360 Consulenza
Assistenza

I dati al centro del business

Ma perché i dati sono diversi dagli altri asset aziendali? E quali sono le loro caratteristiche fondamentali? Come il petrolio grezzo, i dati devono essere raffinati per avere valore Recentemente ho tenuto un seminario in occasione di un evento denominato “Data, the vital enabler of the organisation”, nel corso del quale ho sollevato una questione cruciale: “Ma i dati sono davvero così differenti dagli altri asset?”. Non è da ieri che spesso si sente dire che i dati sono un asset che deve essere gestito, e che poche persone ci capiscono qualcosa e così via. Non intendo essere frainteso, nel senso che non sto cercando di mettere in dubbio l’importanza dei dati come asset, cioè come beni, ma vorrei alzare il livello del dibattito. Innanzitutto, va sottolineato ancora una volta che i dati sono assolutamente al centro del business. Tuttavia, vorrei sollevare qui un tema: quali sono alcune delle caratteristiche degli asset nel business? E se, come tutti dicono, i dati sono uno di quegli asset chiave, come (e se) si differenziano queste caratteristiche nell’asset-dati rispetto ad altri asset che sono frequentemente presenti nelle aziende? Asset e caratteristiche – Quindi, prima di tutto, è necessario riflettere su altri “asset”. Ne ho selezionati sette, molti dei quali sono presenti regolarmente in numerosi business, e ho cercato di confrontarli con i dati. Si tratta nell’ordine di: petrolio, soldi, sangue, persone, proprietà, materiali, proprietà intellettuale e dati. Le caratteristiche di questi beni richiedevano però maggiori approfondimenti, che ho individuato in questi cinque punti: 1) L’asset è copiabile, cioè lo è senza ricorrere ai “replicatori” tipici della fantascienza? 2) L’uso dell’asset lo esaurisce in qualche modo? 3) È pratica semplice e abituale attribuire un valore monetario al bene? 4) L’asset è una cosa reale tangibile o un concetto astratto? 5) Il bene deve essere elaborato in qualche modo per produrre valore? Sono sicuro che avrei potuto trovare ulteriori tipi di asset e di caratteristiche, ma per ora partiremo da questi. Quindi, analizziamo questi beni rispetto alle caratteristiche e vediamo le conclusioni che se ne possono trarre. #ChrisBradley Pronti per le nuove normative sui dati?” il 15-16 nov a Roma @techtranClick To Tweet Petrolio – Non è riproducibile e, sicuramente, l’uso lo esaurisce. È assolutamente una consuetudine dare valore al petrolio (per esempio, il barile di 50 dollari) ed è un bene tangibile. Infine deve essere trasformato per trarne qualcosa di utile come benzina, diesel o plastica. Soldi – Sappiamo tutti che non si possono (legittimamente) copiare i soldi, e come io so bene avendo due figli all’università, usare il denaro lo esaurisce. E naturalmente, viene dato un valore al denaro. Inoltre, si tratta per lo più di un concetto reale supportato da riserve di oro e non deve essere “elaborato” per fornire valore. Sangue – Il sangue non è copiabile a livello mainstream, anche se si parla di sperimentazione di sostanze sostitutive del sangue, e l’uso lo consuma, in quanto deve essere ripulito e ossigenato dopo l’uso. Non è troppo difficile attribuirvi un valore, ed è un concetto reale. Infine, deve essere trattato dai nostri organi per produrre valore. Persone – Le persone così come le conosciamo non sono riproducibili (anche se è possibile la clonazione biologica). L’uso delle persone non esaurisce la risorsa poiché possiamo applicare molte delle nostre capacità fisiche e intellettuali molte volte. Tuttavia, le persone invecchiano e gli arti e le menti si deteriorano, e forse questo dovrebbe essere definito come “in parte vero”. Non è una pratica diffusa quella di attribuire un valore monetario a una persona se non in alcuni casi (per esempio, gli sportivi professionisti). Le persone sono reali, e senza cercare di diventare troppo filosofici, devono fare qualcosa per produrre un valore. Proprietà – Proprietà come gli edifici non sono copiabili. La Torre Eiffel in Cina è un falso! Utilizzare una proprietà la erode lentamente, in quanto le cose si consumano e devono essere oggetto di manutenzione continua. La proprietà è un valore riconosciuto. La proprietà è un concetto reale, ma non deve essere trasformata per generare valore. Materiali – Qui si parla di materie prime. Ancora una volta, senza un replicatore di stampo fantascientifico, queste non sono copiabili, e proprio come i fiammiferi, l’atto del loro utilizzo le consuma. La maggior parte dei materiali ha un valore monetario facilmente attribuito, che poi costituisce la base del mercato delle materie prime. Si tratta di cose non astratte e praticamente per la maggior parte devono essere elaborate per produrre un valore. Proprietà intellettuale – La proprietà intellettuale non è legalmente copiabile, e prospera nell’essere riutilizzata, tanto che non viene esaurita dall’uso. C’è frequentemente un valore monetario assegnato alla proprietà intellettuale, e in maniera analoga a un pensiero o a un’idea. è principalmente un concetto astratto. Infine, la proprietà intellettuale deve essere utilizzata (o elaborata) per trarne valore reale. I dati – Cosa dire quindi dei dati? I dati sono copiabili: con supporti digitali è possibile effettuare un numero infinito di copie senza che si degradino. L’utilizzo dei dati non li erode e non li danneggia. Sicuramente, la rilevanza dei dati può diminuire nel tempo, ma non si consuma. Mentre si parla molto di “monetizzare” i dati, ancora non si tratta di una pratica diffusa, ma senza dubbio lo sarà in futuro. I dati sono un concetto astratto poiché rappresentano qualcosa di diverso. I dati devono essere utilizzati dai processi per avere valore (e, viceversa, i processi devono disporre di dati per operare). #ChrisBradley I dati come il petrolio: per avere valore devono essere raffinati @techtranClick To Tweet In sintesi – I dati sono davvero diversi dagli altri asset aziendali? Avendo esaminato questi otto beni e le loro cinque caratteristiche c’è qualcosa che si impone all’attenzione? Se cerchiamo asset che hanno gli stessi valori dei dati, potremmo andare incontro a una delusione. Delle cinque caratteristiche, tre asset (denaro, proprietà e materiali) hanno in comune con i dati il valore. Due asset, petrolio e sangue, hanno una sola caratteristica in comune con i dati (quella del processo per

