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I rischi per la privacy con Google Home e Amazon Echo

Symantec ha reso pubblica una guida relativa ai rischi potenziali – da quelli minori a quelli più preoccupanti – collegati all’utilizzo degli smart speaker Alla luce dell’ormai prossimo Black Friday, e con l’obiettivo di informare gli utenti della rete pronti per lo shopping in rete più conveniente dell’anno, Symantec ha preparato un elenco dei risultati più interessanti emersi dalla ricerca e alcuni suggerimenti per chi acquista in rete. La minaccia più grave alla sicurezza dello smart speaker ad attivazione vocale è da ricercare nelle altre persone che hanno accesso al dispositivo. Se i pirati informatici riuscissero ad accedere alla rete locale potrebbero facilmente cambiare le impostazioni dei dispositivi Google Home o riportare il dispositivo alle impostazioni di fabbrica Le preoccupazioni relative alla privacy sono ancora uno dei principali argomenti a sfavore degli smart speaker; se l’account email dovesse essere compromesso il terminale potrebbe infatti essere utilizzato per spiare nelle nostre case Il principale veicolo responsabile di un eventuale attacco informatico si trova nei servizi di streaming; tuttavia, sino ad oggi, Symantec non ha rilevato l’utilizzo di questo veicolo E non si tratta solamente di un problema legato all’accesso da parte di altre persone agli smart speaker: le TV, la radio, i siti web e altri smart speaker sono tutti potenzialmente in grado di interferire negativamente con il dispositivo e causare brutti scherzi o guasti più o meno irreparabili Suggerimenti per gli utenti: Scegliere con attenzione quali account connettere all’assistente vocale. Prendere in considerazione la creazione di un nuovo account se non è strettamente necessario utilizzare l’agenda o la rubrica Se possibile, proteggere sempre l’account di servizio collegato al dispositivo con una password solida e l’autenticazione a doppio fattore In casa preferire sempre una rete Wi-Fi criptata WPA2 a un hotspot aperto, e creare una rete Wi-Fi per gli ospiti e per dispositivi IoT non sicuri Non utilizzare l’assistente vocale per trasmettere informazioni sensibili come password o numeri di carte di credito Disattivare la funzione acquisti, se non necessaria, o creare una password dedicata esclusivamente agli acquisti Se la funzione è disponibile, bloccare l’assistente vocale impostandolo in modo che riconosca solamente la vostra voce Di tanto in tanto, cancellare le registrazioni anche se questo potrebbe abbassare la qualità del servizio ostacolando il dispositivo nell’apprendimento del vostro registro linguistico The post I rischi per la privacy con Google Home e Amazon Echo appeared first on Data Manager Online.

Groupe PSA e Huawei siglano una alleanza globale per le auto connesse

Huawei annuncia una partnership globale con Groupe PSA, il più grande produttore di autovetture in Europa che include marchi del calibro di Peugeot, Citroën, DS, Opel e Vauxhall. Questa collaborazione vedrà entrambe le aziende lavorare congiuntamente su progetti di auto connesse per offrire ai consumatori soluzioni innovative nel settore automotive. La Connected Vehicle Modular Platform (CVMP), sviluppata da Groupe PSA, è basata sulla piattaforma IoT Ocean Connect di Huawei e fornirà servizi di mobilità innovativi ai clienti. La CVMP verrà distribuita a livello globale attraverso il public Cloud Family di Huawei per collegare centinaia di milioni di veicoli e diversi settori. Tale connettività consentirà lo sviluppo integrato di automobili connesse, abitazioni e città intelligenti, offrendo una gamma completa di servizi per consumatori, vetture e per l’intera società. “Huawei è orgogliosa di essere partner di Groupe PSA nella loro strategia di mobilità globale”, ha commentato Eric Xu, CEO di Huawei. “Groupe PSA utilizza soluzioni altamente innovative per fornire servizi di mobilità di ultima generazione ai propri clienti. Crediamo che, attraverso la collaborazione con i partner, Groupe PSA potrà trasformare i propri servizi di mobilità in un nuovo punto di riferimento dell’industria automobilistica globale e affermarsi come leader mondiale del settore”. “La partnership con Groupe PSA è un passo importante per la nostra strategia volta a costruire ’A Better Connected World’” ha proseguito Xu. “Huawei si è dedicata a perseguire l’obiettivo di collegare le persone e gli oggetti in modo capillare ed efficiente, un impegno che offrirà nuove illimitate opportunità, e la collaborazione con Groupe PSA ne è un’ennesima conferma”. Huawei è entrata nel mercato francese nel 2002. Da allora si è impegnata a diventare una società francese. In futuro Huawei continuerà a investire in ricerca e sviluppo in tutta Europa e creare posti di lavoro nei Paesi in cui opera. Grazie a una tecnologia ICT all’avanguardia e attraverso la collaborazione con i partner, Huawei punta a supportare tutti i clienti nel loro percorso verso la digitalizzazione . The post Groupe PSA e Huawei siglano una alleanza globale per le auto connesse appeared first on Data Manager Online.

