Veeam estende l’Availability a IBM AIX e Oracle Solaris
I clienti Enterprise possono ora sostituire la propria soluzione di backup legacy con Veeam Availability Platform, un’unica soluzione completa per la protezione dei dati e l’Availability di applicazioni, sistemi e dati mission-critical esistenti negli ambienti aziendali Veeam Software annuncia l’espansione del portfolio di soluzioni di Availability con il supporto agli ambienti operativi IBM AIX e Oracle Solaris. I clienti Enterprise possono ora sostituire la loro soluzione di backup legacy con un’ unica soluzione completa per la protezione dei dati e l’Availability di applicazioni, sistemi e dati mission-critical esistenti negli ambienti aziendali. Il supporto di Veeam per IBM AIX e Oracle Solaris, attraverso la partnership tecnologica con Cristie Software, consente alle aziende di promuovere la business trasformation con una singola piattaforma di Availability per i carichi di lavoro fisici, virtuali e sul cloud. La tecnologia di Cristie è usata da oltre 3.000 clienti in tutto il mondo e oltre 1.000 aziende utilizzano il loro software per gestire i sistemi AIX e Solaris. “La strategia di Veeam consiste nell’estendere la propria posizione di leadership in ambienti moderni e altamente virtualizzati, come cloud pubblici o data center on-prem, per garantire l’Availability di qualsiasi applicazione e dato su qualsiasi cloud. Il supporto per IBM AIX e Oracle Solaris conferma ulteriormente la nostra strategia”, ha dichiarato Peter McKay, Co-CEO e President di Veeam. “Le aziende devono migliorare l’efficienza e la sicurezza aziendale sfruttando il cloud, anche se molti database e applicazioni mission-critical sono ancora in esecuzione, e continueranno a funzionare, su AIX e Solaris. Man mano che espandiamo Veeam Availability Platform per soddisfare le esigenze della nostra crescente base di clienti Enterprise, siamo lieti di estendere il supporto per i carichi di lavoro fisici in questi ambienti, oltre a Windows e Linux. I clienti Enterprise possono ora sostituire le soluzioni di backup legacy con un’unica soluzione completa per la protezione dei dati e l’Availability di Veeam”. Sulla base della tecnologia sviluppata da Cristie Software, il supporto di Veeam per gli ambienti operativi di IBM AIX e Oracle Solaris sarà ulteriormente potenziato e integrato nella Veeam Availability Platform. Le soluzioni software di Cristie supportano le aziende a proteggere, recuperare e spostare le macchine critiche su hardware, hypervisor e ambienti cloud diversi, nell’ambito delle loro strategie di migrazione e della pianificazione DR. Cristie fornisce funzionalità di ripristino istantaneo del sistema, simulazione di recupero, migrazione flessibile della macchina e standby a caldo. Con la Veeam Availability Platform, Veeam consente a qualsiasi azienda di offrire l’esperienza di Digital Life che gli utenti si aspettano, fornendo la nuova generazione di Availability for the Always-On Enterprise. Fornisce alle aziende di tutte le dimensioni i mezzi per garantire la disponibilità di qualsiasi applicazione e dati su qualsiasi infrastruttura cloud. Il supporto Veeam per IBM AIX e Oracle Solaris estende ulteriormente la protezione dei dati leader del settore per la virtualizzazione per includere ambienti fisici e cloud, fornendo in modo specifico: Continuità del business non-stop per recuperare istantaneamente ogni applicazione, dato su ogni cloud. Agilità di trasformazione digitale con gestione e migrazione dei dati multi-cloud, scelta personalizzata della strategia cloud. Analisi e visibilità con informazioni utili per la gestione dei dati, le prestazioni operative e la conformità. Il supporto di Veeam per i sistemi operativi IBM AIX e Oracle Solaris sarà disponibile nel 2018 The post Veeam estende l’Availability a IBM AIX e Oracle Solaris appeared first on Data Manager Online.
