Appunti scritti a mano diventano digitali con un’app
Partnership tra Moleskine e Microsoft
Google, apprendimento sempre più legato a tecnologia
Così Prabakhar Raghavan all’Internet Festival di Pisa
Kaspersky risponde alle accuse di spionaggio: “Non ci sono prove”
Kaspersky Lab rimanda al mittente le accuse di aver favorito il furto di dati della NSA per conto del governo russo Ieri sul Wall Street Journal è comparso un articolo in cui si accusavano alcuni hacker russi di aver sfruttato gli antivirus di Kaspersky Lap per rubare dati sensibili alla National Security Agency (NSA), l’agenzia che ha scatenato qualche anno fa il cosiddetto scandalo Datagate. I pirati informatici avrebbero inoltre agito su mandato del governo russo. L’azienda di sicurezza informatica, che ha realizzato un prototipo per proteggere le self driving car a livello di progettazione, ha risposto alle accuse con una nota ufficiale in cui nega categoricamente di aver favorito qualsiasi operazione di hacking. “Nessuna prova è stata fornita a Kaspersky Lab che dimostri il coinvolgimento della società nel presunto avvenimento riportato dal Wall Street Journal, ed è molto spiacevole che continui questa copertura media di dichiarazioni non dimostrate che perpetuano le accuse alla società. – afferma l’azienda – Come società privata, Kaspersky Lab non ha nessun legame non adeguato con alcun governo, compresa la Russia, e sembra che l’unica conclusione possibile sia che Kaspersky Lab sia stata inserita in una lotta geopolitica”. Vista la gravità delle accuse anche il fondatore dell’azienda, Eugene Kaspersky, ha voluto difenderla sottolineando come si sia sempre impegnata a combattere hacker e attività di spionaggio illegali. “La società rileva e attenua attivamente le infezioni da malware, indipendentemente dalla fonte, e siamo orgogliosi di farlo da 20 anni. Questa è la ragione per cui otteniamo costantemente i migliori risultati nei test indipendenti sulla rilevazione di malware”, afferma l’esperto di sicurezza. The post Kaspersky risponde alle accuse di spionaggio: “Non ci sono prove” appeared first on Data Manager Online.
La competitività delle banche italiane dipende dall’utilizzo delle tecnologie emergenti
Oltre la metà delle banche italiane (56%) prevede di minimizzare l’interazione umana nei servizi di retail banking entro i prossimi dieci anni, poiché il comportamento e le aspettative della clientela stanno evolvendo rapidamente, rendendo obsoleti i servizi bancari tradizionali. Secondo una ricerca commissionata da Avanade, la joint venture tra Accenture e Microsoft leader nell’innovazione digitale, i decisori aziendali in ambito IT e innovazione del settore bancario italiano sono unanimi nell’affermare che i metodi tradizionali bancari stanno per essere superati da una competizione dirompente. Quattro su dieci degli intervistati riconoscono la forte competizione delle startup fintech, ma l’arrivo di Amazon, Google e Facebook nel settore bancario rappresenta nel lungo termine la più grande minaccia alle quote di mercato e alla redditività. Oltre i due terzi degli intervistati in Italia (68%) stanno cercando di recuperare terreno sui servizi digitali personalizzati e innovativi. La quasi totalità (92%) è d’accordo nell’affermare che per rimanere competitiva la loro organizzazione deve incrementare l’investimento sull’interazione tra banca e clientela, affinché includa: – miglioramenti nella personalizzazione dei servizi al cliente (80%) – offerta di un’esperienza univoca e multicanale (48%) – la chiusura di alcune o tutte le filiali per puntare in modo decisivo sul digitale (12%) Nella corsa per rimanere rilevanti in questo mercato altamente competitivo, i decisori aziendali IT credono che la sopravvivenza futura dipenda da quanto velocemente saranno in grado di allocare budget su progetti che vadano incontro sempre di più alle esigenze del consumatore digitale. Nonostante l’investimento in nuove tecnologie sia in cima alle loro priorità strategiche, sostengono la necessità di mantenere sistemi legacy – che rappresentano oltre un quinto (21%) del bilancio IT annuale – rendendo quasi impossibile investire direttamente in tecnologie capaci di dare un forte impulso in avanti al business. Commentando i risultati, Mauro Meanti, General Manager di Avanade Italy