HansaWorld, l’ERP completo e integrato
Quasi trent’anni di storia per la software house svedese che con Standard ERP firma uno dei prodotti più interessanti del mercato che assicura integrazione completa, funzionalità cloud e collaboration di Luca de Piano Chi naviga a vela sa bene che il successo della traversata risiede tutto nel prendere decisioni difficili ma giuste. «Tutto consiste nella dedizione e nella convinzione di riuscire: durante le mie uscite in barca ho imparato alcune delle più complesse lezioni di leadership, esperienze che hanno poi giocato un ruolo chiave nel segnare il successo di HansaWorld» – esordisce Karl Bohlin, CEO di HansaWorld. Fondata quasi trent’anni fa in Svezia, la società è attiva nell’ambito dei software ERP e CRM, ed è presente in 120 paesi in tutto il mondo. Le soluzioni applicative di HansaWorld, tutte basate sulla stessa filosofia di programmazione, conservano una importante mole di dati nei vari database. Standard ERP, il prodotto principale, offre funzioni di contabilità, gestione dei flussi di ordine, produzione, magazzino e rilevazione delle attività di lavoro. I programmi sono concepiti per rendere le attività di amministrazione e contabilità efficienti e rapide. Tutte le funzionalità del sistema interagiscono costantemente con le avanzate capacità del modulo CRM. INTEGRAZIONE COMPLETA Con il suo approccio alla completa integrazione, visto che i dati sono gestiti da un unico database, tutte le parti del sistema sono connesse in maniera diretta fra loro e non vi è alcuna necessità di interfacciare differenti applicazioni. «Produciamo software per contabilità e ERP con una interfaccia ultra moderna che, attraverso una piattaforma integrata che abilita al monitoraggio dei processi, offre avanzati strumenti di comunicazione interna ed esterna, oltre a un potente sistema di gestione documentale. Non solo: il nostro sistema può essere fruito da qualsiasi dispositivo» – prosegue Bohlin. HansaWorld è infatti riuscita a portare tutte le complesse funzioni di un ERP e il completo accesso al suo database su dispositivi Android, iOS e Windows Mobile. CARICHI SUDDIVISI Nonostante i CIO siano sempre alla ricerca di soluzioni hosting scalabili e modulari per i loro sistemi software, le decisioni in merito allo spazio da allocare per i database spesso si presentano come uno dei processi più dispendiosi: si tratta quasi di «una sfida drammatica» per l’IT – spiega Bohlin. Per superare il problema, Standard ERP offre un eccellente bilanciamento tra funzionalità e gestione della mole di dati, in modo che gli utenti non debbano attendere per visualizzare i risultati delle loro interrogazioni al sistema. Inoltre, «abbiamo adottato il concetto di allocazione automatica delle istanze verso diversi server, così da non sovraccaricare i sistemi e dividere il carico di lavoro» – sottolinea Bohlin. #HansaWorld L’ERP completo e integrato a misura di business @KarlBohlinClick To Tweet FUNZIONALITÀ CLOUD Nell’era del cloud, «i nostri team di sviluppo hanno reso possibile interconnettere i classici server locali al cloud, consentendo di operare remotamente per le operazioni di assistenza, aggiornamento o installazione automatica» – fa sapere Bohlin, evidenziando anche che grazie a un affidabile processo di backup remoto, HansaWorld fornisce un ulteriore e avanzato livello di sicurezza, gestendo remotamente copie extra di backup giornalieri anche da parte di server locali. «Abbiamo clienti in ogni parte del mondo che utilizzano le nostre soluzioni e che riescono a ottenere il massimo delle performance, spostando la base dati in funzione della velocità dei servizi internet e delle caratteristiche dei service center. Quando l’applicazione è in grado di spostare autonomamente la propria base dati su di un’altra macchina, senza creare alcuna interruzione del lavoro per l’utente, il processo diventa semplice e immediato» – racconta Bohlin. VERSO IL FUTURO Infine, sulla rotta verso il futuro, HansaWorld sta lavorando a una più completa integrazione con nuove funzionalità in modo da arricchire l’esperienza d’uso dei processi ERP: «Siamo al lavoro per una ulteriore implementazione di funzioni per la produttività personale nei nostri software come, per esempio, un sistema integrato di comunicazione telefonica, caratteristica che porterà un forte valore al mercato» – conclude Karl Bohlin. The post HansaWorld, l’ERP completo e integrato appeared first on Data Manager Online.
