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La tecnologia mild-hybrid debutta su Audi A4 e A5

I nuovi 2.0 TFSI da 140 e 185 kW dotati della tecnologia mHEV disponibili ora sulla gamma A4 e A5. Ottimizzazione del sistema start&stop e funzione veleggiamento Audi amplia il ventaglio delle tecnologie a bordo di Audi A4 e Audi A5 presentando la motorizzazione mHEV (mild-hybrid) sui nuovi motori 2.0 TFSI da 140 kW e 185 kW. L’introduzione delle due nuove motorizzazioni mHEV si inserisce nel piano di elettrificazione della gamma e precede la commercializzazione della nuova Audi A8, il primo myld hybrid con rete da 48 volt della Casa dei quattro anelli. La nuova tecnologia mHEV 12V è ora  disponibile sia per i propulsori 2.0 TFSI da 140 kW di Audi A4, A4 Avant, A5 Coupé, A5 Sportback e A5 Cabriolet, e sui 2.0 TFSI da 185 kW di Audi A4, A4 Avant, A4 allroad, A5 Coupé, A5 Sportback e A5 Cabriolet. L’adozione del nuovo generatore a cinghia da 12V consente l’ottimizzazione della funzione start&stop e permette ora lo spegnimento e la riaccensione del motore in fase di veleggiamento a qualsiasi velocità. Il nuovo sistema consente di utilizzare l’energia cinetica in fase di recupero e impiegarla per ricaricare la batteria dello starter. Grazie all’omologazione “ibrida”, le nuove motorizzazioni potranno godere delle agevolazioni previste dagli Enti Locali, quali l’esenzione del pagamento del bollo fino ad un massimo di 5 anni, l’accesso gratuito alle ZTL e all’area C di Milano e il parcheggio gratuito su striscia blu. I due nuovi motori con tecnologia mild-hybrid ora ordinabili sul mercato italiano, precedono l’introduzione del primo sistema midl-hybrid con rete da 48 volt equipaggiato su un modello Audi. La nuova ammiraglia della Casa di Ingolstadt, da venerdì scorso ordinabile in Italia, presenta infatti la tecnologia mHEV sull’intera gamma delle motorizzazioni. Nel corso del prossimo anno, l’elettrificazione della gamma Audi proseguirà con l’introduzione della A8 e-tron con tecnologia elettrica plug-in e del primo modello totalmente elettrico della Casa, la nuova Audi e-tron. La roadmap Audi verso l’elettrificazione della gamma include il sostegno allo sviluppo di infrastrutture di ricarica elettriche. Tra i vari programmi in corso, Audi è partner assieme a Volkswagen, Renault, Nissan, BMW, Enel e Verbund, del progetto EVA+. Coordinato da Enel e co-finanziato dalla Commissione Europea, il progetto ha consentito di attivare dal primo ottobre scorso i primi 30 nuovi punti di ricarica Enel Fast Recharge Plus a copertura della tratta Roma-Milano con un’infrastruttura ogni 60 km circa. In parallelo all’introduzione dei nuovi propulsori, Audi introduce nuove motorizzazioni nella gamma A5. Il 2.0 TFSI da 140kW è ora disponibile su Audi A5 Cabriolet mentre il 3.0 TDI sei cilindri da 210 kW è ordinabile sulle versioni Coupé, Sportback e Cabriolet. Audi ha infine introdotto un aggiornamento dei dati tecnici relativi alla gamma A4 (varianti base, Avant, allroad, S4 e S4 Avant), gamma S5 (Coupé, Sportback e Cabriolet), gamma A6 (versione base, Avant e allroad) e A7 Sportback.   The post La tecnologia mild-hybrid debutta su Audi A4 e A5 appeared first on Data Manager Online.

