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Samsung presenta la seconda generazione dell’AI Bixby

Samsung con Bixby 2.0 punta a espandersi dagli smartphone al mercato degli oggetti connessi  Samsung ha svelato l’ultimo aggiornamento del suo assistente vocale Bixby che ha debuttato ufficialmente con l’arrivo di Galaxy S8 e S8 Plus. La seconda generazione dell’intelligenza artificiale sviluppata a Seul sarà la prima ad abbandonare gli smartphone per espandersi nel mercato dei dispositivi connessi. L’azienda coreana, che si vocifera stia lavorando ad una sua versione del Face ID, ha intenzione di invadere le case di tutto il mondo e sfidare sul loro campo i rivali Google Assistant e Alexa di Amazon, che nel frattempo ha lanciato 15 nuovi Dash Button nel nostro Paese. Samsung assicura che il nuovo Bixby è in grado di comprendere con maggiore facilità il linguaggio naturale ed è quindi più efficiente nel prevedere le necessità degli utenti a prescindere su quale dispositivo sia installato. Samsung ha inoltre annunciato che Bixby diverrà aperto agli sviluppatori per poterlo integrare all’interno di app e servizi già esistenti. La versione beta del kit di sviluppo è già stata distribuita ai programmatori che possono quindi già iniziare a lavorarci. La seconda generazione dell’intelligenza artificiale debutterà ufficialmente sulle Smart TV di Samsung a partire dal mercato americano e della Sud Corea. Bixby ha grandi ambizioni ma al momento è molto indietro rispetto a soluzioni come Siri, che ha scelto Google come motore di ricerca principale. L’AI ha ancora difficoltà a parlare alcune lingue (italiano compreso) ma offre comunque ampie possibilità di crescita. The post Samsung presenta la seconda generazione dell’AI Bixby appeared first on Data Manager Online.

Fujitsu: soluzioni wearable per la Bridgestone World Solar Challenge

La tecnologia indossabile di Fujitsu è stata utilizzata per monitorare i segnali vitali e generare un equilibrio ottimale tra performance e benessere per il Punch Powertrain Solar Team Le soluzioni wearable Fujitsu UBIQUITOUSWARE hanno ricoperto un ruolo essenziale nella preparazione del Punch Powertrain Solar Team, un team belga impegnata a competere nella Bridgestone World Solar Challenge. Monitorando in tempo reale i segnali vitali nel corso degli allenamenti per pianificare il setup ottimale, i dispositivi indossabili Fujitsu hanno aiutato ad assicurare il corretto stato fisico dei piloti lungo i 3.000 km della singolare corsa che si è svolta dall’8 al 15 ottobre in Australia con veicoli alimentati a energia solare. All’edizione del 2017 hanno preso parte veicoli a energia solare ai quali è consentito immagazzinare un massimo di 5 kW/h di energia per attingere tutto il resto dell’alimentazione dal sole o dal recupero dell’energia cinetica dei veicoli stessi. Nell’attraversare l’Outback australiano, dove le temperature possono raggiungere i 38 gradi centigradi, i piloti dovevano trovare il giusto equilibrio nell’utilizzare l’energia destinandola al condizionamento con cui raffreddare l’abitacolo o all’alimentazione del veicolo. Il Punch Powertrain Solar Team, composto da 21 studenti dell’Università belga di Lovanio, ha utilizzato i wearable Fujitsu nelle settimane di preparazione alla gara per monitorare il battito cardiaco, i livelli di sonnolenza, la temperatura e il livello di stress cardiaco dei piloti nel corso degli allenamenti. I dati così acquisiti sono stati monitorati per restituire insight sullo stato fisico dei piloti e sulla loro capacità di performare nel caldo e nelle condizioni impegnative della corsa. Jasper Schrijvers, uno dei piloti di Punch Powertrain, ha dichiarato: “La forma fisica del pilota gioca un ruolo essenziale nella Bridgestone World Solar Challenge, dato che è fondamentale che l’organismo non si surriscaldi mentre ci si trova al volante. Ma l’energia utilizzata per il raffreddamento non può essere impiegata per far avanzare il veicolo. Per capirci, abbiamo previsto di raggiungere velocità di 90 km/h con la stessa energia che si usa per far funzionare un asciugacapelli; ricorrere a qualunque forma di condizionamento ci avrebbe rallentato al punto da fare la differenza tra vincere e perdere”. James Maynard, Offering Management Director, IoT & Innovation della Innovative IoT Business Unit di Fujitsu, ha commentato: “Le soluzioni wearable Fujitsu hanno permesso al team belga di ottenere insight precedentemente sconosciuti circa lo stato fisico dei piloti – per agire più rapidamente e prevedere anziché reagire. Il team ha utilizzato i dati raccolti nel corso della preparazione per consigliare i propri piloti in merito all’equilibrio ottimale tra performance e sicurezza durante la corsa. Dopotutto, il benessere dei piloti rappresenta una priorità assoluta, non solo negli eventi come la Bridgestone World Solar Challenge ma anche per tutti coloro che si trovano a un volante o che lavorano in condizioni fisicamente impegnative”. Il team belga ha utilizzato il monitoraggio in tempo reale dello stato fisico dei piloti nel corso dei test di guida effettuati in preparazione alla gara. Fujitsu ha fornito al team Punch Powertrain le soluzioni wearable UBIQUITOUSWARE per la misurazione della temperatura ambientale, dei segnali vitali e del flusso sanguigno (attraverso una clip all’orecchio) per tenere traccia della sonnolenza e segnalare con un allarme la perdita di lucidità così da poter procedere tempestivamente al cambio di pilota. The post Fujitsu: soluzioni wearable per la Bridgestone World Solar Challenge appeared first on Data Manager Online.

