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ADP Italia compie 50 anni

Dai cedolini calcolati con le schede perforate alla busta paga su smartphone: da 50 Adp Italia elabora le nuove tecnologie dell’ human capital management e studia le abitudini e i desideri dei lavoratori italiani Da cinquant’anni presente in Italia, ADP Italia – filiale italiana del colosso americano ADP, leader mondiale in ambito Human Capital Management (Servizi di HR Outsourcing, Soluzioni per l’Amministrazione del Personale e gestione dei processi di Organizzazione e Sviluppo) – oggi conta 820 dipendenti, cinque sedi – Milano, Torino, Bologna, Roma e Bari – un fatturato che nel 2016 ha raggiunto i 112 milioni di euro – di cui l’8% reinvestito in Ricerca e Sviluppo – e oltre 1100 aziende clienti tra i quali annovera la maggior parte dei grandi Brand italiani e internazionali. “In 50 anni abbiamo avuto la straordinaria opportunità – ha dichiarato Virginia Magliulo, AD di Adp Italia – di diventare assoluti esperti del mondo del lavoro in Italia e di studiarne i cambiamenti: siamo passati dal boom occupazionale degli anni ‘70, quando tra le competenze richieste il semplice uso del computer era considerato un plus raro, alla nascita dei contratti a termine e alla crisi del lavoro inteso come stabilità e permanenza nella medesima azienda. Siamo nell’epoca in cui è fondamentale la padronanza delle lingue straniere, delle tecnologie, dei social e in cui vanno progressivamente scomparendo orari e luoghi di lavoro. Come reagisce il lavoratore italiano di fronte a questo? Noi lo sappiamo grazie all’esperienza sul campo e a ricerche specifiche condotte attraverso una serie d’interviste. L’ultima realizzata tra il 2016 e inizio 2017, ha evidenziato quali sono attualmente i desideri, pensieri e necessità dei lavoratori italiani.” Grazie ai dati raccolti dai suoi oltre 1100 aziende clienti, ADP Italia riesce ad amministrare e acquisire informazioni riguardanti circa 2 milioni di lavoratori (età, sesso, stipendio, …), che si sommano ai numeri globali di ADP (53 milioni di professionisti e lavoratori nel mondo): un preziosissimo patrimonio di dati, da cui emergono abitudini, comportamenti, desideri e aspirazioni dei lavoratori in Italia e nel mondo. LE 8 CARATTERISTICHE E ASPIRAZIONI DEL LAVORATORE ITALIANO IMPORTANZA DEL TEMPO LIBERO: l’82% degli italiani è appagato dal bilanciamento lavoro-privato. Avere del tempo per sé e la propria famiglia è fondamentale, tanto che il trovare un lavoro che lo consenta è per il 29% degli italiani la prima preoccupazione (mentre il 44% dà invece più importanza allo stipendio). MIGLIORAMENTO NELLE LINGUE: Le nostre insicurezze? Per il 29,1 % le lingue, il 24,4% vorrebbe aumentare le proprie competenze nell’ IT, il 23,5% nell’utilizzo di nuovi dispositivi e tecnologie. ESTERO TERRA PROMESSA: I risultati dimostrano una tendenza diffusa tra i giovani lavoratori che sono i più propensi a lavorare all’estero. Un incredibile 87% degli intervistati tra i 16 e i 24 anni ha mostrato interesse nel perseguire opportunità di carriera all’estero, a fronte del solo 56% degli over 55. In testa ai paesi dei sogni la Germania (30%). DIFFICILE CARRIERA: un terzo dei lavoratori italiani (35%) non si sente supportato dalla propria azienda nell’avanzamento di carriera. I motivi? I risultati rivelano che l’età è un fattore determinante per la disponibilità di opportunità di carriera e che i dipendenti si sentono molto meno supportati a mano a mano che invecchiano (16,6% della media dei lavoratori italiani, ma sopra i 45 anni la percentuale va dal 25 al 40%), il che è logico ma anche curioso se pensiamo che al giorno d’oggi l’età lavorativa si è nettamente spostata in avanti. “Per la prima volta nella storia – precisa Virginia Magliulo, Ad di Adp Italia – esiste una forza lavoro che sta invecchiando: molto presto, cinque generazioni di impiegati lavoreranno fianco a fianco. Le tecnologie avanzate e ulteriori significative differenze d’età nella forza lavoro fanno sentire isolati i lavoratori più anziani, che si sentono sorpassati da lavoratori più giovani e tecnologicamente più preparati”. POCO STRESSATI: non siamo un popolo di stressati. Solo il 18% si dichiara giornalmente stressato, ma il 60% si trova in questa situazione al massimo un solo giorno a settimana. PICCOLI IMPRENDITORI: Il lavoro autonomo e da libero professionista sono opzioni di carriera sempre più diffuse grazie alle nuove tecnologie e alle procedure di lavoro più flessibili che danno alle persone la libertà di scegliere un diverso stile di vita. Lo potrebbe prendere in considerazione il 65% dei lavoratori interpellati. Nella fascia 14-24 sono l’85,7% i ragazzi che pensano potrebbero valutare il lavoro “on demand”, la percentuale scende al 76,4% tra i 25 e 34 anni. Nella fascia 35-44 siamo al 72%, in quella 45-54 al 65% mentre sopra i 55 si scende al 49,5%. SOGNANDO LO SMARTWORKING: oltre un terzo (40%) dichiara di volere una combinazione di lavoro da casa o altro luogo e ufficio (ma lo fa solo l’8%,) e un 21,8% che vorrebbe solo lavorare da casa senza avere un ufficio, una situazione questa che attualmente è una realtà soltanto per il 13,5%. Analogamente, la maggior parte degli italiani lavora ancora secondo orari fissi (58%), nonostante il fatto che solo il 39% affermi di preferire tale forma di lavoro. Infatti, oltre un terzo, (38,5%) ha asserito di preferire una combinazione di orari fissi e flessibili, mentre quasi un quarto (22,5%) ha detto di preferire una totale flessibilità. PIÙ TECNOLOGIA: un lavoratore italiano su tre chiede al proprio datore di lavoro di investire in computer portatili (35,6%) e in software specialistici (34%) mentre uno su cinque vorrebbe che il suo datore di lavoro investisse in smartphone e tablet (22%). Sotto il profilo delle competenze, oltre un quinto dei lavoratori in Italia sostiene che gradirebbe corsi di formazione IT avanzati (24,4%), mentre un ulteriore 23,5% afferma di avere bisogno di assistenza con le nuove tecnologie e dispositivi. LA CELEBRAZIONE DEI CINQUANT’ANNI ADP Italia festeggerà questo importante compleanno mercoledì 10 ottobre con un evento dedicato al futuro e dal titolo “ADP 5.0: verso un nuovo equilibrio tra lavoro, tecnologia e persone”, in cui ADP e The European House Ambrosetti presenteranno una ricerca dal titolo “ADP 5.0: come la digitalizzazione e l’automazione cambiano il modo

