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Automic Software di CA Technologies introduce una mappa interattiva delle toolchain per DevOps e Continuous Delivery

La nuova Continuous Delivery Map è una guida di riferimento completa per mostrare tutte le alternative e funzionalità a disposizione delle organizzazioni aziendali addette allo sviluppo Automic Software, società di CA Technologies, ha annunciato il rilascio della ‘Continuous Delivery Map’ – una mappa visiva e dinamica delle toolchain disponibili per i DevOps e la Continuous Delivery (CD). La Continuous Delivery Map assomiglia a una mappa dei trasporti metropolitani, dove i tool che fanno parte della toolchain di DevOps sono classificati e rappresentati come fermate delle linee metropolitane e contrassegnati da colori diversi. Ogni fermata corrispondente a un tool presente nell’ecosistema delle app e riporta una breve spiegazione e collegamenti ad altri documenti e alla homepage del prodotto, mentre le diverse “linee” rappresentano gli elementi del processo di sviluppo e delivery. “A volte è davvero difficile orientarsi fra l’infinità di tool disponibili per il moderno processo di sviluppo del software,” ha dichiarato Chris Boorman, Chief Marketing Officer di Automic. “La Continuous Delivery Map illustra il ruolo svolto da ciascuno di questi tool in un contesto di CD, dimostrando in che modo l’orchestrazione, che si trova alla base di questa guida, sia cruciale per operare con successo nella moderna delivery del software.” Grazie al suo formato unico e di grande semplicità, la nuova mappa interattiva offre uno strumento standard con cui orientarsi fra le diverse tipologie di tool necessari alle moderne pratiche di software delivery, con prodotti d’automazione come CA Automic Release Automation e CA Continuous Delivery Director che rappresentano ingredienti essenziali per il successo. “Sono stati creati numerosi tool per le diverse fasi del ciclo di sviluppo del software, per non parlare di quelli progettati per distribuire le applicazioni ai clienti in modo sicuro e prevedibile,” ha dichiarato Alan Shimel, caporedattore di DevOps.com. “La Continuous Delivery Map di CA Automic è la guida di riferimento ideale per l’ambiente DevOps.” “La Continuous Delivery Map è una risorsa di consultazione completa sui principali tool presenti nel mercato DevOps, incluso DBMaestro,” ha commentato Yariv Tabac, co-fondatore e CEO di DBMaestro. “Siamo impazienti di vederne un’ampia diffusione come risorsa standard a disposizione della community DevOps.” Le funzioni di Business Automation di Automic offrono alle aziende tutta la visibilità, l’agilità, la velocità e la scalabilità necessarie per rispondere all’evoluzione degli odierni ambienti tecnologici. La soluzione all’avanguardia gestisce centralmente su tutti i client l’esecuzione del carico di lavoro su molteplici applicazioni e supporta il governo dell’infrastruttura IT. The post Automic Software di CA Technologies introduce una mappa interattiva delle toolchain per DevOps e Continuous Delivery appeared first on Data Manager Online.

