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Aerohive Networks presenta la gamma più ampia sul mercato di opzioni per l’implementazione del cloud networking

Aerohive Networks, azienda innovatrice e leader nel cloud networking, annuncia la gamma più ampia di opzioni per l’implementazione del cloud networking: cloud pubblico, cloud privato e appliance virtuale. HiveManager NG offre ai clienti un’eccezionale scalabilità ed è in grado di garantire un’operatività senza interruzioni. HiveManager NG sfrutta un Global Data Center (GDC) centralizzato e diversi Regional Data Center (RDC) distribuiti in diversi paesi per rendere disponibile un’architettura scalabile fino a milioni di dispositivi e compatibile con tutti i regolamenti in tema di privacy e sovranità digitale. Grazie alla flessibilità di implementazione di HiveManager NG, Aerohive ha ora allargato il concetto di Regional Data Center a partner e clienti con un’offerta di cloud privato RDC. Essa garantisce le stesse funzioni e benefici del Cloud Pubblico, incluso il supporto di Aerohive Connect, Select e Insight, ma può essere collocato presso l’infrastruttura del cliente o del partner. E’ la soluzione ideale per i Managed Service Provider (MSP) o per le imprese che desiderano la scalabilità e l’elasticità del cloud con il livello di controllo derivante dall’hosting presso il proprio data center o il provider di servizi cloud. HiveManager NG è anche disponibile come appliance virtuale, economica e semplice da usare, con la possibilità di scalare fino a 5.000 dispositivi gestiti con la stessa tecnologia utilizzata nel Cloud pubblico. Questa soluzione è l’ideale per piccole e medie imprese o per i partner che desiderano sfruttare la potenza del cloud mantenendo il controllo totale sull’implementazione locale. Aerohive è in grado di offrire tale avanzata flessibilità nella gestione del cloud networking utilizzando tecnologie allo stato dell’arte come ElasticSearch e Kibana, accoppiate alla Cooperative Control Architecture di Aerohive. Di conseguenza, le implementazioni Aerohive di ogni dimensione, sia nel cloud pubblico sia on premise, possono beneficiare dello stesso set di funzioni e utilizzare lo stesso portfolio di dispositivi di accesso di nuova generazione. “L’architettura cloud di Aerohive è unica in quanto progettata per poter crescere fino a gestire milioni di dispositivi e garantire un’estrema flessibilità”, dice Dan Weidong Liang, responsabile Cloud Architecture di Aerohive Networks. “Grazie a tecnologie all’avanguardia e a un progetto pensato fin dall’inizio per il cloud, possiamo permettere ai clienti di rendere disponibile un insieme di funzioni, servizi e infrastrutture di rete su misura, al ritmo desiderato dal cliente con rapidità e costi contenuti”: The post Aerohive Networks presenta la gamma più ampia sul mercato di opzioni per l’implementazione del cloud networking appeared first on Data Manager Online.

Xiaomi dopo la Grecia debutta anche in Spagna

Xiaomi aprirà un negozio monomarca in Spagna e forse entro breve farà la stessa cosa anche nel nostro Paese Xiaomi ha serie intenzioni di espandersi in Europa. Il primo indizio è arrivato con l’apertura di un flagship store in Grecia a cui è seguito il lancio di Xiaomi Mi A1, il primo smartphone appartenente al programma Android One di Google e anche il primo dispositivo ad essere distribuito direttamente dall’azienda nel Vecchio Continente. Oggi è arrivata una nuova conferma. L’azienda cinese ha pubblicato su Twitter un’immagine in cui annuncia ufficialmente il suo debutto in Spagna. Nello scatto si può vedere la mascotte di Xiaomi ballare il flamenco con una ballerina. L’immagine è accompagnata dal claim “Hola España”. L’azienda cinese si prepara quindi ad aprire un nuovo negozio monomarca nel Paese iberico ma difficilmente saranno presenti tutti i dispositivi nel suo listino oltre agli smartphone come Smart TV, modem, smartwatch, tablet o altro. Al momento l’unico terminale che sicuramente verrà distribuito tramite questo canale è Xiaomi Redmi Note 5A e altre immagini confermano che il punto vendita verrà allestito al centro commerciale La Vaguada di Madrid. Per quanto riguarda l’Italia, non è ancora chiaro che piani abbia Xiaomi per il nostro Paese. Al momento è possibile acquistare i suoi prodotti solamente online e tramite rivenditori selezionati. Su Amazon Italia, invece, i dispositivi dell’azienda cinese sono stati ritirati fino a quando i rispettivi accessori non si adegueranno agli standard di qualità del sito di e-commerce. Il debutto in Spagna lascia comunque ben sperare in quanto si tratta di uno dei mercati più importanti di Europa. The post Xiaomi dopo la Grecia debutta anche in Spagna appeared first on Data Manager Online.

