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Indra vince il premio per la piattaforma IoT più innovativa per smart cities a livello mondiale

La giuria di TM Forum ha scelto Minsait IoT Sofia2 – la piattaforma IoT con capacità Big Data e Cloud della unit di trasformazione digitale di Indra –  come una soluzione altamente innovativa per la trasformazione delle città, in grado di offrire valore per il cittadino, rispondere alle necessità delle aziende e promuovere la sostenibilità Indra è stata premiata con il “Solutions Provider Innovations” agli Smart City Excellence Awards di TM Forum, il forum globale per la trasformazione digitale. La società ha ricevuto il premio durante l’evento Smart City InFocus, che si è tenuto il 19 settembre a Yinchuan City, in Cina. La giuria, composta da esperti di settore e da rinomati analisti, ha riconosciuto le capacità di Minsait IoT Sofia2 – la piattaforma Internet of Things con capacità Big Data e Cloud di Minsait –  come una tecnologia leader a livello globale. La piattaforma facilita la trasformazione delle città attraverso lo sviluppo di soluzioni che portano valore al cittadino, rispondendo alle necessità del business locale e promuovendo lo sviluppo sostenibile. La piattaforma ha ricevuto numerosi premi ed è considerata da Gartner un riferimento per il settore. Questo è il secondo anno consecutivo che TM Forum premia la piattaforma. Nel 2016, Indra ha vinto il premio nella categoria “Open Digital Ecosystem Platform of the Year”, grazie alle capacità di Minsait IoT Sofia2 nel creare ecosistemi aperti in grado di migliorare la collaborazione tra le aziende e le organizzazioni. Secondo la giuria: “Indra ha dimostrato uno sforzo costante per creare un modello di business di piattaforma che aiuta le città ad offrire servizi significativi, invitando terze parti ad innovare all’interno del suo ecosistema”. In questa nuova edizione, Indra è stata l’unica società spagnola che ha vinto una delle tre categorie finali, competendo contro grandi multinazionali di tutto il mondo. La giuria ha analizzato i principali casi di successo delle soluzioni per le Smart Cities di Indra basati su Minsait IoT Sofia2, come: la piattaforma che fa da “cervello urbano” di città come La Coruña e Logroño; il progetto che sta svolgendo insieme ad Ecoembes in Spagna nell’ambito SmartWaste per ottimizzare il modello di gestione dei pacchi, carta e cartone; i pilota sviluppati per CPSE LABS e il progetto Evacuate, due innovative iniziative europee. Inoltre, durante l’evento Indra ha firmato il manifesto “City As a Platform”, un’iniziativa promossa da TM Forum che definisce i principi volti a garantire l’uso di standard aperti in grado di facilitare la creazione di un modello di piattaforma di città aperta, flessibile e interoperabile. TM Forum Smart City Excellence Awards ha l’obiettivo di premiare ai fornitori di servizi e soluzioni globali che hanno contribuito significativamente all’evoluzione delle best practice e degli standard per il beneficio dell’intera industria e degli ecosistemi digitali. Benefici Nell’ambito delle città e dei territori smart, Minsait IoT Sofia2 rappresenta il pilastro delle soluzioni di Smart Cities di Indra, la cui missione è raggiungere una gestione intelligente dei servizi e soluzioni della città attraverso una messa in funzione più efficiente, il monitoraggio e controllo dei risultati ottenuti e l’ottimizzazione dei servizi pubblici. Il progetto Coruña Smart City, un riferimento mondiale nell’implementazione delle Smart Cities, ha comportato l’installazione di Minsait IoT Sofia2 per la gestione integrata di tutti i servizi della città spagnola. Alcuni risultati: l’irrigazione intelligente nei parchi ha permesso un risparmio di acqua del 25%; gli edifici pubblici connessi hanno ridotto di circa il 20% il consumo energetico; e i miglioramenti nella gestione ha consentito di ridurre un 20% il consumo di acqua. Inoltre, Indra sta collaborando con il comune di Logroño per sviluppare il progetto di trasformazione della città attraverso l’installazione di Minsait IoT Sofia2 insieme ad altre soluzioni verticali. È altrettanto importante il contributo della piattaforma al progetto di trasformazione digitale che Indra sta sviluppando per il Servizio Nazionale di Apprendimento della Colombia (SENA, in spagnolo): i risparmi potrebbero rappresentare una riduzione di circa il 25% della bolletta di energia. La piattaforma di tecnologia Minsait IoT Sofia2 ha anche abilitato la costruzione di soluzioni ad alto valore innovativo nell’ambito delle Smart Cities tramite importanti programmi europei. Ad esempio, il progetto di R&S Cyber Physical Systems Engineering (CPSE) Labs, che prevede lo sviluppo di un sistema di gestione intelligente dell’acqua in grado di risparmiare i consumi sino al 40%. Dall’altra parte, la piattaforma ha anche consentito di ridurre tra un 25% e un 56% i tempi di evacuazione delle grandi infrastrutture in situazioni di emergenze all’interno del progetto e-Vacuate. I progetti pilota sono stati realizzati allo stadio di calcio di Anoeta, a San Sebastian, e alla Metro di Bilbao (Spagna), all’aeroporto di Atene e su una nave di crociera sulla costa francese. TM Forum TM Forum è l’associazione globale del settore del business digitale che collega talenti, società ed ecosistemi al fine di accelerare la trasformazione digitale dei propri membri. L’esperienza e gli interessi di questa community – composta da decine di migliaia di professionisti di oltre 900 aziende globali, fornitori di servizi e tecnologie con milioni di dollari di ricavi – promuove tutte le iniziative: dalla riflessione, ricerca e diffusione allo sviluppo di programmi di collaborazione, strumenti e best practices, organizzazione di eventi e attività di formazione per leader aziendali e di IT. Attraverso tre programmi chiave – Agile Business and IT, Open Digital Ecosystem e Customer Centricity- offre una piattaforma aperta per i propri membri per connettersi e collaborare con persone e gruppi di tutto il mondo, al fine di risolvere le sfide attraverso l’innovazione, il miglioramento dell’agilità del business, la riduzione dei costi e dei rischi e il miglioramento del valore e della loyalty dei clienti. The post Indra vince il premio per la piattaforma IoT più innovativa per smart cities a livello mondiale appeared first on Data Manager Online.

