La polizia cinese controlla i turisti con gli occhiali connessi
Gli agenti della Repubblica Popolare indossano speciali visori smart con cui effettuano una scansione facciale degli individui a scopo di prevenzione e sicurezza Spesso gli organi militari sperimentano le nuove tecnologie prima dei consumatori. Internet è nata così, come anche la realtà virtuale e la stampa 3D. Se siete nostalgici delle potenzialità insite nei Google Glass, vi basti sapere che in Cina c’è chi li usa, o almeno chi da questi ha preso spunto per un utilizzo corporate molto futuristico. La polizia della Repubblica Popolare sta fornendo i suoi agenti di speciali occhialini connessi, che possono fare ben altro che navigare semplicemente su internet. Al loro interno infatti c’è una fotocamera per la scansione del volto, usata solo in caso di sicurezza e controllo. L’idea è questa: quando le forze dell’ordine vogliono approfondire la conoscenza di un individuo, lo fermano e in pochi secondi ne riprendono il viso: se tutto procede senza intoppi i viaggiatori in aeroporto o nelle stazioni possono proseguire nel loro viaggio, altrimenti si procede con ulteriori indagini. Strumento potente Secondo la polizia locale, i cui dati sono stati ripresi dal sito People’s Daily, il sistema avrebbe permesso di scovare sette persone coinvolte in casi criminali e ben ventisei che viaggiavano con documenti di identità falsi. Gli occhialini, sviluppati dalla cinese LLVision Technology, sono connessi a un database di oltre 10 mila cittadini, con un tempo di riconoscimento di circa 100 millisecondi per ogni test. A quanto pare, una simile velocità è raggiunta dal fatto che l’archivio è salvato in locale, in una sorta di smartphone collegato agli occhiali, e non ospitato da qualche parte nel cloud. Un dispositivo potente che, visto l’obiettivo del governo di scannerizzare tutti i residenti, circa 1,3 miliardi di uomini, donne e bambini, potrebbe diventare una delle più grandi minacce alla privacy di questo mondo. Ma del resto si sa, in Cina i diritti degli individui vengono spesso sottovalutati. The post La polizia cinese controlla i turisti con gli occhiali connessi appeared first on Data Manager Online.
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Security Summit compie 10 anni

Si celebra quest’anno il decennale della manifestazione dedicata alla sicurezza delle informazioni, delle reti e delle infrastrutture informatiche. La prima tappa a Milano, dal 13 al 15 marzo. Seguono Treviso, Roma e Verona “L’ampliamento della superficie d’attacco esposta alle organizzazioni criminali che scelgono di colpire tramite la rete è ineludibile e anzi deve essere incoraggiata nell’ottica della digitalizzazione del Paese; tuttavia notiamo una sensibile crescita della consapevolezza in tema di sicurezza cyber e comprensione dei rischi tra aziende e privati cittadini nel nostro Paese. Vanno in questa direzione anche il nuovo Piano nazionale per la protezione cibernetica e la sicurezza informatica e le misure minime di sicurezza ICT per le pubbliche amministrazioni adottate dall’Agenzia per l’Italia Digitale”. Così Gabriele Faggioli, presidente Clusit – Associazione italiana per la Sicurezza Informatica – sintetizza lo stato dell’arte della sicurezza cyber nel celebrare l’importante traguardo dei 10 anni di Security Summit, la manifestazione dedicata alla sicurezza delle informazioni, delle reti e delle infrastrutture informatiche, organizzata da Clusit e Astrea, Agenzia di Comunicazione e Marketing che cura la segreteria organizzativa e la gestione logistica degli eventi. Nata nel 2008 con il convegno di Milano, rivolto esclusivamente a un pubblico aziendale, l’iniziativa ha negli anni sviluppato nuove aree di studio e approfondimento, chiamando a raccolta relatori con competenze diversificate provenienti dal mondo industriale, accademico, della