NetApp consente alle aziende di prendere decisioni più rapide grazie ai dati

NetApp annuncia i primi sistemi enterprise NVMe over InfiniBand NetApp ha annunciato un potente sistema che stabilisce un nuovo record nel rapporto prezzo/performance, assieme a un nuovo software che va ad arricchire il suo vasto portfolio di big data analytics, inclusa la prima soluzione con tecnologia NVMe disponibile sul mercato e una soluzione di infrastruttura convergente NetApp per data analytics. Queste nuove offerte garantiscono performance ultraveloci e building block per la gestione di dati analitici veloci, sicuri, efficienti e a prova di futuro. Le aziende di oggi devono controllare e sfruttare la ricchezza di dati disponibili per dimostrarsi efficaci, strategiche e tattiche per il planning futuro. L’elemento di differenziazione chiave per un processo decisionale più intelligente e un maggiore vantaggio competitivo è rappresentato da analytics significativi. Le organizzazioni necessitano di soluzioni di cloud ibrido per i dati che siano in grado di offrire performance applicative eccellenti con una disponibilità dei dati costante, in modo da differenziare la propria azienda dalla concorrenza e accelerare il time-to-market. Le nuove soluzioni e i software introdotti oggi includono: Sistema NetApp All Flash EF570: è il sistema leader del settore storage per il rapporto prezzo/performance, come dimostrato dai test di benchmark SPC-1TM e SPC-2TM. L’array all-flash di quarta generazione, progettato specificatamente per carichi di lavoro esigenti in termini di performance, come ad esempio big data analytics, calcolo tecnico e videosorveglianza, offre ora fino a 21 GBps di larghezza di banda, 1 milione di IOPS costanti, latenza inferiore a 100 microsecondi e supporto per 100 Gb NVMe over InfiniBand per aumentare la reattività dell’applicazione e accelerare gli analytics, il tutto nello spazio di 2 unità rack. Il sistema supporta 367 TB di capacità flash raw in un building block 2U modulare, scalabile fino a 1,8 PB. Sistema flash ibrido NetApp E5700 Series: accelera le performance e aumenta la densità con un sistema flash ibrido perfetto per le moderne applicazioni aziendali. Supporta anche 100 Gb NVMe over InfiniBand. SANtricity Cloud Connector: consente di abilitare le funzionalità del data fabric fornendo backup e recovery nel cloud, convenienti in termini di costi, da sistemi E/EF-Series. Software NetApp SANtricity: il software SANtricity 11.4 implementa ora alcuni miglioramenti in termini di sicurezza quali role-based access control e audit log, supporto Active Directory e un gestore delle chiavi esterno ed è fornito on-box in dotazione a SANtricity System Manager. Soluzione di infrastruttura convergente per data analytics di NetApp: riunisce le più recenti tecnologie di storage, networking e server in un’architettura di riferimento pretestata e prevalidata, per semplificare l’implementazione di ambienti di data analytics. “Le organizzazioni che desiderano trasformare i dati in preziosi risultati aziendali si trovano spesso rallentate da infrastrutture inefficienti che non sono state progettate per carichi di lavoro esigenti in termini di performance”, ha dichiarato Ritu Jyoti, Research Director, Infrastructure for Big Data and Analytics, IDC. “Non disponendo della velocità necessaria per analizzare i dati sulla terza piattaforma e fornire informazioni aziendali critiche in tempo reale, queste organizzazioni sanno bene che lanciare aggiornamenti costosi per la propria infrastruttura non rappresenta una soluzione. Le aziende hanno bisogno di una soluzione in grado di offrire il miglior rapporto prezzo/performance per risolvere questa sfida per il business”. “Sappiamo che la tecnologia si evolve rapidamente; è per questo che siamo sempre al passo con le innovazioni nelle applicazioni e nell’architettura delle infrastrutture”, ha dichiarato Rob Berger, managing director of Big Data and Analytics di Global Technology Resources, Inc. “I sistemi EF570 ed E5700 di NetApp ci consentono di ridurre i tempi di accesso ai dati per i clienti, offrendo al contempo un valore e un supporto straordinario per i carichi di lavoro mission-critical”. “I dati sono il motore che alimenta le aziende moderne”, ha dichiarato Eric Stoltman, Vice President e General Manager di Hyperscale Storage Group in NetApp. “Le nuove soluzioni di NetApp offrono livelli più elevati di performance, efficienza e flessibilità alle aziende che desiderano sfruttare dati distribuiti, dinamici e diversificati”. L’array all-flash EF570 di NetApp è un sistema storage midrange in grado di offrire performance di throughput doppie rispetto alle versioni precedenti. Nelle implementazioni, il sistema EF570 è in grado di ridurre i tempi di elaborazione video fino al 95%, riducendo al contempo l’analisi dei set di dati da settimane a ore e accelerando i tempi di risposta per le transazioni finanziarie di 4 volte rispetto ad altri sistemi. Il sistema NetApp E5700 Series è un sistema flash ibrido progettato con algoritmi di caching adattativi di NetApp SANtricity SO per una vasta gamma di workload dell’applicazione. Con uno spazio rack di solo 2U o 4U, il flash array ibrido E5700 Series combina IOPS estremamente elevate e tempi di risposta inferiori a 100 microsecondi, aumentando così la reattività dell’applicazione e accelerando gli analytics. I clienti possono inoltre sperimentare backup e recovery perfetti nel cloud ibrido grazie all’integrazione con NetApp® Data Fabric. Entrambi i sistemi E5700 ed EF570 supportano interfacce multiple verso gli host ad alta velocità (32 Gb Fibre Channel, 25 Gb iSCSI, 100 Gb InfiniBand, 12 Gb SAS e 100 Gb NVMe over InfiniBand) una caratteristica che li rende uno dei primi array 2U con supporto per NVMe. Progettati per ambienti applicativi, tra cui backup e recovery, calcolo tecnico, videosorveglianza e big data analytics, gli storage array NetApp E-Series ed EF-Series con software SANtricity offrono performance elevate, un valore senza pari e una semplicità comprovata. SANtricity System Manager offre ai clienti la flessibilità di gestire i propri sistemi NetApp EF570 ed E5700 Series da qualsiasi luogo e in qualsiasi momento, tramite un’interfaccia on-box basata su web facile da utilizzare. Inoltre, i clienti possono semplificare l’implementazione e l’accesso ai dati con uno storage sicuro e affidabile, con oltre 1 milione di installazioni nel corso di oltre 20 anni di esperienza. SANtricity Cloud Connector è una soluzione di cloud ibrido che si collega direttamente a una destinazione AWS S3 o tramite un sistema storage NetApp StorageGRID o AltaVault per backup e recovery convenienti nel cloud. Leadership nei test di benchmark SPC-1 e SPC-2 Price-Performance NetApp si è affermata come leader mondiale nel rapporto prezzo/performance