afferma: “Le banche retail europee sono ben consapevoli delle sfide che devono affrontare per tenere il passo con le aspettative dei loro clienti, ma la loro dipendenza da sistemi informatici legacy agisce come un peso che rallenta i loro progressi mentre nuovi operatori, sia piccole fintech che giganti tecnologici affermati, accelerano”. Tutti gli intervistati (100%) credono che modernizzare i sistemi IT delle loro organizzazioni li aiuterebbe a tenere il passo con i competitor digitali, riducendo i costi operativi e aprendo la strada agli investimenti futuri che consentiranno alla loro organizzazione di ottenere un vantaggio competitivo. Monica Vetró, FSI Lead di Avanade Italy ha aggiunto: “Le banche devono superare il loro vecchio modo di fare business e investire in tecnologie che consentano al loro personale di offrire un servizio personalizzato puntando a una soluzione di continuità multicanale. La modernizzazione dell’IT deve essere per le banche la base dalla quale partire per salvaguardare il loro futuro. La maggior parte degli intervistati riconosce che, per effettuare un cambiamento decisivo, avranno bisogno di sostegno di partner tecnologici”. Avanade raccomanda un approccio a tre passi per le banche che vogliono investire nel mondo digitale: 1. Modernizzare i sistemi IT proprietari – indirizzando le sfide sui sistemi legacy attraverso la modernizzazione degli applicativi e valutando un passaggio al cloud, per consentire alle banche di raggiungere l’agilità richiesta per estendere le potenzialità del personale; 2. Ottimizzare l’operatività – tagliando i costi operativi, implementando funzionalità di machine learning, modelli predittivi e robotic process automation (RPA), investendo in strumenti che migliorino l’efficienza del personale e offrano un miglior servizio al cliente; 3. Re-immaginare la customer experience – creando esperienze digitali personalizzate, tempestive ed economicamente vantaggiose, fondate sull’analisi dei big data. The post La competitività delle banche italiane dipende dall’utilizzo delle tecnologie emergenti appeared first on Data Manager Online.
Dimagrire col tè nero, un acceleratore naturale del metabolismo
Secondo uno studio americano il tè nero è un prezioso alleato della nostra linea Bere un tè caldo può essere molto piacevole e rilassante, soprattutto nelle fredde giornate invernali, ma chi avrebbe mai pensato che potesse anche aiutare a perdere peso? Ad affermarlo sono i ricercatori dell’Università della California (UCLA), che hanno messo in luce come questo tipo di tè favorisca la crescita di determinati ceppi batterici intestinali, in grado di accelerare il metabolismo. Tè nero e verde sono prebiotici Pubblicato sull’European Journal of Nutrition, lo studio mostra che i polifenoli del tè nero che non vengono assorbiti dall’intestino, stimolano la produzione di batteri buoni, della specie Pseudobutyrivibrio, agendo direttamente sul metabolismo energetico del fegato attraverso i metaboliti intestinali. Ne consegue che il tè nero, come già è noto per il tè verde, sono prebiotici, portando alla crescita di microrganismi buoni, responsabili del benessere intestinale e dell’organismo in generale. Anche consumare una ricca colazione al mattino aiuterebbe a dimagrire, così come bere 8 bicchieri di acqua al giorno aiuta ad attivare il metabolismo e a bruciare calorie. I benefici dei polifenoli Se altre ricerche si sono concentrate sugli effetti benefici del tè verde sulla salute, questo nuovo studio è uno dei primi a rivelare le potenzialità dei polifenoli di cui il tè nero è ricco. Susanne Henning, professoressa di nutrizione umana presso l’UCLA e autrice principale dello studio, conclude spiegando: “Si sapeva che i polifenoli del tè verde sono più efficaci e offrono più benefici per la salute che i polifenoli del tè nero poiché le sostanze chimiche del tè verde sono assorbite nel sangue e nei tessuti. I nostri risultati suggeriscono che anche il tè nero, attraverso un meccanismo specifico e attraverso il microbioma intestinale, può contribuire alla buona salute e perdita di peso negli esseri umani. Gli amanti del tè nero ora hanno un nuovo motivo per continuare a berlo”. The post Dimagrire col tè nero, un acceleratore naturale del metabolismo appeared first on Data Manager Online.