La Russia minaccia Facebook: “Vi bloccheremo se non spostate i server”

La Russia chiede a Facebook di conservare i dati degli utenti all’interno del Paese altrimenti arriverà il blocco Facebook deve affrontare un nuovo problema che arriva dall’Oriente. La Russia minaccia la chiusura del social network nel Paese se non si adeguerà alla normativa locale sulla conservazione dei dati. L’azienda di Menlo Park rischia di subire la stessa sorte di LinkedIn. “La legge è uguale per tutti. – ha detto senza mezzi termini il direttore dell’agenzia per le Telecomunicazioni russa (Roskomnadzor), Alexander Zharov – Se Facebook non rispetterà la legge dovrà cessare la sua attività nel nostro territorio, come già è accaduto, purtroppo, a LinkedIn”. La normativa varata nel 2015 impone alle aziende straniere di conservare i dati degli utenti russi in server posti sul territorio. Al momento Facebook, che comunque è secondo a VKontakte per numero di iscritti, non ha provveduto ad omologarsi alle direttive del Cremlino. “Non possiamo ammettere eccezioni alle regole”, ha continuato Zharov. Nel 2018 le autorità russe, che hanno già minacciato Telegram di chiusura se non fornirà i dati su possibili terroristi, affermano che potrebbero avvenire “controlli di verifica”. “Non abbiamo ricevuto lettere ufficiali da parte di Facebook – ha sottolineato ancora Zharov – e sappiamo che non è un servizio unico, ci sono altre reti sociali, e quindi insisteremo perché rispetti la legge”. La prova di forza da parte della Russia è arrivata a poche ore dal blocco di WhatsApp in Cina, altro Paese in cui la privacy dei cittadini non è certo una priorità per il governo. The post La Russia minaccia Facebook: “Vi bloccheremo se non spostate i server” appeared first on Data Manager Online.

