Colt nomina Rajiv Datta a Chief Operating Officer
Colt Technology Services annuncia la nomina di Rajiv Datta a Chief Operating Officer (COO) dell’azienda, riportando direttamente al Chief Executive Officer Carl Grivner. Con l’estensione del suo ruolo, Datta, che precedentemente era Chief Technology Officer (CTO) di Colt, riunirà in un’unica struttura organizzativa capacità operative e competenze tecnologiche, una strategia focalizzata sulla customer experience, prodotti vincenti e team di innovazione. “Rajiv è stato determinante nel guidare il focus sulla connettività a banda larga di Colt e nel fornire la capacità di soddisfare la crescente domanda di banda richiesta dalle aziende di tutti i settori”, ha dichiarato Grivner. “Il coinvolgimento del cliente è il cuore della nostra trasformazione strategica e il ruolo di Rajiv come COO mette tutti i nostri strumenti operativi, tecnologici e di prodotto al servizio della customer experience con lo scopo di raggiungere l’eccellenza. Si tratta di diventare più agili come azienda nel rispondere ai nostri clienti e al contempo continuare a investire significativamente nella nostra rete e capacità. Non vedo l’ora di lavorare con Rajiv e con il resto del team per dare un’accelerazione al nostro processo di trasformazione”. Datta ha commentato, “Il mercato si sta dirigendo rapidamente verso i servizi ad elevata larghezza di banda come è evidente dai mega trend che si stanno affermando, che includono l’adozione del cloud a livello aziendale e le reti cellulari 5G di backhaul; i clienti si aspettano che i propri fornitori dimostrino la stessa reattività e flessibilità che è richiesta a loro. Questo nuovo modello organizzativo cercherà di semplificare il nostro ambiente, di riorganizzare i processi e sfruttare l’innovazione per condurre a quell’agilità che i nostri clienti si aspettano mentre continuiamo nella nostra trasformazione strategica. Ho il privilegio di guidare una squadra forte che si impegna per realizzare tutto questo e sono orgoglioso di avere l’opportunità di ricoprire un ruolo più ampio in Colt”. Nei suoi 18 mesi come CTO di Colt, Datta è stato responsabile dello sviluppo della strategia tecnologica della rete Colt e della creazione di prodotti e servizi di nuova generazione, inclusa l’evoluzione della rete basata sulla tecnologia SDN. Datta è stato inoltre una figura importante nel realizzare la strategia a banda larga di Colt attraverso la riprogettazione, la semplificazione e l’innovazione del Colt IQ network, una rete perfettamente integrata che fornisce servizi ottici, Ethernet e IP a più di 800 data center chiave e a oltre 25.000 sedi aziendali. Prima di entrare in Colt, Datta ha ricoperto diversi ruoli di alto livello nel settore delle telecomunicazioni, incluso quello di COO in AboveNet Communications. The post Colt nomina Rajiv Datta a Chief Operating Officer appeared first on Data Manager Online.
