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Google, in arrivo tre smartphone nel 2018

Nonostante la fresca uscita dei Pixel 2 e Pixel 2 XL la compagnia vorrebbe aumentare la sua presenza nel settore mobile con altri modelli Il Pixel 2 XL deve ancora arrivare nei nostri negozi e già sappiamo che Google realizzerà altre tre declinazioni nel 2018. Si tratta di rumors, ovviamente, ma che potrebbero effettivamente descrivere la strategia sul breve periodo della compagnia parte di Alphabet. Uno smartphone all’anno non permette di certo all’azienda di aumentare sostanzialmente le entrate nel settore mobile, cosa che evidentemente vuole per confermarsi sempre più brand a 360 gradi attivo nel mondo dell’hi-tech. Stando a quanto affermato dal sito Droid Life, Google ha già tre dispositivi a cui ha dato nomi in codice differenti per segnarne il destino nei prossimi mesi. Si tratta di Crosshatch, Albacore e Blueline. Il primo è riferito al Pixel 3 mentre gli altri due dovrebbero essere le varianti XL e Mini dello stesso. Buona risposta L’entusiasmo degli esperti del settore prima dell’annuncio dei Pixel 2 e Pixel 2 XL si è tradotto in un feedback più che positivo dopo i primi test. Soprattutto dal punto di vista fotografico, lo smartphone atteso sul mercato italiano pare andare ben oltre la qualità di iPhone 8, Galaxy Note8 e Huawei Mate 10, lavorando parecchio sull’algoritmo di cattura e ottimizzazione seppur in presenza di una sola ottica e non due, come nel caso della concorrenza. Purtroppo, il lancio dei primi modelli a livello globale sta causando più di un grattacapo per Google, a causa dell’effetto burn-in che affligge qualche unità. Si tratta della spiacevole persistenza di elementi grafici sul display anche quando si passa a finestre e app differenti, visibili dopo diversi minuti e conseguenza forse di display e pannelli difettosi. Big G sta analizzando la questione e probabilmente risolverà tutto con il prossimo giro di distribuzione, quello definitivo. The post Google, in arrivo tre smartphone nel 2018 appeared first on Data Manager Online.

Apple: “Non abbiamo abbassato la qualità del Face ID per produrre più iPhone X”

L’accusa era arrivata da Bloomberg che così giustificava la necessità di realizzare più unità in tempo per il 3 novembre Oggi si aprono i preordini di iPhone X, probabilmente il telefono più rivoluzionario di Apple sin dal primo modello. Se gli analisti si aspettano il ritorno della ressa dinanzi agli Apple Store, già qualche giorno prima l’apertura delle vendite del 3 novembre, sul web c’è chi accusa la compagnia statunitense di aver utilizzato una scappatoia per accelerare la produzione delle unità, così da accontentare quanti più utenti possibili nei primi giorni dal lancio. Bloomberg ha scritto in settimana: “Apple ha ridotto l’accuratezza del Face ID per velocizzare la realizzazione dell’iPhone X”. Un’accusa pesante, che la Mela ha fatto presto a controbattere con un comunicato inviato a livello internazionale: “Tutto è completamente falso, visto che Face ID rappresenta per noi uno standard da seguire in merito all’autenticazione facciale”. Mercato in attesa L’attenzione intorno al modello è talmente alta che Apple, notoriamente molto fredda verso rumors e accuse che riguardano i suoi prodotti, ha deciso di rispondere a qualcosa che non ha molte fondamenta, non a livello tecnico almeno, quello cioè che interessa la clientela. Non basta citare “persone vicine all’azienda” per giustificare un assemblaggio che badi più alla quantità che alla qualità di un elemento che si pone come punto di rottura concreto con il passato. Il Face ID è forse l’unico punto su cui Apple non può lasciarsi andare a imprecisioni hardware e software, perché una sua poca utilità o inesattezza ne renderebbero meno legittimo l’acquisto, anche al di là della presenza di un display full touch. Non è chiaro quante unità saranno disponibili al lancio ma la possibilità di acquistare l’iPhone X anche senza prenotazione presso gli Apple Store di tutto il mondo potrebbe creare quelle code che Cupertino si è dimenticata da tempo. La stessa compagnia, qualche giorno fa aveva avvisato: “Se ne volete uno conviene prepararsi in anticipo”, sperando forse che il tam-tam torni quello di una volta. The post Apple: “Non abbiamo abbassato la qualità del Face ID per produrre più iPhone X” appeared first on Data Manager Online.