Diabete, studio rivela perché alcune persone assorbono più glucosio

Ecco perché alcuni assorbono glucosio come un “aspirapolvere” Un team di ricerca guidato da Giorgio Sesti, presidente della Società italiana di diabetologia e ordinario di Medicina interna presso l’Università Magna Grecia di Catanzaro, ha individuato la sostanza responsabile dell’assorbimento del glucosio, chiamata l’Sglt1. Una scoperta che aiuta a capire come mai alcune persone assorbono più rapidamente e in maggior quantità di altre gli zuccheri, proprio a causa di un eccesso di Sglt1, un trasportatore specializzato nell’assorbimento del glucosio a livello del duodeno. Queste “impennate di glicemia”, nei soggetti pre-diabetici, sono molto pericolose, ecco perché aver scoperto il meccanismo che li innesca può contribuire a prevenire il diabete. L’azione di Sglt1 Sglt1 agisce nel duodeno, cioè nel primo tratto dell’intestino tenue. Sesti spiega: “L’assorbimento intestinale del glucosio introdotto con gli alimenti avviene prevalentemente nella prima porzione dell’intestino, cioè nel duodeno. A questo livello il glucosio, grazie a uno speciale ‘trasportatore’, l’Sglt1, attraversa la parete intestinale per raggiungere la circolazione sanguigna”. Come sottolinea Teresa Vanessa Fiorentino, co-autrice dello studio, dottoranda all’Università Magna Graecia di Catanzaro, i risultati dello studio dimostrano che “tale alterazione è presente ancor prima dell’esordio della patologia diabetica e suggerisce che l’aumentato assorbimento intestinale del glucosio mediato dal trasportatore Sglt1 potrebbe essere un meccanismo coinvolto nello sviluppo del diabete tipo 2”. Spiegato il picco glicemico dopo i pasti Lo stesso Sesti due anni fa aveva dimostrato che le persone con la glicemia superiore a 155 mg/dl alla prima ora della curva da carico di glucosio hanno un rischio di sviluppare diabete conclamato maggiorato del 400% entro i successivi 5 anni, rispetto a chi mostra valori inferiori a questa soglia. “La nuova ricerca – afferma Sesti – aiuta a comprendere perché queste persone a rischio di diabete presentano elevati livelli di glicemia dopo i pasti”. Dato che l’attività del trasportatore Sglt1 può essere inibita da “alcuni composti fenolici presenti nelle mele”. Sesti aggiunge anche che “sono attualmente in fase di sviluppo farmaci con una doppia azione inibitoria sui trasportatori Sglt1 e Sglt2 (quest’ultimo presente a livello renale)”, grazie ai quali “è possibile ipotizzare che la correzione dell’eccessivo assorbimento intestinale del glucosio potrà rappresentare una possibile strategia terapeutica utile non solo per trattare l’iperglicemia post-prandiale, ma anche per prevenire lo sviluppo del diabete nei soggetti a rischio”. The post Diabete, studio rivela perché alcune persone assorbono più glucosio appeared first on Data Manager Online.

L’Unione Europea investe 2 milioni di euro in Clairy, il “Vaso Smart” Made In Italy

L’idea di Paolo Ganis, Alessio D’Andrea e Vincenzo Vitiello, fondatori della start-up friulana, selezionata fra oltre 2000 progetti Clairy, vaso tecnologico che fonde natura, tecnologia e design ricercato, è un sistema di purificazione naturale per ambienti indoor capace di connettersi attraverso wi-fi a tutti i device e gestibile attraverso una App dedicata. Le potenzialità e l’innovatività di questa start-up sono state riconosciute dall’Unione Europea che ha deliberato di investire, attraverso il veicolo Horizon2020 SME2, 2 milioni di euro nel progetto imprenditoriale. Il “Vaso Smart” Made In Italy è realizzato interamente in ceramica e coniuga le naturali proprietà di purificazione delle piante, un design ricercato ed un cuore tecnologico. Queste specificità posizionano Clairy come una soluzione innovativa, ecologica ed unica nel suo genere. Clairy nasce dall’idea dei tre fondatori di Laboratori Fabbrici srl – Paolo Ganis, Alessio D’Andrea e Vincenzo Vitiello – inventori di una soluzione tecnologica e di design che rende un oggetto in uso dalla “notte dei tempi”, uno strumento per abbattere l’inquinamento indoor e avere un feedback direttamente sul proprio smartphone. Il progetto fu presentato in occasione del CES di Las Vegas nel 2016 ed è stato selezionato per un percorso di accelerazione di 3 mesi in Silicon Valley presso Plug and Play Ventures, uno dei più importanti investitori al mondo (vanta investimenti in Google, Paypal, Dropbox e molti altri). Il successo di questa iniziativa è stato talmente enorme che, non solo ha raggiunto circa 400 mila Euro in pre-ordini durante la prima campagna di crowfunding su Kickstarter ed Indiegogo ma, ha anche raccolto ulteriori 400 mila euro da investitori privati. Il “Vaso Smart” ha anche ottenuto un European Design Award ed il CEO, Paolo Ganis, ha partecipato al G20 in Germania come finalista del premio Global Youth Entrepreneur Award, che premia i migliori imprenditori under 30 a livello globale. “Siamo molto soddisfatti per la fiducia che il team di esperti di Horizon2020 SME2 ha voluto riporre nel nostro progetto. L’iter di selezione è stato molto complesso, eravamo in competizione con più di 2000 progetti – ha dichiarato Paolo Ganis, CEO di Clairy – Il risultato ottenuto premia il grande impegno che abbiamo profuso in questo progetto. Il finanziamento ci permetterà di assumere nuovo personale e di aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo al fine di passare dalla fase di start-up a quella di scale-up.” The post L’Unione Europea investe 2 milioni di euro in Clairy, il “Vaso Smart” Made In Italy appeared first on Data Manager Online.

