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SAP aggiorna la soluzione Commerce per aiutare telco e media company ad attirare e trattenere i clienti

SAP SE annuncia una nuova release della soluzione SAP Hybris Commerce dedicata ai settori delle telecomunicazioni e dei media. Questo acceleratore, sviluppato in collaborazione con IBM, copre alcuni problemi tipici di questi settori per quanto riguarda l’acquisizione, il mantenimento e coinvolgimento dei clienti e la vendita. I consumatori sempre più usano i canali web e mobile per cercare prodotti e servizi, fare acquisti e attivare o disattivare servizi. I fornitori di servizi a loro volta devono essere in grado di formulare rapidamente offerte di prodotti e servizi in bundle, offrire assistenza personalizzata e funzionalità in self service. SAP Hybris e IBM offrono oggi una soluzione agile con un framework pronto all’uso che permette ai fornitori di servizi di interagire con i clienti usando soluzioni omnicanale avanzate che snelliscono il processo di acquisto e contribuiscono a creare una customer experience di qualità. “I consumi nei settori delle telecomunicazioni e dei media sono sempre più personalizzabili e, di conseguenza, complicati”, afferma Matthias Goehler, responsabile Industries di SAP Hybris. “SAP è costantemente impegnata a rispondere alle esigenze delle aziende supportando nuovi modelli di business, nuovi standard e nuove disposizioni di legge. L’ acceleratore per i settori delle telecomunicazioni e dei media permette alle aziende di realizzare i propri obiettivi e di raggiungere rapidamente il mercato”. Questa iniziativa, solo l’ultima nei 14 anni di collaborazione tra IBM e SAP Hybris, è il frutto della profonda esperienza in questi settori e della conoscenza del complesso customer journey associato alle offerte di prodotti nei settori delle telecomunicazioni e dei media. SAP Hybris Commerce e l’acceleratore per telco e media combinano le competenze di IBM nei servizi e nell’integrazione di tecnologie con le capacità tecnologiche di SAP, creando un percorso di innovazione continua per le aziende che adottano nuovi modelli tecnologici e di business quali l’Over The Top (OTT) e l’Internet of Things (IoT). Il nuovo acceleratore per SAP Hybris Commerce permette alle aziende dei settori delle telecomunicazioni e dei media di: Combinare forme di interazione digitale sia assistite sia self service con i canali fisici, come ad esempio l’ottimizzazione dell’esperienza in-store e i servizi di ritiro in loco Supportare prodotti e bundle complessi per mantenere prezzi e prodotti allineati agli standard di settore. Rispondere agli standard di sicurezza e privacy imposti dai nuovi regolamenti globali. “Il settore delle telecomunicazioni sta vivendo una profonda trasformazione che sta spingendo le aziende ad investire in sistemi che permettono di modernizzare i processi, di differenziarsi dalla concorrenza e di creare valore”, dichiara Bob Fox, Global Industry Leader – Telecommunications, Media and Entertainment di IBM. “Insieme con SAP Hybris offriamo una soluzione per il commercio digitale realizzata specificamente per rispondere alle necessità dei fornitori di servizi di telecomunicazione e dei media, in grado di gestire add-on, bundle, promozioni, flussi di checkout unici ed altro ancora, che permettono a queste aziende di reinventare i processi di business e di offrire ai clienti esperienze sempre più coinvolgenti”. The post SAP aggiorna la soluzione Commerce per aiutare telco e media company ad attirare e trattenere i clienti appeared first on Data Manager Online.

Indra: la banca deve adottare il modello “open platform”