Instagram lancia il Superzoom e gli stickers per Halloween

Instagram per Halloween permette di realizzare video ad alta tensione grazie alla nuova funzione Superzoom Halloween si avvicina e Instagram si aggiorna con nuove funzioni e contenuti dedicati alla festa più paurosa dell’anno. Con l’ultima release dell’app per iOS e Android è arrivato il Superzoom, una nuova modalità da utilizzare all’interno delle Storie. Cliccando sul tasto centrale solitamente sfruttato per registrare un video o scattare una foto si potrà realizzare un filmato in cui il focus si sposta velocemente verso l’oggetto o la persona inquadrata. Il tutto sarà accompagnato da una musica pensata per creare una sensazione di tensione come nei migliori film horror. Il Superzoom si va ad aggiungere alla modalità Live, “All’indietro”, “Senza tenere premuto” e Boomerang. Come in tutte le Storie il video potrà essere condiviso per 24 ore o salvato sullo smartphone. Instagram, che poco tempo fa ha introdotto le dirette condivise, ha anche pensato di lanciare nuovi stickers e filtri dedicati ad Halloween. Le Storie potranno quindi essere personalizzate con fantasmi, maschere da zombie o vampiro, zucche mostruose, parti del corpo umano e molto altro. Per il social network di proprietà di Facebook, che nel frattempo sta iniziando i primi test per i video in 4K, Halloween è una enorme opportunità per aumentare le condivisioni. Durante questo periodo c’è un vero e proprio picco di foto, dirette e Storie secondo solo forse alle feste natalizie. The post Instagram lancia il Superzoom e gli stickers per Halloween appeared first on Data Manager Online.

Bank Leumi con VMware e Temenos per creare una soluzione avanzata di Digital Banking

