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RED Hydrogen One: ecco come funziona lo schermo olografico

RED Hydrogen One è il primo smartphone con display olografico e l’azienda produttrice ha voluto spiegare come riesce a riprodurre immagini in 3D A luglio è stato presentato RED Hydrogen One, uno smartphone con sistema operativo Android dalle caratteristiche inedite. Il dispositivo non solo è modulare ma offre per la prima volta un display olografico da 5.7″ con cui è possibile fruire di contenuti in 3D di dimensioni visibili da diverse angolazioni a seconda della posizione assunta dall’utente. RED ha oggi voluto chiarire il funzionamento della sua tecnologia con un video. Lo schermo di RED Hydrogen One è stato progettato in collaborazione con Leia, startup nata in seno al laboratorio di ricerca di HP nel 2014 e specializzata in display olografici light field per dispositivi mobili. Questa tecnologia sfrutta il fenomeno della diffrazione ottica attraverso l’utilizzo di uno strato di nanopolimeri posti al di sotto di un classico schermo LCD tradizionale. “Leia sfrutta le recenti innovazioni nella progettazione nella produzione Nano-Fotonica per fornire una soluzione completa di display olografici lightfield per dispositivi mobile, tramite hardware e software proprietario. – chiarisce Leia in una nota – L’azienda della Silicon Valley commercializza schermi LCD per mobile in grado di sintetizzare i contenuti olografici lightfield, preservando nel contempo il normale funzionamento dello schermo”. Leia inoltre sottolinea che il display olografico non avrà effetti negativi su aspetti come lo spessore dello smartphone, le prestazioni e la durata della batteria. RED ha inoltre sottolineato che per fruire a pieno del suo dispositivo verranno creati “contenuti olografici e suono 3D per la visione dei film, i giochi interattivi, la messaggistica social e la mixed reality”. L’azienda ha deciso di posticipare il lancio di RED Hydrogen One dall’inizio alla metà del 2018. Lo smartphone può essere preordinato sul suo sito a un prezzo di 1.195 euro per la versione in alluminio e di 1.595 per quella in titanio. The post RED Hydrogen One: ecco come funziona lo schermo olografico appeared first on Data Manager Online.

