Balzo di ricavi e abbonati, Netflix corre in Borsa
Vola anche utile. ‘Nostro futuro dipende da contenuti originali’
La cybersecurity in azienda deve essere una responsabilità di tutti
Soluzioni, prodotti e tecnologie sono importanti, ma senza la consapevolezza, la giusta cultura aziendale e i processi corretti, gli investimenti non saranno mai sufficienti A cura di Gastone Nencini, Country Manager Trend Micro Italia Le aziende oggi investono in sistemi di cybersecurity, hanno dei programmi di education, degli standard e delle procedure che aiutano a mantenere le informazioni sicure. Spesso, però, si tende a dimenticare che la prima linea di difesa è l’individuo, il singolo dipendente. E questo è un punto molto importante, che sta creando diverse criticità. Nella prima metà del 2017, le truffe Business Email Compromise (BEC) sono state, infatti, una delle principali minacce alle aziende. Secondo uno studio dell’FBI, pubblicato a maggio, le perdite globali determinate da queste truffe hanno raggiunto, a partire dal 2013, i 5,3 miliardi di dollari. Purtroppo non c’è motivo di credere che questo fenomeno possa rallentare, inoltre molte aziende sono anche restie ad ammettere di aver subito attacchi per non incorrere in danni di reputazione e questo non aiuta a comprendere a pieno la portata reale del fenomeno, che va a colpire direttamente gli individui che lavorano nell’azienda. E secondo i nostri studi e come mostrato dai grafici, le figure maggiormente colpite sono quelle dei reparti finance/amministrazione, con in testa, ovviamente, il CFO. Come contrattaccare? Per rispondere alle minacce serve uno sforzo coordinato. La security richiede infatti una visione e delle policy, che devono essere insegnate. È il Chief Information Security Officer (CISO) che deve creare le policy e occuparsi delle fasi di education, oltre a stabilire il budget necessario a supportare lo sviluppo di queste policy. Un programma di security inoltre, richiede degli standard che dovrebbero includere il set di controlli base e i processi per migliorare i controlli a seconda dei nuovi rischi. Il CISO guida i tecnici nello sviluppo di questi standard e lavora con l’IT e le HR per integrarli nei processi e nelle operazioni aziendali. Il team di security deve avere anche le procedure per rilevare un problema, gestire e rimediare alle conseguenze di una violazione e informare le parti interessate sul problema e la sua soluzione. I dipendenti devono inoltre essere informati ed avere consapevolezza dei rischi e dei possibili attacchi. Come creare un programma di awareness per i dipendenti? Quando si pensa a un programma di awareness si può utilizzare un modello per validarne l’efficacia. Si deve immaginare un dipendente della propria organizzazione camminare per gli uffici. All’improvviso, il dipendente vede qualcuno compiere un’azione sul proprio computer che potrebbe essere sbagliata. A questo punto, bisogna quindi farsi tre domande sul dipendente: Il dipendente è a conoscenza se l’azione che ha visto era giusta o sbagliata? Il dipendente potrebbe scegliere di avvisare qualcuno? Se prendesse il telefono, saprebbe chi chiamare? Se la risposta a tutte e tre le domande è “si”, il programma è efficace. Se c’è almeno un “no”, il programma di awareness fallisce. Se il dipendente non è a conoscenza di ciò che determina un’azione sbagliata, non la riconoscerà infatti, non farà nulla e il programma fallirà. Questo è il cuore dell’awareness quando parliamo di security. Altro caso, se il dipendente riporta il problema ma la persona all’help desk non sa che cosa fare, il programma fallisce nuovamente. Questo è un test che valuta le procedure dell’azienda. Se un dipendente ha paura di denunciare un problema perché teme di essere declassato o di suscitare antipatie, è una questione che riguarda la cultura aziendale e in ogni caso determinerà un nuovo fallimento del programma. Questi esempi dimostrano come i risultati di una strategia di security possano essere indipendenti dalle questioni tecnologiche. Soluzioni, prodotti e tecnologie sono importanti e necessarie ovviamente, ma senza il giusto livello di consapevolezza, la giusta cultura e i processi corretti, gli investimenti non saranno mai sufficienti. The post La cybersecurity in azienda deve essere una responsabilità di tutti appeared first on Data Manager Online.