WhatsApp sa quando vai a dormire

Una funzione di WhatsApp permette di conoscere le abitudini di una persona semplicemente monitorando le sue attività online C’è una falla all’interno di WhatsApp che fa sembrare l’app di messaggistica un piccolo Grande Fratello. Con un minimo di analisi e impegno chiunque può scoprire attraverso la chat le abitudini di una persona, compreso quando va a letto e si alza. La privacy degli utenti è quindi certamente a rischio nonostante l’introduzione della crittografia end-to-end. Purtroppo per il software di proprietà di Facebook, il cui futuro sarà quello di integrarsi sempre più con la piattaforma proprietaria, al momento non c’è soluzione per questo problema. La vulnerabilità di WhatsApp risiede nella nella funzione che permette di verificare se un utente è online e quando ha avuto accesso all’app l’ultima volta. Questo sistema può essere disattivato dall’utente ma l’app di messaggistica non permette di nascondere e proteggere i dati riguardanti la sue attività mentre è connesso. L’esperto di sicurezza Rob Heaton ha provato a spiegare quale sia la portata del problema per la privacy. Basterebbe creare una semplice estensione per Chrome finalizzata a registrare in ogni momento le attività dei propri contatti via WhatsApp Web. La vulnerabilità consentirebbe di ottenere un gran numero di dati grezzi che una volta incrociati permetterebbe di conoscere aspetti come la durata delle conversazioni e il destinatario dei messaggi. Al momento questo software non esiste ma secondo l’esperto non sarebbe difficile da realizzare. Bisogna comunque sottolineare che la criticità non riguarda solo WhatsApp ma anche altre piattaforme tra cui Facebook, che sta studiando un sistema di autenticazione tramite riconoscimento facciale. The post WhatsApp sa quando vai a dormire appeared first on Data Manager Online.

