PTC partecipa a ICCV 2017, l’evento di riferimento nella Computer Vision
PTC sarà tra le aziende partecipanti a ICCV 2017, l’International Conference on Computer Vision in programma dal 22 al 29 ottobre 2017 a Venezia. L’evento, che si tiene ogni anno in una città diversa, è il principale appuntamento internazionale di questo mercato. PTC sarà presente con diversi interventi dei propri manager impegnati nello sviluppo di Vuforia, la piattaforma tecnologica di Realtà Aumentata più avanzata e diffusa del settore. Vuforia, utilizzata da centinaia di migliaia di sviluppatori in tutto il mondo, garantisce illimitate possibilità per supportare nuove modalità di percezione e interazione con contenuti digitali nel mondo fisico. La partecipazione di PTC all’evento permetterà di presentare alla comunità di ricercatori presenti le funzionalità e le potenzialità di Vuforia, di dimostrare i più recenti avanzamenti nell’Object Retention e Recognition basati sul Deep Learning e gli ultimi prodotti sviluppati sulla tecnologia Computer Vision. The post PTC partecipa a ICCV 2017, l’evento di riferimento nella Computer Vision appeared first on Data Manager Online.
WhatsApp al lavoro su chiamate di gruppo
La funzione dovrebbe arrivare entro il 2018
Capgemini guarda al futuro con una nuova brand identity

Capgemini ha presentato oggi la sua nuova brand identity che mette in evidenza la sua consolidata reputazione e 50 anni di eredità tecnologica. Questa si basa su tre elementi distintivi che riflettono l’unicità del carattere e i punti di forza di Capgemini in qualità di business partner, in grado di gestire l’intera gamma delle sfide di business dei propri clienti per consentirgli di realizzare le loro aspirazioni in ambito digital. I tre elementi fondamentali sono: dinamismo, precisione e le persone. «Avevamo aggiornato il nostro logo 13 anni fa e da allora sono cambiate molte cose: non solo la grandezza, la forma e la portata del nostro business, ma l’intero mercato è mutato», ha dichiarato Virginie Regis, member of the Group Executive Committee, Marketing and Communications Director di Capgemini Gruppo. «Questo per noi è un anno importante perché festeggiamo il nostro 50esimo anniversario e abbiamo deciso di mettere alla prova il nostro modo di apparire ed esprimere noi stessi per rispondere a questi cambiamenti. Sono orgogliosa di lanciare oggi un brand e una visual identity rinnovati, che riflettono in pieno la nostra personalità unica, le nostre ambizioni, la nostra passione e i nostri punti di forza. La nuova identità fa emergere il nostro modo di essere agili e in movimento, aiutando i nostri clienti ad affrontare le proprie sfide di business con precisione e fiducia. Nell’attuale era di interazioni digitali il nostro obiettivo è stato quello di umanizzare il nostro nome tramite un nuovo format che sembra scritto a mano. Stiamo anche lavorando sull’intera architettura dei brand del Gruppo». Un nuovo logo: espressione sostanziale della componente umana e dell’impegno di Capgemini Alla base c’è la visione di Capgemini, secondo la quale la tecnologia non può sussistere senza la componente umana. Il nome “scritto a mano” è ora parte integrante del logo di Capgemini, che rappresenta lo slogan della società lanciato nel 2010 – “Le persone sono importanti, i risultati contano” – tanto attuale allora quanto oggi. Un nuovo asso di picche: precisione ravvivata da un’energia positiva L’asso è per tradizione la carta più alta all’interno del mazzo. L’asso di picche di Capgemini è ora fluido e dinamico, rispecchiando il panorama dell’evoluzione tecnologica e l’abilità di Capgemini di adattarsi e padroneggiare in modo continuo le ultime novità in fatto di innovazione, pur mantenendo ancora le caratteristiche di precisione e accuratezza, fondamentali per offrire ottime performance ai clienti. L’asso di picche è ormai flessibile: si muove, si piega e si gira. Una nuova gamma di colori brillanti Le caratteristiche sfumature di blu di Capgemini sono ora più vivaci. La tonalità blu scuro rappresenta l’importanza della sua eredità e la stretta dipendenza che c’è tra il brand e le sue persone, mentre la tonalità blu chiaro simboleggia il nuovo aspetto del suo carattere – energico, ispiratore e basato sul libero pensiero. Le due varianti di blu non resteranno sole: Capgemini attingerà infatti a una scala di colori forti per evidenziare questa sua nuova immagine. The post Capgemini guarda al futuro con una nuova brand identity appeared first on Data Manager Online.
