato a marzo (+1,7%). Al secondo posto si conferma Androxgh0st, con un impatto in aumento del 14% rispetto al mese scorso, e al terzo sale Remcos con una forte crescita se confrontato al dato di marzo, quando era settimo: +202,5%. Formbook scende dal podio e finisce al sesto posto con un impatto notevolmente ridimensionato: -55% rispetto al mese scorso. Nello specifico, la minaccia più importante risulta essere ancora FakeUpdates, con un impatto del 10,79%, (+0,18 rispetto a marzo, ovvero +1,7%, e sempre superiore all’impatto rilevato a livello globale che scende a 6,37%). La seconda minaccia nel nostro Paese risulta essere il malware Androxgh0st (botnet che colpisce le piattaforme Windows, Mac e Linux e ruba informazioni sensibili) con un impatto del 3,98% in aumento rispetto al valore di un mese fa (+0,49, ovvero +14%) e superiore al dato globale che è del 2,86%). Al terzo posto nel mese di aprile torna a farsi notare Remcons (trojan per l’accesso remoto (RAT), che rimane uno dei principali ceppi di malware, spesso utilizzato nelle campagne di phishing. La sua capacità di aggirare i meccanismi di sicurezza, come il controllo dell’account utente (UAC), lo rende uno strumento versatile per i criminali informatici), con un impatto del 3,6%, in fortissima crescita (+202,5%) rispetto al dato di marzo, ma comunque inferiore rispetto al rilevamento globale, che è del 3,79%. Una tendenza notevole nella criminalità informatica Questi risultati riflettono una tendenza degna di nota nella criminalità informatica: la convergenza di malware di base con tecniche avanzate. Strumenti un tempo venduti apertamente a basso costo, come AgentTesla e Remcos, sono ora integrati in complesse catene di distribuzione che imitano le tattiche di attori sponsorizzati da uno Stato, confondendo i confini tra minacce a sfondo finanziario e politico. “Quest’ultima campagna esemplifica la crescente complessità delle minacce informatiche”, afferma Lotem Finkelstein, Director of Threat Intelligence di Check Point Software. “Gli attaccanti stanno stratificando script codificati, processi legittimi e catene di esecuzione oscure per non essere individuati. Quello che una volta era considerato un malware di basso livello è ora un’arma nelle operazioni avanzate. Le organizzazioni devono adottare un approccio orientato alla prevenzione che integri threat intelligence in tempo reale, IA e analisi comportamentale”. Famiglie di malware più diffuse *Le frecce si riferiscono alla variazione di posizione rispetto al mese precedente. ↔ FakeUpdates (AKA SocGholish) continua a dominare, fornendo payload secondari attraverso download drive-by su siti web compromessi o malevoli. Questo malware è spesso collegato al gruppo di hacking russo Evil Corp e rimane una minaccia significativa per le organizzazioni di tutto il mondo. (Impatto: 6%). ↔ Remcos, un trojan per l’accesso remoto (RAT), rimane uno dei principali ceppi di malware, spesso utilizzato nelle campagne di phishing. La sua capacità di aggirare i meccanismi di sicurezza, come il controllo dell’account utente (UAC), lo rende uno strumento versatile per i criminali informatici. (Impatto: 3%). ↔ AgentTesla è un RAT (Trojan ad accesso remoto) avanzato che funziona come keylogger e ruba password. Attivo dal 2014, AgentTesla è in grado di monitorare e raccogliere gli input della tastiera e gli appunti di sistema della vittima, registrare screenshot ed esfiltrare le credenziali inserito in una serie di software installati sul computer della vittima (tra cui Google Chrome, Mozilla Firefox e il client di posta elettronica Microsoft Outlook). AgentTesla è apertamente venduto come un RAT legittimo, con clienti che pagano 15 – 69 dollari per le licenze utente. (impatto: 3%). I gruppi di ransomware maggiormente rilevati I dati dei “siti della