Google lavora per il supporto di Fuchsia al linguaggio Swift
Google sta lavorando per portare al suo sistema operativo Fuchsia il supporto al linguaggio di programmazione Swift di Apple Fuchsia è uno dei progetti più misteriosi di Google. Sappiamo che è un sistema operativo differente da Android e Chrome OS ma ancora non è chiaro per cosa verrà utilizzato. L’ecosistema è diverso anche da Linux in quanto basato sul kernel Zircon. Big G non ha rivelato molto (per non dire nulla) riguardo a Fuchsia e nei mesi passati sono trapelati solamente alcuni screenshot su quella che dovrebbe essere la sua interfaccia grafica. L’azienda di Mountain View oggi ha confermato, anche se indirettamente, che sta lavorando al supporto del suo OS al linguaggio di programmazione Swift. In passato si vociferava che Google lo avrebbe invece utilizzato per ricostruire Android. Swift è stato sviluppato da Apple per realizzare i suoi sistemi operativi per dispositivi mobili, desktop, wearable e TV ma può essere utilizzato anche per compilare per Linux. Nella repository dedicata al linguaggio di Apple su GitHub un dipendente di Google ha chiesto ufficialmente di supportarlo per lo sviluppo di Fuschia. Questa è certamente una buona notizia per gli sviluppatori che avranno più possibilità per la creazione dei propri contenuti. L’OS di Google supporterà infatti anche le app scritte in Dart, linguaggio di programmazione sviluppato proprio da Big G, ma anche C/C++ e Go. Ad oggi non è ancora possibile dire con certezza cosa sia realmente Fuchsia. Data l’elevata diffusione di Android è improbabile che il nuovo OS vada a sostituirlo. Inoltre, l’azienda di Mountain View ha negato lo sviluppo di un OS unificato per mobile e desktop e questo mette al sicuro Chrome OS. Fuchsia potrebbe quindi diventare l’ecosistema per dispositivi connessi come Home o Chromecast ma si tratta solo di ipotesi. The post Google lavora per il supporto di Fuchsia al linguaggio Swift appeared first on Data Manager Online.
Cyberbullismo – 0 in condotta, seconda edizione
A fronte della forte richiesta di proseguire con le attività di sensibilizzazione condotte nella prima metà dell’anno 2017, G DATA ripropone da febbraio a maggio 2018 l’iniziativa “Cyberbullismo – 0 in condotta” insieme al noto specialista Mauro Ozenda, al fine di educare all’uso corretto del web e dei social network un numero sempre più elevato di allievi e insegnanti Trasmettere ai minori una sufficiente competenza nell’uso della Rete e assicurare loro maggior tutela possibile dei propri diritti sui social sono temi che entrano sempre più prepotentemente nel quotidiano delle famiglie italiane, tanto da indurre il legislatore a ben specificare con la legge Legge n. 71 del 29 maggio 2017 “disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”. Un tema che, anche alla luce dei dati emersi dalla prima iniziativa“Cyberbullismo – 0 in condotta” condotta da G DATA insieme allo specialista Mauro Ozenda, spinge entrambi a riproporre nel periodo tra febbraio e maggio 2018 l’attività di sensibilizzazione a dieci nuovi istituti scolastici, ben integrando gli eventuali quesiti che emergono in merito all’attuazione pratica della nuova legge. Gli incontri rivolti ai bambini, alle famiglie e ai docenti tratteranno i rischi e pericoli della Rete e le misure preventive. Sarà aperto un capitolo dedicato specificamente al cyberbullismo, come oggi identificato dal legislatore, al cyberstalking e all’adescamento online e sarà trattato il tema fake news, al fine di dotare tutti gli interessati di informazioni che consentano loro un uso legale, responsabile e tutelato dei nuovi media. “Anche per l’anno scolastico 2017/18 la nostra attenzione va ai ragazzi”, commenta Giulio Vada, Country Manager di G DATA Italia, “con l’intento di favorire la presa di coscienza dei pericoli e l’instaurarsi del ruolo attivo di allievi, studenti e personale scolastico contro qualsiasi episodio di cyberbullismo nelle scuole, auspicato dal Ministero dell’Istruzione”. “Dopo anni di attività svolta nelle scuole mi rendo conto che, oggi più che mai, diventa imprescindibile educare le nuove generazioni ad un utilizzo corretto di Internet e dei Social Media” – afferma il nostro consulente e formatore Mauro Ozenda – “Sono previsti anche incontri con i genitori che, in questo momento, per la maggior parte, si preoccupano ancora troppo poco delle modalità di impiego di smartphone e computer dei propri figli. Consiglio loro sin d’ora di partecipare, per apprendere le giuste nozioni finalizzate a salvaguardare i loro ragazzi, educandoli ad un uso corretto e responsabile e proteggendoli, anche grazie agli strumenti messi a disposizione dalla tecnologia stessa”. The post Cyberbullismo – 0 in condotta, seconda edizione appeared first on Data Manager Online.
