Huawei svela il futuro della Mobile AI a IFA 2017
Il CEO Richard Yu presenta il Kirin 970, la prima piattaforma mobile di Huawei per l’elaborazione dati tramite AI Ad IFA 2017, Huawei Consumer Business Group ha dato il via ad una nuova era dell’innovazione nel campo degli smartphone. Durante un keynote, il CEO di Richard Yu ha rivelato la visione di Huawei sul futuro dell’intelligenza artificiale con il lancio del Kirin 970. Combinando la potenza del cloud con la velocità e la reattività del processo nativo AI, Huawei sta portando in vita esperienze legate all’intelligenza artificiale e sta cambiando il modo in cui gli utenti interagiscono con i device. “Guardando al futuro degli smartphone, siamo sulla soglia di una nuova ed entusiasmante era”, ha dichiarato Richard Yu, CEO di Huawei Consumer Business Group. “Mobile AI = On-Device AI + Cloud AI. Huawei è impegnata nella trasformazione dei dispositivi smart in dispositivi intelligenti grazie alla costruzione di funzionalità end-to-end che supportano lo sviluppo coordinato di chip, dispositivi e cloud. L’obiettivo finale è quello di fornire un’esperienza utente molto migliore. Il Kirin 970 è il primo di una serie di nuovi progressi che porteranno potenti funzionalità AI nei nostri dispositivi e li renderanno migliori rispetto a quelli della concorrenza”. Dopo anni di sviluppo, il Cloud AI ha visto un’ampia applicazione, ma l’esperienza utente ha ancora margini di miglioramento, ad esempio per quanto riguarda i tempi di latenza, la stabilità e la privacy. Il Cloud AI e l’On-Device AI possono essere complementari. L’On-Device AI offre forti capacità di percezione che sono alla base della comprensione e dell’assistenza alle persone. I sensori producono una grande quantità di dati in tempo reale, specifici e personalizzati. Supportati da chip con forti capacità di elaborazione, i device saranno più consapevoli delle esigenze degli utenti, offrendo servizi veramente personalizzati e facilmente accessibili. Il Kirin 970 è alimentato da una CPU 8 core e da una GPU 12 core di nuova generazione. Costruito utilizzando un processo avanzato di 10nm, il chipset include 5,5 miliardi di transistor in un’area di un solo cm². Il nuovo chipset Kirin 970 è la prima piattaforma di calcolo mobile AI di Huawei dotato di una Neural Processing Unit (NPU), un’unita di calcolo neurale. Rispetto ad un cluster CPU quad-core Cortex-A73, la nuova architettura eterogenea di calcolo del Kirin 970 offre fino a 25x le prestazioni con un’efficienza di 50x maggiore. In poche parole, il chipset Kirin 970 può eseguire le stesse operazioni di calcolo AI più rapidamente e con molta meno potenza. In un test di riconoscimento dell’immagine, il Kirin 970 ha elaborato 2.000 immagini al minuto, dimostrando di essere più veloce di altri chip presenti sul mercato. Nuovi sviluppi nell’AI richiedono sforzi congiunti lungo tutta la catena del valore, coinvolgendo decine di milioni di sviluppatori e l’esperienza e il feedback di centinaia di milioni di utenti. Huawei sta posizionando il Kirin 970 come piattaforma aperta per l’AI mobile, aprendo il chipset agli sviluppatori e ai partner che possono trovare usi nuovi e innovativi per le sue capacità di elaborazione. The post Huawei svela il futuro della Mobile AI a IFA 2017 appeared first on Data Manager Online.