pubblica amministrazione e governativo. Una platea sempre più ampia e qualificata, con esigenze di approfondimento anche legate al territorio e allo specifico tessuto economico e sociale, ha richiesto via via la definizione di un’agenda inerente le peculiarità di precise aree geografiche. Da qui lo sviluppo del progetto Security Summit, che vede tuttora impegnati in prima persona gli esperti del Clusit per la parte dei contenuti e Astrea sul fronte organizzativo per quattro tappe annuali. Quest’anno si parte dalla tre giorni di Milano, in programma presso l’Ata Hotel Expo Fiera il 13, 14 e 15 marzo con un’agenda articolata in sessioni plenarie, percorsi formativi, atelier tecnologici, tavole rotonde e seminari tecnici, a partire dalla presentazione del Rapporto Clusit 2018 sulla sicurezza ICT in Italia e nel mondo. Frutto del lavoro di oltre un centinaio di professionisti che mettono a fattor comune le proprie competenze nell’ambito del Clusit, condividendo dati di settore, ricerche socio-economico-culturali e analisi tecniche, il Rapporto fornisce ogni anno il quadro più aggiornato ed esaustivo della situazione globale, evidenziando i settori più colpiti dalla criminalità sul web, le tipologie d’attacco e le vulnerabilità più comuni, con l’obiettivo di delineare le tendenze per i prossimi mesi. Seguirà, il 16 maggio, l’appuntamento di Treviso, modulato sulla specificità della piccola e media impresa locale; il 6 e 7 giugno a Roma il focus sarà prevalentemente sulle peculiarità dei sistemi di sanità e pubblica amministrazione. A Verona il 4 ottobre è in programma l’importante aggiornamento semestrale dei dati del Rapporto Clusit, con attenzione specifica alle tendenze in tema di sicurezza cyber riscontrate durante l’anno soprattutto nella media impresa. Nel corso dei dieci anni di Security Summit sono stati oltre 500 i relatori provenienti dal mondo della ricerca, dell’Università, delle Associazioni, della consulenza, delle Istituzioni e delle imprese che si sono alternati nelle varie sessioni; più di 15.000 i partecipanti, ai quali sono stati rilasciati circa 10.000 attestati validi per l’attribuzione di oltre 16.000 crediti formativi (CPE validi per il mantenimento delle certificazioni CISSP, CSSP, CISA, CISM o analoghe richiedenti la formazione continua). Come sempre, la partecipazione a Security Summit è gratuita, previa registrazione al sito securitysummit.it, dove sarà a breve disponibile il programma della tre giorni milanese. Security Summit ha il patrocinio della Commissione Europea e di ENISA, l’Agenzia dell’Unione Europea per la sicurezza delle informazione e della rete. The post Security Summit compie 10 anni appeared first on Data Manager Online.
Panasonic annuncia una nuova versione del Toughbook CF-20
Maggiore autonomia, sicurezza migliorata e usabilità avanzata lo rendono un oggetto del desiderio per i mobile worker Panasonic presenta una nuova versione del proprio notebook detachable fully rugged, in grado di offrire un livello di performance senza paragoni nel mobile business computing, oltre che sicurezza migliorata e un’avanzata usabilità. Il Toughbook CF-20, lanciato per la prima volta nel 2015, è ancora il primo e unico notebook fully rugged da 10,1’’ con tablet detachable: un’ulteriore dimostrazione della leadership di Panasonic sul mercato dei dispositivi mobili rugged, dove continua a proporre innovativi dispositivi detachable 2-in-1, fully rugged e semi-rugged. Il nuovo Toughbook CF-20 assicura performance migliori con un consumo ridotto di energia, grazie al processore Intel Core vPro di 7° generazione. Il dispositivo 2-in-1 è oggi caratterizzato da un’autonomia estesa fino a 17 ore, grazie alla seconda batteria inclusa come standard posizionata nella tastiera, e da un’autonomia del solo tablet di 8,5 ore. L’unione di queste due caratteristiche fa sì che il dispositivo