Huawei aprirà il suo primo store monomarca a Milano

Huawei ha scelto Milano per inaugurare il suo primo flagship store in Europa. Non sarà solo un negozio ma un punto d’incontro dedicato alla tecnologia Huawei ha raggiunto un peso internazionale non indifferente raggiungendo la seconda posizione nella classifica dei produttori di smartphone ai danni di Apple (in attesa dei risultati sul mercato di iPhone X e iPhone 8). L’azienda cinese vuole ovviamente rafforzare la sua posizione all’estero e dato l’ottimo riscontro da parte del pubblico italiano ha scelto proprio il nostro Paese e più nello specifico Milano per costruire il suo primo flagship store in Europa. Il negozio monomarca di Huawei adotterà una strategia molto simile agli Apple Store. Non si tratterà solamente di un luogo in cui toccare con mano e acquistare i suoi prodotti ma di un vero e proprio punto d’incontro tra design, tecnologia e architettura. La stessa cosa che vorrebbe fare Apple con il suo negozio che avrà sede dove sorgeva il cinema Apollo. Huawei, che in questi giorni ha ironizzato sulle capacità del Face ID di iPhone X, ha voluto partecipare attivamente alla selezione delle risorse umane che si occuperà del progetto ed è alla ricerca di figure come Store Manager, Vice Store Manager, Senior Clerk, Junior Clerk. Le persone selezionate seguiranno un percorso formativo di un mese che terminerà con una visita dell’headquarter in Cina in cui respirare la filosofia di Huawei. Il flagship store dovrebbe essere inaugurato il 30 novembre ma ancora non ci sono notizie su quale sia la sede prescelta. The post Huawei aprirà il suo primo store monomarca a Milano appeared first on Data Manager Online.

