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It’s time to reimagine HR

Un evento alla Microsoft House dedicato ai nuovi trend del mondo HR e alla soluzione Dynamics 365 for Talent. Intelligenza e tecnologia a disposizione del management delle Risorse Umane Il ruolo del capitale umano diventa un valore aggiunto delle società che vogliono emergere in un mercato in rapida evoluzione e che mettono al centro della loro innovazione i social media e le applicazioni software. Re-inventare l’organizzazione delle risorse umane: è questo il tema dell’evento voluto da Alterna, Altea People e Microsoft. Un’occasione unica per conoscere in anteprima le potenzialità della piattaforma Microsoft Dynamics 365 for Talent integrata con LinkedIn e avere un aggiornamento sugli ultimi trend di mercato. Il 25 ottobre presso la Microsoft House (via Pasubio, 21 – Milano, alle ore 14.30) in occasione dell’evento “IT’S TIME TO REIMAGINE HR si incontreranno importanti rappresentanti del mondo HR. “La Digital Transformation rappresenta una grande opportunità per accrescere la propria competitività nel mondo”, commenta Paola Cavallero, Marketing & Operations Lead di Microsoft. “Le aziende che vogliono proporsi come leader di mercato devono offrire soluzioni tecnologiche innovative in primis ai dipendenti, per attrarre i migliori talenti, valorizzarli, coinvolgerli e farli crescere”. La risposta a questa esigenza è Microsoft Dynamics 365 for Talent integrata a LinkedIn e a Power BI, una soluzione che permette di innovare e attrarre i migliori candidati, requisiti fondamentali per affrontare il mercato del lavoro oggi sempre più competitivo. Indispensabile quindi per le Risore Umane affrontare la trasformazione e diventare una business unit vitale, in cui la digitalizzazione ha un ruolo centrale. “Il viaggio verso il successo del cliente inizia con il circondarsi di dipendenti competenti, coinvolti, in grado di lavorare e collaborare con strumenti di produttività avanzati ed in mobilità”, aggiunge Matteo Giovanditti, CEO di Alterna. “I dipendenti vengono considerati “consumers” e in questo modo si crea una HR Experience attraverso l’offerta di soluzioni e tecnologie che possono aumentarne la produttività, incrementare la velocità di risposta e gestire anche l’imprevisto”. Un ulteriore vantaggio offerto da Microsoft Dynamics 365 for Talent è l’integrazione con LinkedIn. “I tradizionali metodi di ricerca del personale, soprattutto per le nuove generazioni, hanno perso efficacia”, aggiunge Miguel Rondon, CEO di Altea People. “E le HR practices si devono adattare al mondo che cambia”. Re-inventare le risorse umane significa riuscire a costruire un modello di network, dove i legami tra le persone vadano oltre il proprio ruolo aziendale. “Una struttura simile a una costellazione, dove l’interconnessione tra i dipendenti favorisce l’agilità dell’impresa e in ultima analisi migliora i risultati per i clienti. Per questo diventa necessario attrarre e trattenere i talenti, favorire la crescita con percorsi di valutazione e sviluppo, fino a ottenere l’eccellenza operativa anche grazie all’ausilio di strumenti di e-learning: i responsabili delle risorse umane nell’era digitale devono impegnarsi ad accompagnare dipendenti e collaboratori in un percorso di Talent Journey, offrire alle persone servizi sempre più innovativi e motivarle e stimolare ad andare oltre il proprio compito” conclude Rondon. The post It’s time to reimagine HR appeared first on Data Manager Online.