SentinelOne, un passo avanti nella sicurezza

SentinelOne sbarca in Italia e punta a conquistare clienti di classe enterprise e PMI nei mercati PA e finance. Exclusive Networks e Fortinet le partnership in campo per sfondare Non si parla ancora di quote di mercato. «è ancora prematuro. In questa fase, si tratta soprattutto di sviluppare quella massa critica di clienti necessaria a garantire la sopravvivenza della country» – ci dice senza giri di parole Nicola Altavilla, regional sales manager per l’Italia e Malta di SentinelOne, azienda con sede a Palo Alto, California, sbarcata nel nostro Paese lo scorso aprile. Ma di target sì. «Enterprise e PMI. Lavoriamo su clienti strategici come la Sanità, attraverso accordi quadro con le regioni (MEPA – Mercato Elettronico della PA). E il settore bancario, un verticale molto interessante per noi, nel quale negli USA siamo già ben introdotti. Con importanti prospettive di sviluppo verso Malta. Una country strategica» – spiega Altavilla, data l’alta densità di banche che vanta il minuscolo arcipelago situato a 80 chilometri dalle coste della Sicilia. Strategia e partnership L’obiettivo a medio termine? «Il decollo della country attraverso revenue immediate. Investendo al contempo sui partner, per garantire loro, da subito, margini interessanti». Un progetto supportato dalla scelta di rivolgersi a un distributore unico, Exclusive Networks, azienda storica del settore, distintasi negli anni per la capacità di selezionare vendor emergenti e visionari. «Una garanzia. Un Gruppo capace di supportare i partner a livello tecnico-commerciale e di sfruttare al meglio le risorse aziendali a disposizione per lo sviluppo del business». Con ripercussioni positive in termini di vantaggio competitivo per i partner di canale. A patto però che sia supportato da attività di marketing all’altezza e un supporto tecnico pre-sales puntuale. In questo quadro, si innesta la partnership con Fortinet, altro marchio importante del segmento, sul quale SentinelOne ha deciso di puntare per sfruttare al meglio la visibilità e l’ampia base di clientela. Sono questi in sintesi gli ambiziosi obiettivi per l’Italia di SentinelOne, azienda fondata nel 2013 da un manipolo di vecchie volpi della cybersecurity provenienti da Checkpoint, IBM, Intel, McAfee e dalle forze armate israeliane, forte di un’offerta che orbita attorno alle soluzioni di intrusion detection. #security @SentinelOne Più protezione e visibilità dall’endpoint alla nuvolaClick To Tweet Posizionamento e offerta Ad Altavilla chiediamo in che modo l’azienda intenda ritagliarsi il proprio spazio in un mercato piuttosto affollato come quello dell’endpoint protection. «Sulla carta, sono almeno una ventina le aziende che propongono soluzioni in questo segmento. In realtà, a mio modo di vedere lo spazio è quasi interamente occupato da tre o quattro nomi. Noi facciamo parte di questo ristretto drappello. Alcuni player stanno completando la loro offerta per assecondare un approccio olistico che ancora non hanno. Al contrario la nostra forza e la nostra intuizione è stata quella di comprendere come definire questo spazio e affinare questo approccio». In SentinelOne, è forte la sensazione di sentirsi un passo avanti rispetto alla concorrenza. Almeno per due aspetti. In primo luogo, nei confronti di quei vendor ancora fermi agli antivirus tradizionali basati su signature. Ma non solo. «Reputiamo superate anche altre tecnologie di sicurezza» – afferma Jose Muniz, solutions engineer di SentinelOne. «Come quelle nate per la difesa perimetrale. Un perimetro, oggi, in dissolvimento. E poi – rileva ancora Muniz – perché le soluzioni della concorrenza sono in grado di affrontare solo una parte del problema. Le nostre, al contrario, raggruppano prevention, detection, and response in una singola piattaforma, così da consentire alle organizzazioni di proteggere i loro endpoint e server critici contro i pericoli rappresentati da malware, exploit e in generale tutte le minacce più sofisticate». E in continua evoluzione. «Prima del 2014, i virus utilizzavano file. Ora invece, sfruttano componenti del sistema operativo per provocare danni ai computer. Pensiamo ai memory based attack. In questi casi, il malware viene caricato in memoria e finita l’esecuzione viene cancellata ogni traccia. Oppure, agli attacchi exploitness. Che non hanno bisogno di sfruttare alcun tipo di vulnerabilità. Perciò tutte quelle soluzioni schiacciate sulla ricerca di exploit oggi sono assai meno utili. La sfida è la detection di fileless malware. Se i tool tradizionali hanno bisogno di un file, di un campione per poter reagire, per le nostre soluzioni questo non è affatto necessario. Perché funzionano in modo diverso. E riescono a fare più cose» – sottolinea Muniz. Come la detection delle minacce zero-day. Che la società afferma di stanare nel 100 per cento dei casi. La protezione del futuro «Sempre di più diventa chiaro al chief security officer e al board che investire nel firewall ha oggi meno senso. E infatti, constatiamo come un numero crescente di aziende si stia spostando verso la protezione dell’endpoint. Inoltre – rileva Muniz – siamo stati i primi a dire che era arrivato il momento di sostituire senza patemi l’antivirus. Ottenendo l’ok da parte di una società di testing indipendente. E da allora, tutti hanno iniziato a farlo. In America, ci prendevano per matti. «Davvero avete intenzione di fare la guerra a un gigante come Symantec, proponendo un’alternativa all’antivirus»? Il resto è storia. La carica innovativa di SentinelOne ha mietuto numerosi riconoscimenti. «Gartner, per esempio, ci ha accordato la palma di azienda più visionaria del segmento riconoscendoci la paternità di una intuizione. Quella cioè di aver implementato i pilastri che dovrebbero informare la next-generation endpoint protection: EDR (endpoint detection and response) e EPP (endpoint protection platforms), funzionalità che non ha senso separare. Al contrario c’è bisogno di soluzioni che fondano entrambe le feature in un’unica piattaforma. Questa è la protezione del futuro. E infatti oggi, tutti i vendor EDR vogliono trasformarsi in vendor EPP e viceversa. Noi questo passaggio l’abbiamo fatto per primi, e oggi siamo pronti a proporre le capabilities che servono davvero all’azienda». .@SentinelOne sbarca in Italia e punta i mercati PA e finance con @EXN_IT e @FortinetClick To Tweet La volontà di rimanere indipendenti Il cliente evoluto apprezza il valore della soluzione, la sua efficacia e il suo grado di innovazione, aggiunge Altavilla. «Il cliente generico guarda invece al pricing. Alla prima categoria appartengono

