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Nuova gamma laser monocromatica Brother L2000

Concentratevi e pensate al suono prodotto dall’impercettibile fruscio di un foglio di carta, dal rilassante scorrere di un corso d’acqua e dalla pioggia che cade. Sapreste esprimere il livello di rumore in decibel di questi tre suoni? Vi diamo la risposta: 50dB. Nulla a che vedere con i rumori prodotti, ad esempio, dalla sirena di un’ambulanza o da un allarme antincendio industriale, tutti rumori che l’orecchio umano percepisce come fastidiosi e irritanti e che superano di gran lunga i 50 dB. 50 dB è il valore soglia richiesto per un ufficio silenzioso secondo il Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti. Brother L2000 – la nuova gamma laser monocromatica – si attesta al di sotto di tale soglia contribuendo positivamente a costruire un ambiente lavorativo sano, moderno e che faciliti la concentrazione sulle reali priorità di business. E ad una silenziosità di stampa mai provata prima, si affiancano prestazioni elevate, affidabilità, velocità di stampa fino a 34 pagine al minuto, un ampio cassetto carta da 250 fogli e un alimentatore automatico dei documenti da 50 fogli, in grado di ottimizzare la copia e la scansione. Su tutti i modelli è inoltre disponibile la stampa fronte/retro automatica e il dispositivo MFC-L2750DW offre anche la scansione automatica in fronte/retro. Progettate per essere installate e pronte per l’uso in pochi minuti, i nuovi modelli della gamma Brother L2000 sono ideali per le esigenze di studi, piccoli uffici e ambienti domestici.  Il design rinnovato e le dimensioni compatte permettono di guadagnare spazio, senza più ingombri, per la massima comodità di utilizzo. E per soddisfare le diverse esigenze di business, sono presenti numerose opzioni di gestione dei volumi della carta sia dal vassoio standard da 250 fogli che dall’alimentazione manuale singola. Anche per quanto riguarda l’uscita carta, le stampanti possono gestire una capacità elevata fino a 150 fogli e le multifunzione 120 fogli. Per supportare l’esigenza di flessibilità, tutte le macchine con connessione di rete e Wi-Fi offrono la stampa e la scansione da mobile grazie alla compatibilità con l’applicazione iPrint & Scan di Brother, Apple AirPrint e Google Cloud Print. Il modello di punta MFC-L2750DW dispone, inoltre, della tecnologia Near Field Communication (NFC) per stampare da smartphone o tablet semplicemente tenendo il dispositivo vicino alla stampante. In più, tramite la tecnologia Web Connect di Brother, gli utenti che scelgono i dispositivi MFC-L2730DW e MFC-L2750DW possono eseguire scansione e stampa direttamente dai servizi cloud come OneNote, OneDrive, Evernote, Dropbox, Box e Google Drive. Un altro vantaggio sono i costi di stampa estremamente ridotti: la gamma supporta i toner standard di Brother che offrono una resa di 1.200 pagine e i toner ad alta capacità di Brother che consentono di stampare fino a 3.000 pagine. E in termini di sicurezza? Tutti i documenti sono al sicuro grazie al monitoraggio degli utenti e alle funzionalità di sicurezza avanzate disponibili sui modelli MFC-L2730DW e MFC-L2750DW. È infatti possibile consentire l’accesso alle funzionalità della stampante ai soli utenti autorizzati tramite PIN e assegnare specifiche funzionalità a ciascun utente. Linguaggi e protocolli sono criptati, per proteggere le informazioni in stampa e scansione. Tutti i dispositivi, inoltre, sono progettati con grande attenzione per l’ambiente: la stampa a bassa rumorosità riduce l’energia impiegata e tutte le macchine hanno una modalità eco-mode e una modalità di risparmio del toner. Altri accorgimenti per ridurre gli sprechi e risparmiare energia sono l’impostazione di sleep-time che si attiva quando il dispositivo non è in uso, mentre l’opzione di stampa fronte-retro automatica riduce al minimo la carta sprecata. Senza dimenticare le certificazioni ambientali riconosciute a livello internazionale da ENERGY STAR, Blue Angel e Nordic Swan. Otto i modelli lanciati in anteprima: due stampanti (HL-2310D e HL-L2370DN) e sei dispositivi multifunzione (DCP-L2510D, DCP-L2550DN, MFC-L2710DN, MFC-L2710DW, MFC-L2730DW e MFC-L2750DW). The post Nuova gamma laser monocromatica Brother L2000 appeared first on Data Manager Online.

innovaphone festeggia i suoi 20 anni con un fantastico evento!