Basandosi sul successo di Pepper, la banca mobile-only di Bank Leumi, le tre aziende stanno collaborando per guidare la rivoluzione digitale delle banche Nel corso di Money 20/20, Temenos e VMware hanno annunciato una collaborazione con Bank Leumi, gruppo bancario leader in Israele, per creare una piattaforma digitale avanzata per le banche. La nuova soluzione disponibile oggi per le banche di tutto il mondo si basa sulla piattaforma originariamente sviluppata per Pepper, la banca completamente mobile di Bank Leumi. La nuova piattaforma combina i prodotti innovativi di Pepper con la piattaforma di banking di Temenos e viene implementata sull’infrastruttura cloud di VMware, sia on premise che nel cloud pubblico. La soluzione è stata presentata nel corso di Money 20/20 USA che si è tenuto dal 22 al 25 ottobre 2017 a Las Vegas, NV. Lanciata nel mese di febbraio da Bank Leumi, Pepper offre un’esperienza bancaria completamente mobile, dall’accesso alla transazione. Il processo di apertura di un conto corrente richiede pochi minuti, dopo di che i clienti ricevono direttamente sul proprio telefono i dettagli relativi al conto e una linea di credito attiva. Pepper non prevede costi di tenuta conto ed è progettata su una tecnologia unica che può aiutare i clienti a gestire meglio le proprie finanze. Questa tecnologia consente a Pepper di conoscere i propri utenti, personalizzare i contenuti per loro e offrire un’esperienza bancaria diversa da persona a persona. Questa nuova soluzione consente alle banche di avere un modello digitale che può servire da fondamento per lanciare una soluzione mobile end-to-end, dall’hosting al back office al front office. La soluzione sfrutta la struttura tecnologica che sta dietro a Pepper, insieme agli insight sullo sviluppo di Bank Leumi. La soluzione comprende anche un innovativo mobile banking con linee di pagamento e investimenti gestite da Bank Leumi, che girano sulla piattaforma banking Temenos e sull’infrastruttura cloud di VMware. “Quando abbiamo avviato questo nostro viaggio per lanciare una nuova banca digitale mobile, non solo abbiamo voluto sfidare il modello di mercato IT, ma anche rivoluzionare l’industria bancaria in Israele e in tutto il mondo”, ha dichiarato Rakefet Russak- Aminoach, CEO di Bank Leumi. “Il tempo è stato un fattore fondamentale di questo lancio e siamo stati in grado di sviluppare e distribuire tutte le applicazioni Temenos mission-critical sull’infrastruttura cloud di VMware in meno di 15 mesi. Siamo molto soddisfatti delle performance della soluzione garantite finora e dalla rapida crescita di clienti di questo modello bancario innovativo che si basa sul banking online e in tempo reale offrendo un’esperienza unica del cliente. Oggi vediamo molte banche e grandi rivenditori in tutto il mondo che cercano di fornire servizi finanziari mobili avanzati. Noi possiamo essere il loro acceleratore, con una piattaforma molto particolare, attraente e innovativa”. I processi di core banking di Pepper sono basati sulla piattaforma per il banking di Temenos. Pepper consente ai clienti di gestire tutte le loro attività bancarie interamente tramite cellulare. Temenos gestisce l’esperienza bancaria digitale 24/7 in tempo reale, e rappresenta il motore di Pepper per fornire servizi personalizzati e alert immediati su attività inconsuete. VMware offre la massima flessibilità per selezionare il miglior ambiente cloud per implementare e far girare Pepper. VMware inoltre fornisce la base software fondamentale per un ambiente operativo comune per data center locali e i principali cloud pubblici e gestiti per far girare Pepper. “Con le tecnologie legacy le banche non possono tenere il passo con il mondo digitale. Non hanno l’agilità per rispondere a un cambiamento veloce, gli analytics per offrire esperienze personalizzate in tempo reale o l’elaborazione end-to-end per garantire un’immediata soddisfazione”, spiega David Arnott, Chief Executive Officer di Temenos. “Temenos e VMware condividono un obiettivo comune per aiutare le banche a trasformare il loro business attraverso l’adozione di tecnologie emergenti. Con questa collaborazione, stiamo facendo un passo insieme per raggiungere questo obiettivo. La collaborazione con VMware fornisce un’infrastruttura sicura che consente alle banche di distribuire il nostro software sia on-premise che nel cloud pubblico”. “La trasformazione digitale sta cambiando il modo in cui le organizzazioni finanziarie si relazionano con i clienti e forniscono servizi finanziari”, ha dichiarato Sanjay Poonen, Chief Operating Officer, Customer Operations di VMware. “Bank Leumi ha scelto l’infrastruttura cloud di VMware e AirWatch per la sicurezza mobile per accelerare il viaggio nell’era digitale, superando così il modello tradizionale di business. L’infrastruttura cloud di VMware offre agli istituti finanziari la flessibilità di innovare liberamente e di gestire, collegare e proteggere applicazioni in cloud e dispositivi in un ambiente operativo comune”. The post Bank Leumi con VMware e Temenos per creare una soluzione avanzata di Digital Banking appeared first on Data Manager Online.

