Fujitsu, la ricetta per governare la disruption
Al tradizionale appuntamento di Monaco, attenzione puntata su come la Digital Co-creation stia guidando la trasformazione dei business, combinando le competenze con le tecnologie innovative, allo scopo di creare nuovo valore Monaco di Baviera – Ancora una volta è la digital transformation il tema del giorno. E non potrebbe essere altrimenti. Perché, come ha sottolineato Duncan Tait, CEO, Senior Executive Vice President e responsabile dell’area Emeia e Americhe di Fujitsu, “non c’è più alcun dubbio che la digital revolution, o disruption come vogliamo chiamarla, sia ormai il vero fenomeno che definisce il ventunesimo secolo, anche per le conseguenze che sta comportando, come il rimescolamento in atto nei tradizionali confini dei business cui eravamo abituati”. L’occasione era il keynote di apertura del Fujitsu Forum, che si è tenuto ai primi di novembre nel capoluogo bavarese alla presenza di oltre 12.000 persone tra clienti e partner di Fujitsu. E se anche quest’anno il tema scelto per l’evento era quello che da tempo caratterizza tutto l’operato di Fujitsu, ovvero “human centric innovation”, non è mancato un accento particolare nello sviluppo di questa innovazione attraverso la “co-creation”, proprio a volerne sottolineare il carattere collaborativo, possibilmente con il partner tecnologico giusto. I quattro pilastri della trasformazione Anche perché, ha evidenziato ancora Duncan Tait, “le tecnologie possono essere un reale fattore di trasformazione, ma per quanto le aziende siano oggi consapevoli della necessità di adottarle, continuano a esserci problemi significativi che contribuiscono a una elevata percentuale di insuccessi e agli alti costi a essi associati. Per concretizzare una vision digitale è essenziale possedere le giuste competenze unite a partnership di processo e tecnologie. Con la rivoluzione digitale che sta cambiando rapidamente gli scenari di business, le aziende non possono permettersi di fallire la loro trasformazione”. In questo scenario, emerge che le aziende stanno guardando con interesse alla trasformazione, come ha evidenziato una ricerca svolta per Fujitsu su oltre 1.600 business leader di tutto il mondo, Italia compresa, dalla quale è risultato che quasi la metà delle aziende (il 46 per cento) ha già implementato progetti di digitalizzazione e l’86 per cento sta pianificando di farlo nell’arco dei prossimi 12 mesi. L’indagine, denominata “The Digital Transformation PACT”, in quanto esamina le performance delle aziende rispetto ai quattro elementi strategici necessari per potersi trasformare digitalmente, ovvero Persone, Azioni, Collaborazione e Tecnologia, ha anche evidenziato che le aziende continuano a trovarsi in difficoltà sui quattro pilastri dell’approccio PACT: l’84 per cento afferma infatti che i propri clienti si aspettano che siano maggiormente digitali, mentre il 71 per cento pensa di non essere all’altezza, su questo versante, rispetto ai concorrenti, con due terzi degli intervistati (il 66 per cento) convinti di essere destinati a perdere clienti a favore della concorrenza come conseguenza della trasformazione digitale. La Digital Co-creation La ricetta per governare la disruption è quindi quella della “Digital Co-creation”, nella quale Fujitsu combina competenze e tecnologie innovative con il know-how specifico dei propri clienti, per creare nuove soluzioni alle loro sfide di business. Si tratta di un approccio che secondo Duncan Tait “è destinato a diventare sempre più la norma in una società digitale emergente, dal momento che la tecnologia accresce le capacità umane favorendo l’innovazione e una maggiore produttività, in uno scenario nel quale Fujitsu si impegna a creare nuovo valore insieme con i propri clienti e con il proprio ecosistema di partner”. E non c’è dubbio che gli annunci visti a Monaco, abbiano delineato una visione sempre più coerente nei quattro pillar strategici di business: Cloud, Internet of Things e Intelligenza Artificiale, tutti sostenuti dalla base comune dalla Sicurezza. Novità nel cloud e nell’IoT Nell’ambito del cloud, il focus principale è più che mai puntato sull’Hybrid IT, con l’offerta K5 resa disponibile in nuove aree, per coprire a oggi Regno Unito, Finlandia, Germania, Spagna e Nordamerica. Non solo: Fujitsu propone anche una nuova offerta di storage privato e dedicato, che permette di mantenere la residenza locale dei dati anche negli ambienti private cloud e virtual private, allo scopo di rispettare gli obblighi normativi come quelli previsti dal regolamento GDPR che entrerà in vigore tra circa sei mesi. Come noto, tra le tecnologie che stanno spingendo la crescita del cloud vi è l’Internet of Things, dove