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Digital Relevance: così la tecnologia cambia il modo di utilizzare i dati

Lo sguardo di IDC sul mondo del futuro incontra le innovazioni di SAP e Intel, tra i promotori del tour che fa conoscere i nuovi parametri competitivi della trasformazione digitale 2.0 SAP, IDC e Intel hanno portato a Milano la terza tappa di Innovators Circle – Digital Relevance, un tour che ha l’obiettivo di mettere in risalto alcuni progetti innovativi che hanno già cambiato i paradigmi di produttività all’interno delle aziende, a beneficio di clienti e utenti finali. A fare il punto sulla volontà dei promotori di sfruttare le nuove tecnologie per creare piattaforme uniche e ottimizzate è Luca Bucci, DGTAL Lead, EMEA South di SAP: «SAP stessa ha vissuto negli ultimi sette anni un digital transformation journey. Certo, abbiamo un vantaggio, quello di lavorare quotidianamente con dati e informazioni liquidi, quindi nativamente proiettati al contenuto in bit, ma per guardare al futuro non si può che provare direttamente a cambiare le strutture odierne, supportando il mutamento. In tal senso, la trasformazione dell’offerta SAP, con SAP HANA in prima battuta e successivamente con SAP Cloud Platform e SAP Leonardo, incarna esattamente gli imperativi dei nuovi modelli digitali presenti e futuri». Le data company Si tratta di una concezione pienamente condivisa da Intel, partner di SAP nella promozione di Digital Relevance. «Molti ci conoscono come produttori di hardware, chip in primis, ma Intel si sta trasformando velocemente in una data company che punta molto sull’integrazione di componenti fisiche in contesti che valorizzano il dato informatico – spiega Andrea Toigo, Regional Application Manager di Intel Corporation –  pensiamo all’IoT, che da trend prettamente commercial si sta ponendo sempre più come ambito interessante per una più ampia fetta di consumatori proprio a causa dell’inevitabile digitalizzazione del mondo e delle attività quotidiane». Per questo i processi di innovazione, oggi più che mai, si rivolgono non a una ristretta cerchia di persone ma a una platea più ampia, che ingloba fornitori, partner e fruitori. Ma in che modo vengono decise quali novità divulgare al pubblico e in che momenti della particolare storia di un’organizzazione o di un’azienda? Nuovi segmenti da analizzare Fabio Rizzotto, Head of Local Research & Consulting di IDC Italia, ha svelato gli imperativi strategici che consentono alle tecnologie di affermarsi con una buona percentuale di successo. «Di sicuro si stanno confermando degli ecosistemi che fino a poco tempo fa non esistevano. Ad esempio la blockchain e le architetture IoT. Quello che serve è guidare il cambiamento attraverso una digital leadership coordinata, che sappia intercettare e gestire gli asset strategici poco evidenti ma con un grande potenziale. Non si tratta di abbandonare visioni e mission strategiche ma di spostare leggermente lo sguardo più in là, verso segmenti non più esclusivi ma capaci di influenzare settori differenti: la cybersecurity, il cloud, la data analytics real-time, l’engagement». Smart data Una testimonianza “fuori dal coro” che dimostra come la trasformazione digitale abbia l’opportunità di ampliare la visione informativa di un’azienda viene data da Peter Goerlich, Managing Director del 1899 TSG Hoffenheim, squadra di calcio tedesca che milita nella Bundesliga. «Siamo rimasti sorpresi di quanti dati extra si possano ottenere dall’analisi di un giocatore. Vada per le capacità balistiche, la tecnica, la resistenza, ma con SAP siamo riusciti a creare strumenti strategici che ci hanno restituito una serie di dati utili a capire ad esempio il livello di sopportazione di stress di un atleta, il modo in cui questo aumenta o diminuisce con l’evoluzione del suo corpo e se può rappresentare un problema in caso di trasferimento presso un’altra società». Attualmente, l’Hoffenheim sfrutta gli smart data in tre ambiti: le analisi ai giocatori singoli, quelle che riguardano le prestazioni generali della squadra durante le partite e i trend comportamentali negli allenamenti. A completare il progetto di team intelligente, la società tedesca ha realizzato Footbonaut, un’area hi-tech che contiene sensori e rilevatori di movimento (alcuni anche indosso ai giocatori) con cui i tecnici ottengono informazioni specifiche sulle relazioni tra muscoli e potenza di tiro, per prevenire gli infortuni a seconda dell’età e del tipo di calciatore. A concludere la giornata è Stefan Gasslitter, Direttore Generale di SIAG, società in-house per i sistemi informativi della Provincia Autonoma di Bolzano: «La Provincia sta lavorando con SAP allo sviluppo di un’architettura blockchain per migliorare l’efficienza dei processi digitali. La pubblica amministrazione, come qualsiasi azienda, deve abbracciare la trasformazione digitale per non restare indietro. Se le compagnie, con l’empasse, rischiano di sparire, la PA che rimane legata a vecchi metodi e strumenti finisce con il non poter fornire quei servizi che i cittadini si aspettano in un’epoca di estrema informatizzazione. Bisogna però distinguere la digitalizzazione con altre tendenze, pur importanti, ma meno rivoluzionarie, tra cui la dematerializzazione. Quello che deve cambiare è il business model dell’ente, un percorso continuo e costante di adattamento, prima delle menti e poi delle operazioni burocratiche. Il mezzo che abbiamo scelto per entrare direttamente nei paradigmi consolidati è la blockchain. Ciò ci ha permesso di approcciare un più breve e affidabile processo di ricezione e diffusione documentale, tale da porci come esempio e best practices anche al di fuori dell’Italia. La blockchain ha dato una svolta essenziale all’ottimizzazione della comunicazione end-to-end, che per noi vuol dire scambiare informazioni con altre pubbliche amministrazioni. In questo modo non solo velocizziamo le procedure ma le rendiamo anche più trasparenti, sia nei confronti di enti e fornitori che degli utenti, che più di altri hanno l’opportunità di beneficiare delle innovazioni sul territorio». Videointervista a Stefan Gasslitter, Direttore Generale di SIAG Videointervista a Stefan Gasslitter, SIAGClick To Tweet The post Digital Relevance: così la tecnologia cambia il modo di utilizzare i dati appeared first on Data Manager Online.