Kirey Group annuncia la partnership con Hexaware

Grazie alla partnership tecnologica siglata con il provider indiano, Kirey Group arricchisce la propria offerta supportando al meglio i clienti nella loro crescita, in Italia e nel mondo Kirey Group, il gruppo di aziende che riunisce e integra le competenze di Kirey, IKS, Insirio e System Evolution, annuncia la partnership esclusiva con Hexaware, IT service provider, BPO e consulente di nuova generazione, con sede in India e uffici in oltre 20 Paesi nel mondo, specializzato nella robotica per l’automazione di processo, nelle tecnologie iper-convergenti, design thinking, prototipazione rapida e servizi personalizzati. Come rappresentante esclusivo di Hexaware in Italia, Kirey Group arricchirà ulteriormente la propria offerta di consulenza e servizi tecnologici con particolare attenzione all’automazione di processo, agli ambienti SAP e al Cloud. La collaborazione vede oggi in fase di avviamento quattro progetti di innovazione che coinvolgono importanti clienti del Gruppo in Italia, operanti nei settori Food and Beverage e Banking and Insurance. In particolare, nell’ambito bancario e assicurativo, settore di fondamentale importanza per Kirey, il Gruppo è al lavoro per potenziare i propri strumenti di testing ed automation, con processi robotizzati che consentono di automatizzare e processare servizi e operazioni che tradizionalmente l’operatore doveva compiere manualmente (ad esempio nei servizi di help desk o di chat box) in modo da semplificare e rendere più agili i processi con una conseguente riduzione significativa dei costi ad essi associati. Le risorse messe a disposizione da Hexaware consentiranno al Gruppo anche di rafforzare le proprie competenze nell’implementazione SAP, sfruttando le molte sedi di delivery SAP che il provider indiano conta nel mondo e il personale altamente qualificato messo a disposizione del Gruppo. Anche in ambito Cloud, l’offerta di Kirey si arricchisce notevolmente, grazie all’integrazione di forti competenze infrastrutturali e soluzioni specifiche in grado di facilitare i processi di migrazione sicura da on- premise a Cloud. “Selezionare un partner tecnologico internazionale, con risorse e competenze specifiche nelle tecnologie di nuova generazione, era per noi fondamentale per poter rispondere ed anticipare le richieste dei nostri clienti, sempre più impegnati nella trasformazione digitale e attenti ai mercati esteri”, spiega Vittorio Lusvarghi, Presidente di Kirey Group. “Per il Gruppo Kirey è di fondamentale importanza aiutare le aziende ad avere successo nell’economia digitale, offrendo loro un know-how specifico nel campo dell’innovazione tecnologica e della gestione dei processi, capace di accompagnarle nell’evoluzione verso l’adozione di infrastrutture agili e multi-cloud. La nuova partnership tecnologica ci aiuterà a perseguire ulteriormente questo obiettivo”. The post Kirey Group annuncia la partnership con Hexaware appeared first on Data Manager Online.

Google: così la Russia ha comprato pubblicità pro-voto

Big G rivela che decine di migliaia di dollari sono stati spesi su YouTube, Gmail e posizionamento web per influenzare le elezioni americane Le elezioni americane del 2016 sono state pilotate? Difficile dirlo, ma è evidente che la macchina del consenso via web sia stata azionata per influenzare le decisioni dei milioni di elettori. Lo aveva rivelato la scorsa settimana Facebook, con il report sugli annunci pubblicitari comprati da Mosca sulla piattaforma social e ora lo afferma Google, con un’analisi molto simile, che aiuta a comprendere le strategie comunicative del Cremlino. Pare infatti che decine di migliaia di dollari siano stati spesi per diffondere banner digitali su YouYube, Gmail e nei risultati di ricerca con lo scopo di favorire il presidente eletto Donald Trump. Cosa è successo Seppur non vi sia l’evidenza di una connessione con il governo, i tecnici di Big G legano le attività di comunicazione a gruppi vicini al potere di Mosca, lo stesso che ha tentato di spingere verso la Casa Bianca colui sul quale Putin pensava di aver più ascendente per le sue mire autoritarie ed espansionistiche. Le più recenti rivelazioni rappresentano ulteriore benzina sul fuoco già acceso delle polemiche circa il ruolo dei social network nell’elezione di Trump. Per Google, la Russia avrebbe destinato almeno 100 mila dollari alla campagna internet pro-Trump, al quale si sono affiancati quelli usati per muovere le preferenze degli iscritti a Twitter, tramite il lavoro di persuasione 2.0 svolto dall’Internet Research Agency con sede a San Pietroburgo, l’azienda che dagli USA indicano come motore principale della politica nazionale a supporto del tycoon. Il dissenso tra i membri dell’opposizione di Washington aumentano: “Se Putin sta usando Facebook, Google o Twitter per distruggere la nostra democrazia gli americani dovrebbero saperlo” – ha detto il senatore democratico Richard Blumenthal alla MSNBC, con una richiesta di intervento e una presa di posizione formale da parte dei big coinvolti. The post Google: così la Russia ha comprato pubblicità pro-voto appeared first on Data Manager Online.