Compuware introduce l’accesso cloud per lo sviluppo del mainframe

Topaz su AWS Cloud è la prima soluzione disponibile nel settore che consente alle aziende di modernizzare e rendere più semplice e veloce la gestione del linguaggio COBOL Compuware ha presentato Topaz, la soluzione flagship per Agile/DevOps per mainframe, disponibile in cloud su Amazon Web Services (AWS). Con questo lancio, nasce il primo accesso cloud per lo sviluppo del mainframe del settore, che permetterà alle aziende di sfruttare strumenti più agili per il linguaggio COBOL e altri codici di base. Attraverso Topaz su AWS, che sfrutta la tecnologia AppStream di AWS, le aziende possono fornire ai propri team di sviluppo, di test e alle operation un accesso in cloud immediato e sicuro all’intera gamma di soluzioni Agile/DevOps per mainframe di Compuware. AWS AppStream è un servizio di applicazioni sicuro e gestito completamente in streaming, che consente agli utenti di attivare applicazioni desktop da AWS su qualsiasi dispositivo che disponga di un browser Web. Gli utenti avranno da oggi la possibilità di attivare Topaz on-premise o in cloud AWS. L’attivazione cloud di Topaz offre molti vantaggi, tra cui un’implementazione notevolmente più veloce, una gestione più semplice, un ambiente di sviluppo virtuale integrato (IDE), maggiore capacità di adattamento e un accesso immediato agli aggiornamenti software per gli sviluppatori. Quest’ultima caratteristica è particolarmente importante dal momento che, a differenza dei tradizionali fornitori di soluzioni per mainframe, Compuware offre ai propri clienti nuove funzionalità innovative ogni 90 giorni. Il menu di configurazione intuitivo e semplificato di Compuware sfrutta l’esperienza di AWS e rende più facile agli amministratori IT configurare in modo rapido una connessione sicura tra Topaz su AWS e il proprio ambiente mainframe, oltre a un’integrazione con le esistenti piattaforme Enterprise DevOps che possono essere sia on-premise, in cloud o entrambe. Le grandi aziende stanno incontrando diverse difficoltà nel portare l’approccio Agile e DevOps all’interno dei propri sistemi di archiviazione, scritti in COBOL e in altri codici in esecuzione su sistemi mainframe IBM Z. Questa trasformazione del mainframe è essenziale, poiché la possibilità di competere con le aziende che per prime hanno adottato sistemi digitali dipende in gran parte dalla capacità di adattare continuamente i propri sistemi back-end alla realtà del mercato in continua evoluzione. Compuware è la sola ad offrire questo tipo di trasformazione del mainframe, con soluzioni innovative che facilitano l’esecuzione di Agile e DevOps, supportando allo stesso tempo l’integrazione completa su mainframe con la varietà di soluzioni multi-piattaforma DevOps presenti nelle aziende. Con l’introduzione di Topaz su AWS, i team DevOps mainframe possono ora sfruttare la potenza del cloud per: Modificare, testare ed eseguire il debugging di COBOL, PL/I, Assembler ed altri codici mainframe tramite un ambiente integrato di sviluppo (IDE) virtuale basato su Eclipse Visualizzare logiche di applicazione complesse e/o non documentate e le relazioni tra dati Gestire il codice sorgente e promuovere gli artifact attraverso il ciclo di vita DevOps Eseguire attività comuni come la sottomissione, la revisione, la stampa e la pulizia di job Utilizzare un singolo editor di dati per scoprire, visualizzare, modificare, confrontare e proteggere i file e i dati su mainframe Come conseguenza, i team aziendali che lavorano su mainframe potranno liberarsi dalla difficoltà e rigidità degli