AIM verrà spento il 15 dicembre
Dopo 20 anni Verizon chiude il servizio di chat che ha fatto la storia del web tra due generazioni. La mossa dopo la nascita di Oath Chi è nato tra gli anni ’80 e ’90 ricorderà di sicuro AIM. Aol Instant Messenger è il padre (o meglio nonno) di Skype e Facebook Messenger, più che un’alternativa al già conosciuto Live Messenger di Hotmail. Ebbene, a 20 anni esatti dalla sua nascita (era il 1997), AIM verrà spento per volontà di Verizon, che ha acquisito AOL e Yahoo di recente, trasformandole in Oath. “I ragazzi dei ’90 ricordano AOL come parte integrante delle loro prime scorrazzate social su internet – scrive Michael Albers, vicepresidente di Oath su un blog post in cui annuncia la fine della piattaforma – l’applicazione ha segnato un punto di svolta verso il nuovo mondo digitale ma le modalità con cui comunichiamo oggi sono cambiate profondamente”. Un arrivederci AIM è diventata un’app a sé nel 1997, dopo un periodo all’interno del pacchetto di AOL. Con l’avvento di concorrenti del calibro di Live Messenger prima e WhatsApp e Facebook Messenger poi, in mancanza di aggiornamenti e supporto, è divenuto sempre più difficile per la storica chat sopravvivere. A seguito della dismissione del servizio prevista entro il mese di dicembre, tutti i dati degli iscritti verranno cancellati anche se gli indirizzi email continueranno a esistere e migrati sulla piattaforma Oath esistente. Non è detto però che il nuovo gruppo non possa pensare a un client rinnovato, con un nome diverso e capace di integrarsi meglio nel mondo digitale 2.0. Non c’è alcun segnale a riguardo ma se la volontà è quella di rilanciare il brand AOL+Yahoo verso il pubblico allora questo sarebbe uno dei modi migliori per farlo. The post AIM verrà spento il 15 dicembre appeared first on Data Manager Online.
Quasi cieca dopo un giorno speso a giocare con lo smartphone
È successo a una ragazza cinese che ha sofferto di disturbi all’occhio destro dovuti all’occlusione di un’arteria della retina Difficilmente Wu Xiaojing tornerà a giocare con disinvoltura al suo smartphone. La ragazza cinese ha sofferto di un disturbo parziale all’occhio destro dovuto all’occlusione di un’arteria della retina, dopo diverse ore di gioco ininterrotto. La notizia, diffusa tramite il social network nazionale Weibo, ha suscitato un forte dibattito circa il pericolo che un uso incontrollato del cellulare possa causare, soprattutto nei più giovani. Anzi, pare che in una foto ritratta nella sala d’attesa dell’ospedale, la donna si dilettasse ancora a passare del tempo con il suo videogame preferito, noncurante di quanto le fosse successo. Wu avrebbe passato tutto il 1 ottobre con gli occhi sul dispositivo personale, più o meno quello che fa quando non lavora. Al sito locale The Global Times ha infatti detto: “Di solito in un giorno di vacanza mi sveglio alle 6, faccio colazione poi gioco fino alle 4 del pomeriggio. Mangio qualcosa, un rapido sonnellino e su a rigiocare fino all’1 o 2 di notte”. Un comportamento talmente al limite del sopportabile che i suoi stessi famigliari avevano paventato la possibilità di disturbi concreti per la vista. Cosa è successo Dopo il ricovero all’ospedale più vicino ecco la diagnosi: RAO, Retinal Artery Occlusion, un’occlusione dell’arteria dell’occhio destro che ne ha causato la cecità parziale. Nonostante ciò, gli esperti sono divisi su ciò che in realtà le ha causato la perdita della vista: alcuni credono sia dipeso dal gioco, altri da una persistente condizione intrinseca o forse per cause cardiovascolari. Ad ogni modo alcuni sviluppatori hanno già previsto all’interno delle metriche un blocco dell’accesso dopo un’ora di fruizione, proprio per evitare casi del genere. C’è addirittura chi come il creatore di Flappy Bird, ha dovuto mandare offline la piattaforma, per un’inattesa valanga di utenti online che rendevano difficoltoso il lavoro dei server. The post Quasi cieca dopo un giorno speso a giocare con lo smartphone appeared first on Data Manager Online.