vergogna” del ransomware rilevano che Akira è il gruppo di ransomware più diffuso questo mese, responsabile dell’11% degli attacchi pubblicati, seguito da SatanLock e Qilin con il 10% ciascuno. Akira è un ransomware segnalato per la prima volta all’inizio del 2023, che colpisce sia i sistemi Windows sia Linux. Utilizza la crittografia simmetrica con CryptGenRandom() e Chacha 2008 per la crittografia dei file ed è simile al ransomware Conti v2. Akira viene distribuito attraverso vari mezzi, tra cui allegati e-mail infetti ed exploit negli endpoint VPN. Al momento dell’infezione, cripta i dati e aggiunge un’estensione “. akira” ai nomi dei file, per poi presentare una nota di riscatto che richiede il pagamento per la decriptazione. SatanLock è una nuova operazione apparsa all’inizio di aprile. Ha pubblicato 67 vittime ma, come per molti altri nuovi attori, più del 65% di esse sono state segnalate in precedenza da altri. Qilin, noto anche come Agenda, è un’operazione criminale di ransomware-as-a-service crittografa ed esfiltra i dati dalle organizzazioni compromesse, chiedendo poi un riscatto. Questa variante di ransomware è stata rilevata per la prima volta nel luglio 2022 ed è sviluppata in Golang. Agenda è nota per prendere di mira le grandi imprese e le organizzazioni di alto valore, con particolare attenzione ai settori della sanità e dell’istruzione. Qilin si infiltra tipicamente nei dispositivi delle vittime tramite e-mail di phishing contenenti link dannosi per stabilire l’accesso alle loro reti ed esfiltrare informazioni sensibili. Una volta entrato, Qilin di solito si muove lateralmente attraverso l’infrastruttura della vittima, alla ricerca di dati critici da criptare. Principali malware per dispositivi mobili Anche nel mese di aprile Anubis si conferma al primo posto tra le minacce informatiche mobili più diffuse, seguito da AhMyth, che sale una posizione fino
Sostenibilità e business model sempre più legati
Nel panorama imprenditoriale italiano, la sostenibilità è diventata un fattore imprescindibile di competitività. Secondo una recente ricerca, l’89% delle aziende riconosce l’importanza dell’integrazione tra modello di business e strategie di sostenibilità, evidenziando una trasformazione necessaria per affrontare le sfide del mercato. Questa evoluzione riguarda diversi aspetti: dalla digitalizzazione responsabile alla gestione della filiera, passando per la conformità normativa e l’adattamento culturale. Tuttavia, permane un divario tra consapevolezza e azione concreta, con il 66% delle imprese che teme un calo di competitività in assenza di un’integrazione efficace della sostenibilità. 360Consulenza supporta le aziende nel processo di trasformazione sostenibile, aiutandole a definire strategie che coniughino innovazione e responsabilità ambientale. Una componente chiave in questo percorso è la digitalizzazione: BeeProd offre soluzioni avanzate per ottimizzare la gestione dei contenuti aziendali, garantendo un approccio sostenibile e competitivo nel panorama digitale. Guardando al futuro, le imprese devono coinvolgere partner e stakeholder per creare una rete di attori impegnati nella sostenibilità. Settori come il Food & Beverage e il Luxury stanno già intraprendendo azioni mirate per ridefinire i propri modelli di business, ma è fondamentale una mobilitazione più ampia. La sostenibilità non è più un’opzione, ma una necessità per garantire il successo e la resilienza delle imprese italiane. Con il supporto di esperti e strumenti innovativi come quelli offerti da 360Consulenza e BeeProd, le aziende possono affrontare questa sfida e trasformarla in una concreta opportunità di crescita. Fonte: bitmat.it
AI Agent: dall’intelligenza all’azione