Steve Wozniak critica la definizione di “pilota automatico” di Tesla

Steve Wozniak ritiene che Tesla non dovrebbe pubblicizzare Autopilot come un sistema di guida automatizzato Steve Wozniak, co-fondatore di Apple insieme a Steve Jobs, non ha mai nascosto il suo interesse per le automobili elettriche e votate alla tecnologia ed è quindi logico che sia diventato un cliente di Tesla. L’informatico possiede una Tesla S con sistema di guida parzialmente autonomo ma a quanto pare non si fiderebbe ancora a cedere il controllo dell’auto all’intelligenza artificiale. Wozniak ha dichiarato durante una conferenza a Las Vegas: “Nell’immaginario collettivo Tesla ha lanciato delle automobili in grado di guidarsi totalmente da sole. Ma non è così. E’ una sorta di inganno”. The Woz quindi non critica il sistema Autopilot in sé, che in passato ha dimostrato tutti i suoi limiti, quanto la definizione fatta dall’azienda di Elon Musk di “guida automatica”. “Quando guido la mia Tesla, più volte mi trovo in situazioni insolite su qualsiasi strada, in cui si verificano situazioni uniche, che un sistema automatico ancora non può gestire”, ha concluso. Wozniak qualche giorno fa aveva anche criticato Apple per il Face ID e ha confermato che non comprerà iPhone X al day one. La società leader nel campo delle vetture elettriche in realtà ha più volte sottolineato che il suo sistema non è autonomo al 100% e ha ribadito con il massimo della chiarezza che “i conducenti devono restare attenti in ogni momento”. Bisogna comunque sottolineare che Tesla, che progetta di aprire una propria fabbrica nei pressi di Shanghai, ha fatto enormi passi in questo campo e prevede il lancio di una self driving car entro il 2020 anche grazie al supporto fornito da AMD nel campo dei chip per l’intelligenza artificiale. Musk è addirittura convinto che nel prossimo futuro diventerà illegale affidare il volante all’uomo in quanto i sistemi autonomi garantiranno un maggiore livello di sicurezza sulla strade. The post Steve Wozniak critica la definizione di “pilota automatico” di Tesla appeared first on Data Manager Online.

SAP Forum: Conad, Lamborghini, Autostrade per l’Italia e Pirelli si aggiudicano i SAP Quality Awards Italy

