Russiagate:Fb, messaggi visti da 126 mln
Circa 126 milioni raggiunti da contenuti ispirati da Mosca
Samsung: utili trimestre 9 mld dollari
Divisione microchip a massimi da sempre
Android 8.1 porterà le reti neurali a bordo degli smartphone
La developer preview del minor update guarda ai prossimi dispositivi dotati di hardware specifico per operazioni di intelligenza artificiale avanzate Solo qualche settimana fa, Huawei presentava il Mate 10, primo smartphone al mondo con un processore supportato da una NPU, Neural Processing Unit. Se finora quasi tutti si sono soffermati sulle caratteristiche hardware del cervello in silicio che potenzia il phablet della cinese, in molti dimenticano che alla base di tale avanzamento tecnologico deve esservi un software capace di sfruttare al meglio le reti neurali sviluppate dal chip. Huawei ci ha lavorato internamente, come al solito personalizzando e finalizzando la sua EMUI, customizzazione di Android, ma adesso è lo stesso sistema operativo di base che si muove nella direzione di una maggiore integrazione tra i suoi codici e i progetti AI, promossi dai produttori a livello globale. Cosa succede Google ha rilasciato la developer preview di Android Oreo 8.1. Il minor update verrà distribuito entro la fine di novembre ma già oggi possiamo spulciare alcune caratteristiche interessanti che abilita per gli smartphone supportati. Tra tutte le Neural Networks API, ovvero la possibilità di aumentare le performance di alcune operazioni basandosi proprio sull’hardware avanzato in stile Kirin 970, che molte delle big adotteranno nel 2018, anche grazie agli aggiornamenti di Qualcomm Snapdragon ed Exynos. Come già accaduto per il Mate 10, la prima conseguenza dell’introduzione delle reti neurali via software sarà nel campo della fotografia. Le API infatti andranno a migliorare framework come TensorFlow Lite e Caffe2, per realizzare applicazioni in grado di beneficiare dell’HDR+, un po’ come fa il system-on-a-chip a bordo del Pixel 2 XL tramite il Pixel Visual Core. La preview di Oreo 8.1 è compatibile proprio con Pixel 2 XL, Pixel XL, Pixel, Nexus 5X, Nexus 6P e Pixel C. The post Android 8.1 porterà le reti neurali a bordo degli smartphone appeared first on Data Manager Online.
Uber lancia una carta di credito con Barclays e Visa
La sperimentazione parte negli USA, dove gli utenti potranno usarla sia per pagare servizi della compagnia che terzi, tra cui l’abbonamento a Netflix La forza di una compagnia sta anche nel sapersi riciclare, quando il suo core business non basta più. Ed è ciò che sta succedendo a Uber, che ha appena lanciato un servizio di carta di credito negli USA. Si tratta di un progetto in collaborazione con Barclays, basato sul circuito Visa, che consente di dotarsi di una classica tessera non solo per pagare le corse del private car sharing ma anche altri tipi di contenuti, prettamente digitali, grazie a una serie di partnership confermate. Tra queste c’è Netflix, sulla cui piattaforma i clienti della nuova carta potranno spendere 50 dollari all’anno gratuitamente, scegliendo tra l’app di streaming e altre tipologie di sottoscrizioni periodiche. Oltre a ciò, ogni conto beneficerà di un bonus di partenza di 100 dollari, a fronte di zero costi e spese di attivazione. Come funziona Ma i vantaggi non sono finiti. La carta di credito offre anche un utile cash-back su certi tipi di spesa, come il 4% per alcuni ristoranti, il 3% per biglietti aerei e il 2% su corse via Uber e decine di altre transazioni online. Stando a Curt Hess, CEO di Barclays US, l’iniziativa è volta a coinvolgere soprattutto i giovani, nativi digitali, per invogliarli a usufruire degli interessanti sconti ottenuti proprio grazie alla rete di collaborazioni di Uber e dell’istituto di credito nel campo dei pagamenti liquidi. “Non ha costi ma una serie di vantaggi che la pongono come una delle scelte migliori attualmente in circolazione” – ha detto Hess. La carta, prima in assoluto con il marchio Uber, arriverà negli Stati Uniti dal 2 novembre e rappresenta un nuovo punto di partenza per un’azienda che non ha vissuto un 2017 facile, sia per l’ostruzione di molti paesi nei confronti dei suoi servizi che per le continue riorganizzazioni interne. The post Uber lancia una carta di credito con Barclays e Visa appeared first on Data Manager Online.
