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V-Valley e Mosaico, “matrimonio” nel nome dell’IT

Competenze complementari e sguardo al futuro. Per Calcina di Mosaico “la squadra si prepara a diventare n.1 sul mercato”, Casini di V-Valley parla della crescita nella sicurezza dell’IoT Un primo bilancio delle attività e dell’andamento del mercato quello tracciato da Silvio Calcina, Head of Sales & Marketing di Mosaico (an Esprinet company) e Luca Casini, Presidente e direttore commerciale di V-Valley (the value of Esprinet). Mosaico Srl è nata con l’acquisizione effettuata da Esprinet delle attività di distribuzione di ItWay. Le due realtà si sono fuse alla fine dello scorso anno, e mentre V-Valley porta sul mercato una value proposition fatta soprattutto di data management e virtualizzazione, Mosaico è invece lo specialista nell’open source. “La nostra offerta non si sovrappone ma si completa a vicenda, va in direzione del servizio ai clienti”, ha sottolineato Casini durante un meeting alla nuova edizione del Campus, nella cornice degli incontri di formazione del Gruppo Esprinet che ogni anno riunisce canale e clienti. La cyber-security è un hot topic del mercato, e la distribuzione a valore gioca un ruolo importante in questo campo. “Per noi non si tratta più solo di soddisfare le richieste del rivenditore ma di mettersi al suo fianco per quanto riguarda formazione, eventi sul territorio e generazione della domanda”. La GDPR (General Data Protection Regulation) è un’opportunità in questo scenario perché coinvolge nella gestione del sistema informativo non solo i responsabili in azienda, ma lo stesso AD e le figure manageriali. “Diventeremo un player importante nella cyber security in Italia”, sottolinea anche Calcina, “siamo un team affiatato e vogliamo fare bene nel business”. Le due società mantengono ciascuna il proprio profilo sul mercato, pur avendo naturalmente l’obiettivo di posizionare Esprinet come il primo distributore italiano di sicurezza informatica. In particolare è il mercato dell’Internet of Things che sembra uno dei più promettenti come margine di crescita, grazie alle enormi potenzialità delle infrastrutture connesse e delle esigenze di protezione dei dati. “La richiesta di sicurezza per quanto riguarda il mondo degli oggetti connessi è in crescita. Il mondo di domani sarà fatto in larga parte di sensori che comunicano tra loro, e questo ci sembra un momento pieno di promesse per il nostro settore”, commenta Casini. I continui sviluppi tecnologici determinano un’evoluzione non solo lato domanda, ma anche lato offerta. “Produttori e distributori di tecnologia devono chiedersi qual è oggi il loro core business, e sono chiamati a sapersi reinventare”. Ora che ci si sta avviando verso gli ultimi mesi dell’anno, è lecito tirare le somme e chiedersi quali sono gli obiettivi per il 2018. “Cyber-security, networking, software e cloud sono aree di soddisfazione per noi, mentre l’obiettivo dell’anno prossimo è di diventare leader nella sicurezza perché riteniamo di avere le competenze, i prodotti e la strategia giusta”. I due manager sottolineano che Esprinet sta investendo nel mondo del valore con aspettative alte, che è giusto soddisfare. “Dietro le parole ci sono i fatti. E sono fatti solidi”: c’è un piano di investimenti, lo stesso Campus conta 300 rivenditori, sono una cinquantina le date sul territorio con il V-Truck, c’è un piano di comunicazione costante sul cloud con i webinar ed eventi dedicati. Ci sono 1.600 reseller serviti con i team di prevendita dai clienti, e sono un centinaio i brand a portafoglio, “con un’offerta che comprende tra l’altro server, storage, comunicazioni unificate e ci avvaliamo del supporto di Esprinet sul territorio per fare business”. The post V-Valley e Mosaico, “matrimonio” nel nome dell’IT appeared first on Data Manager Online.

