Digital Workplace: quanto sono ottimisti i dipendenti italiani?

Secondo una nuova ricerca Ricoh-Censuswide, i dipendenti europei sono a favore della Digital Transformation. E in Italia? Cosa si aspettano i lavoratori italiani da un ambiente di lavoro digitale? Gli attuali trend tecnologici, come ad esempio l’Intelligenza Artificiale, possono rappresentare una svolta nelle aziende? Con l’introduzione negli uffici di nuove tecnologie si prevede un netto cambiamento del modo in cui lavoriamo e della tipologia di attività che svolgiamo. Da una ricerca condotta da Ricoh-Censuswide coinvolgendo 3.600 dipendenti di aziende europee emerge un generale ottimismo nei confronti del Digital Workplace. La quasi totalità del campione (98%) è infatti entusiasta o fiduciosa all’idea che nella propria azienda vengano introdotte nuove tecnologie.Anche in Italia l’atteggiamento verso la digitalizzazione è generalmente ottimista: i dipendenti si definiscono a riguardo entusiasti (65% del campione) e fiduciosi (38%) e solo una minoranza è dubbiosa (4%) e preoccupata (10%). Come lavorare in modo più smart In linea con quanto avviene nel resto dell’Europa, i dipendenti italiani indicano la gestione delle e-mail (40% del campione del nostro Paese) e le riunioni (37%) come i fattori quotidiani che causano le maggiori perdite di tempo, seguiti dal pendolarismo (31%). Gli intervistati sono convinti del fatto che la tecnologia consentirebbe di lavorare in modo più smart, in particolare grazie ad un migliore accesso ai dati (aspetto indicato dal 46% del campione italiano. Media europea: 44%), alla possibilità di lavorare più spesso da casa (42% sia in Italia sia in Europa) e alla riduzione delle attività ripetitive (30% degli intervistati italiani, mentre la percentuale in Europa sale al 41%). Javier Diez-Aguirre, Vice President Corporate Marketing, Ricoh Europe, commenta: “L’opinione dei dipendenti riflette le preoccupazioni dei governi di tutto il mondo riguardo la produttività. Si dedica troppo tempo alla gestione di processi che potrebbero invece essere automatizzati. Grazie alla tecnologia i dipendenti possono quindi lavorare in modo più rapido ed efficiente e portare valore al business”. Le tecnologie chiave per il cambiamento in azienda Al campione è stato chiesto di esprimere la propria opinione riguardo all’impatto sul proprio modo di lavorare di una serie di tecnologie. Il 67% degli intervistati italiani (percentuale in linea con la media europea) pensa che l’automazione dei processi avrà un impatto positivo e il 62% è dello stesso parere in relazione all’intelligenza artificiale; questa seconda percentuale è più alta della media europea che si attesta al 52%. Gli italiani sono più ottimisti anche in relazione alla robotica – che avrà un impatto positivo secondo il 46% del campione, mentre la media europea è del 40% – e alla stampa 3D (impatto positivo secondo il 53% del campione italiano, dove la medie europea è del 46%). In merito alla realtà virtuale la percentuale coincide: il 39% del campione italiano e di quello europeo afferma che essa avrà un impatto positivo sulle attività. Molte aspettative, dunque, verso l’innovazione digitale da parte dei dipendenti italiani, ma allo stesso tempo gli intervistati mettono in evidenza una serie di ostacoli, come ad esempio la mancanza di competenze tecnologiche (40% del campione), la paura del cambiamento (32%) e il lungo periodo di tempo che occorre per abituarsi ad una nuova tecnologia (24%). Lo studio rivela inoltre come i dipendenti siano delusi dalle motivazioni del top management: il 71% del campione italiano ritiene, in linea con la media europea, che la direzione dell’azienda abbia interesse ad introdurre nuove tecnologie solo per ridurre i costi e non per migliorare il modo di lavorare dei dipendenti. Per garantirsi un successo a lungo termine, riuscire a trattenere i migliori talenti e a competere in modo costante, le aziende devono ascoltare e accogliere le richieste dei propri dipendenti. Un ambiente di lavoro digitale non può più essere una semplice aspirazione per le imprese, ma deve diventare una realtà concreta. The post Digital Workplace: quanto sono ottimisti i dipendenti italiani? appeared first on Data Manager Online.