Galaxy X lo smartphone pieghevole è in arrivo, lo conferma Samsung

Samsung ha pubblicato sul suo sito la pagina di supporto a un dispositivo che ha lo stesso codice associato allo smartphone pieghevole conosciuto come Galaxy X Da diversi anni si parla di smartphone con display pieghevoli ma fino ad oggi abbiamo visto solamente dispositivi con curvatura ai lati come Galaxy S8 e tutta la nuova linea di telefoni targati Apple. Ad oggi i telefoni in grado di piegarsi su stessi sono rimasti solo un mito ma finalmente Samsung sembra pronta a lanciarne uno sul mercato. Negli ultimi tempi sono apparsi diversi rumors riguardanti il tanto discusso Galaxy X e ora sono arrivate nuove conferme. L’azienda coreana ha dichiarato qualche mese fa di star lavorando a questo dispositivo ma LetsGoDigital ha scoperto che sul suo sito è comparsa una pagina di supporto per un prodotto con lo stesso codice di riferimento associato al dispositivo (SM-G888N0). Non solo, Samsung ha depositato alcuni documenti all’agenzia coreana per le telecomunicazioni che riguardano proprio Galaxy X. La pubblicazione della pagina di supporto lascia intendere che il primo top di gamma con display pieghevole dovrebbe quindi arrivare nel 2018. La sua presentazione potrebbe avvenire molto probabilmente al CES di Las Vegas, la più importante manifestazione nell’ambito hi-tech. Samsung ha infatti spesso colto questa occasione per svelare i suoi prodotti più innovativi. L’azienda coreana starebbe inoltre lavorando a un tablet pieghevole di cui è trapelato il brevetto qualche giorno fa. Il colosso dell’elettronica asiatico non è comunque l’unico a occuparsi di dispositivi in grado di flettersi su stessi. Pare infatti Huawei abbia già un prototipo pronto a essere testato mentre Xiaomi e Oppo hanno avviato progetti simili in tempi più recenti. La stessa idea avrebbe sfiorato anche Apple prima di lanciare iPhone X mentre Microsoft, che ha definitivamente abbandonato il suo tanto atteso Surface Phone, ha in mente un dispositivo più simile a un’agenda elettronica. The post Galaxy X lo smartphone pieghevole è in arrivo, lo conferma Samsung appeared first on Data Manager Online.

