Galaxy Note8 domani nei negozi dopo un pre-ordine da record
Circa 650 mila le unità bloccate in tutto il mondo, una crescita due volte e mezzo superiore quella del Note7, prima del disastro Un vero e proprio record che sa di ritorno di fiamma tra i consumatori e Samsung. Pochi giorni prima dell’arrivo nei negozi del Note8, fissato per domani 15 settembre, i pre-ordini avevano superato quota 650 mila unità, ben oltre quanto fatto dal Note7. Stando ai numeri forniti dalla multinazionale coreana, si tratta di una crescita due volte e mezzo superiore quella del 2016, poco prima che il phablet venisse ritirato in tutto il mondo a causa dei ben noti problemi alla batteria. Un fallimento che pare essere stato dimenticato dagli utenti, tanto da spingerli a richiedere in massa il dispositivo, più di quanto fatto sinora. Il motivo? Prima di tutto l’aver declinato un oggetto di design e innovazione come il Galaxy S8 in qualcosa più vicino alla produttività e al business. Certo il prezzo non è banale, 999 euro al lancio, ma quest’anno i top di gamma hanno deciso di sfondare le etichette raggiunte in precedenza. I numeri del rilancio Le 650 mila unità già bloccate sono arrivate nei primi cinque giorni dall’avvio delle prevendite, che consentono di portarsi a casa non sol il dispositivo ma pure DeX, il dock per trasformare lo smartphone in un piccolo computer, quando connesso a un monitor esterno (ha persino delle piccole ventole per il raffreddamento). Il dato più interessante è che i consumatori non sembrano esser stati frenati dall’aumento del prezzo anzi, il Galaxy più costoso ha riscosso un interesse che forse nemmeno la stessa Samsung si aspettava. E tutto ciò a ridosso della presentazione dei nuovi iPhone da parte di Apple, che pure dovrebbe rosicchiare utenti alla rivale, un’ulteriore prova di stima da parte del pubblico, dopo mesi in cui la serie Note vagava nella più totale incertezza. The post Galaxy Note8 domani nei negozi dopo un pre-ordine da record appeared first on Data Manager Online.
Quando le Unified Communications diventano strumento per la compliance
Per assicurarsi la conformità agli standard PCI o al GDPR è necessario tutelare i dati sin dalla prima condivisione delle informazioni tra cliente e azienda: spesso già nei call center Oggi come mai prima si tributa massima attenzione alla salvaguardia dei dati sensibili. Il nuovo regolamento europeo per la protezione dei dati (GDPR) è solo l’ultimo di un lungo elenco di oneri a carico delle aziende, spesso già alle prese con l’adempimento agli standard per la protezione dei dati e la sicurezza delle transazioni effettuate con carte bancarie (PCI). Alle organizzazioni è richiesto un aumento del livello di sicurezza sulla base di strategie per la protezione dei dati imperniate sulle modalità di archiviazione e tutela delle informazioni trattate da una data organizzazione. Ma a partire da dove? Nel caso di aziende dotate di call center o centri di contatto cui vengono comunicati i dati della carta di credito o informazioni personali sensibili da parte dei clienti, con quali strumenti le aziende proteggono i clienti e se stesse? Conoscere i rischi Già in occasione di questo primo contatto i dati sono esposti a numerosi rischi, accidentali come intenzionali. Per errore o disinformazione, l’operatore di un call center potrebbe per esempio registrare più dettagli sulle modalità di pagamento selezionate dal cliente di quanto autorizzato dagli standard PCI o archiviare tali dati su supporti poco sicuri. Analogamente, il GDPR impone specifiche limitazioni in merito a quando e come le organizzazioni possono archiviare dati, per quanto tempo e in che modo li tutelano. Inoltre, le imprese devono essere pronte a condividere i dati con i clienti o con altre aziende, qualora il cliente ne faccia richiesta. Una richiesta che spesso giungerà in primis al call center. I rischi non si limitano a fattori interni all’organizzazione. Aggressori esterni potrebbero vedere il call center come l’anello più debole nella sicurezza di un’organizzazione: la necessità di rendere accessibili i dati a operatori e clienti e l’incidenza dell’errore umano si trasformano facilmente in una violazione delle informazioni riservate. Alla luce di sanzioni legate all’adempienza agli standard PCI che aumentano esponenzialmente a dipendenza dalla somma dei dati messi a rischio e del tempo necessario per identificare e correggere eventuali problemi e a fronte delle sanzioni previste dal GDPR, che possono ammontare a diversi milioni di euro in base al fatturato aziendale, le sole conseguenze finanziarie dell’inadempienza possono essere catastrofiche. Se poi vi aggiungiamo i potenziali danni reputazionali è chiaro che le organizzazioni devono garantire la massima tutela dei dati dei clienti a partire dall’avamposto più esterno del proprio perimetro. Assumere il controllo Le imprese possono fare molto per proteggere i loro clienti e se stesse attraverso un uso corretto dell’infrastruttura per le telecomunicazioni. Ogni call center è sicuramente dotato di linee guida e protocolli che gli operatori sono tenuti a seguire per assicurare che i dati siano protetti. Adottando le Unified Communications l’azienda si assicura la vigilanza su ogni canale di comunicazione con il centro di contatto, dalla messaggistica istantanea, alle chiamate, fino ai moduli utilizzati dai dipendenti per l’inserimento dati, riducendo notevolmente il rischio di errore o eventuali tentativi fraudolenti di alterare il processo di registrazione delle informazioni. Una soluzione per le Comunicazioni Unificate (UC) ben progettata non è solo in grado di registrare tutte le comunicazioni, quindi di dimostrare la non colpevolezza degli operatori in caso di necessità o di identificare rapidamente una qualsivoglia attività dolosa. Le UC possono anche garantire che le informazioni sensibili, come i dettagli della carta di credito, siano archiviate al posto giusto, nel formato corretto, riducendo il rischio che gli impiegati dispongano di troppe informazioni. Allo stesso modo, è possibile limitare le comunicazioni tra clienti e operatori o tra gli stessi dipendenti a specifici canali e