Nuova videocamera di rete Canon ME20F-SHN

Filmati Full HD a colori anche al buio e sensibilità ISO massima superiore a 4 milioni Canon presenta la nuova ME20F-SHN, una videocamera di rete che assicura prestazioni elevate anche in condizioni di scarsa illuminazione. Questo nuovo modello, che si affianca a ME20F-SH consolida la linea di videocamere multifunzione di Canon proponendosi quale valida soluzione per la produzione di immagini Full HD a colori in ambienti scarsamente illuminati. Perfetta per le attività di sorveglianza, ME20F-SHN riunisce funzionalità di rete e di analisi video integrate in un corpo leggero e compatto. Prestazioni ottimali in condizioni di scarsa luminosità e sensibilità ISO superiore a 4 milioni ME20F-SHN consente di realizzare video Full HD a colori, nitidi e con rumore ridotto, anche in condizioni di luce praticamente assente, grazie a un sensore CMOS full frame da 35 mm, 2.26 megapixel e al processore DIGIC DV 4. I pixel del sensore e il circuito di lettura utilizzano tecnologie proprietarie Canon che assicurano livelli contenuti di rumore e una sensibilità elevata. Grazie a un valore massimo ISO superiore a 4 milioni (+75 dB), la videocamera ME20F-SHN può catturare soggetti in condizioni di luce fino a 0,0005 lux. Inoltre durante le riprese in modalità infrarossi si possono catturare anche i minimi dettagli rimuovendo il filtro IR-cut. Analogamente alle soluzioni Cinema EOS di Canon, questa videocamera di rete integra le funzionalità Canon Log e Wide DR che permettono di riprendere un’ampia gamma dinamica fino a 12 stop (800%). Il menu Custom Picture è dotato della nuova funzione Crisp Img che incrementa la nitidezza delle immagini nelle alte luci e riduce il rumore nelle aree scarsamente illuminate. Funzionalità di rete potenziate per le applicazioni di sorveglianza Dotata di porte Ethernet, 3G/HD-SI e HDMI, la videocamera ME20F-SHN offre una ricca gamma di uscite video capaci di soddisfare qualsiasi esigenza. Le porte 3G/HD-SDI sono perfette per il monitoraggio locale, mentre la connessione Ethernet consente di controllare a distanza le impostazioni della videocamera, il monitoraggio e la registrazione tramite browser web, dispositivi mobili o software di gestione video. Lo slot per schede MicroSD supporta la registrazione e la riproduzione direttamente da schede di memoria Micro SD. L’interfaccia Alarm I/O e le 6 funzioni di analisi video integrate sono ideali per la sorveglianza non presidiata e a costi contenuti. Un segnale di allarme e/o il rilevamento di un movimento nel video attivano la registrazione automatica e la trasmissione delle immagini a dispositivi esterni. Grazie alla funzione ADSR (Area-specific Data Size Reduction), ME20F-SHN consente di catturare tutti i dettagli nelle aree selezionate riducendo i bit rate nelle altre zone dell’immagine, risparmiando così larghezza di banda. ME20F-SHN supporta un’ampia gamma di software di gestione video tramite Canon WebView e i protocolli ONVIF, in questo modo è possibile agevolare l’integrazione dei sistemi di videosorveglianza già in uso. Installazione flessibile Gli operatori possono scegliere l’obiettivo ideale per ogni necessità, tenendo in considerazione aspetti quali l’angolo di ripresa e il livello di luminosità. Dotata di innesto EF con Cinema Lock, ME20F-SHN è compatibile con un’ampia selezione di obiettivi della gamma Canon, tra cui zoom, obiettivi a focale fissa o Cine Servo per un controllo superiore. Grazie inoltre al supporto PoE+, è sufficiente un solo cavo LAN per garantire la trasmissione dei dati via Ethernet e l’alimentazione della videocamera, così da facilitarne l’installazione. Il design leggero e compatto è ideale per gli utenti che necessitano di una videocamera per applicazioni sia fisse che mobili. Caratteristiche principali di ME20F-SHN: Sensore CMOS full frame e sensibilità ISO superiore a 4 milioni Video a colori nitidi e con rumore ridotto anche in condizioni estreme di scarsa illuminazione Monitoraggio, configurazione e registrazione remota tramite rete Supporto per un’ampia gamma di applicazioni di sorveglianza Output Full HD di alta qualità Installazione flessibile The post Nuova videocamera di rete Canon ME20F-SHN appeared first on Data Manager Online.