Gli esperti dei Servizi Finanziari di Indra affermano, in un rapporto sulle tendenze del settore bancario, che l’utilizzo di una “open platform” possa consentire alle banche di utilizzare i dati transazionali dei propri clienti in una strategia a lungo termine, con l’obiettivo di garantire il loro benessere finanziario La banca deve replicare il modello di “open platform” dei giganti tecnologici come Google, Apple, Facebook e Amazon, al fine di costruire una nuova value proposition e di affrontare il tema della redditività attraverso la trasformazione digitale. Così affermano gli esperti in Servizi Finanziari di Indra nel rapporto “La nuova banca, una piattaforma al servizio del tuo benessere finanziario”. La flessione della redditività ha impattato il settore dei servizi finanziari per un decennio. Dal 2008, dopo la drammatica caduta di Lehman Brothers, il Return on Equity (RoE) è al di sotto del Cost of Equity, il che significa che la banca ha distrutto valore per i propri azionisti. Questo problema, che oramai è diventato cronico, ha fatto scaturire una riflessione generale tra le grandi istituzioni finanziarie, che hanno acquisito una consapevolezza sempre maggiore che la riconversione del business attuata attraverso la trasformazione digitale sia l’unica opzione per garantire la loro sopravvivenza. Lo studio sottolinea che l’ambizioso approccio dei giganti tecnologici ha permesso loro di capire che le regole del mondo virtuale sono molto diverse da quelle del mondo fisico. Nel nuovo contesto, la massimizzazione del valore richiede un’innovazione “aperta” e la creazione di una community di sviluppatori in grado di creare prodotti sui loro sistemi. Così sono nate le piattaforme dell’era digitale, i cui produttori, i giganti tecnologici, hanno mantenuto un controllo stretto su alcuni prodotti da loro realizzati che si sono rivelati i più rilevanti per il mercato, come iOS e Android, amplificando il valore della loro piattaforma anche grazie all’apporto fornito dal network degli sviluppatori esterni. Secondo i leader di trasformazione digitale dei Servizi Finanziari di Indra, “nel settore bancario, questo modello è in grado di rappresentare un nuovo business che nasce all’interno di istituzioni finanziarie ma in grado di attirare e aggregare – in modalità plug&play – le aziende di prodotto e di servizio oltre ai consumatori, e in grado di creare un interscambio tra le parti proprio grazie al modello di interazione stesso”. La gestione innovativa di un’enorme quantità di dati, tipica delle istituzioni finanziarie, supportata da piattaforme tecnologiche dotate di capacità analitiche e di strumenti di analisi di Big Data, consentirà di riformulare la value proposition dei servizi finanziari. “Il risultato sarà il miglioramento della situazione finanziaria del cliente e porterà alla creazione di prodotti e servizi consoni ai loro obiettivi di benessere finanziario”, ha spiegato Alvaro de Salas, direttore di Innovazione e New Business di Indra. A tal fine, le istituzioni finanziarie svolgeranno un ruolo chiave nella catena del valore, dalla selezione dei prodotti e dei servizi offerti, fino all’identificazione dei consumatori più aggredibili, attraverso un’analisi intelligente dei dati. Ad esempio, a partire dai dati storici delle transazioni offerti da una piattaforma bancaria, un’azienda di sviluppo software potrebbe essere capace di creare un modello di credit scoring (sistema automatico di valutazione del rischio creditizio) con una precisione massima, utile nella concessione del finanziamento ai clienti dichiarati solventi dal sistema. Reinventare la banca Stando agli autori del rapporto, l’emergere delle nuove tecnologie, la direttiva PSD2 – che obbligherà le banche ad aprire i loro sistemi ai fornitori esterni – e l’opportunità fintech, rappresentano lo scenario di riferimento per un’istituzione bancaria per attuare la trasformazione digitale, visto come soluzione alla mancata crescita in redditività e come base per instaurare un nuovo modello di rapporto con il cliente. “Negli ultimi anni, le banche non hanno investito abbastanza sul miglioramento dei propri prodotti né sul trasferimento delle novità tecnologiche per migliorare l’experience dei propri clienti. Tale stallo ha comportato la perdita del ruolo, della veste di istituzione di riferimento, da sempre centrale per i clienti. A questo punto, diventa urgente l’implementazione di una strategia che consenta alle banche di reinventarsi, per poter recuperare tale posizione: la strategia della piattaforma”, ha dichiarato Mario Robredo. Secondo l’esperto, l’adozione di questo tipo di strategia richiede una “de-verticalizzazione” della banca, ma senza perdere la visione a 360 gradi del cliente, fattore chiave per offrire un posizionamento di valore evitando di diventare un mero provider tecnologico che vende servizi. Lo studio sottolinea l’importanza del contributo fornito dalle fintech e dagli specialisti di innovazione in termini di approccio di valore e agilità al sistema finanziario e suggerisce la loro integrazione nell’ecosistema. Elementi chiave della banca “open” Tra le linee guide prioritarie per la realizzazione del processo di conversione in una “open platform”, emerge la necessità del superamento delle barriere tecnologiche al fine di promuovere l’accesso alla piattaforma da parte di fornitori di prodotti e di servizi e lo sviluppo di nuove funzionalità a valore aggiunto da parte dei professionisti operanti nelle stesse istituzioni finanziarie. È inoltre fondamentale raggiungere un livello di eccellenza nella delivery del servizio al cliente, offrendo una user experience paragonabile al livello raggiunto dai giganti digitali e aumentando la personalizzazione delle offerte di servizi attraverso la gestione “intelligente” dei dati. “Il Chief Technology Officer non è più da solo nella gestione della tecnologia. Il suo futuro sarà diventare un agente di cambiamento e il suo primo compito sarà quello di far evolvere i sistemi verso framework aperti basati su tecnologie Cloud, Analytics, APIs, Blockchain e Intelligenza Artificiale”, spiega Mario Robredo. Dal punto di vista della governance, lo studio sottolinea che il nuovo ruolo che assume la banca necessita di strumenti e risorse per la definizione degli standard tecnici e di business necessari affinché i fornitori e i clienti siano interconnessi e facciano parte dell’ecosistema della banca. “Si tratta di un approccio diverso da quello della banca verticale – spiega Robredo – perché il cliente non è più solo il cliente della banca, quindi bisogna essere in grado di attirarlo e di mantenerlo e soprattutto non è più sufficiente gestire solo il grado di efficienza per garantire una redditività sostenibile”. Infine, lo studio