strumenti mainframe tradizionali, che sono diventati uno dei principali ostacoli all’agilità aziendale. “La modernizzazione delle applicazioni mainframe è una trasformazione fondamentale per le aziende che competono in un mondo digitale. Il processo inizia con l’integrazione del mainframe su linee di distribuzione continue, ma significa anche modernizzare l’ambiente di sviluppo per assicurare agli sviluppatori la scalabilità e l’agilità necessarie in un mercato che evolve rapidamente”, ha commentato Charles Araujo, Principal Analyst con Intellyx. “Con Topaz su AWS, Compuware offre alle imprese tutti i vantaggi del proprio framework di sviluppo intuitivo e innovativo e lo combina con la scalabilità, la flessibilità e la facilità di amministrazione di Amazon Web Services. Si tratta sicuramente di una combinazione vincente”. Le soluzioni Compuware possono risolvere anche il problema della disponibilità di personale esperto di sviluppo in ambiente mainframe e di competenze adeguate all’interno dello staff delle operation. Dal momento che le nuove generazioni di professionisti IT non dispongono di una vasta esperienza di mainframe e linguaggio COBOL Compuware fornisce loro nuovi strumenti per gestire in modo semplice ed efficace i processi legati al mainframe. Compuware ha inoltre annunciato oggi la partnership con CloudBees per ottimizzare Mainframe DevOps e facilitare la trasformazione digitale su tutte le piattaforme. “Le grandi imprese non possono sopravvivere accettando passivamente lo status quo del mainframe”, ha dichiarato Chris O’Malley, CEO di Compuware. “Sfruttando il cloud per portare Agile e DevOps nel cuore delle loro applicazioni COBOL, le grandi imprese possono adattare il mainframe più rapidamente e facilmente e continuare a trarre vantaggio dal sistema di archiviazione più potente, sicuro, conveniente e adattabile ancora oggi disponibile sul mercato, con cui gestire applicazioni, database ad alte prestazioni e l’elaborazione di transazioni finanziarie”. 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A Smau un’area esperienziale dedicata all’innovazione del punto vendita
Il negozio del futuro a Smau Milano: fra realtà aumentata, “scaffali intelligenti” e robot che assistono la clientela, viaggio nei cambiamenti che attraversano il mondo del retail A Smau Milano, in programma a Fieramilanocity dal 24 al 26 ottobre 2017, arriva il “negozio del futuro”, un’area esperienziale realizzata in collaborazione con il Comune di Milano – Assessorato alle attività Produttive, in cui toccare con mano una selezione delle tecnologie destinate a cambiare il volto del mondo del retail, dall’utilizzo della realtà aumentata nella gestione del magazzino alle tecnologie IoT per la customer experience nel punto vendita fino alle nuove modalità di pagamento via Smartphone. La terza edizione dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Retail promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano ha messo in evidenza come l’innovazione digitale non sia solo un traguardo ambito dai big player del settore: fra i piccoli e medi retailer, due su tre la considerano già oggi una priorità. Non solo: fra i piccoli e medi esercenti, due su dieci hanno realizzato un’iniziativa su mobile e altri due su 10 stanno pensando di realizzarla, iniziano inoltre ad essere offerti servizi omnicanale evoluti come il click&collect e il reso in negozio. Risultati che in parte “sfatano” il luogo comune che vuole i piccoli negozi di vicinato come realtà arretrate rispetto alla grande distribuzione: anche gli “esercizi di prossimità” possono