SAP Forum, la trasformazione si fa concreta

All’edizione 2017 dell’evento annuale che riunisce clienti e partner di SAP è andata in scena l’innovazione guidata dal valore dei dati, con due esempi di eccellenza Il messaggio è forte. “La trasformazione digitale riguarda sicuramente la competitività, ma a breve diventerà un fattore di sopravvivenza per le aziende”: Luisa Arienti, Amministratore Delegato di SAP Italia, sceglie la platea del SAP Forum, tenutosi a metà ottobre a Milano, per sottolineare il ruolo delle tecnologie per fare concretamente innovazione. “Nella nostra posizione, abbiamo un osservatorio privilegiato per percepire i cambiamenti, che talvolta diventano veri e propri tsunami come è il caso della digital transformation”, ha proseguito Luisa Arienti, sottolineando che “sicuramente si parla di molti temi, come Big Data o Internet of Things, solo per fare due esempi, ma accanto a chi si limita a parlare vi sono anche molte aziende che sono già passate all’azione, cominciando ad adottare concretamente le nuove tecnologie con l’obiettivo di affrontare la trasformazione, e non con lo scopo fine a se stesso di usare giochini tecnologici”. Quanto conta la trasformazione La stessa SAP, per esempio, ha intrapreso questo cammino: “circa dieci anni fa, senza che vi fossero motivazioni particolari come un fatturato in calo o altro, abbiamo iniziato a modificare i nostri processi interni e il nostro portafoglio prodotti, per anticipare le esigenze delle aziende”, ha spiegato Luisa Arienti, che ha anche citato alcuni risultati di uno studio realizzato con Oxford Economics su un campione di più di 3mila aziende di 17 paesi, volto a comprendere la rilevanza della trasformazione digitale. Distillando da questo campione le 100 aziende leader, sono emersi i tratti distintivi che le accomunano e determinano il loro successo. Si tratta di quattro caratteristiche fondamentali, come ha evidenziato Luisa Arienti: “in primo luogo la modalità in cui interpretano la trasformazione digitale, che non viene vista come un progetto IT o per un particolare silos, ma come uno strumento per cambiare anche drasticamente il business dell’azienda stessa, e di tutte le componenti che contribuiscono al business, come le relazioni con clienti e partner, cioè l’ecosistema”. Gli elementi del successo Il secondo elemento è “la grande attenzione nei confronti del cliente: molte aziende sono attive da tempo nell’automazione dei processi, ma sono poche quelle che hanno compreso che il vero valore dell’automazione non deve essere l’iniziativa fine a se stessa, perché i dati prendono valore quando entrano in real time nei processi aziendali e permettono di agire, cioè quando diventano vere e proprie actionable insight”, ha proseguito la numero uno di SAP Italia. Passando al terzo aspetto, “bisogna essere talent driven, cioè avere i talenti in azienda e gestirli, anche ri-educando e ri-formando le persone già presenti in azienda, che costituiscono un patrimonio irrinunciabile, in modo che sviluppino una sensibilità adatta per contribuire alla trasformazione digitale: in questo senso, gestire bene il capitale umano esistente può essere più proficuo rispetto a portare on board nuovi talenti”, ha fatto notare Luisa Arienti, che ha concluso illustrando il quarto punto, quello della tecnologia: “tutte le cento aziende leader del nostro campione stanno investendo in nuove tecnologie, come machine learning, intelligenza artificiale o IoT, ma questo di per sé non è particolarmente distintivo. Quello che invece contraddistingue i leader è che non fanno esperimenti, ma intraprendono i progetti nell’ottica della trasformazione. Però tengono ben separati il funzionamento dei sistemi standard e tutto quello che è innovazione. Chi fa gestione fa gestione e chi fa innovazione fa innovazione”. Industria 4.0 e Internet of Things in azione Un primo esempio di innovazione targata SAP è quello di un campione dell’eccellenza automobilistica Made in Italy: Ranieri Niccoli, Chief Manufacturing Officer di Automobili Lamborghini, ha spiegato che in vista dell’arrivo nel prossimo anno del modello urus, il primo SUV della Casa, è stato realizzato un nuovo concetto di fabbrica trasparente e integrata utilizzando i sistemi MES di SAP, con soluzioni di smart manufacturing di tipo Industria 4.0 volte a migliorare l’efficienza nei processi produttivi e nella gestione della supply chain. Meno appariscente dell’high luxury delle auto di Sant’Agata Bolognese, ma altrettanto interessante, è il caso di Velp Scientifica, società con sede alle porte di Monza leader mondiale nella produzione di strumenti scientifici per i laboratori, soprattutto nel campo ambientale e alimentare. Giovanni Passoni, amministratore delegato della società, che ha solo 60 dipendenti ma è presente in 100 Paesi del mondo grazie a una rete di 200 Partner, ha spiegato che dal 2017 ha scelto SAP Leonardo in cloud per realizzare una piattaforma IoT volta ad accorciare, attraverso i dati, le distanze tra produttori e utilizzatori dei sistemi. The post SAP Forum, la trasformazione si fa concreta appeared first on Data Manager Online.