Cos’è Flex, il servizio di consegne di Amazon
Il gigante dell’e-commerce sfida FedEx e UPS con un servizio che punta a sostituire quello dei partner attuali Si chiama così, Seller Flex, il nuovo servizio che permetterà ad Amazon di fare a meno degli storici collaboratori nella consegna dei pacchi. Stando alle prime indiscrezioni, il gigante dell’e-commerce starebbe finalizzando il piano pilota che lo porterà a gestire direttamente le spedizioni dei prodotti venduti sia dai propri magazzini che tramite i commercianti di terze parti, presenti sullo store. Il progetto non è nuovo visto che un paio di anni fa sarebbe dovuto partire in India, anche se solo adesso pare abbia ricevuto il via libera per un’attuazione e una sperimentazione negli USA. Negli Stati Uniti, dove pochi vettori si dividono la fetta della percentuale più grossa dei consumatori, Bezos potrebbe scardinare un panorama consolidato, prima di esportare il suo business anche all’estero. Di cosa si tratta Flex ha l’obiettivo di accentrare nelle mani di Amazon l’intera filiera dell’acquisto online: dal click alla finalizzazione, fino alla ricezione del prodotto. Oltre a mettere in contatto domanda e offerta dunque, Bezos potrà organizzare le spedizioni e utilizzare i suoi vettori per la consegna. In pratica quello che oggi fanno compagnie come FedEx e UPS anche per la stessa Amazon, con cui intrattengono accordi di partnership a livello globale. Ma perché un passo simile in un terreno così complicato e dispendioso in termini di risorse? Semplice: l’indipendenza nel settore permetterebbe alla multinazionale di ottenere maggiore flessibilità nella programmazione commerciale su vasta scala, permettendosi il lusso di attuare politiche vantaggiose rispetto ai prezzi imposti dalla concorrenza, magari tramite sconti e agevolazioni su grandi volumi. Se a tutto ciò leghiamo il numero crescente di sottoscrizioni a Prime (che consente di ricevere migliaia di prodotti in un solo giorno), è evidente che Amazon abbia tutto l’interesse nel chiudere il cerchio e garantirsi il controllo in toto della logistica del proprio catalogo. The post Cos’è Flex, il servizio di consegne di Amazon appeared first on Data Manager Online.
I viaggi business e la chiave del successo professionale
I viaggi di lavoro sono spesso considerati un’opportunità per crescere: il 37% dei dipendenti li vive come momenti per trovare nuove ispirazioni e il 36% come occasione per imparare cose nuove I viaggi d’affari sono molto importanti, se non fondamentali, nel raggiungimento dei propri obiettivi lavorativi, per l’intero business e per le opportunità di crescita personale e di carriera che offrono ai lavoratori, invogliati a raggiungere così il loro pieno potenziale. Sei professionisti su dieci (il 60%) in tutto il mondo ammettono come scoprire nuove culture e destinazioni sia un valore aggiunto molto gradito, soprattutto nell’ambito dei viaggi e del turismo (per il 69%), di management e consulting (il 68%) e dell’architettura e del design (il 65%). Questi sono solo alcuni dei dati raccolti da Booking.com Business, che ha condotto un’indagine coinvolgendo oltre 17.000 partecipanti di 24 paesi diversi per verificare come i viaggi di lavoro siano ormai considerati un elemento chiave nella crescita professionale, con diverse sfumature tra vari ruoli e ambiti. I lavoratori vedono i viaggi business come un’occasione di crescita professionale Quasi la metà dei professionisti coinvolti nello studio (il 46%) ha confermato come contribuire alla crescita dell’intero business sia uno degli obiettivi principali che sperano di raggiungere durante i viaggi di lavoro. Ma scavando a fondo tra le diverse figure professionali, si scoprono anche ambizioni personali e voglia di ampliare le proprio conoscenze: i professionisti nei settori del sociale e socio-sanitario (per il 45%), educazione (per il 41%) e media e comunicazione (per il 41%) sperano di trovare nuove ispirazioni per il loro lavoro di tutti i giorni (contro la media generale tra i lavoratori del 37%); metà dei dipendenti di ONG e associazioni umanitarie vuole rafforzare il rapporto con i colleghi o i clienti e le relazioni professionali (contro il 36% generale); l’obiettivo principale dei membri delle forze armate e dei professionisti nel settore dell’educazione (per il 41%) è di