Nutkao raddoppia la produzione con Gruppo Sintesi

Un progetto in più fasi, implementato sia in Italia sia negli Stati Uniti, permette al leader mondiale delle creme spalmabili prodotte per conto terzi di raddoppiare i risultati Fondata nel 1982, con sede centrale in Piemonte, Nutkao è attiva nella produzione di semilavorati per l’industria dolciaria e soprattutto di crema spalmabile a base di cacao e nocciole, ambito nel quale ha raggiunto da tempo la posizione di leadership nel segmento “private label”, cioè delle marche private della grande distribuzione di tutto il mondo. Nell’arco degli ultimi anni, la società ha conosciuto un forte sviluppo, che l’ha portata a raddoppiare sia il personale sia il fatturato, che si è attestato su 120 milioni di euro, e ad aprire uno stabilimento anche negli Stati Uniti. «All’inizio di questo decennio abbiamo iniziato a ricevere numerosi segnali di una forte espansione nelle richieste dei nostri prodotti, probabilmente a causa della crisi economica che ha modificato le abitudini di spesa dei consumatori, portando a privilegiare le alternative a prodotti più costosi» – sottolinea Roberto Re, CIO di Nutkao, spiegando che questo richiedeva «personalizzazioni sempre più rapide e continue dei prodotti, con notevoli aumenti della complessità della produzione e della pianificazione». Revisione dei processi Era in sostanza richiesto uno sforzo tecnologico e organizzativo non indifferente: l’idea condivisa dal top management era quella di diventare entro il 2020 un’impresa 4.0, varando quindi il progetto denominato “Nutkao 4.0”. «Qualcuno potrebbe pensare che Industria 4.0 significhi dotarsi di una sorta di macchina che si compra e si installa, quando invece non basta concentrarsi solo sugli aspetti tecnologici, ma è fondamentale operare anche sulla revisione dei processi aziendali, sulla formazione professionale, sulle infrastrutture di rete e sull’intera supply chain» – prosegue Roberto Re. Ed è appunto questo che in Nutkao si è deciso di fare, con l’intervento di Gruppo Sintesi, trusted advisor nato nel 1983, oggi presente a livello internazionale in alcuni importanti settori verticali, tra cui quelli dell’industria e della grande distribuzione organizzata e specializzata. #supplychain Roberto Re CIO di #Nutkao Produzione +100% con @GruppoSintesiClick To Tweet «Conoscevamo l’ottima fama di Gruppo Sintesi proprio per la loro attività nell’ambito di industria e GDO, e abbiamo deciso di intraprendere il progetto di trasformazione digitale con la loro assistenza» – fa sapere Roberto Re, sottolineando che le tappe salienti di tale percorso prevedevano «interventi graduali sul personale per operare in modalità digitale, revisione dei processi supply chain per arrivare a processi snelli e integrati con la produzione, interventi per rendere l’infrastruttura di rete più affidabile, sicura e dotata di un monitoraggio centralizzato, con infine la preparazione di un piano di business continuity e alta disponibilità». Quindi, fin da subito, l’infrastruttura di rete è stata completamente riprogettata e dotata di sistemi Cisco, in modo da avere quella disponibilità 24h e 7/7 che prima non era garantita date le apparecchiature non ridondate e che soprattutto era necessaria per la nuova organizzazione della produzione. Successivamente è stato inaugurato il nuovo sito produttivo in North Carolina, che è entrato nei piani di high availability e disaster recovery della sede italiana, unitamente a una serie di servizi cloud attivati presso le strutture Colt di Milano. Raddoppiare la produzione I risultati ottenuti parlano da soli: «Abbiamo incrementato la produzione del 100 per cento, migliorando i livelli di servizio ai clienti e riducendo notevolmente i tempi» – fa sapere Roberto Re, sottolineando che «le soluzioni progettate e realizzate insieme a Gruppo Sintesi ci hanno permesso di porre maggiore focus sui processi e sul business sapendo di poter contare su un’infrastruttura affidabile. Attualmente, abbiamo in corso l’ampliamento dello stabilimento che prevede un’integrazione completa tra impianti produttivi e logistica, per portare, senza interventi degli operatori, i componenti necessari in produzione quando richiesto, il prodotto finito a magazzino e poi alla spedizione, con registrazioni automatiche e puntuali lungo l’intero processo». The post Nutkao raddoppia la produzione con Gruppo Sintesi appeared first on Data Manager Online.

Viaggia su altri pianeti con Google Maps

Google Maps offre le mappe di 16 corpi celesti del Sistema Solare anche se con qualche errore Fra pochi anni potremo volare nello spazio come semplici turisti ed è quindi arrivato il momento di informarsi sulle mete più interessanti da visitare. Google Maps questa volta ha alzato gli occhi al cielo rendendo disponibili le mappe di ben 16 corpi celesti tra lune e pianeti del Sistema Solare. La novità, annunciata in una nota sul blog ufficiale del servizio, è arrivata per festeggiare il ventunesimo anniversario del lancio della sonda spaziale Cassini, a cui ad aprile era stato dedicato anche un doodle. Gli utenti potranno quindi viaggiare su Marte, Venere e le lune di Giove o Saturno restando comodamente seduti sul divano o fissando il proprio smartphone. Google Maps consente di esplorare le pianure ghiacciate di Encelado, il luogo in cui Cassini ha trovato la presenza di veri e propri mari, i laghi di metano di Titano o il cratere Mimas di Marte, sogno neanche troppo proibito del fondatore di Tesla Elon Musk. C’è però un piccolo problema, le mappe non sono proprio accurate. Emily Lakdawalla, Senior Editor della fondazione Planetary Society, e altri scienziati hanno sottolineato su Twitter alcuni gravi errori fatti da Google Maps. La Valles Marineris è ad esempio segnalata in un luogo diverso di Marte ma ci sono anche errori nelle cartine di Ganimede, Dione, Rhea, Europa e Titano. Big G ha comunque fatto tesoro delle critiche e in questo momento sta provvedendo a correggere le mappe. The post Viaggia su altri pianeti con Google Maps appeared first on Data Manager Online.