Nokia taglia sulla realtà virtuale e si prepara a licenziare
Nokia ha sospeso lo sviluppo della sua videocamera Ozo in grado di registrare video a 360°. La fine del progetto porterà al taglio di 310 dipendenti Nokia nel 2015 ha fatto il suo debutto nel settore della realtà virtuale con la videocamera a 360° Ozo. Il dispositivo era pensato per i professionisti del mondo della comunicazione, cinema e pubblicità grazie alla sua capacità di registrare filmati in 3D ad altissima qualità. Proprio per questo il prezzo iniziale di Ozo era di ben 60mila dollari. Purtroppo per l’azienda finlandese, il cui nuovo smartphone potrebbe avere uno schermo borderless con doppia curvatura ai lati, la sua soluzione non è stata ben accolta dal mercato e il progetto è stato oggi definitivamente abbandonato. Nokia ha ammesso in una nota che lo sviluppo “più lento delle previsioni del mercato VR implica la riduzione di investimenti e sforzi nel settore”. Ad oggi la divisione dedicata ad Ozo impegna 1.090 dipendenti sui 102mila totali. La chiusura del progetto ha però costretto l’azienda a effettuare dei tagli che probabilmente costeranno il posto di lavoro a 310 persone. La fine di Ozo non arriva comunque come un fulmine a ciel sereno. L’anno scorso infatti il prezzo della videocamera 360° era stato abbassato del 25% fino a raggiungere i 45mila dollari. Un chiaro segnale che gli utenti preferiscono soluzioni di altro tipo. Nokia, che ha scelto Android 8.0 Oreo per rilanciarsi nel mercato smartphone, ha comunque sottolineato che le risorse destinate a questa tecnologia verranno reindirizzate verso progetti dedicati alla connettività e con ogni probabilità si riferisce al tanto atteso 5G. The post Nokia taglia sulla realtà virtuale e si prepara a licenziare appeared first on Data Manager Online.
Microsoft e NetApp liberano il potenziale dei dati attraverso il primo Azure Enterprise NFS Service del settore
La partnership strategica introduce il servizio Microsoft Azure Enterprise Network File System (NFS), con tecnologia NetApp; ulteriori integrazioni con NetApp Data Fabric NetApp, autorità di riferimento nel campo dei dati in un mondo basato sul cloud ibrido, ha presentato la tecnologia di servizi di gestione dati che è dietro alle innovative capacità cloud centriche per il cloud ibrido. Il nuovo servizio leader del settore Network File System (NFS) in cloud è offerto in nativo in Azure e supportato da NetApp. NetApp ha annunciato anche una maggior integrazione con Azure in Cloud Control per Microsoft Office 365 e NetApp AltaVault. Le aziende di tutto il mondo stanno scegliendo il cloud per rispondere più velocemente alle richieste dei clienti e rimanere un passo avanti rispetto alla concorrenza. Secondo IDC, il mercato odierno si attesta a 28EB con il cloud al 24,9% fino al 2021, in rapida crescita rispetto alle soluzioni on-premise. Le aziende che si basano sui dati, concentrate su strategie di cloud-first e cloud ibrido, hanno bisogno di performance elevate per supportare applicazioni mission-critical in cloud, utilizzando lo stesso servizio NFS enterprise su cui fanno già affidamento. Queste aziende visionarie sanno che sfruttare i dati attraverso la potenza del cloud ibrido è fondamentale per essere veramente data driven. “Le organizzazioni stanno adottando rapidamente il cloud, mentre i servizi dati di