Fujitsu mette a disposizione nuovi livelli di intelligence nelle reti periferiche in prossimità dei sensori, con la soluzione IntelliEdge, che è in grado di prendere decisioni intelligenti in tempo reale riguardanti i le reti periferiche in base a quanto “appreso” dal cloud, utilizzando la potenza dell’Intelligenza Artificiale per raccogliere, elaborare e imparare dai dati dei sensori e mettere in connessione ogni genere di informazione associata alla produzione digitale, dal progetto alla fabbricazione e oltre, fino alla manutenzione. Disponibile tra poco meno di due mesi, ovvero da gennaio 2018, l’appliance Edge Computing di Fujitsu IntelliEdge consente l’ottimizzazione dei processi industriali degli ambienti Industry 4.0 connettendo in sicurezza dati e risorse a persone e dispositivi e colmando il gap esistente tra l’Operational Technology (OT) presente sul campo e l’Information Technology (IT) attivo on-premise e nel cloud. Sviluppare l’Intelligenza Artificiale Una tecnologia che si accompagna all’Internet of Things è l’Intelligenza Artificiale, che continua ad aprire nuove strade per interpretare le informazioni e generare nuove opportunità. In una conversazione con Data Manager, Adel Rouz, Executive Vice President di Fujitsu Laboratories of Europe, ha spiegato che i Laboratori europei di Fujitsu sono “focalizzati in particolare sulle aree machine learning e deep learning per l’intelligenza artificiale, sicurezza, per valutare l’impatto della GDPR nell’intelligenza artificiale e anche nel blockchain, e infine tecnologie 5G, soprattutto per i risvolti in ambito IoT”, sottolineando che “circa tre anni fa ci siamo trasformati, passando da una ricerca orientata alla tecnologia a una ricerca rivolta alle soluzioni, nella quale la sfida non è più nella tecnologia in se stessa ma diventa una sfida concreta di business”. Ma non solo: oltre a lavorare in settori verticali quali l’Healthcare, il Finance e il Transportation, i Laboratori europei di Fujitsu sono molto attivi nell’ambito Manufacturing. A quest’ultimo settore è dedicata una tecnologia di Intelligenza Artificiale innovativa
Arriva la pillola intelligente, un sensore digitale controlla se la prendi davvero
Approvata negli Stati Uniti, la pillola ha un sistema di tracciamento che verifica se il paziente segue la terapia correttamente I pazienti negligenti non potranno più farla franca, ora i medici avranno uno strumento per smascherarli in caso saltino le dosi di una terapia. La pillola “intelligente” si chiama Abilify MyCite ed è prodotta dalla giapponese Otsuka, ed è utilizzata per la cura di alcuni disturbi mentali. La versione tradizionale del farmaco era stata approvata nel 2002 per la cura della schizofrenia, mentre il sensore ingeribile è stato successivamente inserito nelle compresse nel 2012. Come funziona la pillola digitale? Una volta ingerito e a contatto con i succhi gastrici dello stomaco, il farmaco invia un segnale a un cerotto applicato sulla pelle, che a sua volta comunica con lo smartphone tramite Bluetooth fornendo informazioni sull’aderenza alla cura. «Sapere se il farmaco viene assunto negli orari e nelle dosi stabilite dal medico può essere molto utile in alcuni casi – ha spiegato Mitchell Mathis, direttore della divisione Prodotti psichiatrici del Centro per la ricerca e lo sviluppo dei farmaci della Fda -. Sosteniamo l’ingresso delle nuove tecnologie nelle terapie e ci confrontiamo con le aziende per capire come l’innovazione possa beneficiare i pazienti e i medici». Limiti e avvertenze L’approvazione del farmaco intelligente è tuttavia accompagnata da alcune avvertenze, sottolineando che non è ancora stato dimostrato un miglioramento effettivo dell’aderenza alla terapia. Inoltre il tracciamento dell’assunzione della pillola non dovrebbe essere valutato in tempo reale o in situazioni di emergenza, in quanto potrebbe arrivare allo smartphone in ritardo o non apparire affatto. Inoltre la procedura potrebbe non risultare alla portata di tutti, soprattutto considerando che i pazienti sono persone che soffrono di schizofrenia. Il paziente può condividere i dati sulla terapia con parenti e personale sanitario tramite un portale web, esponendosi così a possibili problemi legati alla privacy e alla condivisione di dati sanitari. Abilify è un farmaco adatto per la cura della schizofrenia, il trattamento acuto di atteggiamenti maniacali e episodi associati al disordine bipolare e come farmaco aggiuntivo per la depressione negli adulti. La nuova versione digitale non è ancora in commercio e ancora non se ne conosce il prezzo sul mercato. The post Arriva la pillola intelligente, un sensore digitale controlla se la prendi davvero appeared first on Data Manager Online.