È Forcepoint la scelta di Leonardo per l’approdo alla one company

Si rafforza la partnership storica tra il vendor e il colosso italiano del settore aerospazio e difesa Leonardo, azienda italiana ad alta tecnologia attiva nei settori dell’aerospazio, difesa e sicurezza ha scelto le soluzioni DLP e NGFW di Forcepoint per proteggere dai rischi informatici la propria infrastruttura di sicurezza. Una scelta che si rinnova anche in un momento cruciale di passaggio dalla vecchia alla nuova realtà organizzativa. Dal primo gennaio 2016 infatti, sono confluite in Leonardo le attività delle società precedentemente controllate, portando ad una riorganizzazione dell’azienda in 4 aree di attività (elicotteri; aeronautica; elettronica, difesa e sistemi di sicurezza; spazio) e 7 divisioni operative (elicotteri, velivoli, aerostrutture, sistemi avionici e spaziali, elettronica per la difesa terrestre e navale, sistemi di difesa, sistemi per la sicurezza e le informazioni). Benefici immediati e ritorni strategici La grande trasformazione è in corso. Una profonda ristrutturazione partita dalla costruzione di un nuovo modello operativo, organizzativo e di governance, che sta rifocalizzando il Gruppo sul proprio core business. Un percorso avviato, ma non ancora arrivato a chiudersi. «Leonardo non è più la vecchia Finmeccanica, un gruppo industriale con una holding finanziaria e una serie di aziende operative sottostanti. Mondi federati, coordinati certo dal punto di vista della security, ma essenzialmente indipendenti. La sfida, enorme, è quella di creare un’unica società, Leonardo appunto, operativa a tutti gli effetti a capo di sette divisioni» – ci dice Angeloluca Barba, head of marketing cyber security, intelligence & digital infrastructures di Leonardo. In questo processo di accorpamento, l’obiettivo dal punto di vista IT è la completa armonizzazione e integrazione. «C’è un piano, estremamente complesso e diversificato, modulato in funzione delle differenti ondate tecnologiche che stiamo via via integrando» – conferma Barba. «Si può immaginare la complessità di questo processo a livello merger e di riflesso anche a livello IT se si considera che il Gruppo gestisce contratti e informazioni su tutti i clienti critici dei settori governativo, sicurezza, militare, etc. Il lavoro svolto all’interno del team di sicurezza – in collaborazione con la Corporate Security, centrale in Leonardo, con le problematiche che affrontiamo e risolviamo – le soluzioni e i progetti avanzati che sviluppiamo – sono parte della proposta ai nostri clienti. In questo senso, noi siamo i primi utilizzatori dei prodotti Forcepoint. Mi riferisco a tutta la parte Forcepoint NGFW e a tutta la parte di protezione web, email e dati. Chiaramente la direzione strategica è quella di passare dalla semplice web security, sempre di più verso una strategia integrata di data loss prevention (web, email, dati)». Un passaggio cruciale per chi come Leonardo gestisce informazioni a vari livelli di criticità, confidenzialità e classificabilità. «L’offerta Forcepoint è stata selezionata per la visione sottostante che noi troviamo coerente e allineata alla nostra dal punto di vista dell’evoluzione del business. In particolare apprezziamo la crescita della soluzione in relazione agli aspetti di integrazione e unificazione della strategia anche su altri canali. Nel nostro caso poi in realtà non si è trattato di un processo di acquisizione quanto di gestione di soluzioni già operanti da tempo nella nostra infrastruttura di sicurezza» – spiega Barba. Le soluzioni L’adozione della soluzione Forcepoint NGFW ha permesso di unificare e di centralizzare la governance dell’infrastruttura di sicurezza, riducendo i task gestionali e semplificando quindi i processi operativi, garantendo nel contempo la separazione fra le diverse BU grazie alla funzionalità di segregazione Domini. Tutti i progetti di Forcepoint sono stati disegnati sulle esigenze di Leonardo, evidenziando in maniera molto precisa il rapporto costi/benefici dei singoli dipartimenti. Fra le caratteristiche premianti della soluzione Next Generation Firewall, la completa astrazione fra oggetti logici ed oggetti fisici, con la possibilità di utlizzare le funzionalità in base alle reali esigenze. Per quanto riguarda la componente Web, la soluzione Forcepoint Web Security è stata da sempre la soluzione di riferimento di tutte le aziende delle divisioni del gruppo, diventando lo standard di tutte le realtà con la nascita della One Company Leonardo. #cybersecurity Angeloluca Barba @Leonardo_IT Più forte la partnership con @ForcepointsecClick To Tweet Fra le caratteristiche maggiormente apprezzate ci sono soprattutto: la flessibilità delle politiche di navigazione, applicabili ai diversi gruppi di utenti, per rispondere alle esigenze delle varie realtà aziendali (marketing, sviluppo, produzione, sales), il massimo livello di sicurezza che la soluzione garantisce durante la navigazione Web, grazie all’analisi in tempo reale dei contenuti e la reportistica, che risulta fondamentale per verificare gli attacchi bloccati dalla soluzione. Il progetto Email, con la soluzione Forcepoint Email Security è quello che ha seguito da subito la creazione della nuova realtà, andando a proteggere il nuovo dominio di posta Leonardo nell’infrastruttura centrale. Garantire la sicurezza della posta elettronica e il mantenimento delle regole esistenti di gestione dei flussi di posta è stata la sfida vinta da Forcepoint per il progetto di centralizzazione. Anche in questo caso, le parole chiave per Leonardo sono state sicurezza, flessibilità e integrazione con l’ecosistema esistente. La soluzione Forcepoint DLP è perfettamente in linea con le strategie di security di Leonardo e ha seguito le esigenze aziendali in tutte le fasi, accompagnando la crescita, a partire dalla protezione delle sedi estere, fino all’integrazione con il mondo Web ed Email, proteggendo le informazioni aziendali ed integrandosi con i sistemi di data classification. Il DLP di Forcepoint protegge infatti Leonardo a 360 gradi, dall’endpoint fino al gateway, seguendo le esigenze delle varie divisioni in maniera flessibile, personalizzando la risposta della soluzione in modo differente a seconda della tipologia di contesto in cui opera e permettendo un controllo centralizzato, pur garantendo la gestione delle eccezioni. Allineamento totale tra proposta e adozione al proprio interno delle soluzioni Forcepoint «In una fase di transizione estremamente articolata, come quella che stiamo affrontando, le soluzioni Forcepoint si sono dimostrate del tutto all’altezza della sfida. In aggiunta, tutta la parte di Web Security e Data Loss Prevention fa parte della nostra offerta e rientra anche nel contratto quadro SPC Cloud lotto 2 Consip da 600 milioni che ci siamo aggiudicati come leader di un consorzio per la fornitura di servizi di cybersecurity a tutta la