essere protagonisti dell’innovazione. La novità dell’area dedicata all’ “Innovazione del punto vendita” si inserisce in un progetto di Smau per sostenere l’innovazione digitale nel retail. Proprio in occasione di Smau sarà allestita un’area esperienziale dove sarà possibile conoscere le tecnologie realizzate da alcune fra le startup e pmi innovative più interessanti nel panorama nazionale. L’AREA INNOVAZIONE DEL PUNTO VENDITA Saranno quattro le esperienze rappresentate all’interno di Smau. Per migliorare la fruizione da parte del cliente, ecco la possibilità di introdurre degli scaffali intelligenti, che attraverso la tecnologia IoT consentono di fornire, attraverso uno schermo, contenuti video con informazioni aggiuntive e messaggi emozionali sul prodotto che il cliente prende dallo scaffale. Non solo, attraverso il virtual shop, il magazzino diventa di fatto un’estensione dello spazio espositivo perché il cliente può “sfogliare” sui display o sul proprio dispositivo mobile i prodotti presenti. La realizzazione di questa esperienza è affidata a Disignum, un digital hub che progetta soluzioni tecnologiche innovative per imprese che operano in ambito consumer e B2B. L’azienda si rivolge principalmente al mondo del Retail e del Franchising e a tutte quelle attività che, partendo da un luogo fisico, digitale, uno spazio espositivo o una comunità, vogliano accrescerne le potenzialità di business rendendolo più attrattivo. Non mancheranno le soluzioni per migliorare l’utilizzo dello spazio-vetrina: una piattaforma in cloud di big data analytics traccerà anonimamente i dati sui flussi, in modo da offrire informazioni preziose come il tempo medio di sosta davanti alla vetrina e il numero di clienti che decidono di entrare nel negozio. Una tecnologia proposta a cura di Xensify, una startup innovativa partner di Cisco System nata con la mission di accelerare la digitalizzazione del retail fisico con un focus sulle dinamiche di interazione dei brand con i consumatori. Xensify supporta il cliente nell’apertura di nuovi punti vendita, nella realizzazione di nuove strategie in-store e nel monitoraggio delle performance delle stesse con una pluralità di tecnologie: POS, Store Analytics, Digital Signage e Face Recognition. L’area esperienziale sarà poi occasione per scoprire come migliorare l’esperienza di acquisto del cliente favorendo i pagamenti, che potranno essere effettuati senza l’uso di contanti e senza transitare attraverso i circuiti delle carte di credito, ma semplicemente attraverso il proprio smartphone. La realizzazione dell’esperienza sarà a cura di Satispay, startup che presenta un nuovo network di pagamento indipendente, semplice e sicuro, utilizzabile attraverso un’applicazione mobile. Grazie alla propria autonomia da banche e circuiti di carte, Satispay abbatte le commissioni tipiche di questo mondo per diventare il primo strumento utilizzabile per i pagamenti di tutti i giorni. Dall’app è infatti possibile effettuare ricariche telefoniche, pagare presso i negozi convenzionati (fisici e online) e scambiare denaro con i propri amici. Infine, il magazzino: come migliorare il suo utilizzo e aumentare l’efficacia e la rapidità nell’organizzare e monitorare i prodotti? Scloby propone una soluzione per la digitalizzazione che consente di gestire attraverso un semplice dispositivo mobile le giacenze e di essere allertati quando i prodotti sono in via di esaurimento. Innovazioni che verranno raccontate in un Live Show in programma mercoledì 25 alle ore 16. Non solo l’area esperienziale: la visita a Smau sarà occasione per scoprire