“20 anni di crescita costante con i nostri partner” Con uno straordinario evento all’insegna del motto “Communicate. Connect. Collaborate.” l’innovaphone AG ha celebrato il suo 20° anniversario in una delle location più esclusive della Germania, la vecchia centrale elettrica di Rottweil. Un centinaio di collaboratori innovaphone, provenienti da tutte le filiali e i reparti, vi hanno partecipato. Insieme a 400 tra partner, clienti e amici, prima nell’ambito di un barcamp e poi dell’evento serale, si sono svolte avvincenti conversazioni, sono nate nuove idee, si sono scambiate informazioni del settore e infine, ma non meno importante, si è festeggiato molto. Già al mattino del 26 ottobre 2017 oltre 250 ospiti si sono riuniti per prender parte alle numerose interessanti sessioni del barcamp, precedute da una breve introduzione tenuta dal moderatore Carsten Hummel. Nell’ambito di queste “non conferenze”, in un’atmosfera sciolta e rilassata, ha avuto luogo uno scambio di conoscenze ed esperienze su temi quali Cloud Computing, Hardware of Tomorrow, sicurezza, tecnologie del futuro, ma anche su questioni di marketing, distribuzione  e management. Nel pomeriggio sono giunti poco a poco altri invitati da ben 19 paesi diversi. Grazie ad uno spettacolo di tamburi e un workshop di percussioni, il cui risultato è stato presentato la sera da tutti i 500 partecipanti, sono cadute anche le ultime barriere linguistiche. IL programma serale si è aperto con un evento speciale: la performance danzante dei “Fantastic 5”, che ha trasformato le tappe importanti della storia innovaphone in un affascinante show audiovisivo. La fantastica live-band “Fresh Music Live” è stata un altro momento clou del giubileo innovaphone che è proseguito fino a notte inoltrata. Dagmar Geer, CEO di innovaphone AG: “Il successo e la crescita costante che abbiamo avuto nel corso di questi 20 anni sono in gran parte anche merito dei nostri partner, rivenditori e distributori. Il barcamp era per noi  un’esperienza dall’esito incerto: ora possiamo dire di essere stati assolutamente entusiasti dell’impegno e delle eccellenti idee dei nostri ospiti. Questa è un ottima base per affrontare il futuro con nuovo slancio e molte ispirazioni.” The post innovaphone festeggia i suoi 20 anni con un fantastico evento! appeared first on Data Manager Online.