Twitter ci pensa: da 140 a 280 caratteri

Il microblog starebbe già testando il raddoppio dello spazio a disposizione per consentire agli utenti di esprimersi meglio Sembrava uno di quei limiti difficilmente valicabili, come gli autovelox nei punti più nevralgici della città. E invece Twitter ci ha ripensato, almeno in parte. Il classico limite di 140 caratteri sulla piattaforma, in vigore sin dal lancio nel 2006, sta per essere abbattuto in favore di un raddoppio dello spazio utilizzabile. Non si tratta di un’indiscrezione di corridoio ma di quanto già la compagni sta facendo per una serie di utenti casuali che si sono visti aumentare il box di scrittura, sia in modalità desktop che app. Nella pratica, le stesse regole in vigore per la metrica precedente valgono su quella doppia: foto e video non occupano più spazio, così come le mention inserite nel testo. Perché il cambio Ci sarebbe da discutere alquanto sul perché del cambio di strategia. Negli anni Twitter si era sempre mostrata abbastanza restìa all’ipotesi di poter incrementare i caratteri a disposizione degli iscritti. Proprio per questo aveva introdotto alcune novità come il non conteggio degli elementi multimediali all’interno del post. L’idea allora potrebbe essere un’altra e direttamente connessa allo stallo nella crescita che si ha da qualche trimestre. Twitter vorrebbe raggiungere più persone originarie di Cina, Giappone e Corea, che non utilizzano l’idioma romano ma quello orientale, notoriamente fatto di simboli che occupano più delle parole alle quali siamo abituati. Disporre di 280 caratteri permetterebbe a questi di esprimersi meglio e con un senso maggiore, proprio come accade su Facebook, dove la quota di utenti ha già sfondato i 2 miliardi. The post Twitter ci pensa: da 140 a 280 caratteri appeared first on Data Manager Online.