Smart City & App: Var Group e Università di Firenze sviluppano “Florence’s Receipts”

L’app è stata premiata nell’ambito del concorso “NextPOSition 2017”, l’iniziativa promossa da Epson per lo sviluppo di progetti innovativi basati sulle stampanti POS Intelligent Var Group, partner per l’innovazione delle imprese specializzata in soluzioni tecnologiche per il retail, in collaborazione con l’Università di Firenze, ha sviluppato “Florence’s Receipts”, un’applicazione per punti cassa intelligenti pensata per rendere la città più inclusiva e sostenibile. Florence’s Receipts, che prende spunto dall’iniziativa ExPOSition Events around you di Epson in collaborazione con Cefriel, è stata premiata come soluzione più innovativa nella categoria “Progetto Ricerca & Turismo”, in occasione della call4ideas “NextPOSition 2017” di Epson. L’applicazione, sviluppata da Var Group insieme al dipartimento di Ingegneria Informatica dell’Università di Firenze, permette di stampare sugli scontrini degli esercizi commerciali aderenti informazioni geolocalizzate utili a cittadini e turisti della città. Tra queste, informazioni turistiche come eventi in corso, musei, monumenti aperti nelle vicinanze, informazioni su traffico e mobilità quali parcheggi e piste ciclabili o informazioni di servizio come farmacie aperte, bagni pubblici o presenza di alberghi e ristoranti nell’area. Un progetto di smart city che ha l’obiettivo di rendere le città più intelligenti, inclusive e sostenibili sfruttando sia le tecnologie sia i dati già disponibili. Lo sviluppo dell’applicazione per stampanti POS intelligenti Florence’s Receipts, infatti, è stato possibile grazie alla disponibilità degli open data della città di Firenze, da cui le informazioni sono tratte e accessibili al sito opendata.comune.fi.it, raccolti e organizzati nella piattaforma km4city.org (anche un’app per smartphone) dall’Università, che ha inoltre reso disponibile l’API relativa. L’app Florence’s Receipts installata nei punti cassa è in grado di connettersi a km4city.org, interrogare l’API e stampare in tempo reale sullo scontrino queste informazioni. “L’app sviluppata da Var Group è il frutto della collaborazione con l’Università di Firenze, che ci ha reso disponibile il protocollo E015 sviluppato in occasione di Expo Milano”, commenta Roberto Stefanelli, Innovation Manager Var Group. “Abbiamo quindi integrato questi dati con la nostra applicazione per il retail in modo che potessero essere stampati anche sullo scontrino e raggiungere così capillarmente tutti, cittadini e turisti, e anche coloro senza smartphone”. Var Group collabora da tempo con il dipartimento di ingegneria informatica dell’Università di Firenze per lo sviluppo di progetti innovativi di smart city. In particolare, collabora con il Disit Lab (Distributed Systems and Internet Technology Lab) dell’Ateneo, che si occupa da anni – tra le altre cose – anche di servizi e tecnologie smart city sviluppate nei settori dell’energia, dei trasporti e dell’ICT. Se per cittadini e turisti lo scontrino “punto informazioni” è utile principalmente per ottenere informazioni di servizio e per conoscere e scoprire la città, per gli esercizi commerciali il vantaggio è sul versante clienti frequenti od occasionali. L’app è infatti pensata per aumentare il coinvolgimento degli utenti e la fidelizzazione dei clienti, che rimarranno piacevolmente sorpresi nel trovare questo tipo di informazioni su un supporto normalmente considerato solo come un mero mezzo fiscale. I responsabili degli esercizi commerciali dotati di stampante fiscale intelligente Epson – presenti in oltre il 35% dei negozi italiani – non dovranno far altro che scaricare l’applicazione Florence’s Receipts dal marketplace di Epson e procedere con l’installazione, personalizzando il tipo di informazioni da mostrare sullo scontrino. L’applicazione è da oggi disponibile sul mercato per tutti i punti vendita ed esercizi commerciali della città di Firenze interessati all’iniziativa. A settembre dello scorso anno, Epson ha chiamato a raccolta le proprie software house invitandole a partecipare a una call4ideas con l’obbiettivo di dar seguito al successo di “ExPOSition Events around you”, sviluppando nuove funzioni dell’applicazione, ed estendere quelle esistenti per l’implementazione in esercizi commerciali, ristoranti e fornitori di servizi di altre città. Sviluppata in occasione di Expo 2015 da Epson e CEFRIEL, ExPOSition è pensata per ampliare i servizi offerti ai clienti sul punto cassa e offrire in primis al settore retail e horeca, ma non solo, un efficace strumento di fidelizzazione della clientela. Una modalità intelligente e innovativa di offrire ai clienti un servizio utile di informazione in tempo reale su eventi e iniziative. Si compone di due parti: la prima sono le stampanti Epson Intelligent, che, sfruttando appieno la tecnologia cloud mobile, rendono possibile “trasformare” lo scontrino in un vero e proprio strumento di comunicazione che arricchisce l’esperienza dei clienti e aumenta la loro fedeltà al punto vendita. La seconda è l’applicazione che, svolgendo il ruolo di intermediario, permette alle stampanti Epson di dialogare con siti web e dispositivi mobili. Durante Expo 2015, ristoranti ed esercizi commerciali hanno potuto trasformare lo scontrino in un utile strumento per far conoscere gli eventi ExpoinCittà organizzati nella città di Milano. In totale, attraverso gli scontrini dei locali che hanno implementato la soluzione Epson, sono stati comunicati oltre mezzo milione di appuntamenti tra cui mostre, concerti e presentazioni editoriali. The post Smart City & App: Var Group e Università di Firenze sviluppano “Florence’s Receipts” appeared first on Data Manager Online.