Kristian Kerr nuovo Head of Channel EMEA Juniper Networks
Juniper Networks annuncia la nomina di Kristian Kerr a Head of Channel, Alliances and Commercial per l’area EMEA. In questo ruolo, Kerr assumerà la responsabilità delle strategie, dei piani e delle operations di canale e partnership di Juniper Networks in Europa, Medio Oriente e Africa. Prima di approdare a Juniper Networks, Kristian Kerr è stato responsabile di canale EMEA di Brocade Communications. Con una carriera manageriale quasi ventennale nel settore del networking, in passato Kerr si è occupato di vendita diretta e indiretta per conto di aziende tecnologiche leader di mercato e per le divisioni enterprise di diversi service provider. “A determinare il successo di un business che passa dal cloud sono oggi più che mai reti sicure, automatizzate e ad alte prestazioni. Ecco spiegato l’enorme potenziale di soluzioni e prodotti routing, switching e per la sicurezza fisica e virtualizzata di Juniper. Credo sia il momento migliore per unirmi a questa realtà, con l’obiettivo e la sfida di sviluppare ulteriormente il canale in area EMEA”, dichiara Kristian Kerr. “L’azienda si è sempre distinta per l’adozione di un modello di business fortemente orientato al mercato e ai partner. Si tratta quindi di realizzare una crescita aziendale e ottenere risultati che siano ugualmente eccellenti sia per i nostri clienti sia per i nostri partner.” The post Kristian Kerr nuovo Head of Channel EMEA Juniper Networks appeared first on Data Manager Online.
La Cina contro l’anonimato in rete
Il governo di Xi Jinping ha approvato una nuova norma secondo cui per postare commenti su siti web e forum si dovrà usare sempre il nome reale La Cina non è un paese per gli amanti della privacy. Se l’assunto non è per nulla una sorpresa, negli ultimi tempi è divenuto ancora più eclatante. Il 25 agosto infatti il governo guidato da Xi Jinping ha approvato una nuova legge che obbliga gli internauti a utilizzare il proprio nome reale per pubblicare commenti su siti web e forum. La decisione segue la strategia tracciata dalla Cyberspace Administration of China, che sta facendo di tutto per ingrandire sempre di più il Great Firewall anche dove non può agire direttamente, ovvero nella marea di portali che nascono ogni giorno nel paese, anche come forma di protesta contro il potere. Cosa succede Il fatto è che adesso chiunque agisca online utilizzando un nickname per diffondere commenti di qualsiasi natura rischia davvero grosso. A farne le spese saranno gli stessi navigatori ma anche i gestori dei siti, che dovranno indagare approfonditamente nel caso di generalità fasulle utilizzate per lanciare il proprio verbo su internet. Spazi virtuali come i forum erano tra i pochi rimasti senza regolamentazione, dopo che anche servizi molto famosi come WeChat e Weibo erano stati obbligati ad accettare solo iscrizioni tramite identità reali certificate. Oltre a ciò, il dipartimento cinese ha stilato una lista di contenuti vietati, tra cui quelli che si oppongono alla costituzione cinese, che danneggiano l’onore del paese e che promuovono credenze contrarie a quelle nazionali e molto altro. The post La Cina contro l’anonimato in rete appeared first on Data Manager Online.