Novembre, i giri di poltrona dell’ICT
DAVIDE SUPPIA Country manager e vice president sales per l’Italia. È questo il suo nuovo incarico in DATA4, dopo quello di business development manager della società, che a sua volta ha fatto seguito al ruolo di sales director in Supernap Italia. Dalla sua, Suppia può vantare 28 anni di esperienza nelle telecomunicazioni, durante i quali in particolare ha curato la strategia di sviluppo del business e la vendita di servizi di rete nella divisione Network services di Colt Italia. PAOLO ARDEMAGNI Con un lungo background nell’universo IT alle spalle, è approdato adesso in Forcepoint, in qualità di regional director per l’Italia. Nel suo ruolo riporterà a Emiliano Massa, area vice president South EMEA. Dopo due anni in BackBox, dove ha coordinato le attività internazionali dell’azienda, Ardemagni possiede specifiche competenze nel campo della security, in virtù di oltre 25 anni trascorsi all’interno delle principali realtà di settore, fra cui spiccano Symantec, Verisign e Check Point Software Technologies. ALBERTO DOSI Fujitsu Italia l’ha posto a capo dei managed infrastructure services, quale responsabile del business dei servizi, inserendolo anche nel management leadership team italiano. Incarico che per il 54enne Dosi fa seguito al percorso in HP, dove dal 2006 ha ricoperto ruoli a responsabilità via via crescente nel contesto dei servizi per aziende telco e media, nonché agli incarichi precedenti in società come Omnitel Pronto Italia (ora Vodafone Italia) e H3G Italia. RAJIV DATTA È il nuovo chief operating officer (COO) di Colt Technology Services, dopo aver occupato per 18 mesi il ruolo di CTO della medesima multinazionale. In questo periodo, ha avuto la responsabilità di sviluppare la strategia tecnologica della rete societaria e di creare prodotti e servizi di nuova generazione, fra cui l’evoluzione della rete fondata su tecnologia SDN. Nel passato, Datta ha altresì svolto incarichi di rilievo nelle TLC, compreso quello di COO in AboveNet Communications. STEFANO DE CAPITANI Suo il ruolo di presidente e general manager di Municipia, società del gruppo Engineering con focus su Comuni e Città metropolitane. Ciò grazie al proprio bagaglio di esperienze manageriali, accumulato operando nella digitalizzaziona delle PA e nella gestione di servizi pubblici locali. Da citare per De Capitani gli incarichi ricoperti negli ultimi tre anni in ANCI, tra cui quelli di presidente della Fondazione per la finanza locale IFEL e di amministratore delegato di Ancitel. CLAUDIO ARTUSI Ha visto il parere unanime del nuovo CdA dell’ente la sua nomina a presidente del CSI Piemonte. Laureato in ingegneria al Politecnico di Torino, Artusi ha a proprio favore un percorso professionale di responsabilità in progettazione e realizzazione di infrastrutture e sistemi complessi. Tra i diversi ruoli ricoperti in passato, da evidenziare quello di coordinatore di “Expo in città”, progetto del Comune e della Camera di Commercio di Milano per l’Expo 2015. ANTONGIULIO DONÀ È entrato in Talend come nuovo vice president delle vendite in Italia. Donà porta in azienda i suoi oltre 25 anni di esperienza nel campo delle vendite e del management, maturati in aziende IT leader di settore: dall’ambito hardware come Unisys, Olivetti, Northern Telecom, Sun Micro, EMC, a quello dei servizi come Sixtel (Northern Telecom), Systeam e Capgemini e in ambito software per BEA, IONA, Vignette, DataMirror e IBM. The post Novembre, i giri di poltrona dell’ICT appeared first on Data Manager Online.