altre interessanti innovazioni al servizio del commercio e del turismo. L’AREA INNOVAZIONE DEL PUNTO VENDITA Fra i casi di successo premiati, l’esperienza di Amadori che è riuscita ad integrare i vantaggi dell’e-commerce con il valore aggiunto del “negozio sotto casa”. Ha preso il via a Roma una sperimentazione che coinvolge 40 punti vendita: attraverso una piattaforma dedicata, il consumatore può scegliere online la sua macelleria di riferimento, vedere quali prodotti sono già presenti, e ordinare quello che non c’è, per poi ritirarlo nel punto vendita. Il premio innovazione sarà assegnato poi a Coop, che al Bicocca Vllage ha allestito il supermercato del futuro, al contempo luogo fisico in cui fare la spaesa e laboratorio di sperimentazione e ricerca che, grazie alla tecnologia Cloud, all’IoT e al riconoscimento gestuale, tecnologia Microsoft, permette di attingere a informazioni preziose sulle scelte di acquisto del consumatore. Sarà premiata anche l’esperienza di Federazione Moda Italia, presentata da Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza: nel negozio di abbigliamento e calzature associato Kammi Bottazzo Disignum ha integrato la sua soluzione iNovaRetail che permette di identificare chi entra in negozio (età e sesso), quali siano i movimenti della clientela e quali prodotti vengano scelti o preferiti, per poi pianificare le azioni di marketing. I risultati della prima sperimentazione hanno rilevato un incremento del fatturato in relazione all’introduzione della nuova piattaforma. Premio innovazione anche per il Gruppo Würth, leader mondiale nella distribuzione di prodotti e sistemi per il fissaggio, che grazie alla partnership con Hevolus, azienda leader nell’high tech applicata alle tecnologie per mobili, ha sviluppato
Samsung lancia la sfida al Face ID di Apple
Samsung starebbe lavorando a un sistema per il riconoscimento facciale in 3D simile a Face ID Apple ha stravolto il settore smartphone nel campo dell’autenticazione con il lancio di Face ID, il sistema di riconoscimento facciale 3D disponibile su iPhone X. La Mela vanta un importante vantaggio tecnologico rispetto alle rivali e secondo diversi analisti ha deciso di puntare forte sul suo apparato rinunciando definitivamente al Touch ID a partire dal prossimo anno. Samsung deve quindi recuperare terreno nei confronti del colosso di Cupertino e per questo starerebbe lavorando a una propria versione di Face ID. L’azienda coreana, che ha brevettato uno smartwatch con display pieghevole, avrebbe intenzione di affiancare un sensore per la scansione tridimensionale del volto alla fotocamera frontale del suo prossimo top di gamma. Questa tecnologia garantirebbe quindi un maggiore livello di protezione rispetto alle soluzioni attuali che comprendono lettura delle impronte digitali, dell’iride e analisi del volto. L’indiscrezione che arriva dalla Corea del Sud è però da prendere con le molle in quanto in questi giorni è trapelato che Samsung voglia prima puntare su una tecnologia di sicura affidabilità come il sensore per le impronte digitali inserito al di sotto dello schermo. Esiste anche la possibilità che l’azienda coreana voglia proporre entrambe le tecnologie. Oggi ad esempio su Galaxy S8 convivono lettura delle impronte e scansione dell’iride. La nuova tecnologia dovrebbe essere quindi integrata su Galaxy S9. L’ultima generazione del top di gamma dovrebbe essere svelata con un certo anticipo e si vocifera permetterà anche di registrare video fino a 1.000 FPS. The post Samsung lancia la sfida al Face ID di Apple appeared first on Data Manager Online.