livello enterprise sono ancora necessari per estendere carichi di lavoro come come analisi dei database, email, DevOps e disaster recovery in cloud”, ha affermato Amita Potnis, research manager, IDC. “Con questo annuncio, NetApp e Microsoft possono estendere il servizio Enterprise NFS su cui fanno affidamento le aziende senza le complessità e la gestione normalmente associate a protocolli basati sui file”. “Siamo entusiasti di questa partnership con NetApp per portare i servizi NFS enterprise in maniera nativa in Azure. I clienti possono ora portare le proprie applicazioni in Azure e continuare ad avere la scalabilità, le performance e l’affidabilità offerte dai servizi dati leader di NetApp”, ha affermato Tad Brockway, general manager, Microsoft Azure Storage di Microsoft Corp. “Grazie a questa partnership facciamo un ulteriore passo in avanti per mettere i servizi dati di cloud ibrido a disposizione dei nostri clienti in comune”. Gli utenti saranno in grado di accedere al servizio direttamente dalla console di Azure, con performance superiori e facilità di utilizzo. I leader IT avranno a disposizione i servizi dati in cloud offerti da NetApp. “NetApp e Microsoft hanno compreso che le aziende hanno bisogno di un approccio olistico per la gestione dei dati che sia sicuro, efficiente e pronto per le sfide future, oltre ad offrire una certa libertà di scelta”, ha detto Anthony Lye, Senior Vice President della business unit cloud di NetApp. “Questa soluzione innovativa sfrutta NFS per trasformare il modo in cui le aziende utilizzano il cloud, offrendo visibilità e controllo tramite Azure, on-premise e con workload NFS in hosting”. I cloud architect e gli amministratori dello storage saranno ora in grado di fornire, automatizzare e scalare i servizi NFS utilizzando le API RESTful. Verranno inoltre offerti ulteriori servizi di data protection, a cominciare dalle snapshot automatizzate on-demand. Il servizio supporterà workload V3 e V4 per i clienti che operano in cloud e in cloud ibrido. Si integrerà inoltre con un host dei servizi Azure, tra cui analytics, SQL Server e SAP Hana for Azure. Integrazioni aggiuntive con Cloud Control, AltaVault e Microsoft Azure NetApp estende ulteriormente la protezione cloud e la retention per Microsoft Office 365 ad Azure Storage, aggiungendo il supporto a livello EMEA e APAC (Dublino e Sydney), e rafforza le offerte di backup e recovery nel cloud con nuovi bundle e opzioni storage Azure. Gli altri annunci includono: NetApp Cloud Control per Microsoft Office 365 ora supporta Azure Storage. Cloud Control per Office 365 aggiunge la disponibilità per clienti EMEA e APAC che preferiscono memorizzare i propri dati business-critical di Microsoft Exchange, Microsoft OneDrive e Microsoft SharePoint nella propria area. NetApp AltaVault aggiunge il supporto per Azure Archive Storage, consentendo ai clienti di scegliere tra opzioni storage hot, cool e cold nel cloud Azure per le proprie esigenze di protezione dei dati. Il bundle CDW semplice da ordinare, che comprende AltaVault, Veritas Backup Exec e Microsoft Azure, è una soluzione convalidata, nuova e altamente efficiente per effettuare il backup nel cloud. The post Microsoft e NetApp liberano il potenziale dei dati attraverso il primo Azure Enterprise NFS Service del settore appeared first on Data Manager Online.