Frutta secca, un rimedio efficace contro l’obesità

Secondo i nutrizionisti la frutta secca è un valido aiuto per diminuire il rischio di sovrappeso e obesità Concedersi uno snack a base di noci, mandorle, nocciole, pistacchi e persino noccioline, non solo apporta numerosi benefici al nostro organismo, ma sembra che possa addirittura tenere lontana l’obesità. Buona e ricca di proprietà benefiche Che la frutta secca faccia bene alla salute, se mangiata in dosi moderate, non è certo una novità. Uno studio trentennale ha confermato che questo tipo di alimento allunga la vita del 20%. Oltre al suo gusto decisamente sfizioso, ne basta una piccola manciata per aiutarci a rinforzare il sistema immunitario e prevenire alcuni tipi di malattie. Basta non eccedere nel consumo, trattandosi di alimenti piuttosto calorici. Meno ricche di calorie eppure più proteiche e più cariche di fibre sono invece le mandorle. Lo studio americano Predimed ha mostrato come una manciata di frutta a guscio al giorno, circa 30 grammi divisi tra noci, nocciole e mandorle, riduca del 28% l’incidenza di malattie come infarto e ictus. Secondo uno studio della Harvard Medical School la frutta secca terrebbe lontano anche il tumore al pancreas. Pistacchi e anacardi sono invece ottimi quando si ha bisogno di fare il pieno di energia e i loro grassi buoni aiutano a controllare il livello di colesterolo nel sangue. Infine basta una manciata di noci o noccioline al giorno per ridurre il rischio di problemi cardiaci, cancro e morte prematura. Lo studio Inoltre la frutta secca ha spesso un effetto saziante, che aiuta quindi a limitarsi, evitando di ingerire cibo in eccesso. È quanto emerso da uno studio guidato dalla Loma Linda University School of Public Health e dalla International Agency for Research on Cancer, in collaborazione con 35 ricercatori che l’hanno revisionato,pubblicato sulla rivista European Journal of Nutrition. Il gruppo di ricerca ha analizzato le informazioni sulla dieta e sull’indice di massa corporea di 373.293 persone, tra i 25 e i 70 anni, reclutate tra il 1992 e il 2000 in 10 Paesi europei nell’ambito dello studio European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition. I volontari hanno sono aumentati nell’arco di cinque anni di due chili e cento grammi, ma rispetto a chi non consumava affatto noci coloro che ne consumavano di più sono ingrassati meno. Il dato più sorprendente è che i consumatori di noci, mandorle, nocciole, pistacchi, e noccioline risultavano avere un rischio del 5 per cento più basso di diventare sovrappeso o obesi. The post Frutta secca, un rimedio efficace contro l’obesità appeared first on Data Manager Online.

Beam-it sceglie EOS per una collaborazione strategica nel campo dell’additive manufacturing