Huawei annuncia tre importanti traguardi nel campo della sperimentazione del 5G

Nel mese di settembre Huawei ha raggiunto tre importanti traguardi nel campo della sperimentazione della tecnologia 5G, grazie a test svolti in diverse città come Berlino, Pechino e Seoul. Deutsche Telekom e Huawei insieme per la prima connessione europea 5G su rete commerciale Deutsche Telekom e Huawei hanno presentato la prima connessione 5G avvenuta in Europa su una rete commerciale basata su standard 3GPP di ultima generazione. Il collegamento 5G è avvenuto sulla rete Deutsche Telekom di Berlino e ha supportato una banda di oltre 2 Gbps, con una latenza inferiore ai 3 millisecondi a 3.7 Ghz. La connessione è stata realizzata con infrastrutture Huawei che supportano standard 3GPP per 5G New Radio, lo standard per la gestione delle trasmissioni radio che farà parte della versione definitiva della tecnologia 5G. Le caratteristiche del 5G New Radio sono in grado di supportare una vasta gamma di applicazioni, come ad esempio IoT e guida autonoma, in cui la banda trasmissiva elevata deve unirsi a una latenza molto bassa. L’adozione del 5G New Radio ha consentito a Huawei e Deutsche Telekom di realizzare una connessione su rete LTE mentre la parte radio 5G è stata utilizzata per potenziare la velocità di trasmissione e ridurre la latenza delle comunicazioni. Lo standard che copre questo tipo di connessioni dovrebbe essere ratificato entro fine anno e nel 2018 Deutsche Telekom inizierà i test per implementare il 5G New Radio nei suoi siti commerciali. Oltre 20 Gbit/s di capacità di trasmissione massima di una cella in banda C (da 3.5 a 4.9 Ghz) Huawei ha raggiunto i 20 Gbit/s di picco di capacità trasmissiva con celle operanti in banda C. Questo importante successo fa parte del programma di ricerca e sviluppo sulla tecnologia 5G in Cina promosso da IMT-2020 (5G) Promotion Group. Il risultato conferma l’impegno di Huawei in questa direzione e il fatto che l’azienda ha nuovamente stabilito un record in questo settore dopo i risultati della seconda fase del test sulla tecnologia 5G presentati al vertice IMT-2020 (5G) di giugno. Durante il test della C-band, Huawei ha adottato tecnologie Radio 5G in via di standardizzazione, quali il codice Polar, il Massive MIMO e canali a larga banda da 200 MHz e altre celle operanti a frequenze 3.5 GHz e/o 4.9 GHz per ottenere un‘ampia e ottimale copertura. Sia i test a 3.5 GHz che quelli condotti a 4.9 GHz sono stati significativi per il processo di sviluppo delle sperimentazioni 5G in Cina. Huawei ha posizionato trenta terminali prototipi 5G su sette siti nel distretto Huairou a Pechino, effettuando con successo test in campo su larga scala. LG U+ e Huawei completano con successo il test 5G in ambito urbano a 28 Ghz Nella distretto di Sangam a Seoul, LG U+ e Huawei hanno completato con successo la prima fase del test urbano della tecnologia 5G, progettato per una futura commercializzazione e realizzato grazie a una rete end-to-end 5G con 5G gNodeB, Ng Core e un’infrastruttura mobile 5G. Il test, che getta le basi per una copertura futura su larga scala, rappresenta un passo fondamentale per l’adozione commerciale del 5G. Sulla base dei risultati della sperimentazione condotta in conformità all’attuale protocollo 3GPP 5G NR, si è potuta verificare la potenzialità di copertura urbana e di capacità di traffico utilizzando spettri target delle onde Millimetriche. La banda di talr spettro radio sarà probabilmente impegnata per migliorare l’esperienza utente nei test in ambito smallcell, la velocità di trasmissione in downlink ha raggiunto i 2.5 Gbps a una distanza di 1 km, molto superiore alla velocità di picco di 1Gbps definita da ITU per soddisfare i requisiti della copertura hotspot e dei servizi di accesso fisso. Inoltre la velocità di picco del singolo utente ha raggiunto i 18.5 Gbps. Forte di questi importanti risultati, LG U+ continuerà a collaborare con Huawei nel realizzare test congiunti, contribuendo in modo attivo allo sviluppo e al lancio commerciale della tecnologia 5G. The post Huawei annuncia tre importanti traguardi nel campo della sperimentazione del 5G appeared first on Data Manager Online.