Oracle You & IaaS: la crescita delle aziende passa per il cloud

Diffusi i risultati della seconda ricerca che mostra una crescita esponenziale dell’idea dell’Infrastruttura as a Service come vettore fondamentale di competitività You & IaaS è la ricerca che Oracle dedica al mondo dell’Infrastruttura as a Service. La prima rilevazione si era avuta a giugno di quest’anno e a soli tre mesi di distanza è davvero curioso accorgersi di quanto le aziende italiane ed estere abbiano aumentato i loro livelli di consapevolezza circa i vantaggi di adottare un cloud in modalità servizio. Il report, realizzato assieme a Longitude Research, ha interpellato 1.610 professionisti IT in Italia, Australia, Germania, India, Malesia, Arabia Saudita, Singapore, Corea del Sud e Inghilterra. A presentare la seconda edizione è Luigi Scappin, Sales Consulting and Business Solutions Senior Director di Oracle Italia, che ha evidenziato il cambio di passo, molto rapido, con cui il cloud si sta imponendo come driver essenziale di adattamento tecnologico in vari settori produttivi. “Oggi IaaS in ambito cloud non indica solo un servizio ma la possibilità di abbracciare uno sviluppo concreto del proprio business; una sorta di container con cui guardare al futuro prelevando gli strumenti giusti nel momento più opportuno. In soli tre mesi le compagnie oggetto della nostra analisi hanno accresciuto la loro visione nell’importanza di affidarsi a una soluzione sulla nuvola as a Service, in quanto metodologia considerata utile a portare valore aggiunto all’IT sul lungo periodo”. I numeri del rilancio Parlando di numeri, e in particolari quelli che riguardano il nostro paese, Oracle ha evidenziato una crescita del 13% rispetto alla precedente rilevazione sulla convinzione che l’IaaS renda più semplice innovare processi e metodi di lavoro. Certo, l’Italia è ancora dietro i risultati percettivi raggiunti da altre nazioni (con picchi del 72%) ma se il trend è questo possiamo essere certi di un sicuro aumento della comprensione di quanto il cloud rappresenti un vettore di progresso che si pone sempre più come irrinunciabile. Luigi Scappin, Sales Consulting and Business Solutions Senior Director di Oracle Italia Italia prima Ma c’è un dato in cui l’Italia supera la media degli intervistati: la ricerca ha evidenziato che il 73% delle aziende nostrane ritiene che lo IaaS consenta di raggiungere performance operative di altissimo livello in termini di velocità e disponibilità. Si tratta di una percentuale maggiore della media globale, pari al 68%, e più alta del 20% rispetto alla rilevazione del trimestre precedente. Non rischiare di seguire dal fondo Il commento di Scappin è chiaro: “Il report conferma che gli investimenti in infrastruttura cloud pagano. Sempre più aziende se ne stanno rendendo conto grazie all’incremento delle performance in parallelo alla crescita dei livelli di adozione. Anche il mercato italiano sta andando in quella direzione e le società che ancora non si sono impegnate in una strategia cloud devono agire in fretta se non vogliono rischiare di perdere competitività”. Il passo successivo è quello dell’automatizzazione dei processi, integrati perfettamente con le metriche del cloud. L’obiettivo? Raggiungere un’ottimizzazione maggiore: “Il domani guarda all’automatismo perché così il flusso produttivo ci guadagna in riduzione dei costi e versatilità. Una piattaforma tecnologica come la nuvola sta diventando un contenitore di esperienze interessanti, assolutamente in divenire e mai statiche”. L’offerta di Oracle Oracle non può che rispondere a una tale richiesta con un miglioramento costante della propria offerta in ambito IaaS. Non a caso il gruppo si pone come visionario all’interno del quadrato che vede da una parte i leader consolidati, dall’altra i player nascenti e a sé le strategie più lungimiranti. Si tratta di un’affermazione che, secondo il team, si basa su fatti concreti e non attribuzioni autoproclamate e prive di fondamento: “I clienti che si affidano alla nostra Cloud Infrastructure – dice Scappin – stanno ottenendo risultati evidenti, mix di performance elevate e costi efficienti. La piattaforma offre agli utenti tutto ciò che serve per costruire, implementare e scalare applicazioni sul cloud, attraverso un set di strumenti in abbonamento che supporta qualunque carico di lavoro di livello enterprise”. Insomma, il portfolio gestito dalla multinazionale è di assoluto valore e con esso Oracle si appresta ad accompagnare molti più soggetti nel loro percorso di trasformazione digitale. The post Oracle You & IaaS: la crescita delle aziende passa per il cloud appeared first on Data Manager Online.