Indra e Politecnico di Milano: una soluzione basata su intelligenza artificiale per la mobilità sostenibile
La società guida il progetto europeo di R&S BeCamGreen, al quale partecipa il Politecnico di Milano, con l’obiettivo di migliorare e testare il sistema in uno scenario reale, con traffico. Il sistema consentirà di identificare il tipo di veicolo e il numero di persone a bordo automaticamente, in tempo reale e con la massima precisione Indra, una delle principali società di consulenza e tecnologia, guida il progetto di R&S BeCamGreen, che ha l’obiettivo di sviluppare una soluzione basata su visione e intelligenza artificiale e su big data. La soluzione contribuirà alla riduzione del traffico – soprattutto per i veicoli con un’unica persona a bordo – e a promuovere nuove politiche di mobilità sostenibile. Questa attività innovativa in ambito digital cities è finanziata e realizzata all’interno di EIT Digital, un’organizzazione leader in Europa per la trasformazione digitale. EIT Digital, legata alla Commissione Europea, conta sulla partecipazione del Politecnico di Milano. Il progetto intende sfruttare le ricerche precedenti, per perfezionare e testare, in uno scenario reale, con traffico, un prodotto commercializzabile e unico sul mercato. Il sistema consente di identificare automaticamente, in tempo reale e con alta precisione, il tipo di veicoli presenti sulla strada e il numero di persone a bordo, sia sui sedili anteriori e posteriori. La soluzione consentirà alle autorità locali e agli altri gestori di infrastrutture di trasporto, come gli operatori stradali e di parcheggi, di capire quali sono i pattern di mobilità e di definire strategie e politiche volte a ridurre il traffico, promuovere l’utilizzo dei mezzi pubblici, i veicoli ad alta occupazione e a bassa emissione, migliorando la circolazione, la qualità dell’aria e riducendo il rumore. L’identificazione precisa e automatica dei veicoli e degli occupanti, unita all’ elaborazione e analisi dei dati, consentirà: una migliore conoscenza del traffico, l’applicazione di sconti o sanzioni, tariffe variabili (ad esempio, in parcheggi e pedaggi), restrizioni di accesso ad alcune strade (soprattutto nei centri urbani) in base ai viaggiatori, tipo di veicolo, targa, etc. Inoltre, contribuirà anche a promuovere tra i cittadini l’uso di trasporti condivisi: mezzi pubblici, car-sharing, quelli ad alta occupazione, quelli a bassa emissione, parcheggi dissuasivi, ecc. Attualmente, l’implementazione di queste misure e il rilevamento delle infrazioni richiedono la sorveglianza e il controllo dissuasivo da parte delle autorità competenti, il che rende l’applicazione complessa e poco effettiva. BeCamGreen intende completare lo sviluppo di un prodotto commerciale automatico, affidabile e con un costo ragionevole, al fine di rispondere ad una necessità reale del mercato, in quanto si tratta di una soluzione sempre più richiesta nelle gare per le autostrade di Paesi come gli Stati Uniti, dove si facilita la costruzione di corsie speciali, e per lo sviluppo di strategie di limitazione del traffico in alcune città europee. Visione artificiale, deep learning ed analisi multispettrale BeCamGreen svilupperà una soluzione automatica e non invasiva grazie all’implementazione delle tecnologie più all’avanguardia di big data, visione artificiale, deep learning e analisi multispettrale. Indra lavorerà sugli algoritmi di elaborazione di immagini per il rilevamento delle persone e il rilevamento facciale sviluppati in progetti di R&S ai quali ha partecipato, come DAVAO. Per ottenere la massima precisione, la società utilizzerà i migliori strumenti di visione artificiale e li combinerà con algoritmi volti all’elaborazione di immagini in tempo reale. A questo si aggiungerà l’analisi multispettrale, che consentirà di rilevare la presenza umana al fine di evitare rilevamenti falsi ed errori, essendo in grado di distinguere, ad esempio, un pupazzo e altri simulatori di presenza. L’obiettivo è quello di incorporare la tecnologia più all’avanguardia, sia hardware che software, per aumentare la precisione del sistema e ridurre i costi di investimento e messa in funzione a carico dei potenziali clienti. Dall’altra parte, il Politecnico di Milano si occuperà dello sviluppo di un motore big data, per rilevare e prevedere lo stato del traffico integrando, in tempo reale, le informazioni di tutti i tipi di sensori IoT, social network, open data e il sottosistema di visione sviluppato per il progetto. Questo motore di macro dati in tempo reale fornirà informazioni preziose che aiuteranno i gestori a prendere decisioni, a convalidare e a migliorare le loro strategie di gestione della mobilità. The post Indra e Politecnico di Milano: una soluzione basata su intelligenza artificiale per la mobilità sostenibile appeared first on Data Manager Online.