La nostra opportunità di rendere la tecnologia una forza che dura nel tempo: non sprechiamola
A cura di Pat Gelsinger, CEO VMware Recentemente ho avuto il piacere di partecipare a un dibattito al Web Summit affrontando un tema molto importante: “Il futuro della tecnologia: ne beneficeranno tutti?” La tecnologia sta esplodendo e rimodellando molti aspetti del business e dell’umanità. Questa rivoluzione creerà un’onda crescente di innovazione che investirà qualsiasi cosa, indipendentemente dalla geografia, dal background o dalla cultura? O i vantaggi dell’innovazione tecnologica saranno limitati a pochi fortunati? È un tema che mi appassiona molto e credo fermamente che la risposta sia sì – la tecnologia andrà a beneficio di tutti sul pianeta. Abbiamo tutti un interesse a determinare il corso dell’innovazione tecnologica e a capire se possa offrire il suo pieno potenziale. La verità è che la tecnologia è neutrale, non è né buona né cattiva. Dipende da come la applichiamo ai problemi di ogni giorno. Non credo di avere tutte le risposte e non ci sono soluzioni semplici alle complesse sfide globali che affrontiamo. Ma dopo quasi quarant’anni di lavoro nella tecnologia, sono molto fiducioso ed entusiasta del futuro. Credo che abbiamo l’opportunità di avere un impatto positivo su larga scala nel prossimo decennio, sia come individui che lavorando insieme come comunità globale. Applicare la tecnologia ai problemi di oggi e di domani La vera svolta è la combinazione di quattro straordinarie capacità che ora abbiamo a nostra disposizione: Mobile + Cloud + AI + IoT. Da soli, sono già elementi potenti. Insieme, avranno un effetto di trasformazione sulla qualità della vita in tutto il mondo. Lo smartphone offre una copertura senza precedenti. Il cloud offre una scalabilità inimmaginabile in passato. L’intelligenza artificiale ci consente di estrarre enormi quantità di dati in tempo reale e utilizzare queste informazioni per creare modelli di business completamente nuovi. E l’Internet of Things connette il mondo fisico e quello digitale e porta la tecnologia in ogni dimensione del progresso umano. Quindi, come possiamo sfruttare queste capacità per affrontare alcune delle più grandi sfide dei giorni nostri? Analizziamo i principali ostacoli a garantire una buona qualità della vita per la popolazione in rapida espansione del pianeta e come la tecnologia sta guidando il cambiamento. Innanzitutto, la salute. Mentre il rischio di una pandemia è sempre stato presente per millenni, gli algoritmi di deep-learning stanno creando farmaci rivoluzionari, migliorando la diagnosi e progettando piani di trattamento molto più efficaci di qualsiasi approccio precedente. Il sequenziamento del DNA ha permesso un enorme balzo in avanti nella comprensione e nel trattamento delle malattie. Con i progressi della telemedicina, abbiamo l’opportunità di dare accesso all’assistenza sanitaria moderna a miliardi di comunità in zone remote e non servite del mondo. Secondo la Gates Foundation, ora abbiamo quello che serve per debellare la malaria entro il 2040. E con la sostituzione del gene e le capacità bioniche, eliminare la cecità su scala globale sta diventando possibile. Secondo aspetto, la crisi ambientale – probabilmente la nostra sfida più complessa. Mentre tentiamo di rimediare alle conseguenze dell’era industriale per gestire in modo sostenibile il carbonio, l’acqua e i rifiuti, progressi significativi nelle fonti di energia rinnovabile ci danno la speranza di poter risolvere la sfida cruciale della generazione di energia sostenibile. Le iniziative IoT su larga scala e le città intelligenti stanno contrastando l’impatto ambientale negativo derivante dai trasporti e dalla gestione degli edifici (circa il 25 e il 20 per cento delle emissioni globali, rispettivamente), aumentando drasticamente l’efficienza energetica degli spazi in cui viviamo e lavoriamo. Entro il 2050, i veicoli elettrici a emissioni zero rappresenteranno circa il 75% delle vendite globali di auto. E l’innovazione tecnologica sta anche aiutando a trovare nuovi approcci lungo tutto il ciclo di vita dell’acqua e dei rifiuti. L’Internet of Things ha il potenziale per sbloccare straordinarie potenzialità nell’economia circolare e ci consente di monitorare e “percepire” la salute del pianeta con maggiore granularità e accuratezza rispetto