Symantec Information Centric Security: dati protetti ovunque
Symantec Data Loss Prevention 15 integra marcatura, crittografia e gestione degli accessi per rendere sicuri i dati regolamentati e sensibili, ovunque questi si trovino Symantec ha annunciato la disponibilità di Data Loss Prevention (DLP) versione 15. La nuova release offre una migliore automazione della protezione dei dati e l’integrazione di prodotto necessari a consolidare la soluzione Information Centric Security. Queste importanti migliorie garantiscono una maggiore capacità di tracciare, monitorare e proteggere dati regolamentati o sensibili anche in ambienti non gestiti. Le imprese stanno progressivamente perdendo visibilità e controllo dei dati sensibili e regolamentati; il fenomeno è in gran parte dovuto alla possibilità di condivisione dei dati fra numero sempre più grande di utenti in più organizzazioni, e dal fatto che tali dati possono essere immagazzinati in luoghi diversi, cloud compreso. Un responsabile su tre dei servizi IT nelle aziende, ha dichiarato quest’anno (in base ai dati della ricerca CISO Symantec del 2016), di essere convinto che la perdita dei dati shadow minacci il proprio business; minaccia, aggravata da ulteriori preoccupazioni dovute alle applicazioni shadow e a utenti malevoli. Il problema continua a crescere, tanto che le violazioni dei dati nel 2016 hanno portato a mettere a rischio 1.1 miliardi di identità, il doppio rispetto allo stesso dato per il 2015. L’ormai imminente GDPR (General Data Protection Regulation) introdurrà nuovi obblighi per le imprese e le informazioni da loro gestite e sono previste penalità più elevate e indagini più severe per le verifiche di conformità. Gli analisti sono convinti che visibilità e protezione in grado di seguire i dati saranno i nuovi imperativi ai quali guardare nei mesi a venire. La soluzione Symantec Information Centric Security consente alle imprese di immagazzinare, utilizzare e condividere dati sensibili al di fuori del proprio ambiente controllato con utenti esterni o applicativi in cloud. La protezione è sempre assicurata perché l’accesso ai dati è limitato agli utenti autorizzati; si riduce in questo modo il rischio di esposizioni non desiderate. L’approccio Information Centric Security contribuisce a garantire sicurezza nel lavoro collaborativo e consente la conformità anche alle direttive più severe come quelle previste dalla GDPR (General Data Protection Regulation). Il rilascio di Symantec Data Loss Prevention 15 amplia questa capacità grazie a una migliore integrazione con intermediari di sicurezza per l’accesso al cloud, alla classificazione dei dati, alle analitiche comportamentali per utente e alla crittografia information-centric destinata a supportare una più vasta gamma di canali di comunicazione. Protezione dei dati sensibili in ambienti gestiti e non gestiti, o gestiti da terze parti Semplifica la compatibilità con le direttive GDPR (General Data Protection Regulation) Aiuta a bloccare le fughe di dati sensibili dovute all’utilizzo di applicazioni shadow “Il solo volume di dati e la velocità alla quale vengono spostati nelle organizzazioni ha ingrandito a dismisura il problema della perdita dei dati. I dati sensibili devono essere tracciati ovunque – anche al di fuori dell’organizzazione – per garantire sicurezza e mantenere la conformità con un crescente elenco di direttive di settore”, ha dichiarato Doug Cahill, Senior Analyst, ESG. “Quando c’è così tanto in gioco non è più possibile dipendere sul controllo manuale o su qualsiasi altro processo che possa dar spazio alla possibilità di un errore umano. Con Symantec DLP 15 abbiamo dato ai responsabili IT la capacità di etichettare automaticamente i dati come sensibili e automatizzare le politiche di sicurezza perché seguano quegli stessi dati ovunque vadano, indipendentemente dal canale”, ha commentato Nico Popp, Senior Vice President di Symantec. Symantec Information Centric Security è disponibile tramite integrazioni con i seguenti prodotti, tutti disponibili a livello mondiale: Symantec DLP 15 + CloudSOC (CASB) ICT ICE ICA VIP The post Symantec Information Centric Security: dati protetti ovunque appeared first on Data Manager Online.