Il ribelle che cambia, cambiando il mondo

Una decina di anni fa, nel pieno della crisi finanziaria determinata anche da un uso disinvolto e avulso dall’economia reale di strumenti di investimento incomprensibili ai più, le criptovalute hanno cercato una soluzione tecnologica e decentralizzata al predominio del sistema bancario. Bitcoin ebbe addirittura i suoi contraltari politici in manifestazioni come Occupy Wallstreet e continua a portare con sé una patina di eversività decisamente anti-establishment. Molta acqua è passata sotto i ponti da allora. Il sistema finanziario messo sotto accusa nei giorni drammatici del crack Lehman Brothers ha introdotto nuove regole di controllo. La crisi, in qualche misura e in modo non certo omogeneo, si è attenuata. Ed è curioso vedere – segno che la base tecnologica di bitcoin era molto solida – che lo stesso establishment finanziario che le criptovalute cercava di aggirare, si sta dando da fare per fare di blockchain, il “libro contabile” di bitcoin, uno degli ingredienti più interessanti nella ricetta della trasformazione digitale. Le iniziative di ricerca e sviluppo di soluzioni, piattaforme e servizi non riguardano soltanto la frizzante realtà del fintech, sostenuta dall’evoluzione del mercato ma anche dall’introduzione di normative molto aperte sul denaro e le transazioni finanziarie. Anche le banche importanti sono impegnate in prima persona, e non solo nella sperimentazione: diversi progetti sono in fase avanzata. All’inizio dell’anno, un consorzio di sette banche europee tra cui UniCredit ha firmato un protocollo di intesa per lo sviluppo congiunto di una nuova piattaforma di trading basata su cosiddetti “ledger” distribuiti e rivolta espressamente alla piccola e media impresa. Digital Trade Chain (DTC) renderà più facile e meno rischioso le attività commerciali e gli scambi tra le piccole imprese, specie in un contesto internazionale. Recentemente è stato annunciato che IBM fornirà al consorzio il supporto tecnologico e infrastrutturale necessario, facendo leva sulla partecipazione di Big Blue al progetto di Hyperledger Fabric, una piattaforma blockchain open source gestita dalla Linux Foundation. #blockchain Il ribelle che cambia, cambiando il mondoClick To Tweet IBM, com’era prevedibile, non è il solo colosso lanciatosi nella tenzone del fintech su grande scala, ispirata agli stessi schemi delle criptovalute. Per una Microsoft che questa estate ha annunciato alle imprese il lancio del suo CoCo Framework, che consentirà di sviluppare “enterprise blockchain networks” in ambiente Microsoft Azure, Intel ha scelto di partecipare, anche finanziariamente, a Corda, altro progetto ispirato a blockchain di R3 – società privata americana creata tre anni fa da un trader di Borsa – e molto focalizzato sui servizi per il mondo del banking e del mondo finanziario in generale. Tutto questo movimento indica chiaramente che la tecnologia blockchain, forse opportunamente rivisitata, potrebbe essere realmente disruptive nel trasformare il modo di concepire le transazioni e le relazioni d’affari oltre che monetarie. Naturalmente – e la recentissima “stretta” imposta dalle autorità cinesi sulle criptovalute e le “Initial Coin Offering” sviluppate sulla rete Ethereum ce lo ricorda – saranno necessari lunghi ragionamenti sul sistema di regole e di tutele da imporre ai provider di questi servizi. Non mancheranno però le opportunità di business che si aprono nei confronti del mondo fintech italiano. Sarebbe davvero il caso di non perderlo questo treno, magari facendosi dare una mano dal sistema accademico chiamato a formare coder, matematici ed economisti capaci di muoversi in un contesto interdisciplinare. The post Il ribelle che cambia, cambiando il mondo appeared first on Data Manager Online.