SAP Data Hub, la fonte universale di dati

Un unico punto di riferimento per l’innovazione, accessibile a tutti. La nuova soluzione SAP Data Hub offre un approccio unificato e aperto per accelerare ed estendere le informazioni a tutte le aree aziendali È un fatto che oggi la proliferazione dei dati e la presenza di fonti eterogenee aumentano la complessità che le aziende si trovano ad affrontare. «Il viaggio digitale di ogni organizzazione comincia dalla valorizzazione dei dati, che oggi rappresentano la valuta della digital transformation e la vera ricchezza delle aziende: grazie a tecnologie oggi disponibili di raccolta, analisi ed elaborazione in tempo reale, i dati permettono di creare intelligenza, decidere basandosi su fatti e innovare senza limiti» – spiega in un’intervista a Data Manager Luisa Arienti, amministratore delegato di SAP Italia. Cosa si può fare per gestire tale complessità? «La sfida che le aziende si trovano ad affrontare è determinata dalla gestione di elevati volumi di informazioni provenienti da fonti diverse, come per esempio dati di streaming da sensori attivati dall’IoT o dati originati dai social media. Spesso questi flussi di dati diventano troppo complessi per sistemi, applicazioni o strumenti di analytics aziendali di generazioni passate, oppure i dati si rivelano troppo strutturati per trasformarsi in insight tempestivi. La soluzione è creare una singola fonte universale di dati aziendali basata su nuove piattaforme di in-memory che consentono accesso da qualsiasi dispositivo, in tempo reale e viste personalizzate per utente aziendale». Serve quindi una singola fonte universale di dati? «Certamente. Secondo un recente studio di Forrester, non è mai stato così importante avere un singolo set di dati a livello aziendale per sostenere crescita del business e sviluppo in aree un tempo non immaginabili. Ecco perché definiamo la nostra business suite di nuova generazione SAP S/4HANA come digital core, perché è il cuore di una moderna strategia dei dati che permette una visione live del business – cioè in tempo reale, quando le opportunità effettivamente si presentano – e libera le imprese dalle tradizionali onerose attività di business intelligence e reporting». #SAPDataHub Luisa Arienti AD di ‪@SAPItalia‬ La fonte di dati accessibile a tuttiClick To Tweet Ma quali possono essere i vantaggi principali? «Oggi, il ruolo del software è di intercettare i dati provenienti da fonti eterogenee come sensori, impianti, strumentazioni, macchine e robot e tradurli in informazioni intelligenti, permettendo alle imprese di prendere decisioni in tempo reale per seguire le evoluzioni della domanda, interagire con il cliente in modo rilevante, individuare nuovi modelli di business che assicurano crescita e sviluppo. Tecnologie innovative come l’intelligenza artificiale e il machine learning consentono inoltre di accedere, analizzare e individuare modelli all’interno degli stessi big data, permettendo di andare ben oltre a quello che oggi possiamo soltanto immaginare. Come SAP offriamo già soluzioni che sfruttano il potere del machine learning con benefici immediati: dalla riconciliazione automatica tra fatture e pagamenti, che libera risorse per attività a maggior valore aggiunto, all’eliminazione di elementi pregiudizievoli dalla selezione dei curriculum durante il processo di assunzione». Come superare la complessità dei sistemi? «In linea con la nostra strategia di semplificazione, di offrire un approccio unificato e aperto per accelerare ed estendere il flusso delle informazioni a tutte le aree aziendali, abbiamo appena annunciato SAP Data Hub, una nuova soluzione che colma il vuoto fra big data ed enterprise data. SAP Data Hub permette alle organizzazioni di superare la complessità dei sistemi di dati e di capitalizzare sugli elevati volumi di informazioni ottenuti da un numero di fonti sempre crescente sviluppando applicazioni che estraggono valore dai dati per tutta l’azienda, indipendentemente dal fatto che questa si appoggi su cloud o su sistemi on premise, su un data lake o data warehouse aziendale, su sistema SAP o non SAP». Come si integra questa soluzione con il portafoglio SAP? «SAP Data Hub è un elemento del sistema SAP Leonardo e questo permette alle aziende di esplorare aree emergenti in ambito big data e machine learning, creando un percorso strategico per l’adozione di future innovazioni e collaborazioni. SAP Data Hub si unisce inoltre a SAP Vora e SAP Cloud Platform Big Data Services come fattore chiave del sistema di innovazione digitale SAP Leonardo, una piattaforma che rappresenta il risultato di centinaia di scenari di innovazione che abbiamo realizzato con i nostri clienti negli ultimi anni. Con SAP Leonardo abbiamo ora tutti gli ingredienti non solo per esplorare le innovazioni in ambito IoT, blockchain, machine learning, AI e analytics, ma anche per realizzare idee frutto di sessioni di design thinking e di nuovi servizi innovativi. Le aziende sono alla ricerca di uno “sportello unico” per l’innovazione: noi lo abbiamo realizzato, rendendolo accessibile a tutti». The post SAP Data Hub, la fonte universale di dati appeared first on Data Manager Online.