Cuore, arriva la t-shirt che controlla battiti e respiro

Presentata al Centro cardiologico Monzino di Milano la la prima maglia per il monitoraggio cardiorespiratorio Potrebbe essere soprannominata la ‘t-shirt ‘del cuore’ l’ultima innovazione hi-tech progettata dall’Unità di Scompenso, Cardiologia Clinica e Riabilitiva del Centro cardiologico Monzino di Milano: una maglia che controlla battiti e respiro 24 ore su 24, sia durante la veglia che durante il sonno. Si tratta di un “monitoraggio ambutoriale sofisticato”, come spiegano i suoi ideatori. La t-shirt wireless è dotata di sensori speciali che la rendono una sorta di pelle elettronica indossabile, capace di controllare le attività cardiache attraverso i movimenti della gabbia toracica, valutare le condizioni del paziente, studiare i disturbi respiratori e quelli del sonno. Registra e cuore e respiro simultaneamente “È il risultato di una tecnologia avanzatissima, in grado di eseguire una registrazione che integra simultaneamente Holter, elettrocardiogramma e polisonnografia, senza elettrodi né cavi, grazie a particolari micro-traduttori incorporati all’interno del tessuto stesso” ha spiegato il direttore dell’Unità ospedaliera, Piergiuseppe Agostoni, durante la presentazione della t-shirt. Sviluppata con la collaborazione della start-up L.I.F.E.Italia e facile da indossare, la t-shirt è il primo dispositivo wireless in grado di registrare simultaneamente attività elettrica del cuore e dei movimenti respiratori. Controllarsi in modo autonomo L’idea arriva da uno studio condotto dal Centro cardiologico su un gruppo di persone tra 20 e 80 anni, in condizioni stabili. Agostoni spiega come il dispositivo potrà tornare utile anche per evidenziare condizioni cliniche insospettate, non identificabili con gli strumenti tradizionali. Una novità molto importante è la possibilità da parte del paziente di controllarsi in modo autonomo, leggendo direttamente le informazioni trasmesse dalla sua maglia.  “Questo dispositivo – ha aggiunto il direttore – rappresenta anche un cambio di paradigma dal punto di vista culturale. Per la prima volta infatti il proprietario dei dati è l’individuo e non più l’ospedale, e ciò comporterà necessariamente nel tempo un modo nuovo di intendere e costruire la medicina”. The post Cuore, arriva la t-shirt che controlla battiti e respiro appeared first on Data Manager Online.