Qualcomm è la prima a testare il 5G via mobile

I chip dell’americana sono pronti alla rivoluzione della comunicazione via web: 5 gigabit al secondo grazie allo Snapdragon X50 Sembrano sempre molto lontani i tempi in cui cominceremo, seriamente, a utilizzare il 5G. Se ne parla oramai da anni: la rivoluzione della comunicazione via web è dietro l’angolo e non attende altro che le implementazioni infrastrutturali degli operatori. Quando queste saranno realtà, avremo dispositivi già pronti per navigare con il nuovo standard? Grazie a Qualcomm si. La produttrice americana di chip ha infatti avviato i primi test del suo Snapdragon X50 5G, il modem che supporta, assoluta mondiale, il 5G. Ciò vorrà dire scaricare 5 gigabit al secondo in modalità wireless, sia dentro casa che in giro per la città, a quel punto davvero smart city. Certo, serviranno degli anni ma tornare indietro non sarà più possibile. Cosa comporta La prossima generazione di tecnologia cellulare avrà un impatto devastante, in termini positivi, sulla società e sul modo di vivere delle persone. La stessa Qualcomm aveva cercato di analizzare i trend del futuro tramite una ricerca commissionata all’Università della California a Berkeley, dove il professore David Teece aveva condotto uno studio insieme a IHS Markit, agenzia esperta in ricerche di mercato. Il risultato: il 5G creerà circa 22 milioni posti di lavoro e un aumento dell’economia globale di 12,3 trilioni di dollari, una cifra spropositata al solo pensarci. I primi passi sono rappresentati proprio dal modem X50 5G, che ha dimostrato di poter partire con un ottimo 1,25 gigabit al secondo nella frequenza radio di 28 GHz entro cui è stato sperimentato. Quando la tecnologia sarà del tutto pronta allora si arriverà ai fatidici 5 Gbps, almeno così dice Qualcomm. Bisogna dire che si tratta pur sempre di test. Stando alle recenti indicazioni, cominceremo a vedere l’hardware a bordo degli smartphone solo nel 2019, qualche mese prima della disponibilità del 5G nei principali mercati e un’adozione piena per il 2020. The post Qualcomm è la prima a testare il 5G via mobile appeared first on Data Manager Online.