Forcepoint svela le Previsioni di Security per il 2018

I rischi generati dagli aggregatori di dati, dai sistemi di criptovaluta e dai ransomware possono essere superati solo introducendo una security basata sull’analisi comportamentale Il leader mondiale di Cybersecurity Forcepoint ha pubblicato il nuovo Report sulle previsioni di sicurezza informatica 2018, nel quale gli esperti di sicurezza forniscono indicazioni sulle minacce che dovranno affrontare a breve le organizzazioni di tutto il mondo. In aggiunta al costante ambiente mutevole che i professionisti della security si trovano ogni giorno ad affrontare, è in arrivo una “tempesta perfetta” di driver che influenzeranno il dibattito sulla privacy. Questa mega-tendenza causerà cambiamenti basilari nel panorama della privacy e influenzerà il modo in cui le organizzazioni raccolgono e gestiscono i dati. Forcepoint ritiene che l’industria della sicurezza si sia concentrata spesso sulle cose sbagliate. I perimetri di sicurezza tradizionali si stanno erodendo o stanno diventando obsoleti e quindi, piuttosto che concentrarsi sulla costruzione di muri più grandi, le aziende avrebbero di una migliore visibilità. Comprendere come, quando e perché le persone interagiscono con i dati critici, indipendentemente da dove essi si trovino, è oggi fondamentale. Dati critici passano sempre piu’ attraverso piattaforme e applicazioni in cloud, il malware è in costante evoluzione e, nonostante la crescente crescita di investimenti in tecnologie di difesa, i controlli di sicurezza tradizionali si stanno rivelando inefficaci. “Al centro delle nostre previsioni c’è l’esigenza di comprendere il punto di interazione delle persone all’interno e all’esterno dell’azienda con dati critici e proprietà intellettuale”, ha affermato Richard Ford, Chief Scientist di Forcepoint. “Considerando il “comportamento informatico” e l’intento come fulcro della sicurezza, il mercato ha una possibilità di tenere sotto controllo il costante flusso di cambiamento nell’ambiente delle minacce informatiche”. “Sappiamo che la perdita di dati e i ransomware continueranno a essere al centro di azioni correttive e prevenzione, ma oggi dietro a una moltitudine di incidenti di sicurezza ci sono i rischi legati al comportamento degli utenti”, procede Ford. “Il comportamento delle persone non dovrebbe essere considerato in modo separato rispetto alla sicurezza: i due non si escludono a vicenda. Gli utenti possono potenzialmente essere causa involontaria di compromissione dei sistemi in un attimo ed essere fonte di innovazione un attimo dopo, ma noi saremo in grado di offrire loro uno strumento di difesa solo se comprenderemo le loro modalita’ di interazione con i dati critici aziendali. Otto previsioni per il 2018 Quest’anno Forcepoint ha redatto otto previsioni, di cui diamo qui una breve anteprima: La privacy torna in pista La percezione della privacy da parte degli utenti è cambiata negli ultimi anni, con una costante erosione del confine tra “personale” e “pubblico”. Sono evidenti le tensioni tra i diritti individuali e la sicurezza per tutti i driver legali, tecnologici, sociali e politici che si combinano per dare il via a quella che Forcepoint ha chiamato “La guerra della privacy”, che sta mettendo i tecnologi contro l’uomo comune e dividendo le opinioni del governo, di utenti nel luogo di lavoro e di utenti quando sono a casa. Previsione: il 2018 il dibattito sulla privacy sara’ ampio e polarizzante, non solo all’interno dei governi, ma tra la gente comune. Aggregatori di dati: una miniera d’ora in attesa di essere forzata La violazione subita da Equifax è stato un duro colpo per il settore della sicurezza e il pieno impatto di questa violazione non è ancora del tutto emerso. Forcepoint ritiene che questa sia la prima di molte violazioni che subiranno applicazioni aziendali in host: applicazioni che contengono informazioni su forza vendita, prospect e clienti o applicazioni che gestiscono campagne di marketing mondiali. Gli aggressori cercano il percorso di minor resistenza e, se riescono a trovare un anello debole in un sistema, lo sfrutteranno. Previsione: un aggregatore di dati verrà colpito nel 2018 utilizzando un metodo di attacco gia’ noto. Aumento di attacchi su Cryptovalute Poiché le criptovalute aumentano di importanza, anche come metodo per creare reddito per la criminalità informatica, Forcepoint prevede che i sistemi che operano intorno a tali valute verranno maggiormente colpiti da attacchi informatici. Ci aspettiamo di vedere una quantità crescente di malware che colpira’ le credenziali degli utenti di cambi di criptovalute e che i criminali informatici rivolgeranno la loro attenzione alle vulnerabilità dei sistemi costruiti su tecnologie basate su blockchain. Previsione: gli attaccanti punteranno alle vulnerabilità nei sistemi che implementano la tecnologia blockchain. Disruption of Things: sta per accadere L’adozione su vasta scala di dispositivi IoT in ambienti privati e aziendali, insieme a dispositivi che sono spesso di facile accesso e non monitorati, ha reso gli stessi un obiettivo allettante per i cybercriminali che desiderano ottenere un riscatto o mantenere una presenza persistente e a lungo termine sulla rete. Anche se è possibile, rimane improbabile che cio’ avvenga nel 2018. Tuttavia, una nuova minaccia che emergerà nel 2018 è la “distruzione delle cose”. Poiché l’IoT offre accesso sia a capacità dirompenti che a enormi quantità di dati critici, vedremo attacchi in quest’area e potremmo anche vedere l’integrazione di un attacco man-in-the-middle (MITM). Previsione: l’IoT non è ancora tenuto in ostaggio ma diventa un bersaglio per la distruzione di massa The post Forcepoint svela le Previsioni di Security per il 2018 appeared first on Data Manager Online.