Schneider Electric porta i Big Data e IoT nei Data Center con EcoStruxure IT

EcoStruxure IT, la nuova generazione di Data Center Infrastructure Management basata su cloud, aiuta a ottimizzare le performance dell’infrastruttura e a mitigare i rischi: Visibilità su tutto l’ecosistema data center, nel cloud e a livello edge; Insight con raccomandazioni data-driven per migliorare la disponibilità. Possibilità di integrazione con tecnologie di terze parti in una piattaforma e architettura aperta, abilitata dall’IoT Schneider Electric ha presentato in occasione del suo Innovation Summit (Hong Kong, 25 e 26/09 2017) EcoStruxure IT, la prima architettura di Data Center Management as a Service. EcoStruxure IT rivoluziona il mondo DCIM con un’architettura basata su cloud creata specificamente per ambienti IT ibridi e data center. È una architettura vendor-agnostic che offre nuovi standard di proattività e informazione sugli asset critici che hanno impatto sul funzionamento e sulla disponibilità di un ambiente IT, fornendo raccomandazioni in tempo reale su azioni da intraprendere per ottimizzare le performance delle infrastrutture e mitigare i rischi. I vantaggi principali sono i seguenti. Visibilità globale sull’ecosistema ibrido – da ovunque – accedendo “in un tap” direttamente dallo smartphone Informazione sui device, allarmi intelligenti e monitoraggio realizzati tramite un sistema aperto che raccoglie i dati da tutti i device, di qualsiasi marca Previsione di rischi potenziali, che sfrutta la possibilità di realizzare benchmark a livello globale e le analytics realizzate attingendo al data lake EcoStruxure Facilità di implementazione con un modello a sottoscrizione adatto ad ambienti di ogni dimensione Monitoraggio 24/7 da remoto con Schneider Electric Service Bureau. In caso di un incidente, il Service Bureau aiuta a risolvere il problema e in ultima analisi riduce il tempo medio necessario a riparare. “La crescente complessità e diversità degli ambienti data center critici, associata alla riduzione dei budget e delle risorse, pone sfide gestionali importanti. Il primo passo per vincere queste sfide è adottare una strategia di gestione cloud-first. EcoStruxure IT permette di accedere agli ambienti data center e alle relative informazioni ovunque, in qualsiasi momento e con qualsiasi device” commenta Dave Johnson, Executive Vice President, IT Division, Schneider Electric. “Offrendo questo livello di visibilità e accesso ai nostri clienti, diamo loro la possibilità di tenere sotto controllo le prestazioni di tutto il loro ecosistema IT e di avere a disposizioni analisi storiche, funzionalità intelligenti per la manutenzione e molto altro ancora; il tutto con minori rischi e maggiore efficienza”. “La gestione dell’infrastruttura data center è un componente critico nelle infrastrutture software defined” ha detto Jennifer Cooke, Research Director di IDC. “Con soluzioni innovative in cloud come EcoStruxure IT si semplifica e alleggerisce la fase di implementazione, si ha più visibilità sugli asset on premise e off premise e si possono controllare da remoto in modo più stretto gli ambienti distribuiti”. EcoStruxure IT è la più recente aggiunta a EcoStruxure, l’architettura Schneider Electric abilitata dall’IoT, plug&play e aperta con cui l’azienda offre soluzioni end-to-end in sei settori – Power, IT, Building, Machine, Plant e Grid – verso quattro mercati finali: edifici, data center, industria e infrastrutture. EcoStruxure sta consentendo ai clienti Schneider Electric in tutto il mondo di accelerare la loro trasformazione digitale, per restare competitivi nell’odierna economia digitale. EcoStruxure IT sarà reso disponibile in alcune aree geografiche nel corso degli ultimi mesi del 2017 e nel 2018. I componenti più importanti della soluzione sono i seguenti. EcoStruxure IT Expert: visibilità su tutto l’ambiente ibrido, da ovunque, con accesso “in un tap” direttamente da PC o smartphone grazie all’applicazione Mobile Insights.  I responsabili IT e Data Center possono confrontare le performance nel proprio sistema o con quelle rilevate nel settore per analizzare i trend, prevedere necessità di manutenzione o rischi di guasto, fare comparazioni di efficienza e di altri parametri. EcoStruxure IT Advisor: uno strumento che risponde all’esigenza di ottimizzare al meglio il sistema e la gestione di inventario per gli utenti enterprise e per i colocator. Advisor permette di avere maggiori capacità di controllo, pianificazione e previsione su tutti i siti e location, on premise e off premise.  Le apparecchiature a rischio guasto possono essere individuate più rapidamente, per intervenire in meno tempo; è possibile avere il supporto del servizio di monitoraggio remoto Service Bureau, che Schneider Electric mette a disposizione 24/7. Come parte di EcoStruxure IT, Schneider Electric continua a proporre ai clienti StruxureWare for Data Center, una soluzione di monitoraggio e gestione operative on-premise adatta a data center e infrastrutture IT di qualsiasi dimensione e scala. Inoltre, Schneider Electric offre anche processi e strumenti semplificati per i clienti StruxureWare che siano interessati a migrare alla nuova architettura EcoStruxure IT. Il lancio di EcoStruxure IT è stato accompagnato da un progetto pilota svolto negli Stati Uniti, che ha confrontato gli ambienti IT di oltre 500 clienti, coinvolgendo 1.000 data center, 60.000 apparecchiature e 2 milioni di sensori. Il feedback dei clienti sui risultati ottenuti implementando EcoStruxure IT conferma che è sempre più necessario poter disporre di soluzioni di gestione data center in cloud. “ViaWest fornisce soluzioni di infrastruttura IT ibride per esigenze di colocation, per soluzioni di interconnessione, per esigenze cloud, per offrire soluzioni gestite e per dare servizi professionali a oltre 4.200 clienti” ha commentato Daniel Harman, Building Automation Systems Engineer, Peak10 + ViaWest, Inc.”Abbiamo scelto l’architettura vendor-agnostic EcoStruxure IT di Schneider Electric per avere una singola piattaforma con cui monitorare tutti i differenti device presenti nei nostri data center utilizzando l’applicazione Mobile Insight; abbiamo scelto i servizi remoti per sostituire le nostre policy interne di escalation e abbiamo apprezzato la direzione strategica della loro roadmap di innovazione”. 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L’InnovationLab di Npo Sistemi propone il calendario di fine anno a supporto della Digital Transformation