Birra contro il cancro, il luppolo ha un effetto chemioterapico

Scoperte nuove proprietà anti-tumorali nella birra, in grado di ridurre la diffusione delle cellule malate Uno studio del dipartimento di Farmacia dell’università di Pisa coordinato da Armando Rossello ha scoperto come una sostanza contenuta nella birra agisca da “chemioterapico” naturale. Si tratta dello Xantumolo, flavonoide presente in luppolo e birra e ricco di proprietà benefiche. La ricerca è stata effettuata in collaborazione con il gruppo di Adriana Albini, direttrice del laboratorio di Biologia vascolare e angiogenesi di MultiMedica e direttore scientifico della Fondazione MultiMedica Onlus, e di Douglas Noonan, dell’Università dell’Insubria di Varese. Oltre ad essere un antidolorifico più efficace del paracetamolo, la birra ha molteplici effetti positivi sulla nostra salute. Dopo la scoperta che berne una o due a settimana riduce del 30% il rischio di infarto nelle donne e raddoppia la fertilità maschile, un’altra ricerca ha rivelato che berne una “piccola” al giorno aiuterebbe a preservare il colesterolo buono. Il composto che “affama” i tumori I risultati della ricerca sulle proprietà anti-tumorali della birra sono stati comunicati dall’università di Pisa, che rivela la scoperta di nuove piccole molecole capaci di ridurre la diffusione delle cellule malate. Il composto naturale, che da solo è in grado di ridurre l’angiogenesi tumorale, si legge in una nota dell’università, “può ‘affamare’ il tumore inibendo i meccanismi grazie ai quali le cellule tumorali si procurano ossigeno e si diffondono nell’organismo”. Due dei nuovi derivati dello Xantumolo brevettati possono esercitare un’attività anti-angiogenica superiore al principio naturale base dello XN, spiega Rosello: Arrivare alla giusta molecola per prevenire “Questi nostri risultati aprono la strada per lo sviluppo futuro su più ampia scala di analoghi sintetici dello Xantumolo da sperimentare come possibili agenti chemiopreventivi efficaci, alternativi e a basso costo”. La fase successiva della ricerca si prefigge l’obiettivo di testare i derivati del luppolo già brevettati per arrivare alla molecola ideale per la prevenzione dei tumori. “Il passo successivo sarà quello di testare i più attivi derivati brevettati del luppolo in modelli cellulari complessi e individuare i principali interruttori molecolari coinvolti nel loro effetto anti-angiogenico e anti-tumorale come possibili bersagli da colpire, sia in approcci terapeutici sia di prevenzione”. The post Birra contro il cancro, il luppolo ha un effetto chemioterapico appeared first on Data Manager Online.