determinati orari – riducendo nuovamente il rischio di un’eccessiva condivisione dei dati. Limitare le vulnerabilità Utilizzare le UC per ridurre l’incidenza di errori cagionati dall’uomo contribuisce ad arginare una singola vulnerabilità, ma le organizzazioni devono proteggersi anche contro attacchi esterni. Il primo più probabile obiettivo di qualsiasi attacco al call center saranno gli operatori stessi: se dovessero comunicare informazioni sensibili poiché raggirati, sarà piu difficile individuare l’attacco. In primo acchito parrebbe quindi che i dipendenti siano il solo punto debole e che il mero monitoraggio delle comunicazioni non sia tutela sufficiente in situazioni simili, ma non è così. A fronte della dismissione delle linee telefoniche tradizionali in favore di linee telefoniche basate su IP (SIP trunking), garantirsi accesso alla rete aziendale tramite l’infrastruttura per la telefonia via Internet è un obiettivo particolarmente allettante per i cybercriminali. Anche qualora un attacco andato a buon fine non infici la riservatezza dei dati dei clienti, esso può avere altre implicazioni, ad esempio l’attaccante potrebbe prendere possesso dei telefoni IP per avvalersene tramite reti robocall. Le organizzazioni dovrebbero informarsi sul livello di sicurezza garantito dal fornitore della linea IP (SIP trunk), e quindi decidere se è il caso di adottare ulteriori misure di protezione: il gestore della linea ha adottato sistemi in grado di riconoscere, individuare e respingere quanto meno gli attacchi noti? E’ fuor di dubbio che il controllo sia un elemento essenziale nella tutela contro gli attacchi esterni. Ma se i dispositivi utilizzati dagli operatori sono autorizzati a svolgere esclusivamente determinate mansioni e possono comunicare solo a senso unico, il rischio che se ne abusi per carpire dati è potenzialmente ridotto. Ci sono ovviamente anche strumenti tecnici per proteggere la connessione, implementati in soluzioni UC di nuova generazione, che spaziano dalla cifratura dei dati e delle comunicazioni al monitoraggio di ogni comportamento sospetto indice di minaccia. Conformità alle normative- imposizione o opportunità? Per quanto oneroso, un corretto approccio agli adempimenti normativi favorisce lo sviluppo delle pratiche migliori a tutela dei consumatori e clienti, oltre a consentire alle aziende di lavorare meglio grazie all’adozione di tecnologie allo stato dell’arte. A fronte degli standard PCI, del GDPR e dei regolamenti sulla protezione della privacy a venire, le imprese che impostano la gestione dei propri rapporti con la clientela su strategie di controllo e tutela dei canali di comunicazione impiegati
Salone di Francoforte 2017: la nuova SEAT Leon CUPRA R
La Leon CUPRA R non solo è la SEAT stradale più potente di sempre, ma anche la versione più esclusiva, creata per i clienti più esigenti La SEAT CUPRA R fa il suo debutto al Salone di Francoforte, ridefinendo il concetto di esclusività, prestazioni e distintività SEAT nell’ambito della gamma CUPRA. Solamente 799 fortunati Clienti avranno la possibilità di mettersi al volante della Leon CUPRA R, l’auto più potente ed esclusiva mai prodotta dalla SEAT. Si tratta infatti di un’edizione limitata destinata agli estimatori alla ricerca di un’auto ancor più esclusiva all’interno del mondo CUPRA. Perché, se un Cliente CUPRA si distingue per la passione per le auto sportive, caratterizzate ovviamente da un perfetto equilibrio tra dinamismo, comfort, versatilità, sicurezza e tecnologia, la nuova SEAT Leon CUPRA R rappresenta ora l’apice dell’esclusività, in grado di portare il piacere di guida a un livello superiore e mai sperimentato prima in SEAT. Ulteriori doti sportive, certo, ma soprattutto le caratteristiche di un modello esclusivo che non sarà prodotto in ulteriori unità. Una dimostrazione di tecnologia, sicurezza, connettività, versatilità, design e dinamismo ai massimi livelli: in pratica, la miglior rappresentazione delle qualità e di ciò che la SEAT è in grado di fare, ragion per cui sarà disponibile per soli 799 fortunati Clienti. La SEAT Leon CUPRA R sarà disponibile in due versioni, entrambe a trazione anteriore. 300 unità verranno prodotte con cambio DSG a sei rapporti e il già noto propulsore 2.0 TSI 300 CV, mentre le restanti 499 saranno dotate di cambio manuale, sempre a sei rapporti. Pur montando lo stesso propulsore, la versione con cambio manuale è oggetto di un lieve incremento di potenza, arrivando a 310 CV e stabilendo così un nuovo record per il Marchio spagnolo. La Leon CUPRA R è equipaggiata con le tecnologie più avanzate ed efficienti, per soddisfare le richieste dei Clienti più esigenti. Per sfruttare al meglio un propulsore così brillante, la Leon CUPRA R è equipaggiata di serie con DCC (Regolazione adattiva dell’assetto), sterzo progressivo e differenziale autobloccante Haldex. Al volante della Leon CUPRA R sarà possibile selezionare la modalità di guida desiderata tra le cinque disponibili (Comfort, Sport, Eco, Individual e, chiaramente, CUPRA R, in grado di aumentare le emozioni alla guida). La carrozzeria della nuova SEAT Leon CUPRA R è stata oggetto di notevoli ritocchi. Gli specchietti esterni sono rivestiti in rame, gli esclusivi cerchi in lega da 19” hanno un nuovo design ad hoc e le ruote sono accentuate energicamente da nuovi passaruota più ampi, per tirar fuori tutto il carattere della vettura. La fibra di carbonio è tra gli elementi visivi più impattanti della nuova Leon CUPRA R, essendo presente nell’alettone anteriore e posteriore, nelle minigonne laterali e nel diffusore posteriore che arricchisce il potente ed esclusivo doppio impianto di scarico. E il design del paraurti anteriore non è da meno, rafforzato dal nuovo design delle prese d’aria laterali. Per quanto riguarda gli interni, il numero di serie inciso nella console (proprio davanti alla leva del cambio) ci ricorda che siamo in presenza di una serie limitata. I sedili avvolgenti, il volante e la leva del cambio hanno cuciture in fil di rame e sono rivestiti in Alcantara. Il color rame viene ripreso anche sul bordo del pannello di controllo, mentre i rivestimenti dei pannelli delle porte richiamano