BlackBerry progetta il successore di KEYone
BlackBerry sta lavorando alla nuova generazione del suo smartphone KEYone e alcune sue caratteristiche sono già state rivelate Questa estate BlackBerry ha lanciato uno smartphone chiamato KEYone con tastiera QWERTY. Il dispositivo è stato il primo nato dalla collaborazione con TCL Communication. Nonostante l’enorme ritardo nella distribuzione questo terminale ha comunque riscosso un certo successo tra i professionisti ma anche tra gli utenti consumer. Ora l’azienda canadese, che ha ufficializzato il suo telefonino full touch Motion, si è messa a lavoro sul prossimo modello e in queste ore ne sono trapelate le principali caratteristiche tecniche. La prossima versione di KEYone è attualmente conosciuta con il nome in codice di BBF100-1 e offrirà uno schermo da 4.5 pollici e risoluzione 1.620 x 1.080 pixel. Si tratta della stessa tecnologia offerta dall’attuale modello. Lo smartphone inoltre dovrebbe offrire oltre alla tastiera QWERTY anche un processore Qualcomm Snapdragon 660 superiore per prestazioni allo Snapdragon 625 disponibile oggi. Le informazioni sono state trovate all’interno di un profilo user agent sul sito di TCL Communication, che ha poi provveduto a rimuovere il documento. Al momento non ci sono conferme sulla possibile data di rilascio di KEYone 2 ma la sua presentazione probabilmente avverrà al Mobile World Congress 2018 che si terrà a fine febbraio a Barcellona. The post BlackBerry progetta il successore di KEYone appeared first on Data Manager Online.
La famigerata Gaza Team Cybergang migliora il proprio toolset nocivo con exploit e un possibile spyware per Android
Gli esperti di Kaspersky Lab stanno registrando importanti cambiamenti nelle attività della famigerata Gaza Team Cybergang, che prende attivamente di mira numerose organizzazioni commerciali e governative nei Paesi MENA (Middle East and North Africa). Il gruppo, attivo nel panorama delle minacce da diversi anni, ha migliorato il proprio arsenale nel 2017 con nuovi tool nocivi. Dal 2012, la Gaza Team Cybergang lancia continui attacchi ad ambasciate, diplomatici e politici, oltre a organizzazioni del settore Oil & Gas e media nella regione MENA, con nuovi campioni di malware rilevati regolarmente. Nel 2015, i ricercatori di Kaspersky Lab hanno rilasciato un report sull’attività del gruppo criminale dopo aver scoperto un significativo cambiamento nelle sue operazioni nocive. In quella occasione, i criminali avevano preso di mira i responsabili IT e della risposta agli incidenti nel tentativo di ottenere l’accesso a tool di valutazione di sicurezza legittimi per ridurre notevolmente la visibilità della loro attività nei network colpiti. Nel 2017, i ricercatori di Kaspersky Lab hanno scoperto una nuova ondata di attacchi della Gaza Cybergang. In questi nuovi attacchi, il profilo e la geografia degli obiettivi rimane invariato ma la scala delle attività del Gaza Team è aumentata. Il gruppo criminale è stato scoperto mentre cercava qualsiasi tipo di intelligence nella regione MENA, modus operandi insolito rispetto ai casi precedenti. Inoltre, cosa ancora più importante, i tool di attacco sono diventati più sofisticati: il gruppo ha sviluppato documenti di spearphishing attuali e di carattere geopolitico usati per diffondere il malware e ha usato exploit per una vulnerabilità relativamente recente di Microsoft Access, CVE 2017-0199, e non si esclude persino uno spyware per Android. I cyber criminali conducono le proprie attività nocive inviando email con falsi documenti Office contenenti diversi RAT (Remote Access Trojan) o URL che conducono a pagine nocive. Una volta eseguiti, la vittima viene infettata dal malware che consente agli hacker di raccogliere file e screenshot e spiare i tasti digitati sui dispositivi della vittima. Nel caso in cui venga rilevato il download iniziale del malware, il downloader prova a installare altri file nel tentativo di