imparare qualcosa di nuovo che possono applicare al loro lavoro (contro la media generale del 36%); per i professionisti dei settori del viaggio e del turismo (il 39%), i consulenti di management (il 37%) e per architetti e designer (36%) è importantissimo conoscere una nuova cultura e il suo impatto sul business (contro il 30% della media generale). Nelle diverse professioni, i viaggi hanno un impatto su tutto il business Metà degli intervistati (il 51%) conferma che riuscire a ritagliare qualche ora per visitare la destinazione del viaggio di lavoro aiuta ad avere meeting più produttivi, un’impressione segnalata per lo più dai consulenti di management (il 58%) e architetti e designer (il 57%). Nonostante i tanti benefici delle nuove tecnologie e le comunicazioni in tempo reale, i meeting di persona non possono essere archiviati: in tutto il mondo, il 66% dei professionisti sottolinea come avere incontri faccia a faccia con i clienti o i colleghi sia essenziale per un business di successo, soprattutto per i consulenti di management (il 78%), per il settore manifatturiero (il 71%), per quello dell’ingegneria e delle costruzioni (il 70%) e per l’agricoltura (il 70%). Un alloggio “business ready” è quello che ci vuole per ottenere il massimo dal viaggio Scegliere la struttura giusta dove soggiornare ha un ruolo fondamentale nel rendere un viaggio di lavoro davvero produttivo: il 60% degli intervistati conferma che prenotare strutture e altri elementi del viaggio su misura per i viaggiatori business sia ormai indispensabile più che preferibile. Un letto comodo e il segnale WiFi potente sono in cima alla lista dei “must have” degli alloggi (con il 52% delle preferenze ciascuno), seguiti da una colazione abbondante (38%) e servizi gratis di trasporto o navette (27%). La scelta dell’alloggio dipende moltissimo dalla posizione, che deve essere vicino al luogo dove si svolgono i meeting (per il 47%) e nel centro città (per il 29%). Con Booking.com Business, le strutture che hanno ricevuto recensioni positive da altri viaggiatori business, soprattutto relativamente a questi servizi ormai fondamentali, sono messe in evidenza nelle prime posizioni dei risultati di ricerca. Per quanto riguarda gli alloggi più prenotati dai professionisti, in base ai diversi settori: architetti e designer sono più inclini a prenotare boutique hotel (il 23% contro il 13% della media generale) o un alloggio hi-tech accessoriato con gadget tecnologici (il 24% contro il 18% della media); forse a causa di un aumento nei controlli e nella regolamentazione dei budget per i viaggi aziendali, solo il 20% sceglie strutture di lusso, soprattutto nel settore dei consulenti di management (per il 26%) e finanziario (per il 24%); i professionisti del settore agricolo scelgono spesso strutture con un certo “fascino caratteristico della destinazione” (il 19% contro la media del 13%). Booking.com Business rende la ricerca e la prenotazione delle strutture business friendly ancora più facile e immediata, così gli utenti che viaggiano per lavoro possono trovare subito il posto perfetto dove soggiornare, in base alle preferenze professionali, agli obiettivi del viaggio o al loro stile di vita in generale. “Scoprire culture e destinazioni nuove e ampliare i propri orizzonti sta diventando un elemento imprescindibile dei viaggi business, soprattutto in una realtà dove tutto è collegato e il business si svolge a livello globale. A prescindere dalla professione, chi al giorno d’oggi viaggia per lavoro capisce al volo le opportunità da sfruttare al massimo, sia per l’azienda che per la propria carriera. Il posto dove soggiornare diventa fondamentale e deve rispondere a specifiche richieste e necessità, soprattutto relativamente alla posizione, alla flessibilità e alla presenza di determinati servizi.” conferma Ripsy Bandourian, Senior Director of Product Development per Booking.com Business. “Grazie ai dati e a milioni di recensioni lasciate dai viaggiatori business, chi prenota per affari può individuare facilmente le strutture consigliate per i viaggi di lavoro, senza dover rinunciare alla flessibilità e alla possibilità di personalizzare la propria esperienza, rispettando la politica aziendale”. The post I viaggi business e la chiave del successo professionale appeared first on Data Manager Online.
