Smart Working Day 2017

L’evento verticale che avvicina le aziende al processo di cambiamento smart. Dopo il successo di Milano e Roma, il Tour fa tappa a Napoli Non solo teoria. Ma anzi, esempi concreti ed approfondimenti pratici utili all’applicazione di un nuovo modello per fare business. Lo Smart Working non si dice, si fa. Ma come? Dopo i successi della “data zero” negli spazi inCOWORK di Cormano e della prima tappa nei locali di eFM di Roma con un inaspettato sold out ed il record di ben 300 registrazioni nel giro di pochi giorni, prosegue lo Smart Working Day Tour a cura di Inside Factory, Be Happy Remotely e Seedble, tre realtà diverse che in comune hanno una sfida: portare contenuti di valore in una giornata interamente dedicata alla scoperta del lavoro agile. Smart worker, manager aziendali, professionisti interessati all’adozione di un modello lavorativo di rottura proficuo, flessibile e redditizio ma anche nomadi digitali e studenti: fatevi avanti! Questo è l’evento per voi e per tutti i coloro desiderosi di capire come cambiare la propria cultura lavorativa. Skills, tools, suggerimenti, condivisioni di best practices, case history e scenari futuri. L’appuntamento è per l’8 novembre a Napoli negli spazi di coworking RE.WORK (Viale della Costituzione) dove dalle 9,30 alle 17 esperti del settore e docenti qualificati saliranno in cattedra per guidare i partecipanti alla scoperta dello Smart Working e delle sue molteplici declinazioni. Che cos’è lo Smart Working? Perché ha senso introdurlo in azienda e quali sono gli step da seguire? La giornata offrirà una panoramica completa sul tema, dando pillole formative e affrontando argomenti specifici come il coworking, il worklife balance, la collaboration. L’occasione per farlo, oltre ai workshop, sarà lo spazio speciale del Salotto Live insieme ad ospiti di spessore. Il confronto a più voci raccoglierà infatti i case histories di Enrico Martines, HR Manager Italy Social Innovation di HP Enterprise, di Luisa Errichello, ingegnere gestionale e ricercatore all’IRISS CNR e della collega Tommasina Pianese, assegnista di ricerca presso lo stesso istituto e coordinatrice in Italia del Research Group on Collaborative Spaces, network di ricerca internazionale sugli spazi collaborativi. Tra i protagonisti del Salotto anche Antonio Savarese, Project Manager in Enel Italia nella funzione System Improvements. A seguire gli speeches dei Vendor e ancora un focus su vantaggi ed opportunità offerte dal lavoro agile. “Lo Smart Working- dichiara Andrea Solimene CEO & Founder Seedble, organizzatore e speaker- sta entrando sempre più prepotentemente nelle strategie delle organizzazioni impattando sugli schemi, comportamenti, processi e abitudini delle stesse. Le tecnologie digitali stanno cambiando il nostro modo di lavorare e collaborare, l’ufficio diventa un luogo di incontro, non più il posto di lavoro. Gli spazi vengono ridisegnati e progettati per incontrare le esigenze di flessibilità e mobilità delle persone. È in atto un cambiamento che rappresenta l”evoluzione delle organizzazioni, e lo Smart Working è la chiave per l’innovazione” “Pensando al momento di profondo cambiamento dei modelli di lavoro attuale – aggiunge Giovanni Battista Pozza coach e founder di Work Happy Remotely – vedo nello Smart Working una risposta concreta ai dubbi degli imprenditori e dei collaboratori. Eppure è necessario un approccio a 360° per applicare un modello di Smart Working vincente. Si, perché c’è anche chi l’ha applicato male! Allo Smart Working Day c’è tutto quello che serve per iniziare bene e proseguire migliorando”. “Andremo alla ricerca di nuove fonti e idee utili – spiega Samuel Lo Gioco, formatore e Managing Director di Inside Factory – portando contenuti concreti: cosa devo fare per entrare nella cerchia degli smart workers? Quali sono i risultati tangibili che, aziende o professionisti, potranno riscontrare applicando lo Smart Working? Nell’era dell’Industria 4.0 e della Digital Transformation è fondamentale applicare un nuovo modello di lavoro dinamico. Per questo è nata l’idea di realizzare un evento totalmente pratico e diretto”. Di seguito l’agenda della giornata: Ore 9,30 Registrazione & Welcome Coffee Ore 