La trasformazione digitale diventa vitale per il calcio

Il calcio è noto in tutto il mondo come “the beautiful game”. Oggi che la tecnologia digitale sta avendo un impatto su ogni aspetto della vita, in che modo riguarda uno degli sport più amati? Il calcio è un grosso business. Secondo Deloitte, i ricavi complessivi dei 20 club di calcio più ricchi sono aumentati del 12 per cento a 7,4 miliardi di euro nel 2015/16, un nuovo record. A questo aumento dei ricavi è seguito un aumento della sofisticazione da parte dei club di calcio, compreso il loro utilizzo della tecnologia. Uno dei pionieri è stato il Milan che ormai quasi 20 anni fa ha arruolato uno sviluppatore di software britannico per creare uno strumento che avrebbe avuto un impatto profondo sulla performance dei giocatori e sulla longevità della loro carriera. Il software monitorava le distanze che i giocatori coprivano durante l’allenamento, la velocità di corsa raggiunta, rilevando il deterioramento muscolare e il successivo ritmo di recupero dopo sessioni di allenamento e partite. Questo è stato, in effetti, il primo caso significativo di analisi dei dati nel calcio. Così il Milan si è trovato ad avere giocatori con alti livelli di prestazioni ben oltre i trent’anni, molto più a lungo rispetto a quanto la maggior parte dei club sia mai riuscita a fare. Gli atleti si sono trasformati Che piaccia o meno ai tradizionalisti, il calcio è passato dall’essere “solo un gioco” all’essere un ramo da miliardi di dollari dell’industria dell’entertainment. I giocatori sono diventati asset nei quali i club investono nella speranza di ottenere un buon ritorno. Per raggiungere questo obiettivo, i club si stanno rivolgendo alla tecnologia con soluzioni di Big Data e Analytics come Scout7, un database di calcio basato su cloud che oltre 150 club utilizzano per identificare e valutare i potenziali nuovi giocatori. Lo strumento traccia le prestazioni dei giocatori, le statistiche di partita e altro e dispone di un database di oltre 100.000 registrazioni di partite che gli osservatori possono guardare. Aggiunge circa 4.000 nuove partite ogni mese. Per ciascun incontro, la piattaforma cattura tra le 1.600 e le 2.000 azioni individuali come tiri in porta, passaggi riusciti, confronti e gol per la valutazione e l’analisi. Questo tipo di soluzione digitale può aiutare i club più piccoli ad avere un piccolo vantaggio sui loro rivali più ricchi. Il software sta fornendo ottimi risultati. Utilizzando Scout7, il Leicester City, recentemente campione della Premier League, ha ingaggiato un giocatore che è stato cruciale per vincere il campionato per “appena” 400.000 euro. Oggi è valutato almeno 25 milioni di sterline – un bel ritorno sull’investimento! Perciò non è sorprendente scoprire che molti dei club importanti in tutti i campionati europei utilizzando simili strumenti di analisi dei dati per esplorare e reclutare i giocatori. La crescente importanza dell’engagement dei fan digitali La trasformazione digitale per le grandi società multinazionali significa anche cambiare il modo in cui interagiscono con i propri clienti (i tifosi in questo caso) o altri brand ambassador. Anche se i singoli giocatori potrebbero trovarsi di tanto in tanto in difficoltà per il post su instagram sbagliato, i club stanno sfruttando la loro portata globale per coinvolgere i tifosi in modi nuovi – in particolare con i social media. I fan di oggi e il modo in cui interagiscono con i club per cui tifano stanno generando enormi tracce di dati. I club di calcio più all’avanguardia se ne sono resi conto e hanno iniziato a utilizzare questi dati per creare un legame tra i tifosi e il club, sviluppare occasioni di marketing durante le campagne e avere un’esposizione su larga scala del brand. La prima stagione di Paul Pogba di ritorno al Manchester United potrà non essere stata un gran successo in campo, ma al di fuori, il momento in cui è stato rivelato che sarebbe tornato a giocare nello United è stata la campagna dominante sui social media nel 2016 in praticamente qualsiasi sport. In Italia la Roma ha usato Reddit per diventare il club di calcio “più collegato ai fan del mondo”, coinvolgendo i tifosi per curare e pubblicare contenuti sulla sua nuova piattaforma digitale. Il Real Madrid, probabilmente il più grande club di calcio al mondo, ha intrapreso la trasformazione digitale per diventare in effetti un’entità che fa content marketing, mettendo anche in questo caso i tifosi al centro delle sue comunicazioni. Più dispositivi, più opportunità I club stanno anche utilizzando la tecnologia per migliorare l’esperienza dei tifosi allo stadio, riconoscendo che, nonostante i grossi soldi della TV riversati in calcio, i ricavi dello stadio sono ancora una fonte di introiti fondamentale per la maggior parte dei club di calcio. Questo include i ricavi dei biglietti, la ristorazione, il merchandise e altro. Gli stadi oggi coinvolgono i fan digitalizzati utilizzando videoboard TV e LED con connessione internet che mostrano contenuti e pubblicità su misura. La connettività degli stadi è stata migliorata, utilizzando Wi-Fi e 4G ad alta densità, per consentire ai tifosi di utilizzare i loro dispositivi per social media, le applicazioni, le statistiche in tempo reale e molto altro. Inoltre, è possibile anche abilitare applicazioni mobili per il giorno della partita, come i pagamenti digitali, servizi basati sulla posizione e altre offerte, che possono essere consegnate sui dispositivi dei tifosi. Orange ha lavorato con i club di calcio della Ligue 1 in Francia per rendere gli stadi digitali. A oggi, il Parc Olympique Lyonnais a Lione e lo Stade Vélodrome a Marsiglia sono i principali esempi di stadi connessi e offrono ai tifosi un’esperienza completamente nuova. Sul campo, la tecnologia ha finalmente trovato il suo posto con i sensori della linea di porta che indicano agli arbitri se la palla sia andata in gol. Fuori dal campo, la tecnologia digitale sta aprendo un mondo nuovo di possibilità per “the beautiful game”. Massimo Ceresoli, Head of Global Services – Southern and Central Europe at Orange Business Services The post La trasformazione digitale diventa vitale per il calcio appeared first on Data Manager Online.