FireEye nomina Vasu Jakkal come Chief Marketing Officer
Dirigente nell’industria IT è stata scelta per guidare la trasformazione del marketing e consolidare la reputazione dell’azienda come leader nella cyber security FireEye ha annunciato la nomina di Vasu Jakkal come Chief Marketing Officer (CMO). Prima di approdare in FireEye, Jakkal ha ricoperto il ruolo di Marketing Executive in Brocade e altre aziende IT, guidandone la crescita e la trasformazione del business. Jakkal riporterà direttamente al CEO, Kevin Mandia. Nel suo ruolo di CMO, Jakkal avrà la responsabilità del marketing globale, con l’obiettivo di contribuire all’incremento del business e consolidare la reputazione di FireEye come azienda leader in ambito cyber security. Jakkal vanta 18 anni di esperienza nel settore IT, compresi ruoli di senior management presso Intel, LSI e, più recentemente, Brocade. Jakkal è stata Vice President of Corporate Marketing presso Brocade, dove si è concentrata nell’indirizzare la domanda delle soluzioni di networking e nell’aumentare la visibilità dell’azienda a livello globale. Tra le sue responsabilità principali figuravano il brand, la comunicazione corporate, la strategia e il marketing, i programmi di thought leadership e un’ampia gamma di altre attività di marketing. Jakkal in precedenza ha ricoperto il ruolo di Chief of Staff del CEO di LSI, con responsabilità sulle iniziative strategiche e di marketing dell’azienda. All’inizio della sua carriera, ha trascorso più di un decennio in Intel in una varietà di ruoli di leadership nel marketing, engineering, strategia e gestione generale. Jakkal ha conseguito un master in ingegneria elettrica presso l’Università del Minnesota ed una laurea specialistica presso il College of Engineering, Pune. Ha anche una laurea in Marketing Strategico ottenuta a Stanford. “L’esperienza di Vasu sarà fondamentale per consolidare il posizionamento di FireEye come leader nella cyber security”, ha dichiarato Mandia. “Vasu sarà un asset chiave nella missione di FireEye di evolvere e innovare la tecnologia, l’intelligence e i servizi necessari a combattere gli attacchi informatici sempre più sofisticati. Con la sua energia, passione, visione e focus strategico, Vasu sarà una straordinaria aggiunta al nostro senior management team”. “L’impegno di FireEye nell’innovazione della cyber security sta rimodellando l’azienda, ridefinendone la leadership nel mondo della sicurezza. Per questo sono entusiasta di partecipare a questo incredibile viaggio”, ha dichiarato Jakkal. “FireEye ha una storia unica e avvincente e un netto vantaggio competitivo nel mercato della sicurezza. Non vedo l’ora di lavorare con il team e di applicare la mia esperienza per guidare la trasformazione del marketing, al fine di capitalizzare la “FireEye Difference”, di rafforzare la reputazione di leader ed incrementare il business”. The post FireEye nomina Vasu Jakkal come Chief Marketing Officer appeared first on Data Manager Online.