Amazon sarà la tua nuova farmacia
Amazon sta pensando di aprirsi al commercio dei farmaci online e sta assumendo professionisti nel settore sanitario Su Amazon si trova praticamente di tutto ma l’azienda fondata da Jeff Bezos non vuole certo smettere di crescere. Il colosso dell’e-commerce ha cominciato a spostarsi dal piano totalmente digitale a quello fisico con l’acquisizione dei supermercati Whole Foods e ora si vocifera che voglia entrare nel mercato farmaceutico. La notizia diffusa da CNBC è stata in a parte confermata da Eric French, Vice President – Consumables di Amazon, che avrebbe dichiarato di aver assunto un discreto numero di persone per un progetto dedicato all’assistenza sanitaria. Inoltre la multinazionale statunitense ha assunto Mark Lyons, ex manager della compagnia di assicurazioni sanitaria Premera Blue Cross. Quest’ultimo ha avuto il compito di realizzare una farmacia interna all’azienda come ulteriore benefit per i dipendenti. Amazon, che è finita nel mirino del Fisco dell’Unione Europea, farebbe sicuramente un affare a introdurre i medicinali sulla sua piattaforma. Per fare un esempio, uno studio del 2016 dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) afferma che oltre il 40% delle persone sarebbe disposto ad acquistare farmaci online. Bisogna anche sottolineare che la maggior parte delle farmacie digitali è illegale o vende prodotti contraffatti. L’avvento di Amazon nel settore potrebbe quindi essere un fatto positivo. L’azienda di Seattle, che sta cercando un luogo dove costruire la sua seconda sede, deve ora capire come muoversi. L’ipotesi più semplice da realizzare è quella di appoggiarsi direttamente alle case farmaceutiche mentre quella più complessa richiede l’assunzione di professionisti specializzati e l’ottenimento di tutte le certificazioni richieste dalla legge. In ogni caso secondo gli analisti ci vorranno almeno un paio d’anni prima che il servizio debutti ufficialmente. L’Italia sarà comunque uno dei Paesi dove Amazon incontrerà maggiori problemi per la vendita di medicinali. La legge attuale infatti consente la distribuzione online solo alle farmacie e limitatamente ai prodotti senza obbligo di ricetta. The post Amazon sarà la tua nuova farmacia appeared first on Data Manager Online.
Un manager italiano guida la presenza di ALE alla Gitex Technology Week di Dubai
ALE sottolinea l’importanza della connettività nel percorso di trasformazione digitale: dall’8 al 12 ottobre al GITEX di Dubai Sarà Moreno Ciboldi –Senior Vice President Sud Europa, Medio Oriente, Turchia, Africa, Centro e Sud America (EUSO)– a coordinare la presenza di ALE all’ormai prossima 37° edizione del GITEX, che si svolgerà presso il World Trade Center di Dubai negli Emirati Arabi Uniti, dall’8 al 12 ottobre. ALE, che opera sul mercato con il brand Alcatel-Lucent Enterprise, sarà presente al GITEX con la gamma di nuove tecnologie progettate per supportare le imprese a migliorare l’esperienza di connettività offerta ai propri clienti. Presso lo stand D1-30 del Padiglione 1, ALE dimostrerà alcune delle soluzioni focalizzate a migliorare connettività e collaborazione tra gli individui sia che si trovino in azienda che in mobilità. “Le aziende avvertono la necessità di ripensare gli strumenti digitali e il modo in cui vengono utilizzati, così da promuovere una maggiore collaborazione tra persone ed aziende, stimolando l’innovazione”, ha dichiarato Moreno Ciboldi. “Grazie alle nuove tecnologie, le imprese hanno oggi la possibilità di adottare nuovi modelli di business, personalizzando attraverso delle API (Application Programming Interface) il modo di comunicare con i propri clienti. L’opportunità di dare forma al business digitale del futuro è estremamente concreta, ma per farlo sono necessarie reti intelligenti, ad alte prestazioni, affidabili, sicure e automatizzate. La connettività accelera il cambiamento. Il GITEX 2017 sarà per ALE un’ottima occasione per presentare le potenzialità della trasformazione digitale ed invitare le imprese a verificare i benefici di un’azienda connessa e dotata di soluzioni avanzate di comunicazione e collaborazione”. Costantemente in crescita, Dubai è oggi considerata un hub tecnologico di primaria importanza, non solo per il mondo arabo ma anche per l’occidente tutto. Nel corso delle sue 36 edizioni (l’attuale è la numero 37), il Gitex ha sempre richiamato visionari e pionieri da tutto il mondo, dando ai suoi ospiti la possibilità di toccare con mano la tecnologia in grado di ispirare le generazioni future e contribuire a cambiare il mondo. “Il Gitex è diventato un appuntamento imperdibile per ALE”, ha detto Paola Pernigotti, Responsabile Marketing per la regione EUSO, “è una piattaforma per dimostrare come la tecnologia abbia il potenziale di innovare il modo in cui le aziende fanno business. Presso il nostro stand sarà possibile sperimentare come, connettendo persone e cose in modo semplice, anche in cloud, comunicazione e interazione siano accelerate e semplificate. È inoltre possibile sperimentare l’efficacia di soluzioni personalizzate per rispondere a esigenze di settori quali alberghiero e sanità. Tutte le aziende hanno l’opportunità di beneficiare della trasformazione digitale per essere sempre più competitive ed efficienti in un mercato globale”. Per coloro che visiteranno GITEX, ALE mette a disposizione un free pass e la possibilità di incontrare un esperto. Per ottenere il pass e fissare l’incontro basterà scaricare l’applicazione Rainbow in una delle tre modalità disponibili: iOS mobile app, Android mobile app, Web access; registrarsi gratuitamente e, infine, ricercare e connettersi all’account ALE GITEX. A GITEX 2017 partecipano 4473 aziende di 97 diversi Paesi. L’esposizione occupa una superficie di quasi 93.000 mq e sono attesi oltre 150.000 partecipanti. ALE sarà presente al GITEX allo stand D1-30 del Padiglione 1. The post Un manager italiano guida la presenza di ALE alla Gitex Technology Week di Dubai appeared first on Data Manager Online.