WhatsApp prepara lo sbarco su iPad con il prossimo update

WhatsApp dovrebbe lanciare a breve una versione della sua app per iPad. Nessuna conferma per quanto riguarda i tablet Android I possessori di tablet al momento non possono utilizzare WhatsApp sul proprio dispositivo ma le cose stanno per cambiare. Sembrerebbe infatti che l’azienda di proprietà di Facebook, che ha dovuto confrontarsi con una copia malevola su Play Store scaricata ben 1 milione di volte, stia per ottimizzare la sua app di messaggistica per tavolette digitali e nello specifico per quelle di Apple. WabetaInfo ha condiviso su Twitter un’immagine in cui mostra una cartella dell’aggiornamento dell’ultima versione desktop e al suo interno compare la voce “Tablet iOS” e alcune icone dalle dimensioni 152×152 e 167×167. Ciò significa che a breve si potrà chattare anche su iPad esattamente come avviene su iPhone. Non ci sono invece notizie riguardo la disponibilità dell’app anche per i tablet Android. Le vendite di questi terminali sono diminuite costantemente negli ultimi anni e WhatsApp, che ha introdotto la localizzazione in tempo reale, deve aver preferito dare la priorità ad iPad. Quel che è certo al momento è che WhatsApp per iPad offrirà le stesse funzioni integrate nelle versioni per smartphone e desktop. La modalità di accesso potrebbe inoltre essere simile, se non identica, a quella prevista su PC Windows e Mac. L’utente dovrà quindi scansionare il codice QR con la fotocamera del tablet abilitando l’apposita voce nelle impostazioni dell’app. The post WhatsApp prepara lo sbarco su iPad con il prossimo update appeared first on Data Manager Online.

Ricoh Italia sponsor di BookCity Milano 2017

Ricoh Italia è tra gli sponsor di BookCity Milano 2017, manifestazione dedicata al libro e alla lettura che si tiene dal 16 al 19 novembre. Azienda attenta alla cultura e al legame con il territorio, Ricoh Italia sponsorizza BookCity Milano 2017, manifestazione dedicata al libro e alla lettura che si svolge in più di 200 spazi della città metropolitana. BookCity Milano 2017 si articola dal 16 al 19 novembre 2017. Il centro resta il Castello Sforzesco, al quale si affiancheranno decine di poli tematici. Musei, teatri, scuole, università, biblioteche, palazzi storici, librerie, associazioni, negozi, spazi pubblici e privati mettono in scena la loro passione per il libro e per la lettura promuovendo incontri, dialoghi, letture ad alta voce, mostre, esplorando nuovi modi di leggere e riflettendo sulla scrittura, sulla lettura e sull’editoria. Tra i valori fondamentali di Ricoh Italia vi è quello dell’innovazione, un aspetto che non può prescindere dalla promozione della cultura e della creatività. Ricoh Italia ha quindi deciso di collaborare con BookCity in questa importante occasione per il nostro territorio che coinvolge i cittadini e promuove l’abitudine alla lettura. Tra le altre iniziative che vedono Ricoh in prima linea per la cultura, vi è il Premio Ricoh per Giovani Artisti Contemporanei. Si tratta di un’iniziativa, giunta all’ottava edizione, che coinvolge giovani artisti di tutta Italia mediante un concorso che permette loro di esprimere la propria creatività e di ottenere visibilità nel mondo dell’arte.   The post Ricoh Italia sponsor di BookCity Milano 2017 appeared first on Data Manager Online.

WikiLeaks: ecco i nuovi file della CIA

L’organizzazione di Assange pubblica ulteriori documenti sulle misure di spionaggio dell’agenzia USA tra cui Hive, centro di controllo malware Prosegue la serie Vault7, immenso database diffuso da WikiLeaks, che aiuta a capire in che modo la CIA utilizza la tecnologia per spiare persone un po’ in tutto il mondo. Se nelle puntate precedenti si parlava di televisori e router sfruttati per bucare le difese digitali di comuni navigatori, oggi è il turno di Hive, una componente in grado di porsi come centro di controllo di una vasta suite di malware. Questa, stando ai file di WikiLeaks, era persino in grado di aggirare i certificati di sicurezza di programmi di difesa a marchio Kaspersky e Thawte, così da proseguire nelle ricerche senza destare sospetti, soprattutto verso gli utenti più attenti, come quelli aziendali e professionali. Cosa succede “Hive risolve un problema di fondo per chi opera dietro un malware – si legge nei documenti – ogni tentativo del genere diventa inutile quando non può più agire nel segreto, nascosta agli occhi di un operatore. La suite della CIA provvede invece a fornire una piattaforma di comunicazione più ampia per un gran numero di minacce informatiche che possono ricevere dati e inviarli ai server dell’agenzia in modalità anonima”. A quanto pare, la strategia migliore utilizzata dai federali è quella di far passare il traffico in uscita dai computer presi di mira su connessioni VPN, mentre si naviga tranquillamente su siti web che sembrano genuini e invece sono maschere di backend della CIA. In questo modo, né chi sta dietro al PC si accorge di nulla né i software adibiti a bloccare il traffico notificano strani via-vai di informazioni, perché i portali farlocchi usano certificati apparentemente validi e non identificati dagli antivirus. The post WikiLeaks: ecco i nuovi file della CIA appeared first on Data Manager Online.