Nuova Audi TT RS Roadster: dalla pista alle strade d’Italia

Al via la prevendita in Italia della nuova piccola roadster firmata Audi Sport. Propulsore 2.5 litri 5 cilindri “Engine of the Year” per l’ottava edizione consecutiva Dopo l’introduzione della nuova generazione della TT RS Coupé ad alte prestazioni avvenuta lo scorso giugno, inizia la prevendita della TT RS Roadster in Italia. La piccola roadster del brand Audi Sport completa la gamma TT, trasformando il piacere della guida all’aria aperta in pura adrenalina e divertimento. Il sound inconfondibile del 5 cilindri di serie più potente al mondo preannuncia l’arrivo della compatta supersportiva. Insignito del titolo di “Engine of the Year” per l’ottava edizione consecutiva, il motore 2.5 TFSI accoppiato al cambio automatico S tronic, è in grado di trasferire sulle quattro ruote 400 CV di potenza e 480 Nm di coppia, consentendo prestazioni assolute unite ad una maneggevolezza ed una dinamica di guida da kart. La nuova TT RS Roadster accelera da 0-100 Km/h in 3,9 secondi e raggiunge, su richiesta, una velocità massima di 280 Km/h. Il design aggressivo ed elegante della nuova TT RS Roadster si completa con i gruppi ottici OLED Audi Matrix  posteriori, che ne definiscono le linee grazie ad accattivanti effetti luminosi. Assieme alla variante Coupé, per la prima volta un modello Audi è equipaggiato con questa sofisticata tecnologia che riduce il peso dei componenti, restituisce un’illuminazione più intensa ed omogenea e rapisce lo sguardo fino a lasciare il posto nuovamente alla scia del sound. Viaggiare en plein air  non è mai stato così piacevole: la nuova Audi TT RS Roadster è dotata di capote in tessuto leggero che si apre e si chiude in appena 10 secondi fino ad una velocità di 50 km/h. La nuova Audi TT RS Roadster pesa solamente 1.530 Kg grazie all’ulteriore evoluzione del telaio Audi space frame. La scelta dei numerosi optional RS si accompagna a tre configurazioni differenti, ideate per esaltare le caratteristiche da vera supersportiva. Il pacchetto Dynamic, dedicato agli amanti del sound del 5 cilindri e della massima tenuta di strada, offre impianto di scarico sportivo RS e assetto sportivo RS plus con Audi magnetic ride. Il Dynamic Plus arricchisce la vettura con freni anteriori in ceramica RS e limitatore elettronico della velocità massima a 280 km/h, per raggiungere velocità e spazi di frenata da race car. Dynamic Race, infine, racchiude l’essenza degli equipaggiamenti sportivi ed esalta il carattere sportivo in ogni sua forma, dalla velocità, alla frenata, dal sound all’handling. The post Nuova Audi TT RS Roadster: dalla pista alle strade d’Italia appeared first on Data Manager Online.

Huawei Mate 10 Lite avrà quattro fotocamere

Il più piccolo dei tre modelli in uscita a metà settembre è apparso in rete in una foto che sa molto di ufficiale. Ecco come è fatto A metà ottobre Huawei presenterà i nuovi Mate 10. Se fino a qualche anno fa l’iterazione business dei Mate era rappresentata da un solo modello, il mercato degli ultimi tempi dice che lanciare prodotti differenti può far bene, per coprire target con esigenze specifiche. Partiamo da un presupposto: il Mate 10, anche nella declinazione Lite, non sarà un telefono economico. Se l’ultimo Mate 9 Pro costava oltre 900 euro in Italia, i prossimi si manterranno su cifre simili, per destinazione d’uso (l’utente professionale appunto) e le particolari tecnologie a bordo. La prima è la presenza del primo processore Kirin con una sezione dedicata all’Intelligenza Artificiale. Svelato a IFA di settembre, il 970 sarà il cuore del Mate 10 e del Mate 10 Pro ma non del Lite, dove la CPU sarà la precedente 659. Come sarà Tuttavia il piccolo della casa potrà vantare ben quattro fotocamere, due sul retro e due frontali, prima tecnologia simile per uno smartphone di massa. I sensori principali delle due camere avranno una risoluzione da 16 e da 13 megapixel (rispettivamente dietro e davanti) con un modulo secondario da 2 megapixel. La conseguenza principale sarà il poter catturare foto con effetto bokeh anche con la fotocamera tipica per i selfie, un bel vantaggio in termini di resa grafica e qualità. Il resto delle specifiche ottenute da un insider parla di processore octa-core, 4 GB di RAM, 64 GB di storage e batteria da 3.340 mAh. Il sistema operativo sarà l’aggiornatissimo Android 8 Oreo personalizzato dalla solita EMUI, arrivata alla 5.1. A quanto pare il prezzo non scenderà sotto i 380 euro, un giusto compromesso per quello che il Mate 10 Lite dovrebbe ospitare. The post Huawei Mate 10 Lite avrà quattro fotocamere appeared first on Data Manager Online.

