Business Intelligence: il Gruppo SCAI è diventato Alliance Partner di Tableau in Italia
Integrando la forte competenza del Gruppo SCAI nell’analisi dei dati, la nuova partnership permette di offrire alle aziende italiane Tableau, piattaforma leader nel mondo nel settore della visual analytics Il Gruppo SCAI, Società Consulenza Aziendale Informatica, tra i primi system integrator italiani, presente su molteplici segmenti tecnologici, tra i quali la Business Intelligence, è diventato Alliance Partner di Tableau. “Abbiamo scelto Tableau perché abbiamo apprezzato i grandi risultati che ha portato alle nostre soluzioni per la finanza delle Large Corporate, e per come potrà inoltre integrare le altre soluzioni che offriamo”, spiega Gianni Chiappero, project manager di SCAI Capital. “È quindi del tutto naturale per noi combinare le nostre competenze verticali in settori specifici, dalla Finanza al Facility Management, con la crescente necessità di Visual Analysis. La nostra partnership con Tableau aiuterà le imprese in tutta Italia a ottenere più valore e intuizioni dai loro dati“. Sin dalla sua nascita nel 2003, Tableau è diventato un importante player nel settore della self-service business intelligence ed è leader, negli ultimi cinque anni, del “Gartner Magic Quadrant for Business Intelligence and Analytics Platforms”. “Quello che più ci ha colpito di Tableau non è tanto il risultato finale – i dashboard interattivi che possono essere molto sofisticati – ma la semplicità con cui ognuno può raggiungere i propri obiettivi, avere nuove intuizioni e scoprire informazioni inaspettate dai propri dati”, continua Chiappero, “ciò è da sempre l’obiettivo degli analisti che hanno una forte competenza sul proprio business, come sono gli utenti delle nostre applicazioni”. Con Tableau e i Datamart documentati messi a disposizione dei clienti, Il Gruppo SCAI offre un alto livello di autonomia nell’analisi dei dati, portando a risultati eccellenti e di forte impatto. Con una formazione minima, ma nel contempo una forte governance per soddisfare i requisiti del reparto IT, gli analisti di business sono finalmente in grado di accedere ed approfondire i propri dati, liberandoli dai complessi fogli di calcolo solitamente utilizzati allo scopo. “Siamo lieti di iniziare un Alliance Partnership con il Gruppo SCAI. La nostra missione è aiutare le persone a vedere e comprendere i dati ed il Gruppo SCAI la condivide appieno. Tableau offre l’opportunità di dedicare più tempo a rispondere alle domande del business e guidare decisione strategiche basandole esclusivamente sui dati in maniera estremamente più rapida. Il Gruppo SCAI e’ il partner giusto per condividere i nuovi messaggi relativi alla Modern BI, e’ riconosciuta sul mercato per la sua competenza e ci permettera’ di raggiungere importanti realtà Italiane e di rafforzare la nostra leadership” commenta Rino Mura, Channel Manager, Tableau. The post Business Intelligence: il Gruppo SCAI è diventato Alliance Partner di Tableau in Italia appeared first on Data Manager Online.
Apple rilascia su GitHub il codice di iOS e macOS
Il kernel dei due sistemi operativi è adesso sulla piattaforma open source per la prima volta nella storia della Mela Un momento storico per tutto il popolo degli sviluppatori: Apple ha rilasciato su GitHub il codice kernel di iOS e macOS. Per la prima volta la compagnia di Cupertino rende open source (termine non correttissimo come vedremo) le basi dei due sistemi operativi. In realtà le cose non sono così semplici, non nell’ottica in cui siamo abituati a parlare di sorgenti pubbliche. Il kernel XNU (non è UNIX) vive sotto la cosiddetta Apple Public Source License 2.0, che da ai developer la possibilità di capire come funziona il background software di smartphone e computer ma senza poter intervenire a fondo nella personalizzazione del sistema, come avviene per Linux ad esempio. Cosa ci facciamo? La licenza della Mela è abbastanza restrittiva, basti pensare che per lavorare su XNU c’è bisogno di sfruttare il server Quartz e l’ambiente desktop Aqua. Senza questi due requisiti risulta molto difficile integrare i codici nei propri progetti, con il rischio che diventino comunque inutilizzabili su piattaforma Apple. Stando alle prime esperienze, pare che la mossa di Cupertino sia più un “guardare ma non toccare”, una strategia cioè più vicina all’ambito educativo che propriamente di sviluppo. Ad ogni modo, con l’imminente arrivo dell’iPhone X, gli smanettoni potranno conoscere meglio le metriche che la compagnia ha introdotto per consentire alle app di terze parti di sfruttare pienamente il display senza bordi e l’assenza del tasto home, così come l’integrazione del Face ID, vero punto di svolta verso un miglioramento della sicurezza digitale in mobilità. The post Apple rilascia su GitHub il codice di iOS e macOS appeared first on Data Manager Online.