Questa nuova collaborazione è pensata per supportare la crescita dell’azienda, ottimizzare i suoi processi produttivi e i vari studi su nuovi materiali e nuove leghe metalliche EOS, azienda leader a livello globale nella fornitura di tecnologia per la stampa 3D industriale di metalli e polimeri, e Beam-IT, l’azienda di Additive Manufacturing con il parco macchine più ampio d’Europa, annunciano oggi una nuova collaborazione, pensata per supportare la crescita Beam-IT, ottimizzare i suoi processi produttivi ed i vari studi su nuovi materiali e nuove leghe metalliche. Una partnership importante, questa, che nelle scorse settimane è stata anche sugellata da un frame agreement che contempla l’opzionamento di 16 nuove macchine, per i prossimi 30 mesi, e che permetterà a Beam-IT di sviluppare sempre di più la sua attività grazie al supporto di EOS. Fondata nel 1997, Beam-IT è stata una delle prime realtà italiane ad aver scelto l’Additive Manufacturing per la realizzazione dei suoi prodotti. Dopo essersi dotata negli anni di sistemi all’avanguardia e personale specializzato, Beam-IT ha scelto adesso un sistema EOS M 400 per l’evoluzione della sua infrastruttura produttiva, con l’obiettivo di consolidare nuovi mercati, come quello aeronautico. L’EOS M 400 sarà la prima macchina a disposizione di Beam-IT, che ha già programmato di integrare la sua infrastruttura con un esemplare del sistema EOS M 400-4. Mentre il Sistema EOS M 400 ha a disposizione un singolo laser da 1000W, EOS M 400-4 dispone di quattro laser (moltiplicando in questo modo la potenza di EOS M 290), per velocizzare il processo produttivo. “L’Additive Manufacturing è una vera e propria rivoluzione per innumerevoli settori industriali, che possono oggi realizzare componenti con una riduzione di costi impensabile fino a pochi anni fa”, ha dichiarato Mauro Antolotti, Presidente di Beam-IT. “Grazie a questo accordo con EOS possiamo utilizzare macchinari sempre all’avanguardia, che implementeranno il nostro processo produttivo riducendo di gran lunga i tempi per la lavorazione dei nostri prodotti. Siamo contenti di aver trovato un partner tanto affidabile, che garantisce per i suoi macchinari nel tempo grazie ad un’assistenza puntuale e a programmi di formazione molto interessanti”. L’Additive Manufacturing (AM) è un elemento chiave delle strategie aziendali attuali e del futuro, e sta trovando sempre più applicazioni nel campo della produzione in serie per consentire alle aziende di unire una produzione di scala e automatizzata alla completa integrazione delle soluzioni AM con le infrastrutture già esistenti. EOS M 400-4 è il nuovo sistema a quattro laser ad alta produttività per la produzione di componenti metallici su scala industriale che l’azienda ha presentato al Formnext l’anno scorso insieme a Shared Modules, una soluzione modulare flessibile e scalabile che consente di integrare la produzione DMLS (Direct Metal Laser Sintering, sinterizzazione laser diretta di metalli) nella produzione industriale. I moduli periferici automatizzati e la logistica di trasporto assicurano una efficiente fornitura per numerosi sistemi della generazione EOS M 400 per la stampa 3D di metalli. Per offrire in maniera sempre più veloce competenze relative all’Additive Manufacturing, la divisione di EOS dedicata alla  formazione e alla consulenza, chiamata Additive Minds, può formare il personale dei clienti per aiutare ancora più aziende a trarre vantaggio dalle tecnologie dell’Additive Manufacturing. “Beam-IT è stata la prima azienda in Italia a utilizzare il sistema EOS M400 e siamo lieti abbiano riposto in noi e nella nostra macchina tanta fiducia”, ha dichiarato Giancarlo Scianatico, Regional Manager per l’Italia di EOS. “Beam-IT ha potuto ottenere risultati interessanti con la nostra soluzione grazie alla sua flessibilità e scalabilità, nell’ambito di una collaborazione pensata per soddisfare le necessità attuali e futuri dell’azienda. Inoltre, questo accordo rappresenta un esempio importante per tutte quelle realtà di ogni dimensione che vogliono operare nell’ambito dell’Industria 4.0 e si stanno già preparando a cambiare il loro business grazie ai vantaggi offerti dall’Additive Manufacturing, ai nostri prodotti e ai nostri programmi di formazione, a partire da Additive Minds”. The post Beam-it sceglie EOS per una collaborazione strategica nel campo dell’additive manufacturing appeared first on Data Manager Online.