Cegeka porta in PAL un nuovo ERP e i migliori strumenti di pianificazione

Con il nuovo sistema gestionale, PAL ha ottimizzato i processi di pianificazione, offertazione e produzione Rispondere in tempi brevissimi alle richieste di mercato, mantenere alti i livelli di efficienza e contenere i costi sono le priorità numero uno delle aziende del settore machinery. Aziende per le quali i processi di preventivazione, preparazione dell’offerta, pianificazione della commessa e assistenza post vendita rappresentano attività cruciali. PAL, leader mondiale nella produzione di macchinari per il trattamento del legno, è proprio una di queste aziende. Integrazione e velocità di intervento La necessità di PAL di ottimizzare processi quali pianificazione, offertazione e produzione nasce da una storia di implementazioni di software gestionali che ne ha reso l’utilizzo complesso e frammentato. «In fase di analisi – spiega Andrea Dal Ben, amministratore/titolare di PAL – ci siamo resi conto che stavamo utilizzando software troppo datati e che avevamo troppi applicativi diversi, gestiti da persone diverse e non integrati tra loro. Era chiaro che dovevamo implementare un nuovo sistema ERP che semplificasse la gestione della produzione, che fosse completo e che potesse essere implementato in tempi brevi riducendo al minimo i rischi di progetto». Per poter soddisfare tutte queste richieste era necessario un set di competenze e tecnologie di alto livello. Requisiti imprescindibili erano anche un’ottima conoscenza delle specifiche esigenze di settore ed esperienza nella gestione di progetti complessi. Da un punto di vista strettamente tecnologico, invece, era cruciale poter garantire una rapida implementazione attraverso software flessibile e personalizzazioni già integrate nella soluzione. «Quando abbiamo incontrato Cegeka – prosegue Dal Ben – abbiamo subito capito che, grazie alla dimensione internazionale e all’esperienza nel settore, avrebbe soddisfatto le nostre richieste entro i tempi richiesti». L’utilizzo di una piattaforma unica ha permesso a PAL di ridurre sensibilmente i tempi di generazione offerta e di gestione degli ordini, migliorando nel contempo anche il controllo delle informazioni. #Machinery @Cegeka_IT porta in #PAL un nuovo #ERPClick To Tweet Microsoft Dynamics AX + Cegeka myPlan Per Dal Ben, Microsoft Dynamics AX si è rivelata fin da subito una scelta senza compromessi: «Dynamics AX è uno degli ERP di fascia alta più utilizzati e completi al mondo. Sapevamo che AX sarebbe stata la scelta giusta e così è stato. Il nuovo sistema ci ha permesso di raggiungere i risultati che ci aspettavamo». Per la gestione di progetti complessi è fondamentale un’ottimizzazione accurata dei processi interni che permetta di ridurre i costi di approvvigionamento, di produzione e di messa in opera di impianti e macchinari. «Il modulo myPlan di Cegeka rappresenta sicuramente uno dei valori aggiunti di tutto il progetto» – prosegue Dal Ben. «Innanzitutto, non sono state necessarie personalizzazioni perché è tutto già compreso nella soluzione, perfettamente integrato. Poi adesso, abbiamo un MRP davvero velocissimo. Grazie a una migliore pianificazione degli acquisti ho una garanzia di continuità in termini di produzione ed elimino costosi tempi morti». Il successo del progetto è, infatti, ulteriormente confermato dalla sensibile riduzione dei tempi di risposta nei confronti delle richieste di mercato, il che si traduce in una gestione più efficace e rapida delle commesse. Cegeka lavora “in close cooperation”, sempre al fianco dei clienti per risolvere i loro problemi in ogni circostanza e consegnare risultati senza compromessi. Nel 2016, PAL ha raddoppiato il proprio fatturato. Questo è stato possibile anche grazie all’introduzione del nuovo sistema ERP che ha supportato in maniera ottimale l’azienda in un momento di crescita importante. The post Cegeka porta in PAL un nuovo ERP e i migliori strumenti di pianificazione appeared first on Data Manager Online.

Ottobre, i giri di poltrona dell’ICT

CANDIANI, C. PURASSANTA Nuovi ruoli per loro in Microsoft. Dopo aver guidato la divisione Consumer e Channel per l’area dell’Europa Centrale e dell’Est negli ultimi tre anni e ancor prima essere stata direttore marketing & operations e direttore divisione consumer & online in Microsoft Italia, Silvia Candiani è adesso l’amministratore delegato della country italiana al posto di Carlo Purassanta, che ha ricoperto lo stesso ruolo dal 2013 e nominato area vice president di Microsoft Francia. MARZIO GOBBATO  Nella sua nuova posizione in OKI Europe di vice president South Europe region (Francia, Spagna, Italia, Portogallo), ha assunto anche la direzione di OKI Systems (Italia). Entrato in società nel 2015 a Egham (UK) come general manager value sales EMEA, Gobbato ha dalla sua più di 30 anni di esperienza all’interno delle maggiori realtà del comparto, specie in Hewlett-Packard dove è rimasto oltre 23 anni, e in Samsung Electronics, ricoprendo successivamente ruoli direttivi in Europa e Asia. MASSIMO MAZZOCCHINI Un solido percorso di esperienze nel comparto ICT, con ruoli ricoperti in vari ambiti, e vaste competenze nel gestire progetti aziendali strategici e rapportarsi con clienti chiave. Qualità che sono valse al 45enne Mazzocchini la nomina ad amministratore delegato per l’Italia di Nokia. Un incarico che va ad affiancarsi al recente ruolo di responsabile della Market Unit per l’area Mediterranea della stessa società, in cui il neo AD è presente da 16 anni. SCOTT CLEMENTS Su di lui è ricaduta la scelta di Vasco Data Security International per la nomina a presidente e chief executive officer. Clements, entrato anche a far parte del consiglio di amministrazione, succede così a T. Kendall Hunt, rimasto a presiedere lo stesso CDA. In società dal 2015, quale chief strategy officer, poi nominato presidente e chief operating officer nel novembre del 2016, il nuovo CEO vanta una lunga militanza in Tyco e prima ancora dieci anni in Honeywell International. EMMANUEL BECKER In Italia da quasi vent’anni, ai suoi passati ruoli di grande responsabilità in comparti come l’ICT, le TLC e il cloud, aggiunge ora quello di managing director per l’Italia in Equinix, con il compito di rafforzare i rapporti con la clientela e aumentare la presenza della società sul mercato italiano. Country manager Italia di Easynet Group nel 2014, Becker è entrato poi a far parte della filiale italiana di DATA 4 a Milano dal giugno 2016, sempre come country manager. RANDOLPH NICKLAS Il suo nuovo incarico è quello di VP Network engineering di Colt Technology Services. Realtà nella quale Nicklas, laureato in matematica applicata e fisica al Georgia Institute of Technology (USA), apporta il proprio bagaglio di esperienze come ingegnere e dirigente, maturate nel corso di 25 anni in aziende di primo piano del settore delle telecomunicazioni, tra le quali figurano Cisco, MCI, XO Communications e Windstream Communications. ROBERTO LEONI  Milanese, classe 1970, ha fatto ingresso in Retelit in qualità di direttore Operations del gruppo, incaricato perciò di gestire le strutture network & technologies, site operations & customer service, infrastructure, planning & maintenance e field operations. In Telecom Italia nel 1991 e poi in MCI Worldcom (oggi, Verizon Business), Leoni è entrato infine in T-Systems Italia (gruppo Deutsche Telecom) nel 2003, dove da ultimo è stato responsabile della struttura internazionale di project management. The post Ottobre, i giri di poltrona dell’ICT appeared first on Data Manager Online.