Il Gruppo hacker APT28 colpisce il settore Hospitality e minaccia i viaggiatori
FireEye, azienda di Intelligence Led Security, questa estate ha rilevato una campagna malevola che ha avuto come obiettivo il settore dell’Hospitality. L’azienda americana di security ritiene che questa campagna possa essere attribuita all’attore russo APT28, avendo rilevato, dopo opportune verifiche, che essa risale almeno a luglio 2017 ed è stata attuata per essere rivolta ai viaggiatori degli hotel di tutta Europa e del Medio Oriente. Il Gruppo ha utilizzato diverse notevoli tecniche di rilievo in questi incidenti, come ad esempio “fiutare” le password dal traffico Wi-Fi, deviare il traffico NetBIOS Name Service e spostarsi lateralmente in rete utilizzando l’exploit EternalBlue. FireEye, a seguito delle sue indagini, ha scoperto un documento dannoso di spear phishing che è stato inviato nella posta elettronica di molte aziende del settore hospitality, compresi hotel in almeno sette paesi europei e uno del Medio Oriente all’inizio di luglio. L’esecuzione riuscita della macro presente all’interno del documento infetto avrebbe comportato l’installazione del malware GAMEFISH firmato dal gruppo APT28. APT28 sta continuamente evolvendo le tecniche basate su exploit EternalBlue e sullo strumento opensource Responder per muoversi lateralmente attraverso le reti e colpire i viaggiatori. Una volta compromessa la rete di una società alberghiera, il Gruppo APT28 ha cercato macchine che controllavano sia le reti Wi-Fi interne che quelle degli ospiti. Negli alberghi che sono stati compromessi non sono state rubate le credenziali degli ospiti; tuttavia, in un separato incidente che si è verificato nell’autunno 2016, APT28 ha ottenuto l’accesso iniziale alla rete di una vittima tramite credenziali probabilmente rubate da una rete Wi-Fi di un hotel. Una volta ottenuto l’accesso ai computer connessi alle reti Wi-Fi aziendali e degli ospiti, APT28 ha diffuso Responder, uno strumento per il poisoning del servizio NetBIOS Name Service. Questa tecnica si basa sull’ascolto dell’attività di broadcast NBT-NS (UDP/137) dai computer delle vittime che tentano di connettersi alle risorse di rete. Ricevuta la trasmissione, Responder impersona la risorsa cercata e spinge il computer della vittima ad inviare il nome utente e la password alla macchina controllata dall’attaccante. APT28 ha utilizzato tale tecnica per carpire nome utente e valore hash della password, procedendo a un escalation dei privilegi sulla macchina della vittima. Marco Rottigni, Consulting System Engineer Southern Europe di FireEye, ha commentato: “Per diffondersi attraverso la rete aziendale alberghiera, APT28 ha utilizzato una versione dell’exploit EternalBlue SMB che è stato combinato con il pesante utilizzo di py2exe per compilare script Python. Questa è la prima volta che abbiamo notato l’APT28 incorporare questo exploit nella loro attività di intrusione”. FireEye ha verificato che, nell’incidente occorso nel 2016, la vittima è stata compromessa dopo il collegamento ad una rete Wi-Fi dell’hotel. Dodici ore dopo la connessione iniziale della vittima alla rete Wi-Fi accessibile al pubblico, APT28 ha effettuato accesso alla macchina target con le credenziali rubate. Le 12 ore possono essere state un intervallo di tempo necessario per trovare la password dal valore hash in modalità offline. Dopo aver effettuato l’accesso alla macchina, l’attaccante ha implementato gli strumenti malevoli sulla macchina muovendosi lateralmente nella rete della vittima fino all’accesso all’account OWA della vittima. “Non possiamo confermare come sono state rubate inizialmente le credenziali nell’incidente del 2016, ma di sicuro sappiamo che successivamente nell’attacco è stato impiegato lo strumento Responder”, ha aggiunto Rottigni. “Poiché questo strumento permette ad un aggressore di rilevare la password dal network, avrebbe anche potuto essere utilizzato sulla rete Wi-Fi dell’hotel per ottenere le credenziali di un utente”. L’attività di spionaggio informatico contro l’industria alberghiera è in genere focalizzata sulla raccolta di informazioni su o dagli ospiti dell’hotel piuttosto che sull’industria