10,00 Introduzione Ore 10,15 “Smart Working: lusso o sopravvivenza?” Andrea Solimene Ore 11,05 Noi e lo Smart Working: Speech Session Ore 11.45 Salotto Live: lo Smart Working attraverso i principali case history, confronto a più voci Ore 12,15 “Come essere un team collaborativo e produttivo da remoto” Giovanni Battista Pozza Ore 13,00 Termine lavori prima parte Ore 14,30 Inizio lavori seconda parte Ore 14,35 “Galateo Linkedin, Educazione Digitale” Giada Susca e Valentina Marini Ore 14,55 “Smart Worker: come vincere la produttività con i giusti alleati contro i principali nemici” Samuel Lo Gioco Ore 15,40 Noi e lo Smart Working: Speech Session Ore 16,00 “Nuove regole per lo Smart Working: un punto di svolta?” Avv. Sergio Alberto Codella Ore 16,40 Consegna degli attestati Ore 17,00 Chiusura dei lavori L’evento è gratuito. Per iscriversi: http://www.smartworkingday.it/. Prossime tappe: Treviso 14 novembre Catania 29 novembre The post Smart Working Day 2017 appeared first on Data Manager Online.
Smau – Santoni (Cisco Italia): accelerare gli investimenti perché l’innovazione italiana faccia crescere il nostro Paese
“Dobbiamo assolutamente fare un salto di qualità negli investimenti sulle nostre start –up: cambiare scala, per fare in modo che la nostra capacità di creare innovazione diventi per il nostro paese un patrimonio di competitività, occupazione e crescita” Lo ha detto l’Amministratore Delegato di Cisco Italia Agostino Santoni, in relazione al suo intervento nel convegno “ItaliaReStarts Up, Meet the Italian Innovation Ecosystem” che si è tenuto questa mattina, nella giornata inaugurale dell’edizione 2017 di SMAU Milano. “L’ecosistema dell’innovazione italiano ha tanti punti di forza: grandi competenze e qualità delle persone, una distribuzione territoriale che non accentra in pochi poli di attrazione la possibilità di sviluppare le idee innovative, una rete molto attiva di attori che offrono opportunità di scouting, incubatori, acceleratori. E’ questa ricchezza che ci ha motivato, ormai quasi due anni fa, a fare dell’innovazione uno dei pilastri del nostro piano di investimenti Digitaliani” ha spiegato Santoni anche nel suo intervento. “Tutto questo lavoro sta dando i suoi frutti, in termini di apertura delle imprese italiane – anche piccole – alla collaborazione con le start up in ottica di trasformazione digitale, e in termini di visibilità del nostro ecosistema anche a livello internazionale: ma non basta, senza un salto di qualità nel volume di investimenti diretti sulle nostre realtà innovative non potremo sfruttare veramente tutto questo potenziale e perderemo, magari a favore di altri paesi, i ritorni in termini di competitività e di occupazione che potremmo avere”. A livello istituzionale, ha aggiunto Santoni, sono stati fatti passi avanti importanti nel creare strumenti che favoriscano gli investimenti. “Se in passato potevamo dirci che non c’era nel Paese un percorso per ragionare sull’innovazione, per iniziare a integrarla nelle strategie di crescita, oggi non possiamo più dirlo. Dobbiamo muoverci. Nel resto del mondo i settori chiave della nostra economia – il manifatturiero, l’agroalimentare, il turismo, il retail di qualità – crescono grazie all’integrazione con le nuove tecnologie, sostenuta da cifre di tutt’altro calibro rispetto a quelle che esprimiamo noi oggi. Se crediamo nelle nostre eccellenze imprenditoriali e nelle capacità dei nostri giovani, dobbiamo cambiare scala”. Cisco, nel quadro del piano di investimenti Digitaliani lanciato nel gennaio 2016 per accelerare la digitalizzazione del Paese, ha contribuito con 5 milioni di euro al fondo Invitalia Venture I; collabora con un network che oggi comprende 20 incubatori e acceleratori, coinvolge università e centri di ricerca; ha supportato nei primi 18 mesi 9 programmi di accelerazione, 4 hackathon, un master per la formazione di Digital Transformation officer per il Made in Italy; ha incontrato oltre 120 start up, 25 delle quali sono state attivamente ingaggiate in progetti di co-innovazione con clienti. The post Smau – Santoni (Cisco Italia): accelerare gli investimenti perché l’innovazione italiana faccia crescere il nostro Paese appeared first on Data Manager Online.