EICMA 2017: un chilometro di pista per provare il futuro della pedalata elettrica

All’Esposizione Internazionale Ciclo e Motociclo di Milano un’intera area, in collaborazione con BikeUP, è dedicata alle bici elettriche e alle più importanti innovazioni italiane e internazionali del settore. A disposizione per il pubblico un intero tracciato dove testare le e-bike: lunghezza 1000 metri, con una salita di 170 metri e dislivello dell’8% A Milano arrivano le principali innovazioni in materia di bici elettriche, nell’area di EICMA interamente dedicata alla mobilità a bordo di cicli e biciclette dotate di batteria: i prossimi modelli e tanta tecnologia, con una pista di 1000 metri che simula la montagna, per sperimentare di persona i vantaggi della pedalata assistita. L’Esposizione Internazionale Ciclo e Motociclo è in programma dal 7 al 12 novembre 2017 (7 e 8 giornate dedicate solo a operatori e stampa) e, considerato il crescente gradimento dell’area E-BIKE durante l’edizione dello scorso anno, ha rinnovato per il 2017 l’accordo con BikeUP, creatore del primo festival europeo interamente incentrato sulle e-bike, così da poter illustrare correttamente al pubblico le migliori innovazioni internazionali e le eccellenze del Made in Italy nel settore delle bici elettriche. Durante EICMA 2017 sono in programma diverse attività per i visitatori. Solo tramite l’esperienza diretta si può, infatti, apprezzare a 360° le qualità delle biciclette elettriche. Al fine di favorire il contatto diretto e un’esperienza reale, per il pubblico è stata attrezzata un’intera pista esterna dove provare le e-bike, che sono a disposizione dei visitatori per la durata dell’Esposizione Internazionale. La pista esterna è lunga 1.000 metri lineari e ha una salita di 170 metri con pendenza media dell’8%, così da simulare un vero percorso e far apprezzare ai visitatori di EICMA la notevole potenzialità della bici a pedalata assistita, soprattutto nei tracciati faticosi e impegnativi. Il segmento attualmente più diffuso tra le e-bike, sono le E-Mountain Bike (e-mtb) che rappresentano circa il 60% delle vendite in Italia. La mobilità a pedalata elettrica vanta dei numeri con crescita a 3 cifre, che dimostrano come la tendenza stia viaggiando di pari passo con un crescente interesse nel mondo elettrico dei cicli, in Europa e in Italia, da parte degli utenti. Durante il 2016 in Italia sono state infatti acquistate 124.400 e-bike: in pratica gli italiani che hanno acquistato una bici elettrica lo scorso anno, corrispondono agli abitanti di una città come: Bergamo, Trento, Pescara o Siracusa. Il cospicuo dato quantitativo denota un notevole incremento, rispetto al medesimo dato del 2015, di ben il +120%. A EICMA 2017 i produttori, italiani e internazionali, illustrano al mondo e ai visitatori, le migliori soluzioni per la mobilità del domani. Sono tante le proposte e i modelli presenti all’Esposizione Internazionale Ciclo e Motociclo, che spaziano: dalla batteria montata sul manubrio, alla prima fabbrica italiana progettata per produrre e-bike, dall’eleganza dei nuovi modelli di marchi storici e dall’elevata qualità di realizzazione, all’avanguardia sportiva e tecnologica di derivazione motociclistica, che include anche il primo modello di e-bike, frutto della ricerca universitaria italiana, che si ricarica in autonomia, solo per citare alcune delle novità in produzione, che i visitatori di EICMA 2017 possono vedere di persona all’interno dei Padiglioni della Fiera di Rho, a Milano. Il successo dell’area E-Bike a EICMA è testimoniato anche dai numerosi espositori, sia italiani che stranieri, che non sono voluti mancare all’Esposizione Internazionale: lo spazio dedicato alla pedalata assistita al momento conta la presenza di oltre 45 aziende, numero che tende quotidianamente a crescere. The post EICMA 2017: un chilometro di pista per provare il futuro della pedalata elettrica appeared first on Data Manager Online.