Trasformazione in ottica 4.0? Calvi scalda i motori con Altea

L’azienda con sede a Merate abbraccia un percorso di automazione e di integrazione dei processi produttivi in collaborazione con Altea Digital, il fronte di innovazione tecnologica e digitale di Altea Federation di Luca de Piano Fondata nel 1950 e specializzata nella progettazione e nella fornitura di profili speciali trafilati a freddo con sezioni a geometria complessa, Calvi affronta con successo le sfide di un mercato sempre più dinamico e competitivo grazie a un indiscusso orientamento all’innovazione. L’azienda è il fiore all’occhiello della capogruppo Calvi Holding, che consolida oggi 12 realtà imprenditoriali del comparto metallurgico e meccanico con un fatturato che si attesta intorno ai 350 milioni di euro e con oltre 1.500 dipendenti, 700 dei quali in Italia e il resto nei siti produttivi in Francia, Germania, Stati Uniti e Brasile. Calvi Holding è basata su due divisioni: quella principale – la metallurgica – si occupa di profilati speciali in acciaio e altri metalli duri, prodotti su specifiche dei clienti in particolare negli ambiti di meccanica avanzata, automotive, aeronautico e biomedicale. L’altra divisione – quella meccanica – è specializzata nella produzione di gruppi di sollevamento per carrelli elevatori, progettati e costruiti in outsourcing per gli OEM della logistica. RIDEFINIRE I PROCESSI PRODUTTIVI «Le esigenze dell’industria manifatturiera sono cambiate negli ultimi anni. Le aziende devono essere in grado di approcciare i clienti con la sicurezza di soddisfare le loro richieste sia in termini di prodotto che di servizio. Se un’impresa vuole restare competitiva sui mercati, l’automazione è una necessità per affinare qualità e performance delle attività produttive» – spiega a Data Manager, Riccardo Chini, presidente e CEO di Calvi. L’obiettivo è rendere le diverse fasi dei processi sempre più connesse tra di loro. Si tratta di un progetto, con una vera e propria logica di Industria 4.0, sviluppato in partnership con Altea Digital, system integrator per la digital transformation di Altea Federation, la cui offerta combina competenze in consulenza direzionale e organizzativa, servizi applicativi e tecnologici oltre che servizi d’innovazione digitale. #industry40 Calvi vara un progetto di trasformazione con ‪@AlteaDigital‬Click To Tweet OBIETTIVI AMBIZIOSI Il progetto è stato lanciato nel 2016, con la ricerca e la selezione del partner: «Abbiamo scelto Altea per supportarci nella digitalizzazione delle nostre attività produttive sia con un’infrastruttura IT sia con l’inserimento di sensori IoT» – spiega Chini, precisando che lo studio è tuttora in corso e che «di alcune attività stiamo già gestendo i dati, mettendoli in correlazione con tutte le fasi dei processi, mentre prevediamo di arrivare entro il prossimo anno o l’inizio del successivo a coprire tutte le aree aziendali come il marketing, il commerciale e i rapporti con i clienti». L’intento è alquanto ambizioso, ma i ritorni attesi saranno di sicuro interesse. «Desideriamo ridefinire tutte le nostre attività, al fine di beneficiare di importanti aspetti quali la tracciabilità delle fasi del ciclo produttivo, a partire dagli acquisti, che devono sempre essere monitorati nei minimi dettagli, data la delicatezza dei materiali richiesti e scelti dai clienti, per arrivare a rielaborare i dati direttamente dagli impianti, in modo da disporre di preziose informazioni per essere in grado di eliminare ogni tipo di errore in fase di esecuzione» – fa notare Chini. SIGNIFICATO PIÙ AMPIO Secondo Riccardo Chini, parlare di Industria 4.0 significa anche contribuire a salvaguardare il patrimonio tecnico e culturale che l’Italia, e anche l’Europa, detengono da tempo e che le ha portate a raggiungere posizioni di eccellenza nel panorama manifatturiero mondiale. «La digital transformation si spinge ben oltre l’innovazione tecnologica, in quanto coinvolge i processi produttivi e gestionali, la filosofia aziendale e il tessuto umano dell’impresa, generando nuove forme di lavoro e di professionalità in una prospettiva in cui è il cliente ad assumere un ruolo prioritario». The post Trasformazione in ottica 4.0? Calvi scalda i motori con Altea appeared first on Data Manager Online.