Panasonic ridefinisce la categoria semi-rugged con il nuovo Toughbook CF-54

Grande resistenza e funzionalità e prestazioni migliorate, concentrate in un PC business L’ultima versione del notebook Toughbook CF-54 ridefinisce il mercato dei dispositivi semi-rugged: questa terza generazione del device è caratterizzata da performance, flessibilità e funzionalità migliorate, il tutto in un business notebook elegante e leggero, ma allo stesso tempo resistente abbastanza da sopportare tutte le sfide a cui i mobile worker possono sottoporlo. Il Toughbook CF-54 Panasonic, dotato dell’ultimo processore Intel Core i5-7300U vPro, di molteplici possibilità di configurazione, porte multiple e display da 14 pollici, è il dispositivo ideale per sostituire il precedente notebook Toughbook CF-53, uno dei dispositivi Panasonic più popolari di sempre. Tutte e tre le versioni del Toughbook CF-54 (Entry, Mid e Premium) offrono come standard lettore DVD, porta VGA e porta True Serial allo stesso prezzo dell’equivalente configurazione del Toughbook CF-53. Automotive e business executive “Questo Toughbook stabilisce un nuovo standard nel settore: un notebook leggero, sottile ed elegante, dotato di potenza elevata e prestazioni grafiche che lo rendono ideale per i business mobile worker,” commenta Jan Kaempfer, General Manager of Marketing di Panasonic Computer Product Solutions. “Grazie al suo design resistente, alle molteplici possibilità di configurazione e alle porte multiple, è inoltre perfetto per chi svolge lavori manuali o all’aperto. È adatto a chi si occupa di R&D e diagnostica nel settore dell’automotive, ai manutentori e riparatori nell’ambito dei servizi sul campo, ma anche a periti assicurativi, architetti e personale governativo e di pubblica sicurezza”. Design flessibile e modulare L’area configurabile del dispositivo permette di scegliere tra unità DVD, seconda batteria, lettore Smart Card o uno slot per PC card. Un’ulteriore porta può essere configurata con una seconda LAN, una USB Rugged, un GPS dedicato o una porta USB 2.0. Elevata visibilità del display Il display da 14’’ è disponibile in HD (1366×768), Full HD (1920×1080) o Full HD con touchscreen multi-touch capacitivo, per assicurare la nitidezza e l’accuratezza nei dettagli richieste dai professionisti di diversi settori. Tutte le versioni sono dotate di sistema operativo Windows 10 Pro. Per i mobile worker che si spostano da un luogo a un altro è estremamente importante potersi connettere anche in movimento: per questo il nuovo Toughbook CF-54 dispone di una gamma completa di interfacce, tra cui VGA e HDMI per collegare proiettori e display, una porta True Serial per la connessione a sistemi legacy, una porta LAN, porte USB 3.0 e uno slot SD card. Il dispositivo è inoltre dotato di connettore di interfacciamento per la docking station veicolare e desktop, mentre tra le opzioni sono disponibili 4G LTE, connettore pass-through per doppia antenna, lettore di Smart Card contactless e lettore di impronte digitali. Il modello Entry (HD senza Touchscreen) dispone di 4GB di RAM (Max. 32GB) e 500GB HDD standard (128GB/256GB SSD opzionali); il modello Mid (Full HD senza Touchscreen) offre invece 4GB di RAM (Max. 32GB) e 256GB SSD standard (128GB SSD opzionali), mentre il modello Premium (Full HD con Touchscreen) dispone di 8GB di RAM (Max. 32GB) e 256GB SSD standard (128GB SSD opzionali). Tra le opzioni, è disponibile una webcam da 2 megapixel, che permette di comunicare ovunque tramite video. Il dispositivo è dotato inoltre di una tastiera retroilluminata per la massima operatività anche al buio. Il meglio della durabilità semi-rugged Sebbene si tratti di un dispositivo semi-rugged, il Toughbook CF-54 è il più protetto della sua categoria, grazie alla copertura in magnesio su tutti e quattro i lati, alla protezione completa contro i liquidi della tastiera e del display e alla struttura con trama ad alveare per la massima resistenza agli urti. Può sopportare cadute fino a 76cm di altezza, e, per una maggiore praticità, è dotato di una maniglia integrata. Il device può essere inoltre personalizzato su richiesta con un logo aziendale (opzionale). Vista la sua resistenza, il CF-54 può anche essere montato sui veicoli, grazie agli accessori di terze parti approvati da Panasonic. Grazie a un’autonomia di 10 ore*1, il device riesce a stare al passo con le necessità dei lavoratori in mobilità. È anche disponibile con l’opzione hot-swap che gli permette di aumentare la propria autonomia e di restare in funzione anche mentre la batteria viene sostituita. È inoltre possibile come opzione avere una seconda batteria, e raggiungere così un’autonomia totale fino a 17 ore. Massima tranquillità Tutti i prodotti Toughbook sono coperti da una garanzia di 3 anni, in caso di guasti all’hardware a seguito di un normale utilizzo, e da 5 anni di disponibilità garantita per le parti di ricambio, con l’impegno a effettuare riparazioni entro 96 ore. Sono disponibili garanzie aggiuntive, tra cui: estensione di garanzia sul prodotto (4°/5° anno), garanzia sui danni accidentali, garanzia sulla batteria (3/4/5 anni) e garanzia HDD/SSD. The post Panasonic ridefinisce la categoria semi-rugged con il nuovo Toughbook CF-54 appeared first on Data Manager Online.