YotaPhone ci riprova: ecco la terza generazione

Il primo smartphone con due schermi era forse arrivato troppo presto. I cinesi lo riportano nei negozi con migliorie hardware e software YotaPhone non ha suscitato un grande interesse sui mercati principali. Eppure il telefonino con doppio schermo aveva il suo perché: un touch classico sul fronte e uno, della stessa diagonale , sul retro ma con tecnologia e-ink. La stessa tecnica usata per mostrare i contenuti sugli e-reader, qui serviva per risparmiare batteria mostrando le applicazioni preferite in modalità normale ma con un evidente scaling nei colori. Un’idea geniale se si pensa che i top di gamma oggi arrivano allo stesso obiettivo rendendo l’interfaccia più scarna di elementi e grafiche. Ebbene, dopo le prime due generazioni praticamente invendute, ecco YotaPhone 3. In termini di hardware e software le migliorie sono evidenti: schermo da 5,5 pollici Amoled, da 5,2 pollici quello e-ink, processore Snapdragon 625, 4 GB di RAM, 64 GB di storage, batteria da 3.300 mAh e fotocamera da 12 megapixel. Sbarco in Cina Il debutto avverrà nella patria cinese a un prezzo vicino ai 470 euro per la versione base, 550 euro quella con 128 GB di memoria interna. Ovviamente a questo prezzo sul mercato ci sono dispositivi decisamente più potenti e affidabili, con marchi più famosi. Ma quello di Yota Device è uno smartphone che rompe gli schermi e che, probabilmente, piacerà solo a una nicchia ristretta di persone. In realtà il second screen svolge il suo compito in maniera ottimale, rappresentando un valido sostituto di un Kindle o di un qualsiasi lettore di ebook. Troppo piccolo lo schermo? Forse si, ma volete mettere la soddisfazione di sfogliare la libreria a disposizione mantenendo al minimo i consumi? Dopo l’arrivo in Cina, YotaPhone 3 potrebbe sbarcare anche in Europa, nel migliore dei casi entro la fine dell’anno. The post YotaPhone ci riprova: ecco la terza generazione appeared first on Data Manager Online.

La Cina si prende i dati di WeChat

Il famoso client di messaggistica passa le informazioni condivise in rete al governo di Pechino. La conferma arriva dalle policy aggiornate del gruppo Che la Cina non fosse un paese per i difensori della libertà di opinione e la privacy era risaputo. Il problema è che negli ultimi tempi anche le multinazionali stanno cadendo sotto i colpi delle norme imposte da Pechino, che stanno isolando sempre i cittadini dal resto del mondo. Dopo il fattaccio di fine luglio con protagonista Apple, che si è sbrigata nel rimuovere dall’App Store locale le applicazioni VPN in seguito alle nuove norme delle autorità in materia, questa volta tocca a WeChat facilitare lo spionaggio ai danni degli utenti. Nei giorni scorsi si era vociferato della possibilità che la famosa chat, sviluppata da Tencent, condividesse i dati degli iscritti con il governo e ora abbiamo la prova: le informazioni personali dei clienti appartengono di fatto alla dittatura comunista. Cosa succede “Alla piattaforma potrebbe essere chiesto di ricevere, conservare e divulgare le tue informazioni personali per un periodo di tempo prolungato in modo da soddisfare un ordine della corte o altre procedure penali, rispondere alle richieste del governo o di agenzie simili, preservare la sicurezza e i diritti di WeChat e delle compagnie connesse”. Questo è il testo che rispecchia le nuove policy del gruppo, a seguito della volontà di Pechino di ottenere, senza troppi sotterfugi, gli elementi che ritiene più necessari a indagini e operazioni interne. L’app è la più usata come servizio di chat in Cina ed è l’equivalente di WhatsApp per il mercato occidentale. I termini aggiornati non sono altro che una conseguenza della repressione alla libertà di opinione che la Repubblica Popolare sta mettendo in atto da anni e specialmente nell’ultimo biennio. A seguito delle politiche di utilizzo, elementi come nome, cognome, indirizzi email e località potranno essere tranquillamente condivisi con la polizia, anche senza motivazioni di sorta. Un ulteriore smacco alla privacy dei cittadini, già messa a duro rischio con l’innalzamento del Great Firewall e la morsa intorno all’uso e vendita di reti virtuali private. The post La Cina si prende i dati di WeChat appeared first on Data Manager Online.