Si è conclusa con successo l’edizione 2017 di SAP Forum, importante appuntamento dedicato al business e all’innovazione che quest’anno ha radunato a Milano più di 2.600 partecipanti Si è tenuta martedì 17 ottobre a Milano l’edizione 2017 di SAP Forum, l’evento rivolto alla business community italiana che quest’anno ha visto la partecipazione di oltre 2.600 imprenditori, manager e professionisti e 40mila persone collegate live all’evento su Facebook e i siti SAP: un numero che testimonia la crescente importanza dell’evento per il mondo industriale italiano. Il tema centrale dell’appuntamento è stato “Made in Future”: assieme a prestigiosi relatori provenienti dal mondo delle aziende e dell’innovazione, e con il prezioso contributo di partner e clienti SAP, si è discusso di come già oggi sia possibile costruire il futuro delle organizzazioni e prepararle ad affrontare nel migliore dei modi scenari e mercati in continua trasformazione. Affinché questo avvenga, è importante che le aziende siano pronte a cogliere le opportunità offerte dalla tecnologia e a far proprio il paradigma del digital business. “La digitalizzazione ha cambiato radicalmente il mondo in cui viviamo e in cui le aziende operano. I mercati mutano con una rapidità mai vista prima, i clienti hanno aspettative elevatissime, nuove innovazioni tecnologiche possono stravolgere interi settori nel giro di pochi mesi. Tutto questo può essere una sfida per le aziende, ma anche una straordinaria opportunità per realtà di qualsiasi settore e dimensione. Oggi le imprese vincenti sono quelli che sanno pensare e agire velocemente, che ragionano fuori dagli schemi abituali e sono pronti a innovare per trasformarsi continuamente. Non è una questione di blasone o di dimensione dell’azienda; è una questione di mentalità”, ha commentato Luisa Arienti, Amministratore Delegato di SAP Italia. “SAP Forum è anzitutto un momento di incontro e confronto tra le aziende che condividono questo mindset; un’occasione per condividere le proprie esperienze e imparare da quelle altrui, nell’ottica di rendere sempre più competitive le organizzazioni e l’intero sistema Paese”. Ampio spazio quindi, oltre che ai momenti plenarili, alle presentazioni tenute in parallelo da SAP e dai partner per approfondire temi specifici e raccontare casi di successo. Sono state più di settanta le sessioni che hanno coperto diversi percorsi tematici: internet of things, intelligenza artificiale e machine learning, digital supply chain, piattaforme dati e cloud, suite per la gestione aziendale, digital consumer industries, digital manufacturing, analytics, applicazioni cloud per specifici settori (finance, travel, procurement, customer management e HR). Fondamentale è stato il contributo dei clienti, che hanno raccontato le proprie esperienze di trasformazione digitale. Tra loro Ranieri Niccoli, Chief Manufacturing Officer, Member of the Management Board di Automobili Lamborghini, che ha commentato: “Da sempre Automobili Lamborghini è caratterizzata da un forte spirito di iniziativa; a partire dalla fondazione nel 1963, quando Ferruccio Lamborghini decise di dedicarsi alle automobili sportive. Da quel momento in poi, la ricerca costante di nuovi modi per innovare e migliorare la qualità delle nostre vetture è stata un’impronta caratteristica dell’azienda. Attualmente stiamo attraversando un periodo di forte crescita e continueremo