Collaborare per crescere. Le HR al centro del cambiamento

Prossimità è la parola che in Bricocenter racchiude il senso di un’iniziativa nata con l’obiettivo di trasformare il modo d’intendere i punti di vendita della società parte di un big della grande distribuzione come Adeo, che in quasi un secolo di vita è diventato il terzo maggiore gruppo al mondo nel settore del bricolage (o fai-da-te per dirla all’italiana), con catene come Leroy Merlin, Bricoman, Weldon. Leroy Merlin e Bricoman presenti anche in Italia, come pure i negozi a marchio Zodio. Prossimità, come il ruolo che i Bricocenter (ma il programma di riposizionamento è comune ad altri marchi del gruppo a livello internazionale) vogliono avere sul territorio: punti di riferimento per la popolazione come una volta i negozi di quartiere. Prossimità che mette al centro dell’impegno dei lavoratori le relazioni con la clientela. Cambio di passo forse non impossibile ma sicuramente meno realizzabile se non fosse avvenuto all’interno di un’altra radicale trasformazione del modo di fare impresa: la digitalizzazione. «Nella digitalizzazione abbiamo trovato la strada per velocizzare, semplificare e amplificare le nostre comunicazioni e collaborazioni. La svolta più importante è arrivata grazie alla fornitura a tutti i collaboratori di uno smartphone aziendale, dotato di app appositamente studiate» – racconta Fabrizio Leopardi, la cui carriera ha accompagnato l’evoluzione di Bricocenter di cui, da 12 anni, è direttore delle risorse umane. «L’utilizzo dei terminali mobili velocizza tante operazioni che prima richiedevano al venditore di spostarsi dall’area destinata alla vendita agli uffici e che invece oggi possono essere svolte sul posto. Lo smartphone ha amplificato la capacità di ciascun venditore di comunicare direttamente con gli altri collaboratori e con i clienti» – aggiunge Leopardi, che l’evoluzione la vive a contatto con il resto del Gruppo. «Si tratta di un processo complesso e lo stiamo portando avanti da quattro anni con tutte le aziende di Prossimità di Adeo, francesi, spagnole, portoghesi, italiane». La mobilità amplia il campo d’azione – Grazie al proprio smartphone gli uomini e le donne di Bricocenter hanno la possibilità di scansionare il codice di un prodotto per individuarne il prezzo, di verificare le scorte di magazzino o lo status della merce in consegna, di seguire l’andamento delle performance di vendita in tempo reale. Attraverso il terminale i collaboratori accedono a Younity, la piattaforma interna di social collaboration. «Non diversamente da quanto succede nella vita di tutti i giorni, anche in azienda smartphone e tablet stanno sostituendo i pc in gran parte delle attività» – ricorda Leopardi. Prossimità anche a distanza, visto che per esempio i manager possono condividere i video delle riunioni operative, in modo che anche chi non è presente possa essere aggiornato. «Si tratta di un percorso in divenire. Due degli strumenti che in negozio si utilizzano di più non sono forniti dall’azienda. Sono Google per la ricerca di informazioni e WhatsApp per la comunicazione interna, ma anche per andare a costruire reti di relazione con i clienti» – sottolinea Leopardi. I collaboratori di Bricocenter possono restare in contatto con i clienti e mantenere la relazione diretta anche quando non c’è la possibilità d’incontrarsi in negozio. «Si tratta di un paradigma che mostra davvero come la tecnologia sia in grado di rendere più semplice ed efficace il lavoro, di migliorare i rapporti e di fare risparmiare tempo». #Bricocenter Le #HR e la #Collaboration per accompagnare il cambiamento @aidpliveClick To Tweet Orizzonte collaborativo – Le piattaforme social in questo modo possono garantire un valore aggiunto a vantaggio prima di tutto del fare impresa. Si tratta di un percorso che quest’anno è stato celebrato, in occasione del recente congresso dell’Associazione Italiana per la Direzione del Personale (AIDP) con la consegna dell’AIDP Award a Bricocenter per la scrittura social del nuovo progetto d’impresa. «La scrittura social del nuovo progetto d’impresa – spiega Leopardi – è stato il pretesto per accompagnare i nostri collaboratori nel percorso di trasformazione dell’azienda. Mettere in coerenza i tanti progetti e processi di trasformazione già realizzati e ancora in corso. Veicolare la comprensione profonda e l’adesione al nuovo mestiere e alla nuova organizzazione da parte di ciascun collaboratore. Promuovere un clima migliore e una partecipazione diffusa. Accelerare la relazione omnicanale. Celebrare la nostra nuova identità». Il progetto d’impresa è un documento strategico, non esclusivo di Bricocenter ma da tempo presente nelle aziende che fanno parte della galassia di Adeo. L’obiettivo è descrivere in concreto ciascuna realtà del Gruppo, permettendo quindi a ogni collaboratore di esprimersi nel quotidiano. Il primo progetto d’impresa venne realizzato nel 2001. «Ecco perché abbiamo deciso di riscriverlo tutti insieme – sottolinea Leopardi – attraverso un percorso social, incontri digitali e la diffusione innovativa di contenuti attraverso applicazioni mobili e realtà aumentata». Per meglio capire la portata del progetto bastano alcuni numeri: nel 2016, in quattro mesi di scambi in gruppi fisici e sulla piattaforma social su temi comuni, rielaborati dalle attività di lavoro creativo, sono stati attivati 46 focus group digitali e 56 collaboratori sono stati formati appositamente per animare i lavori. Le visualizzazioni sono state oltre 40mila, 730 i contenuti pubblicati, circa 450 le pagine verbalizzate. «Nel corso dell’anno, il progetto evolverà in un percorso continuo di animazione denominato Officina d’Impresa, sempre attraverso una modalità collaborativa» – precisa Leopardi. Il ruolo delle risorse umane – All’interno della costante evoluzione tecnologica che le aziende vivono giorno dopo giorno, e che modifica pesi e contrappesi delle singole funzioni, qual è il ruolo delle risorse umane? «In Bricocenter, tutte le funzioni sono mobilitate per spingere la digitalizzazione. L’IT resta ovviamente il “consulente” privilegiato in termini di soluzioni da adottare, ma lo stimolo arriva da tutti i fronti» – spiega Leopardi. «Nella digitalizzazione, la nostra partita più grande, come risorse umane, è accompagnare soprattutto il cambiamento culturale e organizzativo, favorire l’acquisizione di conoscenze per affrontarlo, ripensare i processi e i “gesti mestiere” in una veste nuova, richiamando costantemente il senso della digitalizzazione, la sua utilità nel nostro progetto d’impresa. In questo senso l’introduzione degli strumenti è il presupposto necessario, ma non sufficiente. È indispensabile creare i presupposti affinché le persone accolgano gli strumenti come elementi