Siri ha preferito Google a Bing di Microsoft

Apple ha deciso che Google sostituirà Bing come motore di ricerca di riferimento di Siri per link e video Fino ad oggi Siri ha utilizzato Bing di Microsoft per le sue ricerche online ma le cose sono cambiate. Ora l’assistente vocale di Apple ha deciso di affidarsi a Google per questa operazione su iOS e Spotlight su Mac. Da anni l’azienda di Mountain View paga profumatamente la Mela per rimanere il motore di ricerca preinstallato su Safari sia su mobile sia su fisso. Per Microsoft si tratta di un problema non da poco visto che il suo software, che ha integrato un nuovo sistema per identificare le fake news, non ha ancora colmato il profondo gap con la concorrenza. Google ora si occuperà per Siri di qualsiasi richiesta da parte dell’utente compresi link e video. All’interno dei risultati non saranno presenti nessuna delle inserzioni comunemente mostrate nelle SERP. Inoltre, la crittografia proteggerà la privacy degli utenti e le informazioni da loro cercate. “Passare a Google come provider per le ricerche web di Siri, per la ricerca di iOS e per Spotlight su Mac consentirà a questi servizi di avere un’esperienza coerente con quella default di Safari. – afferma un portavoce di Apple a TechCrunch – Abbiamo solide partnership con Google e Microsoft e continueremo a impegnarci per fornire agli utenti la migliore esperienza possibile”. L’azienda di Redmond, che sta progettando nuovi cavi sottomarini insieme a Facebook, può comunque consolarsi con il fatto che Bing rimarrà il motore di ricerca principale per immagini. “Diamo valore alla nostra partnership con Apple e guardiamo avanti per proseguire la collaborazione in molti modi, inclusa la ricerca delle immagini su Bing in Siri, per offrire la migliore esperienza possibile ai nostri clienti”, afferma l’azienda in una nota. Microsoft ha inoltre sottolineato che tramite il suo software passano un terzo delle ricerche su PC negli USA e ha rimarcato le partnership con Yahoo!, AOL, Amazon e Twitter. The post Siri ha preferito Google a Bing di Microsoft appeared first on Data Manager Online.

Lenovo e Motorola portano potenza, connettività, design alla Milan Games Week

Lenovo e Motorola incontrano gli appassionati per tre giorni di esperienze immersive nel gioco e nella creatività alla più importante manifestazione italiana del mondo videoludico Lenovo e Motorola partecipano con una arena multimediale a Milan Games Week, la più importante manifestazione italiana dell’industria videoludica, promossa dall’Associazione AESVI. Un appuntamento, in programma dal 29 settembre al 1 ottobre a Fiera Milano Rho, che appassionati di gaming, creatività e multimedialità aspettano ogni anno sempre più numerosi per incontrare brand e protagonisti del settore con le novità importanti della stagione. Lenovo e Motorola animeranno l’area innovazione presso lo stand Hall 8 B04, con postazioni dedicate a una vasta gamma di prodotti icona, in particolare Y910, il notebook da gioco che con schermo da 17,3” e scheda grafica NVIDIA GeForce garantisce prestazioni straordinarie. Tra i prodotti esposti non mancheranno i rivoluzionari tablet convertibili 2-in-1 Yoga Book, che digitalizzano gli appunti e i disegni anche da carta, oltre che da tavoletta grafica, e Yoga 720, il convertibile ancora più portatile e compatto. Tra i modelli di smartphone di nuova generazione saranno presenti Moto Z2 Play, G5S e G5S Plus e gli ultimi annunciati Moto Z2 Force e Moto x4, dotati di funzionalità completamente nuove, insieme ai Moto Mods che trasformano lo smartphone in esperienze prima impensabili con altri dispositivi: console portatile, speaker in alta definizione, fotocamera Hasselblad e molto altro ancora. Oltre alla possibilità di provare questi prodotti nelle aree demo, i visitatori dello spazio Lenovo e Motorola avranno a disposizione un palinsesto di iniziative di intrattenimento. Potranno giocare utilizzando il nuovo Moto GamePad, che permette di trasformare lo smartphone in una console palmare per videogiochi, con Moto Z2 Play e Moto Z2 Force o accedendo alle postazioni dei notebook gaming su cui girerà il nuovissimo “WRC 7” distribuito da Bigben Interactive per sfidarsi mettendo alla prova le proprie abilità con un racing game. Potranno anche farsi dedicare un ritratto unico; lo stand ospiterà un fumettista che realizzerà disegni e ritratti personalizzati – e condivisibili sui social media – con Yoga Book. Lenovo metterà inoltre a disposizione i suoi notebook da gioco della serie Y anche presso lo stand Microsoft. Lenovo e Motorola aspettano tutti alla Milan Games Week dal prossimo venerdì. The post Lenovo e Motorola portano potenza, connettività, design alla Milan Games Week appeared first on Data Manager Online.