Adico annuncia i risultati della ricerca “Internazionalizzare l’impresa”
Adico condivide i dati della ricerca realizzata con Sigma Consulting Adico, Associazione Italiana per la Direzione Commerciale, Vendite e Marketing, con Sigma Consulting, società specializzata nelle Ricerche di Mercato, in collaborazione con Aice, Associazione Italiana per il Commercio Estero, comunicano i dati della ricerca “Internazionalizzare l’impresa”, recentemente presentata in occasione dell’incontro tenutosi presso la sede Confcommercio di Milano. Dalla ricerca, un’interessante fotografia della propensione delle Pmi nei confronti dei mercati esteri, emerge uno scenario articolato che lascia ampio spazio allo sviluppo dell’internazionalizzazione e a, quindi, nuove opportunità di crescita dei ricavi da parte delle aziende italiane. Dalle interviste effettuate, risulta infatti che: il 59% delle aziende italiane intervistate opera già nei mercati esteri, il 29% pensa di andarci e il 12% apparentemente non è interessato. Tra le aziende attive nei mercati esteri, i canali di vendita più comuni risultano ancora essere la rete diretta (per il 57%) e i distributori locali (per il 51%). Si confermano strumenti fondamentali nell’approccio all’estero la partecipazione a fiere, la disponibilità di materiale informativo sui prodotti e i servizi, il supporto post-vendita e la pubblicità. Se le potenzialità di crescita sono elevate, la limitatezza delle risorse disponibili, la complessità di trovare partner locali adeguati, le difficoltà burocratiche e operative, unite a volte alla scarsa conoscenza del mercato straniero, costituiscono l’ostacolo principale all’apertura verso l’export. In tale contesto, l’e-commerce e la diffusione dei marketplace possono offrire la soluzione di business più immediata, seppur con una solida conoscenza e una visione strategica dello strumento digitale. “L’obiettivo che ci indica la ricerca è la necessità di internazionalizzare: è la sfida più importante degli ultimi decenni per le aziende italiane, in un momento in cui la spinta positiva della nostra ripresa è fortemente condizionata della capacità di esportazione delle stesse aziende. L’altra considerazione che emerge dalla ricerca è l’esigenza di progettare, pianificando risorse, azioni, l’organizzazione di vendita e i partner necessari per vincere la sfida” – sottolinea Michele Cimino, presidente ADICO. A partire dai risultati della ricerca, ADICO intende supportare le aziende italiane nella competizione verso l’estero ponendo l’attenzione e contribuendo alla formazione dei manager e degli imprenditori orientati ai nuovi mercati. All’insegna di questa mission, la ricerca completa sull’internazionalizzazione è ora a disposizione, qui in allegato, a integrazione dell’offerta dell’associazione. The post Adico annuncia i risultati della ricerca “Internazionalizzare l’impresa” appeared first on Data Manager Online.
Vertiv introduce le batterie agli ioni di litio per i sistemi UPS di grandi dimensioni
Queste batterie possono ridurre la frequenza delle sostituzioni, l’ingombro e il costo totale di proprietà Vertiv, in precedenza Emerson Network Power, ha annunciato la disponibilità di una nuova soluzione di stoccaggio dell’energia per numerosi sistemi statici di continuità (UPS) Liebert: le batterie agli ioni di litio (Li-Ion). Queste batterie, espressamente progettate per gli UPS, sono più piccole, più leggere e durano di più rispetto alle tradizionali batterie VRLA al piombo-acido. Costituiscono quindi un’alternativa per coloro che desiderano sfruttare i vantaggi di questa tecnologia più avanzata. Da oggi disponibili in Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA), le soluzioni Li-Ion sono state testate approfonditamente e sono compatibili con Liebert EXL S1 e Liebert Trinergy Cube e i tecnici specialisti di Vertiv sono attualmente impegnati a estendere la compatibilità a tutti gli UPS trifase del portfolio. “Le batterie agli ioni di litio potrebbero sembrare una novità nell’ambito degli UPS per data center, ma per Vertiv non è così. Abbiamo infatti una lunga storia in questo settore in tutto il mondo”, puntualizza Giovanni Zanei, AC Power Product Marketing Director di Vertiv in EMEA. “I nostri clienti apprezzano sempre di più i vantaggi