Twitter lancia le Video Website Card per il business

Arriva una nuova modalità per diffondere annunci pubblicitari sul social network, già sperimentata da Bank of America e Jaguar Land Rover La pubblicità via social è decisamente la scommessa vincente di questi anni. Gli inserzionisti hanno sperimentato, nel tempo, maniere diverse di diffusione dei propri messaggi e ora possono farlo anche meglio tramite Twitter. La piattaforma ha infatti presentato le Video Website Card, dei post speciali che racchiudono tutto il necessario al business per avviare una propria campagna di marketing. Le Card rappresentano un formato creativo per gli annunci che ha coinvolto, in una fase beta, Bank of America, Jaguar Land Rover e Republic Records. Il box consiste in un filmato a riproduzione automatica, sotto cui vi è un titolo personalizzato e una URL di destinazione per un target globale. Tasso di conversione maggiore Graficamente, le Video Website Card sono decisamente belle da vedere ma anche molto utili dal punto di vista di chi le lancia. Stando a una prima analisi di Twitter, pare che il particolare formato abbia raggiunto una percentuale di clic doppia rispetto ai risultati ottenuti dagli adv divulgati online tramite video tradizionali. Ovviamente la differenza la faranno gli utenti mobili, che potranno imbattersi nelle pubblicità continuando a visualizzare il contenuto audiovisivo proposto. In che senso? Dopo aver cliccato sul sito di destinazione, durante la fase di caricamento di quest’ultimo, il player continua a mostrare il filmato, fin quando la pagina non viene caricata del tutto. Tutto ciò è possibile perché, di fatto, l’utente continua a navigare su Twitter tramite il browser integrato, senza uscire mai davvero dalla piattaforma. Non a caso, le compagnie che hanno partecipato al programma beta, ora aperto a tutti, hanno evidenziato un aumento del 60% nel mantenimento on-site dell’utente, rispetto alle medie del mercato. The post Twitter lancia le Video Website Card per il business appeared first on Data Manager Online.