alberghiera stessa, anche se gli attori possono raccogliere informazioni direttamente sull’hotel come mezzo per facilitare altre operazioni. Ad esempio il personale business o governativo che viaggia, soprattutto in un paese straniero, svolge le proprie attività spesso affidatosi a sistemi diversi da quelli utilizzati nel proprio ufficio; potrebbe quindi non avere familiarità con i livelli di sicurezza di tali sistemi e il loro stato di vulnerabilità. APT28 non è l’unico gruppo hacker che prende di mira i viaggiatori; anche il South Korea-nexus Fallout Team (Darkhotel) ha utilizzato aggiornamenti software su reti Wi-Fi infette in hotel asiatici e il malware Duqu 2.0 è stato trovato su network di hotel europei che sono stati utilizzati tra gli altri dai partecipanti ai negoziati nucleari iraniani. I nuovi attacchi rilevati delineano un nuovo vettore di infezione utilizzato dal gruppo APT28, che sta sfruttando le reti Wi-Fi meno sicure degli hotel per rubare le credenziali e uno strumento di poisoning del NetBIOS Name Service per scalare i privilegi. Le già ampie capacità e tattiche di APT28 continuano a crescere e perfezionarsi man mano che il gruppo espande i suoi vettori di infezione. I viaggiatori devono sempre essere consapevoli delle minacce possibili durante i viaggi, specialmente all’estero, e prendere le dovute precauzioni per proteggere i loro sistemi e i loro dati. Le reti Wi-Fi accessibili al pubblico rappresentano una minaccia significativa e il loro utilizzo dovrebbe essere evitato quando possibile. The post Il Gruppo hacker APT28 colpisce il settore Hospitality e minaccia i viaggiatori appeared first on Data Manager Online.
Silvia Candiani nuovo Amministratore Delegato Microsoft Italia
Carlo Purassanta nominato Area Vice President Microsoft Francia Silvia Candiani è stata nominata Amministratore Delegato di Microsoft Italia. Succede a Carlo Purassanta, alla guida della filiale dal 1° febbraio 2013, nominato Area Vice President Microsoft Francia. La filiale italiana di Microsoft, che conta oggi 850 collaboratori e una rete estesa di 10.000 partner chiave sul territorio, è impegnata ad accompagnare le organizzazioni italiane, pubbliche e private, nel percorso di trasformazione digitale, facendo cogliere tutti i vantaggi offerti oggi dalle nuove tecnologie tra cui Cloud Computing, Big Data e Artificial Intelligence, con grande attenzione alla sicurezza. Microsoft Italia, inoltre, sostiene, attraverso iniziative specifiche, lo sviluppo di competenze digitali da parte degli studenti italiani e fornisce loro opportunità professionali. Recentemente è stata annunciata la creazione di un fondo di 100 milioni di euro per le startup digitali italiane nell’ambito del progetto growITup, la piattaforma di Open Innovation sviluppata da Cariplo Factory in partnership con Microsoft Italia. Nel febbraio del 2017, è stata inaugurata a Milano Microsoft House, il nuovo indirizzo per l’innovazione in Italia, che nei primi 6 mesi ha ospitato oltre 53.000 visitatori, tra cui 8.000 professionisti aziendali, più di 2.700 studenti e 40.000 appassionati di tecnologia, che hanno scoperto le ultime novità di casa Microsoft, dai nuovi Surface fino alla lineup di giochi per la console Xbox. “Sono molto orgogliosa di ritornare in Italia a guidare un team che sta portando innovazione nel nostro Paese a tutti i livelli: dalle grandi aziende pubbliche e private al tessuto della Piccola Media Impresa, dagli studenti al mondo delle organizzazioni no-profit per sostenere uno sviluppo economico e sociale basato sul digitale”, ha dichiarato Silvia Candiani, Amministratore Delegato Microsoft Italia. “Nel mio ruolo internazionale, ricoperto negli ultimi tre anni, ho avuto modo di osservare le infinite potenzialità di crescita del nostro Paese e il valore delle nuove tecnologie per mercati e scenari chiave. Sono certa che insieme alla squadra di Microsoft Italia e ai nostri partner potremo accelerare questo percorso di digitalizzazione dell’Italia per affrontare scenari competitivi che puntano sempre più all’innovazione come leva di crescita”. Silvia Candiani ha guidato negli ultimi tre anni la divisione Consumer e Channel