Solutions 30, efficienza operativa e disciplina finanziaria

L’azienda operativa a livello internazionale si aggiudica una tranche dell’appalto Enel e punta alla banda ultralarga anche in Italia, dopo il contratto da 90 milioni di euro siglato in Francia con uno dei principali operatori di telecomunicazioni A cura di Paolo Serra Continua la crescita di Solutions 30 in Italia, grazie all’aggiudicazione della gara Enel per l’installazione di 380mila contatori elettrici di nuova generazione. Tre i lotti assegnati al gruppo francese per i prossimi 24 mesi di contratto: Asti-Alessandria con 142.627 installazioni, Cagliari con 93.061 e Ragusa-Siracusa con 145.513 installazioni. Già leader in Francia nelle installazioni dei contatori elettrici (Linky) e gas (Gazpar) con questo appalto, Solutions 30 rafforza la propria presenza nel settore delle utility in Italia. «La scelta strategica di operare nel settore ha già portato risultati interessanti a livello internazionale. L’integrazione di componenti digitali nei sistemi fisici è una sfida e una opportunità per essere partner delle aziende IoT ed erogare servizi all’utente finale» – spiega Ruggero Fortis, direttore generale di Solutions 30 Italia. La partecipazione alla gara – subordinata a un impegnativo processo di selezione che ha certificato l’azienda come fornitore Enel per il settore dell’installazione massiva di contatori elettronici – ha avuto effetti positivi anche sull’occupazione interna. «L’azienda ha assunto risorse qualificate e investito nella formazione di tutti i tecnici che, dopo un percorso specifico presso un istituto autorizzato da Enel, hanno ottenuto gli attestati di abilitazione necessari per svolgere l’attività di sostituzione dei contatori elettronici» – ci dice Fortis. Sull’aggiudicazione ha senza dubbio giocato un ruolo determinante, l’impegno profuso dall’azienda su altre commesse, come quella nel settore dei contatori intelligenti per Italgas che Solutions 30 svolge in partnership con Rimiflu. ORIZZONTE SEMPRE PIÙ AMPIO Il gruppo ha raggiunto risultati lusinghieri anche nella banda larga, altro settore di riferimento, siglando in Francia un contratto quinquennale da 90 milioni di euro con uno dei principali operatori europei di telecomunicazioni per l’implementazione delle infrastrutture a supporto della fibra. Risultati che il gruppo conta di replicare anche nel nostro Paese. «Per noi si tratta di un mercato dinamico nel quale gli accessi complessivi alla rete fissa a banda larga superano i 15,4 milioni di unità, con una crescita di 630mila unità su base annua. Stiamo investendo molto sul fronte della formazione e delle qualifiche necessarie per operare su questi apparati, ottemperando alle normative in termini di certificazioni richieste per poter partecipare ai bandi di gara. In questo scenario, Solutions 30 è partner dei principali operatori e continuerà a investire per consolidare la propria presenza nel settore nei prossimi 3-5 anni» – conferma Fortis. #Solutions30 Punta alla banda ultralarga anche in ItaliaClick To Tweet ACQUISIZIONI E RISULTATI FINANZIARI La strategia di Solutions 30 contempla anche nuove acquisizioni. «Negli ultimi anni, abbiamo perseguito una politica di acquisizioni per rafforzare la nostra posizione di partner di riferimento per i clienti. Il Gruppo ha una forte base di sviluppo nei più promettenti paesi europei e rimane attenta a tutte le opportunità di crescita, Italia compresa» – conferma Fortis. I risultati finanziari confermano la bontà delle scelte operate dal Gruppo. «Nel primo semestre 2017, Solutions 30 ha raggiunto un fatturato consolidato di 117,2 milioni di euro, in crescita del 36% rispetto allo stesso periodo del 2016. Siamo soddisfatti della crescita a due cifre che ci accompagna da diversi anni. I risultati finanziari corrispondono a una crescita organica stabile in tutta Europa e alla capacità di integrare le strutture acquisite nei vari paesi come Janssens Field Services in Belgio nel 2016 e ABM Communication in Germania all’inizio del 2017. Il nostro progetto di crescita ha avuto successo grazie a un modello di business che combina efficienza operativa e disciplina finanziaria» – conclude Fortis. The post Solutions 30, efficienza operativa e disciplina finanziaria appeared first on Data Manager Online.