la fibra di carbonio. La strumentazione di bordo ha nuovi dettagli estetici, vi è una nuova leva del cambio in colore bianco e, premendo il pulsante di accensione, sullo schermo touch a colori da 8” appare un esclusivo messaggio di benvenuto della CUPRA R. CUPRA rappresenta un’evoluzione che, con suoi vent’anni di storia e una linea di auto sportive e altamente prestazionali, ha saputo conquistare i Clienti più esigenti. Nel 2016, per esempio, le vendite della Leon CUPRA hanno superato le 9.000 unità, raggiungendo il 2% del totale di vendite SEAT. Nei primi sette mesi di questo 2017 le vendite del modello hanno già superato le 5.000 unità, con una previsione di vendite totali per quest’anno di 10.500 unità. In questo contesto, la SEAT prevede di portare lo spirito CUPRA oltre l’auto in sé, creando un universo intorno al marchio che includa esperienze uniche con le future auto, merchandising e collaborazioni. Questo nuovo “mondo CUPRA” porterà inoltre alla creazione di una rete specifica di concessionari SEAT nei quali verrà integrato uno spazio differenziato e ad hoc in cui i Clienti potranno provare i modelli sportivi. Wayne Griffiths, Vicepresidente SEAT per Vendite e Marketing, ha condiviso che “fin dai suoi albori, CUPRA rappresenta un simbolo di evoluzione e innovazione per la SEAT, con una stretta correlazione tra pista e strada”. “In alcuni mercati, come ad esempio in Germania, dove CUPRA è estremamente popolare, le vendite rappresentano il 10% del totale di vendite Leon. Questo scenario cifa credere fortemente che sia ora di portare CUPRA su un altro livello”, ha poi aggiunto. La produzione della nuova SEAT Leon CUPRA R inizierà la seconda settimana di novembre, mentre il lancio sul mercato è previsto alla fine dell’anno. Un po’ di storia La nuova Leon CUPRA R è il quinto modello SEAT a portare questo nome. La prima fu la Ibiza CUPRA R 1.8 20VT 180 CV, introdotta alla fine del 2000. Si trattava del primo modello stradale progettato da SEAT Sport, sviluppato sulla base della seconda generazione della Ibiza in sole 200 unità. Montava freni Brembo maggiorati sull’anteriore, era più ampia, aveva cerchi più grandi, pneumatici OZ e ammortizzatori più rigidi. Era equipaggiata di serie con ESP e aria condizionata, cinture di sicurezza di colore rosso e sedili avvolgenti con applicazione del distintivo badge SEAT Sport. Al Salone di Barcellona del 2001 venne presentata invece la prima Leon CUPRA R, sempre creata da SEAT Sport e messa in vendita l’anno successivo. Anche in questo caso con un propulsore 1.8 20VT, stavolta in grado di erogare 210 CV. Rispetto alla prima Leon CUPRA, equipaggiata con un propulsore aspirato e trazione integrale, la CUPRA R era caratterizzata da trazione anteriore e, perciò, un minor peso,
Citrix Cloud si stabilisce nell’Unione Europea
Per andare incontro alle esigenze delle aziende che lavorano in Europa, Citrix ha creato una nuova “cloud region” europea, aggiungendo Francese, Tedesco e Spagnolo come linguaggi nativi a supporto dell’ Interfaccia Utente Amministratore (UI). Queste caratteristiche saranno disponibili a partire dalla fine del mese. I servizi di Citrix Cloud e il piano di gestione sono stati resi disponibili a livello globale dal momento del lancio. Alcuni dei principali clienti dei servizi di Citrix Cloud si trovano proprio in Europa e stanno vivendo un positivo momento di crescita. Aziende operanti nel settore della sanità in Inghilterra o in quello finanziario in Svizzera hanno effettuato la migrazione da tecnologie Citrix on-premise ai servizi di Citrix Cloud e nuovi clienti scelgono la piattaforma gestita per velocizzare il deployment, eliminare il bisogno di continui aggiornamenti, evitare spese legate all’infrastruttura e godere di tutti gli altri benefici del Software as a Service. La nuova region europea rafforza la presenza globale di Citrix e i servizi Cloud oggi disponibili includono: 2 regioni per Citrix Cloud che operano a livello globale 4 lingue supportate nell’Interfaccia Utente Amministratore 19 aree per ShareFile Storage 7 regioni per il servizio XenMobile 14 puinti di presenza per NetScaler Gateway I clienti dei servizi di Citrix Cloud potranno scegliere un’area nel corso del processo di sottoscrizione o registrazione ai servizi di Citrix Cloud. Non per tutti i servizi sarà possibile avere istanze localizzate La tabella che segue elenca le istanze localizzate e indica quali servizi saranno invece erogati da oltreconfine. Servizi US EU Citrix Cloud region Sì Sì XenApp e XenDesktop Service Sì Sì XenDesktop Essentials Service Sì Sì XenApp Essentials Service Sì Sì Secure Browser Service Sì Sì Cloud StoreFront Sì Sì XenMobile Service Scegliere tra le diverse location tra quelle selezionate nella region di Citrix Cloud ShareFile Scegliere tra le diverse location tra quelle selezionate nella region di Citrix Cloud App Layering Sì USA Smart Tools Sì USA Labs Services Sì USA NetScaler Services Sì USA NetScaler Gateway Access Nodes / POP Nodi globali multipli, il traffico viene incanalato per offrire la miglior esperienza utente *uses the chosen Citrix Cloud Region Indipendentemente da quale area si sceglie per i servizi di Citrix Cloud, tutti i dati dei clienti vengono archiviati in location gestite che restano sotto il completo controllo dei clienti. Citrix non è in grado di accedere a quei dati e a cambiare la loro collocazione spostandoli da un’area all’altra. Questo offre maggior protezione ai dati ed è una caratteristica distintiva del livello di sicurezza offerto dall’architettura Cloud di Citrix. Citrix offre un support completo 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana e 365 giorni all’anno. I team di Citrix in tutto il mondo sono sempre disponibili per assicurare ai clienti l’assistenza di cui hanno bisogno. Citrix continuerà a supportare ogni cloud e ogni hypervisor, inoltre, al fine di andare incontro alle esigenze dei clienti ovunque si trovino nel loro viaggio verso il cloud, Citrix continuerà ad aggiungere nuove aree geografiche e un maggior supporto a livello di linguaggi nativi. The post Citrix Cloud si stabilisce nell’Unione Europea appeared first on Data Manager Online.