Economici ma pericolosi: come agiscono i gruppi criminali per realizzare attacchi complessi a basso costo

I ricercatori di Kaspersky Lab hanno rilevato una nuova e importante tendenza per quel che riguarda il modus operandi dei gruppi criminali più sofisticati. Questi gruppi criminali utilizzano sempre meno tecniche di attacco sofisticate e costose come le vulnerabilità zero day, per avvalersi piuttosto di campagne di ingegneria sociale estremamente mirate che vengono combinate con tecniche malevole conosciute ed efficaci. Così facendo, sono in grado di sfruttare campagne dannose difficili da individuare utilizzando le ordinarie soluzioni di sicurezza aziendali. Questo cambiamento di strategia dei gruppi criminali dimostra che, in generale, le infrastrutture IT delle organizzazioni moderne hanno delle vulnerabilità che consentono ai criminali di utilizzare strumenti di attacco relativamente poco costosi per raggiungere i loro obiettivi. Microcin è una campagna dannosa recentemente rilevata dagli specialisti di Kaspersky Lab, che rappresenta quello che viene definito un attacco economico ma pericoloso. Tutto ha avuto inizio quando la Kaspersky Anti Targeted Attack Platform (KATA) ha rilevato un file RTF sospetto. Il file includeva un exploit (malware che sfrutta le vulnerabilità di sicurezza dei software più utilizzati per installare componenti dannosi aggiuntivi) di una vulnerabilità nota e già risolta di Microsoft Office. Non è raro che i criminali informatici utilizzino exploit di vulnerabilità note per infettare le vittime con malware distribuiti in maniera massiccia, ma come dimostra una ricerca più approfondita, questo particolare file RTF non appartiene ad un’altra grande ondata di infezioni, ma ad una più sofisticata campagna mirata. Il documento di spear-phishing sospetto è stato distribuito attraverso alcuni siti rivolti ad un gruppo specifico di persone: forum in cui venivano discusse questioni legate all’ottenimento di alloggi sovvenzionati. Si tratta di un’esenzione disponibile principalmente per i dipendenti delle organizzazioni governative e militari di Russia e di altri Paesi limitrofi. Quando viene attivato l’exploit, un malware con una struttura modulare viene installato sul computer preso di mira. L’installazione del modulo viene eseguita tramite un’iniezione dannosa all’interno di iexplorer.exe; e l’esecuzione automatica di questo modulo viene completata tramite il dll-hijacking. Entrambe sono tecniche note che vengono utilizzate ampiamente. Infine, quando il modulo principale è stato installato, alcuni moduli aggiuntivi vengono scaricati dal server di comando e controllo. Almeno uno di essi utilizza la steganografia – la pratica di nascondere informazioni all’interno di file apparentemente non dannosi, come ad esempio le immagini e questa rappresenta un’altra tecnica pericolosa per trasferire dati rubati. Una volta che l’intera piattaforma maligna è stata implementata, il malware cerca i file con estensioni .doc, .ppt, .xls, .docx, .pptx, .xlsx, .pdf, .txt e .rtf., che vengono quindi inseriti in un archivio protetto da password e trasferito ai criminali. I criminali, durante l’attacco, oltre ad utilizzare infezioni note e tecniche di movimento laterale utilizzano in modo attivo backdoor note che sono già state rilevate in attacchi precedenti e impiegano strumenti legittimi creati per effettuare test di penetrazione e che generalmente non sono riconosciuti come malevoli dalle soluzioni di sicurezza. “Se analizziamo l’attacco suddividendolo in singole parti può addirittura dare l’impressione di essere poco pericoloso. Quasi ogni componente, infatti, è stato ben documentato ed è facile da individuare. Tuttavia, vengono combinati tra loro in modo tale che l’attacco diventi difficile da rilevare. Inoltre, questa campagna dannosa non è unica nel suo genere. Sembra che anche alcuni criminali di cyber spionaggio abbiano spostato l’attenzione dalla creazione di strumenti dannosi difficili da individuare, alla pianificazione e realizzazione di operazioni sofisticate che non comportano l’utilizzo di malware complessi ma che sono ugualmente pericolosi”, ha dichiarato Alexey Shulmin, analista di malware di Kaspersky Lab. Per proteggere l’infrastruttura IT da attacchi come Microcin, gli esperti di Kaspersky Lab consigliano alle organizzazioni di utilizzare strumenti di sicurezza che consentano di individuare operazioni dannose piuttosto che software dannosi. Soluzioni così complesse, come Kaspersky Anti-Targeted Attack Platform, comprendono non solo le tecnologie di protezione degli endpoint, ma anche tecnologie che consentono di monitorare e correlare i singoli eventi rilevati all’interno delle diverse parti della rete aziendale, identificando così i modelli maligni presenti negli attacchi mirati sofisticati. I prodotti Kaspersky Lab rilevano e bloccano con successo Microcin e le altre campagne simili. The post Economici ma pericolosi: come agiscono i gruppi criminali per realizzare attacchi complessi a basso costo appeared first on Data Manager Online.