AI Agent: dall’intelligenza all’azione: L’evento di Reti con Microsoft su come gli AI Agent stanno rivoluzionandoo le imprese italiane Reti, tra i principali player italiani nel settore dell’IT Consulting, specializzata nei servizi di System Integration, in collaborazione con Microsoft, presenta l’evento esclusivo “AI Agent: dall’intelligenza all’azione”. Un’occasione imperdibile per approfondire il ruolo strategico degli AI Agent nel processo di automazione e personalizzazione delle strategie di business. L’appuntamento si terrà venerdì 16 maggio, dalle ore 10:00 alle 13:30, presso la Microsoft House di Milano (Viale Pasubio, 21). A moderare l’incontro sarà Lorenzo Beliusse, Marketing Director di Reti S.p.A., che guiderà i partecipanti in un percorso fatto di insight e case study concreti. Tra i relatori, interverranno Mattia De Rosa, Regional Sales Director Western Europe – Agents, Automation & Low Code di Microsoft, Marco Maria Lorusso, giornalista e speaker, Giulio Vecchi, Partner di LCA Studio Legale, Fabio Golinelli, Advanced Processes and Technologies Manager e Andrea Blumer, Industrial AI Specialist di ABB. L’evento “AI Agent: dall’intelligenza all’azione” L’evento è rivolto ai C-level aziendali e rappresenta un’opportunità unica per comprendere da vicino la rivoluzione in atto nel mondo dell’Intelligenza Artificiale applicata al business, con un focus particolare su efficienza operativa, decision-making e vantaggi competitivi. La partecipazione è gratuita, ma i posti sono limitati. Per partecipare, basta iscriversi al seguente link: https://goo.su/FPT2mbh “Creare spazi di confronto e riflessione è da sempre una delle priorità di Reti – ha dichiarato Bruno Paneghini, Presidente e Amministratore Delegato di Reti S.p.A. –. Siamo orgogliosi, insieme a Microsoft, di offrire un momento di approfondimento sul ruolo sempre più centrale degli AI Agent e sull’impatto che stanno generando nel mondo del business. Comprendere come queste nuove tecnologie agiscono e trasformano i processi aziendali è oggi più che mai fondamentale per coglierne appieno i benefici in termini di efficienza e competitività. Appuntamenti come questo – conclude Paneghini – rappresentano un’occasione preziosa non solo per scoprire la portata della rivoluzione in atto, ma soprattutto per diventare noi stessi agenti consapevoli del cambiamento, capaci di utilizzare al meglio gli strumenti a nostra disposizione per innovare e ottimizzare le strategie operative delle nostre aziende”. Secondo Mattia De Rosa, Regional Sales Director Western Europe – Agents, Automation & Low Code di Microsoft, “Come dice il saggio Yoda ‘Fare o non fare. Non esiste provare’. Lo stesso vale per l’adozione degli agenti AI. LA tecnologia è pronta, Microsoft è pronta, i nostri partner lo sono. Vediamo di capire insieme come farlo accadere praticamente presso i nostri clienti”. “Come il genio della lampada di Aladino, l’AI oggi ha già ampiamente dimostrato i ‘fenomenali poteri cosmici’ che è in grado di mettere a nostra disposizione con una facilità sbalorditiva”, ha affermato il giornalista e speaker Marco Maria Lorusso. “Il punto, più dell’effetto wow oggi sono le competenze, i talenti, le capacità che noi tutti siamo chiamati a sviluppare per fare in modo che questi poteri si scatenino come serve e dove serve… ovvero in un ‘sostenibile’ spazio vitale. Sostenibile a livello economico, sostenibile a livello di sicurezza dei nostri dati, delle nostre identità, sostenibile a livello di etica e ancora a livello di consumi. Una sfida appassionante e alla portata di molti… ma non di tutti”. Mentre Giulio Vecchi, Partner di LCA Studio Legale, ha dichiarato “In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale sta trasformando in profondità le dinamiche decisionali, produttive e relazionali, è più che mai necessario promuovere momenti di confronto sugli impatti giuridici