Offerte personalizzate grazie al programmatic advertising

Il Digital rappresenta una rivoluzione in ogni settore di business, ma in Italia l’utente medio che intende richiedere un prestito personale o finalizzato a un acquisto, ha una certa ritrosia al self-fulfilment e preferisce avere un incontro fisico con un consulente che lo possa indirizzare e consigliare in merito alla soluzione più adatta alla propria situazione. Per questo, lo sviluppo di mercato dei servizi digitali a supporto dei prestiti cresce molto meno rispetto al mercato dell’e-commerce al quale potrebbe sembrare logicamente correlato. L’altro elemento di scollamento è dato dai tempi di istruttoria dei finanziamenti,che non possono fisiologicamente seguire l’immediatezza del commercio elettronico. La dinamicità dei prezzi tipica delle piattaforme di e-commerce mal si concilia oggi con i tempi di analisi e risposta delle pratiche di finanziamento. La seconda rivoluzione digitale ha permesso di arrivare a istituire un servizio paperless; quello che manca ancora è la trasformazione culturale dell’utente che si blocca ancora in passaggi di base molto semplici, come ad esempio effettuare un upload di un documento online. Luigi Pace, direttore centrale marketing e customer management di Compass Banca ci ha risposto in merito alle strategie di promozione e vendita tramite internet di quattro classi prodotti: prestiti, carte di credito, conti di pagamento e assicurazioni. Inoltre ci ha illustrato la centralità del CRM a iniziare dal comportamento online e dai canali di acquisizione, per finire con i prodotti verso i quali il cliente ha manifestato interesse online o nei punti di contatto fisici. Lo strumento di analisi che abbiamo usato per fare una panoramica della situazione aziendale è la metodologia Digital Building Blocks. Digital analytics – Il focus sulla raccolta dei dati e sulle modalità di fruizione per il team di marketing che realizza campagne è il substrato su cui si costruisce tutta la strategia digital. I dati comportamentali del cliente sono l’elemento su cui si costruiscono i cluster di contatto. Grazie a questi si possono fare poi campagne di marketing mirate, personalizzando l’offerta di prodotti e servizi quando l’utente accede nella propria area riservata. Il CRM è il centro-stella dell’architettura: nel suo database si raccolgono tutti i dati (anagrafica+comportamento) del singolo utente/cliente. Tali dati sono poi quelli che si incrociano con la Data Management Platform (DMP) del centro media per poter strutturare le attività di programmatic advertising, e con proposte differenziate in funzione del singolo utente, lato investimenti o credito, mostrate tramite display advertising, principalmente nel network di DoubleClick (Google). Inbound marketing – In un contesto di mercato in cui il cliente è poco avvezzo a operare in autonomia, l’attività educational riveste un ruolo strategico. Compass Banca ha strutturato una serie di contenuti informativi per rendere l’utente consapevole. Tale attività di content marketing contribuisce ad attrarre gli utenti sulle property web e social della banca e a “nutrire” la relazione con il prospect/cliente. Attualmente, non si effettua attività di marketing automation one-to-one bensì si estrae in automatico un batch giornaliero di dati dal CRM perché il team di marketing possa effettuare le sue attività su cluster di utenti. Particolare attenzione naturalmente è riservata alla fase di Conversion che si cerca di effettuare sempre presso una filiale della banca, vista l’importanza della relazione con un consulente e i drop che si sono notati negli esperimenti fatti utilizzando funnel di conversione solo online. .@ADICO_mkt_sales #ProgrammaticADV e centralità del #CRM in #CompassBancaClick To Tweet Lead generation e processi di vendita – L’attività di lead generation è il focus della strategia di marketing online. Sia le campagne web sia quelle mobile convogliano l’utente verso lo store locator che indirizza l’utente nella filiale più vicina a lui. L’attività di lead nurturing viene effettuata su cluster di utenti e con focus sull’ultima fase del funnel per proporre direttamente prodotti/servizi. In questo momento, non viene effettuata una attività di lead scoring per focalizzare attività one-to-one sul singolo soggetto in funzione del livello di interesse, ma questa è una strada che a tendere verrà percorsa. E-commerce – Ognuno dei prodotti/servizi della banca può essere acquistato online autonomamente e in modalità paperless (firma digitale) dai clienti. I soggetti web addicted che effettuano tutto in autonomia sono ancora molto pochi percentualmente, ma Luigi Pace ci ha confermato che confida che l’evoluzione tecnologica dei sistemi e la futura semplicità degli stessi condurranno a un incremento delle conversioni direttamente online, senza presenza fisica in filiale, magari con strumenti di customer care evoluti (video chat, etc.) di supporto. Solo la gestione dell’istruttoria e la decisione del merito creditizio potranno essere effettuati non in real-time, ma in prospettiva evoluti sistemi di valutazione potrebbero semplificare la fase decisionale da parte della banca. User experience – Il tema della user experience è centrale per Compass Banca perché è su questa variabile che si gioca la Conversion, al punto tale che oggi si preferisce sacrificare il canale online a vantaggio di quello fisico. In futuro gli attuali limiti oggettivi per una soddisfacente user experience verranno sicuramente superati, complice anche un percorso di education dei clienti, aumentando le pratiche digitali totalmente end-to end. Iperpersonalizzazione – I dati condivisi permetterebbero una personalizzazione spinta delle offerte e dei servizi, ma il clienti potenziali non sono talvolta ancora pronti a gestire in autonomia le proprie scelte finanziarie. La personalizzazione del servizio è lasciata oggi ai consulenti in filiale che riescono a consigliare il prospect sul giusto livello di debito a lui accessibile in funzione dello stipendio e delle proprie esigenze. Al momento, l’unica iperpersonalizzazione si ha quando il singolo utente accede alla propria area riservata dove gli vengono proposti prodotti/servizi in funzione del suo comportamento online e offline (in filiale). Luigi Pace, direttore centrale marketing e customer management di Compass Banca Investire in conoscenza – ADICO è l’Associazione Italiana per la Direzione commerciale, vendite e marketing. Dal 1964, riunisce i direttori di queste funzioni, imprenditori, area manager, consulenti per condividere i valori della professione, la crescita professionale, per valorizzare esperienze manageriali e creare relazioni commerciali per la crescita delle aziende. Le attività culturali ADICO prevedono un programma di tavole rotonde, seminari, workshop e incontri conviviali sulla attualità manageriale. Accademia ADICO