E’ iniziata l’integrazione tra Facebook e WhatsApp

Nelle scorciatoie dell’app ufficiale di Facebook è comparsa l’icona di WhatsApp. I due servizi si uniranno definitivamente? Quando Facebook ha acquisito WhatsApp nel 2014 per la mostruosa cifra di 19 miliardi di dollari tutti hanno pensato che l’app sarebbe stata integrata nel social network o che Messenger l’avrebbe via via sostituita. Nel corso del tempo l’azienda di Menlo Park ha sempre smentito una fusione tra i due servizi che nei fatti sono sempre rimasti separati. Le due piattaforme hanno comunque continuato a crescere a ritmo esponenziale fino a superare il miliardo di utenti. Ora però sembra proprio che l’integrazione tra Facebook e WhatsApp sia effettivamente in corso anche se con una modalità non così radicale come molti temevano. Alcuni utenti Android hanno notato all’interno delle scorciatoie dell’app di Facebook un chiaro riferimento all’app di messaggistica. Il collegamento non sembra ancora funzionante ma potrebbe in futuro funzionare in modo simile a quello legato a Instagram, le cui storie presto compariranno anche sulla piattaforma principale e proprietaria. Attraverso questa voce sarà possibile accedere alle notifiche ancora non visualizzare di WhatsApp senza lasciare Facebook o aprire l’app di messaggistica. Il social network, che ha reso disponibile in Danimarca il suo software per i video Bonfire, non ha voluto commentare la notizia ma è probabile che notizie ufficiali arriveranno nelle prossime ore. The post E’ iniziata l’integrazione tra Facebook e WhatsApp appeared first on Data Manager Online.
TIM: le offerte per i nuovi iPhone 8, iPhone 8 Plus da oggi nei negozi TIM
Da oggi nei negozi TIM sono disponibili i modelli di nuova generazione iPhone 8 e iPhone 8 Plus a partire da 849,99 Euro o acquistabili anche a rate mensili. In particolare i clienti TIM ricaricabili possono scegliere di acquistare iPhone 8 e iPhone 8 Plus con diverse soluzioni. Per i modelli da 64 GB le rate mensili sono rispettivamente 23,99 Euro (con anticipo 129 Euro) o 26,00 Euro (con anticipo 179 Euro). Per i modelli da 256 GB le rate mensili sono di 30 Euro e prevedono un anticipo di 119 Euro o di 229 Euro. L’offerta prevede 1GB aggiuntivo di navigazione Internet ogni mese. Inoltre la formula esclusiva TIM Next permette di avere un nuovo smartphone ogni anno. Dopo dodici mesi, il cliente potrà decidere se tenere il proprio iPhone o sostituirlo con l’ultimo modello. L’offerta TIM Next prevede 2GB aggiuntivi di navigazione Internet ogni mese. Disponibile anche l’offerta TIM Next Unlimited che prevede minuti di chiamate illimitate e 16GB di navigazione Internet. Per questa soluzione le rate sono di 39,90 Euro/4 settimane (anticipo 149 Euro iPhone 8 64 GB; 349 Euro iPhone 8 Plus 64 GB; 249 Euro per iPhone 8 256 GB). Entrambe le offerte TIM Next prevedono la protezione del device da danni accidentali (5,9 Euro/mese), è inoltre possibile integrare anche la protezione furto (3 Euro/mese). The post TIM: le offerte per i nuovi iPhone 8, iPhone 8 Plus da oggi nei negozi TIM appeared first on Data Manager Online.