per l’area dell’Europa centrale e dell’est, precedentemente nella filiale italiana aveva ricoperto le cariche di Direttore Marketing & Operations e Direttore Divisione Consumer & Online. Silvia Candiani è impegnata nel sostenere la leadership al femminile nelle imprese italiane e ha contribuito alla creazione di ValoreD, prima associazione di imprese che promuove la diversità, il talento delle donne per la crescita delle aziende e del Paese. Silvia Candiani è inoltre membro del Consiglio di Amministrazione di Cofide, Gruppo De Benedetti SpA. Prima di entrare a far parte di Microsoft, Silvia Candiani ha maturato una lunga esperienza in Vodafone, McKinsey e San Paolo Imi. Ha conseguito una laurea in Economia all’Università Bocconi di Milano e un master in Business Administration presso l’Insead di Fontainebleau. Sposata con due figli, Silvia Candiani ama passare il tempo libero viaggiando con la famiglia. È appassionata di sci e di vela. Dopo quattro anni e mezzo alla guida della filiale Italia, Carlo Purassanta rientra in Francia con la carica di Area Vice President della filiale francese. Carlo Purassanta ha contribuito attivamente allo sviluppo tecnologico del Paese, con l’obiettivo di favorire l’innovazione digitale con un ecosistema esteso composto da studenti, startup, organizzazioni no-profit, partner, amministrazione pubblica centrale e locale e aziende private di ogni dimensione. Durante la guida della filiale italiana, Carlo Purassanta ha lanciato diverse iniziative per sostenere lo sviluppo del digitale in Italia e su scenari europei. In particolare: RestartEurope (un think tank di 150 giovani europei che hanno lavorato all’Agenda Digitale Europea), Digitali per crescere (il progetto per favorire la digitalizzazione del Paese) e recentemente growITup (la piattaforma di open innovation sviluppata da Microsoft Italia e Fondazione Cariplo per le startup italiane). “In questi quattro anni e mezzo in Italia, ho avuto il piacere di guidare un team di eccellenti professionisti che hanno messo il valore del digitale al centro di ogni iniziativa: dai grandi progetti di trasformazione digitale delle imprese italiane fino alle innumerevoli attività create per sostenere l’occupazione, lo sviluppo sociale ed economico del nostro Paese”, ha dichiarato Carlo Purassanta, nuovo Area Vice President Microsoft Francia. “Sono orgoglioso di lasciare a Silvia un fantastico team di talenti e le chiavi di una bellissima Microsoft House che sarà un’efficace piattaforma aperta per accelerare la digitalizzazione del paese”. Prima di prendere la guida di Microsoft Italia nel 2013, Carlo Purassanta era responsabile della Divisione Enterprise Services della filiale francese, dove è entrato nel 2011. Precedentemente, ha lavorato in IBM per oltre quattordici anni, dirigendo vari segmenti in Francia e in Europa. Ha ricoperto i ruoli di Network Services Executive, Director of Infrastructure Services e Senior Business Development Executive for Strategic Outsourcing in Europa. È stato anche il portavoce ufficiale di IBM sulla cloud strategy. In questi quattro anni ha svolto diversi ruoli in associazioni nazionali: con Confindustria ha focalizzato il suo interesse nell’area “Research & Development, Innovation Ecosystem” nel Comitato degli Investitori Esteri. Ha creato una task-force dedicata a “SMB Digital Growth” per Confindustria Digitale. Fa parte dello Strategy Advisory Board del MIP, la Business School del Politecnico di Milano. Infine, è stato membro del Board di AmCham – la Camera di Commercio Americana in Italia – e consigliere per Assolombarda, l’Associazione Industriale locale a Milano, Monza e Brianza. Carlo Purassanta ha 45 anni. È nato a Milano, e ha vissuto a Roma, Milano, Parigi, Madrid e New York. Si è laureato come ingegnere al Politecnico di Milano e successivamente ha studiato in Gran Bretagna per un MBA alla Henley Business School. Sul piano personale, ama viaggiare, giocare a tennis, ascoltare e suonare musica con la band di Microsoft Italia TheSparks, ed è appassionato di fotografia e architettura. The post Silvia Candiani nuovo Amministratore Delegato Microsoft Italia appeared first on Data Manager Online.