Google festeggia i suoi 19 anni con un doodle

Google ha realizzato un doodle per il suo compleanno con tanti mini giochi e attività Google festeggia oggi 19 anni e per l’occasione ha creato un doodle interattivo che consente di accedere a vari giochi girando una coloratissima ruota della fortuna. A seconda del simbolo che uscirà si accederà a mini game come il solitario, tris, snake e persino uno dedicato al peperoncino e alla Scala di Scouville che misura il grado di piccantezza. La storia di Google è iniziata nel 1997 quando i due co-fondatori Larry Page e Sergey Brin si incontrarono durante gli studi presso l’Università di Stanford, in California. Il 4 settembre dello stesso anno venne registrato il dominio “google.com” mentre l’omonima azienda venne fondata nel 1998. Il compleanno di Big G viene convenzionalmente festeggiato il 27 settembre perché fu in quella data che fu registrato il record di pagine indicizzate sul motore di ricerca, che ora è tornato il software di riferimento anche per Siri. In questi 19 anni Google non è solo diventato il sito più visitato al mondo ma ha espanso i suoi interessi a praticamente qualsiasi settore della tecnologia (mobile, domotica, salute, self driving car, wearable, connettività, etc.) e in futuro si dice voglia costruire anche un’intera città. The post Google festeggia i suoi 19 anni con un doodle appeared first on Data Manager Online.

Digital Workplace, una trasformazione che parte dalla cultura aziendale

Nelle aziende l’innovazione tecnologica tocca da vicino la componente più importante di ogni processo di cambiamento: le persone. La trasformazione digitale non può quindi prescindere dalla cultura, dall’organizzazione e dal coinvolgimento dei dipendenti che, come emerge da una ricerca Ricoh, guardano con fiducia al Digital Workplace A cura di Javier Diez-Aguirre, Vice President, Corporate Marketing, Ricoh Europe Gary Hamel, esperto di strategie aziendali, afferma: “Non puoi realizzare un’organizzazione adattiva senza persone adattive e le persone cambiano solo quando devono oppure vogliono farlo”. Il successo dell’innovazione tecnologica in azienda dipende quindi dalle persone e deve partire dalla cultura aziendale. L’81% degli intervistati di una ricerca Ricoh afferma che le nuove tecnologie, come ad esempio l’automazione e l’intelligenza artificiale, stanno trasformando il modo di lavorare. I dipendenti sono convinti che, per il buon esito di un progetto, sia necessario mettere le persone al centro dell’attenzione e considerare gli aspetti culturali. Questo vale anche per il Digital Workplace, un ambito verso il quale i dipendenti europei mostrano grande ottimismo e fiducia. Abbiamo indentificato tre aspetti che le aziende dovrebbero prendere in considerazione nei progetti di Digital Transformation. Ascolta i dipendenti: le tecnologie portano a profondi cambiamenti modificando lo status quo. Le persone dovrebbero essere incoraggiate a condividere idee e proposte su come si possa lavorare in modo più smart. I dipendenti vorrebbero che la propria azienda diventasse più agile e flessibile grazie all’innovazione tecnologica, mentre pensano (71% del campione) che l’unico interesse del top management riguardi la riduzione dei costi. Un modo per ascoltare le esigenze e i suggerimenti dei dipendenti può essere quello di aprire un blog o un forum aziendale che faciliti il dialogo e di conseguenza l’adozione di tecnologie davvero utili a migliorare le attività quotidiane. Presta attenzione a cosa succede intorno a te: le aziende, in particolare quelle di piccole e medie dimensioni, dovrebbero analizzare in che modo i market leader stanno utilizzando le tecnologie per migliorare il business. Comprendere le strategie, come anche il ruolo della cultura digitale, può aiutare a compiere i primi passi nella Digital Transformation. Quasi la metà del campione della ricerca (45%) afferma di essere interessato a lavorare in aziende competitor che utilizzano tecnologie innovative e una percentuale simile (46%) si chiede se le tecnologie messe a disposizione dalla propria azienda aumentino davvero la produttività. Le aziende non possono permettersi di perdere i migliori talenti solo perché non riescono a introdurre le tecnologie di cui necessitano. Ricordati che la pratica è meglio della teoria: solo il 27% dei dipendenti coinvolti nello studio è soddisfatto della formazione tecnologica che riceve dalla propria azienda. Il risultato è che la maggioranza delle persone ha difficoltà ad utilizzare le nuove tecnologie e a trarne vantaggio. La teoria, ovviamente, non è sufficiente ed è importante organizzare demo pratiche e workshop, chiedendo al fornitore IT di supportare queste attività. Le opportunità del Digital Workplace sono davvero tante e ignorarle può addirittura danneggiare il business. Un terzo dei dipendenti è infatti convinto che la propria azienda sia destinata a fallire entro cinque anni se non riuscirà a investire in modo corretto nelle nuove tecnologie. La cultura e il cambiamento organizzativo fanno quindi la differenza nel processo di trasformazione, contribuendo a rendere l’azienda agile e adattiva per un successo digitale di lungo periodo. The post Digital Workplace, una trasformazione che parte dalla cultura aziendale appeared first on Data Manager Online.