Ford presenta la nuova Mustang, ancora più veloce, tecnologica e inconfondibile

La nuova Ford Mustang offrirà motori più potenti, tecnologie avanzate e il suo stile inconfondibile per gli appassionati europei dell’iconica hero car Ford presenta la nuova Mustang per il mercato europeo, con un nuovo elegante design, motori e sospensioni aggiornati, tecnologie di assistenza alla guida innovative e molte inedite possibilità di personalizzazione per l’iconica hero car dell’Ovale Blu. L’inconfondibile profilo della hero car si presenta con un aspetto più elegante e sportivo, reso ulteriormente sinuoso dai fari a LED e da una rinnovata cartella colori che prevede 11 tonalità per la carrozzeria degli esterni, oltre a nuove opzioni per le finiture dei cerchi in lega. La nuova Mustang sarà più veloce che mai, con un motore V8 5.0 da 450CV, abbinato a un nuovo cambio automatico a 10 rapporti. Messa a punto per soddisfare le aspettative di guida degli automobilisti europei, il divertimento alla guida della nuova Mustang sarà garantito dalla presenza dei nuovi ammortizzatori MagneRide e dalle funzioni Drive Modes, che ora includono anche la modalità personalizzabile My Mode. La nuova tecnologia di regolazione del sound dello scarico (Active Valve Performance Exhaust) offre l’innovativa modalità Good Neighbour, per una guida più silenziosa durante alcune fasce orarie. Le tecnologie di assistenza alla guida, disponibili a bordo della nuova Mustang, che migliorano i momenti trascorsi al volante infondendo una maggiore tranquillità, annoverano il dispositivo di frenata automatica d’emergenza con assistenza pre-collisione e riconoscimento dei pedoni (Pre-Collision Assist with Pedestrian Detection) e il mantenimento della corsia di marcia (Lane Keeping Aid). Le raffinate caratteristiche degli interni completamente rinnovati, presentano materiali morbidi al tatto e un quadro strumenti digitale LCD da 12 pollici, per un’esperienza distintiva e unica. “La passione europea per Mustang si è dimostrata ancora più grande di quanto potessimo immaginare: sono già 30.000 le Mustang che portano lo stile di uno degli esemplari più iconici dell’automobilismo sulle strade del nostro continente”, ha dichiarato Steven Armstrong, Group Vice President e President, Europe Middle East and Africa, Ford Motor Company. “Sono poche le auto in circolazione che possono vantare una tale combinazione di storia, stile e performance e trasmetterlo a un pubblico così ampio. La nuova Mustang ne sarà un’ulteriore conferma”. Inconfondibilmente Mustang Gli esterni conferiscono alla nuova Mustang un aspetto più elegante e sportivo, pur mantenendone inalterato lo stile, immediatamente riconoscibile e perfezionato nel corso di oltre 50 anni di produzione. Il profilo del cofano è ora più ribassato, con le bocchette di ventilazione integrate, caratterizzate dal nuovo design delle griglie inferiori che danno alla nuova Mustang un aspetto più slanciato e aggressivo, migliorandone l’aerodinamica. Il design deciso della parte posteriore dell’iconica hero car è stato ulteriormente enfatizzato da paraurti e diffusore ridisegnati, che integrano un terminale a quattro scarichi, di serie per il modello V8 5.0, e che ne sottolinea potenza e performance. Inoltre, la nuova Mustang sarà disponibile con un nuovo spoiler, optional, per un profilo ancora più sportivo. I fari della nuova Mustang, le luci diurne, gli indicatori di direzione e le iconiche luci di coda tridimensionali sono oggi ancora più luminose, brillanti e ad alta efficienza energetica, tutte dotate di tecnologia LED, di serie per la versione europea, che include anche la disponibilità di fari fendinebbia. Anche il design dei fari anteriori è stato ridisegnato per coniugarsi alla forma trapezoidale della griglia superiore. Grazie a una più ampia scelta di personalizzazioni, la nuova Mustang farà battere ulteriormente i cuori degli appassionati. Infatti, saranno disponibili tre nuovi vivaci colori metallizzati: Kona Blue, Orange Fury e Royal Crimson Red. I nuovi cerchi in lega da 19 pollici sono previsti in diverse finiture, ciascuna delle quali con caratteristiche esclusive, tra cui le versioni con finitura Luster Nichel e Polished Aluminium. Anche all’interno la nuova Mustang restituisce l’esclusività del puro stile Ford Performance. Materiali soft-touch caratterizzano i rivestimenti delle porte, mentre le maniglie sono rifinite con dettagli in alluminio. La consolle centrale è rifinita a mano, con cuciture a contrasto che creano una sensazione di sportività e raffinatezza nell’abitacolo. Il pannello dei comandi è disponibile in quattro nuove finiture in alluminio. Prestazioni adrenaliniche Prestazioni e divertimento alla guida sono due elementi intrinsecamente legati al DNA di Mustang sin dal suo primo lancio, nel 1964. Nuove motorizzazioni, telaio e miglioramenti tecnologici consentono alla nuova Mustang di garantire un’esperienza di guida emozionante, come mai prima d’ora. Il motore V8 5.0 di Ford è stato ulteriormente aggiornato, per offrire più potenza e una gamma di giri più alta, rispetto al passato. La potenza massima di 450CV è supportata dall’introduzione del nuovo sistema benzina multi-iniezione diretta, ad alta pressione, che ne aumenta il rendimento a ogni regime motore. La nuova Mustang 2.3 EcoBoost è in grado di sprigionare 290CV, garantendo una risposta immediata e un’esperienza di guida entusiasmante, grazie al nuovo cambio automatico Ford a 10 rapporti e alla funzione ‘overboost’ che, alla richiesta di massima potenza del guidatore, aumenta per un periodo limitato la pressione del turbocompressore, in modo da fornire ulteriore coppia motrice. Il nuovo cambio a 10 rapporti permette un incremento dell’efficienza e dell’accelerazione. La centralina di controllo elettronico del cambio adatta le caratteristiche del sistema in base alle diverse modalità di guida selezionabili (Drive Modes). Inoltre, il sistema di selezione marcia adattativo, consente alla trasmissione di adeguarsi in tempo reale alle condizioni stradali, per selezionare la marcia giusta in qualsiasi situazione. I paddle al volante garantiscono al guidatore il massimo del controllo. “In genere, quando si effettua un cambio marcia, si perde tempo,” ha commentato Matthias Tonn, Mustang Chief Programme Engineer, Ford of Europe. “La nuova trasmissione a 10 marce di Mustang permette al motore di erogare il massimo di potenza e coppia durante il cambio marcia, per un’accelerazione più rapida e performance ottimali. Ci aspettiamo che il risultato sia la più veloce accelerazione che una Ford Mustang abbia mai avuto”. Il cambio manuale a 6 rapporti è stato migliorato per gestire la potenza del motore V8 5.0, con una frizione a doppio disco e volano a doppia massa, per una maggiore durata e velocità di innesto. Il motore integra