Forcepoint acquisisce RedOwl e si focalizza sulla Security Human-Centric
L’integrazione di RedOwl UEBA con la tecnologia Forcepoint offre una visione a 360 gradi dei comportamenti informatici per individuare e ridurre il rischio aziendale in tempo reale Il leader mondiale per la cybersecurity Forcepoint annuncia l’acquisizione di RedOwl, azienda leader nell’analisi della sicurezza che ha come primario obiettivo quello di aiutare i clienti a comprendere e a gestire il rischio umano. Quest’ultimo passo rientra nella strategia di Forcepoint che punta a fornire ai clienti sistemi di cybersecurity progettati per la realtà delle minacce di oggi. La strategia Human point di Forcepoint vede le persone – piuttosto che l’infrastruttura tecnologica – come punto focale per la cybersecurity. Il Cloud, la mobilità e l’infrastruttura in continua evoluzione rendono il perimetro tradizionale sempre più volatile. Concentrandosi su come, quando, dove e perché le persone interagiscono con dati critici e proprietà intellettuale, le organizzazioni possono identificare e ridurre più efficacemente il rischio. “Il mondo è cambiato radicalmente e anche il modo di pensare alla sicurezza deve cambiare. Se l’industria della cybersecurity non riesce a porre le persone al centro, non sarà certamente in grado di aiutare i clienti a proteggere i loro beni più importanti “, ha dichiarato Matthew P. Moynahan, chief executive officer di Forcepoint. “Forcepoint è impegnata sotto tutti i fronti a fornire ai clienti sistemi di sicurezza che pongono l’individuo al centro e RedOwl è assolutamente perfetta per realizzare questo obiettivo”. La tecnologia UEBA “user and entity behavior analytics”di RedOwl è ideale per questo approccio che pone l’individuo in primo piano, così da poter ottimizzare la propria strategia di sicurezza e di compliance normativa. Dal 2011, l’azienda si è concentrata in particolare sulla fornitura di funzionalità che consentono di rendere visibili tutte le attività delle persone nel loro insieme, inclusi i comportamenti cyber, fisico e finanziario. I clienti implementano queste funzionalità per analizzare grandi quantità di dati complessi, valutare eventi e comportamenti ad alto rischio e creare una supervisione centralizzata e di controllo in grado di soddisfare sia i requisiti di sicurezza che di regolamentazione. “Guardando alla storia di Forcepoint, risulta evidente che condividiamo la visione strategica che un approccio all’individuo sia l’unico percorso in grado di affrontare in modo efficace la sicurezza in rete e il rischio interno”, ha dichiarato Guy Filippelli, amministratore delegato di RedOwl. “L’opportunità di fornire una soluzione a 360 gradi che guardi in modo proattivo alla protezione del fattore umano è emozionante; unirsi a Forcepoint accelererà la nostra capacità di fornire queste importanti funzionalità ai nostri clienti. E’ con grande entusiasmo che entriamo a far parte del Team Forcepoint “. RedOwl porta in dote una piattaforma sofisticata di analisi al sistema di cybersecurity human-centric di Forcepoint e sarà integrata nel portafoglio delle soluzioni aziendali, così come con le tecnologie esistenti dei clienti (ad esempio con il SIEM). Questa piattaforma fornisce informazioni in tempo reale sulle interazioni anomale e gli accessi tra persone, dati, dispositivi e applicazioni. Inoltre, la combinazione di tecnologia UEBA di RedOwl, Forcepoint DLP e Forcepoint Insider Threat fornirà l’unica soluzione completa del settore in grado di comprendere e rispondere ai comportamenti e agli intenti delle persone. “Combinando le funzionalità di raccolta di informazioni molto approfondita di Forcepoint Insider Threat, le potenti analitiche della tecnologia RedOwl e la mitigazione del rischio della soluzione di DLP abbiamo creato un sistema in grado di proteggere dati aziendali e proprietà intellettuale che non ha rivali”, ha dichiarato Heath Thompson, vicepresidente senior e direttore generale della Business Unit Data e Insider Threat Security di Forcepoint. “In questo ambito, il contesto è fondamentale e non vediamo l’ora di aiutare i clienti a distinguere tra negligenza, compromessione e attività malevola nel modo più efficiente possibile”. La tecnologia RedOwl e i dipendenti si uniscono al team di Forcepoint come parte della BU Data e Insider Threat Security e riporteranno a Thompson. The post Forcepoint acquisisce RedOwl e si focalizza sulla Security Human-Centric appeared first on Data Manager Online.
