360 Consulenza
Assistenza

Recensioni false addio con la Blockchain e l’Intelligenza Artificiale

eShoppingAdvisor ha sviluppato un sistema integrato che utilizza le tecnologie emergenti per contrastare il fenomeno delle recensioni false e verificare l’identità dei recensori e dei loro feedback. Il fenomeno delle recensioni false è molto pericoloso e non deve essere sottovalutato. In gergo si chiama “boosting” e rischia non solo di dopare, e quindi falsare, il mercato dell’eCommerce ma anche di violare i termini di servizio delle piattaforme e compromettere l’affidabilità dell’intero ecosistema, a danno tanto dei consumatori quanto della reputazione dei venditori onesti. Un recente studio della Harvard Business School ha evidenziato come le recensioni siano realmente in grado di influenzare un acquisto online, con una crescita negli affari grazie ai feedback positivi stimata tra il 5 e il 9% e, di riflesso, un calo analogo in presenza di una web reputation negativa. Il sistema di eShoppingAdvisor contro le recensioni false Per combattere questa piaga, eShoppingAdvisor ha sviluppato un sistema integrato di controllo, monitoraggio e azioni per stanare le recensioni false e garantire la migliore esperienza utente possibile, sia per chi vende che per chi acquista. Lo sta facendo investendo, in particolar modo, su tecnologie emergenti in grado di verificare non solo l’affidabilità delle recensioni ma anche dei recensori e della piattaforma di eCommerce su cui avviene la vendita. Recensioni false: la verifica dell’identità Ma come agisce esattamente il team di eShoppingAdvisor dedicato alla lotta alle recensioni false?  Il primo parametro di validazione di una recensione si basa sulla verifica dell’effettiva conoscenza del prodotto da parte del recensore attraverso, ad esempio, il caricamento di una fattura, una ricevuta o una prova d’ordine. Ma è anche possibile verificare l’identità digitale dei recensori stessi attraverso l’analisi di vari fattori, tra cui lo studio dell’utilizzo che l’utente fa di un indirizzo mail specifico e la conferma che una mail utilizzata dall’utente sia effettivamente legata a una persona reale. In che modo? Tramite, ad esempio, il riconoscimento facciale, la verifica dell’indirizzo IP dell’utente, la sua attività online, le sue interazioni sociali e le sue informazioni personali. E, in aggiunta, la verifica della mail associata all’account social dell’utente o il confronto tra la foto profilo e l’immagine di un documento d’identità valido Intelligenza Artificiale: il fiore all’occhiello del team Il fiore all’occhiello del team di controllo di eSA è rappresentato dall’AI (intelligenza artificiale), che sarà in grado di arrivare a generare dei pilot partendo dall’esperienza decennale del team editor eShoppingAdvisor, impegnato ogni giorno nell’attività di validazione delle recensioni. Sulla base di questo bagaglio di nozioni e parametri, tra cui lo studio della semantica e dei pattern tipici delle fake, l’AI individuerà ed eliminerà in tempo reale le recensioni ritenute false con un margine di errore del 5%. Combattere le recensioni false tramite la blockchain L’altra tecnologia all’avanguardia al servizio della lotta alle fake review è la blockchain, la stessa che memorizza le transazioni delle criptovalute. Con lo stesso principio, i dati delle recensioni possono essere registrati come transazioni sulla blockchain. In questo modo sarà impossibile modificarle o manipolarle in seguito grazie alla tecnologia di crittografia, migliorando la trasparenza e la fiducia sull’eCommerce. Analisi del comportamento utente Esistono poi una serie di tecniche di analisi del comportamento utente per identificare eventuali schemi di comportamento fraudolento. Un esempio? Se un utente scrive molte recensioni in un breve lasso di tempo, tutte positive o tutte negative, quello potrebbe essere un segnale d’allarme. La “carriera utenti” e come utilizzarla A tal proposito, uno degli strumenti su cui sta investendo eShoppingAdvisor contro le recensioni false è la cosiddetta “carriera utenti” sul modello TripAdvisor. Si tratta di un sistema in grado di fornire un’indicazione precisa sulla credibilità dei recensori, aiutando la community a identificare le recensioni più affidabili e a prendere, di conseguenza, decisioni d’acquisto informate. Questo metodo rappresenta anche un incentivo a scrivere recensioni di qualità e a contribuire in modo costruttivo alla comunità del sito. Il rating tech Un altro parametro che aggiunge oggettività al rating di valutazione degli eCommerce è il “rating tech”: un rating di analisi costruito attorno a ben 14 parametri tecnologici in grado di orientare l’utente al momento dell’acquisto. Tra i parametri presi in considerazione, la presenza di un certificato SSL valido, l’assenza di codice malevolo o pericoloso, la provenienza del sito da Paesi non a rischio, un’estensione del dominio comune e affidabile e molti altri ancora. Il rating ecofin Un principio analogo regola il rating ecofin, ossia un rating sullo stato di salute dell’azienda titolare dell’eCommerce, che, una volta entrato a pieno regime, aiuterà a riconoscere nel tempo le piattaforme più efficaci e affidabili nell’arco dell’intera esperienza utente. In conclusione, affidarsi alla piattaforma eShoppingAdvisor e al suo team di contrasto delle recensioni false significa risolvere alla base il problema delle recensioni scritte in malafede, in un senso o nell’altro, a tutela del consumatore, del venditore e anche delle piattaforme di eCommerce. Fonte:Bitmat