Il Gruppo Gavio si digitalizza con SIAV

Grazie al supporto di SIAV, il gruppo italiano tra i leader nella gestione delle autostrade estende il processo di digitalizzazione a livello globale SIAV annuncia che il Gruppo Gavio rafforza la collaborazione con l’azienda padovana estendendo l’utilizzo delle soluzioni di Enterprise Content Management (ECM) a livello enterprise al fine di applicare il processo di digitalizzazione e dematerializzazione a tutte le società del gruppo. Il Gruppo Gavio è tra i principali gruppi industriali italiani: il core business è la gestione di reti autostradali in concessione (con circa 3.320 km di reti gestite in tutto il mondo il Gruppo Gavio è il quarto operatore mondiale del settore), ma le attività del Gruppo sono diversificate spaziando dalla realizzazione di grandi opere infrastrutturali, al settore dei trasporti e della logistica, alla gestione in concessione di parcheggi pubblici urbani, dal settore della tecnologia a quelli della nautica. Attualmente il Gruppo Gavio si trova in una fase dinamica della propria storia avendo intrapreso un significativo percorso di espansione delle proprie attività di costruzione e concessione sui mercati internazionali che lo sta portando a rafforzare la dimensione globale del gruppo. Per supportare la trasformazione in atto in un’ottica di sostenibilità dei processi aziendali, la società considera fondamentale il ruolo dell’adozione del digitale al fine di raggiungere obiettivi quali l’ottimizzazione dei costi, la globalizzazione dei processi, lo sviluppo di modelli di servizio di gruppo e una più efficace gestione del risk management. Dopo aver analizzato le esigenze digitali nei vari processi aziendali, il Gruppo Gavio ha ritenuto prioritaria l’ottimizzazione del processo di conservazione digitale: in soli tre mesi è stato implementato un servizio di archiviazione digitale che ha coinvolto tutte le amministrazioni delle varie società del Gruppo. L’azienda ha scelto un modello misto caratterizzato dalla velocità della gestione documentale in-house e dalla qualità dell’archiviazione digitale in outsourcing, il tutto gestito tramite Archiflow, la piattaforma di SIAV per la gestione documentale (associata al gestionale ERP SAP) già in uso dal Gruppo Gavio, che è stata adottata anche per la gestione del processo di conservazione digitale. “La piattaforma Archiflow, il sistema di gestione documentale per il Document Management e il Business Process Management di SIAV, ci ha aiutato a realizzare un modello di servizio a sostegno della crescita globale del Gruppo e ci permette di essere una società innovativa e digitalizzata” ha commentato Luca Greco, CIO ERP del Gruppo Gavio. “Gran parte dei processi amministrativi sono stati digitalizzati e si è creata quell’integrazione tra le varie società del Gruppo che consente alla nostra azienda di essere più snella”. “Il rapporto di collaborazione con il Gruppo Gavio che dura ormai da parecchi anni è per noi l’ennesima conferma che la tecnologia SIAV è fortemente competitiva, in grado di evolversi e di rimanere in linea con le dinamiche del mercato sempre più mutevoli e con le varie esigenze aziendali.” ha commentato Alfieri Voltan, Presidente di SIAV. “Le nostre piattaforme sono modulabili e rappresentano la soluzione per accompagnare la trasformazione digitale delle aziende, indipendentemente dal livello di dematerializzazione raggiunto. Siamo, infatti, sempre alla ricerca di nuovi prodotti che permettano ai nostri clienti di velocizzare e snellire tutti quei processi aziendali che possono far rallentare lo sviluppo globale dell’impresa.” Il percorso digitale del Gruppo Gavio prevede importanti traguardi e, nei prossimi mesi, la società affiancata da SIAV porterà a termine il consolidamento architetturale della gestione documentale, l’automazione digitale delle operazioni intercompany, il completamento del processo di protocollazione digitale, il workflow autorizzativo dei contratti di vendita e la digitalizzazione dei processi di procurement. The post Il Gruppo Gavio si digitalizza con SIAV appeared first on Data Manager Online.