Stephen Hawking ha captato la voce degli alieni?
Il team di ricerca guidato da Stephen Hawking ha scoperto “15 nuovi e misteriosi segnali radio” provenienti da una galassia lontana Da sempre l’uomo si è chiesto se fosse solo nell’Universo e oggi potrebbero essere arrivate le prove che ci sono forme di vita intelligente al di fuori del Sistema Solare. L’astronomo Stephen Hawking ha annunciato la scoperta di “15 nuovi e misteriosi segnali radio” provenienti da una galassia nana distante 3 miliardi di anni luce. Data l’enorme distanza che ci separa dall’origine del segnale è probabile che chi lo abbia emesso sia morto da tempo oppure potrebbe anche trattarsi di una stella di neutroni, uno dei corpi celesti più bizzarri. La scoperta è avvenuta nell’ambito del progetto Breakthrough Listen Project finanziato dal magnate russo Yuri Milner. L’iniziativa consiste nell’analisi di 10 miliardi di frequenze provenienti dalle 100 galassie a noi più vicine. In questo momento 9 milioni di volontari di tutto il mondo hanno messo a disposizione i loro computer per sostenere il centro di ricerca nello studio di questa enorme mole di dati. I misteriosi segnali radio potrebbero essere provocati dall’energia utilizzata dagli alieni per muovere le loro navi spaziali ma gli scienziati sono molto prudenti quando si parla di extraterrestri. “Non abbiamo idea da dove i segnali provengano. – ha detto con Vishal Gajjar, astronomo del Berkeley Research Centre – Ci sono solo 30 sorgenti di questi segnali nell’Universo e una sola che si ripete. Dobbiamo studiarla ancora. Ci sono più teorie che fonti di segnali, più domande che risposte. Più studiamo e più troviamo cose strane”. Se davvero riuscissimo a metterci in contatto con gli alieni questo potrebbe essere l’evento più epocale della storia ma secondo Hawking, che ci ha messo in guardia sui pericoli derivanti dallo sviluppo delle intelligenze artificiali, c’è la possibilità che gli extraterrestri non siano ben intenzionati nei nostri confronti. “Avrebbero per noi lo stesso interesse che noi abbiamo per i batteri, – ha detto l’astrofisico – e se ci andasse bene ci tratterebbero come Cristoforo Colombo trattò gli indigeni che incontrò nel nuovo mondo”. Hawking comunque ritiene che lo spazio sia l’unica salvezza per il genere umano in quanto la Terra avrebbe ormai le ore contate. Secondo l’esperto abbiamo infatti appena 100 anni per trovare una nuova casa su un altro pianeta se non vogliamo estinguerci a causa di guerre, fame e cambiamenti climatici. The post Stephen Hawking ha captato la voce degli alieni? appeared first on Data Manager Online.