Amazon pensa a un paio di occhialini connessi

Aumentano le voci sugli smart glass con l’AI di Alexa, simili a quelli di Google ma pienamente votati all’e-commerce Perché mai Amazon dovrebbe lanciare un paio di occhiali connessi? Negli Stati Uniti aumentano sempre più le voci di chi si dice vicino all’azienda e ai suoi progetti futuri. Tra questi ci sarebbero dunque gli Amazon Glass, un paio di visori di realtà aumentata molto simili alla controparte di Google ma già pronti a sbarcare nei negozi senza attendere anni. Il loro funzionamento sarà semplice: connessi a uno smartphone Android (e probabilmente anche iOS), potranno rispondere alle richieste degli utenti tramite l’Intelligenza Artificiale di Alexa. Si, la differenza con la concorrenza sarà tutta qui: un chip interno gestirà l’assistente vocale che prenderà dal telefonino il collegamento a internet. Il primo utilizzo di un oggetto simile sarà il core business della compagnia, cioè l’e-commerce. Basterà chiedere ad Alexa di cercare un prodotto per vedersi comparire dinanzi l’elenco in AR e concludere poi l’acquisto direttamente dai Glass. Progetti futuri Ma non ci sono solo gli occhialini nei piani futuri di Amazon. Oltre a portare avanti il progetto della consegna con i droni (Prime Air), pare che Bezos sia in procinto di lanciare anche una telecamera di sorveglianza domestica, che possa interfacciarsi con gli altri iOT della casa, come gli speaker Echo. a mossa ha senso soprattutto dopo l’arrivo di Echo Show, dotato di un display e dunque capace di mostrare contenuti audiovisivi direttamente sul touch screen, tra cui le probabili riprese della camera intelligente. Stando ai media statunitensi, almeno uno tra gli occhialini e la videocamera sarà svelato entro il 2017, giusto per mantenere alto l’interesse attorno alla compagnia. The post Amazon pensa a un paio di occhialini connessi appeared first on Data Manager Online.

Qlik tra i leader del report dedicato alle piattaforme per la BI aziendale

Secondo il Forrester Wave, “Qlik continua a distinguersi grazie al potente motore associativo per la BI” Qlik annuncia di essere stata posizionata come leader nel report “The Forrester Wave: Enterprise BI Platforms With Majority On-Premises Deployments, Q3 2017”, di Forrester Research Inc. Secondo il report, “Qlik continua a distinguersi grazie al potente motore associativo per la Business Intelligence”. Questo differenziatore permette, infatti, agli utenti di porre infinite domande e trovarvi risposta, esplorando liberamente le informazioni, senza restare confinati in un tracciato predefinito di domande basate su SQL. Dal report emerge: “In aggiunta alla consueta interfaccia utente in modalità ‘punta e clicca’, il motore associativo in-memory di Qlik fa in modo che, quando si inizia a digitare, vengano istantaneamente evidenziati tutti i dati corrispondenti all’interno dell’intera mole di informazioni. Le potenzialità esplorative dell’interfaccia utente rappresentano una delle ragioni per cui le recensioni dei clienti premiano Qlik con i più alti punteggi in termini di ROI”. “Abbiamo riconosciuto la potenza della piattaforma mentre stavamo sviluppando Qlik Sense, consapevoli che, ponendo il nostro potente motore associativo al centro, possiamo accompagnare i nostri clienti attraverso tutto il loro viaggio nell’analisi dei dati, crescendo e migliorando insieme”, ha dichiarato Lars Björk, Chief Executive Officer di Qlik. “Per noi è molto importante disporre di una piattaforma aperta, in grado di andare oltre alle semplici visualizzazioni, offrendo una gamma completa di funzionalità, che spaziano dall’analitica aumentata per arrivare fino alla governance aziendale.” Qlik si impegna nella continua espansione del mercato creando una piattaforma estensibile e cloud-ready, utilizzabile come colonna portante della propria strategia di analytics da aziende di qualsiasi dimensione. L’ultima versione di Qlik Sense, l’applicazione di ultima generazione di Qlik per la BI self-service e l’analisi visuale, è costruita su una piattaforma completamente integrata e cloud-ready, alimentata dal motore di indicizzazione associativa brevettato QIX. Qlik Sense coniuga la prontezza e la governance aziendale con la visualizzazione e l’esplorazione intuitiva, l’analitica avanzata e le funzionalità di preparazione dei dati self-service. L’ampiezza e la profondità della soluzione permettono alle organizzazioni di rispondere alla più vasta gamma di casi di utilizzo di BI, partendo da una singola piattaforma e arrivando a processi decisionali coerenti e basati su dati. In questi anni di continua innovazione, in cui la BI è cambiata radicalmente, Qlik resta della convinzione che qualunque soggetto possa avere la necessità di condurre analisi partendo da una fonte di dati qualsiasi – on premise, su cloud, in ambiente ibrido, interna o esterna – senza restrizioni o limitazioni. Grazie all’Associate Difference di Qlik gli utenti possono quindi esplorare le informazioni liberamente, senza restare confinati in un tracciato di domande predefinite – perché le giuste intuizioni arrivano dalla piena comprensione dei dati, osservati da tutte le diverse angolature. The post Qlik tra i leader del report dedicato alle piattaforme per la BI aziendale appeared first on Data Manager Online.