Intel presenterà i Cannon Lake a fine 2018

Nonostante le indiscrezioni sul lancio entro la fine di quest’anno pare che la compagnia abbia dovuto rimandare l’annuncio I processori più attesi di Intel, almeno degli ultimi tempi, sono i Cannon Lake. Per quale motivo? A causa della particolare costruzione a 10 nanometri, che permetterà di ottenere una potenza e prestazioni maggiori in dimensioni ridotte rispetto alle attuali. Nonostante le numerose indiscrezioni su un probabile arrivo entro la fine di quest’anno, pare che la compagnia americana abbia rimandato il lancio delle CPU a fine 2018, cioè tra oltre 12 mesi. La ragione? Non si sa ma di certo sta causando parecchi grattacapi alle partner storiche della produttrice di chip. Tra queste anche Apple, che avrebbe voluto portare a termine la realizzazione dei primi MacBook con i Cannon Lake nei primi mesi del nuovo anno e invece dovrà attendere comne tutti gli altri OEM. Cosa succede La situazione è paradossale perché un’attesa come quella che circonda i processori di nuova generazione potrebbe trasformarsi in un boomerang per Intel. Già diverse aziende hanno detto di voler attendere la famiglia successiva, quella che seguirà i Cannon Lake, definita come Ice Lake, basata su una tecnologia di costruzione a 10 nm+, ovvero ancora più ottimizzato di ciò che arriverà. Tempistiche del genere avrebbero il potere di ridefinire la timeline prevista da decine di compagnie, con ritardi notevoli sulla produzione. Per adesso l’americana non fa altro che ricordare le migliorie delle CPU in uscita a fine 2018: con il 25% di potenza in più dei Kaby Lake e il 45% di consumo energetico minore, in un form factor disegnato apposta per occupare uno spazio ridotto, non solo a bordo dei computer ma anche di altri oggetti connessi, come le automobili a guida autonoma. The post Intel presenterà i Cannon Lake a fine 2018 appeared first on Data Manager Online.

Russiagate: Facebook fornisce al governo i dati sui profili fake russi

Facebook fornirà al Congresso USA il contenuto di 3mila annunci politici diffusi durante le elezioni americane che potrebbero essere legati alla Russia Durante le passate elezioni presidenziali, Facebook è stato accusato di aver influenzato le votazioni attraverso la diffusione di fake news e bufale. Il social network ha negato ogni coinvolgimento ma è stato confermato che effettivamente alcuni profili creati ad hoc hanno fatto propaganda in favore di Donald Trump. Ora che è scoppiato il caso Russiagate, l’azienda di Menlo Park si è vista costretta a scendere a patti con Washington per dimostrare la sua buona volontà al procuratore speciale Robert Mueller, incaricato di scoprire i rapporti tra l’attuale amministrazione e Mosca. Il CEO Mark Zuckerberg ha annunciato che consegnerà al Congresso il contenuto di oltre 3mila annunci politici diffusi su Facebook e che sarebbero stati creati e finanziati dalla Russia per interferire nelle elezioni. “Non voglio che nessuno utilizzi i nostri strumenti per minare la democrazia”, ha detto il fondatore della piattaforma. All’inizio di settembre Facebook ha individuato 470 profili falsi che avevano speso circa 100mila dollari per gestire annunci politici in circa 2 anni. Gli account sono probabilmente nati in Russia e sarebbero legati a un’associazione conosciuta come Internet Research Agency. Negli annunci questi profili trattavano temi molto sensibili di grande impatto sull’opinione pubblica come la questione razziale, immigrazione, accesso alle armi e diritti della comunità LGBT. Zuckerberg si è detto “profondamente” preoccupato dell’integrità della democrazia e che Facebook effettuerà indagini interne per stabilire l’impatto di questi falsi profili. Il social network inoltre afferma che sono in corso ulteriori investigazioni su “attori stranieri” non solo in Russia ma anche in altri Paesi del blocco sovietico. The post Russiagate: Facebook fornisce al governo i dati sui profili fake russi appeared first on Data Manager Online.