La giacca intelligente di Google e Levi’s arriva nei negozi

In autunno sarà possibile acquistare Commuter Trucker Jacket, una giacca realizzata da Google e Levi’s che può connettersi ad altri dispositivi connessi Tra i moltissimi interessi di Google insieme agli smartphone e alle ricerche online c’è anche la moda. L’azienda di Mountain View tempo fa ha avviato una collaborazione con Levi’s per realizzare abiti hi-tech mai visti primi. Da questa partnership è nata Commuter Trucker Jacket. A vederla sembrerebbe una semplice giacca in denim ma in realtà nasconde una innovativa tecnologia wearable che potrebbe cambiare definitivamente il mondo dell’abbigliamento. Lo sviluppo di Commuter Trucker Jacket è durato molto tempo ma finalmente la giacca 2.0 è pronta per essere lanciata sul mercato. La tecnologia è stata presentata ufficialmente nel maggio del 2016 e in autunno arriverà nei negozi a un prezzo di 350 euro. La soluzione sviluppata da Levi’s e Google, che in futuro è intenzionata a costruire una vera e propria città, integra alcuni sensori sensibili al tocco e connettività Bluetooth. Il tessuto di cui è fatta è stato realizzato invece nell’ambito del Project Jacquard. Sfiorando le maniche è possibile interagire con altri dispositivi connessi e accedere alle mappe, ascoltare musica o leggere le notifiche dello smartphone. Un’apposita app inoltre consente di associare alle diverse gesture una funzione personalizzata. The post La giacca intelligente di Google e Levi’s arriva nei negozi appeared first on Data Manager Online.

Hitachi Construction Machinery adotta la soluzione SaaS Service Parts Management di PTC