Intel Saffron AML Advisor per rilevare i crimini informatici

La Bank of New Zealand si unisce al Programma Intel Saffron Early Adopter per accelerare l’adozione di tecnologie innovative di intelligenza artificiale nel mondo delle banche Intel presenta Intel Saffron Anti-Money Laundering (AML) Advisor, destinato a rilevare i crimini finanziari tramite una soluzione trasparente di intelligenza artificiale che impiega memoria associativa. Si tratta della  prima soluzione di intelligenza artificiale con memoria associativa sviluppata appositamente per rispondere alle esigenze delle istituzioni di servizi finanziari ed è ottimizzata per i processori scalabili Intel Xeon. L’intelligenza artificiale con memoria associativa di Intel Saffron simula la naturale capacità dell’uomo di apprendere, ricordare e ragionare in tempo reale. Imita la memoria associativa del cervello umano per far emergere analogie e anomalie nascoste in fonti di dati dinamici ed eterogenei, accedendo al contempo a un set di dati infinitamente più ampio della controparte umana. AML Advisor evidenzia questi pattern in modo trasparente, preparando il terreno a un’“intelligenza artificiale white box” nelle applicazioni aziendali. Queste soluzioni sono progettate per migliorare i processi decisionali nelle attività molto complesse, e i risultati iniziali indicano la capacità di individuare chi ricicla denaro con una velocità e un’efficienza senza precedenti. I crimini finanziari sono ormai sempre più diffusi. Secondo le Nazioni Unite, l’importo stimato di denaro riciclato a livello mondiale in un anno è compreso tra il 2 e il 5%  del PIL mondiale, ovvero un valore compreso tra 800 miliardi e 2 bilioni di dollari. Inoltre, solo nel 2016 circa 15,4 milioni di consumatori sono stati vittime di un furto d’identità o di una frode, con perdite pari a 16 miliardi di dollari. “L’obiettivo di Intel Saffron è di ridurre al minimo il tempo e le energie richiesti per raggiungere decisioni consapevoli”, ha affermato Gayle Sheppard, Vice President e General Manager del Saffron AI Group di Intel. “Acceleriamo il percorso decisionale portando alla luce e spiegando i pattern dei dati con rapidità, precisione e accuratezza. La quantità di dati raccolta da banche e assicurazioni sta crescendo enormemente, raddoppiando ogni due anni. Se la quantità di dati cresce, lo stesso accade per i tipi e le fonti dei dati stessi, e ciò significa che oggi molti dati non sono investigabili per estrarre informazioni poiché, semplicemente, non sono accessibili su ampia scala con gli strumenti tradizionali. Investigatori e analisti dipenderanno da soluzioni trasparenti di intelligenza artificiale per soddisfare la crescente domanda di omogeneità ed efficienza dal punto di vista aziendale, normativo e di conformità”. Spesso banche e organizzazioni finanziarie hanno 50 applicazioni o più che richiedono l’utilizzo degli stessi dati finanziari personali. Le banche necessitano di un modo più efficiente di gestire i dati, che non implichi il trasferimento e la replica dei dati, operazioni costose e rischiose. Hanno bisogno inoltre di avere visibilità sui dati raccolti attraverso molteplici fonti, per servire meglio i clienti. Intel Saffron AML Advisor utilizza intelligenza artificiale con memoria associativa per scoprire nuove informazioni per le aziende in crescita, soddisfacendo i requisiti di conformità e regolamentazione e contrastando il crimine finanziario con una suite di funzionalità, tra cui: Indice di conoscenza: unifica dati strutturati e non strutturati connessi a una vista a 360 gradi a livello di singola entità, per cogliere il senso dei pattern individuati oltre i confini in cui i dati sono archiviati. Questo risultato deriva da una conoscenza difficile da acquisire a causa della proliferazione di soluzioni specifiche a livello di fornitore e database. Apprendimento continuo: a differenza dei metodi di apprendimento automatico tradizionali, Intel Saffron AML Advisor non richiede né modelli specifici di dominio né formazione continua, con un conseguente miglioramento dei tempi di estrazione delle informazioni strategiche. Il settore dei servizi finanziari si trova ad affrontare la sfida “Che cosa sarà importante domani?”. In questo panorama dinamico, la disponibilità di informazioni attuabili in ore o giorni (anziché settimane) risulta cruciale. Potenziamento del lavoro: Intel Saffron AML Advisor riduce l’onere cognitivo umano grazie all’automazione tramite processi che funzionano con e per gli investigatori, consentendo loro di focalizzarsi su attività di ad alto valore aggiunto. Validazione della conformità: le banche raccolgono i dati necessari per conformarsi a diverse normative, ma spesso devono pagare pesanti sanzioni per mancanza di conformità dovuta a errori umani o scadenze non rispettate. Intel Saffron AML Advisor spiega le motivazioni alla base delle raccomandazioni fornite, per aiutare le banche a soddisfare la conformità, ridurre le sanzioni e il tempo trascorso a rielaborare i report. Intel ha inoltre presentato il Programma Intel Saffron Early Adopter (EAP), creato per le istituzioni che intendono guidare l’innovazione nel settore dei servizi finanziari sfruttando i progressi più recenti dell’intelligenza artificiale con memoria associativa. Consente ai suoi membri di sfruttare per primi il vantaggio rispetto alla concorrenza e di definire il futuro dell’intelligenza artificiale con memoria associativa nei servizi finanziari. Ampliando la collaborazione già esistente con Intel, la Bank of New Zealand (BNZ) è entrata a far parte del programma Intel Saffron EAP. “Siamo entusiasti di collaborare con Intel Saffron ad una tecnologia così avanzata, che ci consentirà di comprendere i nostri clienti molto meglio di quanto non abbiamo fatto finora, e ci permetterà di aiutarli a prendere decisioni più consapevoli”, ha affermato David Bullock, Director of Products and Technology della BNZ. “Essere all’avanguardia nel campo dell’intelligenza artificiale ci permette di accedere alle tecnologie innovative più recenti per migliorare il nostro business”. Le soluzioni Intel Saffron consentono a BNZ di sfruttare la sua piattaforma di big data già esistente per estrarre informazioni sempre più sofisticate per un servizio clienti innovativo. The post Intel Saffron AML Advisor per rilevare i crimini informatici appeared first on Data Manager Online.