BeeProd™ alla MECSPE di Bologna 2023

[vc_row type=”in_container” full_screen_row_position=”middle” column_margin=”default” column_direction=”default” column_direction_tablet=”default” column_direction_phone=”default” scene_position=”center” text_color=”dark” text_align=”left” row_border_radius=”none” row_border_radius_applies=”bg” overlay_strength=”0.3″ gradient_direction=”left_to_right” shape_divider_position=”bottom” bg_image_animation=”none”][vc_column column_padding=”no-extra-padding” column_padding_tablet=”inherit” column_padding_phone=”inherit” column_padding_position=”all” column_element_spacing=”default” background_color_opacity=”1″ background_hover_color_opacity=”1″ column_shadow=”none” column_border_radius=”none” column_link_target=”_self” gradient_direction=”left_to_right” overlay_strength=”0.3″ width=”1/1″ tablet_width_inherit=”default” tablet_text_alignment=”default” phone_text_alignment=”default” bg_image_animation=”none” border_type=”simple” column_border_width=”none” column_border_style=”solid”][vc_column_text]Dal 29 al 31 Marzo 2023, durante la fiera MECSPE di Bologna, abbiamo presentato BeeProd™ il nostro software MES (Manufacturing Execution System) custom per la gestione delle aziende di produzione.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row type=”in_container” full_screen_row_position=”middle” column_margin=”default” equal_height=”yes” content_placement=”middle” column_direction=”default” column_direction_tablet=”default” column_direction_phone=”default” scene_position=”center” text_color=”dark” text_align=”left” row_border_radius=”none” row_border_radius_applies=”bg” overlay_strength=”0.3″ gradient_direction=”left_to_right” shape_divider_position=”bottom” bg_image_animation=”none” shape_type=””][vc_column column_padding=”no-extra-padding” column_padding_tablet=”inherit” column_padding_phone=”inherit” column_padding_position=”all” column_element_spacing=”default” background_color_opacity=”1″ background_hover_color_opacity=”1″ column_shadow=”none” column_border_radius=”none” column_link_target=”_self” gradient_direction=”left_to_right” overlay_strength=”0.3″ width=”2/3″ tablet_width_inherit=”default” tablet_text_alignment=”default” phone_text_alignment=”default” bg_image_animation=”none” border_type=”simple” column_border_width=”none” column_border_style=”solid”][vc_column_text]L’evento è stato una grande opportunità per conoscere le nuove tecnologie, incontrare i fornitori e approfondire le conoscenze sui temi più attuali del settore. Abbiamo avuto modo di confrontarci con i colleghi del settore per scambiare idee, esperienze e pareri. Infine sono stati tanti i visitatori interessati a BeeProd™ che si sono fermati al nostro stand per avere maggiori informazioni, visualizzare la nostra demo, ricevere i nostri gadget e sgranocchiare qualche tarallino pugliese.[/vc_column_text][/vc_column][vc_column column_padding=”no-extra-padding” column_padding_tablet=”inherit” column_padding_phone=”inherit” column_padding_position=”all” column_element_spacing=”default” background_color_opacity=”1″ background_hover_color_opacity=”1″ column_shadow=”none” column_border_radius=”none” column_link_target=”_self” gradient_direction=”left_to_right” overlay_strength=”0.3″ width=”1/3″ tablet_width_inherit=”default” tablet_text_alignment=”default” phone_text_alignment=”default” bg_image_animation=”none” border_type=”simple” column_border_width=”none” column_border_style=”solid”][image_with_animation image_url=”28573″ animation=”Fade In” hover_animation=”zoom” alignment=”” img_link_large=”yes” border_radius=”none” box_shadow=”none” image_loading=”default” max_width=”100%” max_width_mobile=”default”][/vc_column][/vc_row][vc_row type=”in_container” full_screen_row_position=”middle” column_margin=”default” equal_height=”yes” content_placement=”middle” column_direction=”default” column_direction_tablet=”default” column_direction_phone=”default” scene_position=”center” text_color=”dark” text_align=”left” row_border_radius=”none” row_border_radius_applies=”bg” overlay_strength=”0.3″ gradient_direction=”left_to_right” shape_divider_position=”bottom” bg_image_animation=”none” shape_type=””][vc_column column_padding=”no-extra-padding” column_padding_tablet=”inherit” column_padding_phone=”inherit” column_padding_position=”all” column_element_spacing=”default” background_color_opacity=”1″ background_hover_color_opacity=”1″ column_shadow=”none” column_border_radius=”none” column_link_target=”_self” gradient_direction=”left_to_right” overlay_strength=”0.3″ width=”1/3″ tablet_width_inherit=”default” tablet_text_alignment=”default” phone_text_alignment=”default” bg_image_animation=”none” border_type=”simple” column_border_width=”none” column_border_style=”solid”][image_with_animation image_url=”28572″ animation=”Fade In” hover_animation=”zoom” alignment=”” img_link_large=”yes” border_radius=”none” box_shadow=”none” image_loading=”default” max_width=”100%” max_width_mobile=”default”][/vc_column][vc_column column_padding=”no-extra-padding” column_padding_tablet=”inherit” column_padding_phone=”inherit” column_padding_position=”all” column_element_spacing=”default” background_color_opacity=”1″ background_hover_color_opacity=”1″ column_shadow=”none” column_border_radius=”none” column_link_target=”_self” gradient_direction=”left_to_right” overlay_strength=”0.3″ width=”2/3″ tablet_width_inherit=”default” tablet_text_alignment=”default” phone_text_alignment=”default” bg_image_animation=”none” border_type=”simple” column_border_width=”none” column_border_style=”solid”][vc_column_text] BeeProd™ è un software di gestione della produzione che aiuta le aziende a monitorare e controllare le loro attività manifatturiere. Questo sistema permette di ottimizzare le performance della produzione, riducendo i tempi di fermo macchina e garantendo la qualità del prodotto finale. Il software BeeProd™ offre diverse funzionalità che vanno dal monitoraggio delle attività di produzione alla gestione degli ordini di lavoro e alla gestione delle risorse aziendali. Inoltre, il sistema è dotato di strumenti di analisi avanzati che permettono di identificare eventuali inefficienze nella produzione e di prendere provvedimenti tempestivi per correggerle. [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row type=”in_container” full_screen_row_position=”middle” column_margin=”default” equal_height=”yes” content_placement=”middle” column_direction=”default” column_direction_tablet=”default” column_direction_phone=”default” scene_position=”center” text_color=”dark” text_align=”left” row_border_radius=”none” row_border_radius_applies=”bg” overlay_strength=”0.3″ gradient_direction=”left_to_right” shape_divider_position=”bottom” bg_image_animation=”none” shape_type=””][vc_column column_padding=”no-extra-padding” column_padding_tablet=”inherit” column_padding_phone=”inherit” column_padding_position=”all” column_element_spacing=”default” background_color_opacity=”1″ background_hover_color_opacity=”1″ column_shadow=”none” column_border_radius=”none” column_link_target=”_self” gradient_direction=”left_to_right” overlay_strength=”0.3″ width=”2/3″ tablet_width_inherit=”default” tablet_text_alignment=”default” phone_text_alignment=”default” bg_image_animation=”none” border_type=”simple” column_border_width=”none” column_border_style=”solid”][vc_column_text]Il sistema BeeProd™ è anche in grado di gestire i dati di produzione in tempo reale, consentendo agli operatori di visualizzare le informazioni sulle attività di produzione in tempo reale. Ciò permette di effettuare interventi tempestivi e di ridurre i tempi di fermo macchina. Inoltre, il software consente di registrare le informazioni sulle attività di produzione in modo accurato, consentendo di effettuare analisi post-produzione e di identificare eventuali inefficienze.[/vc_column_text][vc_column_text] Uno dei vantaggi più importanti di BeeProd™ è la sua capacità di integrarsi con altri sistemi aziendali come il software ERP (Enterprise Resource Planning), il software CAD (Computer-Aided Design) e tutti i macchinari 4.0 scambiando dati in maniera bidirezionale. Questo permette di automatizzare i processi di produzione e di eliminare le attività manuali che spesso rallentano la produzione.   [/vc_column_text][/vc_column][vc_column column_padding=”no-extra-padding” column_padding_tablet=”inherit” column_padding_phone=”inherit” column_padding_position=”all” column_element_spacing=”default” background_color_opacity=”1″ background_hover_color_opacity=”1″ column_shadow=”none” column_border_radius=”none” column_link_target=”_self” gradient_direction=”left_to_right” overlay_strength=”0.3″ width=”1/3″ tablet_width_inherit=”default” tablet_text_alignment=”default” phone_text_alignment=”default” bg_image_animation=”none” border_type=”simple” column_border_width=”none” column_border_style=”solid”][image_with_animation image_url=”28571″ animation=”Fade In” hover_animation=”zoom” alignment=”center” img_link_large=”yes” border_radius=”none” box_shadow=”none” image_loading=”default” max_width=”100%” max_width_mobile=”default”][/vc_column][/vc_row][vc_row type=”in_container” full_screen_row_position=”middle” column_margin=”default” equal_height=”yes” content_placement=”middle” column_direction=”default” column_direction_tablet=”default” column_direction_phone=”default” scene_position=”center” text_color=”dark” text_align=”left” row_border_radius=”none” row_border_radius_applies=”bg” overlay_strength=”0.3″ gradient_direction=”left_to_right” shape_divider_position=”bottom” bg_image_animation=”none” shape_type=””][vc_column column_padding=”no-extra-padding” column_padding_tablet=”inherit” column_padding_phone=”inherit” column_padding_position=”all” column_element_spacing=”default” background_color_opacity=”1″ background_hover_color_opacity=”1″ column_shadow=”none” column_border_radius=”none” column_link_target=”_self” gradient_direction=”left_to_right” overlay_strength=”0.3″ width=”1/3″ tablet_width_inherit=”default” tablet_text_alignment=”default” phone_text_alignment=”default” bg_image_animation=”none” border_type=”simple” column_border_width=”none” column_border_style=”solid”][image_with_animation image_url=”28574″ animation=”Fade In” hover_animation=”zoom” alignment=”” img_link_large=”yes” border_radius=”none” box_shadow=”none” image_loading=”default” max_width=”100%” max_width_mobile=”default”][/vc_column][vc_column column_padding=”no-extra-padding” column_padding_tablet=”inherit” column_padding_phone=”inherit” column_padding_position=”all” column_element_spacing=”default” background_color_opacity=”1″ background_hover_color_opacity=”1″ column_shadow=”none” column_border_radius=”none” column_link_target=”_self” gradient_direction=”left_to_right” overlay_strength=”0.3″ width=”2/3″ tablet_width_inherit=”default” tablet_text_alignment=”default” phone_text_alignment=”default” bg_image_animation=”none” border_type=”simple” column_border_width=”none” column_border_style=”solid”][vc_column_text]BeeProd™ è un sistema altamente personalizzabile che può essere adattato alle esigenze specifiche di ogni azienda. E’ possibile personalizzare le schermate del software per adattarle alle specifiche esigenze dell’operatore o dell’azienda adattandosi ad ogni settore merceologico BeeProd™ [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Ricerche online: chi vince tra motori di ricerca e social media?