Hitachi Construction Machinery ottimizza la gestione delle sue scorte ricambi a livello globale grazie alla soluzione disponibile sulla piattaforma cloud scalabile e flessibile di PTC PTC annuncia che Hitachi Construction Machinery ha scelto di adottare la soluzione SaaS Service Parts Management (SPM) di PTC per ottimizzare la gestione delle scorte ricambi a livello globale. SaaS SPM di PTC è una soluzione integrale che fa parte della suite per la gestione del ciclo di vita del servizio di assistenza (SLM, Service Lifecycle Management) Servigistics, in grado di assicurare un’ottimizzazione delle scorte ricambi di altissimo livello. La soluzione è disponibile sulla piattaforma cloud scalabile e flessibile di PTC, accessibile da qualsiasi parte del mondo via Internet. Hitachi Construction Machinery è uno dei principali OEM del settore dell’edilizia: produce, vende, noleggia e fornisce servizi di assistenza a macchine per l’edilizia e il trasporto materiali e a prodotti per la sostenibilità ambientale. Gestisce oltre 400 catene di approvvigionamento e fornisce tempestivamente centinaia di migliaia di ricambi ai clienti di oltre 170 paesi/regioni. Nell’ambito delle proprie iniziative di trasformazione commerciale, Hitachi Construction Machinery sta implementando diversi sistemi tra i quali la soluzione SaaS SPM di PTC, volta a rendere realtà il suo profilo tecnologico ideale entro il 2020. Nel 2015, Hitachi Construction Machinery ha introdotto il Service Information Viewer di PTC, anch’esso parte della soluzione Servigistics, in grado di assicurare agli utenti accesso immediato alle informazioni corrette e indispensabili fornite dai documenti per la manutenzione, come i manuali di assistenza. Come risultato, l’efficienza nella diagnosi dei guasti sul campo è migliorata significativamente. Grazie alla soluzione SaaS SPM, Hitachi Construction Machinery mira ad accrescere ulteriormente la soddisfazione del cliente e a perfezionare le vendite/scorte tramite funzionalità avanzate, come l’Ottimizzazione multi-scala (Multi-Echelon Optimization), che ottimizza le catene di fornitura tramite una struttura multi-livello e il Rifornimento connesso (Connected Replenishment), che integra automaticamente le ubicazioni d’inventario di livello inferiore e aggiorna tempestivamente i programmi d’ordine per quelle superiori. Nel prossimo futuro, Hitachi Construction Machinery ha in programma di sfruttare anche la tecnologia IoT. Hitachi Construction Machinery ha iniziato a utilizzare l’SPM a livello di produzione nei propri stabilimenti in Canada, Cina, Indonesia, Giappone, Malesia, Paesi Bassi, Singapore, Sud Africa, Thailandia ed Emirati Arabi Uniti e pensa di estenderne l’uso ad altre sedi in futuro. “Hitachi Construction Machinery sta attualmente lavorando sul potenziamento dell’intera value chain, partendo dai ricambi. La soluzione SaaS di SPM di PTC supporta i clienti e i partner a livello internazionale come un sistema in grado di fornire i componenti e l’assistenza richiesta in modo tempestivo”, ha dichiarato Takashi Takeda, General Manager, divisione ricambi di Hitachi Construction Machinery. “Insieme a PTC, i membri del nostro team di progetto sono stati in grado di implementare un sistema di supporto importante per sostenere i nostri clienti e partner nel mondo, in appena 11 mesi. Siamo ansiosi di poter continuare a lavorare a stretto contatto con PTC nel futuro”. Steven Caldwell, Vice President, gestione prodotto, segmento SLM di PTC, ha commentato: “Una miglior gestione delle scorte dei ricambi è un mezzo strategico per poter raggiungere livelli di manutenzione eccellenti, migliorando l’esperienza del cliente. Affrontare la complessità di questo aspetto richiede un sistema SPM moderno e scalabile, capace di aggregare le informazioni provenienti da tutti i livelli aziendali. PTC è onorata di poter supportare gli obiettivi commerciali di Hitachi”. Hitachi Systems Ltd. è uno dei partner storici di PTC, le cui soluzioni sfruttano il suo intero portafoglio prodotti. Hitachi Systems fornisce al cliente una vasta gamma di servizi di implementazione, tra i quali la comprensione dei processi aziendali attraverso un set di interviste clienti, la gestione e la risposta a richieste post-implementazione e il resoconto dell’utilizzo di risorse cloud. Hitachi Systems ha supportato l’implementazione della soluzione SaaS SPM di PTC da parte di Hitachi Construction Machinery e continuerà ad assicurare il suo supporto durante la fase di post-implementazione, al fine di assicurare un funzionamento ottimale del sistema. The post Hitachi Construction Machinery adotta la soluzione SaaS Service Parts Management di PTC appeared first on Data Manager Online.

Bruxelles vs Brexit: il Belgio, patria del GDPR, meno preparato al nuovo regolamento