FireEye introduce la nuova generazione di protezione completa degli endpoint
L’unica soluzione endpoint in grado di integrare perfettamente funzionalità multiple di rilevamento e prevenzione con FireEye threat intelligence per consentire una difesa degli endpoint proattiva e adattabile FireEye, società di Intelligence led security, ha annunciato la disponibilità di FireEye Endpoint 4.0. L’ultima versione di FireEye Endpoint è progettata per offrire molteplici funzionalità integrate di rilevamento/prevenzione delle minacce per rafforzare in modo significativo sia la protezione contro le minacce dei clienti che l’efficacia delle risposte. Mentre molti prodotti endpoint offrono un unico metodo di rilevamento, come AV o machine learning, FireEye incorpora molteplici tecniche di rilevamento strettamente integrate con informazioni sulle minacce e visibilità dettagliata negli endpoint. La soluzione è stata progettata per migliorare notevolmente la protezione e minimizzare l’impatto su un’organizzazione, interrompendo prima il maggior numero di minacce possibile e poi fornendo dati dettagliati sugli attacchi per facilitare una risposta rapida e informata. FireEye endpoint protection incorpora le più recenti informazioni sulle minacce raccolte dai consulenti FireEye, grazie ad una conoscenza in prima linea degli aggressori e delle loro metodologie; incluse più di 200.000 ore all’anno di investigazioni su violazioni gravi in tutto il mondo. Tale esperienza, unita ad una threat intelligence in tempo reale delle organizzazioni e l’innovazione di prodotto allo stato dell’arte, consente la miglior protezione possibile degli endpoint: · Aggiornamento continuo e rapido, grazie a FireEye Intelligence, delle informazioni sulle minacce reali viste sul campo. · Motore integrato di rilevazione/prevenzione dei malware (AV) che arresta rapidamente le minacce note · Rilevamento/prevenzione delle minacce avanzate con motori di analisi integrati di comportamento ed exploit · Supporto agli esperti di ricerca con tecnologie come machine learning per individuare e dettagliare le minacce e attività malevole · Certificazione PCI e HIPAA da DirectDefense, un’organizzazione indipendente che consente ai clienti di sostituire le tradizionali soluzioni AV mantenendo la compliance normativa “Gli attacchi endpoint si sono evoluti oltre le capacità dell’AV tradizionale, rendendo chiaramente necessario un nuovo approccio. Ciò di cui abbiamo bisogno sono tecniche di rilevamento multiple che lavorano insieme, combinate con una stretta connessione all’intelligence da analisi di violazioni del mondo reale e con la capacità di investigare e rispondere rapidamente alle minacce”, ha dichiarato Rob Westervelt, Research Manager, Security Products di IDC. “FireEye è in prima linea riunendo tutti questi elementi in un’unica offerta consolidata”. “Come fornitore di servizi IT il nostro obiettivo è semplificare le tecnologie complesse per garantire la sicurezza dei nostri clienti. FireEye Endpoint offre ai clienti funzionalità di sicurezza complete e avanzate in un unico agente – riducendo la complessità, aumentando la visibilità e aiutando l’efficienza dei budget”, ha dichiarato Steve Cobb, Director of IT Services di One Source Communications. “Abbiamo inoltre implementato FireEye sui nostri endpoint e grazie alle capacità avanzate di rilevamento siamo stati in grado di individuare ed eliminare rapidamente le minacce che bypassano altre difese”. “Le capacità essenziali necessarie per la moderna protezione degli endpoint sono il rilevamento e la prevenzione per fermare gli attacchi, la visibilità degli endpoint per determinare le attività dannose e l’aggiornamento dell’intelligence proveniente dalla prima linea”, ha dichiarato Grady Summers, CTO di FireEye. “Queste capacità sono ulteriormente amplificate dall’integrazione con la piattaforma FireEye Helix, che offre una visione completa e integrata end-to-end delle Security Operations dagli endpoint, alla email, a soluzioni network e di terze parti”. FireEye Endpoint 4.0 sarà disponibile il 28 settembre 2017 e potrà essere implementato come cloud, on-premise, virtuale o ibrido. The post FireEye introduce la nuova generazione di protezione completa degli endpoint appeared first on Data Manager Online.