Sindrome del cuore spezzato, anche la perdita del proprio cane può causarla
Il dolore per la morte del proprio cane può provocare un attacco cardiaco Che il dolore legato ad un lutto non riguardi solo la perdita dei congiunti umani ma anche quella dei nostri migliori amici a quattro zampe non è certo un fatto sorprendente. Ciò che però non si sapeva è che questo dolore, al pari di quello per la perdita dei propri cari, può portare a sviluppare un insieme di sintomi simili ad un attacco cardiaco: la cosiddetta sindrome da “cuore spezzato”. Eventi drammatici ma anche felicità improvvisa A dimostrarlo è il caso di una donna texana descritto dal New England Journal of Medicine: la 62enne si è svegliata una mattina pochi giorni dopo la morte del proprio cane accusando un forte dolore al petto e altri sintomi che facevano presagire un infarto. Dopo essersi recata al Texas Medical Center di Houston gli esami hanno escluso che ci fosse un attacco cardiaco in corso, ma i medici le hanno diagnosticato la ‘cardiomiopatia di Takotsubo’, sindrome potenzialmente fatale con sintomi simili a quelli di un infarto e che è scatenata da forti stress o da eventi drammatici come la morte del marito o di un figlio. Si tratta di una rara condizione che colpisce il cuore, descritta per la prima volta in Giappone nel 1990, una patologia che comporta la deformazione del ventricolo sinistro con sintomi analoghi a quelli di una sindrome coronarica acuta. Ecco perché questa malattia è conosciuta più comunemente come “sindrome del cuore infranto” o “sindrome da crepacuore” e determina tassi di mortalità simili a quelli dell’infarto (5%). Tuttavia non sarebbero solo le emozioni negative a scatenare la sindrome, ma anche troppi stimoli positivi intensi, come gioia e felicità improvvise. La condizione colpisce sopratutto le donne in post-menopausa, anche senza la presenza di possibili rischi cardiaci. Il cane è come un parente stretto “A scatenare l’evento è stata la morte del mio Yorksire Terrier, Meha – racconta Joanie Simpson, la paziente, al Washington Post -. Ero inconsolabile, mi ha veramente colpito molto”. Questo caso confermerebbe quindi i risultati di diversi studi secondo cui il rapporto con il proprio cane può essere paragonato sotto tutti gli aspetti a quello con un parente stretto. L’intesa con noi è tale che sono in grado di distinguere i nostri stati d’animo dalle nostre espressioni del viso e sembra che possano capire il linguaggio umano: il loro cervello si sforza di interpretare quello che diciamo. Secondo una ricerca pubblicata da poco su Veterinary Record, i proprietari di un cane o un gatto malato presentano gli stessi segni di stress di chi deve accudire un parente stretto, come un figlio. Alla luce di queste considerazioni, appare come del tutto legittimo il diritto recentemente accordato in Italia ad una lavoratrice di avere dei giorni di permesso retribuito a causa di un grave problema di salute del proprio cane. The post Sindrome del cuore spezzato, anche la perdita del proprio cane può causarla appeared first on Data Manager Online.
Facebook, test per ‘Pagine’fuori da news
In bacheca alternativa anche Pagine editori, prove in 6 paesi
X-POP a Smau Milano 2017
X-POP start up innovativa, vi aspetta a smau milano dal 24 al 26 ottobre allo stand presso fiera milano. L’azienda, selezionata tra le migliori start up innovative siciliane, presenterà i suoi modelli innovativi di industrial design relativi ai settori della Smart Mobility, Smart Energy e Smart Data. In particolare tali modelli definiti “P.O.P. – Point of Presence” sono caratterizzati da un’elevata impronta di economia circolare; questi infatti utilizzano come sistema di accumulo energetico le batterie esauste dei veicoli elettrici. Sarà, altresì, presentato il modello “4P4S – FOURPLANFORSMART” di pianificazione preliminare strategica delle smart city, derivato dall’esperienza maturata nello smart planning. Vi aspettiamo numerosi. “X-POP – Our innovation in blu economy” The post X-POP a Smau Milano 2017 appeared first on Data Manager Online.