La banda larga mobile accelera la crescita economica

Un report condotto dal dipartimento di Ricerca di Ericsson in collaborazione con l‘Imperial College di Londra conferma che l’adozione della banda larga mobile da parte di un Paese si traduce, nel complesso, in un consistente sviluppo dell’economia locale. Dal titolo ‘How Important Are Mobile Broadband Networks for Global Economic Development?’, il report analizza i dati relativi a 135 Paesi. Ne emerge che ad un aumento del 10% della penetrazione della banda larga mobile, corrisponde un aumento del PIL tra lo 0,6 e il 2,8 %. Questo, a livello globale, nel 2016 ha generato un controvalore economico pari a circa 500 – 2000 miliardi di USD. Altri report realizzati in passato hanno preso in esame la banda larga fissa, fornendo solo una stima dell’impatto sulla crescita economica. Attraverso questo studio, invece, si è arrivati alla conclusione secondo cui l’introduzione del mobile broadband ha un effetto positivo immediato sull’economia di un Paese, oltre a un “effetto a catena” sul lungo termine man mano che aumenta la penetrazione della banda larga mobile in diversi mercati. Harald Edquist, Master Researcher in Macroeconomics presso il dipartimento di Ricerca di Ericsson e tra gli autori del report, ha commentato: “Negli ultimi 10-15 anni, molti dei Paesi in via di sviluppo hanno adottato tecnologie basate sulla banda larga mobile per dare impulso al proprio sviluppo economico. Sono certo che, continuando a investire nel mobile broadband in maniera intelligente, questi – e altri – Paesi avranno un’ottima chance di continuare a raccogliere i frutti di continui miglioramenti nella produttività e nuove opportunità economiche che semplicemente non sarebbero possibili senza l’accesso alla banda larga mobile”. La diffusione delle reti a banda larga mobile è avvenuta rapidamente, e questo trend è destinato a continuare. Secondo l’Ericsson Mobility Report (Giugno 2017), alla fine del 2016, erano circa 3,2 miliardi (su una popolazione mondiale di 7,4 miliardi di persone) gli utenti con accesso a Internet attraverso la banda larga mobile. Si prevede che, entro il 2022, altri 2,6 miliardi di utenti accederanno a Internet grazie a questa tecnologia. I risultati di entrambi questi report sono stati presentati nell’ambito della UN Week in corso a New York fino al 22 settembre e, in particolare, durante i lavori della Broadband Commission for Sustainable Development – che vede anche Ericsson tra i partecipanti – come base di discussione tra stakeholder di tutto il mondo sul ruolo positivo che le tecnologie ICT possono rivestire per lo sviluppo economico globale. Harald Edquist ha aggiunto: “Abbiamo sempre sfidato il pensiero tradizionale. In linea con il nostro obiettivo di creare innovazioni durature e favorire nuove opportunità economiche, lavoriamo per migliorare la qualità della vita delle persone, grazie a nuovi modi per restare connessi, nuove tecnologie per le aziende in trasformazione e contribuendo a una società più inclusiva. E questo è quello che continueremo a fare, mentre ci apprestiamo ad entrare nell’era del 5G, dell’IoT e delle infrastrutture basate su reti cloud”. The post La banda larga mobile accelera la crescita economica appeared first on Data Manager Online.