Il Digital Workplace secondo Ricoh

Che cosa significa e in che modo cambia le nostre vite? L’innovazione tecnologica sta trasformando il modo di lavorare e offre nuove opportunità d’interazione. I dipendenti ne sono consapevoli, guardano con ottimismo ai cambiamenti in atto e vorrebbero che la propria azienda traesse il massimo vantaggio dall’IT. Collaboration e mobility sono tra i nuovi trend più rilevanti per ottenere maggiori livelli di produttività. L’avvento della digital economy non ha affatto eliminato la necessità di stampare e gestire documenti cartacei, ma dà la possibilità di farlo ovunque, in qualsiasi momento e da qualunque dispositivo. In quest’ottica Ricoh ridefinisce il posto di lavoro con una nuova offerta dedicata al Digital Workplace, che risponde all’esigenza delle aziende di gestire in maniera integrata le informazioni e le comunicazioni superando i confini “fisici” degli uffici, anche grazie ad una serie di soluzioni “smart”- tra cui dispositivi multifunzione, lavagne interattive, videoconferenza e videoproiettori – che dialogano tra loro creando l’ufficio interconnesso. Cambia quindi il concetto di periferica e il multifunzione diventa un hub intelligente su cui convergono informazioni e processi. Mobility, app, cloud e Internet of Things sono al centro della proposta Ricoh per cogliere le sfide dell’innovazione digitale: i dispositivi “mobile” hanno portato gli utenti a far convergere dimensione professionale e personale in un’unica soluzione di continuità: la nuova generazione di multifunzione Ricoh consente di stampare, scansire e condividere documenti direttamente da smartphone e tablet. le app aiutano le aziende a diffondere nuovi servizi e a rafforzare la relazione con gli utenti: lo Smart Operation Panel dei multifunzione Ricoh è facilmente personalizzabile con App scaricabili dall’Application Site. l’utilizzo del cloud è sempre più diffuso: qualsiasi risorsa è disponibile via web dove e quando si vuole. Grazie alla tecnologia Ricoh i documenti possono essere scansiti e salvati sulla “nuvola” e stampati in qualsiasi momento. la diffusione del concetto dello IoT (Internet of Things) ormai riguarda i campi più disparati: oggi sono sempre di più gli oggetti a cui è associata una componente tecnologica che li rende più “smart”, cioè intelligenti e comunicanti. In quest’ottica l’ampia gamma di soluzioni Ricoh è dotata di funzionalità avanzate che semplificano la trasformazione digitale. The post Il Digital Workplace secondo Ricoh appeared first on Data Manager Online.

Lenovo presenta la nuova serie ThinkPad A con AMD Pro

Anche il desktop ThinkCentre M715 nei formati Tower e compatti/SFF è ora disponibile con processore AMD Ryzen Pro Lenovo annuncia una nuova serie di prodotti che amplia il portafoglio ThinkPad. I nuovi notebook ThinkPad A275 e A475 sono i primi modelli ThinkPad di fascia enterprise che adottano la nuova piattaforma AMD Pro. Con una tradizione consolidata da venticinque anni  dei modelli ThinkPad e la potenza multi-tasking e la sicurezza a livello hardware di AMD, la serie A soddisfa le esigenze dei professionisti che lavorano in ufficio ma anche in viaggio. Sono equipaggiati con la potente scheda grafica AMD Radeon R7, con una batteria che può durare un giorno intero, connettività LTE-A e schermo touch per consentire la massima flessibilità necessaria a ottimizzare i processi di lavoro. In aggiunta al ThinkCentre M715 Tiny, arriva il nuovo ThinkCentre M715 Tower e i modelli desktop compatti SFF (Small Form Factor). Dotata di processori AMD PRO o Ryzen PRO, la serie M715 fornisce prestazioni elevate anche durante le attività più intensive come la creazione di contenuti multimediali e la progettazione grafica. La serie ThinkCentre M715 è costruita per durare, garantire affidabilità e sicurezza provata da 200 controlli qualità. “Per 25 anni, il brand ThinkPad ha rappresentato semplicità, funzionalità e affidabilità. E mentre la trasformazione digitale procede a una velocità esponenziale, Lenovo mantiene degli standard eccellenti per soddisfare le esigenze del cliente”, ha dichiarato Federico Carozzi, Head of Product Management di Lenovo Italia. “Con il lancio delle nuove serie ThinkPad A e ThinkCentre M715, abbiamo combinato la versatilità senza compromessi dei device a marchio Think con la potenza multitasking e la sicurezza hardware di AMD PRO per incontrare le esigenze sempre più elevate dei nostri clienti enterprise”. Specifiche tecniche della serie ThinkPad A: Il peso del ThinkPad A275 parte da 1.31 Kg ed è equipaggiato con un display da 12.5 pollici Il peso del ThinkPad A475 parte da 1.57 Kg ed è equipaggiato con un display da 14 pollici Entrambi i display sono forniti con tecnologia antiriflesso, risoluzione massima FHD e funzionalità touch opzionale Sono dotati di processori AMD Pro A12 fino alla 7° generazione con scheda grafica integrata AMD Radeon R7 Fino a 512GB NVMe M2 SSD o 1TB HDD Rete mobile broadband LTE-A Con lettore di impronte digitali per maggiore sicurezza The post Lenovo presenta la nuova serie ThinkPad A con AMD Pro appeared first on Data Manager Online.