Twitter pensa a funzione ‘salvatweet’
Per lettura dei cinguettii in un secondo momento
Soluzioni “Customer Centricity” di Exprivia per affrontare le nuove sfide della sicurezza informatica
Exprivia affianca Informatica nell’evento ‘Informatica Data Disruption Summit 2017’ per presentare le soluzioni di data security che rispettano il nuovo regolamento UE In concomitanza con il mese europeo della Sicurezza Informatica promosso dall’Unione Europea, Exprivia presenta nuove soluzioni per rispondere alle sfide del regolamento sulla data privacy, che avrà efficacia dal 25 maggio 2018 sostituendo la vecchia direttiva sulla protezione dei dati. L’occasione è il secondo appuntamento con l’Informatica Data Disruption Summit, promosso dall’azienda Informatica l’11 ottobre a Milano, a conferma della pluriennale sinergia tra Exprivia – alla guida di un gruppo internazionale specializzato in Information and Communication Technology in grado di indirizzare i driver di cambiamento del business dei propri clienti grazie alle tecnologie digitali – e uno dei leader mondiali nell’Enterprise Cloud Data Management. In uno scenario dove la trasformazione digitale sta modificando i modelli di business, saper sfruttare il patrimonio delle informazioni che le aziende hanno a disposizione per avere una conoscenza univoca di ciò che è avvenuto e avviene in azienda e all’esterno di essa, diventa un prezioso asset di crescita. Allo stesso tempo, proteggere i dati sensibili è la sfida da vincere in vista dell’attuazione del nuovo GDPR (General Data Protection Regulation – Regolamento UE 2016/679), un regolamento con cui la Commissione Europea intende rafforzare e rendere più omogenea la protezione dei dati personali dei cittadini residenti all’interno della Comunità Europea. Oltre all’offerta GDPR, durante Informatica Data Disruption Summit, Exprivia presenta ‘Customer Data Hub’, un pacchetto di soluzioni attraverso le quali è possibile garantire l’affidabilità e il controllo degli accessi alle informazioni. Un’offerta completa grazie al know how di Informatica – riconosciuta dai principali analisti come leader nel Master Data Management e nella Data Quality – e basata su un modello di ‘Customer Centricity’ che permette di accedere al patrimonio informativo delle organizzazioni e integrare con sicurezza i dati, massimizzandone il valore di analisi e previsionale. «La nostra expertise nello sviluppo di soluzioni per la business intelligence – afferma Lucio Gadaleta, Direttore BU Utilities di Exprivia Spa – si consolida grazie alla partnership con Informatica in quanto ci permette di sfruttare al meglio le evoluzioni dei Big Data e del Cloud Integration e affrontare le nuove sfide di data-security, come ad esempio il GDPR. Stiamo, infatti, affiancando importanti clienti nella trasformazione dei modelli di business, accompagnandoli dalla fase di analisi degli attuali processi IT fino all’implementazione delle soluzioni di customer centricity e data security». The post Soluzioni “Customer Centricity” di Exprivia per affrontare le nuove sfide della sicurezza informatica appeared first on Data Manager Online.