Venti Tedofori italiani per Samsung ai Giochi Olimpici invernali di Pyeongchang 2018

20 italiani in Corea del Sud per portare la torcia olimpica Samsung Electronics, in qualità di Worldwide Partner dei Giochi Olimpici, si prepara a far vivere le emozioni delle Olimpiadi, che il prossimo anno si terranno a Pyeongchang in Corea del Sud, dal 9 al 25 febbraio 2018. A seguito della campagna di recruitment nazionale “Corri per il sogno, diventa tedoforo”, Samsung Italia annuncia oggi i Tedofori selezionati per un’esperienza unica nella vita: diventare parte della storia dei giochi olimpici. La scelta dei Tedofori è stata fatta partendo dal claim della campagna internazionale ‘Do What You Can’t’, con l’obiettivo di raccogliere delle storie che avessero come protagonisti dei veri “Dreamer” – ossia quanti stanno lottando con tutte le loro forze per realizzare il proprio sogno – o degli “Achiever” – coloro i quali hanno già affrontato le difficoltà e hanno raggiunto il proprio obiettivo. Tra i Tedofori che percorreranno alcune tappe dei 2,018Km attraverso la Corea del Sud verso i Giochi vi sono persone che possono essere di ispirazione perché hanno dimostrato di raggiungere l’impossibile, come Giusy Versace poliedrica atleta paralimpica o l’atleta Paola Gianotti, che ha fatto il giro del mondo in bicicletta; il campione di lotta libera di origini cubane Frank Chamizo, lo scalatore e appassionato di sport in solitaria Danilo Callegari, l’attrice e influencer Tess Masazza e il travel blogger Nicolò Balini. I Tedofori che parteciperanno al Olympic Torch Relay di PyeongChang 2018, questo il nome della staffetta olimpica in Corea del Sud iniziata lo scorso 1 novembre a 101 giorni dai Giochi, saranno 7.500 di cui Samsung ne ha selezionati 1.500 da tutto il mondo e 20 dall’Italia. “Lo spirito con cui Samsung partecipa a PyeongChang 2018 è lo stesso incarnato dal Olympic Torch Relay che porta con sé valori come l’impegno, la condivisione, la speranza e il fair play. Il Torch Relay serve a risvegliare lo spirito olimpico in tutti noi. E’ un evento per tutti – dai Tedofori che hanno superato grandi ostacoli nel tentativo di raggiungere i propri sogni ai connazionali che da casa li vedranno percorrere le tappe con la torcia in mano, agli abitanti di tutte le regioni della Corea del Sud che esulteranno al loro arrivo”, dichiara Carlo Barlocco, Presidente di Samsung Electronics Italia. Samsung ha una storia trentennale di partnership con le Olimpiadi a cominciare dai Giochi Olimpici di Seul nel 1988. E, oltre a PyeongChang 2018 parteciperà anche a Tokyo 2020. The post Venti Tedofori italiani per Samsung ai Giochi Olimpici invernali di Pyeongchang 2018 appeared first on Data Manager Online.