MSC Crociere: l’IT abilita il business insieme a Dynatrace ed Engineering
MSC Crociere S.p.A. è la più grande compagnia di crociere a capitale privato al mondo, basata in Svizzera e leader di mercato in Europa, Sud America e Sud Africa. Con 15.500 dipendenti in tutto il mondo, la Compagnia è il primo operatore di crociere in Europa e quarto maggior operatore nel mondo. A seguito di numerosi anni di crescita senza precedenti e di due programmi di investimenti di oltre 15 miliardi di euro, MSC Crociere S.p.A. vanta oggi una flotta di 12 navi, che si arricchiranno di ulteriori 11 navi, per offrire una scelta ancora più ampia e adeguata a qualsiasi necessità, giungendo così nei prossimi anni a raddoppiare il fatturato della Compagnia. La domanda crescente per il prodotto MSC Crociere, unico e contraddistinto da navi ultramoderne, inoltre, porterà il numero di passeggeri a crescere dagli attuali 1,8 milioni per arrivare nel 2026 a quasi cinque milioni. Tale impegnativo piano di espansione procede in parallelo alla trasformazione profonda dello scenario di business in cui opera la Compagnia e vede oggi crescere per MSC Crociere la necessità di raggiungere i clienti in modo più capillare attraverso i nuovi canali digitali, per sostenerne e supportare nuovi volumi di vendita. L’esigenza Principale obiettivo di MSC Crociere era rafforzare la propria presenza digitale, in particolare nei canali di booking online, che vendono i prodotti MSC Crociere nei 45 paesi in cui la Compagnia è presente. Attualmente, MSC utilizza 28 siti e-commerce, disponibili per 100 diverse nazionalità, e vanta anche una presenza consistente sui social network, dove raggiunge oltre 4 milioni di contatti. Se la digitalizzazione oggi rappresenta una forte opportunità di business, allo stesso tempo pone nuove sfide significative. In un contesto di digital disruption, infatti, nel quale i colossi tecnologici del mondo digital hanno cambiato le regole del gioco, i clienti sono divenuti sempre più esigenti e le loro aspettative in termini di user experience si sono elevate, comportando per le aziende l’esigenza profonda di trasformazione per tutti i canali commerciali. I canali digitali, inoltre, non sono statici e pongono nuovi interrogativi all’IT che si trova a dover controllare un canale volubile dal punto di vista dell’utente con condizioni che variano notevolmente a seconda del dispositivo, della geolocalizzazione e della tipologia di connessione. Nel corso dei prossimi 2 anni il 60% del traffico ai canali digitali di MSC Crociere sarà generato da dispositivi mobile. Comprendere profondamente quale sia l’esperienza percepita dal cliente in questo contesto, da quale luogo esso accede, quale dispositivo utilizza, come si sposta mentre effettua una prenotazione, diviene quindi fondamentale per valutare la qualità di quanto sperimenta. La Compagnia ha quindi ritenuto indispensabile poter misurare l’esperienza del cliente in modo unificato avendo allo stesso tempo la possibilità di decomporla, monitorando la rete, i device e le applicazioni. A questo scopo MSC Crociere ha avviato uno scouting degli strumenti di Business Service Monitoring che fossero in grado di offrire dei punti di osservazione validi e affidabili sul business. Il progetto implicava la necessità di misurare i business service in un modo nuovo: non si trattava, infatti, semplicemente di comprendere e agire rapidamente sulle componenti tecnologiche, come la rete, ma di unire la visibilità di business sulla user ability con i dettagli della user experience, definendo così nuove metriche che permettessero di capire a fondo come i siti e le app per le prenotazioni fossero usufruite e agire direttamente sulla percezione finale del cliente. Come spiega Daniele Buonaiuto, Chief Information Officer di MSC Crociere, per la Compagnia era estremamente importante poter valutare la qualità