Datacenter Monitoring, Wi-fi, Backup e virtualizzazione: per testare il meglio del mercato, questi i temi principali dei prossimi corsi all’InnovationLab Dopo l’inaugurazione dello scorso 5 aprile del nuovo HPE InnoLab, Npo Sistemi ha continuato a proporre incontri utili a esplorare i nuovi orizzonti della Digital Transformation e testare le più innovative tecnologie presenti sul mercato. “Anche in questo ultimo trimestre dell’anno – ha illustrato Stefano Lombardi, Direttore Marketing di Npo Sistemi – abbiamo previsto non meno di cinque incontri mirati a soddisfare le esigenze dei professionisti del settore. Grazie alle nostre elevate competenze tecnologiche, al personale altamente qualificato e certificato, alle partnership con i brand leader del settore ICT, organizziamo eventi sulle innovazioni tecnologiche in atto e approfondimenti sulle tecnologie esistenti”. I temi che verranno affrontati dall’InnovationLab di Npo Sistemi presso la sede di Cernusco sul Naviglio (MI) da qui a fine anno sono i seguenti: 25/10 InnovationLab – DATACENTER MONITORING – HPE OneView – Datacenter Unified Monitoring. 8/11 InnovationLab – WI-FI – ClearPass&AirWave: Soluzione di sicurezza per gli accessi con profilazione degli utenti, gestione e controllo di tutti gli elementi in rete LAN e WiFi.  (utenti, AP, Controller, switches). Con Aruba CONTROLLER. 23/11 InnovationLab – BACKUP – Hpe 3PAR e Storeonce con RMC (Recovery Manager Center): Velocità di dedupilca e resilienza. 27/11 InnovationLab – WI-FI – Aruba ClearPass&AirWave: Soluzione di sicurezza per gli accessi con profilazione degli utenti, gestione e controllo di tutti gli elementi in rete LAN e WiFi.  (utenti, AP, Controller, switches). Con Aruba INSTANT Tech. 13/12 InnovationLab – VIRTUALIZZAZIONE – Soluzione HPE VSA di virtualizzazione dello storage. Maggiori dettagli e informazioni su come registrarsi sono disponibili al seguente link: “Questi eventi – ha concluso Lombardi – sono la continuazione di un nutrito programma che abbiamo istituito. Attraverso una programmazione specifica il nostro InnoLab tratta in dettaglio temi quali il backup, la virtualizzazione, le soluzioni Wi-Fi e relativa sicurezza, l’Hybrid infrastructure e l’iperconvergenza. Tutti temi che in questo rilevante momento di Digital Transformation consideriamo necessariamente indispensabili per le aziende”. The post L’InnovationLab di Npo Sistemi propone il calendario di fine anno a supporto della Digital Transformation appeared first on Data Manager Online.