Alexa adesso riconosce tra 10 voci diverse
Amazon ha migliorato il proprio sistema di intelligenza artificiale che ora sa distinguere tra i membri diversi della famiglia e restituire risultati personalizzati Probabilmente è una delle novità più interessanti che riguardano l’intelligenza artificiale made in Amazon. Alexa, la voce che potenzia gli speaker connessi della casa, adesso sa riconoscere tra 10 diversi timbri vocali, per restituire risultati personalizzati e coerenti a utenti unici. Una volta creato un Profilo Vocale, si potranno attivare operazioni generali ma con feedback costruiti su ogni individuo. Un esempio? La playlist musicale della mamma sarà diversa da quella della figlia, seppur per avviare il lettore basterà dire suona un po’ di musica (o qualcosa del genere). In realtà il panorama custom ampio si avrà solo in futuro ma già per adesso vale per le ricerche sull’e-commerce, la lettura delle ultime notizie, le chiamate e i messaggi, relativi a numeri di telefono differenti. Come funziona Il bello, è che per avere i vari profili vocali non bisogna nemmeno creare account multipli visto che uno solo può conservare fino a 10 personalizzazioni. La novità ha un duplice scopo: prima di tutto incentivare l’acquisto degli speaker connessi ma anche la fruizione multimediale sulle piattaforme interne. Non a caso, i servizi disponibili riguardano tutti client di Amazon e non ancora quelli di terze parti rivali, tra cui Spotify o Netflix. Non è detto però che in futuro non possano arrivare integrazioni maggiori, come è stato finora nella strategia della compagnia. La mossa è anche una risposta preventiva all’arrivo di Apple HomePod e di Harman Kardon Invoke, entrambi attesi per la fine dell’anno. Il periodo è fervido di offerte e lo sarà ancora di più tra qualche settimana, soprattutto negli USA, dove il tanto atteso Black Friday (ma anche il Cyber Monday) vedrà tra i protagonisti anche gli altoparlanti 2.0, tra i gadget più ricercati dai consumatori. The post Alexa adesso riconosce tra 10 voci diverse appeared first on Data Manager Online.
Spotify lancia un’app per gli artisti
Si chiama Spotify for Artists l’applicazione che permetterà a cantanti e band di gestire la propria presenza online, comprensiva di insight e dati sullo streaming Spotify for Artists sta alla famosa piattaforma musicofila come Mentions sta a Facebook. Si tratta di un’app pensata specificamente per consentire agli autori presenti sul client di gestire in maniera più profonda la propria attività online. L’idea è di semplificare il processo di aggiornamento del profilo e controllo di alcune voci particolari, come i dati sullo streaming e le informazioni demografiche dei fan. Il tutto tramite un’interfaccia pulita e fluida via smartphone, al momento solo iOS, anche se la controparte Android dovrebbe essere dietro l’angolo. A conti fatti, Spotify for Artists non è altro che una rivisitazione del programma Fan Insight, introdotto nel 2015, quando già si intravedeva la direzione che avrebbe preso l’ascolto in mobilità. A cosa serve Come è chiaro, anche Spotify è un contenitore in grado di creare una vasta mole di dati, che agenzie e manager possono utilizzare per ricavare interessanti trend circa il loro business. La presenza dei brani sull’app è solo una parte dell’enorme business che circonda il circus musicale, tanto che proprio l’ex startup ha introdotto qualche tempo fa la sezione merch per cantanti e band selezionate, con cui acquistare dischi e merchandising ufficiale, appoggiandosi a Merchbar, un e-commerce generalista focalizzato sulla musica. Si tratta di un chiaro tentativo di racimolare entrate da fonti differenti. Nonostante il successo di pubblico (sono oltre 140 milioni gli utenti), Spotify ha chiuso l’ultimo bilancio con una perdita di 509 milioni di dollari e un fatturato pari a 2,9 miliardi di dollari. Dietro c’è comunque una crescita del 53% anche se più bassa di quella precedente, pari al +80%. I prossimi trimestri dovrebbero andare meglio, almeno in termini di numero di ascoltatori, visto che la piattaforma godrà della dismissione di Groove da parte di Microsoft e della migrazione delle playlist degli iscritti proprio verso i suoi canali. The post Spotify lancia un’app per gli artisti appeared first on Data Manager Online.