L’alimentazione anti-freddo, come combattere l’inverno a colpi di vitamina C

Ecco i consigli alimentari per rafforzare il sistema immunitario con l’arrivo dei primi freddi Se mangiare sano non basta per sconfiggere influenza e raffreddore, alcuni alimenti possono aiutare a potenziare le nostre difese immunitarie, in modo da trovarci preparati di fronte agli attacchi dei virus, in arrivo con la stagione invernale. A fornirci tutto il necessario è la natura stessa, con numerosi prodotti di stagione da mettere in tavola. Gli elementi che aiutano a rinforzare il sistema immunitario sono la vitamina C, ma anche la vitamina E, i carotenoidi, lo zinco e il selenio. Con il freddo aumenta la fame Un primo consiglio importante da tenere presente quando le temperature iniziano a scendere è mangiare di più, in quanto l’organismo ha bisogno infatti di più energia per mantenere costante la sua temperatura a 36-37 gradi. Quando fa freddo abbiamo solitamente anche più fame, un bisogno fisiologico che va assecondato, senza però cadere negli eccessi opposti lasciandosi andare ad abbuffate. Basta aggiungere un pugno di noci all’insalata o allo yogurt come extra di energia, che rinforza anche l’organismo apportando la giusta dose di vitamina E, utile per rinforzare le difese immunitarie e per combattere i radicali liberi. Fondamentali sono i carboidrati, sotto forma di cereali, pane e pasta integrali, che forniscono il carburante necessario per funzionare al meglio, ma anche le proteine, da assumere da carni (meglio se bianche), legumi, latticini. Importante anche il pesce, specie quello azzurro, ottima fonte di Omega 3 e 6, e l’olio extravergine di oliva. In poche parole, l’alimentazione deve essere sana e variata, rispettando le famose cinque porzioni quotidiane di frutta e verdura. Vitamina C, l’arma più potente Contro gli acciacchi da freddo l’arma più conosciuta è la vitamina C: sotto forma di una spremuta di arancia e limone è un ottimo complemento per l’alimentazione del mattino, momento ideale in cui consumare gli agrumi. Di questa vitamina sono ricchi anche il kiwi, il succo d’uva, con oltre 300 mg per 100 gr di alimento, il ribes (200 mg) e i peperoni rossi e gialli (186 mg). Un buon apporto viene anche da spinaci crudi, cavoli e broccoli, ma poco cotti in quanto la vitamina C si distrugge con il calore. I carotenoidi invece, grazie alla loro struttura molecolare, aiutano nella formazione dei radicali liberi, legandosi a loro ed eliminandoli. Ne sono ricchi zucca, carota, albicocca, ma anche pomodori, peperoni, insalata, cavoli e prezzemolo. Anche i minerali aiutano a superare i primi freddi: lo zinco favorisce la produzione di anticorpi, legata anche all’assunzione del ferro. Il selenio, specie se associato alla vitamina E, ha una funzione antiossidante e contribuisce ad aumentare le difese immunitarie. Infine, denominatore comune di tutte le stagioni è una corretta idratazione. Oltre all’acqua, si possono consumare tisane e infusi caldi, che aiutano a conservare la corretta temperatura corporea e aiutano a rilassarsi. The post L’alimentazione anti-freddo, come combattere l’inverno a colpi di vitamina C appeared first on Data Manager Online.

Paolo Botta nuovo Vice Direttore Generale CF Assicurazioni

Dal 20 novembre 2017 Paolo Botta è entrato a far parte del Gruppo CF Assicurazioni in qualità di Vice Direttore Generale di CF Assicurazioni e CF Life, società di cui il Gruppo Tecnocasa è azionista di maggioranza.                                           Paolo Botta, dopo una ventennale esperienza bancaria, ha ricoperto il ruolo di Amministratore Delegato di Parametrica, società specializzata nella consulenza attuariale e finanziaria rivolta principalmente a Compagnie Assicurative, Istituti Bancari e Fondi Pensione. Il suo percorso professionale è stato inoltre arricchito da esperienze accademiche e da attività quale responsabile o componente dell’Organismo di Sorveglianza di varie forme previdenziali del mercato italiano. L’ A.D. Michele Cristiano afferma: “L’ingresso di una figura di grande esperienza, quale quella del nuovo Vice Direttore Generale, si inquadra nel percorso di riposizionamento e rilancio avviato nella seconda metà dello scorso anno e va a rafforzare ulteriormente l’assetto manageriale e la governance del Gruppo CF”. The post Paolo Botta nuovo Vice Direttore Generale CF Assicurazioni appeared first on Data Manager Online.