a innovare. Per questo stiamo applicando paradigmi 4.0 alla nostra supply chain: il Manufacturing Execution System (MES) sviluppato con SAP rende più efficiente il processo produttivo e valorizza il lavoro dei nostri artigiani, che continuano a essere centrali nella realizzazione delle Lamborghini. Questo ci aiuta a rispondere alle domande del mercato delle vetture super sportive, nel quale la personalizzazione del veicolo è un elemento importante e con forti ripercussioni sulla produzione. Oggi stiamo inoltre ampliando e differenziando la nostra offerta, puntando sul segmento dei SUV – di cui siamo stati antesignani oltre 30 anni fa con il modello LM002: è una vera sfida, anche dal punto di vista produttivo, ma siamo certi di poterla vincere, grazie anche all’infrastruttura IT messa a disposizione da SAP. Con la piattaforma Manufacturing Execution di SAP siamo in grado di supportare al meglio i processi di progettazione e produzione e di gestire i dati provenienti dalle centraline presenti su ogni veicolo”. Anche Giovanni Passoni, Amministratore Delegato di VELP Scientifica, ha condiviso la sua esperienza di innovazione: “Siamo un’azienda leader nella produzione di strumenti da laboratorio, soprattutto in ambito alimentare e ambientale. Operiamo in più di 100 paesi nel mondo grazie a una rete di oltre 300 partner; il nostro staff è composto da circa 60 persone che progettano e producono gli strumenti in Italia. Un sistema di questo tipo è possibile solo grazie all’ausilio della tecnologia. Dal 2016 abbiamo inoltre deciso di integrare soluzioni di Internet of Things nei nostri prodotti: è un modo per recepire meglio le necessità dei nostri clienti, realizzando un’offerta sempre più mirata. Abbiamo scelto SAP Leonardo per affrontare questa evoluzione del nostro business, sia perché ci consente una gestione ottimale e semplice dei sistemi grazie alla perfetta integrazione con i sistemi SAP già in uso presso l’azienda, dall’ERP a SAP Hybris, sia perché la piattaforma mette a nostra disposizione best practice preziose. In questo modo possiamo focalizzarsi sulle attività core, senza timore di restare indietro dal punto di vista dell’innovazione tecnologica”. Luca Urban, Global Head of Enterprise Solutions, Core Platforms and User Services di Pirelli, ha affermato: “Per Pirelli la tecnologia e l’innovazione sono due elementi chiave del percorso di cambiamento a supporto della trasformazione digitale. L’innovazione di prodotto, dei processi e dei modelli organizzativi fanno parte di un’evoluzione che, in ambito di Information Technology, passa anche attraverso l’utilizzo delle soluzioni SAP sia on-premise che in cloud. Il primo step, in ambito risorse umane, è stata la creazione di una piattaforma worldwide HR centralizzata (HR foundation) sulla quale poi sono stati attivati servizi cloud utilizzando SAP SuccessFactors. Questi servizi correlati ai “soft processes” sono poi stati estesi con l’utilizzo della piattaforma SAP Cloud Platform che ci ha permesso per esempio di svilppare una piattaforma di learning spingendo sulle componenti sia social che di mobility. Oltre che in ambito Human Resources, abbiamo utilizzato SAP Ariba, la piattaforma nel mondo Procurement, dove siamo riusciti ad accelerare l’evoluzione architetturale e applicativa senza rinunciare a flessibilità, e velocità”. Nel corso della giornata sono inoltre stati assegnati i SAP