Falla in Wi-Fi, per difendersi usare rete VPN
Esperto, cifra i propri dati in entrata e in uscita
Samsung brevetta uno smartwatch con display flessibile
Samsung ha brevettato un braccialetto smart con display flessibile e orientabile a piacimento Se Apple ha di fatto imposto con iPhone X un nuovo standard per il settore smartphone, Samsung potrebbe fare la stessa cosa per quello wearable. L’azienda coreana è alle prese con le inaspettate dimissioni del suo CEO, Kwon oh-hyun, ma non ha smesso di sviluppare nuove tecnologie. Il colosso dell’elettronica ha depositato presso lo U.S. Patent and Trademark Office statunitense un brevetto per uno smartwatch con display flessibile. In realtà la tecnologia sviluppata da Samsung assomiglia molto di più a un bracciale e non ha nulla a che fare con gli attuali Gear. Dato il suo design così particolare potrebbe diventare davvero il futuro dei dispositivi indossabili. Grazie all’utilizzo di polimeri elettroattivi, attuatori elettrici e fluidi elettromagnetici di ultima generazione, Samsung è riuscito a realizzare un display ripiegabile su stesso senza rompersi. Quest’ultimo è sostanzialmente avvolto sulla scocca e potrà anche essere rialzato per una migliore interazione. La parte bassa del display sembrerebbe l’unica parte che non può essere orientata e ruotata secondo le esigenze del cliente. Volendo lo schermo potrà anche essere posizionato in modalità landscape. Come ogni brevetto non vi è certezza che questo smartwatch così particolare verrà effettivamente realizzato ma i progetti futuri di Samsung lasciano ben sperare. L’azienda coreana ha confermato ufficialmente che entro pochi anni lancerà il primo smartphone con display flessibile ed è quindi probabile che si tratti della stessa tecnologia vista in questo brevetto. Stando ai rumors il dispositivo in questione dovrebbe essere il Galaxy Note 9. Nel frattempo Samsung continua a lavorare al suo sensore per la lettura delle impronte al di sotto del display. The post Samsung brevetta uno smartwatch con display flessibile appeared first on Data Manager Online.
Vodafone: con il piano Narrowband IoT un ulteriore passo verso il 5G
Vodafone Italia annuncia un piano di investimenti da oltre 10 milioni di euro per portare la tecnologia di rete ‘Narrowband Internet of Things’ in tutta Italia. La copertura Narrowband-IoT, che rappresenta un ulteriore passo verso l’introduzione delle reti di quinta generazione, è partita a ottobre con i principali comuni del Centro Sud e, da gennaio 2018, proseguirà con i principali comuni del Nord Italia, con l’obiettivo di coprire tutto il territorio nazionale entro marzo 2019. L’implementazione del Narrowband IoT si inserisce pienamente nella strategia di Vodafone verso lo sviluppo della rete mobile di quinta generazione (5G), che abiliterà una nuova generazione di servizi da cui tutti i clienti, privati e aziende, potranno trarre beneficio. Grazie a una maggiore capacità di copertura e a una lunga durata della batteria, infatti, il Narrowband-IoT permette di far comunicare tra loro oggetti che prima d’ora non potevano essere connessi, e di beneficiare a pieno delle potenzialità dell’IoT in specifici mercati, ancora prima dello sviluppo della rete 5G nel 2020, che garantirà uno sviluppo ulteriore della tecnologia IoT. Contatori smart per l’efficienza dei sistemi idrici, cassonetti dell’immondizia intelligenti che comunicano con gli addetti alla raccolta, sensori posti sotto il manto stradale dei parcheggi per segnalare agli automobilisti il parcheggio libero più vicino. Sono solo alcuni dei casi di utilizzo della tecnologia Narrowband-IoT, che mette in comunicazione tra loro oggetti in posizioni difficilmente accessibili da connettività ed elettricità, con applicazioni nei campi del monitoraggio ambientale e strutturale, dell’agricoltura di precisione, delle smart cities e delle smart utilities. Il NB-IoT è un nuovo standard di trasmissione dati su reti cellulari che integra le caratteristiche di una rete Low Power Wide Area (LPWA), con quelle delle reti cellulari su banda