Blockchain: i test di SWIFT dimostrano che la DLT ha il potenziale per ottimizzare la liquidità globale

Il report contiene i primi risultati della fase di test, avviata come parte dell’iniziativa SWIFT gpi, per migliorare la riconciliazione dei conti Nostro in tempo reale SWIFT ha pubblicato un report intermedio della fase di prova (PoC) del sistema sviluppato da SWIFT per la riconciliazione dei conti Nostro in tempo reale, basato sulla Developed Distributed Ledger Technology (DLT), a cui hanno aderito 33 banche che effettuano transazioni globali. Il PoC sta verificando se la DLT può aiutare le banche a riconciliare i conti Nostro in modo più efficiente e in tempo reale, riducendo i costi e il rischio operativo. Il report fornisce una panoramica del PoC ad oggi e comprende gli obiettivi tecnici, i primi risultati sui potenziali vantaggi commerciali e le sfide chiave che devono ancora essere affrontate per consentire l’adozione del sistema a livello industriale. Con l’attuale modello di correspondent banking, le banche hanno la necessità di monitorare i fondi nei loro conti esteri tramite aggiornamenti di credito e debito e dichiarazioni di fine giornata. Il lavoro di manutenzione e operativo richiesto per questo processo occupa una parte significativa dei costi richiesti per effettuare i pagamenti transfrontalieri. I risultati iniziali del PoC mostrano che l’applicazione DLT sviluppata da SWIFT è in grado di offrire le funzionalità commerciali e la quantità di dati necessari a supportare la riconciliazione e il monitoraggio della liquidità in tempo reale. La DLT offre una visione in tempo reale della liquidità, disponibile e prevista, sia al proprietario del conto Nostro che al gestore e supporta la riconciliazione dei pagamenti e le indagini, fornendo un modello più sviluppato di dati sulla base di ISO 20022. “Il PoC della DLT supporta l’obiettivo di SWIFT di effettuare pagamenti transfrontalieri più efficienti, un percorso già intrapreso con l’avvio dell’iniziativa SWIFT gpi, che offre ai clienti maggiore velocità, trasparenza e tracciabilità dei pagamenti transfrontalieri”, ha dichiarato Wim Raymaekers, Head of Banking Market e SWIFT gpi di SWIFT. Questa prima fase di test ha dimostrato i progressi della tecnologia DLT ed è stato di aiuto nell’identificazione delle problematiche che devono ancora essere affrontate per poter garantire l’applicazione a livello di settore. Le principali sfide riguardano la necessità di sviluppare proposte di livello per rispondere ai diversi livelli di evoluzione, automazione e gli investimenti passati delle banche. È inoltre fondamentale che si prendano in considerazione l’integrazione con le applicazioni di back office legacy e la co-esistenza con i processi già esistenti. Damien Vanderveken Head of Research and Development, SWIFTLab e User Experience di SWIFT, ha aggiunto “I risultati iniziali del PoC della DLT sono positivi. Ci sono stati importanti progressi ma l’ultima generazione tecnologica del blockchain è solo agli inizi e ci vorrà ancora molto tempo prima che diventi maturo e abbastanza scalabile per le applicazioni di importanza critica”. Il PoC della DLT di SWIFT è iniziato nel mese di aprile 2017 e si concluderà nel mese di novembre 2017. I risultati finali del PoC saranno disponibili a partire dal mese di dicembre. The post Blockchain: i test di SWIFT dimostrano che la DLT ha il potenziale per ottimizzare la liquidità globale appeared first on Data Manager Online.