Aziende italiane tra i “big five” dei Paesi europei più preparati sulle nuove regole per la protezione dei dati: l’85% ha già avviato i lavori di adeguamento e il 46% ha dichiarato di conoscere bene il regolamento Kaspersky Lab ha condotto un’indagine per verificare i livelli di preparazione delle aziende europee rispetto al Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR). I risultati emersi sono sorprendenti, infatti, a nove mesi dall’entrata in vigore del nuovo regolamento, i meno preparati su tutti gli aspetti del GDPR sono proprio gli IT decision maker del Belgio, Paese nel quale è stato elaborato il regolamento. Al contrario, il Regno Unito (che ha deciso di lasciare l’UE) si trova in testa. In questo momento in cui le aziende che elaborano dati personali all’interno dell’Unione Europea sono alle prese con le attività di adeguamento al GDPR, Kaspersky Lab è impegnata ad aumentare i livelli di consapevolezza e di preparazione a livello europeo rispetto alla regolamentazione. Nonostante la sua decisione di uscire dall’UE, il Regno Unito continuerà a rispettare pienamente il GDPR e insieme a Francia, Germania, Italia, Spagna e Paesi Bassi dimostra livelli di preparazione molto più alti rispetto a Belgio, Portogallo, Danimarca e Norvegia. Il livello di consapevolezza più basso rispetto al GDPR, che entrerà in vigore il 25 maggio 2018, è stato raggiunto dai professionisti IT del Belgio. Nonostante le penali previste per la non conformità, un terzo (32%) degli intervistati belgi ha dichiarato di averne solo sentito parlare, mentre il 16% ha ammesso di non averne alcuna consapevolezza. Le percentuali cambiano se guardiamo al Regno Unito dove circa la metà (49%) degli intervistati ha ritenuto di avere una buona conoscenza del GDPR, seguiti da Francia (47%), Germania (46%) e Italia (46%). Questa notizia è certamente positiva per i clienti, che prestano sempre più attenzione a come le imprese gestiscono i loro dati personali. Il basso livello di consapevolezza mostrato dai dipendenti del Belgio si traduce anche in una mancanza di fiducia nella capacità di rispettare il GDPR, infatti, il 29% dei professionisti IT in Belgio crede che la propria azienda non sarà conforme entro il termine, contro il 13% in Italia e il 18% in Spagna. Inoltre, un terzo (33%) dei decision maker del Belgio e il 46% di quelli norvegesi hanno ammesso di non essere sicuri che i responsabili della gestione dei dati personali nelle loro aziende siano consapevoli del fatto che le leggi esistenti stiano cambiando. Le prospettive sono molto più positive per i “big five” dell’UE che si trovano in prima linea in termini di preparazione. I lavori di adeguamento al GDPR sono ben avviati per Regno Unito (82%), Francia (82%), Germania (84), Italia (85%) e Spagna (84%). I meno preparati sono i professionisti IT della Danimarca con una percentuale del 29%, seguiti da Portogallo (26%), Norvegia (25%) e Belgio (18%). Il 19% dei professionisti IT non è sicuro che la propria azienda abbia avviato il processo di adeguamento al regolamento. Si tratta di un dato preoccupante se si tiene conto del fatto che le aziende hanno meno di un anno per diventare conformi e che si rischiano penali e danni alla reputazione.  La mancanza di consapevolezza e di azioni di adeguamento al GDPR da parte dei professionisti IT d’Europa è preoccupante. Le tante aziende che non si stanno preparando e non stanno apportando i dovuti cambiamenti al modo in cui le informazioni personali vengono raccolte e protette, stanno mettendo a rischio se stessi e i propri clienti. La buona notizia è che molte aziende stanno già praticando una buona gestione dei dati, per cui anche se sembra un compito impegnativo, gran parte del lavoro preparatorio è stato fatto per garantire la conformità entro il 25 maggio 2018. “La scadenza è la stessa per ogni azienda, a prescindere dalle dimensioni, dal settore o dalla posizione. È quindi necessario intraprendere le dovute azioni per adeguarsi alle nuove pratiche di trattamento dati prima che il GDPR diventi un problema, piuttosto che una pratica salutare per i dati dell’azienda”, ha commentato Morten Lehn, General Manager Italy, di Kaspersky Lab. Per l’indagine sono stati intervistati oltre 2.000 decision maker del settore IT di aziende con più di 50 dipendenti. È stata condotta in 11 paesi europei, tra cui Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Spagna, Belgio, Paesi Bassi, Portogallo, Svezia, Danimarca e Norvegia. The post Bruxelles vs Brexit: il Belgio, patria del GDPR, meno preparato al nuovo regolamento appeared first on Data Manager Online.