offerti dalle batterie agli ioni di litio e la nostra esperienza in questo campo ci permette di proporre un’ampia gamma di opzioni, che abbiamo testato in vari ambienti operativi e in diverse applicazioni, tutte in grado di soddisfare i più alti standard di qualità.” Le batterie agli ioni di litio vengono utilizzate comunemente nell’elettronica di consumo ormai da decenni, grazie alla loro compattezza, leggerezza e alla capacità di immagazzinamento di energia a lungo termine per smartphone, laptop e tablet. Più di recente, queste caratteristiche hanno aperto la strada ad applicazioni estese della tecnologia dedicate ad automobili, aerei e, sempre più, ai data center. Tra gli ultimi progetti nell’area EMEA, Vertiv ha configurato due UPS Liebert Trinergy Cube da 800 kVA dotati di otto stringhe di batterie agli ioni di litio. Il sistema, progettato per una delle più importanti aziende del mondo del settore fashion, con base in Europa, può facilmente essere scalato a 2,4 MW per far fronte alle crescenti capacità del data center. Le batterie agli ioni di litio sono disponibili per installazioni nuove, modulari e per retrofit, apportando vantaggi notevoli. Queste batterie sono più piccole del 70 per cento e molto più leggere delle VRLA, caratteristiche che riducono gli ingombri degli armadi dedicati alle batterie e, in alcuni casi, ne consentono la disposizione in file. Inoltre, le batterie agli ioni di litio supportano temperature di esercizio più alte rispetto alle VRLA, un vantaggio che può anche aiutare ad abbattere i relativi costi di raffreddamento. Inoltre, in base alla composizione chimica e all’utilizzo, è importante sottolineare che le batterie agli ioni di litio possono avere una durata tre volte superiore a quelle al piombo-acido. Nella maggior parte dei casi, le batterie VRLA devono essere sostituite più volte rispetto a quelle agli ioni di litio. Uno svantaggio notevole se si considera che la sostituzione delle batterie negli UPS rappresenta il più grande fattore di costo e di disturbo. Su un arco di tempo di dieci anni, le batterie agli ioni di litio consentono di risparmiare fino al 40 per cento in spese per capitale (CAPEX) rispetto alle VRLA. “Grazie alla fornitura di sistemi UPS dotati di batterie agli ioni di litio – ampiamente testate dai partner – Vertiv estende un portfolio già ricco di soluzioni di alimentazione per data center”, ha sottolineato Rhonda Ascierto, Research Director per Datacenter Technologies ed Eco-Efficient IT Channel di 451 Research. “Questa combinazione consente alle aziende di adottare questa tecnologia sempre più vantaggiosa a livello economico nelle implementazioni UPS, garantendo prestazioni affidabili e protezione per un periodo di tempo molto più lungo rispetto alla tradizionale tecnologia al piombo-acido, contribuendo inoltre a salvaguardare le operazioni critiche dei data center.” Questa novità aggiunta al portfolio Vertiv dimostra ancora una volta l’impegno profuso nel rispondere alle diverse esigenze di qualità, funzionalità e prestazioni, come riconosciuto dal Frost & Sullivan Award 2017. The post Vertiv introduce le batterie agli ioni di litio per i sistemi UPS di grandi dimensioni appeared first on Data Manager Online.
Stormshield e Oodrive siglano partnership per rendere più sicura la condivisione di dati sul cloud

Stormshield – fornitore europeo leader di servizi per la tutela dei dati – e Oodrive – fornitore europeo leader di soluzioni per la gestione di dati sensibili – uniscono le proprie competenze palesando il proprio impegno verso la sicurezza del cloud Oggi il cloud è un requisito essenziale della trasformazione digitale delle aziende. Il 90 % delle organizzazioni se ne avvale per accedere remotamente ad applicazioni e a dati aziendali, oltre che per migliorare il modo in cui collabora con il proprio ecosistema. Tuttavia (secondo uno studio NetWrix) il 65% delle imprese non ha ancora compreso come proteggere adeguatamente i propri dati nel cloud. Stormshield e Oodrive hanno quindi siglato una partnership con l’intento di fornire alle aziende la possibilità di migrare al cloud con serenità e di poter collaborare con fiducia. Una partnership tecnologica per la sicurezza dello scambio digitale di informazioni In concreto, la missione principale