complessiva della user experience, tenendo presente il tempo di risposta, le informazioni richieste, i livelli di completamento rispetto alla prenotazione e la soddisfazione o frustrazione finale di ogni utente. Per farlo, MSC Crociere ricercava una soluzione che avviasse un dialogo continuo e proficuo dal punto di vista del business. La soluzione MSC Crociere ha scelto di rivolgersi a Engineering quale consulente e partner tecnologico preparato e focalizzato sull’innovazione dell’IT a supporto del business. Engineering ha affiancato MSC Crociere nella selezione della soluzione e nello svolgimento del progetto, dimostrando di possedere, come conferma Buonaiuto, una conoscenza notevole delle soluzioni e avere una visione complessiva efficace di come i prodotti Dynatrace avrebbero potuto integrarsi con l’IT della Compagnia. La scelta di Engineering ha, quindi, significato non solo affidarsi a un implementatore esperto ma lavorare con un consulente capace, un intermediario altamente preparato sulle problematiche di Performance Management & Operations. La conoscenza profonda della piattaforma di Digital Performance Management di Dynatrace ha permesso a Engineering di sfruttarne al meglio la tecnologia arrivando a prospettarne nuovi utilizzi e applicazioni all’interno dell’infrastruttura di MSC Crociere, comprendendo a fondo anche le dinamiche e direzioni che il mercato di riferimento sta intraprendendo. Allo stesso tempo, fin dalla fase inziale di POC, come dichiara il CIO di MSC Crociere, Dynatrace ha dimostrato il suo primato indiscusso nella capacità di legare il comportamento tecnico alla customer experience e le capacità del proprio software di individuare e risolvere in real time problematiche complesse, consentendo di promuovere azioni immediate. Offrendo un accesso semplice e continuo all’esperienza degli utenti, l’elaborazione di report settimanali e l’identificazione e il suggerimento proattivo di possibili azioni correttive, Dynatrace ha consentito al business e all’IT di MSC Crociere di parlare lo stesso linguaggio attraverso una piattaforma comune evoluta. Ulteriori sviluppi del progetto L’introduzione della piattaforma Dynatrace per il Digital Performance Management rappresenta ora un caposaldo indispensabile per MSC Crociere, che, grazie alla disponibilità di dashboard orientate al business, oggi pienamente integrate nell’infrastruttura IT della Compagnia, vede oggi un’evoluzione sempre più profonda del proprio IT da puro centro tecnologico a fattore abilitante essenziale per il business. Il tool Dynatrace è stato implementato con successo e il marketing, le funzioni di business e le Country in generale hanno mostrato fin da subito un forte apprezzamento perché gli strumenti si sono rivelati convincenti sia dal punto di vista della consapevolezza immediata di quanto accade sia dal punto di vista della visibilità strategica. La stretta collaborazione con Engineering ha visto il Partner coinvolto anche nelle attività di auditing per sviluppare una logica
I due più grandi partner Dynamics NAV in Europa uniscono le loro forze
EOS Solutions Group ha deciso di stringere una stretta collaborazione con KUMAVISION AG. Il gruppo infatti ha venduto il 25% delle sue quote al partner Tedesco che ha sede a Markdorf, sulle sponde del lago di Costanza. Insieme, le due aziende formeranno il più grande partner Microsoft Dynamics NAV a livello mondiale. EOS implementa soluzioni verticali da oltre 15 anni e molte di queste sono già a marchio Kumavision, la quale ora ha acquisito un interesse strategico all’interno della società italiana. “Grazie alla stretta collaborazione consolidata negli anni, sappiamo che le società collaboreranno in modo armonioso e che si rafforzeranno a vicenda attraverso questo importante investimento” afferma l’amministratore delegato di Kumavision Kay von Wilcken. “Siamo molto contenti di aver