Secondo VMware il settore bancario è pronto ad abbracciare le tecnologie emergenti

Il 78 per cento degli intervistati afferma che le tecnologie di AI voice-based per il banking hanno il potenziale per essere un elemento di trasformazione nella banca Nel corso dell’evento Money 20/20, VMware ha presentato i risultati di una recente ricerca su come la tecnologia stia plasmando il futuro del settore bancario. L’indagine ha rivelato che le banche stanno mettendo le basi per la digitalizzazione delle attività e l’utilizzo di alcune tecnologie emergenti, dall’IoT alle autenticazioni biometriche alla blockchain, per lasciare un segno e innovare nei prossimi cinque anni. I risultati dell’indagine hanno evidenziato una cosa molto chiara: la tecnologia guiderà la trasformazione delle banche. La questione per le istituzioni finanziarie non è più se investire nella tecnologia, ma quanto velocemente investire. E le banche stanno già mettendo le basi per la loro trasformazione digitale. Quando gli intervistati sono stati invitati a descrivere la missione fondamentale della loro banca nel corso di un orizzonte di tre e cinque anni, hanno indicato fra le principali attività aziendali della banca “l’integrazione dei canali digitali e fisici” e “diventare leader digitali”. I risultati della ricerca Le tecnologie emergenti: Più del 50 per cento degli intervistati si aspetta che il proprio Istituto implementi le seguenti categorie di tecnologie emergenti nei prossimi cinque anni: applicazioni mobili, API/open banking, intelligenza artificiale (AI), realtà aumentata, autenticazioni biometriche e blockchain. il 78% degli intervistati afferma che il AI voice-based banking ha il potenziale per trasformare la banca retail. Il 67% degli intervistati attualmente sta implementando la tecnologia blockchain. Le sfide dell’implementazione: L’integrazione di nuove tecnologie nelle piattaforme esistenti e l’aggiornamento dei sistemi legacy sono le principali sfide di implementazione delle banche. Infatti, il 46% degli intervistati sostiene che le infrastrutture legacy hanno un certo impatto sulla capacità delle loro istituzioni di lanciare nuovi prodotti. Fra gli intervistati che dichiarano che l’infrastruttura legacy ha un grande impatto sulla propria capacità di lanciare nuovi prodotti, circa la metà afferma che le proprie banche sono attualmente impegnate nella modernizzazione del data center (52%) e nei progetti di cloud computing (48%) per affrontare il problema. L’impatto della modernizzazione dei data center e dei deployment cloud: L’81 per cento degli intervistati da banche con 100 miliardi di dollari di asset o più e il 68 per cento degli intervistati da banche con asset fra i 15 e i 100 miliardi di dollari di asset attualmente sta implementando tecnologie di cloud computing. Tra le banche che attualmente stanno prendendo in considerazione, testando o implementando aggiornamenti di sicurezza, programmi di modernizzazione dei data center, implementazioni di cloud computing e innovazioni fintech, almeno il 73 per cento prevede che le iniziative abbiano un impatto moderato o alto nei prossimi 12 mesi. L’82 per cento prevede che le iniziative abbiano un impatto medio-alto in cinque anni. “L’agilità che abbiamo ottenuto sfruttando le soluzioni cloud basate sulla piattaforma software-defined data center di VMware ha aiutato il nostro team IT a diventare un abilitatore anziché un ostacolo per il business”, ha spiegato Piergiorgio Spagnolatti, responsabile dell’infrastruttura di Banca Popolare di Sondrio. “Con la cloud foundation stiamo ora esaminando come possiamo distribuire tecnologie emergenti – come la blockchain – per dare valore aggiunto al business e offrire maggiore sicurezza e efficienza”. VMware svela la tecnologia Blockchain a Money 20/20 In occasione dell’evento Money 20/20 VMware ha anche presentato una novità per la promozione della tecnologia blockchain – una distributed ledger che memorizza in modo crittografato “blocchi” di dati per fornire piattaforme blockchain sicure, affidabili e scalabili per una vasta gamma di clienti nei servizi finanziari. Le banche, ad esempio, stanno implementando le blockchain per semplificare l’elaborazione back-end e ridurre drasticamente i costi. Nelle banche tradizionali esistono autorità centrali che verificano  l’autenticità delle transazioni e ne mantengono le registrazioni. Questo non solo consolida il potere in quelle autorità, ma lascia queste transazioni a rischio di essere compromesse. Con la tecnologia blockchain, le transazioni vengono registrate in un registro digitale distribuito e verificate da più parti decentrate. Queste parti dispongono di copie del registro, rendendo i dati bloccati protetti. “Il nostro team di ricerca e sviluppo è stato molto impegnato a promuovere la tecnologia enterprise blockchain per risolvere alcuni dei problemi attuali in termini di velocità, fault-tolerance scalabile e sicurezza. Il lavoro che il nostro team ha fatto per più di tre anni ha prodotto un ambiente blockchain completo. Svelare questo primo progetto è un enorme passo avanti nel nostro viaggio per lo sviluppo di tecnologie blockchain e siamo entusiasti di condividerlo con i nostri clienti”, ha dichiarato Michael DiPetrillo, senior director of blockchain technologies, VMware. “Il blockchain ha il potenziale per essere disruptive in molti settori, fra cui appunto quello finanziario”.   The post Secondo VMware il settore bancario è pronto ad abbracciare le tecnologie emergenti appeared first on Data Manager Online.