Gli utenti si avvalgono di vari strumenti per le ricerche di informazioni online. Sempre più apprezzati sono i contenuti video. Che sia tramite testo, video o foto, gli utenti usano il web per cercare informazioni di vario tipo. Ma su cosa fanno più affidamento? Sui social o sui motori di ricerca? Capterra, piattaforma per la ricerca e comparazione di software B2B, nel suo ultimo studio ha analizzato proprio i metodi di ricerca di informazioni online nell’era dei social network. A questo scopo sono state intervistate 1015 persone dai 18 anni in su che effettuano ricerche di informazioni e contenuti online almeno qualche volta al mese. Ricerche online: elementi chiave dell’indagine Dall’indagine è emerso che il 54% dei rispondenti effettua ricerche online solo attraverso motori di ricerca come Google, Yahoo o Bing; il 5% effettua ricerche solo tramite i social media come YouTube, Facebook o Instagram; infine, il 41% cerca sia attraverso i motori di ricerca sia attraverso i social. Il 22% dei rispondenti che utilizzano sia i motori di ricerca che i social per effettuare ricerche online afferma di aver cambiato preferenze e di aver iniziato a cercare più sui social negli ultimi due anni. Nonostante questo, i motori di ricerca sono ancora i più utilizzati, infatti tra coloro che cercano i contenuti in entrambi i modi, il 49% afferma di utilizzare più i motori di ricerca, il 46% entrambi e il 5% utilizza di più i social media. I risultati formato testo sono i preferiti, scelti dall’87% dei consumatori, di seguito i risultati in formato video (7%) e formato immagine (5%). Tra coloro che ricercano contenuti online sia tramite social media che motore di ricerca, il 44% ritiene che i risultati sui motori di ricerca siano più rilevanti; il 36% li ritiene più affidabili e il 34% lo fa per abitudine. I social più usati per le ricerche online Youtube è il social media più usato, utilizzato dal 77% delle persone che cercano i contenuti sia tramite social media che motori di ricerca; a seguire c’è Facebook selezionato dal 74%, Instagram dal 65% e TikTok utilizzato dal 33%. Il 44% delle persone che utilizzano almeno una piattaforma social video afferma di utilizzarla dalle 2 alle 5 volte al giorno per cercare contenuti online; il 31% dichiara di cercare questo tipo di contenuti più di 5 volte al giorno mentre il 12% dichiara di farlo una sola volta al giorno. Contenuti video più cercati Dallo studio emerge che i contenuti video più cercati dai rispondenti sono: Contenuti su come fare, cercati dal 63% degli utilizzatori di social video platform. Contenuti di divertimento o intrattenimento, guardati dal 59%. Reviews, guardate dal 48%. Dimostrazioni di prodotti, dal 46%. Notizie, guardate dal 45%. Infine, il 43% delle persone che cercano contenuti video ritiene che il vantaggio principale di utilizzare piattaforme social video per effettuare ricerche online sia il coinvolgimento che crea il video, il 26% ritiene che sia più facile trovare risultati in questo modo mentre il 16% ritiene di trovare contenuti di migliore qualità. Il 48% delle persone che cercano contenuti video afferma inoltre che consultare contenuti video migliori notevolmente la comprensione e/o la conservazione delle informazioni. Fonte:bitmat

BeeProd™

🏭 Dal 29 al 31 Marzo saremo alla fiera MECSPE di Bologna presentando il nostro M.E.S. dedicato a tutte le aziende di produzione. 🎫 Richiedi il tuo biglietto gratuito tramite il nostro link che trovi in bio. 🌐 Visita il nostro sito beeprod.it #mecspe #bologna #fiera #industria #manufacturing #beeprod #mes

Customer experience: i leader sono soddisfatti di ciò che offrono?