Google velocizza i pagamenti online con “Pay With Google”
Pay With Google è un nuovo sistema che permette di pagare con un semplice click e senza la necessità di digitare numeri di carta di credito o altro Pagare online da smartphone e tablet è diventato molto più semplice e rapido grazie a Google. L’azienda di Mountain View ha fatto debuttare ufficialmente un nuovo servizio chiamato “Pay With Google” che era già stato presentato durante la scorsa Google I/O. La funzione va ad aggiungersi al sistema di pagamento Android Pay e come spiega la stessa Big G in una nota sul suo blog si basa sull’account su cui gli utenti hanno pre registrato le proprie carte di credito e di debito. Con “Pay With Google” basta un tap sullo schermo per avviare la transazione una volta che comparirà l’apposita sezione sulle app e i siti web abilitati al servizio. Cliccando sul bottone si eviterà di dover inserire altre informazioni come nome, numero di carta o qualsiasi altro dato solitamente richiesto per pagare in Rete. Ad oggi sono già 15 le aziende che hanno partecipato al progetto tra cui Kayak, Dice, iFood e Wish. A breve si aggiungeranno anche Airbnb, Deliveroo e Just Eat. Google, che sta per realizzare la città del futuro nella periferia di Toronto, inoltra ricorda che bastano poche linee di codice per implementare il suo sistema di pagamento grazie alla sua piattaforma dedicata agli sviluppatori. The post Google velocizza i pagamenti online con “Pay With Google” appeared first on Data Manager Online.
HP presenta la sua prima workstation convertibile
HP ZBook x2 PC consente ai designer di sfruttare tutta la potenza di Adobe Creative Cloud e altre applicazioni professionali In occasione dell’evento Adobe MAX, HP ha presentato uno dei PC convertibili più potenti del mondo, progettato per rispondere alle esigenze di prestazioni e mobilità di artisti, designer e professionisti dell’imaging digitale, che hanno bisogno di spingere al limite Adobe Creative Cloud e altre applicazioni professionali. Le prestazioni di HP ZBook x2, una delle prime workstation convertibili al mondo, aumentano la produttività e offrono ad autori e creativi digitali la possibilità di lavorare quando e dove preferiscono. La ridefinizione da parte di HP dei PC convertibili ha avuto inizio nei mesi scorsi con l’introduzione dei modelli HP Spectre x2 e HP Elite x2. Oggi, con la presentazione di HP ZBook x2, HP completa questo terzetto con una delle più potenti soluzioni convertibili per i professionisti creativi. Con questa nuova offerta, HP consolida la sua leadership nel settore dei PC, dando il via a una nuova era di sistemi convertibili caratterizzati da un livello superiore di prestazioni, eleganza ed efficienza. “Con l’introduzione della prima e più potente workstation convertibile del mondo, non esiste un dispositivo più adatto per consentire ad artisti e designer di trasformare in realtà le proprie idee”, ha dichiarato Gwen Coble, direttore della divisione Workstations, Thin Clients, Retail Solutions and Immersive Computing di HP Inc. per l’area EMEA. “Con HP ZBook x2 stiamo offrendo lo strumento perfetto per accelerare il processo creativo, con una potenza, prestazioni e una facilità d’uso senza precedenti. Questo dispositivo aiuterà i professionisti creativi in quello che sanno fare meglio: dare vita a nuove idee e arricchire il mondo che ci circonda”. Liberare la creatività digitale HP ZBook x2 permette ai designer di eseguire con facilità qualsiasi attività creativa grazie ai processori Intel Core quad-core, al doppio della memoria rispetto a qualsiasi altro PC convertibile e a schede grafiche NVIDIA Quadro che assicurano prestazioni grafiche superiori del 73% rispetto a Surface Pro. Un silenzioso sistema di raffreddamento attivo a doppia ventola è progettato per dissipare il calore della potente scheda grafica e del processore. Per soddisfare al meglio le esigenze dei professionisti creativi, tra cui gli utenti di