Trasformazione digitale a prova di futuro

Il nostro Paese e il mondo intero stanno vivendo un periodo di vera trasformazione tecnologica, sotto tutti gli aspetti, con il consolidarsi della “digitalizzazione”. In ambito professionale e privato, è stringente la necessità di essere sempre connessi, da qualsiasi dispositivo e luogo, per monitorare, condividere ed essere operativi in modo tempestivo. Se sul fronte privato può rappresentare un’occasione piacevole di condivisione con amici e familiari, su quello professionale le attività diventano più complicate. Il tessuto imprenditoriale italiano è composto in maggioranza da piccole e medie imprese, e molte, purtroppo, pur dichiarandosi interessate alla trasformazione digitale, non sono ancora preparate ad affrontare questo processo di cambiamento. Le motivazioni sono differenti, dalla mancanza di budget per investimenti in nuove tecnologie, alla carenza di mezzi e risorse dotate di nuove competenze. Tuttavia, per riuscire a mantenere un ruolo competitivo in un mercato sempre più complesso sarà necessario collaborare per far sì che la tecnologia diventi uno strumento utile e realmente efficace a incrementare le opportunità di business. È fondamentale supportare l’ampliamento della conoscenza del mondo digital, e far comprendere alle aziende che il cambiamento in atto non è relativo solo al settore tecnologico, ma coinvolge tutti gli aspetti professionali, dal metodo di interazione con clienti e fornitori, agli strumenti utilizzati, alle competenze e alla gestione dei processi e delle attività. L’innovazione sta modificando il modo di fare business ed è importante che le aziende se ne rendano veramente conto. Talentia Software lavora a stretto contatto con chief financial officer, responsabili amministrativi e direttori delle HR e in base alla nostra esperienza stiamo assistendo pian piano a un incremento di consapevolezza della necessaria adozione di nuove tecnologie e di un nuovo approccio al lavoro. Oggi, praticamente in tutte le aziende, si vive l’esigenza di accedere a risorse, informazioni e processi via smartphone, in completa mobilità. Le difficoltà da affrontare sono molte, a partire dalla sicurezza dei dispositivi e al temuto adeguamento al GDPR, ma sarà un passo da compiere, e non solo per obblighi di legge. Un significativo sostegno per molte realtà è rappresentato anche dal Piano Nazionale Industria 4.0, che include misure volte a spingere le imprese italiane a cogliere tutte le opportunità che emergono dai grandi cambiamenti in corso, promuovendo gli investimenti nel percorso di modernizzazione e crescita. Stiamo supportando i nostri clienti in questo delicato passaggio, evidenziando i reali benefici che queste tecnologie possono apportare al business, quali l’aumento di flessibilità e di collaborazione, l’ottimizzazione dei processi di gestione, il miglioramento del livello di servizio e di conseguenza della user experience sia per i dipendenti sia per i clienti, oltre naturalmente a un incisivo incremento della produttività. Sarà un cammino complesso, che anche noi stiamo affrontando, e siamo fiduciosi nell’innovazione come chiave di volta per continuare a migliorare le nostre soluzioni, il nostro lavoro e quello dei clienti che si affidano a noi. Marco Bossi, managing director di Talentia Software The post Trasformazione digitale a prova di futuro appeared first on Data Manager Online.

BOT economy e le leggi di Asimov

Nel 1956, John McCarthy, Marvin Minsky, Claude Shannon e Nathaniel Rochester dettero l’avvio all’intelligenza artificiale (AI), con l’obiettivo di sviluppare la disciplina IT in grado di svolgere funzioni e ragionamenti tipici della mente umana. Dagli anni 80, con la fase creativa dei “sistemi esperti” a supporto di quasi tutte le attività umane, la tecnologia AI si è evoluta in modo pervasivo. Qualche giorno fa, per esempio, la banca svizzera UBS ha presentato due sistemi “intelligenti” capaci di operare nel complesso lavoro di analisi e investimento mobilare. Da anni, ormai, IBM punta sul sistema cognitivo Watson, in grado di rispondere a domande espresse in un linguaggio naturale. Per non parlare dell’auto a guida autonoma che tanto scalpore sta creando e di robot che scrivono articoli come giornalisti o che incidono album di musica pop. Adesso, si chiamano BOT: abbreviazione di robot, ma anche di software robot. E molti definiscono questa nuova fase come “BOT Economy”. Su Communication of ACM (7/2016) Emilio Ferrara della Southern California University e Alessandro Flammini dell’Indiana University (insieme con altri) descrivono l’avvento dei “social BOT”, come software robot intelligenti in grado di interagire sulle social network alla pari con gli umani, e con la conseguente necessità di individuarli per non incorrere in evidenti guai. Vengono ipotizzati, addirittura, BOT agenti di spionaggio e di controspionaggio. Mark Zuckerberg lo scorso aprile ha annunciato l’arrivo dei BOT su Messenger, scritti per imitare il nostro modo di conversare e offrire notizie, informazioni o assistenza. Facebook, in effetti, non è la prima società a investire sui BOT come nuova forma di comunicazione e interazione. Google, infatti, usa BOT per raccogliere informazioni su qualsiasi pagina in modo da poterla inserire negli indici. Il report “The Next Era of Human-Machine Partnerships” dell’Institute for the Future, prevede che il 2030 sarà l’anno della nuova era collaborativa fra essere umano e BOT e che la fiducia degli esseri umani nella robotica e nell’intelligenza artificiale è destinata a evolversi in una vera e propria partnership. #BotEconomy Dobbiamo avere paura dei #Bot e della #AI ?Click To Tweet Il rapporto uomo-robot è da sempre uno dei temi più avvincenti che riguardano la scienza e l’epistemologia e che ha interessato grandi menti da Leibniz a Popper. Come noto, dagli albori dell’AI, esiste il famoso “test di Turing” definito negli anni 50 del secolo scorso. Il grande matematico Alan Turing teorizzò il test per capire se una macchina fosse in grado di imitare il comportamento umano. Oggi, in effetti, molti BOT superano agilmente il test di Turing e sono in grado di auto-decidere senza l’intervento dell’uomo: come Golem usciti non dalla mitologia ebraica e medioevale ma frutto dello sviluppo tecnologico. È questo il grande rischio prossimo venturo della nostra civiltà? Dobbiamo avere paura dei BOT e della AI? Isaac Asimov, fin dai suoi primi racconti fantastici, si pose il problema e definì le famose tre leggi della robotica: 1) un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno; 2) un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla prima legge; 3) un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la prima o con la seconda legge. Mentre nell’automazione classica, l’individuazione della responsabilità è quasi immediata, con i BOT diventa molto difficile determinare lo status giuridico e le responsabilità nei confronti di terzi, in particolare per il “recar danno” della prima legge. Vi è, quindi, un assoluto vuoto normativo da colmare e il Parlamento Europeo sta cercando di porvi rimedio con nuove regole. Auspichiamo che le tre leggi di Asimov siano prese come riferimento fondamentale per il nuovo corpus normativo. The post BOT economy e le leggi di Asimov appeared first on Data Manager Online.