Samsung Electronics, le nuove armi della strategia B2B

Dal 1991 la filiale italiana ha avuto una crescita esponenziale fino a raggiungere oltre i 3 miliardi di fatturato nel 2016. Knox nuova arma vincente. DeX trasforma lo smartphone in un pc. L’ecosistema virtuoso di terze parti, system integrator, clienti e partner per la messa a terra di soluzioni personalizzate di livello enterprise L’approccio consulenziale di Samsung. Nel B2B, comprendere le esigenze (anche quelle inespresse) del proprio interlocutore – cliente o prospect – riveste un ruolo importante. Un approccio centrato sui concetti di empatia strategica e counseling d’acquisto, basato sull’ascolto – agli antipodi rispetto alla consulenza manipolatoria, predatoria – è il metodo adottato da Samsung Italia. Una realtà che non smette di crescere. Da quasi trent’anni. Nel 2015, una ricerca condotta dall’Università Bocconi di Milano sull’impatto socio-economico del gigante sudcoreano nel Paese, mette il gruppo al 52esimo posto tra tutte le aziende italiane, e nel 2016 l’azienda ha raggiunto un fatturato di oltre 3 miliardi di euro. «Da diversi anni a questa parte, abbiamo compreso che l’azienda ha esigenze profondamente diverse da quelle del cliente consumer» – spiega a Data Manager Antonio Bosio, product and solutions director di Samsung Electronics Italia. «In molti casi, più che un prodotto ci chiedono un set di elementi o soluzioni in grado di rispondere ai bisogni particolari. E per cercare di farlo al meglio abbiamo imparato a sviluppare un approccio di tipo strategico nei confronti di clienti e partner. Guardando ai nostri dispositivi e alle nostre soluzioni come a dei mattoncini combinabili di volta per volta in modo creativo per soddisfare esigenze sempre nuove». INTEGRAZIONE, UN PASSAGGIO FONDAMENTALE Disegnata la soluzione che meglio risponde alle richieste del cliente, il passo successivo è quello di garantire che il tutto venga integrato nella piattaforma IT dell’azienda. Un passaggio importante. Ma per molte realtà ancora rischioso. Strette tra la necessità di integrare i dispositivi mobili nell’ambiente aziendale e le tensioni che ritardi nell’adozione compiuta delle nuove tecnologie possono generare tra IT e board, propagandosi sino agli utilizzatori in azienda. «Un tassello di cui non ci possiamo dimenticare» – sottolinea Bosio. L’integrazione tipicamente coinvolge società terze, system integrator, clienti e partner. «Data la vasta scelta di prodotti e servizi a disposizione delle aziende, al system integrator si richiede di sfruttare al meglio esperienza e capacità di indirizzare il cliente verso la soluzione migliore per le sue esigenze. Disporre cioè delle giuste competenze in fase di prevendita, e dell’esperienza necessaria nella scelta del vendor più innovativo sul mercato in grado di connettere con righe di codice opportune gli applicativi legacy». E intervenire così nell’ottimizzazione dei processi entro cui si incardina la soluzione. «Nel 90 per cento dei casi, i system integrator sono nostri partner. Professionisti che conoscono bene i nostri prodotti e si prendono cura di integrarli presso il cliente» – nota Bosio. «Altre volte sono società che conoscono l’evoluzione dei sistemi IT del cliente nei cui confronti vantano collaborazioni consolidate nel tempo. Se il partner conosce bene la legacy del cliente ci può dare una mano a indirizzare in maniera addirittura preventiva alcuni elementi di complessità. Quando invece il system integrator del cliente è già qualificato come nostro partner il passo è immediato e naturale». In entrambi i casi, l’obiettivo è di trasferire tutti gli elementi necessari affinché l’integrazione avvenga in maniera fluida e corretta. LA COLLABORAZIONE CON I PARTNER «Lavorare con le nostre soluzioni – però – non significa necessariamente dover scegliere di cambiare partner» – osserva Matteo Rigoni, enterprise program manager di Samsung Electronics Italia. «La sfida è fare in modo che i partner ragionino in maniera virtuosa rispetto alle nostre tecnologie e alle nostre soluzioni. Non è detto, infatti, che un prodotto in origine pensato per fare certe cose non possa essere verticalizzato e specializzato per farne anche altre di cui il cliente ha bisogno» – chiosa Bosio. Insomma, occhi e orecchie ben aperti. Le responsabilità del team tecnico-consulenziale della country nella messa a terra dei progetti si spingono ben oltre il mero supporto alla struttura commerciale. «Sul campo siamo gli occhi e le antenne del nostro headquarter» – ci dice Bosio. «Direttamente sul campo, raccogliamo le esigenze di clienti e system integrator e le trasferiamo in maniera strutturata in Corea. E non ci fermiamo certo al debug di quello che si è già messo a terra: l’obiettivo è di implementare esattamente quel che il cliente ci chiede o quello che finora non è mai riuscito a fare, perché non ha trovato gli elementi tecnologici adatti alle sue esigenze. Un’attività che ci aiuta a far sì che questo percorso virtuoso generi prodotti o soluzioni ancora più aderenti all’esigenza del mercato». IL SUCCESSO DEI PRODOTTI SAMSUNG Android è di gran lunga la piattaforma per smartphone più diffusa al mondo. Al successo tra i consumatori e la comunità di sviluppatori tuttavia non ha corrisposto un successo altrettanto largo presso le imprese. «Qualche anno fa, si dibatteva in modo anche molto acceso circa la sicurezza in ambiente Android» – ricorda Bosio. «Si diceva che fosse poco sicuro, inadatto al mondo business. Questo ci ha spinto a sviluppare uno strato di sicurezza che ci permettesse di affermare che l’Android customizzato Samsung diventasse infinitamente più sicuro della versione standard. Grazie a Knox». Uno degli elementi chiave per creare un vantaggio competitivo rispetto ai competitor e al mercato. «Strada facendo Knox si è evoluto, trasformandosi in uno strumento che facilita il percorso d’integrazione con le infrastrutture IT, di soddisfacimento dei bisogni espressi dalle aziende e in ultima analisi di customizzazione». PERSONALIZZAZIONE IN HOUSE La tecnologia ha reso estremamente dinamica l’innovazione di prodotto e la capacità da parte delle aziende di “customizzare“ in tempi sempre più brevi i propri asset. La personalizzazione del prodotto tuttavia non è più solo una prerogativa del costruttore. Soprattutto se parliamo di dispositivi mobili. «Non di rado, le aziende, dato un lotto di terminali acquistati da noi, ci chiedevano di poter personalizzare i device» – conferma Bosio. Una richiesta consolidatasi con il tempo. Ma il cui limite era rappresentato dalle piattaforme di device management che solo