Amazon.it svela la top 10 dei vinili preferiti dagli italiani nel 2017

In occasione della Amazon Music Vinyl Week, una settimana di edizioni esclusive e promozioni dedicate al mondo del vinile dal 23 al 29 ottobre, Amazon.it svela quali sono i vinili più amati dell’ultimo anno e del passato, dagli anni ‘60 ad oggi, che resistono alla prova del tempo e continuano ad essere bestseller su Amazon.it Tutto pronto per la Amazon Music Vinyl Week, i sette giorni che Amazon.it ha deciso di dedicare a tutti i cultori dei 33 e 45 giri, dal 23 al 29 ottobre. Per un’intera settimana una sezione dedicata alla pagina amazon.it/vinylweek raccoglierà una selezione di offerte speciali ed edizioni esclusive di vinili, tra cui anche ristampe ed edizioni autografate dagli artisti, spaziando dai grandi classici della musica italiana ai più recenti successi Rock e Pop. Nella pagina dedicata alla Vinyl Week i clienti di Amazon.it potranno inoltre scoprire come si realizza un disco in vinile grazie ad un breve documentario girato in una delle poche stamperie di vinili rimaste in Italia. Gli artisti italiani presenti con dischi in esclusiva su Amazon.it durante la Vinyl Week saranno numerosi: da Patty Pravo a Guè Pequeno da Neffa ai Negramaro e gli intramontabili 883, Lucio Battisti, Fabrizio De Andrè, i Nomadi, i Pooh, Righeira, per citarne alcuni. Tra i numerosi dischi che dal 23 al 29 ottobre saranno disponibili fino ad esaurimento scorte, tante copie autografate: i 45 giri Senza/Non caderci mai più dei Thegiornalisti, Figli delle stelle/E tu mi porti via di Alan Sorrenti e What happened last night dei The Kolors, proposto in edizione numerata; i vinili colorati Malia parte II di Massimo Ranieri, The best of the beast di Donatella Rettore e Rock Steady di Ensi; il boxset Guè Pequeno Vinyl Collection. Tra le altre edizioni speciali, Triangolo/Sesso o esse di Renato Zero in 45 giri rosso, El diablo dei Litfiba, LP bordeaux 180 grammi, il picture disc Nel caos di stanze stupefacenti di Levante, il 45 giri in vinile arancio Aspettando il Sole di Neffa. Gli appassionati dei cult cinematografici italiani troveranno inoltre le colonne sonore dei film di Bud Spencer ed Er Monnezza, proposte in triplo LP rosso e blu. Inoltre durante la Vinyl Week sarà anche attivata la promozione Vinili 2×30€, che consentirà di acquistare due album da una selezione speciale di vinili disponibile a questa pagina, pagando al massimo 30€. In occasione della Vinyl Week, Amazon.it svela la classifica dei vinili più amati dagli italiani quest’anno, oltre alla top 10 dei vinili preferiti nel 2017 per ogni decade musicale, dagli anni ‘60 fino ai ‘90. Ecco la classifica completa dei vinili più acquistati nel 2017: The Dark Side Of The Moon dei Pink Floyd Live At Pompeii [4 LP] di David Gilmour Blackstar di David Bowie Legend – The Best Of Bob Marley & The Wailers di Bob Marley London Calling dei The Clash Wish You Were Here dei Pink Floyd Occidentali’s Karma (Vinyl 7″ Limited Numerato e Colorato Blu