Stress post-vacanze, come gestire la sindrome da rientro
Lo stress che accompagna il ritorno dalle ferie colpisce 1 italiano su 3 Vacanze finite, si ritorna subito alla routine di sempre, tra lavoro e obblighi familiari. Ritrovarsi immersi nuovamente nel tran tran degli impegni quotidiani può essere fonte di stress per molti, come emerge da una ricerca del portale In a Bottle, che ha monitorati il comportamento di 1.500 italiani attraverso i social. Quali sono le fonti di stress? Ne è emerso un quadro di ansie, paure e opinioni diverse, che evidenziano come per il 63% degli italiani sia psicologicamente traumatico. Le preoccupazioni maggiori riguardano il lavoro (57%), ritrovare colleghi con cui si va meno d’accordo (49%), riprendere la vita da pendolare (34 %). Anche gli obblighi familiari però impensieriscono il 19 % degli italiani. Secondo un team di psicologi, sociologi e nutrizionisti del portale, l’origine dello stress è la frustrazione, spesso causata dall’aver trascorso una vacanza troppo breve o non andata secondo le aspettative. “Se si torna alla vita di tutti i giorni, e questa è insoddisfacente – afferma il Dott. Giandomenico Bagatin, psicologo, psicoterapeuta ed autore del libro “Riprenditi il tuo Tempo – il rischio è di essere più stressati di prima”. Un ritorno graduale alla vita normale Come fare allora per ridurre al minimo le conseguenze negative dello stress da rientro? Secondo gli esperti è possibile gestire lo stress post-vacanze seguendo alcuni consigli: in primo luogo è importante darsi delle priorità e organizzare i proprio tempo. Questa programmazione aiuterebbe a non farsi sopraffare dall’ansia e ritornare alla normalità in modo graduale. Poi è fondamentale anche ritrovare un corretto equilibrio alimentare e fisico. “La vacanza spesso è sinonimo di sregolatezza, cambi dei ritmi sonno-veglia, eccesso di alcolici – afferma il Dott. Luca Piretta, specialista in Scienze della Nutrizione –. Oppure ci si lancia in sport estremi o di resistenza senza l’adeguato allenamento.” Si può quindi partire già da una buona prima colazione. “Saltarla è nocivo – aggiunge Piretta – riducendo la capacità di concentrazione e il rendimento nelle attività fisiche.”Secondo un’indagine di Federcoopesca-Confcooperative il 75% degli italiani sceglie il pesce per la propria dieta da rientro dopo le ferie. Importante anche bere molto, idratarsi aiutandosi con acque ricche di sali minerali, per recuperare in fretta un buon equilibrio psico-fisico. The post Stress post-vacanze, come gestire la sindrome da rientro appeared first on Data Manager Online.
NetApp Italia nomina Andrea Fumagalli come nuovo Channel & Alliances Sales Manager
Andrea Fumagalli è stato nominato nuovo Channel & Alliances Sales Manager di NetApp Italia e subentra nel ruolo a Salvatore Mari, che dopo 7 anni alla guida del canale per l’Italia assume la posizione di Mid Size Business Sales District Manager, con la responsabilità del team di vendita territoriale focalizzato sulla media impresa. Nel suo nuovo ruolo, Fumagalli farà valere la propria esperienza di oltre 15 anni nello sviluppo ed espansione del business aziendale nel settore dell’Information Technology e supporterà e rafforzerà la rete di partner di NetApp, per sviluppare le attività e favorire la crescita dell’azienda nel mercato dello storage, del Cloud e dei Big Data. Avrà inoltre il compito di garantire il raggiungimento degli obiettivi di canale, di gestire e implementare il programma dedicato ai partner e di promuoverlo attraverso campagne ad hoc. Diplomato in Elettronica Industriale presso l’I.T.I.E. Falk di Sesto San Giovanni (MI), Andrea Fumagalli è entrato nel mondo ICT nel 1990 come tecnico hardware esperto IBM, per poi occupare posizioni commerciali in diverse aziende del panorama IT, a cominciare da OpenGate, per poi passare ad Avnet Partner Solutions e LSI Logic Europe Ltd. Nel 2011 entra infine in IBM Italia SpA, inizialmente come Mid Range Channel&Disk Leader e in un secondo momento come Storage Commercial Program Manager Europe e Global Technology Services Channel Development Executive con responsabilità a livello europeo. “Sono molto entusiasta di questa opportunità che mi viene offerta da NetApp. Per questa azienda, i partner hanno un ruolo fondamentale nel business e sono i primi promotori di una visione tecnologia che sempre più porta verso la digital transformation. Una visione che NetApp condivide attraverso una serie di tecnologie, soluzioni abilitanti e un ecosistema di alleanze davvero unico”, afferma Andrea Fumagalli, nuovo Channel Sales Manager di NetApp Italia. “Una forte struttura di canale, che consente di promuovere la nostra filosofia verso i clienti è un grande strumento di business, che permette a tutti di sfruttare appieno il valore dei dati, guidando la trasformazione verso l’azienda Data Driven e il Next Generation Data Center”. The post NetApp Italia nomina Andrea Fumagalli come nuovo Channel & Alliances Sales Manager appeared first on Data Manager Online.