licenziata LTE 2G, 3G e 4G, consentendo: – un basso consumo energetico con durata delle batterie oltre a 10 anni; – la copertura di aree remote, rurali e sotterranee attraverso l’adozione di tecniche che migliorano la propagazione del segnale radioelettrico, fino a +20dB. Dopo aver collaborato con i principali attori dell’industria alla definizione dello standard e aver lanciato i ‘Vodafone Narrowband-IoT Open Lab’ nel Regno Unito (Newbury), in Germania (Düsseldorf), e in Spagna (Madrid), Vodafone apre anche a Milano un laboratorio che, in ottica di open innovation e co-creazione, permetterà ad aziende e Pubblica Amministrazione di testare le potenzialità del NB-IoT, e di provare le proprie applicazioni prima del lancio commerciale, in un ambiente sicuro e in grado di replicare esattamente le prestazioni della tecnologia di rete. Vodafone ha già lanciato il Narrowband-IoT in Spagna e Irlanda, dove ha sviluppato numerose soluzioni nei campi ad esempio del gas e water metering, per una gestione più efficiente dei contatori e dei sistemi idrici che tradizionalmente sono locati in pozzetti e cantine difficili da raggiungere e connettere. Il lancio del Narrowband-IoT conferma la leadership di Vodafone nel mercato dell’IoT, in cui è presente con una delle più importanti piattaforme di connettività gestita al mondo. Riconfermata nel 2016 per il terzo anno consecutivo da Gartner “leader in the Magic Quadrant for managed M2M services”, Vodafone è leader nel mondo con oltre 59 milioni di oggetti connessi a livello globale, e in Italia con 6, 3 milioni di SIM IoT (fonte: Osservatorio Agcom sulle comunicazioni 2/2017). Dopo il lancio del 4.5G fino a 800 Mbps nelle città di Firenze e Palermo e fino a 550 Mbps a Milano, Verona, Bologna e Torino, e l’assegnazione della città metropolitana di Milano per la sperimentazione del 5G, questa iniziativa di investimento imprime un’ulteriore accelerazione allo sviluppo dell’infrastruttura di rete mobile di Vodafone In Italia, che oggi supera il 97% della popolazione con rete 4G. The post Vodafone: con il piano Narrowband IoT un ulteriore passo verso il 5G appeared first on Data Manager Online.
A Viscom Italia 2017, HP presenta le sue ultime novità per la stampa large format
L’azienda introduce nuove soluzioni per favorire la crescita della comunicazione visiva, dalla cartellonistica alla decorazione di interni In occasione di Viscom Italia 2017, HP ha presentato al mercato italiano le sue nuove soluzioni per i provider di servizi di stampa di grande formato, che permetteranno di espandere e reinventare le attività di business nel settore della cartellonistica e della decorazione di interni con innovative opportunità di produzione e applicazione, capaci di riprodurre colori e texture di alta qualità ideali per stampare facilmente, e in maniera pulita, all’interno di un unico ambiente. “Le tecnologie HP per la stampa large format rappresentano una combinazione unica di versatilità, produttività e sostenibilità e per questo stanno avendo un impatto molto positivo sul mercato” ha dichiarato Tino Canegrati, Amministratore Delegato di HP Italy. “Grazie alle nostre soluzioni i fornitori di questi servizi hanno opportunità straordinarie per personalizzare e diversificare i propri ‘prodotti’, ampliando e reinventando così il loro business Le soluzioni che presentiamo a Viscom Italia sono un esempio significativo del nostro impegno nel fornire competenze e tecnologie innovative, che portino un reale valore ai professionisti di un settore in grande trasformazione come quello della stampa di grande formato”. Durante i tre giorni dell’evento, presso il Padiglione 08 – Stand G01 H08, HP esporrà tutto il suo portafoglio di stampanti HP Latex e HP Latex Print and Cut, HP PageWide XL, HP DesignJet e i nuovi materiali flessibili per il soft signage. Continua innovazione dei sistemi Latex Le stampanti HP Latex 3600 e HP Latex 3200 da 3,2 m sono state aggiornate per la stampa di grandi volumi e per supportare un ciclo operativo mensile superiore. Il sistema HP Latex 3200 è