RSA estende il portafoglio di Business-Driven Security

RSA, leader mondiale in ambito cybersecurity grazie alle sue soluzioni di Business-Driven Security, ha annunciato la disponibilità di nuovi prodotti che aiuteranno le aziende ad affrontare molte delle sfide legate alla conformità alle norme sulla privacy dei dati imposte dal Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati dell’Unione Europea (GDPR). L’offering di RSA Archer per la governance dei dati e la gestione dei programmi di privacy può essere abbinato a RSA NetWitness, per accelerare la risposta alle violazioni, e a RSA SecurID, per garantire un ulteriore controllo delle identità e degli accessi ai dati per ulteriori funzionalità di conformità. Il GDPR costringe le aziende in tutto il mondo ad analizzare e rivedere il proprio approccio alla gestione e protezione dei dati in uno scenario cyber sempre più interconnesso. Un recente sondaggio promosso da PwC ha rivelato che oltre la metà delle multinazionali americane afferma che il GDPR è la loro principale priorità nell’ambito della protezione dei dati. LA PRIVACY DEI DATI È UN RISCHIO DI BUSINESS “Eravamo abituati a un mondo nel quale gli executive gestivano il business, l’IT si occupava dell’infrastruttura, la sicurezza definiva il perimetro e la compliance stabiliva le regole, ma normative come il GDPR stanno abbattendo quelle vecchie separazioni”, ha commentato Rohit Ghai, Presidente di RSA. “Il GDPR traduce il concetto di cyber-rischio sul piano del business, cambiando completamente le modalità con cui le aziende si rapportano ai dati dei propri clienti”. Il caso d’uso RSA Archer Data Governance aiuta le organizzazioni a documentare meglio i requisiti di governance dei dati per migliorare il supporto alle normative basate sui dati, come HIPAA, GLBA e GDPR. Il caso d’uso RSA Archer Privacy Program Management consente alle organizzazioni di gestire in modo olistico i programmi di privacy e allineare i processi alle normative, comprese le valutazioni sulla privacy e il monitoraggio dei casi di regolamentazione. In definitiva, il GDPR non è solo un problema di governance, risk management e compliance (GRC), ma riguarda l’intera impresa e costringe le aziende ad adottare una posizione più solida in termini di sicurezza in quattro aree critiche: Risk Assessment, Breach Readiness, Data Governance e Compliance Management. RISK ASSESMENT: COMPRENDERE IL RISCHIO INFORMATICO E DI BUSINESS L’articolo 32 del GDPR illustra gli elementi di un processo di assesment della sicurezza per assicurare la corretta progettazione e implementazione dei controlli e dei rischi. Un efficace processo di valutazione dei rischi accelera l’individuazione del legame tra i rischi e controlli interni, riducendo le lacune nella conformità al GDPR e migliorando le strategie di mitigazione dei rischi, fornendo alle aziende anche una strategia che permetta loro di migliorare propria postura in termini di cybersecurity. La RSA Archer Suite consente alle organizzazioni di gestire molteplici dimensioni del rischio con soluzioni basate su standard di mercato e su best practice in un’unica piattaforma software configurabile e integrata. Altri casi d’uso che supportano i processi critici correlati al GDPR includono: RSA Archer Security Incident Management consente di indirizzare il flusso, solitamente cospicuo, di alert di sicurezza e di implementare e governare un processo per