HP punta sulla tecnologia 3D per rivoluzionare il settore calzaturiero
La prima soluzione end-to-end al mondo che offre raccomandazioni ad hoc su scarpe e solette pronte da indossare, solette stampate in 3D e calzature su misura HP Inc. ha annunciato FitStation by HP, una nuova piattaforma che consentirà di realizzare e personalizzare calzature su misura attraverso innovative tecnologie di scansione 3D, analisi dinamica dall’andatura e produzione. FitStation rappresenta il prossimo passo nel percorso dell’azienda per reinventare il modo in cui il mondo progetta e produce con le tecnologie commerciali di stampa 3D. FitStation by HP è un’innovativa piattaforma hardware e software che acquisisce scansioni 3D del piede, misurazioni della pressione plantare, analisi dell’andatura e dati volumetrici 3D per creare un profilo digitale, di ciascun piede, unico nel suo genere. Si tratta della prima soluzione end-to-end al mondo che offre raccomandazioni ad hoc per scarpe e solette pronte da indossare, solette stampate in 3D e calzature personalizzate su misura. Il sistema utilizzerà la tecnologia HP Multi Jet Fusion per la produzione di una soletta stampata in 3D. “FitStation è una piattaforma realmente rivoluzionaria che migliorerà la vita delle persone e cambierà il modo di acquistare scarpe e solette”, ha dichiarato Louis Kim, Global Head della divisione Immersive Computing, Personal Systems di HP Inc. “Siamo reinventando l’esperienza di acquisto delle calzature, introducendo un livello di personalizzazione senza precedenti. Sfruttiamo le capacità di HP nel campo della scansione e della stampa 3D per dare vita a questa vision di realtà mista e stiamo collaborando con importanti partner nel settore calzaturiero per sviluppare questa rivoluzionaria piattaforma”. FitStation produce le prime solette al mondo stampate in 3D, realizzate tramite scansione 3D e analisi dinamica dell’andatura2, mentre Superfeet, l’azienda leader nelle innovative solette over-the-counter, ha avviato un progetto pilota con la piattaforma in negozi selezionati tra gli oltre 4.000 punti vendita in cui è presente. Steitz Secura, l’azienda specializzata nelle calzature antinfortunistiche con sede in Germania, userà FitStation per rafforzare la propria focalizzazione sul comfort, la prevenzione e la sicurezza “Per 40 anni abbiamo definito lo standard in termini di forma e vestibilità. Fino a oggi, la tecnologia per la creazione di una soletta stampata in 3D che soddisfasse esattamente gli standard di Superfeet non esisteva”, ha commentato Eric Hayes, Chief Marketing Officer di Superfeet. “La nostra nuova soluzione ci consente di personalizzare forma e vestibilità a un livello senza precedenti”. “Questa campagna per l’innovazione del comparto calzaturiero rende la nostra azienda assolutamente all’avanguardia nel settore”, ha affermato Michael Huth, CEO di Steitz Secura. “L’idea di scarpe antinfortunistiche personalizzate è una vera e propria innovazione e rappresenterà lo standard di riferimento per il futuro”. Informazioni su FitStation FitStation sta reinventando l’esperienza di acquisto nei negozi per i consumatori grazie a innovative tecnologie end‑to‑end per le calzature che consentono di creare prodotti personalizzati e con una indossabilità estremamente precisa, realizzati sul momento e con una facilità e una velocità senza precedenti. La piattaforma digitale per la scansione del piede consente ai clienti di creare un profilo, scegliere di ricevere raccomandazioni personalizzate per le scarpe e le solette pronte da indossare, richiedere solette stampate in 3D completamente personalizzate o progettare un paio di calzature su misura realmente personalizzate. Questa soluzione unica nel suo genere analizza ogni piede utilizzando una combinazione di scansione 3D e tecnologia di misurazione della pressione plantare per fornire un’analisi completa dell’andatura per ciascun cliente. FitStation analizza i dati e produce dettagli per scarpe su misura con intersuole a iniezione di poliuretano, con una densità variabile a seconda delle esigenze dei clienti. Grazie alle capacità di scansione 3D di FitStation, la soluzione acquisisce la lunghezza, la larghezza e i dati volumetrici del piede del cliente e li confronta con le scarpe disponibili per identificare il modello ideale. FitStation fornisce inoltre raccomandazioni per le solette preconfezionate, per un ulteriore supporto nelle calzature. I consumatori non saranno gli unici a trarre vantaggio da questa soluzione. La nuova tecnologia ha il potenziale per rivoluzionare il settore calzaturiero trasformando completamente l’abituale supply chain. FitStation consente la fabbricazione in loco e in tempi brevi, consentendo ai rivenditori di offrire prodotti che non devono tenere a magazzino. Con FitStation, i rivenditori possono ridurre i resi offrendo ai clienti scarpe con una calzata perfetta e ottimizzate in termini di comfort e funzionalità. The post HP punta sulla tecnologia 3D per rivoluzionare il settore calzaturiero appeared first on Data Manager Online.