Apple Watch può rilevare l’ipertensione
Smartwatch abbinato a un’app che usa l’intelligenza artificiale
Partnership strategica tra Cloudera e Hitachi: i big data a supporto dell’IoT
Hitachi fornisce servizi, supporto e formazione alle imprese che gestiscono sistemi mission-critical: una partnership che si estende alla piattaforma Hitachi IoT Lumada Cloudera annuncia una nuova partnership strategica con Hitachi con l’obiettivo di offrire ai clienti servizi avanzati, supporto e formazione, rafforzando ancor più l’adozione di Cloudera Enterprise, la principale piattaforma di machine learning e analisi. Hitachi, infatti, ha ufficialmente introdotto il Servizio di Supporto Hitachi OSS per Cloudera Enterprise al fine di migliorare il supporto e l’assistenza ai clienti nella gestione dei big data. E ancora, grazie all’utilizzo di Cloudera Enterprise all’interno della piattaforma IoT Lumada di Hitachi, entrambe le aziende collaboreranno e contribuiranno alla creazione di soluzioni digitali per affrontare le sfide attuali dei settori industriali. Nell’ambito della partnership le due aziende formeranno un team di consulenti tecnici per facilitare la vendita, l’assistenza, la formazione e l’implementazione di Cloudera Enterprise. In particolare Cloudera fornirà ulteriore supporto nella formazione e nello sviluppo di competenze e soluzioni per l’ideazione rapida di progetti proof-of-concept. Stiamo assistendo ad una crescente necessità da parte delle aziende di sfruttare i dati per l’apprendimento automatico e l’analisi avanzata per essere più competitive. Hitachi OSS Support Service per Cloudera Enterprise si rivolge, infatti, ai clienti la cui grande sfida è rappresentata dalle operazioni mission-critical, incluse le aziende che cercano di ottenere maggior valore dai dati strutturati e non strutturati, per esempio i dati provenienti dal settore IoT. Grazie a questa nuova partnership i clienti potranno beneficiare dei servizi avanzati e ricevere supporto in tutte le fasi di sviluppo. Con lo sviluppo e l’espansione del settore IoT i dati vengono generati da un’ampia gamma di dispositivi e l’acquisizione e la corretta analisi sono essenziali per ridurre i costi, aumentare l’efficienza, migliorare l’esperienza dei clienti e consentire la creazione di nuovi modelli di business. Qui entra in gioco la piattaforma Lumada di Hitachi che vuole rispondere alle necessità imposte dall’elaborazione di enormi quantità di dati IoT e garantire prestazioni stabili e sicure. “I framework open source supportati da Cloudera, come Apache Spark e Apache Hadoop, sono essenziali per sfruttare la potenza dei dati e dell’apprendimento automatico nel settore IoT, e sono componenti importanti della piattaforma IoT Lumada di Hitachi”, ha dichiarato Mr. Yozo Ito, General Manager dell’OSS Solutions Center, Hitachi, Ltd. “Grazie alla partnership con Cloudera, Hitachi fornirà ai clienti soluzioni efficienti e affidabili, consentendo loro di risolvere i problemi aziendali con nuove tipologie di analisi”. “Le nostre soluzioni più importanti, come quelle per l’apprendimento automatico e per il settore IoT – hanno sostenuto la trasformazione digitale delle aziende di Asia e Giappone”, ha dichiarato Mark Micallef, vice president Asia-Pacifico e Giappone di Cloudera. “La collaborazione con Hitachi rappresenta una pietra miliare nel nostro percorso a supporto del settore IoT, dell’apprendimento automatico e di soluzioni di analisi: è per noi una grande occasione per dare supporto a tutte le aziende che cercano di utilizzare i dati per creare nuovi modelli di business, per arricchire e migliorare il rapporto con i propri clienti e per innovare il settore industriale”. The post Partnership strategica tra Cloudera e Hitachi: i big data a supporto dell’IoT appeared first on Data Manager Online.