Hacker nelle infrastrutture elettriche europee: ecco le prove

Symantec ha analizzato per diverse settimane le mosse del gruppo Dragonfly in azione contro centrali statunitensi e continentali sin dal 2015 Hacker esperti avrebbero preso di mira le centrali elettriche in Europa e negli USA. Ne è sicura Symantec, che ha pubblicato un report in cui descrive le azioni di Dragonfly, un gruppo attivo da diversi anni e già conosciuto nel panorama della sicurezza informatica. Il problema è che dopo vari tentativi di infiltrazione e ipotetiche campagne di spionaggio, gli smanettoni sembra siano riusciti realmente a violare le strutture dei due continenti, sfruttando le sempreverdi trappole del mail phishing. L’attacco in questione sarebbe partito un paio di anni fa ma solo nell’aprile del 2017 ha avuto un boost significativo, probabilmente grazie al supporto di uno stato ostile. Cosa succede Stando ai ricercatori, atti intrusivi del genere non vanno circoscritti alla sola operazione contro una certa azienda o centrale. Nell’ottica di un conflitto più ampio, gli hacker starebbero preparando la strada ai governi a cui si riferiscono, per facilitare la distruzione di infrastrutture critiche e creare danni su vasta scala. Secondo il rapporto, sono dozzine le reti già colpite, molte negli USA ma anche in Svizzera e in Turchia. Anche se non fa mai riferimento a probabili mittenti, Symantec nota come parte del codice infetto riscontrato nei sistemi violati sia lo stesso visto qualche tempo fa in Russia mentre altre parti hanno un precedente in Francia. Ciò fa pensare a un cambio di strategia dei criminali, che tendono sempre più spesso a confondere le loro tracce, disseminando prove in giro per il mondo così da rendere più complicate le procedure di monitoraggio. Il gruppo Dragonfly è stato individuato nel 2011 e operazioni a lui ricondotte arrivano sino al 2014. Da quel tempo sembra aver fermato l’attività, fino all’analisi più recente, anche se gli analisti pensano che i membri abbiano dirottato le scorribande in altri team, come gli Energetic Bear e i Koala, riferiti spesso agli stessi soggetti con forti legami moscoviti. The post Hacker nelle infrastrutture elettriche europee: ecco le prove appeared first on Data Manager Online.