Amazon porta lo streaming di Music Unlimited in Italia
Amazon Music Unlimited offre un catalogo di 50 milioni di brani, ascolto offline e niente pubblicità allo stesso prezzo di Spotify Gli utenti italiani hanno oggi una nuova alternativa a Spotiy ed Apple Music per l’ascolto di musica online. Amazon ha portato nel nostro Paese la sua piattaforma Music Unlimited che per 9,99 euro al mese consente di accedere a un catalogo di 50 milioni di brani fruibili in streaming da PC e mobile sia iOS sia Android. Il servizio non prevede messaggi pubblicitari durante l’ascolto e permette di realizzare playlist e ricevere suggerimenti personalizzati basati sulle preferenze degli utenti e le canzoni ascoltate in precedenza. Music Unlimited prevede anche la modalità offline per scaricare i brani direttamente sul proprio dispositivo. “La reazione dei clienti per il lancio di Amazon Music Unlimited negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Germania ci ha entusiasmato e siamo felici di rendere disponibile il servizio ai clienti di Italia, Francia e Spagna. – si legge in una nota del colosso dell’e-commerce – A partire da oggi, Amazon Music Unlimited offrirà ai nostri clienti in Italia playlist e radio curate dai nostri esperti di musica italiani, con i principali artisti del Bel Paese e internazionali; pensiamo che i clienti ameranno questo servizio”. Amazon Music Unlimited ha quindi un costo identico a quello di Spotify, ma per i clienti Amazon Prime ci sono alcune agevolazioni. Questi potranno accedere per 12 mesi al servizio pagando 99 euro (con un risparmio di 2 mensilità) e riceveranno un’offerta temporanea con un credito di 10 euro con cui sottoscrivere un abbonamento mensile. Vantaggi anche per chi ama ascoltare la musica in famiglia. L’abbonamento Family permette di creare fino 6 diversi account per 14,99 euro al mese o 149 euro all’anno per chi è anche cliente Amazon Prime. Ogni membro della famiglia potrà ascoltare musica in streaming in ogni momento e anche in contemporanea con gli altri. I primi 30 giorni di Amazon Music Unlimited sono comunque gratuiti per tutti. The post Amazon porta lo streaming di Music Unlimited in Italia appeared first on Data Manager Online.
Da Dimension Data e Cisco un white paper per contrastare gli attacchi Ransomware
Dimension Data e Cisco pubblicano un nuovo white paper per fornire alle organizzazioni un framework per difendersi dai ransomware Dimension Data e Cisco uniscono le forze e rendono disponibile un white paper per aiutare le organizzazioni a contrastare le minacce ransomware. Intitolato Ransomware: The Pervasive Business Disruptor il documento esamina le tendenze e gli impatti dei ransomware e suggerisce le modalità di risposta prima che le minacce inficino sul business. Sulla base di quanto scaturito dal Report Cisco 2017 Mid-Year Cyber Security, il ransomware costituisce una delle principali minacce per il digital business. A livello globale, circa il 49% delle aziende hanno sperimentato almeno un cyber attacco ransom nel 2016 di cui il 39% sono stati attacchi ransomware. Solamente negli Stati Uniti, il numero di attacchi è aumentato del 300%, dal 2015 al 20161. Questo trend può essere imputato alla crescita dei ransomware-as-a-service (RaaS) registrata nella prima metà del 20172, per i quali i criminali informatici ingaggiano gli operatori di piattaforme RaaS per lanciare attacchi. Matthew Gyde, Group Executive – Security di Dimension Data. “Il rischio è aumentato da quando la criptovaluta e il bitcoin sono diventati un metodo comune per il pagamento di riscatti. In questo modo, i criminali informatici non posso essere tracciati. Tale rischio si aggrava ulteriormente in virtù dell’aumento del numero di dipendenti che lavorano in remoto attraverso i propri dispositivi personali.” L’intelligenza e la ricerca approfondita delle minacce sono fondamentali per superare in astuzia i criminali informatici e uno dei fattori di successo consiste nel riuscire a contrastare gli attacchi prima che impattino negativamente sul business,” spiega Gyde. “Ma i controlli sulla sicurezza da soli non sono sufficienti per indirizzare le minacce ransomware e le organizzazioni necessitano di adottare un approccio multi-livello per bloccare la catena dei cyber attacchi. Questo significa identificare le minacce emergenti prima di un attacco, una veloce identificazione, una risposta rapida a un attacco, fino al processo di backup e di ripristino.” Il white paper in oggetto include un framework in sei punti che le organizzazioni dovrebbero considerare per difendersi dagli attacchi ransomware: · Prevedere ed essere aggiornati prima che un attacco si verifichi: ricerca proattiva di quanto accade nel web sommerso, delle exploit che potrebbero essere utilizzate e dei mercati o delle aziende che potrebbero essere oggetto degli attacchi. · Proteggere: gli strumenti per la gestione delle identità e degli accessi (IAM) sono essenziali per la protezione dei dispositivi e degli asset di elaborazione aziendali. Il controllo di accesso alla rete (NAC) garantisce che solamente i dispositivi dotati di impostazioni di sicurezza appropriate e aderenti alle policy di sicurezza IT siano autorizzati ad accedere ai sistemi corporate. · Rilevare: implementazione di tecnologie in grado di rilevare anomalie nell’infrastruttura nel caso in cui si siano infiltrati malware negli endpoint o nella rete. La rete deve essere monitorata per verificare gli indicatori di compromissione. Optare per la rilevazione di traffico malevolo abilitato dall’AI potrebbe aiutare ad automatizzare un’individuazione repentina prima che l’attacco si aggravi. · Risposta: nel momento in cui un incidente ransomware viene identificato gli esperti di sicurezza devono agire velocemente per bloccare i canali di comunicazione dolosi a livello di firewall o IPS e mettere in quarantena le macchine infette. · Ripristino: il backup è una parte critica all’interno di una strategia di ripristino veloce. Inoltre, i sistemi di backup devono impedire la replica di file malevoli crittografati da ransomware. Questo è possibile grazie a una segmentazione dinamica e funzionalità di sicurezza intrinseche. “I recenti attacchi ransomware hanno posto l’accento sul fatto che sono necessari miglioramenti in ogni settore di mercato e nelle aziende di qualsiasi dimensione. Con framework, strumenti e processi appropriati, le organizzazioni saranno meglio strutturate per contrastare efficacemente gli attacchi ransomware,” conclude Gyde. The post Da Dimension Data e Cisco un white paper per contrastare gli attacchi Ransomware appeared first on Data Manager Online.