al passato. Terzo, l’estremismo. Non ci sono chiaramente risposte facili, ma credo che la chiave sia la speranza che scaturisce dall’educazione (alimentata dal più ampio accesso a Internet e dai telefoni cellulari a basso costo) e dalle opportunità legate alla crescita economica. Anche la creazione di posti di lavoro è un elemento fondamentale. La tecnologia sarà certamente cruciale in questo senso per il prossimo decennio, creando posti di lavoro pensati per il futuro. Un recente studio di The Institute For the Future ha stimato che l’85% dei posti di lavoro che esisteranno nel 2030 non sono ancora stati inventati. Il nostro compito è espandere gli investimenti e favorire lo sviluppo delle competenze per garantire che questa evoluzione abilitata alla tecnologia raggiunga tutti. E infine arriviamo alla povertà. Abbiamo fatto progressi costanti, ma ci sono ancora 700 milioni di persone che vivono con meno di 1,90 dollari al giorno. Con la povertà ancora concentrata nelle aree rurali, il telefono cellulare a basso costo è diventato un punto di svolta e fondamentale per il successo degli agricoltori al pari del bestiame, dei semi, dell’acqua e dei fertilizzanti. Consente loro di accedere a microprestiti, prezzi in tempo reale, previsioni meteorologiche e alle informazioni sulle migliori tecniche in zootecnia, rotazione delle colture, varietà e altro ancora. Ognuna di queste sfide è incredibilmente complessa e sappiamo che la tecnologia non è una panacea per tutto ciò che affligge la nostra comunità globale. Tuttavia, ritengo che l’innovazione tecnologica sia lo strumento più potente che abbiamo a nostra disposizione, poiché lavoriamo collettivamente per affrontare questi grandi ostacoli al progresso umano e alla qualità della vita. Pensateci: il ritmo dell’evoluzione tecnologica in questo momento è il più veloce che abbiamo mai sperimentato. Eppure è anche il ritmo più lento dell’innovazione tecnologica che vivremo per il resto della nostra vita. In periodi di cambiamenti straordinari e dirompenti come questo, è facile lasciare che la paura abbia la meglio su di noi. Non perdiamo di vista il fatto che la tecnologia è intrinsecamente neutrale. Il nostro compito è garantire che tutte le incredibili innovazioni che stiamo guidando offrano il loro pieno potenziale nel prossimo decennio, fornendo valore a tutti rispetto a
Il Face ID anche su Android
I competitor di Apple pronti a lanciare i loro smartphone con riconoscimento 3D entro il 2018: si comincia da Huawei Se ne sono dette tante sul Face ID di iPhone X: è poco accurato, è troppo sensibile, si può sbloccare in maniera relativamente semplice se hai un fratello o una sorella che ti assomigliano parecchio. Insomma, la tecnologia c’è ma va affinata concretamente se vuole imporsi come metodo di autenticazione biometrica principale per il futuro. Eppure, anche la concorrenza è rimasta affascinata dall’opportunità di far diventare il volto la password principale non solo del telefono ma di tanti servizi annessi. Per questo, Huawei, Xiaomi e Oppo lanceranno i loro smartphone con Face ID proprietari entro il 2018. A dirlo sono numerose fonti vicine alle cinesi che affermano come il mondo Android sia pronto ad andare oltre il riconoscimento facciale tradizionale per abbracciare metriche più innovative. Password negli occhi Anche se negli anni abbiamo cominciato a usare la scansione dell’iride e l’accesso con il volto, i sensori montati su iPhone X, e che verranno adottati pure su Android, vanno oltre. Tutto grazie alla tecnologia TrueDepth, che esegue una memorizzazione del viso in tre dimensioni, per creare pattern migliori. Talmente precisi, che anche fratelli non gemelli possono valicare le misure di sicurezza di Ten, vista la sovrapposizione di alcuni elementi di base, possibili anche tra madre e figlio. La volontà delle compagnie menzionate è quella di partire da un concetto simile ma lavorando sull’algoritmo software, così che l’Intelligenza Artificiale possa ottenere un grado di accuratezza più elevato. Stando alle indiscrezioni, già nel 2018 dovremmo vedere i primi smartphone con Face ID proprietario, partendo proprio da Huawei che l’AI se l’è costruita in casa e risponde al nome di Kirin 970, all’opera sul Mate 10 Pro lanciato di recente. The post Il Face ID anche su Android appeared first on Data Manager Online.