evitare il rilevamento. L’indagine di Kaspersky Lab suggerisce la possibilità che il gruppo utilizzi anche un malware mobile: alcuni nomi di file scoperti durante l’analisi dell’attività del Gaza Team sembrano essere infatti legati a un Trojan per Android. Questo sviluppo delle tecniche di attacco ha permesso al Gaza Team di bypassare le soluzioni di sicurezza e manipolare il sistema delle vittime per periodi di tempo prolungati. “La continua attività del Gaza Team, che abbiamo studiato per molti anni, dimostra che la situazione nella regione MENA è lontana dall’essere sicura per quanto riguarda il cyber spionaggio. In seguito a significativi miglioramenti delle tecniche del gruppo, ci aspettiamo che in futuro la quantità e la qualità degli attacchi della Gaza Cybergang si intensificheranno. Organizzazioni e singoli utenti che rientrano tra gli obiettivi del gruppo dovrebbero fare maggiore attenzione online”, ha commentato David Emm, Security Expert di Kaspersky Lab. Le soluzioni Kaspersky Lab rilevano e bloccano con successo gli attacchi condotti usando queste tecniche. Per evitare di essere colpiti da questi attacchi, i ricercatori di Kaspersky Lab consigliano di implementare le seguenti misure di protezione: Formare i dipendenti affinché siano in grado di distinguere le email di spearphishing e i link di phishing da email e link legittimi; Dotarsi di una soluzione di sicurezza endpoint aziendale affidabile insieme a una protezione specializzata dalle minacce avanzate, come la piattaforma Kaspersky Anti Targeted Attack, che è in grado di scoprire gli attacchi analizzando le anomalie nel network; Garantire allo staff di sicurezza l’accesso agli ultimi dati di threat intelligence, che offrono utili tool per la ricerca e la prevenzione degli attacchi mirati, come gli Indicatori di Compromissione (IOC) e le YARA rule. The post La famigerata Gaza Team Cybergang migliora il proprio toolset nocivo con exploit e un possibile spyware per Android appeared first on Data Manager Online.
Huawei prepara l’app store e le sue serie TV per l’Europa
Huawei l’anno prossimo porterà in Europa il suo app store e una piattaforma alternativa a Netflix Huawei ha grandi piani l’Europa. L’azienda cinese si prepara ad aprire a Milano il suo primo flagship store nel Vecchio Continente ma non vuole certamente fermarsi qui. “La via della seta univa Cina ed Europa. Huawei vuole ricreare quello spirito”, ha dichiarato Walter Ji, responsabile del Business Consumer Group, durante l’evento Eco-Connect Europe 2017 di Berlino. Innanzitutto Huawei vuole aprire il suo app store, attualmente disponibile solo in Cina, anche in Europa. L’obiettivo è competere direttamente con Google Play. La società di Shenzhen ha deciso di puntare sui contenuti di qualità (4.3 stelle su 5 di media) e la sicurezza “per creare un ambiente in cui i nostri clienti possono trovare tutto quello di cui hanno bisogno” come ha sottolineato Jaime Gonzalo, VP Cloud Services. “Allo stesso tempo, vogliamo attrarre sviluppatori dal continente, in modo da ingrandire il catalogo”, ha continua il manager. Sull’app store di Huawei ci saranno anche diversi sfondi a pagamento in una sezione dedicata. L’azienda ha inoltre sottolineato che nella sola Cina sono già 400mila gli sviluppatori che partecipano al progetto che nel 2016 ha permesso di ottenere 400 milioni di dollari. Insieme al negozio di app arriverà Huawei Video Service, una piattaforma di streaming con film e serie TV. Al momento non ci sono molte altre notizie al riguardo ma si presume che l’accesso al servizio sarà gratuito solo per determinati contenuti o che verrà proposto un abbonamento mensile. Entrambe le novità dovrebbero debuttare nel 2018 e oltre a essere preinstallate sui prodotti di Huawei e della linea Honor saranno anche compatibili con qualunque dispositivo Android. The post Huawei prepara l’app store e le sue serie TV per l’Europa appeared first on Data Manager Online.