Trasparente) di Francesco Gabbani Morricone 60 Years of Music di Ennio Morricone Bimbi – Edizione Numerata e Autografata [Vinile 7″ 45 Giri Bianco] (Esclusiva Amazon.it) di Charlie Charles Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band – Anniversary Edition dei The Beatles I vinili preferiti dagli italiani nel 2017 suddivisi per decadi musicali In occasione di questa speciale settimana, Amazon.it ha dato uno sguardo anche ai vinili più cult, quelli che ancora oggi vengono collezionati, che continuano a influenzare le nuove generazioni di musicisti e che non ci si stanca mai di ascoltare. Di seguito, le top ten complete divise per decade: Anni ‘60 Are You Experienced [2 LP] di Jimi Hendrix Electric Ladyland [2 LP] di Jimi Hendrix The Doors dei The Doors Led Zeppelin I (Remastered) (LP) dei Led Zeppelin Abbey Road (Remastered) di The Beatles The Velvet Underground & Nico dei Velvet Underground At Folsom Prison [2 LP] di Johnny Cash Let It Bleed dei Rolling Stones Led Zeppelin II (Remastered) (LP) dei Led Zeppelin Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei The Beatles Anni ‘70 Dark Side of the Moon dei Pink Floyd London Calling [2 LP] dei The Clash Emozioni di Lucio Battisti The Wall dei Pink Floyd Led Zeppelin IV dei Led Zeppelin Non Al Denaro Non All’Amore Nè al Cielo di Fabrizio De Andrè Animals dei Pink Floyd Bitches Brew [2 LP] di Miles Davis Atom Heart Mother dei Pink Floyd Meddle dei Pink Floyd Anni ‘80 Legend – The Best Of Bob Marley and the Wailers di Bob Marley Thriller di Michael Jackson Greatest Hits dei Queen Born In The U.S.A. di Bruce Springsteen Back in Black degli AC/DC Appetite for Destruction dei Guns and Roses Dalla di Lucio Dalla The River [2 LP] di Bruce Springsteen Bad di Michael Jackson Joshua Tree degli U2 Anni ‘90 MTV Unplugged in New York dei Nirvana Grace di Jeff Buckley Nevermind dei Nirvana Violator dei Depeche Mode Greatest Hits II dei Queen Anime Salve di De Andrè (What’s The Story) Morning Glory degli Oasis Yield dei Pearl Jam Pulp Fiction, colonna sonora Blue Lines dei Massive Attack Di seguito l’elenco completo delle edizioni esclusive in uscita su Amazon.it in occasione della Vinyl Week. Artista Titolo Prezzo 883 Nord Sud Ovest Est [Vinile rosso 180 grammi] € 27.90 Alan Sorrenti Figli Delle Stelle / E Tu Mi Porti Via [Vinile blu 7″ 45 giri – Edizione autografata e numerata] € 13.90 Amanda Lear Sweet Revenge [Picture Disc] € 23.90 Angelo Branduardi La Pulce D’acqua / Il Poeta Di Corte [Vinile verde 7″ 45 giri – Edizione numerata] € 13.90 Casino Royale CRX / CRX Remix [Vinile 7″ 45 giri – Edizione numerata] € 13.90 Donatella Rettore The Best Of The Beast [Vinile bianco – Edizione autografata e numerata] € 23.90 Elisa Ogni Istante/Yours To Keep [Vinile 7″ 45 giri] € 13.90 Ensi Rock Steady [Vinile rosso 140 grammi] € 21.90 Eros Ramazzotti Terra Promessa [Vinile 7″ 45 giri] € 15.90 Fabrizio De Andrè Creuza De M [Vinile azzurro] € 20.90 Guè Pequeno Guè Pequeno Vinyl Collection [Box 5 LP vinile