Allarme acqua corrente, in tutto il mondo è contaminata dalla plastica
L’83% dell’acqua di rubinetto contiene fibre di plastica Da uno studio condotto da Orb Media, un’organizzazione non profit di Washington, arriva una rivelazione scioccante: nell’acqua corrente di tutto il mondo sono state rinvenute fibre di plastica microscopiche. A risultare contaminati sono ben l’83% dei campioni analizzati dalla Orb Media, che insieme ai ricercatori dell’Università statale di New York e dell’Università del Minnesota ha testato 159 campioni di acqua potabile in città grandi e piccole di tutti i continenti. Record di contaminazione agli Stati Uniti Il primato negativo della contaminazione va agli Stati Uniti, con fibre di plastica presenti nel 94% dei rubinetti, compresi quelli del Congresso, del quartier generale della Environmental Protection Agency (Epa), compresa la Trump Tower del presidente Donald Trump. Seguono in graduatoria Libano e India, con il più alto tasso di contaminazioni da plastica nell’acqua corrente. La più virtuosa si è rivelata l’Europa, con i valori più bassi di contaminazione, e in particolare nel Regno Unito, in Germania e in Francia. In tutti questi casi si parla comunque di una contaminazione non assente ma pari a ben il 72% dei casi. Per dare un’idea concreta del livello di contaminazione basti pensare che il numero medio di fibre rinvenute ogni 500 ml di acqua oscilla tra il 4,8% degli Usa all’1,9% dell’Europa. Queste analisi evidenziano un dato molto preoccupante: le fibre di plastica non sono solo nell’acqua di rubinetto che sgorga nelle nostre case, ma sono ovunque: negli oceani, nelle acque dolci, nel suolo e nell’aria. Alla luce di questo inquietante scenario è legittima la conclusione di Sherri Mason, esperta dell’università di New York alla guida dell’analisi di Orb, che riferendosi alla contaminazione globale della plastica in tutto il mondo solleva il seguente interrogativo: «Sta impattando la fauna in modo preoccupante, come possiamo pensare che non stia impattando anche noi?». The post Allarme acqua corrente, in tutto il mondo è contaminata dalla plastica appeared first on Data Manager Online.
Arriva la nuova versione di Omnis Studio 8.1
L’integrazione di GIT e dei Controlli JavaScript in Studio 8.1 porta Omnis a una nuova generazione di sviluppatori che sarà distribuita sul mercato italiano da Softpi Softpi annuncia la disponibilità di Studio 8.1, la nuova versione dell’ambiente di sviluppo di applicazioni web e mobile di Omnis Software. Quest’ultima versione rende disponibili i vantaggi di Omnis Studio a una nuova generazione di sviluppatori ed aumenta notevolmente la ricchezza e le funzionalità delle applicazioni Web e mobile di Omnis. Con Omnis Studio 8.1 gli sviluppatori possono caricare e condividere le loro librerie su GIT, raggiungendo così un pubblico più ampio attraverso il popolare sito di code sharing. La nuova versione consente anche di utilizzare Controlli JavaScript già disponibili e aggiungerli alle librerie e ai progetti Omnis, aumentando la ricchezza dell’interfaccia utente della soluzione e aprendo l’ambiente di sviluppo integrato (IDE) a nuovi sviluppatori di componenti JavaScript. Studio 8.1 include anche un nuovo tutorial interattivo, denominato Welcome to Omnis, in cui gli sviluppatori possono creare una semplice applicazione web o desktop, progettata per introdurre Omnis a nuovi sviluppatori di applicazioni e imprenditori. I miglioramenti di Omnis Studio 8.1 includono anche la possibilità di inviare notifiche push ai clienti, rendendo le applicazioni mobili più coinvolgenti e interattive per gli utenti finali. Inoltre le finestre web e mobile possono essere ora pienamente responsive, consentendo di soddisfare tutti i dispositivi e le piattaforme da una sola base di codice applicativo. Inoltre, è stata aggiunta a questa release una versione “headless” (senza testa) del server di applicazioni Omnis, che consente di distribuire facilmente le applicazioni Web e mobili su una gamma più ampia di configurazioni di server Linux. Tutte le nuove funzionalità di Omnis Studio 8.1 possono essere provate scaricando la soluzione dal sito web e iscrivendosi ad una prova gratuita di 90 giorni. Gli utenti attualmente presenti sul Omnis Developer Partner Program (ODPP) possono eseguire gratuitamente l’aggiornamento a Studio 8.1: i nuovi numeri di serie saranno inviati via e-mail dopo il rilascio della release. Gli sviluppatori Omnis che non hanno ancora il programma di supporto possono aggiornarsi a questa nuova versione contattando l’azienda. The post Arriva la nuova versione di Omnis Studio 8.1 appeared first on Data Manager Online.