Adobe, HP ha anche sviluppato la funzionalità HP Quick Keys, che offre 18 tasti di scelta rapida personalizzabili a seconda delle applicazioni, molto utili per risparmiare tempo. “In Adobe, il nostro obiettivo è accelerare la creatività. Creative Cloud è la piattaforma che ci consente di introdurre potenti innovazioni nelle nostre applicazioni e nei servizi basati sul cloud supportati da Adobe Sensei, con l’intelligenza artificiale al centro di ogni esperienza utente”, ha commentato Mala Sharma, Vice President e General Manager del gruppo Creative Cloud Product, Marketing and Community. “Adobe è entusiasta della collaborazione con HP: siamo certi che stimolerà ulteriormente la creatività e offrirà agli utenti di Creative Cloud ancora più potenza e libertà per cogliere l’ispirazione ovunque si trovino”. Oggi, molti professionisti creativi utilizzano diversi dispositivi come un MacBook Pro e un iPad per eseguire le stesse attività che è possibile effettuare su HP ZBook x2. Considerata l’importanza della mobilita’ HP ha creato un dispositivo singolo che unisce continuita’ di uso e prestazioni in ogni modalita’ di utilizzo. HP ZBook x2, il più versatile sistema convertibile realizzato finora da HP, può essere usato in quattro modalità: laptop, detached, con docking station e tablet. In modalità laptop, HP ZBook x2 è una potente workstation mobile con una tastiera derivata da HP ZBook Studio. In modalità detached, permette agli utenti di eseguire attività creative sul tablet grazie alla penna HP dal tratto accurato e preciso, avendo comunque un accesso completo a tutti i tasti di scelta rapida con la tastiera connessa tramite Bluetooth. In modalità collegata alla docking station, HP ZBook x2 può alimentare due monitor 4K aggiuntivi o cinque schermi in totale. In modalità tablet, garantisce il massimo livello di prestazioni, consentendo agli utenti di acquisire le idee grazie alla potente scheda grafica NVIDIA 3D. Utilizzando la penna HP con HP ZBook x2, è possibile lavorare senza interruzioni perché non è necessario doverla ricaricare. Questo dispositivo senza batteria, progettato da HP e basato sulla tecnologia Wacom EMR, risponde immediatamente a ogni piccolo movimento della mano dell’artista, per un utilizzo estremamente naturale. HP ZBook x2 offre 4.096 livelli di sensibilità alla pressione, con funzionalità di inclinazione multidirezionale e una gomma dedicata. Appartenendo alla famiglia delle workstation mobile tra le più sicure e gestibili al mondo, HP ZBook x2 include HP Sure Start Gen3 per la protezione del BIOS, TPM 2.0 per la protezione delle credenziali tramite crittografia basata su hardware e metodi di autenticazione sicura con il lettore di smart card e HP Client Security Suite Gen3 per la protezione dei dati, del dispositivo e dell’identità, tra cui riconoscimento facciale e il lettore di impronte digitali. HP ZBook x2 in sintesi HP ZBook x2 unisce mobilità e prestazioni grazie a un corpo pressofuso in alluminio e magnesio completamente lavorato con un peso di appena 1,6 kg e uno spessore di 14,6 mm in modalità tablet o 2,2 kg e 20,3 mm in modalità laptop. HP ZBook x2 è dotato di uno straordinario schermo multi-touch 4K con una diagonale di 14 pollici, con uno schermo opzionale HP DreamColor con un miliardo di colori a 10 bit calibrato al 100% di Adobe RGB. HP ZBook x2 offre lo schermo per PC separabile più avanzato del mondo e comprende un touchscreen antiriflesso che assicura agli utenti un’esperienza assolutamente coinvolgente in qualsiasi condizione di illuminazione. Sulla scrivania, può alimentare due schermi 4K tramite HP ZBook Dock con Thunderbolt 3. Questo PC convertibile garantisce fino a 10 ore di durata della batteria per la massima produttività e una ricarica ultraveloce (del 50% in soli 30 minuti). HP ZBook x2 offre processori fino a 4,2 GHz con Intel Turbo Boost e 32 GB di RAM su due canali per una maggiore capacità di risposta con carichi di lavoro pesanti come l’utilizzo di complessi livelli in Photoshop. L’archiviazione HP Z Turbo Drive è fino a 6 volte più veloce rispetto alle unità SSD