trovato nel partner tedesco un forte spinta alla collaborazione” dice Günther Lobis, Amministratore delegato di EOS spa. EOS Solutions da 5 anni consecutivi è il primo partner italiano di Microsoft Dynamics NAV, mentre Kumavision è stata nella top 3 dei provider dei paesi di lingua tedesca ed è ancora oggi il partner Microsoft con il più alto numero di licenze vendute. Kumavision ed EOS Solutions insieme avranno un fatturato di 90 milioni di euro. Le due aziende seguiranno più di 1600 clienti con oltre 50.000 utenti. Un totale di 25 sedi tra Italia, Germania, Austria e Svizzera permetteranno tempi di risposta molto brevi, così come una grande prossimità al cliente e ai mercati regionali. La grande abilità in termini di perfomance dei due partner si riflette anche nei propri progetti di business: nel 2017 grazie al lavoro svolto dai 610 collaboratori sono stati portati a termine più di 100 progetti ERP. Il mondo dell’ERP è in continuo cambiamento I profondi cambiamenti all’interno del mondo ERP hanno portato alla creazione di questa importante cooperazione. Le installazioni on premise stanno perdendo interesse, mentre le soluzioni cloud, I servizi, le app e gli add-on funzionali stanno acquisendo un’importanza significativa. “In questo contesto, il nostro orientamento deve diventare sempre più internazionale, e con questo investimento stiamo facendo il primo passo verso la direzione giusta” afferma Von Wilcken, il quale avrà anche un posto all’interno del Consiglio di Amministrazione di EOS. L’unione rappresenterà una crescita per entrambe le società Le esistenti e consolidate soluzioni ERP, così come tutte le aree service di entrambe le società non subiranno cambiamenti e i mercati regionali così come i clienti continueranno ad essere supportati dalle stesse persone. Kumavision e EOS si aspettanto che questa unione possa accelerare la crescita per entrambe le società. “Sia Kumavision che Eos Solutions sono in continua crescita. I nostri obiettivi sono quelli di aumentare la forza lavoro per poter rispondere alla sempre più crescente domanda” sottolinea Lobis. Anche i clienti ne beneficeranno sotto diversi punti di vista Le società si completeranno a vicenda da un punto di vista sia tecnologico che professionale. Questo comporterà uno sviluppo delle soluzioni, dei prodotti e dei servizi offerti ai clienti. In particolare verrà creata un’intensa cooperazione tra le aree di ricerca e sviluppo delle società. “Microsoft offre un gran numero di soluzioni digitali che adatteremo e svilupperemo ulteriormente per il mercato Europeo con lo scopo di supportare i nostri clienti per offrire loro soluzioni su misura durante il processo di digital transformation” afferma von Wilcken. Verranno anche sviluppate apps che permetteranno alle aziende clienti di gestire in maniera più agile e veloce il deployment di nuove soluzioni e servizi. I servizi esistenti saranno integrati e ulteriormente sviluppati con l’obiettivo di alleggerire il carico di lavoro per il cliente durante il progetto e di supportarlo nello sviluppo di nuovi modelli di business: ”Per questo motivo i nostri progetti non verterrano solo attorno al classico ambiente ERP, ma svilupperemo anche un’offerta nel campo della digitalizzazione e dell’industry 4.0, generando nuove opportunità in termini di valore aggiunto e di fidelizzazione del cliente” aggiunge Lobis. I clienti beneficeranno inoltre di una crescita del know-how, grazie all’intercambio continuo di conoscenze ed esperienze di sviluppatori e consulenti tra le due società. EOS Solutions e Kumavision fonderanno le loro forze in diversi progetti internazionali e già da ora stanno rispondendo alla crescente importanza che le piccole e medie imprese clienti danno all’internazionalizzazione. The post I due più grandi partner Dynamics NAV in Europa uniscono le loro forze appeared first on Data Manager Online.