Blockchain a Dubai – il futuro che ci attende
A cura di Christoph Müller-Dott, Managing Director Central Southern and Eastern Europe, Orange Business Services La blockchain è un argomento caldo del 2017. Ha attirato l’attenzione per la sua capacità di operare come un “registro digitale” che garantisce l’impiego della cripto-valuta Bitcoin nelle transazioni online, offrendo essenzialmente un luogo sicuro in cui conservare le risorse digitali. Dal 2013, le ricerche su Google per “blockchain” sono aumentate del 1.900 per cento. Negli ultimi tempi, la blockchain ha cominciato ad andare oltre alle “semplici” operazioni finanziarie, e molti si domandano dove altro potrebbe dimostrarsi utile nel mondo digitale. Dubai – un approccio alla blockchain su tre fronti A Dubai questa stessa considerazione è stata fatta dal governo, che ha identificato la blockchain come una tecnologia che potrebbe essere utilizzata in molte altre aree relative ai dati personali. In ambito eHealth per esempio, le caratteristiche della blockchain potrebbero renderla ideale per gestire i dati di salute dei pazienti, pur soddisfando anche i requisiti della gestione del consenso e della conformità normativa. Da allora, Dubai è all’avanguardia nello sviluppo di tecnologie di blockchain, e diverse agenzie governative hanno istituito progetti pilota per l’inizio del 2018, parte di un’iniziativa con lo scopo di far impiegare tecnologia blockchain a tutte le entità governative entro il 2020. Il piano fa parte del progetto Smart Dubai, che ha la missione di rendere Dubai la città più smart e più felice del mondo sfruttando le più evolute tecnologie digitali. La strategia di blockchain di Dubai è incentrata su tre pilastri: l’efficienza del governo, la leadership internazionale e la creazione di industria. Il pilastro dell’efficienza governativa si concentrerà sull’utilizzo della blockchain per digitalizzare tutte le transazioni cittadine rendendo superfluo l’uso di carta, sostenendo le iniziative di Smart Dubai nel settore pubblico e privato. Questo si estende ai documenti come richieste di visti, pagamenti delle bollette e rinnovo di licenze e si prevede che avrà un grande impatto “green” grazie alla riduzione delle emissioni di CO2. Il pilastro della creazione di industria si concentrerà sull’utilizzo della blockchain per permettere ai cittadini di Dubai di innovare e creare nuove imprese che utilizzano questa tecnologia. I settori industriali coinvolti in questa strategia comprendono real estate, servizi finanziari e bancari, assistenza sanitaria, trasporti, urbanistica, energia, commercio digitale e turismo. In terzo terzo pilastro del progetto di Dubai sulla leadership internazionale prevede di utilizzare la sua piattaforma per aiutare i suoi partner globali con maggiore sicurezza e praticità per i viaggiatori internazionali che visitano Dubai. Gli ospiti in città potranno beneficiare di un ingresso più rapido tramite passaporti pre-approvati, certificati di sicurezza e visti, maggiore mobilità grazie a patente e a noleggio auto pre-approvati ed una migliore esperienza turistica tramite portafogli e pagamenti digitali temporanei preautorizzati – tutti abilitati da tecnologia blockchain. Risultati e benefici desiderati I benefici previsti dalla blockchain a Dubai includono alcuni obiettivi ambiziosi. Dubai prevede di utilizzare la blockchain per tutte le transazioni governative entro il 2020 e la nascita di mille nuove start-up che utilizzano tecnologia blockchain entro lo stesso anno. Ventisette paesi sono già stati inclusi nel piano per la partecipazione internazionale al settore dei viaggi di Dubai, sempre grazie alla blockchain. Secondo la Dubai Future Foundation, due tra i vantaggi che Dubai può aspettarsi di vedere grazie all’implementazione della blockchain nelle varie iniziative sono il risparmio di 25,1 milioni di ore di lavoro dedicate alla gestione dei documenti cartacei e il taglio di 411 