possa offrire performance significativamente migliorate e un’autonomia letteralmente raddoppiata. Panasonic ha inoltre migliorato la sicurezza del login sul device, grazie alla nuova fotocamera frontale con Windows Hello enabled, unita a sensori IR e LED: ciò significa che gli utenti possono fare login ed essere riconosciuti tramite la loro immagine in 3D, che permette di accedere in totale sicurezza senza bisogno di una password. Il Toughbook CF-20 può essere configurato con un SSD removibile opzionale* per la protezione dei dati sensibili; il TPM 2.0 fornisce una chiave nell’hardware per criptare e decriptare il dispositivo in isolamento, assicurando una sicurezza ancora superiore in ambito aziendale, oltre che la possibilità di essere utilizzato per attività governative e di difesa. Tra le nuove funzionalità, un lettore di bande magnetiche opzionale che consente la lettura di carte fedeltà, patenti e card associative. Sono infine stati applicati significativi miglioramenti alla fotocamera posteriore, ora in grado di scattare foto più nitide e di maggior qualità, anche in ambienti bui. La serie di feature a disposizione, oltre al touchscreen utilizzabile con i guanti, al supporto per veicoli progettato appositamente e al replicatore di porte, rende il Toughbook CF-20 un dispositivo mobile business senza rivali. Versatilità senza precedenti Grazie alle 6 differenti modalità operative, il Toughbook CF-20 di Panasonic si adatta a una vasta serie di impieghi professionali. Può infatti essere usato come notebook e in modalità presentazione; lo schermo può essere ripiegato completamente all’indietro per usarlo in modalità convertibile come un tablet, oppure il tablet può essere separato dalla tastiera. La maniglia integrata consente di usare il device appeso ad una parete o al braccio, o in movimento. Infine, la modalità veicolo permette il posizionamento su dock per utilizzarlo anche durante gli spostamenti. Tra i settori per cui è progettato il Toughbook CF-20, ricordiamo ad esempio perizie assicurative, gestione delle flotte e noleggio di veicoli, field work, manutenzione e assistenza nel ramo delle utility e delle telecomunicazioni, ma anche enti governativi, difesa e servizi di pronto intervento. Un elemento importante che contribuisce alla sua versatilità è l’ampia gamma di porte e opzioni personalizzabili a disposizione, che garantiscono grande flessibilità per qualsiasi uso. Visione ottimale Il Toughbook CF-20 è dotato di display da 10.1’’ WUXGA con multi-touch capacitivo a 10 dita (1920 x 1200 pixel). Adatto anche a chi utilizza i guanti, il device dispone della più recente tecnologia IPS con luminosità di 800cd/m2, per offrire un’elevata qualità di visione a chi lavora all’aperto. Inoltre, la penna digitizer opzionale è perfetta per chi necessita della massima accuratezza anche nelle condizioni atmosferiche più difficili. Prestazioni eccellenti Il Toughbook CF-20 di Panasonic dispone di processore Intel Core i5-7Y57 vPro (4MB di cache e 1.2GHz, fino a 3.3 GHz grazie a Intel Turbo Boost Technology) senza ventola, scheda grafica Intel HD Graphics 615, 8GB di RAM, SSD da 256GB e sistema operativo Windows 10 Pro. Comunicazioni immediate Per far sì che i mobile worker siano sempre connessi, il Toughbook CF-20 è dotato di webcam Windows Hello da 2MP con microfoni stereo e di fotocamera posteriore da 8MP. La connettività 4G LTE opzionale permette di connettersi con l’ufficio e con i sistemi di gestione della forza lavoro, mentre l’opzione GPS U-Blox 8 permette una navigazione precisa. Un ecosistema a supporto Il Toughbook CF-20 Panasonic sarà disponibile al lancio con una gamma completa di periferiche a supporto, per massimizzare la produttività dei lavoratori, sia che si trovino in viaggio o in ufficio. Il supporto per veicoli – progettato appositamente per il device e caratterizzato da un design