Uber fuori da Londra? Ne approfitta Lyft

A seguito del mancato rinnovo della licenza nella City il rivale più diretto si è fatto avanti per estendere i suoi servizi in Europa Lyft potrebbe guadagnare un bel po’ dal mancato rinnovo a Uber della licenza di circolazione per le strade di Londra. Negli anni scorsi la startup ha incontrato più di una volta le autorità di trasporto della City per cercare di estendere il proprio raggio di azione in una zona nevralgica d’Europa. A differenza della rivale, la società americana, a cui guarda con interesse anche Google, sin dall’inizio si è posta favorevole a un accordo con le organizzazioni che gestiscono il traffico urbano nelle principali città nelle quali sogna di lanciare il proprio servizio. Non a caso Logan Green, CEO di Lyft, ad agosto aveva ufficializzato i progetti di espansione al di là degli States: “Non è un progetto così distante come pensiamo” – erano state le sue parole. Tra i due litiganti… Del resto lo sbarco in Europa è un passo obbligato per un servizio che attualmente copre 600 città negli USA, con circa il 95% della popolazione servita. E proprio la decisione di non rinnovare la licenza a Uber avrebbe spinto Lyft ad accelerare nell’intavolazione di un accordo di massima per l’accensione dei suoi taxi privati nella capitale britannica. L’agenzia che coordina il movimento di taxi classici e del noleggio privato è la Transport for London (TFL), che ha incontrato i manager di Lyft a dicembre del 2016 e poi a gennaio e marzo di quest’anno. Tuttavia il rapporto con la compagnia, di cui è investitrice anche General Motors, non è esclusivo: “Dedichiamo la stessa attenzione a chiunque ci prospetti interessanti innovazioni nel mondo dei trasporti – si legge in un comunicato recente – se l’obiettivo è migliorare la mobilità di Londra noi ci siamo”. The post Uber fuori da Londra? Ne approfitta Lyft appeared first on Data Manager Online.

macOS High Sierra ha un problema con le password

Un esperto di sicurezza (ex-NSA) ha scoperto una falla sull’ultimo sistema operativo: il Portachiavi ha un anello debole Solo ieri Apple ha rilasciato pubblicamente macOS High Sierra, l’ultimo aggiornamento per Mac e MacBook. Si tratta di un medium update, ovvero di un sistema operativo non rivoluzionato del tutto ma con novità interessanti, anche graficamente. Il problema è che tra il changelog Apple ha dimenticato di porre una patch correttiva che Patrick Wardle, ex hacker della NSA, aveva invitato caldamente a rilasciare già a inizio settembre. Il ragazzo, ora responsabile della società di sicurezza Synack, aveva scoperto che sia High Sierra che i sistemi precedenti sono vulnerabili a un attacco esterno che mette in pericolo il contenuto di Portachiavi, l’app che Cupertino usa per conservare e gestire tutte le password salvate a bordo del dispositivo. Cosa succede A causa di un bug nel codice di sviluppo di macOS, basta un’applicazione maligna, illeggitima e scaricata dal web, per valicare le difese, senza inserire alcuna master key, del Portachiavi, così da visualizzare, e ipoteticamente incollare su un file di testo, il contenuto dell’archivio digitale, dentro cui ci sono le password più disparate, da quelle dei social network all’home banking, per finire con le piattaforme di posta elettronica, siti di healthcare e così via. Non possiamo fare niente per difenderci contro tale minaccia? No, almeno per il momento. Apple, nonostante avesse ricevuto la segnalazione da Wardle a inizio mese, non ha tappato il buco, non ancora almeno: “macOS è costruito per essere sicuro sin dall’inizio. Nonostante questo invitiamo i nostri utenti a non prelevare applicazioni non certificate che si trovano al di fuori dei negozi digitali ufficiali, come il Mac App Store. Il sistema notifica sul rischio di software del genere per cui invitiamo a porre la massima attenzione agli avvisi mostrati in fase di installazione”. The post macOS High Sierra ha un problema con le password appeared first on Data Manager Online.