Samsung supporta sette nuove startup che hanno terminato il programma presso i C-Lab dell’azienda
Samsung Electronics ha annunciato che sosterrà le attività di sette nuove startup fondate da alcuni suoi dipendenti, coinvolti nel percorso formativo del programma C-Lab (Creative Lab) dell’azienda, che si concluderà il prossimo 31 ottobre. In tutto, in Samsung sono nate 32 startup risultanti dai vari C-Lab che l’azienda ha creato in tutto il mondo, come risultato dei suoi investimenti nell’ambito dell’innovazione guidata dagli stessi dipendenti Samsung e finalizzata alla creazione di un ecosistema di startup all’interno dell’azienda. Le sette startup selezionate sono impegnate in diversi settori, compresi la VR/AR, l’IoT e l’healthcare. Samsung ha deciso di investire su queste realtà per il loro potenziale di business e il contributo offerto in termini di innovazione: Hyperity – Una soluzione VR / AR per controllare da remoto smartphone e desktop tramite schermate virtuali senza la necessità di un monitor fisico Linkface – Una soluzione VR unica che può rilevare il movimento muscolare del viso e degli occhi per consentire agli utenti di controllare direttamente i contenuti VR PIXELRO – Una soluzione basata su smartphone utile per la correzione visiva della presbiopia che sostituisce gli occhiali BlueFeel – un purificatore d’aria portatile che non blocca la bocca dell’utente, sviluppato come risposta per le esigenze di quegli utenti che non amano le normali mascherine per la polvere Defind – un servizio intelligente per la misurazione delle scarpe che esegue una scansione 3D del piede del cliente e consente loro di acquistare le scarpe che più si adattano al proprio piede Soft Launch – Un servizio di valutazione di ristoranti e negozi “social media based” pensato per mitigare il fenomeno delle false recensioni, e sviluppato dai dipendenti di diverse aziende collegate al gruppo Samsung 1Drop – Una soluzione ultra-economica per la misurazione della glicemia che utilizza il LED e la fotocamera dello smartphone La comunicazione completa con il programma C-Lab di Samsung e la descrizione delle finalità dell’iniziativa è disponibile a questo link (con le immagini dei sette progetti selezionati). The post Samsung supporta sette nuove startup che hanno terminato il programma presso i C-Lab dell’azienda appeared first on Data Manager Online.
Wyser (Gi Group): professionisti ICT sempre più “agili” e collaborativi
Mobile, Full-stack e IoT Developer, Solution Architect e Chief Technical Officer, Data Scientist e Big Data Engineer, Blockchain Developer e Penetration Tester, Cloud Architect e DevOps Engineer sono le figure informatiche al top delle richieste di aziende e società di consulenza alle prese con il 4.0 secondo Wyser, società di Gi Group che si occupa di ricerca e selezione di profili manageriali Automazione industriale, robotica collaborativa, building automation, sensoristica per localizzazione e tracking in relazione alle smart cities, precision farming e agrifood, smart health, sicurezza e sorveglianza. La manifattura e il mondo dei servizi alle prese con l’evoluzione al 4.0 trainano la richiesta di professionisti ICT ai quali, oltre a un bagaglio tecnico sempre aggiornato, si richiedono, però, sempre più soft skills di collaboration, flessibilità e capacità di adattamento per gestire progetti trasversali in contesti mutevoli. Parola di Wyser, società internazionale di Gi Group che si occupa di ricerca e selezione di profili manageriali e che segnala una crescita significativa della domanda trasversalmente ai diversi ambiti della programmazione, delle infrastrutture, della gestione, sicurezza e analisi dati, anche da parte di società di consulenza e piccole-medie software house che operano in ambito bancario/assicurativo. “Cloud computing, soluzioni Open Source, evoluzione verso tecnologie real time e al contempo di Cybercrime prevention&prediction sono le 4 macro-tendenze di mercato che sostengono una forte richiesta di profili Middle con una caratteristica comune; anche ai ruoli molto verticali si richiede oggi un buon balance tra hard e soft skills ricercando il potenziale, la capacità e l’apertura mentale per gestire agilmente cambiamenti tecnologici e mutamenti di scenari – commenta Carlo Caporale, Amministratore Delegato Italia di Wyser –. Elementi che potrebbero favorire a tendere anche una maggior presenza e valorizzazione della componente femminile in funzioni ancora attualmente più maschili. L’apprezzamento per background ed esperienze internazionali, poi, nonché l’interesse a internalizzare competenze sta, inoltre, portando molte realtà a offrire compensi davvero interessanti, capaci anche di attrarre professionisti italiani finora all’estero”. A proposito delle figure più ricercate tra Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte Wyser segnala anche la RAL (Retribuzione Annua Lorda) media offerta: Middle Management: Mobile Developer 35.000 – 45.000 euro IoT (Internet of Things) Developer 35.000 – 45.000 