sottile – è dotato di replica antenna pass through opzionale per disporre di un segnale forte anche a bordo, e di replicatore di porte per assicurare funzionalità complete anche quando posizionato sulla docking. Il tablet può essere staccato dalla tastiera anche quando questa si trova nella docking. Quando non operativo, il dispositivo può essere bloccato per garantire il massimo della sicurezza; può infine essere bloccato anche in modalità convertibile per permetterne l’utilizzo e l’accesso alle applicazioni GPS. Il Desktop Port Replicator consente di utilizzare il Toughbook CF-20 come dispositivo desktop high-performance. Il caricabatteria a quattro alloggiamenti è ideale per le aziende più grandi, dove la possibilità di ricaricare più batterie contemporaneamente può ridurre i tempi di inattività. Rugged ma user-friendly Il Toughbook CF-20 Panasonic eredita la massima resistenza dai modelli che lo hanno preceduto, grazie alla scocca in magnesio certificata IP65 e MIL-STD 810G, che lo rende ideale per l’utilizzo outdoor. Ma la nuova generazione Toughbook è ancora più maneggevole, con un peso di soli 1.89kg in modalità notebook e di soli 950g per il tablet – ben al di sotto dello standard di settore per dispositivi di questo tipo, pari a 2kg. La maniglia integrata rende il dispositivo facile da trasportare e stabile durante l’uso, mentre i tasti, più grandi dell’8% rispetto alla generazione precedente, facilitano l’inserimento dati. The post Panasonic annuncia una nuova versione del Toughbook CF-20 appeared first on Data Manager Online.
Windows 10 S diventa Windows 10 S Mode
Il sistema operativo “leggero” di Microsoft non ha soddisfatto le aspettative e dunque diventerà una modalità dell’OS di bordo, da sbloccare per renderlo completo Microsoft aveva pensato a Windows 10 S come al sistema operativo perfetto per la scuola, da contrapporre a Chrome OS. Da un lato dunque i notebook leggeri con l’interfaccia duttile e versatile di Redmond, dall’altro la folta compagine dei portatili Chromebook, oramai presenti in ogni dove (Italia esclusa) con marchi diversi. Eppure la storia recente del software limitato, con il solo supporto delle app scaricate dal Windows Store, non ha soddisfatto le aspettative del gruppo che presto renderà 10 S una modalità della versione Home o Pro, da sbloccare a seconda delle esigenze. Nella pratica, chiunque acquisterà un dispositivo con Windows 10 S Mode potrà passare senza troppi problemi al programma completo, disabilitando la restrizione inserita di default per alcuni ambiti di utilizzo, come quello scolastico appunto, dove ogni ragazzo potrebbe installare sulla macchina la qualunque, rischiando di far beccare virus e altre infezioni. A pagamento o no Il fatto è che, secondo quanto emerge dai report di chi afferma di aver letto i progetti di Redmond, lo sblocco di 10 S Mode non sarà gratuito per tutti ma solo per i terminali usciti dai negozi con Windows 10 Home, mentre gli utenti Windows 10 Pro dovranno sborsare 49 dollari per ottenere la versione completa. Si tratta solo di indiscrezioni ma Microsoft dovrebbe svelarle al più presto, visto che in tarda primavera è atteso il lancio dello Spring Creators Update, il prossimo aggiornamento del sistema operativo più recente. In occasione della presentazione di novità e feature esclusive, la compagnia potrebbe annunciare anche il pricing di Windows 10 S Mode e relativo posizionamento rispetto a chi ha già un dispositivo potenziato con l’OS della casa. Non è detto poi che il passaggio al software senza restrizioni abbia senso per tutti: 10 S Mode sarà anche limitato ma pure più sicuro, proprio grazie alla possibilità di scaricare e installare esclusivamente le applicazioni controllate e approvate dal team di sicurezza del Windows Store. The post Windows 10 S diventa Windows 10 S Mode appeared first on Data Manager Online.