Veeam conferma la crescita record

Veeam registra una crescita dei ricavi del 34% YoY nel terzo trimestre del 2017 Veeam Software, l’innovativo fornitore di soluzioni per l’Availability for the Always-On Enterprise, annuncia il raggiungimento dell’ennesimo traguardo: il sorpasso dei 16.700 partner service provider, che conferma le numerose richieste per le offerte cloud di Veeam per la Availability, protezione e gestione dei dati. La leadership decennale nel settore dell’Always-on Availability per i carichi di lavoro virtuali, ha esteso le funzionalità delle soluzioni di Veeam agli ambienti fisici oltre che al supporto multi-cloud per Microsoft Azure, Azure Stack, Amazon Web Services, IBM Cloud e per applicazioni SaaS anche con il nuovo Veeam Backup for Microsoft Office 365 1.5. Nel percorso continuo verso l’esperienza digitale senza interruzioni, Veeam vive un continuo trend positivo. “La velocità con cui i clienti stanno adottando le nostre soluzioni multi-cloud è impressionante. Abbiamo impiegato 6 anni per raggiungere 50 milioni di dollari di ricavo dal business cloud. Ora, in soli 3 trimestri abbiamo raggiunto 54 milioni di dollari”, ha commentato Peter McKay, Co-CEO e President di Veeam. “In questo trimestre abbiamo superato i ricavi nel business cloud, surclassando ciò che avevamo ottenuto in questo settore in tutto il 2016. Con un incremento del 72% YoY nelle vendite nel Q3 e oltre 1 milione di macchine virtuali protette da servizi cloud supportati da Veeam grazie ai nostri partner Veeam Cloud & Service Provider, il nostro trend è chiaro: Veeam ha espanso ulteriormente la propria posizione di leadership in qualità di provider numero 1 di Availability per qualsiasi applicazione, dato e su ogni cloud. La nostra incessante crescita prosegue e stiamo guadagnando sempre più quote di mercato dai vendor legacy, per tanto il nostro impegno verso i partner e verso le alleanze ci consente di porci come obiettivo quello del miliardo e mezzo di ricavi entro il 2020”. Nell’odierna economia digitale, le aziende adottano una strategia multi-cloud per incrementare l’innovazione, accelerare il time-to-market ed ottimizzare i costi. Di pari passo con l’espansione dei carichi di lavoro cresce anche l’aspettativa per l’Availability, ma molte aziende rimangono vulnerabili. Il trend positivo di Veeam è l’ennesima prova della visione dell’azienda e dell’abilità di proteggere i carichi di lavoro più critici in qualsiasi tipo di cloud. Per continuare a soddisfare le esigenze dei partner service provider, degli ambienti dei clienti e differenziarsi dalla concorrenza, Veeam ha esteso il proprio portfolio di prodotti per fornire un’offerta cloud sempre più comprensiva. La nuova Veeam Backup for Microsoft Office 365 versione 1.5 aggiunge un nuovo supporto di scalabilità e multi-tenancy per le implementazioni aziendali e i provider di servizi che offrono servizi di backup gestiti da Office 365. Lanciato il 3 ottobre con la versione 1.5, ha già raggiunto più di 22.000 aziende che lo stanno utilizzando, estendendo la protezione dei dati ad oltre 2 milioni di caselle postali Office 365. Veeam offre ai propri partner, all’interno del programma Veeam Cloud & Service Provider (VCSP), licenze gratuite dei nuovi prodotti, fino alla fine di quest’anno. Veeam inoltre offre la Veeam Availability Console come prodotto gratuito per i partner VCSP, confermando l’impegno verso i service provider su come assecondare le richieste di Availability nel cloud. Ulteriori highlight dal terzo trimestre del 2017 di Veeam Continua la crescita di Veeam con 37 trimestri di fila a doppia cifra, e il sorpasso in marketshare dei provider di backup legacy. Veeam registra una crescita del 34% (YoY) nelle vendite totali Veeam ha chiuso più affari da 500K di dollari nel 2017 che nei quattro anni precedenti combinati. Veeam ha inoltre concluso il più grande affare nel settore enterprise nel terzo trimestre del 2017, superando il precedentemente più grande affare concluso nel Q2. I nuovi clienti del Q3 includono: Naunce Communications, fornitore leader di soluzioni vocali e linguistiche per business e consumer in tutto il mondo; un service provider per 41.000 contabili fiscali e avvocati in Germania; uno dei fornitori leader di acciaio piatto; un fornitore tedesco di servizi bancari IT con 6.400 dipendenti; SingleHop, una delle aziende fornitore di cloud privati hosted e server on-demand con la più rapida crescita; Industrial Scientific, leader mondiale fornitore di rilevatore di gas e rilevatore di gas as a service; e uno dei più grandi leader mondiali nell’implementazione, produzione e distribuzione di contenuti d’intrattenimento attraverso emittenti, via cavo e piattaforme on-demand. Con 267.500 clienti, Veeam prosegue ad una media di 4.000 nuovi clienti al mese. Oltre 15.3 milioni di macchine virtuali sono ora protette con soluzioni Veeam Availability. L’ecosistema di partner di Veeam si è esteso specialmente nelle soluzioni enterprise; tra i nuovi annunci Pure Storage, Nutanix, Starwind e N2WS. Veeam ha lanciato in tutto il mondo il suo supporto a IBM Cloud. In aggiunta, Veeam è stata inserita nei listini di vendita di Cisco e NetApp Veeam continua ad aggiungere leadership al proprio team con diverse nuove assunzioni dalle più grandi aziende mondiali, come: Kate Hutchison, CMO; Carey Stanton, Vice President of Global Business e Corporate Development; Shaun McLagan, Senior Vice President, APJ; Mark Adams, Regional Vice President di  UK & Ireland; Jimmy Shi, Country Director for China. Riconoscimenti: Gartner ha posizionato Veeam tra i Leader nel quadrante di luglio 2017 Magic Quadrant for Data Center Backup and Recovery Solutions per il secondo anno consecutivo. L’azienda ha migliorato la sua posizione all’interno del Completeness of Vision and Ability to Execute in the Leaders quadrant e si è posizionata al quarto posto come più grande vendor nel 2016 di software Backup e Recovery per Storage Management, dopo Veritas, IBM e Dell. Per il secondo anno consecutivo Veeam è stata nominata all’interno di Forbes 2017 Cloud 100, la lista delle migliori 100 aziende di cloud privato nel mondo, pubblicato da Forbes in collaborazione con Bessemer Venture Partners. The post Veeam conferma la crescita record appeared first on Data Manager Online.