Elon Musk: su Marte nel 2022
Il missile Big Falcon Rocket, lo stesso che ci porterà su Marte, verrà usato per muoversi più velocemente sulla Terra Quel lungimirante imprenditore che risponde al nome di Elon Musk è intervenuto di recente all’Astronautical Congress di Adelaide in Australia. Dall’altra parte del mondo il co-fondatore di PayPal e ideatore di Tesla e SpaceX ha rivelato qualche dettaglio in più sul progetto di trasferire gran parte della popolazione terrestre su Marte, sia a scopo ludico che professionale. Ebbene, pare che entro il 2022 saremo in grado di popolare il pianeta rossa, con un via-vai periodico e continuativo due anni più tardi, dal 2024. I precursori della colonizzazione marziana dovranno costruire le prime basi di appoggio, dalle quali partire per realizzare altre infrastrutture cardine della nuova civiltà interspaziale. A portarci fuori dall’orbita non sarà Falcon, il razzo attualmente usato dalle missioni della SpaceX ma il Big Falcon Rocket, abbreviato in BFR. Più veloci nel mondo La cosa interessante è che il missile non solo abiliterà i viaggi su Marte ma consentirà, anche prima, di muoversi più velocemente sulla Terra. Stando a Musk infatti, il BFR sarà in grado di corpire la distanza tra Londra e New York in soli 38 minuti. Non si tratta di meri calcoli statistici ma del tempo necessario a trasferire centinaia di passeggeri tra i due continenti, sfruttando probabilmente le basi aeree già esistenti. Si tratta di un progetto meno concreto di quel famoso Hyperloop i cui binari sono in costruzione nel deserto del Nevada ma resta la potenziale applicazione del razzo anche sul nostro pianeta, così da far dimenticare navi, boeing e treni. Conoscendo l’estremo pragmatismo di Musk (e il capitale a disposizione) non ci sorprenderemmo di poter salpare su Big Falcon Rocket nel giro di qualche anno. The post Elon Musk: su Marte nel 2022 appeared first on Data Manager Online.
Sony sta per lanciare un nuovo PlayStation VR
Numero di serie CUH-ZVR2 per un aggiornamento sostanziale che sbarcherà in Giappone dal 14 ottobre. Poche novità ma forse un taglio di prezzo Sony ha svelato, in sordina, l’arrivo di un altro paio di visori per giocare in modalità realtà aumentata. I PlayStation VR numero in codice CUH-ZVR2 saranno disponibili dal 14 ottobre in Giappone e solo più in avanti in Europa, probabilmente entro Natale. Gli aggiornamenti sono soprattutto sotto la scocca, dove ora c’è un nuovo processore di unità che supporta i contenuti in modalità HDR pass-through. Questo vuol dire che gli utenti potranno godersi film e video in alta qualità direttamente tenendo indosso i loro occhialini, a differenza dei modelli attuali che necessitano di una disconnessione prima del passaggio al televisore. La piattaforma software rispecchierà la novità, assente sul primo PlayStation VR per motivi hardware ovviamente. A Natale nei negozi In Giappone il visore costa esattamente quanto la prima generazione, lasciando pensare a un abbassamento del prezzo della famiglia precedente. Latitano le notizie circa un arrivo in Occidente e in particolar modo in Europa anche se, per ragioni di marketing, il pacchetto potrebbe essere pronto in tempo per Natale. Una curiosità, in madrepatria il nuovo PlayStation VR viene venduto in bundle con la PlayStation Camera mentre su altri mercati potrebbe non essere così. Una scelta opinabile per varie ragioni: cosa se ne fa un utente di un secondo sensore di movimento quando ha già il primo che dovrebbe funzionare senza problemi con il rinnovato gadget VR? Anche esteticamente il design resta praticamente identico, senza un valido motivo dunque per passare ad altro. Tranne che l’HDR pass-through non sia una necessità più che impellente. The post Sony sta per lanciare un nuovo PlayStation VR appeared first on Data Manager Online.