milioni di chilometri di viaggi all’anno. Smart Dubai stima inoltre che “adottando la tecnologia blockchain, Dubai otterrà 1,3 miliardi di Euro in risparmi annuali solo in elaborazione dei documenti, pari al valore del grattacielo Burj Khalifa”. Orange sta investendo nella blockchain Noi di Orange siamo concentrati sulla tecnologia dell’innovazione e ci troviamo molto allineati alla strategia di Smart Dubai; riteniamo che la blockchain possa avere un valore enorme in svariati settori come la sanità, l’amministrazione pubblica e i servizi pubblici. Nell’assistenza sanitaria, la blockchain può essere ad esempio uno strumento efficace per la gestione dei dati personali medici. Questa è una delle aree in cui Orange lavora con la blockchain come potenziale soluzione di prossima generazione per la gestione del consenso. Utilizzare una piattaforma “Blockchain-as-a-service” in cloud come cornice per il servizio Votechain è un’altra area che stiamo attualmente esplorando. Stiamo inoltre lavorando a stretto contatto con alcune organizzazioni governative locali per testare dove impiegare contratti intelligenti utilizzando tecnologia blockchain possa aggiungere valore al funzionamento della loro supply chain. Il nostro lavoro in questo settore si basa sull’innovazione realizzata da Orange Silicon Valley su progetti come Chainforce, dove programmatori e startup di blockchain incontrano le aziende per identificare e sviluppare soluzioni per casi di utilizzo commerciali nel mondo reale. La blockchain è una tecnologia promettente e pensiamo che contribuirà in modo significativo agli obiettivi del 2020 di Dubai. The post Blockchain a Dubai – il futuro che ci attende appeared first on Data Manager Online.
Samsung sviluppa il suo sensore per le impronte al di sotto dello schermo
Samsung avrebbe già trovato diversi partner tecnologici per realizzare il sensore per le impronte digitali da integrare nello schermo di Galaxy S9 Diverse aziende hanno scelto di adottare un sensore per le impronte digitali inserito al di sotto dello schermo in modo da eliminare il relativo tasto fisico e ampliare così lo spazio interattivo. L’Infinity Display di Samsung non consente questa operazione e quindi l’azienda coreana ha dovuto spostare il suo sistema di autenticazione su Galaxy S8 e Galaxy Note 8 accanto alla fotocamera principale sul retro del dispositivo. Il colosso asiatico dell’elettronica, che con HMD Odyssey lancia la sfida ad HTC Vive, pare non abbia però abbandonato l’idea di incorporare il sensore nel display nonostante iPhone X abbia ormai sdoganato il riconoscimento facciale come metodo di autenticazione. Samsung non vuole ripetere gli stessi errori fatti con Galaxy Note 7 e preferisce adottare una tecnologia più affidabile prima di lanciare la sua versione di Face ID. L’analista Ming-Chi Kuo di KGI Securities afferma che Galaxy S9, il cui lancio dovrebbe essere anticipato all’inizio del 2018, sarà il primo smartphone targato Samsung con lettore delle impronte posto al di sotto del display e fotocamera in grado di registrare video a 1.000 FPS. L’azienda coreana avrebbe già trovato diversi partner con cui realizzare questa tecnologia. Oltre a Egis, che attualmente le fornisce i sensori utilizzati sui modelli attuali, ci sarebbero anche Synaptics, BeyondEyes e Samsung LSI. Quest’ultime le avrebbero già proposto i primi campioni e sono le più accreditate a ottenere la commessa da parte di Samsung. “Nell’ultima analisi sui recenti sviluppi del settore del riconoscimento delle impronte digitali mediante tecnologia posta sotto il display, riteniamo che i produttori coreani e Synaptics abbiano una migliore visibilità tra i diversi fornitori. Per quanto riguarda le più recenti tecnologie biometriche, tuttavia, favoriamo il segmento di rilevamento 3D”, afferma Ming-Chi Kuo. The post Samsung sviluppa il suo sensore per le impronte al di sotto dello schermo appeared first on Data Manager Online.