Google: alcuni consigli per prepararsi allo shopping invernale

Se c’è una tendenza chiara a tutti, è che ogni anno il periodo degli acquisti invernali – dal Black Friday al Natale – comincia sempre prima. Tra un’agenda fitta di impegni e distrazioni di ogni tipo, i consumatori vogliono comunque acquistare regali sempre più in linea con le proprie aspettative, nel più breve tempo possibile e con la massima semplicità. Considerato quanto velocemente cambiano le abitudini di acquisto, ricorrere alla strategia dell’anno scorso non è più sufficiente. Occorrono nuove idee, e l’analisi delle nuove tendenze diventa fondamentale. L’anno scorso abbiamo assistito allo spostamento dall’e-commerce al mobile, con lo smartphone come punto di riferimento per cercare ispirazione, trovare nuovi prodotti e regali e acquistarli. Solo nel settore abbigliamento, le ricerche mobile su Google sono cresciute nel 2016 del 36%. Oggi i consumatori, proprio grazie ai dispositivi mobili, sono sempre più curiosi, esigenti e veloci, e si aspettano di ricevere un livello di assistenza altrettanto efficace. Quando cercano, infatti, si affidano sempre più spesso a chi riesce a fornire la risposta più rilevante. L’anno scorso, durante la stagione invernale, il 51% degli utenti smartphone ha acquistato da un’azienda diversa da quella scelta inizialmente, perché le informazioni fornite dall’altra erano più utili Il 53% degli utenti abbandona un sito mobile se non si carica entro 3 secondi La lealtà si sposta quindi verso chi è in grado di fornire le informazioni migliori, nel momento in cui viene espressa un’esigenza specifica tramite una ricerca. Ci sono tre parole per descrivere questa trasformazione: online to store. Le persone cercano online e comprano online, ma molto spesso la ricerca online è solo la fase preliminare di un acquisto che avviene in negozio. È importante prevedere campagne che tengano conto di questa tendenza, dotarsi di strumenti in grado di implementare una strategia online-to-store e fare in modo che l’esperienza dei consumatori sia uniforme tra il web, le app e il negozio fisico. Tre punti importanti: I consumatori visitano i negozi con le idee molto chiare Attenzione agli acquisti last-minute Le persone cercano l’acquisto perfetto I consumatori visitano i negozi con le idee molto chiare Con gli smartphone come assistente sempre a portata di mano, chi fa acquisti per il periodo invernale si rivolge sempre più a questi dispositivi per trovare quali sono i negozi più rilevanti da visitare – riducendo il tempo che passano fuori casa in favore di una ricerca online più approfondita. Alcuni dati: Chi va in negozio dopo aver visto il sito di un retailer grazie a un annuncio su Google Search è più incline (+25%) a fare un acquisto e spende in media il 10% in più In Italia, le ricerche per “negozio”, “negozio regali” e “regalo di natale” sono cresciute del +30% negli ultimi due anni durante il periodo invernale Le ricerche per “black friday” sono triplicate in un anno, le ricerche per “cyber monday” sono raddoppiate Un’altra tendenza in crescita è il fatto che i consumatori si aspettano un’esperienza di acquisto il più semplice possibile. Le persone investono parte del loro tempo a cercare idee per gli acquisti e dove andare a comprarle, e quando prendono una decisione si aspettano un’assistenza rapida e senza difficoltà, senza distinzioni tra online e negozio. Attenzione agli acquisti last-minute Mentre la stagione degli acquisti invernali comincia sempre prima, il concetto di “last minute” si sposta sempre più avanti. Questo perché le persone si aspettano di poter fare acquisti fino all’ultimo momento dell’ultimo minuto dell’ultimo giorno possibile. E quando diventa troppo tardi per poter chiedere una spedizione, si raddoppiano gli sforzi per trovare il negozio più vicino. Nel 2016 in Italia, le ricerche per “dove comprare” hanno visto un picco proprio durante la settimana di Natale. Questo significa che è importante continuare le campagne, in particolare su mobile, fino all’ultimo giorno. Le persone cercano l’acquisto perfetto Nella loro ricerca per l’acquisto perfetto, le persone estendono il più possibile le loro conoscenze per evitare delusioni e per valutare ogni opzione possibile. Ricorrere all’esperienza di altre persone per valutare la propria scelta, per esempio attraverso le recensioni, è diventata un’abitudine perché permette di decidere con maggiore sicurezza. Oltre a controllare le recensioni positive, le persone vogliono anche sapere bene cosa evitare. E sempre di più, la ricerca non si ferma semplicemente ai prodotti: per esempio, il tempo passato a guardare unboxing da dispositivi mobili ammonta oggi, solo negli USA, a circa 50 milioni di ore. The post Google: alcuni consigli per prepararsi allo shopping invernale appeared first on Data Manager Online.