WhatsApp nega una backdoor al governo britannico

WhatsApp ha rimandato al mittente la richiesta del governo britannico di realizzare una backdoor per favorire le indagini sul terrorismo Lo scontro tra WhatsApp e il governo britannico è un nuovo esempio di come l’esigenza di proteggere la privacy dei cittadini spesso si scontri con la necessità di garantire la sicurezza in un periodo storico in cui è il terrorismo a farla da padrone. L’esecutivo guidato da Theresa May ha chiesto quest’estate all’app di messaggistica di realizzare una backdoor che consenta di accedere alle conversazioni e ai contenuti scambiati tra gli utenti. Numerose indagini hanno infatti dimostrato che i terroristi hanno utilizzato WhatsApp per coordinare gli attacchi nei pressi di Westminster, al concerto di Ariana Grande a Manchester e sul London Bridge a giugno. Stando a quanto riporta Sky News, la chat di proprietà di Facebook ha rifiutato la richiesta del governo. A seguito della battaglia legale tra Apple e l’Fbi per lo sblocco dell’iPhone di uno degli attentatori della strage di San Bernardino molte aziende, tra cui WhatsApp, hanno introdotto la crittografia end-to-end per proteggere la privacy degli utenti. Con questo sistema solo l’utente può accedere alle conversazioni e solo i cosiddetti metadati possono essere quindi concessi alle forze dell’ordine per eventuali indagini. La creazione di una backdoor, come ha sottolineato tempo fa il CEO di Apple Tim Cook, permetterebbe sì alla polizia di trovare con maggiore facilità i terroristi ma allo stesso tempo potrebbe essere sfruttata per violare i sistemi di WhatsApp. La stessa richiesta fatta a WhatsApp è arrivata anche a Telegram ma da parte dell’intelligence russa e dal governo indonesiano guidato da Rodrigo Duterte. L’app di Pavel Durov rischia il bando se non si assoggetterà alle richieste di Mosca. The post WhatsApp nega una backdoor al governo britannico appeared first on Data Manager Online.

Nuova variante di FinFisher utilizzato nelle campagne di sorveglianza: coinvolti alcuni Internet Provider

Secondo i ricercatori di ESET gli Internet Provider sarebbero utilizzati come vettore di infezione I ricercatori di ESET, il più il più grande produttore di software per la sicurezza digitale dell’Unione europea, hanno identificato alcune campagne di sorveglianza che utilizzano una nuova variante di FinFisher, il noto spyware conosciuto anche come FinSpy, acquistato dalle agenzie governative in tutto in mondo e utilizzato anche da regimi oppressivi. Sono interessati sette paesi (per questioni di riservatezza e sicurezza i ricercatori di ESET hanno deciso di non nominarli) e in due di questi molto probabilmente lo spyware si è diffuso attraverso un attacco Man In The Middle attraverso alcuni importanti Internet Provider. Lo spyware FinFisher ha molteplici funzionalità di spionaggio, come la sorveglianza attraverso webcam e microfoni, il keylogging e l’estrazione di file. Nell’ultima versione sono stati introdotti alcuni miglioramenti tecnici, finalizzati ad aumentare le sue capacità di spionaggio. Lo spyware usa un sistema di virtualizzazione del codice personalizzato per proteggere la maggior parte dei suoi componenti, incluso il driver in modalità kernel. Inoltre, l’intero codice è pieno di “trucchi” anti disassemblaggio per superare il primo livello di protezione. L’innovazione più importante, tuttavia, è il modo in cui lo strumento di sorveglianza viene distribuito sui computer delle vittime. Quando l’utente da colpire sta per scaricare delle applicazioni famose come WhatsApp, Skype o VLC Player, viene dirottato verso il server dell’attaccante, scaricando un pacchetto di installazione infetto con il FinFisher. Dopo che l’utente clicca sul link per il download, il browser viene dirottato verso un pacchetto di installazione infetto ospitato sul server dell’attaccante che, dopo essere stato scaricato ed eseguito, non solo installa l’applicazione legittima ma anche lo spyware FinFisher. Il collegamento dannoso viene inserito nel browser dell’utente tramite un codice di risposta HTTP 307 che indica un indirizzamento temporaneo in cui il contenuto richiesto è stato spostato in un nuovo URL. L’ipotesi che in alcune campagne FinFisher si è diffuso attraverso un attacco Man In The Middle attraverso alcuni importanti Internet Provider è supportata da numerosi fatti: in primo luogo, secondo i materiali interni che sono stati pubblicati da WikiLeaks, il produttore di FinFisher ha offerto una soluzione denominata “FinFly ISP” da distribuire su reti ISP con funzionalità corrispondenti a quelle necessarie per eseguire un questo tipo di attacco MitM. In secondo luogo, la tecnica dell’infezione (che usa il reindirizzamento HTTP 307) viene implementata allo stesso modo in entrambi i paesi colpiti. In terzo luogo, tutti gli obiettivi interessati all’interno di un paese stanno utilizzando lo stesso ISP. Infine, lo stesso metodo e il formato di reindirizzamento sono stati utilizzati per il filtro di contenuti Web da parte degli Internet Provider in almeno uno dei paesi interessati dall’attacco. L’utilizzo di attacchi MitM a livello ISP non era mai stato rivelato – almeno fino ad ora. Se confermato, queste campagne FinFisher rappresenterebbero un sofisticato e furtivo progetto di sorveglianza senza precedenti per combinazione di metodi e di portata. The post Nuova variante di FinFisher utilizzato nelle campagne di sorveglianza: coinvolti alcuni Internet Provider appeared first on Data Manager Online.