scalare, investigare e risolvere gli incidenti di sicurezza. RSA Archer Security Operations and Breach Management estendono i processi legati alla gestione degli incidenti di sicurezza, aggiungendo il workflow sulla gestione di potenziali crisi o breach, oltre a supportare la gestione dell’intero team di security operation. RSA Archer Issues Management aiuta le organizzazioni a gestire le problematiche generate dagli assessment dei rischi, dei controlli e dagli audit. RSA Archer IT Risk Management velocizza l’identificazione dei rischi IT legati alla conformità al GDPR e migliora le strategie di mitigazione dei rischi di un’organizzazione. RSA Archer IT & Security Policy Program Management fornisce il framework per aiutare le organizzazioni a creare un sistema scalabile e flessibile per documentare e gestire le policy e le procedure di un’organizzazione in modo da supportare la compliance al GRPR. RSA Archer IT Controls Assurance fornisce il framework e la relativa tassonomia per aiutare le organizzazioni a documentare sistematicamente lo scenario di controllo del GDPR, consentendo alle organizzazioni di valutare e segnalare le performance e l’efficacia dei controlli a livello gerarchia e di processi di business. RSA Archer Third Party Catalog supporta la documentazione delle relazioni e dei rapporti con le terze parti, al fine di tracciare i soggetti esterni legati al GDPR. BREACH RESPONSE: UN’EFFICACIA RISPOSTA RICHIEDE VISIBILITA’ Obiettivo principale dei team di sicurezza è ovviamente prevenire le violazioni, ma purtroppo queste possono sempre accadere. L’articolo 33 del GDPR definisce i requisiti specifici per la notifica di una violazione dei dati personali all’autorità di controllo, aspetto che richiede una comprensione piena di tutti i dettagli che hanno caratterizzato la breach dei dati. Inoltre, il GDPR richiede la capacità di gestire la notifica all’autorità, generalmente entro 72 ore dalla scoperta della breach. Presentata a luglio, la nuova release della suite RSA NetWitness Suite, è in grado di scandagliare l’intera infrastruttura IT per identificare gli indicatori di un attacco sfruttando l’analisi comportamentale e il machine learning per comprendere meglio lo scopo e la natura della breach, migliorando la visibilità sulla sequenza di attacco e rendendo più rapida la notifica. DATA GOVERNANCE SIGNIFICA IDENTITY MANAGEMENT Un altro elemento critico della conformità al GDPR è controllare chi ha accesso ai dati personali. Le organizzazioni devono proteggere le informazioni di identificazione personale (PII) e devono essere in grado di dimostrare la dovuta scrupolosità nel tenere registri accurati delle attività di elaborazione, comprese le categorie di dati personali trattati, le finalità di elaborazione, i trasferimenti a paesi terzi al di fuori dello spazio economico europeo nonché le misure di sicurezza tecniche e organizzative pertinenti. La suite RSA SecurID, che comprende RSA SecurID Access e RSA Identity Governance e Lifecycle, abilita organizzazioni di ogni dimensione e maturità di ridurre al minimo il rischio legato alle identità e di consentire un accesso semplice e sicuro ai propri dipendenti. Sfruttando tecniche di risk analytics coadiuvate da informazioni di contesto, SecurID® assicura l’accesso corretto alle persone autorizzate, da qualsiasi punto e da qualsiasi dispositivo. Questi prodotti svolgono un ruolo fondamentale per supportare