Al via la “Week of Innovation Networks” di Capgemini
CWIN 2017 celebra il cinquantesimo anniversario di Capgemini come leader dell’innovazione dal 25 al 29 settembre in tutto il mondo. Appuntamento a Roma il 28 settembre Capgemini annuncia l’inizio dell’appuntamento annuale con Capgemini Week of Innovation Networks (CWIN), la settimana di eventi che si terranno in 24 città di 14 paesi dal 25 al 29 settembre. CWIN 2017 riunirà i maggiori esperti di Capgemini insieme a clienti, partner, start-up e aziende leader del settore IT per condividere gli ultimi trend tecnologici, dell’innovazione applicata e della creazione di valore d’impresa sostenibile. CWIN 2017, alla sua ottava edizione, celebra anche il cinquantesimo anniversario di Capgemini con oltre 200 eventi relativi alle tecnologie che facilitano la digital transformation, come innovazione sostenibile applicata, intelligenza artificiale e data insights, automazione intelligente dei processi (IPA), mixed reality e user experience, digital manufacturing, blockchain e cybersecurity. In Italia, Capgemini terrà il proprio evento a Roma il 28 settembre dalle 9:30 alle 18:00 presso Palazzo Montemartini, attraverso un’agenda ricca di appuntamenti con esperti e partner dell’azienda. Giuseppe Camia, Head of Practices di Capgemini Italia, ha dichiarato: «Siamo felici di ospitare CWIN 2017, un’occasione unica per raccontare anche in Italia le principali tecnologie che stanno rivoluzionando tutti i settori di business, direttamente dalla voce dei nostri esperti, partner e clienti». Tra gli eventi a livello internazionale, segnaliamo: New York (25/09): l’evento inizierà con delle speciali keynote di Lanny Cohen (Capgemini Group Chief Technology and Innovation Officer e membro del Group Executive Committee di Capgemini) e Mark Payne (co-fondatore e presidente di Farenheit 212); Parigi (26/09): il focus saranno i dati e l’evento si terrà presso il Centre des Nouvelles Industries et Technologies (CNIT) del quartiere La Defense; Telford, GB (27/09): l’appuntamento si incentrerà sul settore pubblico e verrà accompagnato da un’intera giornata di hackathon. The post Al via la “Week of Innovation Networks” di Capgemini appeared first on Data Manager Online.
La Cina stringe la morsa intorno alle VPN
Il governo ha arrestato un ragazzo che aveva sviluppato una rete per eludere la censura del web. Sono già diverse le persone fermate da inizio gennaio La Cina fa sul serio. A gennaio di quest’anno il governo aveva fatto passare una legge che vietava l’utilizzo di VPN per aggirare le misure protettive del Great Firewall, il muro digitale che divide gli utenti del paese dal resto del mondo. A causa delle restrizioni, chi si trova nella patria del drago rosso, anche solo di passaggio, non può accedere a numerosi servizi e piattaforme occidentali, come Gmail, YouTube e ovviamente i risultati di ricerca di Google. Il sottobosco degli hacker cinesi si era però attivato sin da subito per diffondere versioni modificate delle VPN più famose, bannate dagli store online e dai negozi di informatica. Se in un primo momento la resistenza sembrava funzionare, nella seconda parte dell’anno la polizia ha calcato pesantemente la mano contro sviluppatori e distributori in proprio, per dare un segnale forte alla popolazione. Cosa succede E così, dopo qualche arresto tra la primavera e l’estate eccone un altro che ha coinvolto il giovane Zhao, bloccato a fine agosto e trattenuto in carcere per tre giorni. La colpa, stando alle nuove misure, è quella di aver aggirato il sistema di sorveglianza di internet, con la creazione di una rete privata usata in proprio ma anche venduta ad altri, persino servizi di terze parti. A quanto pare, dopo aver constatato che il suo metodo funzionava, il ragazzo avrebbe chiesto ad amici e conoscenti la volontà di accedere a contenuti conservati all’estero e normalmente visibili fuori dalla Cina. Appurata la fervida domanda, Zhao riscuoteva 1,50 dollari al mese da ogni cliente, una cifra irrisoria rispetto a ciò a cui siamo abituati. A quel punto la polizia si è indispettita ed è arrivata all’intraprendente smanettone nel giro di poco. Il nome di Zhao si affianca a quello di Deng Jiewei, altro cittadino che aveva ben pensato di accumulare un po’ di soldi offrendo l’utilizzo di una VPN fatta in casa. Per lui si sono aperte le porte del carcere per ben 9 mesi, una sorte simile a quella a cui potrebbe andare incontro l’ultimo arrestato, conseguenza della repressione dilagante in corso a Pechino. The post La Cina stringe la morsa intorno alle VPN appeared first on Data Manager Online.
Karl Popper, chi ha paura della società aperta?