Talentia Software introduce la versione 10.2 della soluzione dedicata al tema Human Capital Management

Sono numerose le nuove funzionalità di E-learning e gli aggiornamenti sui processi HR garantiti dal fornitore internazionale di soluzioni presente nel Magic Quadrant di Gartner e nella Fosway 9-Grid Talentia Software annuncia la disponibilità di Talentia HCM 10.2, la soluzione che include una serie di strumenti di gestione delle Risorse Umane ancora più ricca, per rispondere alle necessità delle organizzazioni. Talentia HCM è in grado di adattarsi alle esigenze aziendali, è scalabile per supportare le imprese nella gestione dei processi HR, garantendo tutti gli strumenti utili per gestire, motivare, sviluppare e consolidare al meglio le relazioni con i propri dipendenti, identificando e aiutando i responsabili Risorse Umane, monitorando i loro training, competenze, performance e carriere. I manager HR hanno bisogno anche di individuare e coltivare talenti, in particolar modo chi possiede grande potenziale e rappresenta una risorsa chiave per le performance aziendali; di gestire le persone e fornire supporto prima e durante eventuali separazioni, per assicurare che l’organizzazione continui a crescere e per garantire un buon clima aziendale. Le divisioni HR devono essere in grado di raccogliere e analizzare una vasta gamma di dati e, in alcuni casi, di prevedere un crescente numero di situazioni in modo da sostenere la trasformazione e il cambiamento, ma anche contribuire con risposte concrete che forniscano reale valore aggiunto al business e alla relazione azienda-dipendente. La nuova versione include importanti aggiornamenti e nuove funzionalità che ottimizzano le attività di gestione HR, tra le quali Talentia Learning, che consente ai manager responsabili della formazione di risparmiare tempo grazie a un quadro più chiaro delle differenti esigenze di training dei loro team e dei flussi di lavoro, per gestire in modo agile i piani e allineare le esigenze con i corsi di formazione disponibili, con una gamma completa di indicatori necessari per guidare l’attività. La soluzione supporta i dipendenti nel curare il proprio percorso – con la segnalazione del livello di formazione individuale (diplomi, qualifiche, storico, etc.), consentendo alle HR di adempiere i loro obblighi legali, sociali e fiscali, ottimizzando i budget. Permette inoltre il monitoraggio dei corsi di formazione offerti e valutazioni immediate e a posteriori da parte dei partecipanti ai corsi. La nuova release 10.2 include anche una soluzione completa di E-Learning che gestisce le esigenze dei dipendenti e dei manager, amministra il calendario e fornisce i corsi di formazione richiesti su una piattaforma sicura. Talentia HCM 10.2 comprende inoltre il nuovo modulo di Continuous Feedback, che consente ai dipendenti di collaborare in modo ancora più proattivo, attraverso valutazioni reciproche, all’interno di team o in tutta l’azienda, per fornire ulteriori informazioni al management e ai responsabili HR sui talenti e sulle performance del personale, con l’opzione di poter definire funzioni divertenti e competizioni amichevoli. In generale la soluzione, easy-to-use e modulare, offre una panoramica istantanea di tutte le informazioni chiave dell’area HR per incrementare la comprensione e l’utilizzo dei dati, consentendo alle aziende di prendere le decisioni più efficaci in modo rapido grazie anche alla disponibilità di potenti funzionalità di reportistica: i responsabili HR e i manager accedono ai principali indicatori HR (talenti, forza lavoro, metriche, ecc.) attraverso dashboard e cruscotti personalizzabili, in funzione dei propri livelli di responsabilità, ma garantendo sempre la sicurezza e confidenzialità dei dati. È disponibile in versione “full web”, con accesso garantito a tutte le funzionalità sia da una workstation che da dispositivi mobili via Internet o dall’applicazione dedicata. È compatibile con i principali browser e sistemi, tra i quali Windows, MacOs, iOs e Android. The post Talentia Software introduce la versione 10.2 della soluzione dedicata al tema Human Capital Management appeared first on Data Manager Online.