A Smau Milano riflettori puntati sulla rivoluzione Fintech

Dalle app per il pagamento via sms alle piattaforme di gestione e controllo delle spese per le trasferte aziendali fino ai nuovi strumenti di credito: a Smau Milano, dal 24 al 26 ottobre, saranno presenti alcune delle realtà più promettenti del panorama fintech italiano e internazionale. Un’area dedicata realizzata da Regione Lombardia ospiterà 4 startup, con l’obiettivo di presentare alle imprese nuove modalità di accesso al credito Quella del fintech è una vera e propria “rivoluzione culturale”: annunciata da tempo, sta diventando una realtà anche nel nostro Paese, dove sono nate o si stanno sviluppando esperienze innovative di segno diverso. Secondo il rapporto «Digital disruption – How Fintech is Forcing Banking to a Tipping Point» di Citigroup di marzo 2016, nel mondo gli investimenti in tecnologia connessa alla finanza sono cresciuti in modo esponenziale nell’ultima decade: da 1,8 miliardi di dollari nel 2010 a 19 miliardi nel 2015. Gli investimenti in start-up che operano nel settore sonoinvece triplicati tra il 2013 e il 2014 passando da 4,05 miliardi a 12,2 miliardi di dollari con una crescita del 201% a livello globale nel 2014 (rispetto a una crescita media di tutti gli altri investimenti del 63%) e attestando l’Europa come l’area con la crescita più sostenuta, pari al 215% (1,48 miliardi) guidata da Regno Unito e Irlanda (42% degli investimenti totali). (Fonte:«The future of fintech and banking» di Accenture). Fra le società hi-tech che hanno già vinto la sfida, Satispay: la startup italiana dei pagamenti da mobile che sarà fra le protagoniste di Smau Milano 2017 (24-26 ottobre, Fieramilanocity) e che proprio nei giorni scorsi ha chiuso il terzo round di investimento con una raccolta record di oltre 18 milioni di euro. Un aumento di capitale che ha visto la partecipazione di Banca Etica e Banca Sella, a conferma di come anche il mondo bancario stia ormai guardando con sempre maggiore attenzione a un fenomeno che non può più essere ignorato. Ad oggi l’applicazione, che funziona con qualsiasi tipo di Smartphone, ha già raccolto l’adesione di 19mila negozi convenzionati in tutta Italia, mentre gli utenti attivi sono oltre 175mila. Collegandosi al conto corrente e gestendo i pagamenti attraverso dei bonifici è possibile bypassare i tradizionali circuiti delle carte di credito e di Paypal, con bassi costi di transazione per gli esercenti che favoriscono così i micropagamenti. Numeri da record  per una realtà che deve vedersela con la concorrenza di colossi del calibro di Apple ed Android  e che si è mostrata capace di proporre un’innovazione in grado di reggere all’onda d’urto dei big player. Satispay sarà invitata a raccontare la sua esperienza all’interno di uno Smau Live Show dedicato al tema mercoledì 25 ottobre, alle ore 11.30. La Regione Lombardia presenterà invece un’area con 4 startup che hanno un ruolo di spicco nel panorama fintech italiano. “Quella del fintech è una “rivoluzione” che apre nuove opportunità per lo sviluppo dell’imprenditorialità. Declinazione del modello “Impresa 4.0” – spiega Danilo Maiocchi, Direttore Generale Sviluppo Economico di Regione Lombardia – il fintech favorisce, infatti, il percorso di digitalizzazione del sistema economico, introducendo modalità innovative di finanziamento alle imprese del territorio e rinnovando i modelli di business e di crescita competitiva delle imprese. La Lombardia, in tale ambito, è regione trainante: si consideri, ad esempio, che nel crowdfunding si posiziona al primo posto in Italia per numero di imprese che si avvalgono di internet per la raccolta di risorse finanziarie sotto forma di capitali di rischio crowdfunding) o di prestiti (lending crowdfunding). Il fintech rappresenta, quindi, un ambito di particolare interesse per Regione Lombardia. Per questo motivo sono già state promosse alcune iniziative volte a favorire la diffusione di una maggiore conoscenza circa le dinamiche di tale settore e a valorizzare, nell’ambito delle recenti iniziative “Fintech Award” e “Fintech Competition” le migliori imprese lombarde, creando opportunità per le start-up fintech in termini di visibilità e potenziali collaborazioni con il sistema finanziario. Il percorso promosso continua anche in occasione di Smau Milano, grazie alle iniziative dedicate alle start-up attive nell’ambito del Fintech e alle occasioni di networking e confronto sull’evoluzione di tale settore”. Fra le startup proposte nell’area della Regione Lombardia Moneyfarm, realtà con sede a Milano, Cagliari e Londra, che offre la consulenza necessaria a disegnare una soluzione di investimento adatta al raggiungimento degli obiettivi personali, proponendo ai suoi clienti una serie di portafogli in ETF che si differenziano tra loro per livello di rischio/rendimento, rappresentato da un diverso mix di asset class, che copre varie aree geografiche, valutarie e settoriali, e per numero di strumenti inclusi nei portafogli. N26 è la banca per smartphone Leader in Europa fondata nel 2013 che ha rivoluzionato il mercato del retail banking europeo e che da maggio è arrivata anche in Italia: a fine agosto ha raggiunto  la soglia dei 500.000 clienti in Europa, dove è presente in ben 17 Paesi (+1.500 clienti al giorno e + 200.000 solamente negli ultimi 5 mesi). La startup, dotata di  licenza bancaria completa, sta  ridefinendo gli standard del settore bancario: N26 ha infatti disegnato una app per il proprio conto corrente rendendo l’esperienza d’uso semplice, veloce e moderna. Ecco che ad esempio il processo per l’apertura di un nuovo conto corrente dura solo otto minuti e può essere completato interamente da smartphone. I clienti possono inviare denaro istantaneamente in pochi click ai loro amici e contatti via email o sms. N26 è disponibile su Android, su iOS e su desktop. La startup ha ricevuto più di 55 milioni di dollari da fondi quali Horizon Ventures di Li Ka-Shing, Battery Ventures e Valar Ventures, in aggiunta ai membri del consiglio di amministrazione  Zalando, EarlyBird Ventures e Redalpine Ventures. Prestiamoci è invece una piattaforma Online di P2P Lending che si pone la mission di gestire l’incontro tra domanda e offerta di prestiti tra privati, valutando in maniera innovativa il merito di credito dei debitori e gestendo i flussi di pagamento tra le parti. Gli obiettivi alla base del progetto sono: ridurre il costo dell’intermediazione finanziaria; incrementare l’offerta di credito verso le famiglie;