I mercatini artigianali di Natale ora sono online con Amazon Handmade

Nel Negozio di regali Handmade su Amazon.it, gli artigiani e gli appassionati di creatività mettono a disposizione di tutti i clienti un’ampia selezione di prodotti realizzati o assemblati a mano: dalle palline per l’albero alle decorazioni per la casa, dai regali per lei e per lui, a quelli per i bambini e i ragazzi Per tutti coloro che amano visitare i mercatini artigianali alla ricerca di prodotti originali, unici e interamente realizzati a mano – ma non sempre hanno il tempo di recarsi nelle città che li ospitano – Amazon.it ha creato il Negozio di regali Handmade. Si tratta di una speciale sezione del Negozio di Natale di Amazon.it che offre un’ampia selezione dei prodotti più apprezzati nei mercatini – dai bijoux ai biglietti, dai giocattoli alle borse – e di acquistarli con 1-Click direttamente dall’artigiano con, in più, la possibilità di richiedere la personalizzazione del regalo con una serigrafia. All’interno del Negozio di regali Handmade, la sezione Regali di Natale e decorazioni offre tutto il necessario per far entrare l’atmosfera del Natale nella propria casa: dalle palline per l’albero dipinte a mano alle candele decorate e intagliate, dai bigliettini di auguri più originali alle ghirlande e ai segnaposti per la tavola del cenone o del pranzo. Quest’anno, inoltre, i clienti possono ricevere o regalare dei doni serigrafati attraverso le sezione Regali personalizzati. Ogni cliente può così stupire parenti e amici con un regalo che riporta il nome del destinatario oppure un augurio personale. Una volta entrati nella pagina di un prodotto, basta cliccare sulla voce Seleziona opzioni per aggiungere il testo della serigrafia. In alternativa è possibile contattare direttamente l’artigiano cliccando sulla voce Chiedi informazioni su un ordine personalizzato. Tante le idee regalo che possono essere serigrafate, ad esempio la ghirlanda in legno di Elisaspuzzles, il Braccialetto con nome stile “Carrie” in argento di JoelleJewelryDesign o il Tagliere in legno di  Engraved House e la custodia per smartphone in pelle personalizzata di HAPPER STUDIO. The post I mercatini artigianali di Natale ora sono online con Amazon Handmade appeared first on Data Manager Online.

Italtel lancia un programma di Open Innovation

Italtel ha lanciato un programma di Open Innovation allo scopo di individuare start up e giovani imprese con cui fare innovazione, acquisire tecnologie e prodotti market-ready e andare congiuntamente su mercati verticali come Industry 4.0, Smart City, Sanità Digitale e con tecnologie quali IoT, Blockchain, Cybersecurity. Difficilmente le imprese oggi possono contare solo sulle proprie forze per fare innovazione. E’ importante che sappiano sviluppare un modello di innovazione a rete, non chiuso nei laboratori, ma basato sulla capacità di interagire, collaborare, sviluppare partnership, aprirsi alla contaminazione delle competenze. Il tessuto imprenditoriale italiano, così ricco di piccole imprese e di creatività, può rivelarsi un terreno particolarmente favorevole allo sviluppo di modelli innovativi di questo tipo. ”Abbiamo lanciato il programma di Open Innovation con l’obiettivo di entrare in contatto con realtà piccole, startup o anche microimprese, per mettere a sistema competenze e tecnologie e trarne reciproco vantaggio”, commenta Luca Ferraris, Head of Strategy, Innovation & Collaboration di Italtel. “Collaboriamo alla messa a punto del prodotto, offriamo asset e competenze per industrializzare un processo produttivo e renderlo competitivo”. All’interno del suo programma, Italtel è in grado di offrire ai partner, nelle sedi di Settimo Milanese e Carini (Palermo), la possibilità di utilizzare spazi fisici, test plant e risorse informatiche, facilitando lo sviluppo e il test delle soluzioni nella logica del co-working. Nato sei mesi fa, il programma ha già portato alla valutazione di una sessantina di aziende e stanno concretizzandosi le prime opportunità specifiche in ambito Industry 4.0. “Siamo una grande azienda e offriamo ai partner la possibilità di scalare, in senso commerciale, e arrivare ai mercati esteri. Il valore di scambio, per noi, sono le tecnologie e le applicazioni innovative che startup e PMI hanno messo a punto e che sarebbe troppo lungo per noi sviluppare in casa”, aggiunge Ferraris. The post Italtel lancia un programma di Open Innovation appeared first on Data Manager Online.