Con il prossimo Galaxy finirà la famiglia “S”
Un paio di settimane ci dividono dal nuovo Galaxy S9, che potrebbe segnare la fine di una dinastia che ha rilanciato il brand Samsung nel panorama mobile Samsung svelerà Galaxy S9 e Galaxy S9+ il 25 febbraio al Mobile World Congress di Barcellona. Fin qui nulla di nuovo se non fosse che i telefonini in questione potrebbero essere gli ultimi della famosa serie “S”, quella che ha permesso alla coreana di diventare il primo produttore di cellulari al mondo, tenendo ben distanziate Apple e Huawei. A dirlo sono vari analisti del settore, che considerano la gamma di prossima fattura come il tassello finale verso un nuovo modo di concepire la telefonia, che per il gigante si tradurrebbe nella lettera X. Sappiamo infatti che nei laboratori di Samsung ci sono già i prototipi per un innovativo smartphone pieghevole, destinato a chiamarsi proprio Galaxy X; del resto lo stesso CEO dell’azienda, qualche giorno fa, ha spiegato come il business della divisione Mobile si concentrerà, a partire dal 2018, sui display flessibili e gli schermi Oled, anticipando un rapido incremento nella produzione di tale hardware. Cosa succederà La situazione è questa: come il suffisso “S” ha guidato lo sviluppo del marchio in anni cruciali per il passaggio dai featured phone agli smartphone, così “X” aprirà una nuova era della telefonia, che guarda a tecnologie futuristiche e avanzate, seguendo il sentiero che Samsung ha percorso nell’ultimo decennio. Secondo gli analisti, la coreana semplificherà il naming dei suoi prodotti lasciando che alla fatidica lettera si affianchi semplicemente l’anno di produzione; nel nostro caso dunque Galaxy X 2018, qualora il Ten della casa dovesse palesarsi prima o poi quest’anno, magari anticipandosi in qualche modo al Mobile World Congress. A dire il vero, lasciar morire la serie “S” sostituendola del tutto con la “X” potrebbe non essere la scelta migliore. Ancora oggi ci sono consumatori che non vedono di buon occhio le rivoluzioni tout-court, preferendo cambiamenti meno netti e più dilungati nel tempo. Non è un caso se la rivale di sempre, Apple, abbia portato a casa notevoli risultati in merito alle vendite di iPhone 8 e iPhone 8 Plus, nonostante a questi fosse contrapposto il ben più accattivante iPhone X che, ritagliandosi un certo pubblico, non ha pestato i piedi ai modelli classici. Avrebbe senso allora portare avanti entrambe le idee, Galaxy S9 da una parte, Galaxy X 2018 dall’altra, per poi abbandonare la flotta odierna ma solo a mercato maturo. The post Con il prossimo Galaxy finirà la famiglia “S” appeared first on Data Manager Online.
Apple Store fittizio scoperto in Cina
Le autorità cinesi hanno chiuso un Apple Store non autorizzato che vendeva prodotti contraffatti e faceva assistenza tecnica non autorizzata La Cina è universalmente conosciuta come la patria del tarocco e Apple è un marchio particolarmente attraente per quanto riguarda la contraffazione. I suoi prodotti sono i più copiati dopo quelli di Samsung ed è spesso capitato di vedere online smartphone esteticamente identici ad iPhone ma dalle caratteristiche tecniche decisamente inferiori. Caso emblematico è il clone di iPhone X Made in China chiamato Goophone X. Pochi pensavano però che qualcuno si sarebbe spinto fino a realizzare una copia contraffatta di un intero Apple Store. A Pechino è stato scoperto un centro di assistenza identico a un vero Apple Store ma ovviamente senza autorizzazione da parte dell’azienda di Cupertino. Tutto era allestito nel minimo dettaglio, dagli arredi all’abbigliamento del personale. All’interno del negozio trovavano spazio non solo i prodotti della Mela ma anche quelli di altri brand dell’elettronica. Il centro vendeva per lo più articoli contraffatti e forniva assistenza tecnica non sicura. Per rendere più credibile la recita, le e-mail inviate ai clienti erano accompagnate dal logo di Apple e utilizzavano le stesse parole solitamente utilizzate dall’azienda di Cupertino nelle comunicazioni ufficiali. Le autorità cinesi hanno confiscato tutta la merce presente nel finto Apple Store e hanno imposto ai titolari una multa di 43mila dollari per violazione di proprietà intellettuale. The post Apple Store fittizio scoperto in Cina appeared first on Data Manager Online.