Google Assistant debutta anche sulle cuffie per la musica
Google ha pubblicato alcuni video tutorial per mostrare le funzioni di Google Assistant associate alle cuffie che arriveranno in futuro Apple ha le sue AirPods e Google non può essere di certo da meno. Da qualche tempo si vocifera che Big G voglia lanciare un modello di cuffie wireless con Google Assistant integrato e oggi è stata la stessa azienda di Mountain View a confermare l’indiscrezione. Sul canale YouTube della società fondata da Larry Page e Sergey Brin sono comparsi 3 video in cui vengono mostrate le funzioni di cui si potrà disporre sfruttando sugli auricolari l’assistente vocale, che ad oggi purtroppo non parla ancora italiano. Le cuffie con Google Assistant saranno realizzate anche da produttori partner come Bose e integreranno un tasto fisico per attivare il software insieme ai comandi vocali. Questo dovrà essere premuto per tutta la durata della richiesta come su un walkie talkie. Google Assistant ci avviserà dell’arrivo di una notifica durante la riproduzione del brano con un messaggio vocale. L’utente potrà scegliere di ascoltare il messaggio riprodotto dall’assistente vocale premendo il tasto dedicato o continuare l’ascolto. Nel secondo caso l’arrivo di ulteriori notifiche dallo stesso mittente verrà segnalato con un breve squillo. Le cuffie di Google, attualmente conosciute con il nome in codice di “Bisto”, potrebbero essere presentate domani insieme ai nuovi Pixel 2 e Pixel 2 XL. The post Google Assistant debutta anche sulle cuffie per la musica appeared first on Data Manager Online.
Gruppo Volkswagen: ridurre l’impatto ambientale del 45% entro il 2025
Il CEO Matthias Müller: “Dobbiamo considerare l’intero ciclo di vita della mobilità, dalla produzione di energia e dalle materie prime fino al riciclo” Il Gruppo Volkswagen ambisce a un ruolo guida sulla sostenibilità nell’industria automobilistica. “Per molto tempo siamo stati in testa a prestigiosi indici di sostenibilità e abbiamo intenzione di riguadagnare quella posizione” ha affermato il CEO Matthias Müller all’apertura della Group Environmental Conference (GEC) a Wolfsburg. “È nostro compito proprio come Gruppo dare un contributo significativo per arginare il cambiamento climatico e migliorare la qualità dell’aria nei centri urbani”. Come ha spiegato Müller, non è solo una questione di veicoli puliti ed efficienti; all’interno del Gruppo anche la tutela ambientale in fase di produzione gioca un ruolo fondamentale. “Per questo stiamo definendo nuovi e ambiziosi obiettivi: ridurremo l’impatto ambientale dell’intero Gruppo di un ulteriore 20% entro il 2025” ha annunciato Müller. “Ciò significa il 45% in meno di consumo di energia e acqua, emissioni di CO2 e COV (composti organici volatili) e scarti rispetto al 2010, anno di riferimento”. Inoltre ha sottolineato come il Gruppo Volkswagen stia perseguendo una strategia ambientale olistica: “Stiamo ampliando la nostra concezione di sostenibilità ambientale: non è solo ciò che esce dal tubo di scarico che conta. Dobbiamo occuparci dell’intero ciclo di vita della mobilità, dalla produzione di energia e dalle materie prime fino al riciclo”. Con questo approccio, il Gruppo Volkswagen sta inoltre seguendo i suggerimenti del Consiglio di Sostenibilità, un organo composto da esperti internazionali indipendenti, che dà indicazioni al Consiglio di Amministrazione in merito ai processi di trasformazione. Alla GEC è intervenuto Georg Kell, fondatore di UN Global Compact e Presidente del Consiglio di Sostenibilità istituito dal Gruppo un anno fa. “I nostri Clienti e la società si aspettano un comportamento sostenibile da parte nostra” ha