Hexagon Safety & Infrastructure in prima linea per la sicurezza della società moderna

Le soluzioni Hexagon IPR, I/CAD e l’ultima arrivata OnCall contribuiscono a gestire crisi ed emergenze in modo ottimale grazie alle nuove tecnologie. Angelo Gazzoni, country manager Italia: «Bisogna colmare il gap con l’Europa e anche nel campo della sicurezza il futuro è IoT, Big Data e Mobile» L’esplosione del dato localizzato, geospaziale, ha generato un tale flusso di informazioni difficile da immaginare solo qualche anno fa. A casa, sul tragitto per il lavoro o in vacanza, la maggior parte delle operazioni che svolgiamo ha la conseguenza di produrre contenuti digitali referenziati su una cartina, anche se non ce ne rendiamo conto. Banalmente anche una foto scattata con lo smartphone può contenere coordinate specifiche spazio-temporali, che in caso di indagini da parte delle autorità riescono a contestualizzare individui, eventi, luoghi. Insomma, se l’identità digitale è l’oro della digital economy, la georeferenziazione ha un valore almeno pari, per chi sa sfruttarne tutte le potenzialità. Tra queste vi è sicuramente Hexagon AB, colosso svedese che nel 2010 ha acquisito Intergraph Corporation per dedicare una parte importante del proprio lavoro alle soluzioni più avanzate di gestione e manipolazione delle informazioni geospaziali. Nel 2015, una delle due divisioni del gruppo, Intergraph SG&I, già parte della grande famiglia di Hexagon, ha operato il cambio di denominazione in Hexagon Safety & Infrastructure. Oggi, la compagnia è leader in un campo di azione che apre scenari davvero ampi e in via di definizione. Dalla mappatura delle basi militari e dei giacimenti petroliferi, l’ambito operativo si è ampliato anche alla messa in sicurezza di infrastrutture critiche, impianti chimici, complessi energetici, luoghi di aggregazione e mezzi di trasporto. In un mondo che si scopre spesso indifeso, soggetti come Hexagon Safety & Infrastructure lavorano per proteggere al meglio persone, ambienti e cose. Ne abbiamo parlato con Angelo Gazzoni, country manager Italia di Hexagon Safety & Infrastructure, che ha delineato le strategie dell’azienda e gli obiettivi sul lungo periodo. «Il nostro focus è la realizzazione di soluzioni business critical e mission critical su tre linee: sicurezza pubblica, gestione delle reti (telecomunicazioni, energia, servizi di utilità) e protezione di infrastrutture critiche». Pur mantenendo una continuità operativa, ci stiamo concentrando in modo crescente nella messa in sicurezza di contesti pubblici o privati di interesse strategico, dove ci sia grande necessità di rispondere in tempo reale a situazioni di emergenza. Per questo stiamo investendo fortemente su una crescita della struttura, convinti che ci sia sempre più bisogno di nuove soluzioni di protezione su ampia scala, da impianti concentrati ad infrastrutture diffuse». #GIS Angelo Gazzoni country manager Italia di @HexagonSI «Il futuro è nell’IoTBClick To Tweet COLMARE IL GAP CON L’EUROPA La tecnologia di Hexagon Safety & Infrastructure è abilitante per interconnettere i punti nodali del tessuto nazionale quando si parla di operazioni coordinate. In Italia, a differenza di quanto accade in altre parti d’Europa, c’è ancora molto da fare per raggiungere gli standard di altri paesi per quanto riguarda il numero unico di emergenza (NUE) in termini di interoperabilità delle risorse che devono rispondere alle richieste di soccorso. «In tal senso, disponiamo di tecnologie che consentono ai vari attori coinvolti nelle operazioni di sicurezza ed emergenza di operare in modo efficiente, organizzato e rapido. Nel nostro Paese, sono pochi i casi in cui vengono utilizzati strumenti evoluti per la gestione delle emergenze in grado di rendere efficaci gli interventi grazie al perfetto coordinamento e dispiegamento di uomini, mezzi e risorse». Ma oltre alla gestione delle comunicazioni e delle risorse, le soluzioni Hexagon Safety & Infrastructure trattano anche, e soprattutto, della parte analitica delle informazioni ricevute. Ce lo spiega lo stesso Gazzoni: «Mettendo insieme svariate fonti informative interne ed esterne all’organizzazione e integrandole con quelle provenienti da sensori sul campo, possiamo ampliare il significato di un evento, spesso anticipando la sua evoluzione, così da attuare le dovute misure di sicurezza, prevenendo o riducendo possibili danni. Si tratta di un paradigma fondamentale nelle sale di comando e controllo evolute, che non possono più limitarsi a considerare dati isolati per la descrizione di un avvenimento, ma approfittando della ricchezza informativa dei big data, devono anche saper individuare pattern o intercettare early warnings per portare alla prevenzione o quanto meno alla mitigazione dei possibili danni causati da un evento emergenziale». L’OFFERTA DI HEXAGON SAFETY & INFRASTRUCTURE Le soluzioni di riferimento dell’offerta di Hexagon Safety & Infrastructure sono due: I/CAD (Intergraph Computer Aided Dispatching) con il nuovo thin-client OnCall ed Intergraph Planning & Response. Il primo consente di inviare le risorse più appropriate per rispondere ad emergenze in modo rapido, efficace e ottimizzato. Abbiamo tutti in mente le immagini delle grandi centrali operative dove le forze dell’ordine monitorano una città o un quartiere, coordinando e distribuendo le risorse sul territorio in modo da seguire celermente ogni richiesta di supporto. «Nella gestione delle attività di “routine”, tecnologie di questo tipo – afferma Gazzoni – permettono di risparmiare minuti preziosi per le operazioni di soccorso, indentificando le risorse più vicine, delineando i percorsi ideali e definendo in dettaglio le procedure da eseguire». La seconda soluzione, Planning & Response, permette di gestire grandi emergenze che possono durare anche settimane o mesi. Si tratta di un “contenitore” dentro il quale ricadono task differenti che bisogna coordinare. «Nella pratica – spiega il country manager – P&R è una sorta di ERP applicato a situazioni di crisi dove l’ottimizzazione è fondamentale nell’ottica di salvare persone e cose». Hexagon Safety & Infrastructure fornisce non solo strumenti tecnologici ma supporta i clienti nella definizione dei processi indispensabili per fare il salto di qualità operativo nelle sale di comando e controllo di nuova generazione. #safe #security Angelo Gazzoni @HexagonSI «Colmare il gap con l’Europa»Click To Tweet IL FUTURO È NELL’IOT, BIG DATA E MOBILE L’evoluzione tecnologica anche nel campo safety & security è spinta dai driver che stanno influenzando i nostri tempi come IoT, big data e mobile che forniscono capacità operative superiori. «L’obiettivo principale è aumentare il più possibile la cosiddetta “situational awareness” ovvero la capacità di avere una visione chiara e dettagliata della situazione in corso