ideale per consentire ai fornitori di servizi di stampa di realizzare un’ampia gamma di applicazioni con una produttività elevata e di alta qualità per materiali pubblicitari nei punti vendita o outdoor, eventi e fiere, grafica per autoveicoli e decorazioni d’interni. Il modello HP Latex 3600 è progettato per i provider di servizi di stampa di dimensioni ancora superiori, che necessitano di stampare senza interruzioni per tempi prolungati. Può gestire fino a 35.000 metri quadri al mese ed è ideale per la produzione di applicazioni dedicate, come striscioni, pannelli retroilluminati, rivestimenti murali e cartellonistica per punti vendita ed eventi. Le nuove stampanti HP Latex 3600 e HP Latex 3200 offrono: Speciale modalità tiling, con un’uniformità dei colori migliorata per i processi di stampa più impegnativi. Riduzione degli scarti, con un risparmio di un metro lineare per ogni bobina, grazie a HP Latex Media Saver. Riduzione dei costi di manodopera, grazie alla possibilità per un singolo operatore di gestire fino a quattro stampanti contemporaneamente. Gestione automatica delle testine di stampa, con un risparmio di tempo e denaro. Riduzione dei costi, grazie a bobine per impieghi pesanti che richiedono meno sostituzioni e forniture di inchiostri HP da 10 litri, per l’esecuzione di processi di stampa durante la notte (HP Latex 3600). Il nuovo modello HP Latex Print and Cut è una soluzione composta da due dispositivi per la stampa e il taglio simultanei in un singolo flusso di lavoro, in grado di garantire un risparmio del 50% sui tempi di produzione per applicazioni di alta qualità per pavimentazioni e finestre, adesivi e abbigliamento personalizzato. La solutione viene abbinata a HP Signage Suite, la piattaforma online gratuita che ti aiuta a progettare in modo facile e veloce le tue stampe. HP propone durante la fiera degli incontri formativi tenuti al proprio stand per sviluppare il tema delle applicazioni HP Latex e dei tanti vantaggi offerti dall’applicazione cloud per dare una spinta al tuo business. HP PageWide XL: leader nel mercato della produzione tecnica Le stampanti HP PageWide XL garantiscono una velocità eccezionale e costi ridotti per la stampa monocromatica e a colori di grandi formati, per la produzione di poster per i punti vendita, inclusi i supermercati, e applicazioni per repro house, fornitori di servizi di stampa e team di lavoro tecnici. Introdotte sul mercato solo 18 mesi fa, le stampanti HP PageWide XL sono già diventate le soluzioni leader di mercato in questo segmento, con 3000 unità vendute. Ora, PageWide XL Advanced Suite offre ancora più possibilità e una produttività superiore. HP PageWide XL Advanced Suite è un pacchetto di software e strumenti innovativi per le stampanti HP PageWide XL8000, 5000 e 4000/4500, che incrementa la produttività e assicura maggiore versatilità sia per i nuovi clienti che per quelli esistenti. Gli strumenti e le funzionalità offerti dalla suite includono: HP SmartStream 5.0 – Include Adobe PDF Print Engine 4 e supporta una più ampia varietà di formati di file, come .ZIP e .DWF. Un nuovo strumento di configurazione semplifica la distribuzione in più computer. HP F60 Folder – Una soluzione di piegatura compatibile con le stampanti HP PageWide XL 4000/4500 e HP PageWide XL 5000 . HP Click per PageWide XL 4000/4500 – Con un solo clic, i clienti possono eseguire la stampa dei più comuni formati di file come PDF, JPEG, TIFF e HP-GL/2, ottimizzare i costi e l’utilizzo dei supporti e produrre al tempo stesso un’ampia gamma di applicazioni. Il software di stampa HP Click è in grado di semplificare notevolmente l’esperienza di stampa. HP PrintOS per stampanti HP Latex Con una suite di esclusive e intuitive applicazioni Web e per dispositivi mobili, PrintOS ora consente ai fornitori di servizi di stampa e ai converter di supporti ondulati di semplificare e automatizzare la produzione di applicazioni per imballaggi, cartellonistica, espositori e materiali decorativi. Queste potenti applicazioni in esecuzione nella piattaforma HP PrintOS assicurano tutti i vantaggi del cloud in termini di semplicità di installazione, costi iniziali contenuti, possibilità di gestire alti volumi, facilità di manutenzione e tranquillità grazie all’utilizzo delle caratteristiche di sicurezza HP più all’avanguardia. Le applicazioni PrintOS disponibili per HP Latex includono: Print Beat – garantisce una maggiore visibilità delle prestazioni e dei processi di stampa per un miglioramento continuo delle operazioni di produzione. Media Locator – un modo semplice e veloce per trovare supporti certificati HP. Box – una soluzione per