Uber sotto attacco, hackerati 57 milioni di profili

Uber ha confermato che i dati di 57 milioni tra utenti e conducenti sono stati rubati ma afferma che ha ottenuto rassicurazioni sul fatto che non verranno diffusi Non c’è pace per Uber. L’app di ride sharing sta vivendo un momento terribile che ha portato prima all’allontanamento del suo fondatore, Travis Kalanick e poi al suo bando da Londra. Oggi si scopre che l’azienda di San Francisco ha subito un attacco hacker l’anno scorso e che dai suoi server sono stati sottratti i dati di 57 milioni di utenti nel mondo di cui 600mila conducenti. La conferma è arrivata direttamente dal nuovo CEO, Dara Khosrowshahi, che ha invece smentito il pagamento di un riscatto come riportato da Bloomberg. I due hacker che hanno violato i sistemi di Uber hanno rubato nomi, e-mail, numeri di telefono e dati della patente dei conducenti. Sono invece rimasti inviolate informazioni come numeri di carte di credito e di previdenza sociale o i tragitti percorsi dalle vetture. La Khosrowshahi ha ammesso di essere venuta a conoscenza solo ora dell’hackeraggio e che è stato un errore non divulgare prima la notizia della violazione. Il CEO ha comunque assicurato che “al momento dell’incidente abbiamo preso immediatamente le misure per mettere al sicuro i dati e mettere fine all’accesso non autorizzato. Abbiamo identificato i responsabili e ottenuto delle assicurazioni che i dati raccolti saranno distrutti”. Bloomberg afferma che Uber ha pagato un riscatto da 100mila dollari per evitare che le informazioni rubate venissero diffuse in Rete ma l’azienda, che sta testando i taxi senza conducente, non ha voluto commentare l’indiscrezione. The post Uber sotto attacco, hackerati 57 milioni di profili appeared first on Data Manager Online.