A causa della mancanza di innovazione tecnologica le medie aziende italiane perdono la possibilità di guadagnare il 18% in pi
In Europa le medie aziende faticano ad innovare e questo causa ad ognuna una perdita di 13 milioni di euro. Le imprese italiane affermano che le entrate potrebbero aumentare del 18% grazie all’Information Technology. Quali sono le ragioni della difficoltà ad innovare? Lo rivela una ricerca condotta da Censuswide per conto di Ricoh. Da una ricerca Ricoh-Censuswide, emerge come il 90% dei decision maker di medie aziende di Regno Unito, Germania, Italia, Francia e Spagna identifichi la mancanza di innovazione tecnologica come una delle principali cause della perdita di fatturato. Questa perdita si attesta in media a 13 milioni di euro per ogni azienda. Le medie aziende affermano che le entrate potrebbero aumentare del 15% grazie alle tecnologie. Nei paesi coinvolti nell’indagine la percentuale varia come segue: Italia 18% Germania 18% Regno Unito 15% Spagna 13% Francia 11% Le barriere all’innovazione Gli intervistati identificano come principali cause della mancanza di innovazione IT i seguenti fattori: implementazione e formazione inadeguate (42% del campione) mancanza di fornitori IT in grado di proporre prodotti e servizi che rispondano alle esigenze (33%) difficoltà del reparto IT nell’identificazione di prodotti e servizi interessanti La tecnologia in sé, la corretta installazione delle soluzioni e il modo in cui esse vengono utilizzate dagli utenti rappresentano il nocciolo della questione. Solo il 12% degli intervistati attribuisce infatti a restrizioni di budget il fatto che la propria azienda non riesca a sfruttare le opportunità dell’Information Technology. Una buona dose di ottimismo tecnologico Le medie aziende possono comunque essere ottimiste: il 79% del campione ha raggiunto o addirittura superato gli obiettivi di vendita già a metà anno. La quasi totalità delle imprese è convinta che la tecnologia abbia contribuito a questo successo, migliorando la collaborazione e la comunicazione tra i dipendenti (aspetto messo in evidenza dal 59% del campione) e consentendo di ridurre i costi (53%). Le aziende che non hanno raggiunto i target attribuiscono la ragione principale dell’insuccesso al contesto macroeconomico. Javier Diez-Aguirre, Vice President, Corporate Marketing, Ricoh Europe, commenta: “Nonostante vi siano molte tecnologie attualmente disponibili, risulta chiaro che le medie aziende europee non stiano traendo valore dalle scelte compiute. La ricerca mette in evidenza come i fornitori di tecnologie debbano aiutarle a realizzare il proprio potenziale migliorando l’efficienza e la collaborazione tra i dipendenti”. The post A causa della mancanza di innovazione tecnologica le medie aziende italiane perdono la possibilità di guadagnare il 18% in pi appeared first on Data Manager Online.