Deloitte nel caos: una violazione mette a rischio email e informazioni segrete

Un hacker ha avuto accesso ai database utilizzando un account di amministratore non protetto. Adesso ha nelle mani 5 milioni di conversazioni salvate sul cloud Non è un buon periodo per la sicurezza informatica. Solo qualche giorno fa scoprivamo il caso di Equifax e delle informazioni di oltre 143 milioni di americani (ma non solo) cadute nelle mani degli hacker.  Adesso è la volta di Deloitte, vittima di un furto enorme di dati prelevati dalle piattaforme cloud. I cyber-criminali avrebbero avuto accesso ai server della multinazionale utilizzando un account di amministratore non protetto, con pieni poteri di navigazione tra file e cartelle, tanto da portarsi a casa l’ammontare di oltre 5 milioni di email conservate sulla nuvola del gruppo. Nel mezzo delle conversazioni pare vi fossero anche piani segreti dei clienti, che chiedevano consigli e suggerimenti agli esperti di consulenza. Ebbene, nomi utente, password, indirizzi IP, diagrammi e schemi grafici sono alla mercé del web, anzi probabilmente del dark web. Hack del 2016 Sebbene Deloitte sapesse dell’hacking già da marzo, sembra che le violazioni siano avvenute sin da ottobre del 2016. In questo modo i criminali sarebbero riusciti ad accedere a una così vasta mole di informazioni, senza essere mai scoperti. Eppure la situazione non è da sottovalutare: Deloitte vanta tra i suoi clienti tra le più grandi banche al mondo, multinazionali, società nel settore enterprise, firme farmaceutiche e agenzie governative, insomma, il rischio di un leak evidente di informazioni segrete esiste e non è nemmeno così remoto. In risposta all’incidente, l’azienda ha implementato i protocolli di sicurezza, avviando un intensivo processo di revisione sia con esperti interni che tramite l’esternalizzazione delle analisi. I partner principali sono stati avvertiti in tempo (probabilmente ben prima della notizia diffusa nelle ultime ore) così da mettere in moto le rispettive procedure di difesa. Non è chiaro chi ci sia dietro l’attacco; attualmente le ipotesi sono varie: dai lupi solitari ai gruppi organizzati, persino compagnie rivali e hacker sponsorizzati da stati esteri. The post Deloitte nel caos: una violazione mette a rischio email e informazioni segrete appeared first on Data Manager Online.