Facebook Watch, ecco il canale TV di Zuckerberg
Facebook Watch, la piattaforma con contenuti originali realizzata dal social network, apre i battenti negli Stati Uniti Dopo mesi di indiscrezioni e rinvii finalmente Facebook ha aperto ufficialmente il suo canale televisivo. Il nuovo servizio è stato battezzato Facebook Watch e presentato ufficialmente all’inizio di agosto con una nota sul blog del social network. Oggi la piattaforma è diventata fruibile per gli utenti statunitensi da mobile e desktop. All’interno di questo canale sarà possibile fruire di contenuti originali creati dagli editori anche se al momento la scelta risulta ancora piuttosto scarna. Nello specifico l’azienda di Menlo Park riferisce che proporrà programmi ad alto livello di engagement, live show con un contatto diretto con i fan e serial. In passato si è parlato della possibilità che Facebook si concentrasse su contenuti ad alto budget e programmi per i millennials di qualità inferiore ma questa distinzione non risulta ancora così netta. Facebook Watch rappresenta una enorme opportunità per l’azienda di Mark Zuckerberg di aumentare esponenzialmente i ricavi pubblicitari creando un rapporto più profondo e duraturo con i suoi utenti. Gli editori invece avranno la possibilità di confrontarsi con una platea composta da oltre 1 miliardo di persone. Al momento non è chiaro quando la piattaforma varcherà i confini degli Stati Uniti ma è probabile che come è avvenuto con Facebook Live non ci vorrà molto prima che si espanda in tutto il mondo. Facebook non può infatti permettersi di perdere tempo in quanto servizi come YouTube Red o Netflix, con i suoi 100 milioni di spettatori attivi, sono già molto più che affermati. The post Facebook Watch, ecco il canale TV di Zuckerberg appeared first on Data Manager Online.
Automotive News Europe nomina Luca de Meo CEO dell’anno
Luca de Meo vanta un percorso professionale di oltre 25 anni nell’industria automotive. Il premio sarà consegnato il prossimo 11 settembre in occasione del Salone Internazionale dell’Automobile a Francoforte Il Presidente della SEAT Luca de Meo è stato insignito dalla rivista Automotive News Europe con il premio Eurostars al miglior CEO dell’anno nella categoria Auto. Si tratta di un riconoscimento al suo percorso a capo della SEAT, durante il quale il Marchio è tornato alla redditività. Il premio sarà consegnato il prossimo 11 settembre in occasione del Salone dell’Automobile di Francoforte. Con oltre 25 anni di esperienza nel settore automotive, Luca de Meo è Presidente della SEAT da novembre 2015. Sotto la sua leadership, la Casa spagnola è stata protagonista della più grande offensiva di prodotto della propria storia, con il lancio di quattro modelli (Ateca, Leon, Ibiza e Arona) in 18 mesi. L’ampliamento e il rinnovo della gamma hanno spinto le vendite oltre il +13% nel 2017, posizionando la SEAT tra i marchi a maggior crescita in Europa. Inoltre, dopo aver registrato nel 2016 i migliori risultati finanziari di sempre, nella prima metà dell’anno in corso la Casa segna una crescita dell’utile operativo del 40,9%. “Sono profondamente grato. È un onore ricevere questo premio da una testata così prestigiosa come Automotive News Europe e far parte della lista di nomi di spicco del settore automotive che hanno meritato il riconoscimento negli ultimi anni”, ha dichiarato il Presidente Luca de Meo quando gli è stata comunicata la notizia del premio. de Meo, che aveva già ricevuto il medesimo riconoscimento nel 2007 e quello come Manager Marketing e Vendite nel 2014, ha sottolineato che “il premio di oggi è reso possibile dalla grande squadra SEAT. I risultati che stiamo cominciando a raggiungere sono