Ricerca Fujitsu: i progetti di trasformazione digitale faticano a decollare

Un sondaggio effettuato su oltre 1.600 business leader di tutto il mondo dimostra che le aziende faticano a combinare in modo ottimale i quattro elementi strategici – Persone, Azioni, Collaborazione e Tecnologia (PACT) – che concorrono alla trasformazione digitale Concretizzare la trasformazione digitale richiede ben più della sola tecnologia. E’ quanto emerge dall’ultima ricerca commissionata da Fujitsu: The Digital Transformation PACT, che esamina le performance delle aziende nei confronti dei quattro elementi strategici necessari per potersi trasformare digitalmente: Persone, Azioni, Collaborazione e Tecnologia (PACT). L’indagine, svolta su oltre 1.600 business leader, sottolinea l’importanza che la trasformazione digitale riveste per le aziende, con la maggioranza di esse (il 46%) che dichiara di aver già implementato progetti di digitalizzazione e l’86% che sta pianificando di farlo nell’arco dei prossimi 12 mesi. Tuttavia, le aziende continuano a trovarsi in difficoltà sui quattro pilastri dell’approccio PACT: l’84% delle aziende afferma che i propri clienti si aspettano che siano maggiormente digitali, mentre il 71% pensa di non essere all’altezza, su questo versante, rispetto ai competitor. Due intervistati su tre (il 66%) sono convinti di essere destinati a perdere clienti a favore della concorrenza come conseguenza della trasformazione digitale. A preoccupare le aziende anche l’aspetto economico, ovvero i costi legati a questi progetti di trasformazione: un intervistato su tre (il 33%) ha dichiarato di aver cancellato un progetto di digitalizzazione negli ultimi due anni, perdendo oltre 420.000 euro, mentre uno su quattro (il 28%) ha dovuto registrare il fallimento di un progetto per un costo di 555.000 euro. “La tecnologia può essere un reale fattore di trasformazione, ma per sfruttare al meglio il digitale servono ben più che gli ultimi tool”, ha dichiarato Duncan Tait, CEO, SEVP e Head of Americas and EMEIA di Fujitsu. “Per quanto le aziende siano oggi consapevoli della necessità di adottare la tecnologia, continuano a esserci problemi significativi che contribuiscono a una elevata percentuale di insuccessi e agli alti costi ad essi associati. Per concretizzare una vision digitale è essenziale possedere le giuste competenze, partnership di processo e tecnologie. Con la rivoluzione digitale che sta cambiando rapidamente gli scenari di business, le aziende non possono permettersi di fallire la loro trasformazione”. Persone Nel considerare il proprio approccio nei confronti delle persone coinvolte nei progetti di trasformazione digitale, la quasi totalità degli intervistati (il 90%) dichiara di stare compiendo al proprio interno i passi necessari ad estendere l’accesso a competenze digitali; il 70% ammette una chiara mancanza di competenze di questo tipo all’interno della propria organizzazione, con conseguenze importanti: per esempio, l’80% degli intervistati afferma che questo costituisce il principale impedimento per poter affrontare il tema della cybersicurezza. Guardando al futuro, il 93% ritiene che la crescita delle competenze del personale risulterà essenziale per il successo delle rispettive aziende nei prossimi tre anni, mentre l’83% è convinto che l’intelligenza artificiale richiederà un cambiamento nelle competenze necessarie entro il 2020. Azioni Guardando alle azioni, ovvero ai processi e ai comportamenti che servono per abilitare la trasformazione digitale, nove business leader su dieci (il 90%) affermano che le rispettive aziende possiedono una strategia digitale chiaramente definita, mentre l’83% è fiducioso che il resto della propria azienda la conosca. Di contro, tre quarti (il 74%) nota come vengano spesso avviati progetti privi di un collegamento con la strategia di business complessiva, mentre il 72% sottolinea come i progetti digitali “ombra” rappresentino l’unico modo per concretizzare un’innovazione significativa in alcune aree dell’azienda. Due intervistati su tre (il 66%) attribuiscono al costo degli insuccessi il fatto di essere stati dissuasi dal perseguire ulteriori iniziative di trasformazione digitale. Collaborazione Sul tema della collaborazione, la maggior parte delle aziende afferma di avere già intrapreso o di prevedere di avviare progetti di co-creazione (il 63%) con partner come esperti di tecnologia (64%) e clienti esistenti (42%). Sorprende scoprire che il 79% sarebbe addirittura disposto a condividere informazioni sensibili nell’ambito di questi progetti di co-creazione; tuttavia il 73% afferma che non riuscire a raggiungere il successo entro un arco di tempo limitato metterebbe rapidamente fine a queste partnership strategiche. Tecnologia Quando si parla di tecnologia, le aziende intervistate sembrano intenzionate a implementare una grande varietà di sistemi; metà di esse prevedono di introdurre entro i prossimi dodici mesi soluzioni di cybersicurezza (il 52%) o di Internet of Things (il 51%), seguite da progetti di cloud computing (il 47%) e Intelligenza Artificiale (il 46%). Gli intervistati sono consapevoli dell’impatto rivoluzionario del cambiamento tecnologico, con l’86% che afferma che la capacità di cambiare sarà cruciale per la propria sopravvivenza nei prossimi cinque anni. Tuttavia, il 71% nutre preoccupazioni circa la capacità della propria azienda di adattarsi a tecnologie come l’intelligenza artificiale. Ha proseguito Tait: “L’introduzione di nuove tecnologie all’interno delle aziende ha sempre richiesto equilibrio. Tuttavia, con i cambiamenti tecnologici sempre più frequenti, trovare un giusto equilibrio non è mai stato così importante come oggi. Non è più sufficiente disporre delle migliori applicazioni e dei migliori dispositivi; senza persone capaci e di talento in grado di avvalersene, sono inutili. Si può avere a disposizione il personale più brillante e competente, ma se l’azienda non è aperta all’innovazione i risultati saranno difficili da raggiungere. E  nessuna azienda, non importa quanto grande, influente o potente, può sperare di isolarsi e avere successo nel mondo di domani. Un bilanciamento dei quattro elementi fondamentali – Persone, Azioni, Collaborazione e Tecnologia – è fondamentale se si vuole crescere in questa era digitale”. The post Ricerca Fujitsu: i progetti di trasformazione digitale faticano a decollare appeared first on Data Manager Online.

