Wi-Fi pubblico: il piano WIFI4EU dell’Unione Europea è in partenza
La Commissione Europea lancia un programma di sovvenzioni per portare free Wi-Fi nei comuni di tutta Europa e Cambium Networks è pronta a supportare i comuni italiani, dalla fase di partecipazione ai bandi sino alle scelte tecnologiche La Commissione europea ha lanciato un importante programma pluriennale di sovvenzioni per fornire connettività Wi-Fi gratuita a comuni e associazioni di comuni in tutta Europa. Questi contributi copriranno sino al 100% delle infrastrutture necessarie, con l’obiettivo di offrire ai cittadini connettività gratuita di alta qualità in edifici e aree pubbliche cittadine, come parchi, piazze, musei, biblioteche, centri sanitari, e così via. Il meccanismo prevede che i costi di infrastruttura e installazione saranno coperti al 100%, mentre abbonamento mensile all’operatore e la manutenzione saranno a carico degli enti pubblici. Per l’iniziativa WiFi4EU sono stati stanziati complessivamente circa 120 milioni di EUR. Si prevede che, entro il 2020, tale dotazione potrà sostenere tra le 6.000 e le 8.000 comunità locali, con un valore massimo per ciascun voucher di 15.000 EUR. Ogni comune può ricevere un solo buono per l’intera durata dell’iniziativa e gli hotspot WiFi4EU saranno installati in aree in cui non sono già presenti offerte analoghe di connettività Wi-Fi gratuita. Per ottenere il finanziamento, i comuni candidati potranno fare domanda su un sito internet apposito, dopo aver compilato un semplice modulo di registrazione. Nella prima fase non sarà necessario fornire specifiche tecniche o quotazioni: tutto quello che occorre sarà indicare le aree che si intende coprire e il numero di AP previsti (tanti più saranno gli AP installabili con il budget di 15.000 EUR, meglio sarà per l’assegnazione). Le infrastrutture di backhaul non sono comprese nel voucher. Indicativamente la prima fase di registrazione si aprirà a fine gennaio, mentre la fase successiva di partecipazione avrà inizio a fine febbraio. (date soggette a modifiche). Attraverso la sua rete di partner commerciali distribuita in tutta Italia, Cambium è pronta ad affiancare i comuni italiani e fornire tutta l’assistenza necessaria con l’obbiettivo di metterli nelle migliori condizioni per cogliere questa straordinaria opportunità. Va sottolineato che le specifiche tecniche sinora indicate per il bando (standard 802.11ac Wave 1, supporto 802.1x , capacità di gestire almeno 3 SSID, poter supportare senza nessun problema di rendimento almeno 50 utenti) sono pienamente soddisfatte dai prodotti presenti nel portafoglio Cambium Networks. “Si tratta di una opportunità imperdibile” – commenta Marco Olivieri, Regional Sales Manager per l’Italia di Cambium Networks. – “Il Wi-Fi pubblico trova nel piano WIFI4EU una occasione di crescita che il nostro paese non deve perdere. Grazie al nuovo portafoglio prodotti dedicato all’Enterprise Wi-Fi, il nostro canale è pronto a mettere in campo la migliore tecnologia oggi disponibile e tutta la sua competenza ed esperienza per supportare i comuni che vorranno partecipare ai bandi” Cambium Networks è il produttore di riferimento a livello globale per le tecnologie di trasmissione wireless, ed è in grado di fornire infrastrutture Wi-Fi di qualsiasi dimensione e potenza, veloci da installare nonché semplici e, soprattutto, economiche da gestire. The post Wi-Fi pubblico: il piano WIFI4EU dell’Unione Europea è in partenza appeared first on Data Manager Online.
Da Facebook ‘Punti di vista’ e Live ANSA
Dopo decalogo contro fake news nuovi strumenti in vista 4 marzo
Record Apple Watch, 8 mln nel trimestre
Canalys, vendite a 18 milioni nel 2017. Traina modello connesso
Altalena Bitcoin, siamo vicini al minimo
Il valore di una singola moneta scende a meno di 7 mila dollari quando due mesi fa era quasi a 20 mila. Secondo gli esperti è la conseguenza delle mosse paventate da banche e governi A dicembre un Bitcoin valeva oltre 19 mila dollari, poco sotto la cifra storica dei 20 mila. Oggi, a nemmeno due mesi di distanza, la criptomoneta è scesa sotto quota 7 mila. Certo, non siamo ancora al minimo assoluto vissuto tra il 2016 e il 2017 ma il forte ribasso delle ultime settimane è un campanello d’allarme da tener presente. Stando a Bitstamp, l’exchange di riferimento con sede a Lussemburgo, la valuta ha perso oltre il 15% questo lunedì, fermandosi a 6.853 dollari e perdendo terreno in sei delle ultime otto sessioni di scambio avvenute a livello globale. Si tratta forse di una discesa organica e prevedibile ma sta di fatto che passare dal +1.300% del 2017 all’attuale -15% è un ulteriore segno della forte instabilità del soldo digitale. Le vere cause Secondo gli analisti però, dietro il crollo recente c’è dell’altro. Ad esempio il divieto delle banche britanniche e statunitensi di utilizzare le carte di credito dei propri circuiti per comprare Bitcoin, in attesa di regolamentare meglio la faccenda. Tra queste ci sono la Lloyds Banking Group, Citigroup e JPMorgan, che hanno annunciato misure limitative per i propri clienti. Ma di mezzo ci si mettono anche i governi: in settimana quello indiano ha spiegato di voler rendere le monete digitali illegali per i sistemi di pagamento convenzionali, mentre c’è l’intenzione di governare più da vicino lo scambio di somme criptate, con la chiara volontà di evitare il riciclo di denaro sporco e l’evasione. Per gli esperti, come l’agenzia Centtrip, il nuovo livello base per i Bitcoin dovrebbe assestarsi sui 5 mila dollari, sempre che non vada ancora più giù. The post Altalena Bitcoin, siamo vicini al minimo appeared first on Data Manager Online.