Melanoma, in arrivo un vaccino vegetale in grado di bloccarlo
Positiva la sperimentazione contro il melanoma di un vaccino ricavato da microalghe e piante terrestri Buone notizie nell’ambito della lotta contro il melanoma, uno dei tumori più aggressivi e di cui solo in Italia si registrano ogni anno 14 casi ogni 100mila uomini. Un gruppo di ricerca del quale fa parte l’Università Vanvitelli insieme all’Icb-Cnr e all’Università di Genova ha approntato un vaccino derivato da prodotti naturali presenti in microalghe e in piante terrestri. Pubblicato su Scientific Report, lo studio è riuscito infatti a identificare un nuovo componente vegetale per la preparazione di vaccini e si è rivelato efficace contro un modello sperimentale di melanoma a livello preclinico. Un composto naturale Battezzato Sulfavant, questo composto deriva da prodotti naturali presenti in microalghe marine e in piante terrestri e agisce stimolando le cellule dendritiche, che rappresentano la prima difesa del sistema immunitario, con il ruolo di individuare gli agenti dannosi per l’organismo. Lo studio è stato pubblicato su Scientific Reports, rivista del gruppo Nature. Il composto è stato brevettato e l’Istituto del Cnr ne sta progettando lo sviluppo mediante un accordo con la società spin-off bioSEArch, nata dalla collaborazione con la Stazione Zoologica ‘A. Dohrn’. Potenziare le risposte immunitarie “In questo lavoro descriviamo una nuova serie di sostanze, estratte da organismi marini, in grado di potenziare le risposte immunitarie verso i tumori – spiega Raffaele De Palma, docente di Immunologia Clinica ed Allergologia dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli – La disponibilità di queste sostanze apre la strada per l’esplorazione di nuovi approcci per la modulazione del sistema immune in varie patologie come quelle neoplastiche e quelle infiammatorie croniche, in cui il Sistema Immunitario svolge un ruolo determinante”. “La stimolazione delle cellule dendritiche che caratterizza il Sulfavant, determinando il potenziamento della difesa naturale dell’organismo, rende il composto utilizzabile per lo sviluppo di trattamenti preventivi o terapeutici in varie malattie – spiega Angelo Fontana dell’Icb-Cnr – L’origine naturale della molecola e l’assenza di tossicità rilevata dai primi studi ci rende fiduciosi che possa essere utilizzato nella preparazione di vaccini.”. I composti che agiscono amplificando la risposta immunitaria innescata dagli antigeni vengono chiamati adiuvanti e sono necessari per la preparazione dei vaccini di ultima generazione, con l’obiettivo di aumentare la risposta immunologica contro il cancro. The post Melanoma, in arrivo un vaccino vegetale in grado di bloccarlo appeared first on Data Manager Online.
TheFork rivela cosa vogliono dalla tecnologia i clienti italiani dei ristoranti
TheFork ha realizzato una ricerca su tecnologia e ristorazione, cercando di analizzare il sentiment degli utenti italiani riguardo l’utilizzo di strumenti tecnologici prima, durante e dopo l’esperienza gastronomica fuori casa. “Anche in Italia si assiste a una crescita dell’utilizzo di strumenti digitali nell’ambito della ristorazione e la crescita di TheFork ne è un chiaro esempio. Talvolta, il timore dei ristoratori riguardo l’utilizzo di questi strumenti è privare i commensali dell’aspetto umano dell’esperienza. Questo sondaggio dimostra che strumenti tecnologici che semplificano aspetti come la prenotazione e le liste d’attesa sono apprezzati dagli utenti, che giustamente continuano a preferire e valorizzare la componente umana nel corso del servizio”, commenta Almir Ambeskovic, Regional Manager di TheFork. Ecco i principali risultati emersi. Prima del pasto Gli utenti apprezzerebbero che prima ancora di prenotare e consumare l’esperienza gastronomica, il gestore ricordasse il tavolo preferito (88%), ma anche date speciali e compleanni (57%), numero di volte in cui si è stati in quello stesso ristorante (40%) ed esigenze alimentari (71%). Il tutto però senza cercare informazioni in rete sul cliente stesso, cosa che risulterebbe negativa per il 78% dei rispondenti. Ben l’89% degli utenti intervistati guarda di buon occhio la ricezione di promozioni, menù e offerte prima della prenotazione. Oltre a prenotare il ristorante online, i clienti sarebbero felici di prenotare via app i posti in lista d’attesa in quei ristoranti dove è difficile trovare posto (87%). La maggior parte degli utenti (59%) preferisce ordinare direttamente al cameriere e non con un app prima del pasto né vorrebbe pagare con carta di credito al momento della prenotazione (85%). Durante il pasto Nel corso del servizio, i clienti intervistati affermano di preferire il contatto umano. Solo il 27% sarebbe soddisfatto se vi fosse un robot in cucina o in sala. L’uso di smartphone durante i pasti è ritenuto fastidioso da metà dei rispondenti, mentre il 24% lo ritiene accettabile solo se legato all’esperienza (foto, condivisione social ecc.). Del resto solo il 20% afferma di non scattare mai una foto al ristorante. Infine, i telefonini sono ammessi a tavola quando si è da soli. Il 9% dice di farne sempre a meno, per gli altri è lecito. Quanto all’ordinazione, pollice verso per i touch screen o altri dispositivi elettronici simili per oltre il 56% dei rispondenti. Dopo il pasto Dopo un’esperienza gastronomica positiva al ristorante, metà degli utenti ne scaricherebbe la app. Il 62% dei rispondenti dichiara di non restare aggiornato tramite newsletter sulle attività di un ristorante. The post TheFork rivela cosa vogliono dalla tecnologia i clienti italiani dei ristoranti appeared first on Data Manager Online.