ITER prepara i nuovi Data Protection Officer

Al via il Master della durata di 40 ore, con test finale in sede riconosciuto da FAC Certifica GDPR e DPO Il nuovo Regolamento Europeo sulla protezione dei dati (GDPR) introduce la figura del Responsabile della Protezione dei Dati Personali (DPO – Data Protection Officer) per le Pubbliche Amministrazioni e le aziende che effettuano trattamenti su larga scala di dati sensibili (biometrici o giudiziari) e/o il monitoraggio sistematico degli interessati. Le responsabilità principali del DPO, figura già presente in alcune legislazioni europee, sono quelle di organizzare e valutare la gestione del trattamento di dati personali all’interno dell’azienda (sia essa pubblica che privata), affinché questi siano trattati nel rispetto delle normative privacy europee e nazionali. GDPR e Codice Privacy «Per la prima volta con il GDPR in Europa c’è una regola comune, che apporta uniformità, un approccio alle tematiche della protezione dei dati e della privacy condiviso a livello europeo» ci dice Gianluca De Vincentiis, Consulente Responsabile dello Schema di Certificazione SSI, ISO/IEC 27001 e docente del master ITER. Il GDPR abroga la Direttiva 95/46/CE che disciplinava a livello comunitario il trattamento dei dati, affiancandosi invece al Codice della Privacy (D.lgs 196/2003) attualmente vigente nel nostro Paese. Nonostante il Regolamento prevalga sulla legge nazionale interna, l’applicazione del GDPR non comporta l’abrogazione automatica della legge italiana che regola la medesima materia. Tuttavia tutte le disposizioni in contrasto con la nuova normativa europea dovranno essere disapplicate, in favore della nuova disciplina. GDPR subito attuativo «Il Regolamento, diversamente da una Direttiva che deve essere recepita, è subito attuativo. Tuttavia l’eventuale sanzionamento dell’inadempienza avverrà a partire dal maggio 2018. Da quella data gli organi di controllo (Garante Privacy, Guardia di Finanza, ecc.) potranno verificare l’applicazione da parte dell’organizzazione di ciò che prevede la normativa di protezione dei dati personali» spiega De Vincentiis. «Il GDPR lascia mano libera alle aziende circa la nomina del DPO. Che potrà essere sia una figura interna che un professionista. Prevista e obbligatoria in tre casi. Per la PA, gli ospedali e per tutte le organizzazioni che trattano quantità importanti di dati. Una soglia ancora non compiutamente definita ma per la quale non è azzardato ipotizzare una platea molto ampia di destinatari» ci spiega De Vincentiis. Il Master ITER Per far fronte alle richieste delle aziende, considerata anche la scadenza ormai piuttosto ravvicinata del Regolamento europeo, ITER propone un master, della durata di 40 ore spalmate lungo cinque giornate, in cui si affrontano in maniera esaustiva le tematiche relative al Data Protection Officer, un professionista con competenze giuridiche, informatiche, di risk management e di analisi dei processi. Il corso ha un taglio molto pratico e prevede esercitazioni, role play e case study. «Al termine del corso di formazione è previsto un test scritto da svolgersi l’ultimo giorno del master in aula. Il test finale, sostenibile in sede, è riconosciuto da FAC Certifica come parte del proprio processo di certificazione delle competenze della figura del Data Protection Officer. Il candidato può completare il suo percorso di formazione con la certificazione della figura professionale del DPO secondo lo schema proprietario SK33 proposto dall’Organismo di Certificazione FAC Certifica». GDPR: videointervista a Giuliano Fasson e Katia Gatti Giuliano Fasson, senior consultant ICT di Data3 – Katia Gatti, IT specialist-coordinator di Ome Metallurgica Erbese The post ITER prepara i nuovi Data Protection Officer appeared first on Data Manager Online.