Apple Watch raccoglie i dati degli utenti per uno studio sul cuore
Lo scorso novembre la Mela aveva annunciato Apple Heart Survey, un’indagine volontaria per studiare nuovi prodotti da connettere all’orologio nella misurazione di parametri vitali Analizzare il presente per migliorare il futuro. Questa è l’idea di Apple, che lo scorso novembre aveva annunciato il progetto Heart Survey, totalmente basato sul Watch. Gli utenti che volevano partecipare all’indagine, avrebbero dovuto semplicemente farsi misurare il battito cardiaco in autonomia durante la giornata per poi inviare tutto allo Stanford Health. Quest’ultimo, insieme alla compagnia di Cupertino, si sarebbe occupato di tradurre le informazioni per realizzare uno studio specifico circa il funzionamento del cuore e la possibilità che indossabili come lo smartwatch possano un domani prevedere malfunzionamenti o problematiche degne di un approfondimento. Ora Apple ha confermato la partenza dell’iniziativa e dunque la raccolta dei dati dai polsi degli utilizzatori. Chi può partecipare Dovendo rappresentare uno studio statistico valido per la media, non tutti possono partecipare al progetto. Al di là del conoscere la lingua inglese, sono esclusi coloro a cui è stata diagnosticata una patologia come la fibrillazione atriale o il flutter atriale e che assumono fluidificanti del sangue tra cui Coumadin, Pradaxa, Xarelto, Eliquis e Savaysa. Stando ad alcune fonti, pare che Apple possa utilizzare i risultati per lo sviluppo di un nuovo prodotto, non tanto legato al panorama consumer ma verticale. Ad esempio un rilevatore delle aritmie cardiache connesso al Watch o uno strumento per misurare il livello di zucchero nel sangue, sfruttando sensori che mimano i sistemi attuali, basati sul prelevamento di una goccia dal dito tramite una piccola puntina. Il settore medico è quello più interessato a sviluppi simili della tecnologia. Non a caso negli USA l’Apple Watch viene già usato per tenere nota di alcune attività concrete dei pazienti, di cui dati vengono trinagolati con quelli ottenuti in laboratorio. A conti fatti, l’healthcare può rappresentare la vera rampa di lancio per gli indossabili, in un mercato che non ne ha mai sancito il successo. The post Apple Watch raccoglie i dati degli utenti per uno studio sul cuore appeared first on Data Manager Online.
Xiaomi Redmi Note 5 pronto al lancio il 14 febbraio

Xiaomi dovrebbe svelare il 14 febbraio l’ultimo modello della serie Redmi 5 e ha già inviato gli inviti per la stampa Xiaomi ha scelto la festa degli innamorati per svelare il suo ultimo top di gamma. L’azienda cinese ha inviato ai media un invito per un evento che si terrà il prossimo 14 febbraio e tutte le informazioni sembrano confermare che sarà questa l’occasione in cui svelerà il suo Xiaomi Redmi Note 5. La società di Pechino ha presentato qualche mese fa i modelli Redmi 5 e Redmi 5 Plus e si pensava che la linea si fosse conclusa con questi terminali. Evidentemente Xiaomi è convinta che questi smartphone possano permetterle di consolidarsi sui mercati internazionali. Xiaomi Redmi Note 5 dovrebbe essere disponibile in due diverse versioni. Entrambe presenteranno una scocca in alluminio che racchiude un display Full HD+ da 5,99 pollici e form factor 18:9. Lo smartphone inoltre offrirà un processore Qualcomm Snapdragon 630 associato a 3 GB di RAM e 32 GB di memoria interna a disposizione dell’utente. La versione potenziata invece integrerà un SoC Qualcomm Snapdragon 636, 4 GB di RAM e 64 GB di storage. La fotocamera posteriore si compone di due sensori rispettivamente da 16 e 5 Megapixel ma non si conoscono ulteriori specifiche mentre quella anteriore sarà da 8 Megapixel. Ancora nessuna informazione riguardo al prezzo ma è praticamente certo che Xiaomi Redmi Note 5 sarà distribuito in Italia ora che l’azienda ha fatto il suo debutto ufficiale nel nostro Paese. Lo smartphone potrà essere acquistato in diversi punti vendita, nel flagship store e anche su vari siti italiani. Ulteriori dettagli saranno comunque svelati il giorno di San Valentino. The post Xiaomi Redmi Note 5 pronto al lancio il 14 febbraio appeared first on Data Manager Online.
Google compra la fabbrica dove fu inventato Oreo
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