euro Penetration Tester 35.000 – 50.000 euro Blockchain Developer 40.000 – 50.000 euro Full-stack Developer 40.000 – 50.000 euro Data Scientist 40.000 – 55.000 euro Big Data Engineer 40.000 – 55.000 euro DevOps Engineer 40.000 – 55.000 euro Solution Architect 55.000 – 75.000euro Cloud Architect 65.000 – 70.000 euro Senior Management : Chief Technical Officer 80.000 -100.000 euro Accanto a sviluppatori e progettisti Hardware, Firmware e Software operanti sulle tecnologie innovative legate all’Industria 4.0 – IoT, Blockchain Developer e Penetration Tester in ambito sicurezza delle transazioni, esperti di Big Data orientati al machine learning, data mining e all’analisi predittiva sono da evidenziare di particolare interesse per le società di consulenza che operano in ambito finanziario, anche i Programmatori Full-Stack e Mobile per lo sviluppo di nuove applicazioni utente. “Sul doppio binario sicurezza/dati, da segnalare, infine, che si vanno delineando le caratteristiche della figura professionale legata al nuovo Regolamento Europeo sulla Privacy pienamente operativo da maggio 2018, il Data Protection Officer – continua Caporale -; per rispondere al meglio alla compliance il profilo ideale sarebbe quello di un esperto esterno all’azienda, con competenze giuridiche per la corretta interpretazione della norma e informatiche per potersi rapportare adeguatamente con i responsabili dei sistemi informativi, capace di realizzare una completa analisi dei rischi connessi al trattamento dei dati e di valutare le interazioni con le altre discipline che riguardano, anche indirettamente, la sicurezza e la gestione delle informazioni. Anche in questo caso, quindi, un profilo tecnico, ma non troppo, sicuramente molto agile e collaborativo”. Lauree in Informatica, Ingegneria Informatica, Gestionale o Elettronica, ma anche in Fisica, Matematica e Scienze Statistiche sono pre-requisito essenziale per i ruoli top, insieme alla conoscenza dell’inglese sia per la gestione della documentazione tecnica che del rapporto con clienti e colleghi stranieri. Viene richiesta, inoltre, un’esperienza di almeno 3/4 anni per posizione, autonomia a livello tecnico e buona flessibilità trasversale in relazione ai diversi progetti e clienti di ogni singola realtà. The post Wyser (Gi Group): professionisti ICT sempre più “agili” e collaborativi appeared first on Data Manager Online.
Tutti vogliono iPhone X! Apple risolve i problemi di produzione
iPhone X dovrebbe battere ogni record di distribuzione e potrebbe permettere ad Apple di diventare l’azienda con la più alta capitalizzazione della storia Il mese scorso Apple ha stupito tutti con iPhone X tanto che la concorrenza si è già messa a lavoro per cercare di recuperare il gap nei confronti della Mela. Questo innovativo dispositivo ha raccolto un numero elevatissimo di consensi (ma non quello di Steve Wozniak) e i fan dell’azienda di Cupertino si sono immediatamente attivati per averlo. La stessa cosa non è invece avvenuta per iPhone 8. La distribuzione del terminale inizierà solo il 3 novembre ma il numero di pre ordini è stato tale che i tempi di attesa sono balzati in pochi minuti fino a 5-6 settimane. Il punto di forza di iPhone X è certamente Face ID, il sistema di autenticazione con riconoscimento facciale 3D. Sarebbe stata proprio questa tecnologia così avanzata a spingere alcuni a ritenere che Apple avesse qualche problema dal punto di vista della produzione che avrebbe portato a un ritardo nel debutto sul mercato del dispositivo. Per lo stesso motivo iPhone X sarebbe anche lo smartphone a listino più costoso da riparare. Stando a quanto afferma l’analista Ming Chi Kuo di KGI Securities, le cui previsioni si sono rivelate quasi sempre esatte, Apple ha raggiunto la stabilità nel processo di fabbricazione e rifornimenti e quindi i suoi piani non verranno scombinati. Nel frattempo la grande attesa per iPhone X ha già avuto effetti molto positivi per Apple. Venerdì scorso il valore dei titoli della Mela è salito del 3% fino ad arrivare a 842 miliardi di dollari. Secondo gli analisti il colosso di Cupertino entro la fine di questa settimana potrebbe essere la prima società al mondo a valere 1.000 miliardi di dollari. iPhone X potrebbe quindi fare la fortuna di Apple ma per qualcuno si è rivelato un vero incubo. In questi giorni la youtuber Brooke Amelia Peterson ha pubblicato sul suo canale il primo video hands on dello smartphone (poi rimosso) sfruttando il fatto che suo padre fosse un ingegnere di Apple. Il filmato è stato girato all’interno del Mac Cafè della sede di Cupertino e questo viola le rigide regole imposte dalle Mela ai dipendenti, che vietano di mostrare prodotti non ancora disponibili sul mercato all’interno degli spazi di sua proprietà. Nel video ci sarebbero inoltre codici e riferimenti a dispositivi in fase di sviluppo. Per questo motivo il padre di Brooke è stato quindi licenziato. The post Tutti vogliono iPhone X! Apple risolve i problemi di produzione appeared first on Data Manager Online.