Android: un bug permette di registrare audio e video degli smartphone
Tre dispositivi su quattro al mondo sono vulnerabili a causa di una falla del servizio MediaProjection che serve per acquisire schermate del display e suoni di sottofondo Avete presente cosa succede quando salvate uno screenshot del display del telefonino oppure registrate un audio dal microfono? Entra in gioco il servizio MediaProjection, che permette di scrivere in memoria le informazioni multimediali ottenute tramite applicazioni pre-installate e di terze parti. Prima dell’avvento di Lollipop, la funzione di cattura-schermo e registrazione sonora non era possibile di default per tutti i terminali Android. Dove presente, richiedeva un certo accesso del brand di riferimento al sistema operativo, concesso da Google al produttore. Tutti gli altri dovevano ricorrere a un root dello smartphone per abilitare screenshot e recording audio, spesso tramite tweak e firmware ad-hoc. Da Lollipop in poi, il team di Android ha deciso di aprire al mondo l’utilizzo di MediaProjection, allargando a ogni sviluppatore l’opportunità di servirsi della funzione per le proprie app. Qual è il problema Il fatto è che lo script alla base del servizio contiene un pesante bug, che consente a chiunque di usare MediaProjection senza avvertire l’utente, lavorando in background come nulla fosse. Vada per l’attività delle app di sistema, pronte a catturare schermo e audio quando i possessori decidono di farlo ma qualunque hacker sarebbe in grado di realizzare un software maligno che abbia il solo compito di recuperare schermate e suoni ambientali non destando sospetti. L’unico avviso, reso possibile prima della registrazione può essere valicato da un aggressore sovrascrivendo il messaggio pop-up con qualsiasi altro testo, sfruttando la tecnica conosciuta come tap-jacking. Al momento in cui scriviamo, tutti i terminali Lollipop, Marshmallow e Nougat sono vulnerabili mentre Google aveva già tappato la falla con Oreo. In pratica 3 dispositivi su 4, oltre il 77% di quelli attivi a livello globale, possono essere violati. Urge una patch. The post Android: un bug permette di registrare audio e video degli smartphone appeared first on Data Manager Online.
Su Messenger foto sempre più definite
Nella chat di Facebook supporto alle immagini in formato 4K
Clouditalia, nuove prospettive di crescita
Siglati nuovi contratti di fornitura di servizi con BroadSoft e BooleBox e completata l’acquisizione di Noitel. Continua la fase di riposizionamento che sta portando l’azienda a competere con i maggiori leader di settore Due anni consecutivi di utili, il terzo è in arrivo, nuovi investimenti e progetti di espansione consolidano il risanamento di Clouditalia azienda di servizi di telecomunicazione, controllata al cento per cento dal fondo di private equity ILP (Italian lifestyle partner). Dopo aver chiuso il bilancio 2016 con un fatturato di 119,1 milioni e 1,2 milioni di utili, le previsioni di crescita sono buone anche per l’anno in corso. «Esercizio che chiuderemo con un fatturato attorno ai 120 milioni e un utile tra 1,4 e 1,5 milioni di euro» – rivela Marco Iannucci, amministratore delegato di Clouditalia. Risultati che proiettano l’azienda verso nuove prospettive di crescita. Puntellate da due accordi siglati di recente dall’azienda aretina. «Contratti per la fornitura di servizi importanti per il nostro futuro. Rispettivamente con BroadSoft, leader mondiale nel settore della unified communication e BooleBox, specializzata in crittografia e sicurezza. Accordi che ci consentiranno di mettere a disposizione dei nostri clienti nuovi servizi sulla piattaforma in cloud». SI AMPLIA L’OFFERTA DI SERVIZI Coerentemente con il piano industriale 2015-2018 approvato dal CdA, Iannucci conferma l’ingresso di Clouditalia nel business della telefonia mobile grazie al takeover di Noitel, operatore mobile virtuale su rete TIM. «Un’operazione che amplia la nostra offerta di servizi. A cui farà seguito, nell’arco dei prossimi 12/18 mesi, almeno un’altra acquisizione, se non due». Mosse che completano il piano di riposizionamento dell’azienda nel mercato dei servizi di TLC rivolti alle PMI italiane. Piano che passa anche attraverso la fornitura di servizi di connessione satellitare. «Con l’acquisizione di Noitel abbiamo acquisito anche questa competenza. Importante almeno per due motivi. Ci permette di raggiungere con l’antenna satellitare tutte quelle località non cablate. Il secondo è che proporremo questo servizio alle aziende in modalità backup. Con la parte di connessione satellitare potremo garantire all’azienda la capacità di restare connessi anche in caso di guasto alla linea principale in fibra. Un servizio essenziale, molto sentito dalle aziende». Marco Iannucci AD di @clouditaliaspa Nuove prospettive e più valore agli asset storiciClick To Tweet PIÙ VALORE AGLI ASSET INFRASTRUTTURALI Le prospettive di crescita poggiano anche sugli asset storici di Clouditalia. Come i 15mila