S&OP, più agilità nelle aziende di produzione

Sales & operations planning ovvero come far evolvere lo sviluppo dell’azienda, facilitando l’allineamento tra planning differenti e senza interrompere il circolo produttivo Aziende mature e ben strutturate dal punto di vista delle vendite e delle operazioni, spesso adottano processi tradizionali, conservativi e tattici. Quelle dotate di una supply chain più avanzata invece, preferiscono un approccio più agile, predittivo e allineato: questo è possibile grazie al sales and operations planning (S&OP). Di cosa si tratta? Il concetto formulato da Oliver Wight circa venticinque anni fa, indica una metodologia che è tesa a bilanciare i meccanismi di domanda e di offerta, includendo capacità di valutazione finanziaria anche non direttamente integrate nel piano generale di business. Per capire in che modo il sales and operations planning può essere davvero utile alle aziende, soprattutto a quelle di produzione, abbiamo posto alcune domande ad Arnaud Hedoux, esperto di S&OP e marketing director della divisione DynaSys di QAD. OTTIMIZZARE LE PRESTAZIONI GLOBALI Perché oggi si parla tanto di sales and operations planning e in cosa differisce dalla pianificazione tradizionale? Di fronte a un contesto economico instabile in cui il cambiamento è l’unica certezza, le aziende devono organizzare e implementare processi di pianificazione efficienti e accurati. «Un aspetto fondamentale che molte di esse affrontano – spiega Hedoux – è in che modo armonizzare le strategie di settori specifici, come quello delle vendite, delle operazioni o il finanziario, che spesso producono piani che soddisfano i propri interessi e non quelli societari. È quasi impossibile raggiungere un unico obiettivo se si viaggia in tre direzioni diverse. Le compagnie di successo hanno adottato il sales and operations planning per ottimizzare le prestazioni globali, garantendo che le decisioni prese siano conformi a ciò che è meglio per il business anziché concentrarsi su singoli target. #S&OP Più agilità nelle aziende di produzione @Arnaud_Hedoux @DynaSys‬Click To Tweet VISIONE UNICA E OBIETTIVI CONDIVISI Sembra dunque che non ci sia soluzione migliore che abbandonare schemi tradizionali per massimizzare il business in maniera omogenea, seppur differenziata per settore. «Oggi, più che mai – continua Hedoux – c’è bisogno di fornire alla gestione un ottimo strumento di supporto alle decisioni, aiutando ad avere una comunicazione chiara e formale tra il lato della domanda e quello dell’offerta. In tale ottica, il S&OP aiuta a generare una visione condivisa da tutti i dipartimenti principali, facilitando l’allineamento tra planning differenti: strategici, tattici e operativi». Ma in cosa consiste praticamente una strategia sales and operations planning? Il processo inizia con la raccolta di informazioni basilari sulle prestazioni rispetto ai KPI strategici, come i livelli di inventario, le performance legate agli obiettivi, i rapporti previsionali di vendita e il rispetto dei tempi di consegna. «Il passo successivo – spiega Hedoux – è ottenere input da fonti apparentemente non interessate alla produzione vera e propria tra cui il marketing, l’ufficio approvvigionamento o i comparti di sviluppo, per stilare un piano che sia condiviso. Da tale analisi nasceranno nuovi obiettivi che avranno un certo impatto sulle singole unità in termini di inventario e budget». COME FAR EVOLVERE LO SVILUPPO DELL’AZIENDA Avendo sotto mano uno scenario globale si possono facilmente individuare stonature e deviazioni su singole voci, per studiare eventuali alternative. «Se applicato correttamente e con i dovuti aggiustamenti – afferma Hedoux – il S&OP può far evolvere lo sviluppo dell’azienda, senza interrompere il circolo produttivo». La possibilità di migliorare le dinamiche di lavoro è aperta a tutti, dalle multinazionali alle PMI, anche se come conferma Hedoux, più l’azienda è strutturata «più i vantaggi del sales and operations planning saranno visibili sul lungo periodo». Non solo. L’esperienza dimostra che una valutazione S&OP va fatta a intervalli mensili perché il completamento delle varie fasi richiede dalle tre alle quattro settimane. «Lo scopo è quello di rimodulare le operazioni sulla base dell’ottimizzazione raggiunta sulla carta, comunicando gli aggiornamenti ai principali stakeholder, partner, fornitori e clienti». The post S&OP, più agilità nelle aziende di produzione appeared first on Data Manager Online.