Qualcomm e SenseTime collaborano per spingere l’evoluzione dell’intelligenza artificiale on-device
Qualcomm Technologies, sussidiaria di Qualcomm Incorporated, e SenseTime Group Limited hanno annunciato di voler collaborare nell’ambito di intelligenza artificiale (AI) e machine learning (ML) per i prossimi prodotti mobili e IoT. Questa collaborazione nasce dall’esperienza di entrambe le aziende in ambito AI, sfruttando le potenzialità della combinazione di modelli e algoritmi ML di SenseTime con le piattaforme Qualcomm Snapdragon premium e high-tier, che offrono funzionalità di calcolo avanzate ed eterogenee per i client basati su AI. Le aziende si aspettano di sostenere la popolarità e lo sviluppo di AI on-device in aree quali la visione innovativa e l’elaborazione di immagini basata sulla fotocamera. “Lo sviluppo di un ecosistema AI implica sforzi da parte dei player in diverse industrie,” ha dichiarato Dr Li Xu, co-founder e chief executive officer di SenseTime. “La collaborazione strategica tra SenseTime e Qualcomm Technologies abiliterà l’intelligenza on-device sfruttando il nostro algoritmo e il chipset di Qualcomm Technologies. Insieme supporteremo lo sviluppo e l’implementazione di AI in luoghi che sono attualmente fuori portata. La nostra collaborazione strategica rappresenterà un punto di svolta per l’intero ecosistema AI.” “Qualcomm sta conducendo importante ricerche in ambito AI da oltre un decennio,” ha affermato Keith Kressin, senior vice president, product management di Qualcomm Technologies, Inc. “Infatti, molti dispositivi commercializzati oggi e basati sulle nostre piattaforme mobili Snapdragon integrano già l’AI on-device. Non vediamo l’ora di poter raccogliere i risultati della nostra collaborazione con SenseTime per accelerare ulteriormente la disponibilità di nuove e innovative funzionalità di AI on-device per milioni di clienti che utilizzano dispositivi mobili”. The post Qualcomm e SenseTime collaborano per spingere l’evoluzione dell’intelligenza artificiale on-device appeared first on Data Manager Online.
Facebook, comincia l’era degli articoli a pagamento
Un po’ lotta alle fake news, un po’ modo per rinvigorire le tasche degli editori: freemium o paywall classico per il progetto di giornalismo del social network Lungamente discusso e previsto, il modello di pagamento delle news via Facebook è diventato realtà. In Italia è La Repubblica ad affiancare il progetto del social network, che in questo modo diventa una media company a tutti gli effetti. Sono dieci le testate internazionali con cui Zuckerberg avvia l’era delle notizie certificate e remunerative online, con uno schema per nulla prefissato e pienamente a favore degli editori. Facebook infatti non incasserà un solo centesimo dall’esborso degli utenti per gli articoli letti, lasciando il 100% agli stessi detentori dei diritti sui post condivisi. Una buona fetta di libertà è lasciata circa la modalità che le singole piattaforme potranno seguire per proporre contenuti visibili ai lettori paganti, principalmente due: freemium o paywall classico. Come funziona Nel primo caso, come accade già per portali come il Corriere della Sera, i navigatori potranno leggere un certo numero di articoli gratis, per poi procedere con l’acquisto di un pacchetto al termine del periodo/quantità di prova. Sarà discrezione della testata impostare il limite per account o tempo massimo di fruizione (magari un mese), così come il canone dovuto singolarmente. Il paywall tradizionale invece prevede un abbonamento preliminare, senza il quale non si è abilitati alla lettura delle news protette. Come a chi prova a guardare un film su Netflix o ad ascoltare un brano su Apple Music, Facebook mostrerà un popup nel quale saranno già indicate le modalità di accesso al particolare servizio. Il pay-per-read arriverà prima sulla versione desktop e Android della piazza 2.0 e solo in un secondo momento su Apple. Il motivo? La Mela, di default, chiede un ritorno del 30% sulle sottoscrizioni effettuate per casi simili su iPhone e iPad, anche se non è detto che Mr. Zuck non riesca a scendere a compromessi con il buon vecchio Tim Cook. The post Facebook, comincia l’era degli articoli a pagamento appeared first on Data Manager Online.