Forcepoint porta l’analisi comportamentale nel Cloud
La nuova soluzione di analisi comportamentale CASB di Forcepoint aiuta i team di sicurezza di aziende private e pubbliche a ridurre i tempi di azione concentrandosi sull’impatto degli utenti a più alto rischio Il leader mondiale di cybersecurity Forcepoint rinforza ulteriormente il proprio portfolio di sicurezza in cloud per potenziare i team IT con nuovi controlli comportamentali che semplificano la protezione di dipendenti, dati aziendali critici e proprietà intellettuale. Nuove funzionalità ora disponibili in Forcepoint CASB, Forcepoint Web Security e Forcepoint Email Security assicurano che i clienti in tutto il mondo possano approcciare ora il Cloud, con uno sviluppo ulteriore del proprio business, in modo sicuro e affidabile. Secondo Gartner, il tempo medio per rilevare una violazione è di 99 giorni, con un costo medio di 4 milioni di dollari; tuttavia le imprese possono abbreviare il cosiddetto dwell time grazie a dati ed analitiche. L’azienda prevede entro il 2018 che l’80 per cento delle piattaforme di protezione degli endpoint includerà il monitoraggio delle attività e le capacità forensi, aumentando da meno del 5 per cento del 2013 e stimando che almeno il 25 per cento delle violazioni identificate in azienda verrà evidenziata attraverso l’analisi del comportamento degli utenti e degli asset. “Approcciare la security attraverso un filtro human-centric aiuta le organizzazioni a comprendere meglio gli indicatori del normale comportamento informatico e identificare rapidamente attività e operazioni, quali la shadow IT, che rappresentano i maggiori rischi”, ha dichiarato Kris Lamb, vice presidente e direttore generale della BU di Cloud Security di Forcepoint. “Da quando le imprese e le agenzie governative spostano le proprie applicazioni su modelli SaaS e Cloud IT, esse richiedono sistemi intelligenti che rapidamente individuino anomalie, valutano il rischio e facilitino una risoluzione rapida, per proteggere gli utenti e i loro dati in un mondo sempre più lontano dal concetto di perimetro”. Abilitazione delle strategie di sicurezza in cloud Forcepoint è in grado di fornire oggi nuove funzionalità CASB che valutano il rischio di condivisione di file e di altre applicazioni cloud e proteggono dalla perdita di dati aziendali critici e di Proprietà Intellettuale, non archiviati nella rete aziendale. Forcepoint CASB analizza il comportamento dell’utente e le caratteristiche dell’applicazione, ad esempio i dati, il dispositivo e la posizione da dove si accede. Una nuova User Risk Dashboard single-view evidenzia sia le attività dei dipendenti che, appannaggio esclusivo di Forcepoint CASB, il potenziale impatto sul business basato sulle autorizzazioni che l’utente ha all’interno dell’organizzazione. I team di sicurezza possono ora accedere più rapidamente alle informazioni e sono in grado di individuare un potenziale rischio a colpo d’occhio. Inoltre, quando CASB viene utilizzato con Forcepoint Advanced Detection Malware, le organizzazioni possono garantire la protezione dei propri dati, sia da utenti a rischio, che da malware. Le minacce reali che colpiscono imprese ed agenzie governative, oggi possono essere ostacolate tramite le funzionalità di analisi comportamentale di Forcepoint CASB. Ad esempio, le banche che passano dalla fornitura di servizi finanziari e infrastrutture on premise a servizi in cloud, richiedono una maggiore protezione per i dipendenti che utilizzano Microsoft Office 365 e per gli sviluppatori, spesso esterni, che utilizzano cloud pubblici quali Amazon o Azure per sviluppare applicazioni personalizzate. Nell’ambito della sanità, i medici che scaricano i file del paziente dall’electronic health records (EHR) alle proprie repository in cloud aumentano il margine di rischio per gli utenti e e provocano spesso una reazione immediata da parte del team di sicurezza per la revoca dell’accesso e il blocco dell’esportazione dei dati. Forcepoint ha rafforzato ulteriormente le propria soluzioni Forcepoint Web Security e Forcepoint Email Security cloud e on-premises con nuove funzionalità e strumenti, tra cui: I miglioramenti di Forcepoint Web Security consentono un controllo più granulare delle applicazioni cloud e bloccano eventuali attività di shadow IT. Forcepoint Web Security con i nuovi strumenti di migrazione in cloud consente ai clienti Forcepoint Web Security con installazioni locali di migrare in ambiente Cloud in qualsiasi momento. Advanced Malware Detection (AMD) Powered by Lastline è ora disponibile per le piattaforme on premise e in Cloud Forcepoint Web Security e Forcepoint email security. L’integrazione della tecnologia AMD sandbox consente di proteggere in tempo reale gli utenti ovunque essi siano. The post Forcepoint porta l’analisi comportamentale nel Cloud appeared first on Data Manager Online.