La Synchronized Security di Sophos a Itway Campus 2017

In occasione dell’evento, Sophos presenterà la propria offerta per rispondere alle nuove sfide della sicurezza informatica Sophos parteciperà alla decima edizione di ITway Campus, l’appuntamento che ogni anno riunisce vendor, Partner e protagonisti del mercato IT in una giornata dedicata a percorsi formativi, presentazioni di prodotti e strategie volta ad una condivisione e ad un confronto diretto con i player del mercato. Gli attacchi informatici estremamente aggressivi e dannosi che si sono susseguiti nel corso degli ultimi mesi hanno messo a dura prova i sistemi di protezione delle reti aziendali. La difesa da attacchi malware e ransomware è diventata dunque sempre più una priorità assoluta per il business. Le risposte devono essere tempestive ed efficaci e per affrontare questo scenario sempre più complesso, Sophos ha ulteriormente arricchito il proprio portafoglio di soluzioni con Intercept X, il più avanzato sistema anti-ransomware attualmente disponibile. Sophos Intercept X blocca il ransomware non appena si effettua un tentativo di cifratura dei file e ripristina i dati al loro stato originale, inserendosi nel quadro ben più ampio della strategia di Synchronized Security dell’azienda. Tale approccio si esplicita in particolare attraverso Sophos Security Heartbeat, una funzionalità unica che mette in comunicazione firewall ed endpoint, consentendo ad entrambi di condividere informazioni e rafforzare la protezione contro le minacce più sofisticate. Il palcoscenico di Itway Campus, che si terrà il 26 settembre dalle 9.00 presso Enterprise Hotel, Corso Sempione 91 di Milano, sarà il contesto ideale per condividere la strategia di Sicurezza Sincronizzata di Sophos. In particolare, sarà Walter Narisoni, Sales Engineer Manager di Sophos Italia a tenere un intervento dal titolo: “Combatti le nuove minacce con il sistema di sicurezza completo, innovativo e sincronizzato di Sophos”. (Ore 15.00 –  Sala Venere). “Per decenni la sicurezza informatica ha trattato la sicurezza perimetrale e quella dell’endpoint come due entità separate senza nessun tipo di comunicazione. Sophos ha modificato questo approccio portano le varie componenti di sicurezza informatica a “parlare” tra loro, apportando una vera rivoluzione nel concetto di protezione dei dispositivi con l’introduzione del next gen endpoint: l’antivirus signature less che intercetta le minacce zero day” spiega Narisoni. The post La Synchronized Security di Sophos a Itway Campus 2017 appeared first on Data Manager Online.