Il report di Thoughtworks e Harvard Business Review Analytic Services esamina il gap tra l’importanza strategica della customer experience e la sua efficacia. Una Customer Experience (CX) eccezionale rappresenta la chiave per il successo di molte aziende. Una buona strategia di CX, infatti, contribuisce a salvaguardare il customer engagement e la brand equity, aiutando le aziende a diversificarsi dalla concorrenza. Tuttavia, solamente poche organizzazioni eccellono nel programmarla ed eseguirla e molte aziende si ritrovano spesso ad investire milioni in trasformazioni aziendali fallimentari e nell’integrare iniziative omnicanale che non sfociano nel risultato sperato. Harvard Business Review Analytic Services, in partnership con Thoughtworks, ha realizzato e presentato la nuova ricerca “Trasformare l’esperienza clienti all’interno e all’esterno“, che esamina il divario tra l’importanza strategica della customer experience e la sua effettiva implementazione da parte delle aziende, rivelando che solo il 10% dei professionisti della CX ritiene che la propria organizzazione sia in grado di offrire una customer experience leader del settore. Il report è stato condotto in forma di sondaggi e interviste rivolgendosi a 465 Business Leaders che si occupano di CX all’interno dell’azienda o che sono familiari alla sua strategia situati per il 42% nel Nord America, il 22% in Europa, il 21% nell’Asia-Pacifico, l’8% nel Medio Oriente/Africa, il 6% nell’America Latina e il 2% in altri Paesi. Risultati principali Il 94% degli intervistati afferma che è molto importante che la propria organizzazione offra una customer experience di altissimo livello se si vuole avere successo. Tuttavia, solo il 10% degli intervistati indica che la propria organizzazione sia effettivamente in grado di offrire una customer experience all’avanguardia. Il 74% concorda sul fatto che una customer experience ben progettata incrementa il valore del brand (brand equity), ma solo il 32% concorda sul fatto che la CX sia un punto focale della strategia di crescita complessiva della propria organizzazione. Il 73% afferma che il miglioramento della customer experience è una delle principali priorità strategiche della propria organizzazione. La maggior parte degli intervistati si rende conto che la CX costituisce un fattore determinante per le performance aziendali e afferma che il suo miglioramento debba essere una priorità di tipo strategico. Tuttavia, la maggior parte delle organizzazioni non riesce a gestire la CX come una leva aziendale. Se tutti, quindi, concordano sul fatto che la CX è importante per raggiungere gli obiettivi aziendali, perché un numero maggiore di organizzazioni non riesce a eccellere? Customer Experience: sfide e soluzioni Dall’indagine è emerso che la giusta leadership e la tecnologia rappresentano i fattori abilitanti più importanti per una CX di successo. I 465 intervistati hanno infatti fornito le seguenti risposte: La maggior parte degli intervistati ha indicato la presenza di silos organizzativi e/o aziendali come l’ostacolo principale per la messa in atto della strategia di CX. Il 67% delle organizzazioni che hanno implementato questo approccio ha dichiarato che è stato estremamente efficace, seguito a ruota dal 66% che ha affermato che anche promuovere una cultura incentrata sulla CX e migliorare l’esperienza dei dipendenti è altrettanto utile. Si è evidenziata la necessità di mappare la customer journey (38%) attraverso la creazione di processi di CX-design. Per un efficace strategia di CX è stata dichiarata cruciale l’adozione di nuovi strumenti digitali per la gestione delle iniziative aziendali (36%). Fonte:bitmat

Pubblicità digitale: Intelligenza Artificiale e Realtà Aumentata sono il futuro

Intelligenza artificiale e realtà aumentata stanno trasformando il settore della pubblicità digitale. Le campagne diventano più coinvolgenti e cambia il rapporto con il pubblico. La società di comunicazione Arialtop, specializzata nel settore della pubblicità digitale, analizza l’evoluzione del settore. La pubblicità digitale è diventata sempre più importante per le aziende di tutto il mondo negli ultimi anni. Con l’aumento dell’utilizzo di dispositivi mobili e di internet, i marketer hanno dovuto adattare le loro strategie di marketing per raggiungere un pubblico sempre più vasto e diversificato. Tuttavia, l’introduzione di tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale (AI) e la realtà aumentata (AR) sta trasformando il modo in cui le aziende si relazionano con il pubblico, creando nuove opportunità per creare campagne pubblicitarie più coinvolgenti e personalizzate. L’Intelligenza Artificiale nella pubblicità digitale L’AI è una tecnologia che consente alle aziende di analizzare e comprendere meglio i loro clienti, utilizzando dati e algoritmi complessi per creare esperienze pubblicitarie personalizzate. L’AI può analizzare i dati dei clienti, come la cronologia di ricerca e l’interazione sui social media, per creare annunci pubblicitari che siano rilevanti e interessanti per le loro esigenze e interessi. Questa tecnologia può anche aiutare le aziende a ottimizzare le loro campagne pubblicitarie in tempo reale, in modo da massimizzare i risultati e ridurre i costi. La realtà aumentata nella pubblicità digitale La AR è un’altra tecnologia emergente che consente alle aziende di creare esperienze pubblicitarie coinvolgenti e creative. La AR consente ai clienti di interagire con i prodotti e i servizi in modo innovativo e divertente, creando un’esperienza memorabile e coinvolgente. Ad esempio, un’azienda può utilizzare la AR per creare una vetrina virtuale, dove i clienti possono vedere come un prodotto si adatta alla loro casa o al loro guardaroba prima di acquistarlo. La combinazione di AI e AR può portare a risultati sorprendenti nella pubblicità digitale. Le aziende possono utilizzare l’AI per creare annunci pubblicitari personalizzati e mirati, che poi possono essere distribuiti attraverso canali AR come filtri di Snapchat o Instagram. Questo consente alle aziende di raggiungere un pubblico più ampio e di creare un’esperienza pubblicitaria coinvolgente e interattiva per i loro clienti. Esperienze mobile Inoltre, la pubblicità digitale sta diventando sempre più mobile, grazie alla diffusione di smartphone e tablet. Le aziende stanno investendo sempre di più nella creazione di applicazioni mobili e siti web ottimizzati per dispositivi mobili, per garantire un’esperienza di navigazione fluida e intuitiva ai propri clienti. L’AI sta giocando un ruolo fondamentale anche in questo contesto, grazie alla sua capacità di elaborare grandi quantità di dati in tempo reale e offrire soluzioni personalizzate ai clienti. Le sfide del settore Tuttavia, la pubblicità digitale presenta anche alcune sfide importanti. L’uso di dati personali e di algoritmi, può sollevare preoccupazioni sulla privacy e sulla sicurezza dei dati dei consumatori. Inoltre, le tecnologie emergenti come l’AI e la AR richiedono investimenti significativi in termini di risorse e competenze, il che potrebbe limitare l’accesso delle piccole e medie imprese a queste tecnologie. Nonostante queste sfide, il futuro della pubblicità digitale è brillante e pieno di opportunità. Le aziende che investono in tecnologie emergenti come l’AI e la AR possono creare campagne pubblicitarie più efficaci e coinvolgenti, raggiungere un pubblico più ampio e migliorare la loro reputazione. Le aziende che sono in grado di adattarsi a queste nuove tecnologie avranno un vantaggio competitivo significativo rispetto alle loro controparti meno innovative. Fonte:bitmat