Il nuovo SAP Data Hub domina l’universo dei dati

Approccio più semplice, più scalabile all’integrazione, gestione e governance dei data landscape SAP SE ha annunciato il rilascio della soluzione SAP Data Hub che consente alle aziende di superare la complessità dei loro sistemi di dati e di capitalizzare sugli elevati volumi di informazioni che ottengono da un numero di fonti sempre crescente. SAP Data Hub crea valore lungo tutti i data landscape attraverso l’integrazione, l’orchestrazione e la governance dei dati ed è anche in grado di sviluppare potenti data pipeline che possono facilitare il raggiungimento dei risultati di business. L’annuncio è stato fatto in occasione dell’evento SAP Big Data che si è svolto presso gli uffici di SAP Hudson Yards a New York il 25 settembre. “Le aziende stanno cercando un approccio unificato e aperto che consenta di accelerare e di estendere il flusso delle informazioni nei loro data landscape per tutti gli utenti,” ha detto Bernd Leukert, Member dell’Executive Board, Products & Innovation, SAP. “SAP Data Hub colma il vuoto fra Big Data e enterprise data, permettendo alle imprese di sviluppare applicazioni che estraggono valore dai dati per tutta l’organizzazione, indipendentemente se questa si appoggia su cloud o su sistemi on premise, su un data lake o data warehouse aziendale, o su sistema SAP o non SAP.” I data landscape aziendali sono elementi di complessità crescente in seguito alla proliferazione dei dati e delle destinazioni, come ad esempio data lake, enterprise data warehouses (EDW), data mart, applicazioni cloud, archivi in cloud e strumenti di business intelligence. Secondo un nuovo studio globale promosso da SAP, il 74% dei decisori IT ha dichiarato che il proprio data landscape era così complesso da limitare l’agilità, e l’86% ha detto che avrebbe potuto fare molto di più con i dati se solo avesse potuto accedervi semplicemente. SAP Data Hub rappresenta una nuova categoria di software che permette di gestire i processi di data pipeline, condividerli e distribuirli nell’organizzazione con controlli specifici e funzionalità per la gestione dei data landscape. “Lavoriamo per aiutare i nostril clienti a migliorare le cure dei pazienti e a essere più efficienti su tutta la catena del valore della sanità,” ha commentato Adam Fecadu, chief information architect, McKesson Corp. “Per noi tutto inizia con un’incessante attenzione verso i nostri clienti e partner per aiutarli a risolvere le loro sfide più impegnative. Con numerose fonti di dati, ambienti IT diversi, abbiamo bisogno di una soluzione unificata per tutte le divisioni e le business unit per produrre dati su cui operare e innovazione continua. SAP Data Hub è in linea con questa visione”. La miglior comprensione dei Data Landscape apre ai clienti nuove conoscenze su opportunità e rischi Con una vista dettagliata e semplice su tutto il  data landscape — da fonti software SAP come la piattaforma SAP HANA o da fonti non-SAP come Apache Hadoop — SAP Data Hub aiuta le organizzazioni a sviluppare una migliore comprensione degli utilizzi, delle interconnessioni e della qualità dei dati. SAP Data Hub consente anche di capire l’impatto dei cambiamenti dei sistemi dei dati prima che avvengano. Le aziende possono scoprire nuove opportunità nei dati, risolvere allo stesso tempo minacce emergenti e aiutare ad assicurare il corretto percorso dei flussi dei dati. Il tutto in modo economico. La creazione rapida di potenti pocessi per il data pipeline accelera e potenzia i progetti basati sui dati L’ambiente unico di design che SAP Data Hub offre permette lo sviluppo di potenti processi di data pipeline che accedono all’informazione, l’armonizzano, la trasformano e la processano dalle diverse fonti presenti nell’organizzazione. I creatori di pipeline possono attivare potenti librerie per calcoli e machine learning, come ad esempio TensorFlow. I modelli di data pipeline possono essere facilmente copiati, modificati e ri-utilizzati per accelerare lo sviluppo di modelli e il deployment. Agili applicazioni data-driven consentono di raggiungere risultati di business più velocemente SAP Data Hub accelera lo sviluppo e la gestione di data pipeline, che abbracciano diverse fonti di dati, e offre una veloce esecuzione delle attività di pipeline distribuendo i compiti di calcolo agli ambienti nativi dove il dato risiede. Questo aiuta ad assicurare che le attività di pipeline siano completate il più velocemente possibile, consentendo applicazioni data-driven potenti e ottenendo risultati di business in tempi più rapidi. SAP Data Hub permette alle organizzazioni di far leva sugli investimenti pregressi in funzionalità di processing all’interno di soluzioni come SAP HANA, Apache Hadoop, la soluzione SAP Vora™ e Apache Spark. “SAP sta facendo un grande passo in avanti per fornire un senso ai data landscape semplificando e accelerando il flusso dei dati dalla loro origine al loro consumo,” ha commentato Mervin van der Spuy, chief data officer, ATB Financial. “SAP Data Hub supporta tecnologie open-source, un aspetto critico per la nostra stragia di digital transformation basata sulla piattaforma SAP HANA. SAP Data Hub è un elemento del sistema SAP Leonardo, cosa che ci potrebbe permettere di esplorare aree emergenti in ambito Big Data e machine learning, creando un percorso strategico per l’adozione di future innovazioni e collaborazioni”. Il punto di svolta dell’innovazione SAP Data Hub si unisce a SAP Vora e SAP Cloud Platform Big Data Services come elemento chiave del sistema di innovazione digitale SAP Leonardo. Con soluzioni SAP per i Big Data e le funzionalità di SAP Leonardo, le aziende possono intraprendere un approccio sistematico all’innovazione digitale minimizzando rischi e problematiche. Datahub Infographic The post Il nuovo SAP Data Hub domina l’universo dei dati appeared first on Data Manager Online.