Kaspersky,Wsj non prova furto dati a Nsa
La società russa, siamo stati inseriti in una lotta geopolitica
Seeweb a Smau Milano 2017: appuntamento con il futuro
Ispirazioni e idee preziose. Il Cloud Provider Seeweb continua il suo percorso con l’Open Innovation e porterà a Smau novità e tendenze del mondo Cloud e non solo Si terrà a Fieramilanocity il prossimo 24-25-26 ottobre la nuova edizione di Smau ICT e Seeweb, Cloud Computing Provider in campo dal 1998, conferma nuovamente la sua partecipazione. L’azienda vincitrice del premio innovazione Smau 2017, ricevuto durante lo scorso Smau Padova, è da sempre molto vicina al concetto di Open Innovation che, come afferma Antonio Baldassarra, CEO Seeweb, «non risponde a una esigenza rilevata in azienda, non risolve problemi, ma apre nuove opportunità, nuove strade». «Seeweb ha iniziato a “praticare” quella che adesso si chiama Open Innovation intorno al 2005/2006, dopo aver verificato la difficoltà di fare innovazione “dall’interno”, a partire dalla soluzione di uno specifico problema o di una specifica esigenza. In un ambiente abbastanza collaborativo e aperto come quello delle nuove tecnologie, Seeweb ha iniziato a frequentare il mondo delle start up, i giovani talentuosi con buone idee e grandi capacità. Con alcuni di loro sono stati fatti accordi di collaborazione: oggi alcuni prodotti e servizi di Seeweb sono nati da idee esterne all’azienda, da un processo di Open Innovation», continua Baldassarra. Dotato di quattro datacenter di proprietà, due nella sede di Milano e due a Frosinone, Seeweb soddisfa ogni esigenza: dall’Hosting multidominio alla Colocation, dal Server Cloud a prodotti di piattaforma come il database e Backup As a Service o le soluzioni di streaming multimediali. In occasione della nuova edizione di Smau Milano, Seeweb presenterà i suoi nuovi prodotti Cloud e nella giornata del 25 ottobre alle ore 14,30 presso l’Arena Smau ICT3 terrà un workshop all’interno del quale verranno approfondite alcune tematiche relative alla realizzazione di una infrastruttura Cloud per l’AR (realtà aumentata) con riferimenti a casi reali nell’ambito dell’Industry 4.0 e del Publishing Digitale. Il workshop, realizzato in collaborazione con Inglobe Technologies (la prima società italiana focalizzata sulla tecnologia della Realtà Aumentata), avrà una durata di 50 minuti, durante i quali si alterneranno tre relatori: Marco Cristofanilli, Cloud Specialist Seeweb, Graziano Terenzi, fondatore di Inglobe Technologies e Mirko Ferrari, Business Development Manager di Inglobe Technologies. «Negli ultimi mesi abbiamo assistito a una vera e propria corsa alla Mobile AR, cioè alla creazione di strumenti e applicazioni mirate alla fruizione di contenuti di AR sugli smartphone. In questo contesto, una delle sfide chiave emerse per il successo commerciale dell’AR è la possibilità di garantire agli utenti un accesso on demand efficiente e veloce ai contenuti AR fruibili sui vari dispositivi abilitanti», afferma Graziano Terenzi, fondatore di Inglobe Technologies. «Il rapporto tra Realtà Aumentata e Cloud è sicuramente al centro del dibattito di oggi. Tuttavia, ci sono alcuni ostacoli tecnologici che dovranno essere superati per raggiungere l’obiettivo di una piena fruibilità dell’AR dai dispositivi mobile, e di questo ne parleremo durante il workshop. Lo scopo dell’intervento è infatti quello di offrire un punto di vista dall’interno sul rapporto tra Cloud e Realtà Aumentata, cioè da parte di chi ha di fatto svolto in questi anni un ruolo di leadership nella creazione e diffusione di strumenti e soluzioni immersive», conclude Marco Cristofanilli, Cloud Specialist Seeweb. The post Seeweb a Smau Milano 2017: appuntamento con il futuro appeared first on Data Manager Online.