Utilizzo dell’AI: USA e Europa le più “fifone”

Nonostante le potenzialità derivanti dall’utilizzo dell’AI, 8 americani su 10 considerano questa tecnologia come terreno di caccia per i malintenzionati. In Europa viene utilizzata solo dall’8% delle aziende. Il mondo dell’imprenditoria è timoroso nei confronti dell’utilizzo dell’AI (Intelligenza Artificiale) e, le parole dello psichiatra Carl Gustav Jung, risultano più che azzeccate per descrivere questa paura a livello globale: “Conoscere le nostre paure è il miglior metodo per occuparsi delle paure degli altri”. Secondo un serie di ricerche condotte sulle principali testate internazionali del settore da Espresso Communication per Intelligenza Artificiale Spiegata Semplice, la più grande community italiana dedicata proprio alla scoperta della tecnologia sopra descritta, l’Intelligenza Artificiale risulta infatti un terreno di caccia per malintenzionati per circa 8 americani su 10 (78%). Utilizzo dell’AI: chi ne è impaurito? A confermarlo è un recente report approfondito dal Boston Globe: nel dettaglio, la generazione più impaurita dalla cosiddetta “AI Age”, in piena esplosione, è quella dei Boomer (83%), seguita da Gen X (81%), Millennials (74%) e Gen Z (70%). Ma non è tutto perché il 69% degli stessi cittadini born in the USA è convinto che ci siano grosse lacune in termini di conoscenze sull’intelligenza artificiale. Questa situazione va poi inevitabilmente ad influenzare il mondo del lavoro e delle imprese. Le prime indicazioni in merito arrivano da un sondaggio condotto da Deloitte: a livello globale il 22% delle aziende sta approfondendo le proprie AI knowledge senza, però, metterle in pratica e, allo stesso tempo, l’80% delle realtà coinvolte non sono attrezzate per educare la propria forza lavoro ed insegnare l’utilizzo dell’AI nel migliore dei modi. In Europa? La situazione si conferma drastica: stando a quanto indicato da Eurostat, infatti, solo l’8% delle organizzazioni del Vecchio Continente utilizza tecnologie basate sull’IA. Tra queste, ben 7 multinazionali su 10 non sono in grado di applicare correttamente l’intelligenza artificiale in modo tale da accrescere il business e perfezionare l’operatività. Le imprese e l’utilizzo dell’AI All’interno dell’approfondimento di Eurostat è presente anche una classifica dei paesi in cui è presente il maggior numero di imprese AI addicted e l’Italia risulta persino fuori dalla top 15. Sulla stessa lunghezza d’onda si dimostra anche il Polimi che, per l’occasione, ha realizzato un’indagine accurata che non lascia spazio a dubbi: ben il 94% delle imprese italiane non utilizza l’IA. Ora una domanda sorge spontanea: è possibile invertire questo trend e mettere al corrente imprenditori e manager che l’IA è un’opportunità e non il classico incubo notturno? La risposta è sì e proviene da una realtà 100% made in Italy: si tratta di Intelligenza Artificiale Spiegata Semplice. “Immaginiamo un mondo in cui le aziende collaborano con l’intelligenza artificiale per prendere decisioni strategiche utili alla crescita del business”, affermano Giacinto Fiore e Pasquale Viscanti, fondatori di Intelligenza Artificiale Spiegata Semplice. “È importante, però, concentrarsi sul valore offerto ai clienti, non dovendo rincorrere gli obiettivi di fatturato. L’IA non è un nemico, bensì un’innovazione avveniristica di cui siamo chiamati a fare tesoro al fine di rivoluzionare il presente e il futuro di tutte le principali industrie produttrici”. Dai fondatori di Intelligenza Artificiale Spiegata Semplice emergono anche una serie di indicazioni e consigli utili per avvicinare i professionisti e le aziende al mondo dell’intelligenza artificiale, spronandoli ad informarsi sulle potenzialità e, in un secondo momento, ad utilizzare la stessa tecnologia per abbracciare il futuro al meglio delle loro possibilità. I 10 consigli sull’applicazione dell’Intelligenza Artificiale Ecco, quindi, il decalogo stilato dagli esperti con i consigli più sorprendenti per l’utilizzo dell’AI in ottica aziendale in modo del tutto innovativo e futuristico: C’è un’intelligenza artificiale adatta ad ogni impresa: oggi l’IA non è più una tecnologia a servizio solo delle grandi aziende e multinazionali perché esistono soluzioni avveniristiche anche per le PMI italiane. Si parte sempre da un problema: analizzando attentamente le mancanze operative, o finanziarie, di un’organizzazione è possibile adattare l’IA al settore di competenza e migliorarne così risultati e performance. Se l’erba del vicino è più verde, dare un’occhiata non guasta mai: prendere spunto dai competitor del proprio settore che risultano “più avanzati” può essere una strategia utile al fine di abbracciare le innovazioni del futuro. Esiste un’intelligenza artificiale 100% made in Italy: nonostante incertezze e ritardi, esistono versioni di intelligenza artificiale a km 0 realizzate e applicate da oltre 400 imprese italiane da cui è possibile prendere spunto. Dati, dati e ancora dati: analizzare internamente i tratti distintivi del proprio workplace è fondamentale per capire se e come sfruttare le potenzialità dell’intelligenza artificiale. Pronti, partenza, via: una volta definita la base fondante del proprio business e dei servicing, serve solo un pizzico di coraggio per aprirsi all’utilizzo dell’AI, vale a dire il nuovo collaboratore tuttofare. L’azienda intera deve sapere dell’IA: l’intelligenza artificiale può essere applicata ad ogni settore e ambito operativo e, proprio per questo, tutti i collaboratori presenti devo essere educati per utilizzarla al meglio. L’IA a supporto di ingegneri e non solo: la tecnologia del momento non è solo un insieme di dati e codici, bensì terreno fertile anche per coloro che hanno potenzialità “umanistiche”, soprattutto, in ottica ricerca informazioni ed elaborazione contenuti. Se non esiste una strada percorribile, bisogna crearla: l’intelligenza artificiale è un’opportunità unica nel suo genere che offre la possibilità di rivoluzionare la propria azienda a 360°. In assenza di conoscenze, è fondamentale informarsi: nel caso in cui l’IA fosse un terreno inesplorato, è possibile partecipare a eventi e webinar utili ad accrescere le proprie competenze e promuoverne l’utilizzo. Fonte:bitmat