Apple lavora a un laser 3D per l’iPhone 12

Arriverà sull’edizione 2019 il primo sensore in grado di fornire una migliore esperienza di realtà aumentata sia in ambito professionale che videoludico Se l’iPhone X ha rappresentato un cambio di passo deciso per Apple, quelli del futuro dovranno integrare funzionalità sempre più spinte e innovative. Del resto è una via obbligata: non basta togliere il tasto Home e inserire un sensore di riconoscimento del volto per campare di rendita per i prossimi dieci anni. La Mela ha fatto così per un po’ di tempo, di fatto perdendo di leadership e autorità rispetto ad altri brand più attivi nello studiare qualcosa di nuovo (Samsung, Huawei). La notizia è che Cupertino starebbe lavorando a un metodo per migliorare le esperienze di realtà aumentata a bordo degli iPhone, rese possibili non da introduzioni hardware ma software: iOS 11 e l’ARKit. Sta di fatto, che una dotazione tecnica di spessore permette di fruire al meglio di app e giochi in augmented reality e quasi sicuramente il domani dei cellulari andrà nella direzione dell’integrazione del virtuale nelle attività quotidiane. Potere al laser Per questo, a bordo dell’iPhone del 2019, quindi il 12 (ipotizzando che il prossimo anno vedremo iPhone11), ci sarà un laser 3D, in grado di misurare la distanza tra il telefono e gli oggetti nel mondo reale per riprodurre contenuti in maniera più verosimile sullo schermo. Simile alle informazioni ottenibili con la doppia fotocamera nel campo dell’imaging, il sensore tridimensionale sarebbe anche il punto di partenza per lo sviluppo di una generazione successiva, che vedrebbe l’iPhone capace di proiettare elementi direttamente dinanzi a sé, proprio tramite un laser. Quanto c’è di vero in simili innovazioni? Non è dato saperlo, ma di certo da qui ai prossimi mesi la Mela avrà modo di stupirci. The post Apple lavora a un laser 3D per l’iPhone 12 appeared first on Data Manager Online.