Facebook prepara la Storie collaborative per battere Snapchat
Facebook sta per modificare le Storie consentendo ad altri utenti di parteciparvi Facebook ha deciso di introdurre le Storie per tornare a competere ad armi pari con Snapchat ma nonostante la funzione abbia ottenuto un enorme successo su Instagram, non si può dire la stessa cosa della piattaforma principale. Pochissimi utenti hanno infatti deciso di condividere i loro collage di foto e video che scompaiono dopo 24 ore. Il social network, che è stato accusato di manipolare le menti dei suoi utenti, ha quindi pensato di rivedere le Storie per renderle più attraenti e la soluzione è stata quella di renderle collaborative. TechCrunch afferma che Facebook a breve consentirà agli utenti di partecipare alle Storie dei propri amici legate a uno specifico evento o ricorrenza. Il creatore originale del contenuto potrà decidere quali foto/video potranno essere aggiunti e quali persone potranno visualizzarlo. Inoltre, l’azienda di Menlo Park si è decisa a lanciare ufficialmente le Storie anche sulla piattaforma Facebook Lite pensata per i Paesi in via di sviluppo e dove la connessione non è stabile. L’obiettivo è sempre quello di spingere la loro condivisione. L’introduzione di questa nuova funzione sarà accompagnata dalla scomparsa di altri servizi che diventerebbero poi “ridondanti”. La prima a sparire sarà Messenger Day seguita poi da Direct. The post Facebook prepara la Storie collaborative per battere Snapchat appeared first on Data Manager Online.
Fujitsu: analisi dei dati ad alte prestazioni nella gamma PRIMEFLEX
Fujitsu ha presentato oggi un nuovo modello di riferimento per la propria soluzione Fujitsu Integrated System PRIMEFLEX for High Performance Computing (HPC) che permette ai clienti di accelerare il calcolo su crescenti quantità di dati non strutturati facendo leva su infrastrutture HPC per implementare capacità analitiche HPDA (High Performance Data Analytics). HPDA è il punto dove big data e HPC si incontrano per accelerare l’elaborazione di workload a utilizzo intensivo di dati. L’elaborazione accelerata non è più applicabile solamente agli algoritmi e alle simulazioni HPC, ma anche ai segmenti dell’e-commerce, della finanza e dell’economia nei quali stanno crescendo la disponibilità e lo sfruttamento di dati non strutturati, e dove risultano essenziali il rilevamento in tempo reale delle frodi o il recupero tempestivo delle informazioni. Fujitsu ha messo a punto un nuovo modello di riferimento PRIMEFLEX per fornire ai propri clienti un accesso a basso rischio ai significativi risparmi e vantaggi prestazionali offerti dalla HPDA, permettendo di utilizzare efficacemente le infrastrutture HPC fisiche o virtuali già esistenti per specifici workload HPDA scalando verso l’alto al crescere delle esigenze. La possibilità di sfruttare i vantaggi della HPDA dipende dalla convergenza di due tecnologie: la Data Analytics, che rivela il valore insito nei dataset di enormi dimensioni che oggi esistono praticamente in ogni area di business, e la crescente disponibilità delle infrastrutture HPC. Facendo leva sulla vasta esperienza accumulata nella Data Analytics e nelle simulazioni al calcolatore, Fujitsu sta ora compiendo un lavoro pionieristico nei modelli di riferimento HPDA combinando queste tecnologie all’interno di un’unica soluzione integrata. Fujitsu Integrated System PRIMEFLEX for HPC rappresenta una soluzione scalabile ideale per combinare workload HPC e di Data Analytics all’interno di un’unica infrastruttura HPC. Il nuovo modello di riferimento mette a disposizione una soluzione integrata precollaudata che guida i clienti nella scelta della configurazione ideale in base alle dimensioni dei dataset coinvolti. Questo modello di riferimento preconvalidato comprende una soluzione integrata completa composta da risorse di calcolo, di rete, storage DAS a connessione diretta e storage DR per disaster recovery, software per la gestione dei cluster, applicazione per big data con relativo connettore, file system parallelo e Fujitsu Gateway. The post Fujitsu: analisi dei dati ad alte prestazioni nella gamma PRIMEFLEX appeared first on Data Manager Online.