Scoperta Gazer, la backdoor russa che spia ambasciate e consolati in Europa

I ricercatori di ESET, il più il più grande produttore di software per la sicurezza digitale dell’Unione europea, hanno pubblicato i risultati di una ricerca condotta sulla backdoor Gazer – collegata al noto gruppo di cyber spionaggio russo Turla – che è stata utilizzata nell’ultimo anno in attacchi a consolati, ambasciate, ministeri e altre istituzioni pubbliche in varie parti del mondo, prevalentemente localizzate nell’Europa dell’Est e nei paesi dell’ex Unione Sovietica. Il successo di Gazer può essere spiegato dai metodi avanzati che utilizza per spiare i propri obiettivi e dalla sua capacità di rimanere attivo sui dispositivi infetti, lavorando nell’ombra per spiare il più a lungo possibile un computer.Per evitare di essere scoperto, Gazer agisce esattamente come le altre backdoor create da Turla ovvero modifica di continuo le stringhe all’interno del proprio codice, randomizza i marcatori e cancella i file in modo sicuro. Gli attacchi alle ambasciate e ai ministeri effettuati finora tramite Gazer mostrano tutte le caratteristiche principali delle campagne di cyber spionaggio attribuite a Turla, che utilizzano tecniche di spear-phishing per distribuire una backdoor di primo stadio, cui si affianca una backdoor di secondo stadio che cattura le informazioni dal computer infetto e le invia al gruppo di cyber criminali tramite connessione ai server C&C. Tutte le organizzazioni, da quelle istituzionali, diplomatiche, di vigilanza, alle aziende private, dovrebbero prendere coscienza sulla pericolosità di queste nuove minacce sofisticate come Gazer e adottare una difesa stratificata per ridurre le possibilità di una violazione dei loro sistemi di sicurezza. The post Scoperta Gazer, la backdoor russa che spia ambasciate e consolati in Europa appeared first on Data Manager Online.

Parkinson, nuova terapia a base di antiossidanti

Una ricerca sta studiando il modo di bloccare il Parkinson prima che si creino danni degenerativi Il morbo di Parkinson è determinato da un innesco di eventi che alla fine portano al danneggiamento dei neuroni. I ricercatori dell’università Northwestern, guidati da Dimitri Krainc, hanno ricostruito questa serie negativa scatenante e sono anche riusciti identificare una sostanza in grado di interromperla, bloccando così il progredire della malattia. Di recente è stato messo a punto un orologio da polso capace di eseguire un test in soli 10 secondi, allo scopo di diagnosticare il Parkinson.  Cosa scatena il Parkinson? Descritto sulla rivista Science, il risultato apre a nuove promettenti possibilità di cura. Gli scienziati hanno scoperto che a innescare la cascata di eventi negativi sono i danni ossidativi alla dopamina, neurotrasmettetitore del cervello collegato ai meccanismi della ricompensa e motivazione. Una volta che i neuroni muoiono  con la dopamina, nell’area del cervello che controlla il movimento si sviluppa la malattia. Nei malati di Parkinson la perdita dei neuroni legata all’invecchiamento risulta quindi molto più consistente che nei soggetti sani. L’idea dei ricercatori è quindi quella di intervenire precocemente con un antiossidante, prima che il neurone risultino comprimessi, in modo da migliorarne le funzioni. I ricercatori hanno scoperto che il meccanismo nei topi è diverso da quello umano e hanno identificato la cascata tossica di disfunzioni dei mitocondri e lisosomi alla base dei danni. Per bloccarla gli scienziati hanno voluto  intervenire subito sui neuroni della dopamina trattandoli con degli antiossidanti specifici, in modo da diminuire o prevenire gli effetti tossici. Per future terapie anche se, ammettono i ricercatori, identificare le persone con questo processo ad uno stadio iniziale può essere difficile, perchè i danni prodotti non si manifestano ancora con sintomi. In tal senso saranno molto importanti i test genetici, oltre alle immagini del cervello fatte con esami diagnostici. (Ats) The post Parkinson, nuova terapia a base di antiossidanti appeared first on Data Manager Online.