Le “mining botnet” sono tornate: migliaia di PC infettati

L’Anti-Malware Research team di Kaspersky Lab ha scoperto due botnet composte da computer infettati da malware che installano segretamente miner di cryptovaluta, software legittimi usati per creare monete virtuali basate sulla tecnologia blockchain. Secondo le analisi dei ricercatori di Kaspersky Lab, un network composto da 4.000 macchine fruttava ai suoi proprietari oltre 30.000 dollari al mese, mentre – in un altro caso – una botnet composta da 5.000 PC permetteva ai cyber criminali di guadagnare oltre 200.000 dollari. L’architettura dei Bitcoin e delle altre cryptovalute consente sia di acquistare moneta virtuale che di crearne usando la potenza di calcolo di macchine sulle quali è installato un software di “mining” dedicato. Al contempo, secondo il concetto di cryptovaluta, l’aumento del numero dei singoli bitcoin creati comporta l’aumento del tempo e della potenza di calcolo necessari per crearne di nuovi. Alcuni anni fa, i malware che installavano segretamente i miner di Bitcoin (che usano i computer delle vittime per creare valuta per i cyber criminali) erano comuni nel panorama delle minacce. Tuttavia, con l’aumento del mining di Bitcoin, è diventata un’attività sempre più difficile e, ad un certo punto, questo processo è diventato inutile: il possibile guadagno economico dei criminali non avrebbe più coperto l’investimento necessario per creare e distribuire il malware e supportare l’infrastruttura back-end richiesta. Tuttavia, il successo della valuta Bitcoin – la prima e più celebre – che, nel corso degli ultimi anni, ha raggiunto il valore di centinaia di migliaia di dollari per singolo bitcoin, ha comportato una vera e propria “febbre da cryptovaluta” in tutto il mondo. Centinaia di gruppi e startup entusiasti hanno iniziato a rilasciare la propria valuta virtuale alternativa, molte delle quali hanno ottenuto un valore di mercato significativo in un arco di tempo relativamente breve. Questi cambiamenti nei mercati delle cryptovalute hanno inevitabilmente attratto l’attenzione dei cyber criminali, che stanno tornando ai vecchi schemi fraudolenti, che prevedono l’installazione di software per il mining di cryptovaluta su migliaia di PC all’insaputa degli utenti. Secondo i risultati della ricerca condotta dagli esperti di Kaspersky Lab, i criminali che si celano dietro le botnet recentemente scoperte diffondono il software di mining grazie a programmi adware, che le vittime installano volontariamente. Una volta installato sul computer della vittima, il programma adware scarica un componente nocivo: l’installer del miner. Questo componente installa il software di mining e svolge diverse attività affinché il miner possa operare il più a lungo possibile, come: Tentare di disattivare il software di sicurezza; Tracciare le applicazioni lanciate e sospendere le attività nel caso in cui venga avviato un programma per il monitoraggio delle attività di sistema o dei processi attivi; Verificare che una copia del software di mining sia sempre presente sull’hard drive e ripristinarla se viene eliminata. Non appena create, le monete virtuali vengono trasferite nei wallet dei criminali, lasciando le vittime alle prese con computer stranamente poco performanti e bollette dell’elettricità lievemente più alte del solito. Secondo quanto osservato da Kaspersky Lab, i criminali si concentrano su due cryptovalute: Zcash e Monero. Queste valute vengono probabilmente scelte perché offrono un modo affidabile di rendere anonimi i proprietari dei portafogli e le transazioni. I primi segni del ritorno dei miner nocivi sono stati scoperti da Kaspersky Lab a dicembre 2016, quando un ricercatore dell’azienda ha riferito di almeno 1.000 computer infettati da un malware che effettuava il mining della cryptovaluta Zcash, lanciata alla fine di ottobre 2016. A quell’epoca – grazie alla rapida crescita del costo di Zcash – la botnet permetteva ai suoi proprietari di guadagnare 6.000 dollari a settimana. In seguito a questo caso, gli esperti di Kaspersky Lab avevano previsto la comparsa di nuove botnet per il mining di bitcoin e i risultati della recente ricerca confermano la correttezza della previsione. “Il problema principale con i miner nocivi è che è estremamente difficile rilevare in modo affidabile queste attività, poiché il malware usa software di mining assolutamente leciti, che in una situazione normale potrebbero essere stati installati da utenti legittimi. Analizzando queste due nuove botnet abbiamo scoperto un’altra questione preoccupante: gli stessi miner nocivi stanno diventando preziosi nel mercato underground. Abbiamo scoperto che i criminali vendono i cosiddetti ‘miner builder’: software che consentono a chi è disposto a pagare per la versione completa di creare la propria mining botnet. Questo significa che le botnet che abbiamo recentemente identificato non saranno sicuramente le ultime”, ha commentato Evgeny Lopatin, Malware Analyst di Kaspersky Lab. In generale, il numero di utenti che hanno incontrato i miner di cryptovaluta è aumentato drasticamente negli ultimi anni. Ad esempio, nel 2013 le soluzioni Kaspersky Lab hanno protetto circa 205.000 utenti in tutto il mondo presi di mira da questo tipo di minaccia. Nel 2014 questa cifra è salita a 701.000, mentre nei primi otto mesi del 2017 il numero di utenti attaccati ha raggiunto 1,65 milioni. Numero di utenti protetti da Kaspersky Lab dai miner nocivi di cryptovalute dal 2011 al 2017 Per evitare che il proprio computer si trasformi in uno zombie che ruba elettricità, dalle prestazioni ridotte a causa delle attività cyber criminali, i ricercatori di Kaspersky Lab consigliano agli utenti di adottare le seguenti misure: Non installare sul proprio PC software sospetti provenienti da fonti non attendibili; Assicurarsi che la funzionalità di adware detection della propria soluzione di sicurezza sia attiva – potrebbe essere disattivata di default; Usare una soluzione di Internet Security affidabile per proteggere l’ambiente digitale da tutte le possibili minacce, compresi i miner nocivi; In caso sia presente un server, assicurarsi che sia protetto da una soluzione di sicurezza, in quanto si tratta di obiettivi redditizi per i criminali grazie alle loro elevate prestazioni di calcolo (rispetto a un computer medio). I prodotti Kaspersky Lab rilevano e bloccano con successo il malware che diffonde i software nocivi di mining con i seguenti nomi: Win32.BitCoinMiner.hxao PDM:Trojan.Win32.Generic The post Le “mining botnet” sono tornate: migliaia di PC infettati appeared first on Data Manager Online.