Mangiare in fretta fa male, favorisce obesità e disturbi metabolici

Uno studio giapponese spiega l’importanza di masticare lentamente il cibo La vita frenetica e i ritmi di lavoro stressanti ci portano spesso a consumare i pasti in fretta, a volte anche senza nemmeno sederci a tavola. Eppure mangiare “al volo” può rivelarsi davvero dannoso per la nostra salute, come conferma uno studio giapponese condotto dall’Università di Hiroshima. Mangiare frettolosamente infatti può provocare problemi di digestione, causando gonfiore, meteorismo e acuire i sintomi di alcuni disturbi gastrointestinali, ma anche favorire lo sviluppo di obesità e sindrome metabolica, che sono considerati fattori di rischio per l’insorgenza di diabete e malattie cardiovascolari. Non è un caso se uno dei consigli per dimagrire più facilmente è quello di masticare lentamente, in quanto un’attenta masticazione favorisce un minore accumulo di grassi. Masticando aumenta il senso di sazietà, invece spesso si mastica in fretta e distrattamente, mangiando con smartphone e tablet a tavola. Lo studio La ricerca giapponese ribadisce l’importanza della masticazione coinvolgendo 642 uomini e 441 donne, di cui i ricercatori giapponesi hanno monitorato per cinque anni il peso e l’andamento di diversi altri parametri fisiologici. Ai volontari è stato fornito un questionario iniziale per determinare quanto velocemente consumassero in media i propri pasti e in base alle risposte sono stati divisi in tre gruppi: mangiatori veloci, normali o lenti. I risultati mostrano che, tra i mangiatori più voraci, l’incidenza della sindrome metabolica è risultata pari all’11.6%, contro il 6.5% dei mangiatori normali e il 2.3% di quelli abituati a mangiare con calma. I vantaggi di una masticazione lenta «Scientificamente si tratta di un dato assodato – commenta Sara Emerenziani, Gastroenterologa e specialista in Scienze dell’Alimentazione del policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma -. Mangiando più lentamente e masticando con più accuratezza si assumono meno calorie, e si tende ad avere un’alimentazione più consapevole. Quando lo stomaco è pieno il nostro organismo attiva infatti una sorta di circuito della sazietà, che segnala al cervello quando è il momento di smettere di mangiare. Servono però circa 20 minuti perché questi segnali producano il senso di sazietà, e se si mangia molto velocemente si corre il rischio di ingurgitare molto più cibo del necessario prima che il cervello si renda conto che è il momento di smettere». The post Mangiare in fretta fa male, favorisce obesità e disturbi metabolici appeared first on Data Manager Online.

Dell EMC, un anno di traguardi

In scena al Dell EMC Forum di Milano il bilancio del primo anno della nuova compagine e i nuovi investimenti nell’area dell’Internet of Things La nuova compagine Dell EMC ha ormai un anno di vita. Ecco quindi che l’occasione per fare un primo bilancio viene colta nel Dell EMC Forum, tenutosi a Milano a metà novembre con un’ottima partecipazione di clienti e partner. I due manager al vertice della filiale italiana, Marco Fanizzi, Vice President & General Manager Enterprise Sales di Dell EMC Italia, e Filippo Ligresti, Vice President & General Manager Commercial Sales di Dell EMC Italia, non si fanno pregare nel raccontare alla stampa i tratti salienti del primo anno della nuova società. “Il bilancio è sicuramente positivo, a livello corporate e italiano, sia dal punto di vista degli obiettivi di fatturato sia da quello del feedback da parte dei clienti”, ha esordito Marco Fanizzi, sottolineando anche “una serie di esperienze interessanti avute quest’anno in Italia, che ci hanno mostrato che il nostro Paese è ancora un punto di snodo importante, con molte società che stanno investendo e che