di Oodrive è erogare servizi di gestione dei dati sensibili, attraverso una infrastruttura dislocata in Francia, Europa, Brasile e Cina, la cui sicurezza è regolarmente sottoposta a revisione e certificata. Uno dei progetti in cui il gruppo è coinvolto – fianco a fianco di ANSSI (l’agenzia di Stato francese per la cybersecurity) – è un’iniziativa pilota ( “SecNumCloud”) volta a creare paradigmi di riferimento nella formulazione di requisiti quadro per la sicurezza nel cloud. Con la propria soluzione Stormshield Data Security for Cloud & Mobility, Stormshield assicura invece una cifratura punto-punto dei dati nel cloud. L’integrazione tra la soluzione Stormshield Data Security for Cloud & Mobility e PostFiles, lo strumento di condivisione online firmato Oodrive, dà luogo ad una soluzione per la collaborazione sicura di nuova generazione. Le organizzazioni che se ne avvarranno, saranno in grado di collaborare in modo più efficiente. Adottando tale servizio non dovranno più scendere a compromessi in termini di tutela dei dati e della riservatezza dei propri asset informatici. La soluzione assicura altresì la conformità alle normative francesi ed europee, nello specifico i clienti beneficiano della piena aderenza al nuovo GDPR. “Questa alleanza tra Stormshield e Oodrive ci consente di favorire la graduale migrazione dei nostri clienti verso il cloud, fornendo loro la certezza che possono fare affidamento su un’infrastruttura e su servizi altamente sicuri: le aziende particolarmente sensibili o i cui servizi sono considerati di vitale importanza, possono avviare la propria trasformazione digitale nelle migliori condizioni possibili”, confermano Matthieu Bonenfant, CMO di Stormshield e Stanislas de Rémur, CEO di Oodrive. Questa partnership industriale ha già assicurato a Oodrive and Stormshield l’acquisizione di primi contratti con organizzazioni attive nel settore della difesa. The post Stormshield e Oodrive siglano partnership per rendere più sicura la condivisione di dati sul cloud appeared first on Data Manager Online.
Huawei Mate 10 Pro: in Italia il primo Kirin 970
L’intelligenza artificiale debutta con un processore dedicato a bordo di uno smartphone pensato per il business Alla fine è arrivato. Ampiamente anticipato nel corso dell’anno, il Mate 10 di Huawei è il primo smartphone al mondo dotato del processore casalingo kirin 970, che gode di una porzione di memoria specificamente dedicata ad attività di intelligenza artificiale avanzata. In cosa si traduce tutto ciò? Nel concreto non si noteranno subito miglioramenti ma con un utilizzo quotidiano, il telefono potrà eseguire meglio alcune operazioni più “a cuore” agli utenti, in maniera più rapida e funzionale. Così, anche in assenza di connessione a internet, il cosiddetto NPU, neural processing unit, può lavorare lo stesso, elaborando internamente le informazioni richieste. Allo stesso modo, procede con il regolare le impostazioni migliori per la fotocamera o i settaggi personalizzati, dopo aver imparato le abitudini degli utilizzatori. Taglio classico o Pro ma in Italia solo quest’ultimo DI Mate 10 ne esistono due modelli, uno classico e uno con denominazione Pro. Differiscono per un paio di caratteristiche tecniche, che sul lungo periodo possono essere determinanti. Lo schermo è nel primo di 5,9 pollici ma LCD, nel secondo da 6 pollici Amoled, la Ram da 4GB nel taglio classico, 6GB in quello Pro mentre la memoria integrata, sempre espandibile, dice 64 o 128GB. Nessuna differenza per il resto dell’hardware, con una doppia fotocamera sul retro da 20 megapixel + 12 megapixel, camera frontale da 8 megapixel, EMUI 8.0 basata su Android 8 Oreo, presenza della certificazione IP67 sul Mate 10 e del jack audio 3,5 sul Mate normale, mentre sul più grande bisogna accontentarsi solo della USB di Tipo-C. Per concludere, Huawei ha prolungato la sua partnership con Porsche per la realizzazione del Mate 10 Design. Il Mate 10 da 64GB + 4GB di Ram non arriverà in Italia mentre la declinazione Pro con 128GB + 6GB costerà 849 euro da metà novembre; l’edizione Porsche Design da 256GB + 6GB ha un cartellino di 1.395 euro e sarà nei negozi sempre da metà novembre. The post Huawei Mate 10 Pro: in Italia il primo Kirin 970 appeared first on Data Manager Online.