Smartphone pieghevoli: c’è anche Huawei

ZTE ha lanciato la moda, Samsung è pronta a seguirla ma la cinese non ha intenzione di restare indietro. Ha già un prototipo funzionante Ricorderemo lo ZTE Axon M come il primo vero e proprio smartphone con display flessibile mai commercializzato. In realtà, rispetto ai concept visti in precedenza, quello di ZTE è tutto fuorché un dispositivo rivoluzionario: non ha alcuno schermo pieghevole ma solo una cerniera che ne unisce due classici, visibili fronte-retro oppure affiancati, a mo’ di libro. Il motivo è semplice: al momento non esiste alcuna tecnologia concreta che permetta a un pannello di essere ripiegato su sé stesso e di mantenere una qualità decente almeno pari a quella dei prodotti odierni. Il futuro è nell’OLED ma lo diciamo oramai da troppo. Eppure entro i primi mesi del 2018 dovremmo vedere il Galaxy X, cellulare figlio del futuro ipotizzato da Samsung già nel 2014, quando immaginava smartphone e tablet da aprire e chiudere con semplicità. C’è anche Huawei Il 2018 potrebbe essere l’anno dell’avverarsi di tali profezie e non solo per la sudcoreana. Un altro grande nome nel mercato mobile, Huawei, è già pronta a sfornare la propria iterazione di smartphone flessibile, come confermato dal CEO Richard Yu. In un’intervista al sito CNET, il capo di una delle compagnie più promettenti a livello globale ha detto: “Siamo già pronti, nei nostri laboratori abbiamo un prototipo funzionante. A bordo ci sono due schermi ma ancora non uniti del tutto. Non ci fa impazzire l’idea e per questo stiamo lavorando per migliorarla”. a quanto pare, i prossimi mesi saranno fondamentali per capire se davvero la cinese abbia le carte in regola per dare un simile slancio alla sua produzione, riducendo ancora di più il divario da Samsung e allungando su Apple, il marchio che più di altri sta soffrendo la strategia aggressiva di Huawei. The post Smartphone pieghevoli: c’è anche Huawei appeared first on Data Manager Online.