A 23 anni dalla sua scomparsa, la lezione di Karl Popper si scontra con il paradosso della tolleranza e quello dell’informazione Mentre abbiamo gli strumenti per raccogliere e analizzare montagne di dati, nella società dell’informazione, ai fatti si stanno sostituendo le “spiate” e le opinioni, al cervello la pancia, alla ragione il sentiment. Dal racconto della scienza, siamo passati alla scienza del racconto. La società aperta ha nuovi nemici. Con buona pace di Karl Popper. È vero, per restare al suo pensiero, che la società progredisce solo per prove ed errori, ma se non è possibile stabilire che cosa sia giusto definitivamente, come ci si può difendere dal “bug” del relativismo? Di fronte all’impoverimento del pensiero e alle derive della società dei consumi, lo stesso Popper si era scagliato contro la televisione, avanzando la proposta di dare una patente a chi lavorasse in TV per preservare il carattere formativo del mezzo. Oggi, che il web sopravanza la televisione, con la rete che diventa prima fonte di informazione e i social sono il luogo privilegiato di formazione dell’opinione pubblica (Reuters Institute for the study of journalism), forse bisognerebbe adattare quella proposta che la politica si guardò bene di prendere in considerazione, per porre un argine al dilagare della cosiddetta post-verità e delle fake news in Rete, dove dati e verifiche sono secondari rispetto agli stati d’animo. “Dobbiamo distinguere chiaramente tra verità e certezza” – scriveva Popper. “La certezza non è un obiettivo degno di essere perseguito dalla scienza. La verità lo è”. Ecco perché la conoscenza umana è di natura congetturale e ipotetica, e trae origine dall’attitudine dell’uomo di risolvere i problemi. Nell’era dei Big Data, che disarticola la dialettica tra ipotesi e tesi, ci sembra di potere elaborare leggi di natura, dando in pasto a potentissimi calcolatori valanghe di dati, rispondendo a domande che fino ad oggi non eravamo neppure in grado di pensare. Per Popper, una tesi ha carattere di scienza solo se può essere “falsificata”, in altre parole, lasciando in piedi ciò che non risulta sbagliato. Eppure le teorie di Darwin, Pasteur, Newton, Boyle, Einstein non partivano dai dati ma da un’idea iniziale tutta da dimostrare. E del resto, quante volte la scoperta è stata frutto del caso, più che del lavoro meticoloso di raccolta dei dati di un singolo? Oltre alla valanga dei dati, la scienza si apre a un nuovo modo di procedere ed è destinata a essere legata sempre più al lavoro di molti e non al destino di un singolo, diventando sempre più collaborativa. #Popper Chi ha paura della società aperta?Click To Tweet Potere e partecipazione Se la storia è un continuo processo di integrazione con l’altro e di superamento di limiti e valori, oggi assistiamo a un mescolamento di codici linguistici e di comportamento. Dal grande al piccolo schermo dello smartphone, si moltiplicano i contenuti, le opzioni di scelta e le identità, con oscillazioni pericolose, o quantomeno imprevedibili, tra il pluralismo e le visioni totalizzanti, il sogno della permanenza e quello dell’oblio, il potere e la partecipazione, la cronaca in tempo reale e vita in diretta, il rapido consumo delle immagini e delle notizie e la conoscenza critica, il desiderio bulimico di soddisfare nuovi bisogni e la crescita di gruppi e comunità con connotati sempre più tribali. Omologazione e velocità Il concetto di cittadinanza globale sta cedendo terreno a quello di “clandestinità”. Dopo la globalizzazione dei capitali e delle merci, il villaggio aperto si sta richiudendo su se stesso sotto il suo stesso peso. Così pur capaci di integrare sistemi, apparati e strumenti, non riusciamo a integrare le persone. Anzi, davanti alla sfida dell’integrazione, siamo solo capaci di dare la risposta più facile, quella dell’espulsione dell’altro. Come parte della tribù dominante ci interessa solo chi è uguale a noi. Il paradosso della tolleranza Secondo Popper, se estendiamo la tolleranza illimitata anche a coloro che sono intolleranti, se non siamo disposti a difendere una società tollerante contro l’attacco degli intolleranti, allora i tolleranti saranno distrutti e la tolleranza con essi. Ma se la guerra contro gli intolleranti è legittima, come legittimo sarebbe non porgere l’altra guancia a chi minaccia la nostra esistenza, allora non sarebbe altrettanto opportuno interrogarsi sulle responsabilità che hanno determinato quei fatti? Oppure dobbiamo considerare solo il