frutto del lavoro congiunto affinché il Marchio cresca nella direzione che merita”. Automotive News, testata leader nell’informazione sull’industria globale dell’automobile, ha creato nel 1996 una Divisione per l’Europa. Due anni più tardi, nel 1998, inizia la consegna dei premi Eurostars come riconoscimento al lavoro svolto dai leader europei più rilevanti del momento nel settore automotive. Percorso professionale di successo Nato a Milano nel 1967, Luca de Meo ha conseguito la laurea in Business Administration presso l’Università Commerciale Luigi Bocconi. La sua tesi sull’etica aziendale è stata la prima su questo argomento in Italia. Entra nel Gruppo Volkswagen nel 2009 come direttore Marketing del marchio Volkswagen e del Gruppo Volkswagen, dopo una carriera professionale iniziata in Renault e continuata poi in Toyota e, successivamente, nel Gruppo Fiat, dove ha svolto ruoli dirigenziali per i marchi Lancia, Fiat, Alfa Romeo e Abarth. Nel 2013, il lavoro svolto come Direttore Marketing del Gruppo Volkswagen è stato oggetto di un case study dell’Università di Harvard. Grazie alla sua importante carriera, Luca de Meo ha ricevuto inoltre il titolo onorario di “commendatore” dall’Ordine di Merito della Repubblica Italiana, una delle distinzioni nazionali più alte del nostro Paese. Attualmente, oltre a essere a capo della SEAT, sovrintende SEAT Metropolis: Lab Barcelona ed è membro del Consiglio di Amministrazione di Ducati. The post Automotive News Europe nomina Luca de Meo CEO dell’anno appeared first on Data Manager Online.
Equinix nomina Emmanuel Becker come Managing Director Italia
Becker porta in Equinix oltre 20 anni di esperienza nei settori ICT, telecomunicazioni e cloud Equinix annuncia la nomina di Emmanuel Becker in qualità di Managing Director per l’Italia. Nel suo nuovo ruolo, Emmanuel Becker sarà responsabile delle performance complessive e delle operazioni di Equinix in Italia, dove attualmente la società gestisce tre data center. Becker avrà il compito di rafforzare le relazioni con i clienti e incrementare la presenza di Equinix sul mercato italiano. In Italia da quasi 20 anni, Emmanuel Becker ha ricoperto ruoli di grande responsabilità, in particolare nel settore dell’ICT, delle telecomunicazioni e in quello del cloud. Becker ha esperienze in business development e creazione e direzione di filiali per conto di operatori di servizi cloud e telecomunicazioni come Vocalcom, eServGlobal, BDM International e, più di recente, Easynet Group e Data 4, fornitori internazionali di Managed network, hosting e servizi di integrazione cloud. Nel 2014 Emmanuel Becker è stato nominato Country Manager Italia di Easynet, parte del gruppo Interoute, leader europeo delle telecomunicazioni. Il 1 giugno 2016 ha assunto ufficialmente il ruolo di Country Manager della filiale italiana di DATA4 Group a Milano con lo scopo di sviluppare il business dell’azienda. Eric Schwartz, president di Equinix EMEA: “L’Italia è uno dei Paesi cui guardiamo con grande interesse come mercato strategico per lo sviluppo di Equinix in EMEA. Le aziende italiane, infatti, utilizzano il cloud computing con un tasso che è più del doppio (40%) della media europea (19%). Grazie alla sua pluriennale esperienza e alla sua leadership, Emmanuel Becker porterà una nuova visione per guidare il successo di Equinix nel Bel Paese. Il nostro modello di business collaudato, unito alla nostra esperienza nel mercato locale, garantisce che i nostri clienti italiani potranno godere di un forte sostegno in tutti i siti Equinix, sia in Italia che nel resto del mondo”. The post Equinix nomina Emmanuel Becker come Managing Director Italia appeared first on Data Manager Online.