Lenovo celebra i 30 anni di ThinkSystem con grandi novità

Il nuovo portafoglio completo di infrastrutture offre soluzioni scalabili per accelerare la nuova era dell’IT. Si tratta dell’ampliamento più significativo nella storia di Lenovo. Lenovo annuncia un completo rinnovamento del portafoglio d’offerta e presenta nuove soluzioni e servizi infrastrutturali end-to-end ottimizzati per accelerare la modernizzazione dell’IT globale con prestazioni avanzate, sicurezza e capacità di calcolo sostenibile. Il nuovo portafoglio Lenovo Infrastructure Solutions V3 offre innovazioni per aiutare aziende di ogni dimensione a implementare e gestire più facilmente ambienti ibridi multi-cloud ed edge, nonché carichi di lavoro tradizionali e workload legati all’intelligenza artificiale (AI) nei settori retail, manifatturiero, finanziario, sanitario, telco e altri ancora. L’introduzione celebra il 30° anniversario del server ThinkSystem x86, una svolta fondamentale per l’IT di livello enterprise che ha permesso di creare un ecosistema aperto per l’innovazione e ha condotto le aziende nella moderna era dell’informazione. Oggi, con l’accelerazione della digitalizzazione a livello globale, il nuovo portafoglio di soluzioni infrastrutturali V3 di Lenovo fornisce un’architettura aperta, unica, con gestione avanzata, affidabilità superiore e sicurezza estesa che aiuta le aziende a entrare con successo nella nuova era dell’IT. “Da oltre 30 anni Lenovo è pioniere di soluzioni infrastrutturali che hanno trasformato interi settori industriali“, dichiara Kirk Skaugen, Executive Vice President di Lenovo Group e Presidente di Infrastructure Solutions Group. “Sulla base di questa eredità, siamo in grado di presentare sul mercato il più ampio rinnovamento della nostra offerta nella storia di Lenovo, con prestazioni, affidabilità e sostenibilità, il tutto basato su un’architettura aperta che aiuterà i clienti a valorizzare più facilmente i dati per risolvere le più grandi sfide dell’umanità“. Innovazione per la nuova era dell’IT Gli analisti prevedono che la generazione dati raddoppierà entro il 2025 e per questo la nuova era dell’IT riflette la richiesta di elaborazione ovunque sia necessario. Le imprese hanno bisogno di una nuova architettura IT che abbracci client-edge-network-cloud-intelligence per aiutarle a sfruttare i dati e creare conoscenza in grado di trasformare le loro aziende. Il portafoglio Lenovo Infrastructure Solutions V3 comprende la nuova generazione di server e sistemi di storage ThinkSystem, ThinkAgile e ThinkEdge, apprezzati per la loro affidabilità e sicurezza. Grazie al supporto dei processori di nuova generazione AMD EPYC , Intel Xeon Scalable e Arm, nonché delle GPU AMD Instinct e NVIDIA e del software NVIDIA AI Enterprise, i clienti Lenovo possono eseguire carichi di lavoro aziendali ad alte prestazioni, AI e mission-critical in ambienti di elaborazione ibridi multi-cloud. Per semplificare la gestione dall’edge al cloud e garantire una maggiore agilità, Lenovo ha presentato anche XClarity One, una piattaforma di gestione software cloud aperta e all’avanguardia nel settore che integra TruScale Infrastructure-as-a-Service (IaaS), Management-as-a-Service e Smarter Support analytics in un portale unificato per i clienti. Lenovo XClarity One offre un’interfaccia moderna e intuitiva che semplifica l’orchestrazione, la distribuzione, l’automazione, il metering e l’assistenza IT dall’edge al cloud. I clienti beneficiano di visibilità sulle prestazioni dell’infrastruttura, misurazione dell’utilizzo e analisi del supporto. Lenovo TruScale Infrastructure as-a-Service offre un modello pay-as-you-go, eliminando l’over-provisioning e fornendo informazioni in tempo reale sui costi di utilizzo. I clienti possono inoltre personalizzare facilmente la posizione dei dati di gestione, da pubblica a privata, in ambienti ibridi multi-cloud. Soluzioni ottimizzate per una trasformazione intelligente  Le organizzazioni impegnate nell’implementazione delle proprie infrastrutture ibride multi-cloud richiedono soluzioni robuste con capacità di distribuzione agile su un’architettura cloud aperta globale. Progettate per aiutare a generare comprensione più immediati da dati complessi, le soluzioni ottimizzate di Lenovo forniscono hardware, software e servizi integrati sviluppati per offrire alle organizzazioni di tutte le dimensioni un’esperienza immediata, facile da implementare e realizzata appositamente per applicazioni e carichi di lavoro specifici. Le soluzioni di infrastruttura iperconvergente ThinkAgile V3 di nuova generazione di Lenovo sono pre-integrate con un ecosistema aperto di partner, tra cui le funzionalità software di Microsoft, Nutanix e VMware, e sono anche disponibili tramite TruScale Infrastructure as a Service per offrire la massima flessibilità. I clienti possono combinare la convenienza di un’esperienza simile al cloud con la sicurezza e il controllo delle soluzioni tradizionali on-premise. Lenovo Microsoft Azure Solutions Tra le novità presentate, ci sono tre nuove Lenovo Microsoft Azure Solutions: SQL for AI and Machine Learning (ML) Insights, Backup and Recovery, Azure Virtual Desktop. In particolare, la soluzione AI e ML Insights offre una piattaforma applicativa ideale per l’analisi dei dati. ThinkAgile MX Grazie al sistema ThinkAgile MX e le funzionalità di stored procedure di SQL Server, i data scientist e gli sviluppatori di database possono ora eseguire i loro script di ML dove risiedono i dati. In questo modo si elimina la necessità, costosa, lunga e rischiosa, di spostare i dati dall’archiviazione alle applicazioni di test attraverso la rete, migliorando in ultima analisi le prestazioni, la sicurezza e i risultati di AI e ML. Le soluzioni sono ottimizzate per portare qualsiasi azienda nel cloud e consentire l’AI aziendale per tutti. Le piccole imprese, come gli studi medici, i punti vendita al dettaglio o le filiali, possono gestire ambienti cloud ibridi dall’edge sfruttando un modello di prezzo basato sul consumo. Questo nuovo ecosistema di soluzioni aiuta le aziende a implementare con sicurezza l’IA con un’ampia varietà di formule di supporto per i clienti che desiderano portare l’IA dall’idea alla realtà, anche attraverso il programma Lenovo AI Innovators, annunciato di recente, che offre uno sportello unico per aiutare i fornitori di software indipendenti (ISV) e i loro clienti a semplificare l’implementazione. Recentemente, Lenovo ha collaborato con Kroger, catena di negozio al dettaglio USA, per ridurre l’impatto dei clienti e le perdite di scorte alle casse self-service grazie alla piattaforma Visual AI di Everseen, abilitata dalle soluzioni AI retail e dai solidi server Lenovo e dalle più recenti GPU NVIDIA. “Stiamo assistendo a un fantastico effetto a catena delle soluzioni Lenovo ed Everseen“, afferma Chris McCarrick, Senior Manager di Asset Protection Solutions and Technology, Kroger. “Stiamo già registrando un minor numero di errori alle casse automatiche. Questo non solo si traduce in una riduzione delle differenze che registriamo in fase di inventario, ma ci offre anche una visione più accurata delle scorte che escono