Le scorte di OnePlus 5 sono finite in attesa del 5T

In meno di quattro mesi non c’è più una sola unità da vendere a livello globale e la compagnia non ne realizzerà altre, per spingere il prossimo modello A giugno di quest’anno OnePlus ha lanciato il suo smartphone “5”, che oggi è sold-out in ogni mercato di riferimento. Acquistabile esclusivamente via web, il dispositivo ha riscosso un successo probabilmente insperato dalla compagnia, che pare non voglia realizzarne copie aggiuntive, lasciando così i consumatori sprovvisti a bocca asciutta. In realtà, le strategie di marketing della cinese si rivolgono ad altro. A stretto giro infatti, dovrebbe arrivare OnePlus 5T, seguito del fortunato telefonino, con qualche chicca davvero interessante. Le speculazioni sulla generazione avvenire sono cominciate proprio nelle ultime ore, a seguito di un mancato rifornimento del modello attualmente in circolazione. Un quadro del genere per la ex startup è quanto di meglio potesse immaginare: tanta richiesta da soddisfare a breve con un cellulare nuovo di zecca. Cosa succede Solo qualche settimana di attesa e poi OnePlus 5T sarà realtà. La differenza maggiore rispetto al 5 dovrebbe essere uno schermo curvo e privo di cornici, con un display capace di coprire interamente la porzione a disposizione del touch. In altre parole, OnePlus sarebbe pronta a salire a bordo del trend infinity avviato da Samsung con il Galaxy S8 e seguito pure da LG con G6, Apple con iPhone X e di recente da Huawei con il Mate 10 Pro. Poco altro sappiamo circa specifiche hardware e software, anche se è più che probabile che la versione Android su cui si basa il casalingo Oxygen sia la 8.0 Oreo, a cui prima o poi tutti i principali top di gamma arriveranno nel corso dei prossimi mesi. Le mosse della creatura di Carl Pei si stanno rivelando azzeccatissime. Quest’anno, al classico 5, ha affiancato un’edizione limitata firmata dall’artista Castelbajac, dopo la buona risposta del 2016 con OnePlus 3 Colette, sponsorizzato dal marchio fashion francese. Una serie di smartphone camaleontici e ancora molto amati dai nerd. Non per altro, seppur con un alzamento del cartellino, l’azienda continua a innovare dal punto di vista delle specifiche, montando tecnologie di ultima generazione e mantenendo così alto il livello di competitività con i brand più famosi. The post Le scorte di OnePlus 5 sono finite in attesa del 5T appeared first on Data Manager Online.

Snapdragon 636: più potenza al mercato degli smartphone

La fascia media può contare su una nuova CPU pensata per innalzare la categoria, con maggiori prestazioni e il supporto ai display 18:9 Uno dei principali vantaggi del mercato mobile è che più passa il tempo più la tecnologia assottiglia le differenze tra le fasce. Oggi, con l’arrivo dello Snapdragon 636, Qualcomm migliora ulteriormente il middle-level, tramite una serie di funzionalità pensate proprio per innalzare la categoria e portare a bordo di terminali dai prezzi modici una qualità simile a quella dei top di gamma. Nello specifico, il 636 è la prima CPU che supporta di default risoluzioni dello schermo in FHD+ e in modalità 18:9 ultra wide, in grado di restituire immagini e video come mai prima d’ora (almeno a questi livelli). Al suo interno, il processore di Qualcomm integra un modulo costruito in 14 nm e composto da una CPU Kyro 260 che, stando all’azienda, consente di ottenere performance del 40% superiori al precedente Snapdragon 630 e del 10% in più quando si tratta di comparare il lavoro della scheda video, una Adreno 509 nel caso dell’ultimo arrivato. Maggiore velocità Ma non si parla solo di performance. Il 636 ospita un modem X12 4G LTE, che vuol dire poter scaricare contenuti a massimo 600 Mbps, un bel passo avanti rispetto al passato. Inoltre, l’unità di processione delle foto, aggiornata allo Spectra 160, può catturare scatti fino a 24 megapixel con tempi di zoom e autofocus minori, senza perdita di colori e tonalità. Se a questo aggiungiamo il 4K e la registrazione in Ultra HD a 30fps e a 1080p a 120fps allora le differenze con le tecnologie attuali montate sui dispositivi più costosi diventano davvero minime. Anche se non si hanno notizie ufficiali, lo Snapdragon 636 dovrebbe essere spedito ai produttori entro il mese di novembre, per poi arrivare a vendere smartphone e tablet potenziati dal processore per la prima metà del 2018. The post Snapdragon 636: più potenza al mercato degli smartphone appeared first on Data Manager Online.