Il Galaxy S9 potrebbe arrivare a gennaio
In anticipo rispetto alle edizioni passate Samsung avrebbe intenzione di lanciare il nuovo smartphone a ridosso del Natale. Ecco perché Un’indiscrezione che potrebbe stravolgere le tempistiche di tutto il mondo smartphone. Samsung avrebbe intenzione di presentare già il prossimo gennaio il Galaxy S9, successore del rivoluzionario S8. A dirlo sono alcune fonti vicine all’azienda, secondo cui la spedizione degli schermi OLED, previsti per il nuovo dispositivo, comincerà già a novembre, permettendo così un assemblaggio in tempo per i primi mesi dell’anno. A questo punto, la compagnia coreana potrà annunciare il telefonino con oltre un mese di anticipo rispetto al Galaxy S8, con disponibilità di qualche settimana e comunque entro la metà di febbraio. Perché tanta fretta? Semplice: a ottobre nei negozi ci sarà l’iPhone 8, modello di punta di Apple, che ci si aspetta rappresenti un cambio di passo per Cupertino in termini di vendita a livello globale. Strategia preparatoria Contrastare la novità della Mela non sarà semplice e per questo i piani di supremazia di Samsung prevedono un minor lasso di tempo dall’arrivo del concorrente nei negozi e la contromisura Galaxy. Nonostante ciò, Apple avrebbe comunque quattro mesi di vantaggio, tanti soprattutto se si pensa che il grosso delle vendite avviene a ridosso della presentazione e in fase di pre-ordine. La mossa è poi opinabile visto che, anche in Italia, gli smartphone di punta portati a casa con un contratto operatore prevedono non meno di 24 mesi di canone. Considerando la tradizionale disponibilità primaverile, anche chi ha acquistato un Galaxy S7 o S7 Edge nel 2016, aspettando magari l’S9, non potrà goderne prima della scadenza. Insomma non vediamo reali benefici dietro l’operazione, per quanto plausibile sia. The post Il Galaxy S9 potrebbe arrivare a gennaio appeared first on Data Manager Online.
Virus Zika, da killer a nuovo alleato per sconfiggere il cancro
Seconda vita al virus, una ricerca americana lo trasforma in una risorsa anti-cancro Può il temibile virus Zika, finora considerato unicamente una minaccia per la salute umana, diventare una preziosa arma nella lotta contro i tumori al cervello? La risposta dei ricercatori dell’Università di Washington a Saint Louis e dell’Università della California a San Diego è positiva: la sua capacità di uccidere le cellule progenitrici dei neuroni può essere infatti sfruttata per eliminare le staminali impazzite che resistono a chemio e radioterapia alimentando il glioblastoma, la forma più diffusa e aggressiva di cancro al cervello. Un’arma che attacca le cellule responsabili delle recidive “E’ così frustrante sottoporre un paziente al trattamento più aggressivo possibile, per poi vedere il tumore ritornare a pochi mesi di distanza: per questo ci siamo chiesti se la natura potesse offrirci un’arma per colpire le cellule che sono le principali responsabili delle recidive”, spiega Milan Chheda, dell’Università di Washington. E’ così che gli scienziati hanno pensato di ricorrere al virus Zika. “Abbiamo ipotizzato che la sua predilezione per le cellule progenitrici neurali potesse essere usata contro le staminali del glioblastoma”, aggiunge il ricercatore Michael Diamond. Prospettive future Durante una sperimentazione su cellule prelevate dai pazienti, il virus ha dimostrato di colpire soprattutto le staminali del glioblastoma invece che le cellule sane o le altre cellule dello stesso tumore. Testato su topi malati, il virus ha rallentato la progressione del glioblastoma aumentando così le aspettative di vita. Un secondo test è stato fatto con un ceppo di Zika meno aggressivo, che può essere facilmente contenuto dal sistema immunitario per arginarne la diffusione. La fase successiva della sperimentazione sarà volta a provare l’incapacità del virus di contagiare altre persone o di trasformarsi diventando più aggressivo; se i ricercatori raggiungeranno questo obiettivo, allora il virus Zika potrà essere affiancato alle terapie tradizionali per potenziarne gli effetti. The post Virus Zika, da killer a nuovo alleato per sconfiggere il cancro appeared first on Data Manager Online.