chilometri di fibra detenuti nella penisola dall’operatore toscano. Infrastrutture dal potenziale di crescita elevato. «La nostra divisione wholesale – rivendita di servizi infrastrutturali – fattura circa 34 milioni l’anno, una buona fetta del nostro giro d’affari. Siamo gli unici ad avere un’infrastruttura proprietaria sulla direttrice Bologna-Bari con caratteristiche adatte ai servizi di ultima generazione. Una condotta di cavi sotterranei che rivendiamo ad altri operatori. Quindi sì, lo sviluppo dell’azienda si fonda sull’infrastruttura che abbiamo a disposizione» – conferma Iannucci. A queste si aggiungono tre data center di ultima generazione e il Polo Tecnologico di Roma appena realizzato. Meno remunerativi, ma altrettanto importanti, i servizi storici come la divisione di telefonia internazionale. «Infatti, storicamente la nostra azienda ha sempre avuto un mercato estero molto attivo. Non in crescita attualmente, ma comunque interessante per noi. L’acquisizione di Noitel va anche in quella direzione» – spiega Iannucci. FUTURO SOLIDO E CONFERMA PIANO INDUSTRIALE Il ritrovato equilibrio economico-finanziario fa tramontare l’ipotesi, ventilata nei mesi scorsi, di portare a bordo nuovi partner finanziari. «In questa fase, ci stiamo concentrando sull’andamento di quest’anno, poi si vedrà. Di sicuro, nella visione del piano industriale questa eventualità non è presa in considerazione» – conferma Iannucci. Piano industriale che non sarà aggiornato nemmeno in vista delle voci di interessamento all’acquisizione di Clouditalia da parte di terzi. «Attualmente, non c’è nulla di concreto. L’azienda ha fatto un buon percorso e quindi qualche soggetto sta tentando di aggregare varie aziende nella fascia che va dai 50 ai 150 milioni di fatturato, la stessa a cui appartiene Clouditalia» – commenta Iannucci. The post Clouditalia, nuove prospettive di crescita appeared first on Data Manager Online.
Instagram facilita le dirette condivise
Un pulsante per chiedere di partecipare allo streaming di amici
Google traccia utenti a loro insaputa
Dati da device Android con localizzazione ‘off’,azienda conferma
Dislessia, nasce un font per facilitare la lettura
Un font aiuta i dislessici a superare gli ostacoli creati dal loro cervello La dislessia è una malattia che spesso causa frustrazione e isolamento sociale nelle persone che ne soffrono, che hanno difficoltà nel riconoscere caratteri simili tra loro all’interno di un testo. Ecco perché il grafico ed ex editore di Torino Federico Alfonsetti ha deciso di realizzare un font studiato ad hoc per supportare i dislessici nella lettura, partendo dalla propria esperienza personale. Quando suo figlio aveva otto anni e faceva i compiti con il suo migliore amico, era molto più veloce e spigliato nella lettura rispetto al suo compagno, nonostante quest’ultimo fosse molto intelligente. Il piccolo infatti non riusciva a mettere insieme le parole, per colpa della dislessia, una patologia funzionale di possibili origini genetiche (recentemente sono state individuate le aree del cervello interessate dalla dislessia acquisita). Un font ad alta leggibilità “Chi non ha questo problema quando legge non segue la singola lettera – ha spiegato -, intuisce la parola e va avanti. I dislessici invece decifrano lettera per lettera e poi mettono insieme il significato della parola. E più il font è difficile più trovano difficoltà”. Partendo da questa considerazione Alfonsetti ha pensato di creare un font comprensibile anche per i dislessici, chiamato EasyReading “l’unico font ad alta leggibilità al mondo – come spiega il suo ideatore -. A dimostrarlo sono diverse ricerche scientifiche, che hanno evidenziato come sia un carattere facilitante per tutti”. Un recente studio ha rivelato come l’uso di particolari videogiochi velocizzerebbe la capacità di lettura nei bambini dislessici. Il segreto di un font “easy” “È una questione di “riccioli” – ha rivelato Alfonsetti -. Anzi, di “grazie”, come vengono chiamate in gergo tipografico. Nessuna lettera è uguale a un’altra: una “p” non è fatta come una “d” capovolta, ma cambiano i contorni, in modo che il cervello sia in grado di distinguerle sempre”. Ovviamente non sono solo i dislessici a trovare più facile la lettura di un testo scritto con questo font; anche gli altri possono leggere senza problemi, riducendo le probabilità di errore. Una volta ricevuta l’approvazione del ministero italiano dello Sviluppo Economico, ora il grafico è pronto a esportare il font in tutto il mondo e sembra che Microsoft sia già molto interessata al progetto. Negli ultimi anni sono state sperimentate diverse terapie innovative per curare questo disturbo, come all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù dove viene trattata con mini scosse elettriche al cervello, a bassissima intensità, per migliorare le capacità di lettura dei bambini dislessici in breve tempo. The post Dislessia, nasce un font per facilitare la lettura appeared first on Data Manager Online.