HP e la Fondazione Golinelli portano a Bologna la scuola del futuro

Al programma HP Reinvent the Classroom si aggiunge un’importante realtà italiana, che permetterà a docenti e studenti del capoluogo emiliano di vivere esperienze di apprendimento innovative HP e la Fondazione Golinelli di Bologna annunciano l’installazione presso la sede dell’ente emiliano di un nuovo Learning Studio. Questa installazione, realizzata in collaborazione con Intel e Media Direct, partner di HP, si aggiunge così al progetto globale HP “Reinvent the Classroom”, pensato per abilitare le innovazioni nella formazione e le soluzioni digitali nel settore dell’istruzione, contribuendo a trasformare l’insegnamento e l’apprendimento scolastico in tutto il mondo. “Opificio Golinelli ambisce a divenire uno dei principali hub della formazione, della cultura imprenditoriale e della ricerca scientifica e tecnologica in Italia e in Europa”, ha spiegato Antonio Danieli, Direttore Generale di Fondazione Golinelli. “Il modello di intervento è caratterizzato dalla costituzione di un unico ecosistema con tutta la filiera integrata di formazione, ricerca, trasferimento tecnologico, impresa e divulgazione. Tale ecosistema è doverosamente aperto alle contaminazioni a livello locale, nazionale e internazionale. In questo contesto si inserisce l’attivazione della collaborazione tra Fondazione Golinelli e HP che permetterà di offrire ai giovani talenti un contributo formativo, originale e specifico, di tecnologia e di know-how che solo una grande impresa leader mondiale nel suo settore di riferimento, può offrire: un valore aggiunto specifico di innovazione nel nostro territorio per cui ringraziamo HP”. Il Learning Studio di Opificio Golinelli è il primo in Europa a essere ospitato negli spazi di una fondazione privata. La Fondazione Golinelli entra a far parte così delle 85 realtà, a livello globale, a operare come research hub Learning Studio, favorendo la creazione di una visione innovativa per la scuola del futuro. Nato a Bologna nel 1988 per volontà dell’imprenditore e filantropo Marino Golinelli, l’ente emiliano oggi è un esempio unico in Italia di fondazione privata totalmente operativa, ispirata al modello delle fondazioni filantropiche americane, che si occupa in maniera integrata di istruzione, formazione e cultura per favorire la crescita intellettuale ed etica dei giovani e della società. “Grazie alla preziosa collaborazione con la Fondazione Golinelli oggi abbiamo la possibilità di estendere un progetto innovativo come Reinvent the Classroom a un’importante area del territorio italiano” , ha commentato Tino Canegrati, Amministratore Delegato, HP Italy. “L’installazione di questo Learning Studio ben rappresenta la nostra visione di ecosistema innovativo e un esempio concreto dell’impegno di HP nel mondo della formazione, in linea con il recente accordo siglato con il MIUR e in continuità con il Piano Nazionale Scuola Digitale. Grazie a questa iniziativa, HP intende ispirare e supportare docenti e studenti italiani con la migliore tecnologia innovativa, abilitando quella trasformazione digitale sempre più necessaria per le competenze del futuro nel nostro Paese”. Il Learning Studio è dotato di soluzioni come 3 Sprout by HP, 15 laptop convertibili powered by Intel, 3 capture stage e una stampante 3D campus print powered by Media Direct, oltre a software e guide per gli educatori. Nei prossimi mesi l’iniziativa coinvolgerà diverse scuole e realtà formative del territorio bolognese che hanno scelto di avvicinarsi a questo innovativo progetto didattico per sviluppare nuovi modi di apprendere e insegnare. Questa opportunità consente a professori e giovani studenti di mettersi alla prova in un ambiente educativo 4.0, nel quale il coinvolgimento, la collaboration e le esperienze immersive sono resi possibili da una tecnologia capace di abilitare un livello superiore di formazione e trasformazione digitale. Digital Promise Global, un’organizzazione no profit che lavora per stimolare l’innovazione nell’insegnamento e per migliorare le opportunità di apprendimento in tutto il mondo, guiderà il progetto  e supporterà i docenti e gli studenti coinvolti nel programma. Una prima fase di training è già stata realizzata su didattica creativa e design thinking, utilizzando le straordinarie potenzialità di HP Sprout come strumento per massimizzare l’innovazione nella didattica innovativa.. Grazie agli strumenti tecnologici a loro disposizione, gli studenti saranno impegnati in attività e progetti che permetteranno loro di acquisire nuove competenze digitali come la social innovation, il pensiero progettuale e quello  computazionale, le competenze per innovare, costruire e condividere e l’imprenditorialità social. Il programma Reinvent the Classroom Reinvent the Classroom è un progetto di HP nato per ispirare l’innovazione nella formazione e le esperienze di apprendimento di nuova generazione, grazie alle soluzioni di HP. Reinvent the Classroom ha l’obiettivo di installare dei Learning Studio all’avanguardia in oltre 70 scuole nel mondo per supportare il blended learning evoluto, la collaborazione internazionale e il movimento dei responsabili nel settore Education. Attraverso strumenti come Microsoft Office 365, Skype e HP Adaptive Learning, queste scuole aiuteranno a definire il futuro dell’apprendimento. The post HP e la Fondazione Golinelli portano a Bologna la scuola del futuro appeared first on Data Manager Online.