30 governi manipolano notizie online
Think tank, disinformazione ha influenzato le urne in 18 Paesi
Anoressia e obesità correlate alla depressione
I due disturbi alimentari porterebbero a una carenza dell’ormone del buonumore Uno studio italiano guidato da Graziano Pinna dell’Università dell’Illinois e pubblicato sulla rivista Neuropsychopharmacology rivela che obesità e anoressia sarebbero collegate alla depressione e all’ansia, causando un deficit della cosiddetta “molecola del benessere”, l’allopregnanolone. Chiamato anche ‘allo’ – quest’ultimo è un derivato dell’ormone femminile progesterone che di norma induce umore positivo ed è legato alle sensazioni di benessere. Precedenti studi hanno messo in relazione bassi livelli di allo a rischio di depressione e ansia e non è un caso se questi disturbi dell’umore sono molto diffusi nelle persone che soffrono di anoressia (oltre metà delle donne con anoressia nervosa ne soffre) e obesità (il 43% degli obesi soffre di depressione). Un recente studio ha individuato le tracce lasciate dall’anoressia nel cervello, un’alterazione anche a livello cerebrale che interessa quelle strutture cerebrali che mettono in comunicazione la percezione della propria immagine e il controllo cognitivo. Secondo uno studio dell’Università di Seul, l’anoressia si potrebbe sconfiggere grazie all’ossitocina, l’ormone dell’amore, mentre un’altra ricerca ha scoperto come la stimolazione magnetica, un metodo già sperimentato per la depressione, risulterebbe efficace anche per curare questo disturbo alimentare. Lo studio La ricerca di Pinna si è concentrata su 12 donne con anoressia nervosa, 12 donne di peso normale e 12 donne obese, nessuna delle quali aveva ricevuto una diagnosi di depressione o preso antidepressivi precedentemente. Le partecipanti sono quindi state sottoposte a un prelievo di sangue e a questionari per valutare la presenza di disturbi d’ansia e depressivi: nelle donne con anoressia i livelli di allo nel sangue erano il 50% inferiori rispetto a quelli misurati nel sangue di donne di peso normale; inoltre le donne obese presentavano livelli di allo circa il 60% inferiori rispetto alle donne di peso normale. Normale invece il livello di progesterone in tutte le donne, a dimostrazione del fatto che in caso di anoressia e obesità il sistema che trasforma il progesterone in allo si sballa. Verso nuove cure Gli scienziati hanno potuto osservare che a una bassa concentrazione di allo corrispondeva in maniera direttamente proporzionale un livello maggiore di depressione e ansia nelle donne anoressiche e obese. Una scoperta che apre la strada a nuovi percorsi terapeutici che sfruttino le molecole che aumentano la produzione di allo come antidepressivi alternativi rispetto a quelli tradizionali, che in molti casi risultano inefficaci. The post Anoressia e obesità correlate alla depressione appeared first on Data Manager Online.