enfatizzato il CEO Müller nel suo discorso. Ha aggiunto che un dialogo critico e costruttivo è stato importante per il Gruppo per riguadagnare la fiducia. “È positivo che l’Azienda si stia aprendo e confrontando con prospettive esterne, in particolare quando si tratta di ambiente e sostenibilità” ha affermato Müller alla Group Environmental Conference. “L’abbiamo ufficializzato poco meno di un anno fa, quando abbiamo istituito il Consiglio di Sostenibilità”. Nel suo discorso di benvenuto Bernd Osterloh, Presidente del Consiglio di Fabbrica, ha commentato: “Il Gruppo deve dimostrare un grande impegno per riguadagnare la testa delle classifiche di sostenibilità. Eravamo leader nell’agosto 2015, ma poi siamo retrocessi per la questione emissioni. La nostra aspirazione comune dev’essere tornare in cima alle classifiche e il lavoro di centinaia di esperti ambientali all’interno del Gruppo Volkswagen costituisce un importante passo in questa direzione”. Le conferenze Group Environmental, forum di discussione per circa 400 addetti ambientali provenienti da tutto il Gruppo, sono state introdotte nel 1998 per parlare di strategie, provvedimenti e progetti e per portare avanti lo sviluppo sostenibile dell’Azienda. “Il Gruppo Volkswagen fissa una condotta sostenibile lungo tutta la catena del valore e dà un contributo importante alla transizione energetica investendo in energie rinnovabili” ha commentato Stephan Krinke, Responsabile degli Affari Ambientali del Gruppo. “La conferenza ci dà l’opportunità di raggiungere i nostri ambiziosi obiettivi ambientali”. The post Gruppo Volkswagen: ridurre l’impatto ambientale del 45% entro il 2025 appeared first on Data Manager Online.
Apple vuole produrre da sé i processori per i Mac
Apple sta progettando in casa la CPU che installerà sui propri MacBook e anche un modem per iPhone Apple realizza in totale autonomia i processori per i suoi iPhone come il nuovo A11 Bionic e la stessa cosa vorrebbe fare anche per i Mac. L’azienda di Cupertino pare sia inoltre intenzionata a chiudere la collaborazione pluriennale con Intel e passare ad ARM. In ogni caso la Mela vuole liberarsi definitivamente dalla dipendenza con aziende terze delegando ad altri solamente la produzione delle sue componenti. Dalle voci che circolano, Apple starebbe lavorando a due soluzioni diverse per la CPU dei suoi PC. Si parla di un processore centrale da associare a un chip che integra funzioni touchscreen, lettura delle impronte digitali e supporto video. In questo modo non solo le sue proprietà intellettuali sarebbero maggiormente protette ma soprattutto migliorerebbe l’integrazione tra hardware e software. “Progettando i propri chip, Apple può meglio differenziarsi dagli altri. In più, dipendere troppo da altri fornitori di chip nell’era dell’intelligenza artificiale finirà col danneggiare gli sviluppi futuri”, ha sottolineato Mark Li, analista di Sanford C. Bernstein. Non è infatti un caso che prima Huawei e presto anche Samsung abbiano adottato la stessa strategia. Apple non si limiterebbe a sviluppare le CPU per MacBook. L’azienda di Cupertino valuta anche l’idea di costruire in casa anche i modem per iPhone che gestiscono aspetti come connessione dati e cellulare, Wi-Fi e Bluetooth. Per questo progetto ha assunto ingegneri di Novatek e AU Optronics ma sembra ci vorranno almeno 2 anni per arrivare a un prodotto finito. Attualmente è Qualcomm a fornire i modem ad Apple ma dati i rapporti sempre più tesi tra le due aziende per la Mela sarebbe particolarmente conveniente chiudere la collaborazione. The post Apple vuole produrre da sé i processori per i Mac appeared first on Data Manager Online.