Multicloud sempre più utilizzato: ecco il perchè

L’approccio multicloud non rappresenta di per sé una novità, ma ciò che si è modificata nel corso degli ultimi anni è la consapevolezza sui benefici della sua adozione Il mercato del cloud in Italia ha sfiorato i 4,6 miliardi di euro nel 2022, facendo registrare un + 18% rispetto al 2021.  Un dato che non stupisce se pensiamo che, negli ultimi anni, complice la pandemia, c’è stata una forte accelerazione della domanda di flessibilità, tanto nei data center quanto nei servizi cloud.  L’obiettivo che molte aziende si sono poste nel corso dell’ultimo anno è stato quello di velocizzare ulteriormente la trasformazione digitale, anche perché il protrarsi del lavoro da remoto ha richiesto di dover accedere in modo più agile e scalabile alle proprie risorse. Per rispondere a queste necessità, alcune realtà hanno optato per un approccio hybrid cloud, affidandosi a servizi sia di tipo privato che pubblico per le proprie applicazioni e i carichi di lavoro. Altre, invece, hanno iniziato ad affidarsi al multicloud, optando per “multi-strategie” più funzionali alla rapida trasformazione del proprio business. A differenza delle soluzioni ibride, in cui diverse soluzioni cloud lavorano assieme nello stesso ambiente ognuna con un compito ben specifico, condividendo e intersecando insiemi di dati, il multicloud consente di distribuire la stessa tipologia di workload (tipicamente IaaS o PaaS) su provider diversi, aggiungendo un ulteriore livello di protezione per i dati e di continuità di servizio. Le ragioni che portano alla scelta di mantenere un’infrastruttura o parte di essa su diversi provider sono molteplici, per citare solo le principali: la riduzione del rischio di lock-in, l’agilità e scalabilità del servizio, la facilità di migrazione, il livello di servizio e di assistenza offerto (SLA), la ridondanza geografica e l’ottimizzazione dei costi. Continuità di servizio e sicurezza. Con un approccio multicloud, ad esempio, le aziende possono proteggere i dati in un cloud privato e gestire altre aree in un ambiente multi-hybrid, godendo di tutti i vantaggi derivanti da una piattaforma distribuita geograficamente, come ad esempio la resilienza rispetto ad un outage locale oppure ad un attacco DDoS mirato. Basti pensare che, in media, quando si verifica un problema con un servizio ospitato sul multicloud, le organizzazioni possono risolverlo e ripristinare il servizio in 29 minuti o meno, contro i 1672 minuti di chi opera solo on premise. Lock-in. In aggiunta, il multicloud aiuta a mitigare il rischio di “lock-in” con un singolo fornitore: esistono di fatto cloud provider con architetture fortemente vincolanti, ma l’utilizzo del multicloud consente alle aziende di mettere in comunicazione piattaforme su provider diversi e quindi di decidere dove localizzare un determinato dato o una specifica applicazione. Ogni azienda dovrebbe crearsi le condizioni per poter spostare facilmente i propri workload con il minimo effort. La quantità di dati gestita in cloud è elevatissima per cui è fondamentale facilitare, anche a livello economico, la possibilità di trasferimento dei dati. Questo renderebbe il mercato più veloce, flessibile, conveniente, competitivo e sano, ed un’azienda si troverebbe a scegliere esclusivamente sul piano della qualità dei servizi offerti. Sovranità dei dati e performance. Inoltre, il multicloud rappresenta una risorsa essenziale anche in termini di sovranità dei dati e quindi di attenzione alla loro localizzazione geografica. Può rappresentare di fatto la risposta per le aziende che hanno precise esigenze normative e di compliance, nei casi in cui sia necessario sapere dove i dati risiedono. In termini di performance, infine, consente di allocare determinate risorse il più vicino possibile agli end user, minimizzando così le latenze. Ovviamente, è fondamentale scegliere accuratamente i servizi che possono beneficiare di questo approccio in base alle proprie specifiche esigenze: il multicloud, infatti, è sempre parte di una più ampia strategia cloud. Per esempio, benché sia essenziale nella riduzione degli outage, il multicloud non è una soluzione di Disaster Recovery o di Business Continuity; motivo per cui sarà essenziale implementare a corredo soluzioni più specifiche per indirizzare questa esigenza. L’approccio multicloud non rappresenta di per sé una novità, ma ciò che si è modificata nel corso degli ultimi anni è la consapevolezza sui benefici della sua adozione: costi ottimizzati, maggiore agilità nell’adattarsi a nuovi carichi di lavoro, integrando quelli esistenti, maggiore libertà di scegliere la tecnologia e il provider più adatti. Non stupisce, quindi, che – secondo IDC – oltre il 70% delle aziende sfrutterà entro quest’anno le potenzialità di questa soluzione per garantire servizi e prodotti di qualità ed affidabilità sempre maggiori. A cura di Massimo Bandinelli, Marketing Manager di Aruba Enterprise Fonte:Bitmat