RAI: spot e finestre nei programmi per il World Tv Day
La fiducia il tema di quest’anno della ricorrenza. In campo anche Rai Pubblicità É la fiducia il tema scelto da EBU (European Broadcasting Union), ACT (Associazione della televisione commerciale in Europa) ed EGTA (Associazione delle concessionarie televisive e radiofoniche) per il World Tv Day, la Giornata istituita dalle Nazioni Unite il 21 novembre per ricordare l’importanza del piccolo schermo nello sviluppo economico e sociale del pianeta, giunta quest’anno alla 21esima edizione. In occasione dell’appuntamento è in onda dal 17 novembre sulle reti Rai in contemporanea con numerose emittenti in Europa, Asia, Canada, Stati Uniti e Australia uno spot che celebra il ruolo che la Tv ha nel fornire contenuti attendibili, mantenere gli spettatori aggiornati su ciò che accade nel proprio Paese e all’estero e richiamare l’attenzione del mondo su ciò che conta. Del World Tv Day e dell’importanza della tv si parlerà domani 21 novembre all’interno dei contenitori della mattina e del daytime di Rai1, “UnoMattina” e “La Vita in Diretta”. Su Rai2, spazio a questa ricorrenza all’interno del programma “Detto Fatto”, mentre su Rai3 alle 15.15 andrà in onda un documentario de La Grande Storia su Carosello. Su Rai Storia alle 17 il documentario “Da oggi la Rai”, condotto da Massimo Bernardini, proporrà un viaggio nella nascita del piccolo schermo, dalla sperimentazione televisiva partita nel 1949 fino al raggiungimento del collegamento via etere delle sedi di Roma, Milano e Torino, traguardo che la Rai raggiunse nel 1954. Approfondimenti sul World Tv Day saranno anche all’interno dei tg Rai. In Friuli Venezia Giulia Buongiorno Regione, programma del mattino della TgR, dedicherà un servizio alla storia della Tv. All’interno dei telegiornali delle 14 e delle 19.35 due interviste, a Demetrio Volcic e Bruno Pizzul, racconteranno come è cambiata la Rai e l’informazione televisiva. Rai Scuola Web ha realizzato lo Speciale “La Tv dei ragazzi”, dedicato alla nascita della tv per ragazzi, consultabile a questo link. Rai, insieme a EBU, ACT ed EGTA, ricorda che responsabilità editoriale, qualità dei contenuti, trasparenza, ‘brand safety’, una cornice normativa certa e una corretta misurazione dell’audience sono tra gli elementi che rendono la televisione un fornitore di contenuti affidabili e un ambiente sicuro per le comunicazioni commerciali. Studi recenti dimostrano che i livelli di fiducia nei media tradizionali stanno aumentando in tutta Europa mentre le persone mettono in discussione la veridicità di ciò che vedono e leggono online. Nel 70% dei 33 paesi intervistati, le persone indicano che tendono a fidarsi della TV e in 11 Paesi la Tv è addirittura considerata il mezzo più affidabile (EBU basato su Eurobarometer 86, EBU Media Intelligence Service, Trust in Media, 2017). La reputazione dei media tradizionali è risultata più resiliente rispetto alle piattaforme di social media e alle notizie solo online (Kantar – Trust in News, 2017). E in occasione del World Tv Day anche Rai Pubblicità ha messo in campo una proposta ad hoc: un’offerta commerciale per i propri clienti basata sulla fiducia. Attraverso una creatività dedicata, elaborata dalla controllata Rai e veicolabile attraverso advertising tv, web e radio, le aziende possono “leggere la propria etichetta” agli spettatori, raccontando tutte le caratteristiche dei propri prodotti in un ambito di credibilità e trasparenza. The post RAI: spot e finestre nei programmi per il World Tv Day appeared first on Data Manager Online.