Sherlock sceglie Orange Business Services

Sherlock connette il suo dispositivo antifurto per biciclette con sistema GPS integrato alla rete globale IoT di Orange Business Services Sherlock, una startup Internet of Things (IoT) per la sicurezza delle biciclette con sede a Torino, ha firmato un accordo con Orange Business Services per supportare il proprio business globale con connettività IoT e un portale di gestione per i prossimi tre anni. Sherlock incorporerà le schede SIM di Orange nella sua soluzione antifurto invisibile per biciclette, attualmente in fase di lancio in Europa e Nord America. La soluzione “aftermarket” consiste in un piccolo dispositivo antifurto, progettato per essere nascosto nel manubrio di qualsiasi bicicletta, e un’applicazione mobile. Il dispositivo dispone inoltre di un modulo GPS integrato per la localizzazione, un modulo GPRS per la connettività Internet e Bluetooth a basso consumo energetico. Due anni di connettività di rete sono inclusi nel prezzo di acquisto. Una volta installato, il dispositivo è praticamente impossibile da individuare per un ladro e non altera l’aspetto della bicicletta. Funziona anche come identificatore univoco per il veicolo grazie al suo “passaporto per biciclette”: questo documento digitale, progettato lavorando in stretta collaborazione con la Polizia municipale di Torino, contiene tutti gli elementi necessari per dimostrare la proprietà del mezzo. Quando viene attivato il dispositivo tramite Bluetooth, il proprietario riceve una notifica in tempo reale sul proprio smartphone se la bicicletta viene spostata o manomessa. È possibile anche individuare la posizione della bicicletta in qualsiasi momento e fornire alle autorità accesso temporaneo alle informazioni tramite un codice unico di tracking. Connettività solida e affidabile Il dispositivo antifurto è venduto direttamente al consumatore, che lo attiva tramite un portale web per un’installazione rapida e semplice sulla propria bicicletta. Le schede SIM Orange sono installate nei dispositivi in fase di produzione e testate prima della spedizione. La connettività globale fornita da Orange significa che il dispositivo è subito pronto all’uso, in roaming su reti diverse per una connessione sempre affidabile. “L’idea di Sherlock è nata dopo aver subito in prima persona il furto di una bici. Sherlock stabilisce una connessione diretta tra il mezzo e il suo proprietario, dando direttamente alla bicicletta la possibilità di chiedere aiuto. Orange Business Services ci aiuterà a offrire ai ciclisti la tranquillità che meritano grazie alla sua connettività solida e affidabile, disponibile senza interruzioni in tutto il mondo”, afferma Pierluigi Freni, CEO di Sherlock. “Negli ultimi anni, la popolarità della bici come mezzo di trasporto è aumentata esponenzialmente, e questo ha portato alla crescita del mercato delle biciclette premium. Le auto dispongono di antifurto già da molti anni, ma finora l’industria ciclistica era rimasta indietro: con Sherlock, i ciclisti non devono più preoccuparsi di subire il furto di una bici costosa. La collaborazione di Orange con Sherlock dimostra come la trasformazione digitale possa essere una forza dirompente, che crea nuovi servizi che rispondono all’evoluzione delle esigenze e delle aspettative delle persone”, ha aggiunto Fabrice de Windt, senior vice president Europa di Orange Business Services. The post Sherlock sceglie Orange Business Services appeared first on Data Manager Online.

TIM confermata nei Dow Jones Sustainability Indices World e Europe

TIM si conferma per il quattordicesimo anno consecutivo nei Dow Jones Sustainability Indices World (DJSI World) e Europe (DJSI Europe). La revisione annuale per l’ammissione agli Indici di Sostenibilità del Dow Jones avviene a seguito di un rigoroso processo di valutazione dell’azienda svolto da agenzie di rating specializzate che, sulla base di oltre 100 domande, ne analizzano la performance finanziaria e non, sulla base di criteri di natura generale e settoriale, che considerano tra gli altri le relazioni con i clienti e le persone del gruppo, l’innovazione e la ricerca, la gestione dei rischi, le strategie relative ai cambiamenti climatici, la catena di fornitura e l’analisi degli impatti socio-ambientali del business. Si tratta di un riconoscimento importante che conferma l’impegno del Gruppo nell’integrazione della sostenibilità all’interno della strategia aziendale. La presenza di TIM negli Indici di Sostenibilità Dow Jones si affianca alla partecipazione del Gruppo in altri importanti indici mondiali di sostenibilità e sistemi di valutazione, come la serie di indici FTSE4Good e Euronext Vigeo Eiris. La presenza di un’azienda negli indici di sostenibilità è un elemento di crescente interesse nella valutazione degli investitori che, con sempre maggiore frequenza, prendono in considerazione anche parametri non finanziari nelle loro scelte di portafoglio, ritenendo le aziende sostenibili meno rischiose nel medio-lungo termine rispetto ad aziende che non soddisfano requisiti di natura ambientale, sociale e di governance. The post TIM confermata nei Dow Jones Sustainability Indices World e Europe appeared first on Data Manager Online.