Lavorare e viaggiare in tutto il mondo con la propria famiglia: nasce Tribeke, un nuovo movimento di imprenditori
Vivere dove si vuole, avere la possibilità di viaggiare anche per molti mesi durante l’anno e lavorare al tempo stesso insieme alla propria famiglia, portando avanti il proprio progetto imprenditoriale: è questa la missione di Tribeke, un movimento di imprenditori nato in Italia, che vede alla guida Dan Bogiatto, imprenditore nominato da eBay super esperto eBay nell’estate del 2007, titolare di una delle più importanti società di formazione in Italia. Il movimento vede la luce nei primi giorni del gennaio 2017 dopo un percorso di sette anni in cui i fondatori Dan Bogiatto e la moglie, Jenny Perotti, hanno studiato, messo a punto e affinato un modello di business che consente agli imprenditori di vivere dove vogliono, in qualsiasi Paese del mondo, avendo la possibilità di viaggiare per diversi mesi all’anno, facendo esperienza di diverse avventure (come, ad esempio, percorsi di training a -25° e orientering nella foresta amazzonica) e portando avanti la propria attività, con la propria famiglia, unendo vita privata e professionale. “Noi siamo spesso in viaggio, in giro per il mondo e viviamo insieme ai nostri figli ogni aspetto della nostra vita sia privata che aziendale – spiegano Dan e Jenny, che operano nel campo della formazione da 25 anni – E così fanno centinaia di imprenditori che hanno abbracciato il modello di Tribeke e che si ritrovano per molti mesi all’anno in viaggio. Anche le nostre attività di formazione si svolgono in giro per il mondo: ad esempio, possono avvenire nella piazza principale di Marrakech, in Messico, in un parco italiano, consentendo così agli studenti di apprendere facendo, allontanandoci dal metodo di formazione classica.”. Tre storie di imprenditori che hanno abbracciato il metodo Tribeke Tra le storie degli imprenditori che fanno parte di Tribeke spiccano quella di Rosita Fattorini e Fausto Verchiani, sposati da più di 20 anni. Lei è un’imprenditrice, un hair dresser, e prima di conoscere Tribeke non riusciva a staccarsi mai dal suo salone di bellezza se non per i 15 giorni di chiusura annuale. Grazie al movimento Tribeke e alla formazione ricevuta sono riusciti a organizzare meglio il loro tempo e la loro attività imprenditoriale riuscendo ad aumentare i fatturati e a viaggiare quando vogliono sia in Italia che all’estero. Anche la storia di Paolo Bruniera e Serena Miotto è un esempio di “rivoluzione imprenditoriale”. Quando Paolo si è avvicinato al movimento era un osteopata e continuava a frequentare la scuola per affinare le sue competenze. La scuola che seguiva richiedeva molte delle risorse economiche che guadagnava con la sua principale attività, ma grazie al modello del movimento Tribeke è riuscito a sviluppare un metodo scientifico proprio: la “Nuova Osteopatia Biologica” che gli ha consentito di ampliare i suoi profitti anche grazie ai corsi di formazione che tiene sia in Italia che negli Stati Uniti. La sua fidanzata, ora moglie, Serena, era un’infermiera specializzata che, nonostante amasse il suo lavoro, desiderava avere più tempo da dedicare a suo marito e ai suoi figli. Ora grazie al percorso di formazione svolto insieme a Paolo ha acquisito gli strumenti per lasciare il proprio lavoro e ha iniziato a lavorare con il marito. Questo cambio di prospettiva ha consentito loro di viaggiare molto e stanno programmando di vivere alcuni mesi all’anno negli Stati Uniti. Roberto Dovigo e Francesca Vitale si sono innamorati durante un viaggio e si sono sposati in Messico nel territorio dei Maya. Roberto, imprenditore e amministratore di due società, quando si è avvicinato al movimento Tribeke sentiva sulle sue spalle il peso delle incombenze quotidiane e dei problemi che aveva accumulato nella gestione con l’altro socio della società: in breve tempo era passato da una condizione di vita molto agiata ad una condizione ricca di problematiche da risolvere. Grazie al metodo acquisito abbracciando il modello Tribeke e grazie ai viaggi riesce a ritrovare la forza e l’entusiasmo per cambiare la sua realtà imprenditoriale. Francesca, invece, imprenditrice e socia di una società in Sicilia, ha ritrovato la curiosità e la forza di volontà per crescere e migliorare la propria situazione. Ora Roberto e Francesca vivono insieme e progettano il loro futuro, anche dal punto di vista professionale. The post Lavorare e viaggiare in tutto il mondo con la propria famiglia: nasce Tribeke, un nuovo movimento di imprenditori appeared first on Data Manager Online.