Nautilus annuncia la disponibilità di Bowflex Max Trainer M7 in Italia

Si tratta di una soluzione all-in-one per il cardio fitness, che unisce la potenza di un’ellittica e di uno stepper per eseguire un allenamento “full-body” straordinario, permettendo di raggiungere importanti obiettivi già in soli 14 minuti Nautilus, azienda leader nell’ambito delle attrezzature innovative per il fitness, ha annunciato la disponibilità di Bowflex Max Trainer M7 in Italia, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo. Questo amplia la presenza della società in Europa, il cui marchio è già disponibile in altri importanti mercati europei quali Regno Unito, Austria, Germania e Svizzera. “Ci stiamo impegnando per continuare a espandere la presenza di Nautilus, Inc. in Europa e mantenere la nostra promessa di fornire prodotti e servizi di qualità nei mercati a cui ci rivolgiamo”, ha dichiarato Jeff Collins, Vice President, General Manager – Retail, Nautilus, Inc. “Considerato il forte interesse, espresso dai nostri partner globali, e il successo che abbiamo ottenuto sinora, siamo convinti che i nostri nuovi prodotti cardio continueranno a essere popolari in Europa e nei mercati internazionali in genere”. Grazie al perfezionamento delle partnership con importanti distributori che operano in Italia e nel Benelux, Bowflex Max Trainer è ora disponibile anche in queste regioni. Garlando è il distributore Bowflex Max Trainer M7 per l’Italia. Bowflex Max Trainer M7 reinventa le attrezzature per il cardio fitness Bowflex Max TrainerM7 è una soluzione all-in-one per il cardio fitness, che unisce la potenza di un’ellittica e di uno stepper per eseguire un allenamento fitness full-body straordinario, che permette di raggiungere importanti obiettivi già in soli 14 minuti. Bowflex Max Trainer M7 consente di bruciare calorie fino a due volte e mezza in più rispetto ad altre macchine cardio, facendo lavorare fino all’80% in più i muscoli della parte superiore del corpo rispetto a un’ellittica tradizionale. Con un design particolarmente elegante, Bowflex Max Trainer favorisce il movimento di tutto il corpo, senza affaticare le articolazioni. Si tratta, inoltre, di una soluzione cardio fitness che permette agli utenti di tenere traccia dei propri esercizi, grazie all’app gratuita Bowflex Max Trainer M7, che trasferisce tutti i dati attraverso la tecnologia Bluetooth. L’app registra ogni dettaglio, dal tempo trascorso sulla macchina fino alle calorie consumate, e sincronizza automaticamente i dati degli esercizi con Apple Health, Google Fit e MyFitnessPal. Il design compatto, con ingombro ridotto, rende Bowflex Max Trainer M7 una attrezzatura ideale per potersi allenare anche in abitazioni con spazi limitati. Il design di Bowflex Max Trainer® ha ricevuto una serie di riconoscimenti e premi di respiro internazionale come i prestigiosi Red Dot Design Award, International Design Award (IDA) e il German Design Award. The post Nautilus annuncia la disponibilità di Bowflex Max Trainer M7 in Italia appeared first on Data Manager Online.
Exynos 9810 sarà il processore del Galaxy S9
Al CES 2018 Samsung porterà il nuovo nato di SoC casalinghi, che potenzierà la prossima flotta di smartphone e tablet Tra meno di due mesi partirà il CES 2018 di Las Vegas. Samsung ha già annunciato il ritiro di vari premi, dovuti alle attività svolte quest’anno, ma anche l’arrivo di importanti novità in ambito mobile per il futuro. Stiamo parlando del processore Exynos 9810, già definito dalla coreana come punta di diamante in quanto a performance, ottimizzazione e versatilità, un primo passo verso l’adozione di una tecnologia più intelligente e utile. Sappiamo poco in quanto a destinazioni del SoC se non che vedrà la luce tramite un processo di produzione a 10 nanometri definito da Samsung “di seconda generazione”, con un grado di miniaturizzazione leggermente più avanzato per lasciar spazio a moduli ulteriori. Quali? Niente di certo ma probabilmente un’area dedicata all’Intelligenza Artificiale, come accade già per il Kirin di Huawei e l’A11 Bionic di Apple. S9 o middle-range? Non vi è nemmeno certezza che sarà l’Exynos 9810 a potenziare il successore del Galaxy S8, quell’S9 previsto per la fine di febbraio e gli inizi di marzo. Il motivo? Voci precedenti parlavano di un chip, per quest’ultimo, nato da una lavorazione a 8 nanometri e non 10, destinando dunque il 9810 a una gamma middle-range di assoluto livello e decisamente superiore alle proposte di mezzo esistenti. Cosa c’è di vero? Difficile dirlo, sicuramente la CPU dovrà realizzare prestazioni comparabili a quelle dello Snapdragon 845, il processore alternativo a bordo delle versioni americane e orientali del Galaxy S9 che, come le generazioni passate, vedrà luce in doppia declinazione, più per questioni di marketing che altro. Maggiori dettagli si avranno al Consumer Electronic Show di gennaio e più tardi, al Mobile World Congress di Barcellona, al ridosso del quale la multinazionale svelerà il prossimo smartphone. The post Exynos 9810 sarà il processore del Galaxy S9 appeared first on Data Manager Online.