Comportamento d’acquisto: consumatori più parsimoniosi nel 2023

Secondo il PwC Consumer Insights Survey i consumatori stanno cambiando il loro comportamento d’acquisto e il 68% rimanda gli acquisiti di beni non essenziali. Il costo della vita aumenta inesorabilmente a livello globale e, di conseguenza, i consumatori hanno adeguato in modo drastico il proprio comportamento d’acquisto, con la maggior parte (53%) dei consumatori globali che “rimanda” gli acquisti di beni non essenziali. Secondo il sondaggio 2023 di PwC Global Consumer Insights Pulse Survey, che ha coinvolto 9.180 consumatori in 25 Paesi, il 15% dei consumatori ha smesso completamente di acquistare beni non essenziali. Comportamento d’acquisto: meno “sfizi” più necessità Dal sondaggio è inoltre emerso che nei prossimi sei mesi la maggior parte dei consumatori prevede di ridurre la propria spesa in tutte le categorie oggetto della ricerca, una riduzione significativa prevista in tutte le categorie rispetto al precedente sondaggio di giugno 2022. Settori quali i prodotti di lusso e di fascia alta, i viaggi e la moda saranno i più colpiti nei prossimi sei mesi dalla riduzione di spesa dei consumatori, mentre i generi alimentari dovrebbero essere i meno colpiti. Il costo della vita pesa sulla fiducia dei consumatori A livello globale i consumatori stanno modificando le abitudini d’acquisto online e in negozio a seguito dell’aumento del costo della vita, mentre le carenze di materie prime si ripercuotono sulla disponibilità dei prodotti e sui tempi di consegna. Circa la metà (49%) sostiene quindi di acquistare determinati prodotti quando sono in offerta, il 46% di cercare rivenditori che offrono un valore maggiore, il 40% di utilizzare siti di confronto dei prezzi per trovare alternative più economiche, il 34% di acquistare in stock per risparmiare e il 32% di acquistare prodotti a “marchio del rivenditore” per risparmiare. La carenza di materie prime sta cambiando il comportamento d’acquisto dei consumatori rispetto agli acquisti online e in negozio Mentre più della metà dei consumatori (56%) afferma che l’aumento dei prezzi è il fattore condizionante quando fa acquisiti in negozio, una notevole percentuale è rappresentata anche dai problemi legati alla carenza di materie prime con lunghe code e negozi affollati (30%), oltre alla disponibilità dei prodotti (26%) che influenza il comportamento d’acquisto dei consumatori. Le carenze di materie prime per gli acquisti in negozio sembrano interessare maggiormente i consumatori in Australia (36%), Stati Uniti (35%) e India (34%), mentre per chi acquista online, le preoccupazioni principali riguardano gli aumenti dei prezzi (48%), la disponibilità dei prodotti (24%) e i tempi di attesa più lunghi del previsto (24%). Il settore dei prodotti di lusso/fascia alta sarà quello maggiormente interessato dal calo degli acquisti I consumatori prevedono di ridurre nei prossimi sei mesi gli acquisiti in tutte le categorie al dettaglio oggetto del sondaggio: la maggiore riduzione di spesa è prevista per i prodotti di lusso/fascia alta o i prodotti di design (53%), i viaggi (43%), le attività virtuali online (42%) e il settore della moda come abbigliamento e calzature (41%). Persiste comunque un desiderio di spesa futura, con il 40% che indica che cercherà di fare acquisiti per sé stesso o per altri, mentre il 39% li considera di qualità superiore. Il settore dei generi alimentari (24%) è quello che ha registrato la minore riduzione di spesa prevista. I prodotti sostenibili sono molto richiesti dai consumatori Nonostante una prevista riduzione di spesa e un ambiente economico complesso, i consumatori sostengono di essere comunque disposti a pagare di più per l’acquisto di prodotti sostenibili. Incredibilmente, oltre tre quarti (78%) sono disposti a pagare di più per un prodotto realizzato/reperito localmente o prodotto con materiale riciclato, sostenibile o eco-compatibile (77%) o da un’azienda nota per le proprie pratiche etiche (75%). Canali dei consumatori A giugno 2022, apparentemente la frequenza di acquisti giornalieri/settimanali dei consumatori, che durante la pandemia aveva registrato una tendenza al rialzo, ha fatto un passo indietro tornando ai tempi pre-COVID. In questo sondaggio sul comportamento d’acquisto dei consumatori, la costante stabilità dimostra che nei prossimi sei mesi la maggior parte degli intervistati prevede solo un lieve cambiamento del canale di acquisto abituale nell’online, in negozio e con la formula “click and collect”. Il metaverso inizia ad interessare il comportamento d’acquisto dei consumatori L’adozione del metaverso come canale di acquisto è ancora nella fase iniziale di adozione. Questo mezzo rimane comunque ancora sotto-utilizzato, con solo un quarto (26%) degli intervistati che ha dichiarato di aver utilizzato la piattaforma per l’intrattenimento, le esperienze virtuali o l’acquisto di prodotti nel 2022. La maggior parte di questi utenti ha utilizzato il metaverso principalmente per la realtà virtuale, ovvero per giocare ai giochi o guardare un film (10%), entrare a far parte di un mondo virtuale, visitare l’ambiente di un rivenditore o partecipare a un concerto (9%) o acquistare un prodotto digitale, ad esempio un non-fungible token o NFT (9%). Coloro che registrano maggiori probabilità di interagire con attività correlate al metaverso sono India (48%), Vietnam (43%) e Hong Kong (42%), oltre ai Millennials (36%). Consumatori preoccupati per la privacy Al contempo, poiché lo shopping online continua a crescere a livello di volumi, i consumatori sono sempre più preoccupati in merito alla privacy dei dati. Quasi la metà (47%) afferma di essere estremamente o molto preoccupato quando interagisce con aziende di social media, siti web di viaggi di terze parti/portali (36%), aziende di assistenza sanitaria (34%) e di prodotti di consumo (32%). Paesi come l’India e le Filippine sono i più preoccupati in tali categorie. Di conseguenza, quasi la metà (49%) sostiene di non condividere i dati personali più di quanto sia necessario, il 32% sceglie di non voler ricevere comunicazioni da tali aziende e il 26% ha in generale ridotto le proprie interazioni con questi tipi di aziende. Fonte:Bitmat