Vertiv sviluppa un progetto con l’Università di Pisa

L’azienda L’Università di Pisa, fondata nel 1343, è uno degli Atenei più antichi e prestigiosi in Italia e in Europa e il secondo in Toscana, dopo Firenze. La sua organizzazione è composta da 20 Dipartimenti, che comprendono facoltà umanistiche, scientifiche e informatiche, con circa 50.000 studenti iscritti ai differenti corsi di laurea. Background L’Università disponeva già di tre data center in città a supporto delle attività didattiche e di ricerca e aveva la necessità di potenziare ulteriormente le infrastrutture per garantire maggiore efficienza e agilità. A febbraio 2016 l’Istituto ha indetto quindi un bando di gara per la realizzazione di un quarto data center, da implementare alle porte di Pisa, a San Piero a Grado, in un edificio di proprietà, già sede di alcuni laboratori di ricerca dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). Sommario Location: Pisa, Italia Settore: Education Soluzioni Vertiv: Freecooling chiller adiabatici Liebert HPC-S Unità infra-rack ad acqua refrigerata Liebert CRV 300 mm UPS Liebert NXC 200 kVA Piattaforma di Gestione dell’Infrastruttura del Data Center (DCIM)Trellis Servizi di monitoraggio preventivo e diagnostica remota Vertiv LIFE Services Esigenze Creazione di una nuova struttura che fosse potente ed efficiente, che possedesse importanti caratteristiche tecniche in modo tale da consentire realmente una significativa riduzione dei consumi energetici e dell’impatto sull’ambiente, permettendo anche un contenimento dei costi di gestione. Risultati Implementazione di tecnologie efficienti a potenziamento dell’infrastruttura Incremento dell’operatività e dell’agilità Risparmio energetico, riduzione dell’impatto sull’ambiente e contenimento dei costi di gestione Il contesto Il data center si trova in uno spazio unico di circa 250 mq e ha una struttura composta da 5 isole, ciascuna dotata di 12 rack, realizzate con il sistema di separazione dell’aria calda e fredda  con porte scorrevoli. La nuova infrastruttura è stata realizzata seguendo precisi criteri per ottenere una riduzione dei consumi e delle emissioni. Le elevate competenze tecniche e le efficienti tecnologie offerte da Vertiv, unite al valido supporto di un partner tecnologico, hanno permesso di presentare un progetto ad hoc, completamente allineato alle esigenze del cliente per quanto riguarda l’implementazione di soluzioni per la gestione termica e l’alimentazione elettrica, combinate a servizi di gestione dell’infrastruttura del data center (DCIM). Le soluzioni Per quanto riguarda il thermal management, sono state implementate tecnologie basate sul freecooling chiller adiabatico offerte dalle soluzioni Vertiv Liebert HPC-S. I 3 freecoling chiller adiabatici Liebert HPC-S installati permettono infatti un risparmio dei consumi energetici tra il 25% e il 30% rispetto alle soluzioni di analoghi chiller freecooling e garantiscono un incremento di efficienza, contenendo l’impatto sull’ambiente. Nei modelli installati presso il data center di Pisa, il sistema a pad bagnati in funzione adiabatica pre-raffredda l’aria dell’ambiente che entra nella batteria condensante di freecooling e di condensazione, massimizzando la potenza e l’utilizzo del freecooling e limitando l’impiego dei compressori a poche ore all’anno, anche con elevate temperature esterne. Per il condizionamento infra-rack, l’Università di Pisa si è dotata di 22 unità infra-rack ad acqua refrigerata Liebert CRV 300 mm, unità che permettono di ottimizzare lo spazio, il costo capitale e di esercizio. I Liebert CRV garantiscono la più elevata potenza frigorifera tra le unità delle stesse dimensioni presenti sul mercato, e offrono una vasta possibilità di opzioni, fra cui il controllo dell’umidità e un’alta capacità filtrante in un formato compatto. Il raffreddamento viene fornito a livello del rack, anziché dell’intera sala CED. Inoltre, per assicurare la massima disponibilità e continuità dei servizi, all’interno del data center sono stati installati 2 UPS Liebert NXC 200 kVA che offrono un’alimentazione affidabile e flessibile in una soluzione completamente integrata. Grazie alla tecnologia a doppia conversione ad alta efficienza senza trasformatore, la soluzione raggiunge un’efficienza del 96% in doppia conversione e fino al 99% in modalità ECO, garantendo un’efficace protezione delle utenze e consentendo al contempo una riduzione del costo totale di proprietà (TCO) e un contenimento dell’impatto ambientale. “Le soluzioni proposte da Vertiv hanno risposto in modo completo alle nostre esigenze di riduzione dei consumi energetici, permettendoci di creare un data center realmente efficiente,” spiega Maurizio Davini, Responsabile delle Infrastrutture dell’Università di Pisa. “Siamo molto soddisfatti da questo progetto, realizzato in tempi record, che segue criteri di sostenibilità, dati dal contenimento delle spese di esercizio e di manutenzione ed è pronto per ulteriori espansioni a costi accessibili.” L’Ateneo sta ultimando l’implementazione della piattaforma di DCIM Trellis di Vertiv, per l’ottimizzazione in tempo reale che consente la gestione unificata dell’infrastruttura del data center. Il software della piattaforma Trellis è in grado di coordinare la capacità, monitorare l’inventario, pianificare le modifiche, visualizzare le configurazioni, analizzare e calcolare il consumo energetico, ottimizzare l’apparecchiatura di alimentazione e condizionamento e rendere possibile la virtualizzazione. La piattaforma monitora il data center, consente di capire in modo completo le dipendenze del sistema per mantenere l’operatività sempre ai massimi livelli. Per quanto riguarda gli sviluppi futuri, l’Università sta valutando l’attivazione di Vertiv LIFE Services, i servizi di monitoraggio preventivo e diagnostica remota, che consentono di rilevare con tempestività ogni eventuale condizione di allarme o di superamento delle tolleranze, per un’efficace manutenzione proattiva e interventi rapidi in caso di anomalie con risoluzione in remoto. “Il supporto che gli specialisti di Vertiv continuano a fornirci è prezioso per incrementare il livello tecnologico del nostro data center e consentirci di avviare nuovi servizi didattici con la garanzia di affidabilità e disponibilità, tenendo sempre sotto controllo i costi e i consumi energetici. Tra i nostri obiettivi, quello di raggiungere un livello di PUE (Power Usage Effectiveness) pari a 1,15 quando il data center sarà a pieno carico” sottolinea Davini. The post Vertiv sviluppa un progetto con l’Università di Pisa appeared first on Data Manager Online.