ci danno molte opportunità anche per gli anni a venire”. Struttura in crescita La nuova Dell EMC, che si è riunita anche fisicamente in una unica sede a Milano, è da tempo una realtà, come ha ribadito Filippo Ligresti: “Il modello che abbiamo messo in atto ci ha consentito di avere un’unica società in un arco di tempo breve. Tutti quelli che lavoravano su un certo set di clienti sono confluiti in un team misto, temevamo ci fosse uno scontro di personalità, ma abbiamo visto che nella realtà le due aziende erano complementari non solo sulla carta ma anche nella realtà, con un processo molto naturale. Anche perché non abbiamo attuato nessuna sinergia di costo, anzi abbiamo assunto da febbraio a oggi 47 persone: una vera e propria strategia di espansione, cioè quella di una società che investe per andare a cogliere nuove opportunità, guardando sempre avanti”. Numeri di rilievo E di sicuro i numeri stanno dando ragione alla strategia messa in campo. Oltre ad aver guadagnato quota di mercato nei PC per il sedicesimo trimestre consecutivo, dove è al terzo posto per quantità ma in prima posizione per fatturato, Dell EMC ha riportato una performance finanziaria complessiva molto soddisfacente, come ha spiegato Filippo Ligresti: “Michael Dell ha dichiarato di aver fatturato due miliardi in più rispetto al piano preventivato e Dell EMC ha già restituito 9 miliardi e mezzo del debito contratto per realizzare l’intera operazione. Anche in Italia l’andamento è di crescita costante, con incrementi del revenue nell’ordine della doppia cifra”. L’Internet of Things nel mirino Insomma, il quadro che emerge è quello di un’azienda in pieno sviluppo, pronta a cogliere tutte le opportunità, anche con investimenti di rilievo come quello annunciato recentemente nell’area Internet of Things. Per saperne di più, Data Manager ne ha parlato con Nina Hargus, Senior Vice President, Global Field Marketing di Dell EMC, intervenuta con un keynote nella sessione plenaria dell’evento milanese. “Quello dell’Internet of Things è un campo che promette moltissimo: al di là delle diverse stime che si susseguono nei report degli analisti, non c’è alcun dubbio che i dati provenienti dai sensori hanno la capacità di trasformarsi in insight utilissime per il business, e ancora non stiamo sfruttando tutti questi dati, con opportunità tutte da scoprire”, sottolinea Nina Hargus. Ma non solo: “Le iniziative che vanno sotto il nome di Internet of Things hanno rilevanza anche perché sono adatte ai bisogni attuali della società, e hanno anche la caratteristica di essere modulari, nel senso che non c’è bisogno di realizzare tutti i progetti insieme e subito. Per esempio, nel caso delle iniziative di tipo smart city, si può partire dalla videosorveglianza o dal controllo del traffico, procedendo con un progetto alla volta, sapendo fin dall’inizio che la base dati è comune”, prosegue Nina Hargus. Una Divisione cross Si delinea così il senso dell’investimento di un miliardo di dollari nell’IoT annunciato il mese scorso a New York da Michael Dell in persona, con la creazione di una Divisione ad hoc, guidata da Ray O’Farrell, CTO di VMware, nella quale confluiscono le tecnologie provenienti dalle varie aziende del gruppo Dell EMC, come Pivotal, RSA, Secureworks, Virtustream e VMware. “Si tratta di una divisione cross nella quale tutti collaborano nel realizzare le soluzioni e i servizi che coprono tutte le esigenze infrastrutturali e di computing alla base dell’IoT, dall’edge al cloud passando per i sistemi core. E grazie alla ricchezza della nostra offerta, Dell EMC è perfettamente attrezzata per aiutare le aziende nell’adozione di un’IoT che produca vantaggi di business”, conclude Nina Hargus. The post Dell EMC, un anno di traguardi appeared first on Data Manager Online.