Apple Pencil si potrà utilizzare su iPhone nel 2019
Fonti asiatiche confermano che Apple sta lavorando a un nuovo modello di iPhone dall’ampio schermo su cui si potrà utilizzare un apposito modello di Apple Pencil Il co-fondatore di Apple Steve Jobs è sempre stato avverso ai pennini digitali ritenendo che l’interazione delle dita con lo schermo fosse molto più immediata. L’attuale CEO Tim Cook ha cambiato registro con l’introduzione di Apple Pencil su iPad Pro e in molti aspettano da tempo che questa tecnologia arrivi anche su iPhone. Samsung ad esempio offre da anni il pennino con i suoi dispositivi della linea Note dall’ampio display e visto che anche Apple ora propone smartphone con grandi schermi (iPhone X ne ha uno da 5,8″) sembra che il momento sia propizio. Secondo il Korea Herald Apple Pencil potrebbe davvero arrivare sui terminali della Mela a partire dal 2019. Le fonti coreane confermano che Apple ha già trovato alcuni partner asiatici per avviare il prima possibile la produzione dell’accessorio ma non hanno voluto renderne noti i nomi. Inoltre non si tratterrà di un semplice pennino ma di una vera e propria Apple Pencil con tutte le funzioni avanzate annesse. L’indiscrezione in realtà era già stata confermata qualche mese fa quando trapelò la notizia che l’azienda di Cupertino aveva effettivamente depositato un brevetto relativo a questa tecnologia da utilizzare su smartphone. In futuro è quindi probabile che la Mela adotterà schermi pari o superiori ai 6 pollici per alcuni modelli e di recente è emerso che il Touch ID farà la sua definitiva scomparsa proprio con l’arrivo della prossima generazione di iPhone. Apple ha infatti deciso di puntare tutto sul Face ID. The post Apple Pencil si potrà utilizzare su iPhone nel 2019 appeared first on Data Manager Online.
Google sfida Amazon sugli acquisti via assistente vocale
Google annuncia nuove partnership per effettuare acquisti tramite comandi vocali e il debutto a breve di questa funzione anche su altri dispositivi Amazon è certamente il re dell’e-commerce ma anche Google vuole dire la sua in questo settore. Big G permette di effettuare varie operazioni con il suo Google Assistant e tra queste c’è anche quella di acquistare prodotti in Rete con il semplice utilizzo della voce. L’azienda di Mountain View ha annunciato un accordo con la catena di grandi magazzini Target che permetterà agli utenti statunitensi di fare la spesa tramite l’assistente vocale che da poco ha debuttato anche sulle cuffie per la musica. Nella partnership non sono però compresi i punti vendita nelle Hawaii e Alaska. Tra gli altri aderenti all’iniziativa figurano anche altre grandi catene di distribuzione come Walmart, Costco, Wallgreen e Whole Foods, recentemente acquisita proprio da Amazon. Google Assistant diventa quindi ancor di più il maggiore concorrente di Alexa, l’assistente vocale sviluppato da Amazon che è integrato all’interno della piattaforma web e nei dispositivi domestici della linea Echo. L’intelligenza artificiale a breve potrà anche funzionare da sveglia. Ad oggi la multinazionale di Mountain View permette di effettuare acquisti con i comandi vocali solamente su Android TV e gli altoparlanti Home, di cui sono stati svelati da poco i modelli Mini e Maxi. In futuro la stessa funzione verrà rilasciata anche per smartphone che sfruttano il suo sistema operativo mobile e iPhone. The post Google sfida Amazon sugli acquisti via assistente vocale appeared first on Data Manager Online.