Una pedalata in occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer

Google ha chiesto all’ingegnere biomeccanico Anne-Christine Hertz (Manager at Health Technology Centre of Halland) di raccontare la storia di come ha utilizzato Google Street View per inventare un device in grado di aiutare i malati di demenza senile a far riaffiorare i ricordi Alcune settimane fa ho incontrato Lars Jonsson, 75 anni, e sua moglie Ingrid. I due si sono sposati quando Lars aveva 40 anni e insieme hanno vissuto una vita felice. Lars soffre di demenza senile. Ogni tre secondi nel mondo una persona sviluppa demenza senile, una condizione che crea disabilità e dipendenza alle persone anziane, privandole della memoria e della capacità di giudizio. Non è stressante e opprimente solo per chi ne è affetto, ma coinvolge anche i loro cari. È stata dura per Ingrid quando, improvvisamente, suo marito ha iniziato a ricordare con fatica gli episodi della vita vissuta insieme. Abbiamo incontrato Lars e Ingrid il giorno in cui sono venuti per testare il dispositivo che abbiamo sviluppato per migliorare la vita delle persone affette da demenza senile. Questo strumento si chiama BikeAround e mette insieme una cyclette e le immagini di Google Street View proiettate su un grande schermo così da permettere ai pazienti di passeggiare sul viale dei ricordi, pedalando tra le strade di luoghi visitati in passato. Mentre Lars si accomodava sul sellino, Ingrid ci ha suggerito di fargli visitare la città e la chiesa nella quale si sono sposati. Il volto di Lars si è illuminato di gioia non appena la chiesa è comparsa davanti a lui. L’espressione sul volto di sua moglie, quando ha capito chiaramente che il marito si ricordava del luogo, è stata commovente. Lo sviluppo del sistema di BikeAround, attualmente di proprietà della società Camanio Care, è iniziato nel 2010 presso l’Health Technology Center di Halland, in Svezia. Stavamo conducendo degli studi sulla demenza senile e abbiamo notato che non tutte le persone affette da questo disturbo avevano la stessa possibilità di fare attività fisica nel comune in cui vivevano. Visto che spesso i medici consigliano ai pazienti affetti da demenza senile di fare esercizio fisico per stimolare la salute mentale e fisica, questo disparità di accesso rappresentava un problema. Dovevamo trovare un modo per motivare le persone anziane affette da demenza senile a praticare più attività fisica in un modo sicuro. I nostri ricordi più vividi sono inesorabilmente legati ai luoghi in cui sono avvenuti. Non è un caso che quando ripensiamo ad un particolare ricordo o evento passato, spesso la prima domanda che ci facciamo è “Dov’è successo?”. BikeAround si basa proprio su questa idea, utilizzando allo stesso tempo una stimolazione fisica e mentale, portando i pazienti nei luoghi che conoscono bene tramite le immagini di Street View e facendoli pedalare per le vie di questi luoghi. Gli esperti ritengono che questo binomio stimoli la produzione di dopamina nel cervello e possa intervenire profondamente nella gestione dei ricordi. Oggi è la Giornata Mondiale dell’Alzheimer, un momento in cui le persone e le organizzazioni di tutto il mondo uniscono le forze per aumentare la consapevolezza intorno a questa malattia per cui non esiste cura. I ricercatori di tutto il mondo stanno cercando di sviluppare dei metodi che possano migliorare la qualità della vita delle persone affette da questo morbo. L’esperienza di Lars — e di molti altri pazienti — dimostra che stiamo sviluppando non solo un prodotto in grado di migliorare la salute fisica, ma anche qualcosa che crea emozioni e unisce le persone. Spesso i pazienti ritengono che BikeAround sia una soluzione molto affascinante e rassicurante tanto da non voler più scendere dalla cyclette. Ricordano di nuovo i quartieri nei quali hanno vissuto, i parchi dove hanno giocato da bambini, le gite al mare in famiglia. Tutto questo dà loro un senso di libertà. Ho sempre pensato che la digitalizzazione e la tecnologia fossero catalizzatori capaci di aprire le porte del mondo non solo agli esperti, ma anche alle persone più anziane, spesso escluse dall’uso del digitale. Aver trovato un modo per portare la felicità a tante persone affette da demenza senile e alle loro famiglie ci riempie di entusiasmo. Ma ciò che mi emoziona è anche il fatto che si tratti di uno solo dei tanti modi in cui si può sfruttare la tecnologia per migliorare la vita delle persone. Se guardiamo oltre noi stessi e scateniamo la nostra immaginazione, non ci sono limiti a quello che possiamo fare per aiutare gli altri. The post Una pedalata in occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer appeared first on Data Manager Online.