Canon, governare i dati in sicurezza

Sicurezza e governance dei dati nel document management: le esigenze crescono, sia per l’esplosione dei dati sia per le nuove disposizioni normative, ma la imaging company è sempre più al fianco dei clienti Quello della governance e della sicurezza dei dati è senza dubbio un tema molto attuale, e non solo alla luce dell’ormai imminente entrata in vigore del GDPR, il regolamento europeo in materia di protezione dei dati che diventerà operativo tra poco più di sei mesi, a fine maggio 2018. «Ma va detto che in Italia le aziende si stanno muovendo soltanto adesso, a questo riguardo» – esordisce Enzo Capilli, sales director di Integra Document Management – A Canon Company (IDM) conversando con Data Manager. «È pur vero che nel 2016 la spesa in sicurezza dei dati si è attestata intorno a un miliardo di euro, con una crescita del sei per cento rispetto all’anno precedente, ma forse non basta» – prosegue Enzo, evidenziando anche che «per quanto riguarda il regolamento GDPR, non sono poche le aziende che devono ancora allinearsi a una normativa che investe molti aspetti aziendali, visto che non coinvolge solamente le classiche competenze di tipo IT ma anche quelle organizzative e legali, per esempio, con la figura del data protection officer (DPO)». Attenzione, strumenti e cultura Si tratta dunque di uno scenario complesso, in cui il tema della sicurezza dei dati e della conformità delle norme in materia «va visto in maniera più ampia, soprattutto alla luce della digital transformation. Nascono dunque nuove necessità che si impongono per le imprese che devono proteggere il proprio business e la propria reputazione. Sono tre gli elementi essenziali per raggiungere tale scopo: attenzione costante, strumenti adeguati e cultura specifica» – spiega Giuseppe D’Amelio, director information management solutions & services di Canon Italia. Ma è lo stesso regolamento che può fornire soluzioni a problemi nuovi: per esempio, il GDPR prescrive la “privacy by design”, cioè stabilisce che la salvaguardia dei dati sia prevista già nella fase di studio del software o del prodotto. Questo costituisce «un’ottima opportunità, oggi che le aziende hanno la possibilità di cambiare i processi ripensandoli direttamente in digitale, sia per una maggiore efficienza che per una maggiore sicurezza» – fa notare D’Amelio. Competenze in campo Nella gestione documentale oggi non si gestiscono più solo informazioni strutturate, come i documenti classici, ma sempre più anche quelle non strutturate, come video o immagini. Giuseppe D’Amelio mette in evidenza le vaste competenze di Canon in questo ambito – «sia per la gestione dei dati che delle immagini, dove Canon è da tempo leader». Canon può mettere a disposizione delle aziende due componenti fondamentali: «Da una parte prodotti e soluzioni anche personalizzabili, dall’altra numerosi servizi di consulenza, tra cui un advisory per la information governance, con lo scopo di gestire al meglio il ciclo di vita delle informazioni e il loro workflow, ovvero il controllo sull’accesso e il trattamento a documenti riservati e non». Inoltre, l’aumento notevole del volume di dati digitali ha favorito la crescita nell’uso di servizi cloud, per questa ragione Canon ha investito anche in questa direzione, coprendo tutti i tipi di esigenze con la massima flessibilità e includendo modelli “pay per use”. Comprendere i processi di business Il portfolio delle soluzioni di document management si completa inoltre con i servizi di BIS – Business Information Services, la business unit di Canon che ha integrato IDM, Integra Document Management, azienda acquisita un paio d’anni fa da Canon, che «offre servizi di business process outsourcing & digital transformation operando in-house presso i clienti e out-house nel nuovissimo Operation Center di Cernusco S/N, avvalendosi di un datacenter Tier4 per garantire elevati standard di sicurezza e disaster recovery. Una value proposition riorganizzata per industry come insurance, finance & banking, telco & media, energy & utilities, business services, manufacturing in modo da essere in grado di comprendere a pieno i processi di business verticali, organizzati per personas e indirizzare al meglio servizi e soluzioni software» – conclude Enzo Capilli. The post Canon, governare i dati in sicurezza appeared first on Data Manager Online.
App Skype sparita da siti di download
Stretta delle autorità del Paese del Dragone su social stranieri
Uber, hackerati dati 57 milioni utenti
Azienda ha taciuto. Bloomberg: pagato ‘riscatto’