Netflix prende il volo a partire dal 2018

Netflix è alla ricerca di un compagnia aerea per portare i suoi film e serie TV a bordo dei velivoli Molto spesso le compagnie aeree, in particolare durante le lunghe tratte, offrono la possibilità di guardare un film per far scorrere più velocemente il tempo necessario a raggiungere la destinazione. In tanti avranno usufruito di questo servizio ma non sono rimasti soddisfatti perché la pellicola non era di loro gradimento. Presto però sarà possibile portare i propri film e serie TV preferiti in streaming anche in volo. Stando a quanto afferma Variety, Netflix è alla ricerca di una compagnia aerea con cui iniziare una partnership. L’idea dell’azienda di Los Gatos è quella di proporre l’accesso al Wi-Fi dell’aereo in forma gratuita o con tariffe più economiche rispetto a quelle attuali. I clienti Netflix potranno così vedere le sue pellicole in esclusiva o seguire l’ultimo episodio di serie di grande successo come Narcos, la cui terza stagione sta per arrivare a breve su smartphone, tablet e televisione. A coloro invece che non hanno ancora scaricato l’app sarà offerto un abbonamento di prova gratuito di 30 giorni come per i nuovi clienti. Il nuovo servizio dovrebbe partire già dall’anno prossimo. Questa mossa potrebbe garantire a Netflix ulteriore visibilità anche perché la concorrenza si fa agguerrita. La piattaforma di streaming conta 100 milioni di spettatori ma a breve cominceranno a trasmettere i loro contenuti anche Apple e soprattutto Facebook, che ha aperto il suo portale Watch anche se solo negli USA. The post Netflix prende il volo a partire dal 2018 appeared first on Data Manager Online.