fenomeno, rinunciando alla pretesa di conoscerne le cause? Mettere insieme le differenze Nella società aperta, la diversità è considerata un valore. L’incontro tra popoli differenti è un mutuo arricchimento. I confini non possono limitare il diritto alla mobilità e alla giustizia sociale. Anche a chi si occupa di innovazione tecnologica e imprese spetta il compito di contribuire al dibattito su questi temi per la promozione di leggi nazionali ed europee sull’immigrazione, l’asilo e la cittadinanza, per favorire il dialogo politico e la protezione degli stranieri, per affrontare la tragedia dei profughi, costruendo ponti che uniscono e non nuovi muri che dividono. L’innovazione può accelerare il processo di inserimento e di integrazione nel paese di accoglienza. La tecnologia è empowering: serve a ridurre le differenze che creano squilibrio, per creare un futuro per chi vuole restare e un’occasione per chi vuole andare via. Nell’era #BigData Qual è la lezione di #Popper?Click To Tweet L’innovazione che nasce dall’incontro con l’altro Nel mondo, ci sono oltre 43 milioni di persone in fuga da conflitti, violazioni dei diritti umani, guerre e persecuzioni. In Italia, ci sono circa 55mila rifugiati. I minori non accompagnati sono più di quattromila e i cittadini stranieri residenti quasi cinque milioni. L’Europa meticcia spaventa e la paura divide. Siamo tutti “stranieri” o “diversi” agli occhi degli altri. L’innovazione nasce dall’incontro e anche dallo scontro con l’altro. L’immigrazione è un tema controverso che richiede un’attenta riflessione sul passato. Respingere chi chiede di essere accolto, forse significa rinunciare anche a un pezzo del nostro futuro. Non si può affrontare il tema dei migranti senza porsi il problema delle cause e rimuovendo le cause della povertà. Nessuno squilibrio può resistere per sempre. La lezione di Popper Anche se non possiamo fare previsioni sullo sviluppo della società
Festival della mente di Sarzana, la rete come sistema di relazioni
L’edizione 2017 del Festival della Mente si è conclusa con una grande partecipazione di pubblico. Tre giornate con 65 relatori italiani e internazionali e 41 appuntamenti. Filo conduttore: la rete. «La rete è un concetto che racchiude molteplici significati e può essere declinato in molti modi» – ha dichiarato Benedetta Marietti, direttrice del Festival. «Dal web alla rete intesa come insieme di relazioni umane. Dalle reti che ci ingabbiano e imprigionano all’esplorazione delle reti neurali nelle neuroscienze. Dalla rete della solidarietà fino all’importanza della rete nella biologia, nella fisica, nella matematica, e perfino nello sport». Elena Cattaneo, scienziata, esperta di cellule staminali, al Festival ha parlato delle “reti che fanno bene alla scienza”, descrivendone due diversi tipi: quelle che si sviluppano attorno ai malati, permettendo loro di vivere al meglio l’umanità nella malattia, e quelle degli scienziati che in tutto il mondo studiano il gene che la provoca, sperimentano nuovi trattamenti e farmaci per alleviarne i sintomi e cercano nuove cure efficaci. Il concetto di rete però va oltre la scienza. Anche un sistema di relazioni pregresse, che creano impedimenti, coazioni e nevrosi, automatismi e pregiudizi, rituali e ossessioni, può essere considerato una “rete”. Intorno a questo tipo di rete, lo scrittore Michele Mari ha parlato di precetti, tabù e nuove schiavitù. Anche la famiglia è una “rete di relazioni” passate e presenti che possono determinare effetti, trasferendo alla generazioni future, non solo un patrimonio di informazioni genetiche, ma anche un vissuto di informazioni emotive. #FdM17 Festival della mente, la #rete come sistema di #relazioniClick To Tweet La designer spagnola Patricia Urquiola ha raccontato come in un mondo in cui l’intelligenza artificiale e i web robot stanno già costruendo le loro reti, l’unica difesa possibile consista nel rafforzare la nostra rete sociale, emozionale, intellettuale e professionale. Il matematico Paolo Zellini assieme allo scrittore e divulgatore scientifico Marco Malvaldi ha analizzato il concetto di rete come struttura matematica. L’esistenza del web suscita importanti questioni sullo sviluppo storico del concetto stesso di connessione. Alla base di ogni attivazione di un motore di ricerca ci sono infatti complesse strutture matematiche che rendono possibili le nostre operazioni. The post Festival della mente di Sarzana, la rete come sistema di relazioni appeared first on Data Manager Online.