TeamSystem, acquisita l’innovativa start-up EvolutionFit

Il Gruppo punta a rafforzare la propria presenza nel settore del Wellness con il rivoluzionario prodotto creato dalla start-up torinese TeamSystem ha acquisito EvolutionFit, innovativa start-up del settore wellness nata a due passi da Torino. EvolutionFit – dedicata a palestre, personal trainer e amanti dello sport – è considerata una delle soluzioni on-line per l’allenamento più avanzata di sempre. L’utente, infatti, ha a disposizione tutti gli strumenti più evoluti per la gestione digitale dei suoi programmi di fitness: schede allenamento, valutazioni corporee, plicometria, piani alimentari, archivio esercizi, archivio alimenti. Tutto ciò è accompagnato da un’interfaccia intuitiva ed accattivante e dalla professionalità di un team dedicato messo a disposizione degli utenti. Ad oggi, la start-up nata solo pochi anni fa, ha già acquisito circa 150.000 utenti, ha effettuato circa 127.000 misurazioni e valutazioni corporee e generato più di 580.000 schede di allenamento personalizzate per i suoi utenti. EvolutionFit può essere utilizzato su qualsiasi device e oltre ad avere una versione dedicata agli utenti finali, dispone anche della versione dedicata alle palestre e ai personal trainer che possono essere sempre in contatto con i propri clienti fidelizzandoli. “EvolutionFit ci ha piacevolmente colpiti, è una start-up che ha creato un prodotto innovativo, ha un’ottima base clienti e delle grandi potenzialità che potranno diventare realtà in un gruppo solido ed orientato all’innovazione digitale come TeamSystem – ha dichiarato Federico Leproux, Amministratore Delegato di TeamSystem – Questa acquisizione, inoltre, rientra appieno nella nostra strategia di investimento in business verticali utili ad espanderci, rafforzarci e a diversificare le nostre attività”. The post TeamSystem, acquisita l’innovativa start-up EvolutionFit appeared first on Data Manager Online.