Tante esigenze, una soluzione: il cloud di AWS a supporto del settore FinTech

Tradizionalmente legato a strutture rigide e poco flessibili, oggi il settore finanziario sta rapidamente cambiando volto per abbracciare le innovazioni tecnologiche portate dalla Digital Transformation. In particolare, l’adozione del cloud nel settore dei servizi finanziari in tutta Europa vede un incremento rispetto agli anni passati, in quanto rappresenta lo strumento che permette di avere servizi finanziari più veloci e con prezzi migliori. Insieme all’introduzione di servizi comodi e rivoluzionari per la vita di tutti i giorni, tuttavia, questo scenario porta con sé anche sfide nuove, che richiedono l’attenzione di realtà e professionisti non più solo legati al mondo dell’economia. Dal mobile payment alle più semplici operazioni di banking in mobilità, passando per la protezione degli investitori, appare evidente che le esigenze tecnologiche da soddisfare sono molteplici. Quello che forse non è altrettanto scontato, ma che gli operatori del FinTech stanno iniziando a mettere a fuoco, è che la risposta a tali necessità è univoca ed è da ricercarsi nel cloud. Per fare chiarezza e illustrare i vantaggi che il cloud può portare a questo settore, Amazon Web Services identifica gli scenari più comuni e spiega come questa tecnologia possa portare nuove opportunità di crescita. Mobile payment Tra i cambiamenti più impattanti portati dalla trasformazione digitale, il mobile payment ha rivoluzionato la quotidianità degli utenti, aprendo al contempo la via a player e servizi nuovi e dinamici. Ma se da un lato poter utilizzare il proprio smartphone per effettuare un pagamento semplifica la vita del singolo, dall’altro pone alle società di gestione sfide sempre più complesse dal punto di vista tecnologico. Lo sa bene Satispay, startup italiana operativa dal 2015, che mette a disposizione un’app gratuita per i pagamenti mobile con cui scambiare denaro con i propri contatti e pagare gli acquisti, senza commissioni. L’utilizzo è semplice: si scarica la app, ci si iscrive, si inseriscono i propri dati bancari e si può quindi dare il via alle transazioni con soggetti (privati o commerciali) che utilizzano lo stesso circuito. Con più di 130.000 utenti attivi e un volume d’affari in rapido aumento, Satispay ha dovuto far fronte alla gestione di una quantità in costante crescita di dati che coinvolgono i privati, gli esercenti e le banche. Si è quindi rivelato fondamentale poter disporre di un’infrastruttura che consentisse di snellire i processi, aumentando l’efficienza e riducendo al tempo stesso i costi. La soluzione è stata individuata nella migrazione totale sull’architettura cloud di AWS che, se da un lato consente ai developer di sviluppare e rilasciare molto più velocemente e agilmente (indipendentemente dal fatto che altri sviluppatori stiano facendo lo stesso lavoro nello stesso momento), dall’altro porta benefici anche in termini di sicurezza, in quanto i dati presenti non sono né leggibili, né scaricabili. Mobile banking Prima ancora del mobile payment, è stato il mobile banking a fare incursione nella vita degli utenti, giovani e non. Stili di vita sempre più connessi hanno infatti messo in evidenza i vantaggi di poter gestire il proprio conto corrente semplicemente utilizzando smartphone o tablet, ponendo così le banche di fronte all’esigenza di dotarsi di app e sistemi di mobile banking in grado di coniugare usabilità e sicurezza. È questo il caso di Capital One, uno dei più grandi istituti bancari americani, che ha scelto il cloud come base della sua strategia tecnologica. Il team IT di Capital One si avvale infatti dei servizi AWS per sviluppare, testare, costruire e far girare carichi di lavoro mission critical a tutti i livelli dell’infrastruttura. In particolare, davanti all’esigenza di costruire una nuova app mobile, la scelta è ricaduta senza esitazione sul cloud. “Il settore dei servizi finanziari viene preso di mira da alcuni dei peggiori cyber criminali”, spiega Rob Alexander, Chief Information Officer di Capital One. “Per questo, stiamo lavorando insieme ad AWS per sviluppare un modello di sicurezza che ci consenta di operare sul cloud pubblico in modo più sicuro di quanto potremmo fare sui nostri data center”. Non solo: Capital One ha  riscontrato notevoli vantaggi anche dal punto di vista dell’elasticità di gestione dei picchi di lavoro, della disponibilità e del ritmo di innovazione. Crescita delle transazioni Il risvolto forse più immediato della Digital Transformation in ambito finanziario è l’aumento delle transazioni. Per quanto possa sembrare banale, tuttavia, i soggetti coinvolti si sono spesso trovati impreparati ad affrontare le conseguenze tecnologiche di un utilizzo più intensivo delle loro piattaforme. I cambiamenti di oggi e di domani non spaventano però Banco Bilbao Vizcaya Argentaria (BBVA), gruppo bancario multinazionale spagnolo che ha scelto di giocare d’anticipo avvalendosi dei servizi AWS per costruire una soluzione cloud-based sicura, flessibile e scalabile. Se nel 2016 la piattaforma di BBVA gestiva più di 540 milioni di transazioni al giorno, con l’implementazione dei nuovi servizi si è preparata a supportare fino a 1 miliardo di transazioni in tempo reale. Il gruppo ha inoltre avuto la lungimiranza di scegliere un partner che potesse fornire non solo semplici prodotti, ma una vera e propria expertise nel settore e potesse quindi dare un supporto concreto e di valore all’accelerazione della trasformazione. AWS, con la sua tecnologia, consente infatti a BBVA di sfruttare appieno il potenziale del cloud, rimanendo al contempo conforme ai requisiti richiesti da enti di controllo e supervisori. Protezione degli investitori e integrità del mercato Il grande vantaggio offerto dal settore FinTech è quello di poter fare le stesse cose che si facevano prima, ma in modo più agile e con le stesse garanzie di sicurezza. Mai come per operazioni finanziarie delicate come quelle gestite dai broker, diventa di cruciale importanza assicurare che l’adattamento a dinamiche di mercato in continua evoluzione non rappresenti una minaccia per gli investitori. Ancora una volta, la risposta a tali timori si può trovare nel cloud, come testimoniato da FINRA (Financial Industry Regulatory Authority), società dedicata alla protezione degli investitori e all’integrità del mercato attraverso la regolamentazione degli intermediari di borsa. FINRA ha migrato circa il 90% dei suoi volumi di dati su Amazon Web Services, per salvare, analizzare e archiviare un flusso di dati quotidiano pari a 37

Firefox Quantum sarà il browser più veloce di sempre?