che ne derivano. Comprendere il funzionamento delle nuove tecnologie è solo il punto di partenza: è fondamentale analizzarne le ricadute in termini di responsabilità, tutela dei diritti fondamentali e trasparenza dei processi decisionali. Per affrontare queste sfide, occorre una governance fondata su principi solidi, in grado di definire presidi chiari e di favorire il coinvolgimento attivo delle diverse competenze –aziendali, tecnologiche e giuridiche – in un dialogo strutturato e continuativo”. Per Fabio Golinelli, Advanced Processes and Technologies Manager e Andrea Blumer, Industrial AI Specialist di ABB, “L’AI e gli strumenti che essa ci mette a disposizione rappresentano un potenziale altissimo per una fabbrica intelligente come ABB. Lo stabilimento di ABB Dalmine, lighthouse di innovazione per il nostro gruppo, è sempre stata in prima linea nell’adozione di nuove tecnologie avanzate. Per noi l’AI non rappresenta solo una tecnologia abilitante, ma una forza trasformativa che guida l’innovazione, ottimizza i processi produttivi e può aiutarci a migliorare l’efficienza operativa. Per sfruttare al massimo il potenziale dell’AI, abbiamo creato il percorso ‘AI Champions’, programma di formazione intensivo di AI. Questi agenti del cambiamento sono capaci di utilizzare gli strumenti della digitalizzazione per aiutare i colleghi a superare barriere operative e ottimizzare le attività, contribuendo così a un’industria più efficiente e avanzata”. Fonte: bitmat.it
AI e lavoro: 75% professionisti PR/comunicazione utilizza AI
Il 50% dei professionisti utilizza l’AI anche per scrivere comunicati stampa. L’esperto: ‘uso degenarativo’ di un tool dalle buone potenzialità Tre PR su quattro utilizzano l’AI per condurre le loro attività a beneficio dei clienti e nell’interazione coi giornalisti. E’ quanto emerge dall’indagine “The State of PR” indagine svolta a livello mondiale da Muck Rack su un campione di 1100 professionisti delle pubbliche relazioni. Nello specifico il 75% degli intervistati dichiara di utilizzare l’Ai generativa per lo svolgimento della propria attività e il 13% ha in programma di provare ad introdurla a breve. Solo il 6% non intende introdurla. E il dato è confermato anche dalla recente indagine di IAB Interactive Advertising Bureau – Europe dalla quale emerge come il 91% degli operatori del settore pubblicitario digitale ha utilizzato o sta già utilizzando l’AI generativa. Dei restanti il 90% ha dichiarato di avere intenzione di testarla all’interno della propria azienda nei prossimi mesi. AI generativa nelle PR per che cosa? Alla lettura del report Muck Rack principalmente per “Ideare/brainstorming” (82%), “scrivere una prima bozza” (72%) o “rieditare un testo” (70%) eppoi, 1 comunicatore su 2 (50%) per scrivere un comunicato stampa. “Una maniera sbagliata o per meglio dire ‘degenerativa’ – commenta Davide Ciliberti spin doctor del gruppo di comunicazione Purple & Noise PR – di utilizzare questa tecnologia che invero è uno strumento, un tool, interessantissimo e utile. Pensare di delegare ad una macchina attività come l’ideazione creativa o strategica significa abdicare come professionista, secondo me in maniera anche poco corretta nei confronti del cliente, che paga invece per quel asset”. Scorrendo la ‘classifica’ dell’utilizzo dell’Ai secondo quanto indagato da Muck Rack emerge come i comunicatori utilizzano l’Ai per redigere testi per i social (59%), definire strategia e planning (42%), ma anche per ‘trovare giornalisti’ (21%) “Una delle cose belle dell’Ai applicata alle PR, ovvero quella di creare immagini e infografiche originali per agevolare la fruizione della notizia – commenta Ciliberti – utilissime a redazioni e lettori, invece finisce al penultimo posto (16%) di questa particolare classifica”. Fonte: bitmat.it