Giorgio Crosina è il nuovo Chief Information Officer del Gruppo Iccrea

Un passo importante per lo sviluppo delle strategie IT, in vista del lancio del Gruppo Bancario Cooperativo targato Iccrea Magagni, Presidente di Iccrea Banca: “Un motivo di grande soddisfazione che dimostra l’interesse che suscita in professionisti di primo piano il nostro progetto di Gruppo Bancario Cooperativo”. Rubattu, Direttore Generale di Iccrea Banca: “L’arrivo di Giorgio Crosina è un importante tassello nel rafforzamento della struttura manageriale e dimostra la capacità del progetto di Gruppo Bancario Cooperativo promosso da Iccrea Banca di attirare i migliori talenti presenti sul mercato”. A partire dal 1°gennaio 2018 Giorgio Crosina, 60 anni, trentino, laureato in Ingegneria elettronica al Politecnico di Milano, già direttore generale di Phoenix Informatica Bancaria (Trento), sarà il nuovo Chief Information Officer del Gruppo Iccrea, e svolgerà un ruolo rilevante di senior advisor per le questioni ICT (Information and Communication Technolgy) per il Consiglio di Amministrazione. L’arrivo di Crosina, che è stato il creatore e l’artefice del successo di Phoenix Informatica Bancaria, si inserisce in un piano strutturato di rafforzamento del management del Gruppo bancario Iccrea, in vista del costituendo Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea che si posizionerà tra i primi 4 gruppi bancari italiani. Le nuove abitudini dei consumatori, l’evoluzione normativa, il nuovo contesto tecnologico e la presenza sempre più incisiva di nuovi player non bancari, fanno evolvere la modalità di erogazione dei servizi centrata sempre di più su concetti di omnicanalità e di processi realtime, abilitati da architetture informatiche aperte. In questo contesto, il modello di servizio dell’ICT e del Back Office bancario del Gruppo Iccrea si vanno ridefinendo attraverso una strategia che pone sempre di più al centro il cliente. L’arrivo di Crosina è un ulteriore ed importante passo in questa direzione oramai già delineata. “La decisione di Giorgio Crosina di mettere la sua pluriennale esperienza al servizio del Gruppo Iccrea – ha dichiarato Giulio Magagni, Presidente di Iccrea Banca – èmotivo di grande soddisfazione da parte del Consiglio di Amministrazione e dimostra l’interesse che suscita in professionisti di primo piano il nostro progetto di Gruppo Bancario Cooperativo”. “Per il Gruppo Iccrea – ha detto Leonardo Rubattu, Direttore Generale di Iccrea Banca – l’arrivo di Giorgio Crosina non rappresenta solo la possibilità di avvalersi dell’esperienza e delknow how di uno dei più riconosciuti manager nel settore dell’informatica bancaria. La costante e pluriennale attenzione di Crosina nei confronti delle esigenze delle Banche di Credito Cooperativo, sia nel contesto di un’incessante evoluzione normativa che in quello di un mercato sempre più competitivo, rappresenta per noi un asset fondamentale nell’implementazione della nostra strategia di innovazione nella relazione con i clienti delle BCC”. “Inoltre – ha affermato Leonardo Rubattu – l’inserimento dell’ing. Crosina, rappresenta un tassello essenziale nel rafforzamento della struttura manageriale in vista del nuovo Gruppo Bancario Cooperativo e del processo di graduale convergenza dei sistemi informatici delle 154 BCC aderenti al progetto promosso da Iccrea Banca”. “Nei prossimi mesi continueranno gli inserimenti mirati di professionisti di primo piano in posizioni organizzative chiave – ha concluso Leonardo Rubattu -. Siamo determinati a rispettare le tempistiche condivise con la Vigilanza italiana e europea”. Giorgio Crosina assumerà tutte le funzioni attualmente in capo alla dottoressa Nicoletta Mastropietro che, a partire dal 1° novembre 2017, lascerà il Gruppo Iccrea. Il Consiglio di Amministrazione di Iccrea Banca ringrazia la dottoressa Mastropietro per il prezioso contributo al consolidamento delle piattaforme informatiche del Gruppo Iccrea e le augura il migliore successo nella sua prossima esperienza professionale. The post Giorgio Crosina è il nuovo Chief Information Officer del Gruppo Iccrea appeared first on Data Manager Online.