Mozilla presenta Firefox Quantum, una nuova versione del suo browser più veloce, e riduce il lavoro della RAM L’anno scorso Mozilla ha avviato il progetto Quantum con l’obiettivo di realizzare un browser in grado di competere con Edge di Microsoft e Chrome di Google. Oggi la prima fase di sviluppo è stata completata e ora Firefox Quantum è disponibile in fase beta. Questa nuova tecnologia, che ha già raddoppiato la velocità rispetto alla release presente all’inizio del progetto, verrà integrata nella versione stabile di Firefox 57 che verrà rilasciata il 14 novembre. Firefox Quantum è basato sul motore Gecko ma alcune parti sono state sostituite da nuove componenti come Servo, realizzato in collaborazione tra Mozilla e Samsung. Quest’ultime sono state inoltre scritte per la maggior parte con il nuovo linguaggio di programmazione Rust. Mozilla ha spiegato in una nota che Firefox Quantum non solo garantirà una rapidità mai vista nell’apertura delle pagine e nella gestione dei contenuti complessi ma amministrerà più efficientemente la potenza di calcolo. La beta, stando ai calcoli degli ingegneri, utilizza in media il 30% di memoria in meno rispetto a Chrome. Infine, il browser integrerà una nuova interfaccia chiamata “Photon” con nuovi tab di forma quadrata che facilitano l’accesso ai siti più visitati. The post Firefox Quantum sarà il browser più veloce di sempre? appeared first on Data Manager Online.

VASCO e Nuvias ampliano il loro accordo di distribuzione in EMEA

La crescita delle frodi online, il passaggio al mobile e il GDPR stimolano la domanda di soluzioni affidabili per la sicurezza digitale Nuvias e VASCO Data Security International, uno dei leader mondiali in soluzioni digitali, incluse quelle per la gestione delle identità, la sicurezza e la produttività aziendale, hanno ampliato il loro accordo di distribuzione già esistente in EMEA, estendendolo da 2 a 21 Paesi. Nuvias, distributore a valore aggiunto in rapida crescita, giocherà un ruolo chiave nello stimolare e soddisfare un ulteriore incremento della domanda proveniente dall’area EMEA per le soluzioni di trusted security di VASCO, tra cui quelle per l’autenticazione a due fattori, la firma dei dati delle transazioni, le firme elettroniche, l’identity management e l’accesso sicuro al cloud per applicazioni online e mobile. VASCO ha un accordo di distribuzione con Wick Hill da dieci anni, ben prima l’acquisizione da parte di Nuvias, per il mercato UK e tedesco. Ora sia Nuvias che VASCO intendono ampliare questa partnership di successo in tutta EMEA, con un focus iniziale su Francia, Polonia e Benelux. “Il continuo aumento delle notizie relative ai furti di password, insieme all’arrivo del GDPR e alla crescente necessità di autenticazione cloud e wi-fi, sono fattori determinanti nel dare impulso al mercato delle soluzioni che combattono le frodi online e mobile”, ha dichiarato Ian Kilpatrick, EVP Cyber Security di Nuvias Group. “La gamma di soluzioni offerte da digital trust di VASCO sta già generando una veloce crescita per noi e i nostri partner in molte aree e siamo quindi davvero entusiasti dell’ampliamento di una collaborazione che dura da tempo”. “Le partnership con aziende come Nuvias consentono a VASCO di massimizzare le opportunità di business del canale”, ha commentato David De Pauw, Channel Sales Manager EMEA di VASCO. “La conoscenza dei prodotti di VASCO da parte di Nuvias e la sua presenza in più di 20 Paesi in tutta l’area EMEA contribuiranno ulteriormente al successo di VASCO e proporranno una soluzione di valore ad un’ampia base di utenti finali”. Kilpatrick ha aggiunto: “La nostra mission è quella di fornire insieme una proposta commerciale coerente e lavoreremo a stretto contatto con i nostri rivenditori per soddisfare le specifiche richieste dei mercati regionali e per fornire supporto a livello locale. Sebbene alcuni Paesi siano più avanzati di altri per quanto riguarda l’implementazione di tecnologie di sicurezza, possiamo beneficiare dell’esperienza decennale maturata nel Regno Unito e in Germania per aiutare a fornire le migliori soluzioni e spingerne l’adozione in EMEA. Siamo entusiasti di espandere la nostra partnership con VASCO, società che investe considerevolmente in Ricerca e Sviluppo per realizzare prodotti nuovi e innovativi, e che assicura valide proposte commerciali”. The post VASCO e Nuvias ampliano il loro accordo di distribuzione in EMEA appeared first on Data Manager Online.