BergamoScienza XV edizione, le sfide dell’intelligenza artificiale
BergamoScienza alla sua XV edizione animerà la città di Bergamo dal 30 settembre al 15 ottobre con un ampio palinsesto di eventi gratuiti: laboratori, conferenze, mostre, spettacoli e incontri con scienziati di fama internazionale. La scienza, come sempre, sarà la protagonista assoluta, con un intreccio di sapere e spettacolo per promuovere la cultura scientifica. Uno degli ospiti più attesi dell’edizione 2017 è Mario Renato Capecchi, genetista nato in Italia e naturalizzato in America, ideatore del gene targeting, tecnica che consente di ottenere nei topi specifiche mutazioni genetiche utili per lo studio di malattie umane come il cancro e il diabete, ricerca grazie alla quale ha vinto nel 2007 il Premio Nobel per la Medicina. Il suo incontro si terrà venerdì 13 ottobre alle ore 21 al Teatro Sociale. L’Intelligenza Artificiale è una delle questioni tecnologiche che nel millennio digitale pone le maggiori sfide e solleva le domande più controverse. BergamoScienza le dedica ben tre appuntamenti: lunedì 9 ottobre alle ore 21, al Teatro Sociale, Rob Fergus, docente di scienze informatiche dell’Università di New York alla guida della ricerca sull’Intelligenza Artificiale per Facebook a New York, parlerà dei limiti delle attuali tecniche e delle sfide future. Il tema del delicato rapporto tra intelligenza umana e Intelligenza Artificiale sarà affrontato anche dal filosofo Luciano Floridi, esperto di Big Data, che insegna filosofia ed etica dell’informazione all’Oxford Internet Institute, autore del recente “La quarta rivoluzione. Come l’infosfera sta trasformando il mondo” (Raffaello Cortina Editore). Luciano Floridi L’Etica dell’ #AI sabato 14 ottobre @BergamoScienzaClick To Tweet L’incontro, dal titolo “L’Etica dell’AI: Distrazioni Irresponsabili e Vere Sfide”, sarà sabato 14 ottobre alle 15 nell’Aula Magna di Sant’Agostino e indagherà le questioni etiche, aperte dalle nuove e sofisticate tecnologie digitali, che la dicotomia tra essere umano e Intelligenza Artificiale pone alla società dell’informazione. Pier Luca Lanzi, docente di ingegneria Informatica al Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano, domenica 8 ottobre alle 15 al Teatro Sociale nell’incontro “Intelligenza Artificiale e videogiochi: avversaria o compagna di avventure?” parlerà invece dell’applicazione dell’Intelligenza Artificiale al mondo dei videogiochi e del loro recente uso nella riabilitazione. The post BergamoScienza XV edizione, le sfide dell’intelligenza artificiale appeared first on Data Manager Online.