Comune di Trento: servizi al top con Würth Phoenix
NetEye, la soluzione open source di IT system management, è stata scelta dall’ente trentino per monitorare i circa 200 servizi applicativi erogati Al servizio di una città che ha quasi 120mila abitanti e che è capoluogo dell’omonima provincia, il Comune di Trento ha circa 1.500 dipendenti, trenta dei quali impiegati nella struttura IT. «Siamo un Comune particolarmente automatizzato e digitalizzato, con molti processi gestiti da applicativi dedicati» – spiega Nicola Zanella, CIO del Comune di Trento, precisando che «le postazioni di lavoro, tipicamente PC, sono circa 1.200, sparse nei diversi poli presenti in città, inoltre abbiamo un nostro data center interno che dispone di circa 110 macchine, tra fisiche e virtuali, e circa 10 terabyte di storage, mentre i servizi applicativi erogati sono circa 250». La presenza di un così alto numero di servizi applicativi rende essenziale disporre di un’infrastruttura che sia sempre performante in modo da dare servizi sempre disponibili e di qualità. MONITORARE I SERVIZI «Quando sono arrivato al Comune, poco più di un anno e mezzo fa, mi sono subito impegnato per censire quanti e quali servizi venivano erogati e soprattutto come venivano monitorati» – prosegue Zanella. Il monitoraggio dei servizi è come noto fondamentale per poter intervenire in caso di malfunzionamenti, o per prevenirli, «ma ho presto notato che c’era una forte componente di intervento umano di monitoraggio, con pochi automatismi che riguardavano solo alcune componenti, mentre prevalevano di gran lunga i check quotidiani» – sottolinea Zanella. Bisognava quindi intervenire con una soluzione più strutturata, che prevedesse due livelli di monitoraggio: «Uno per comprendere se le macchine che erogano i servizi sono in funzione correttamente e l’altro per verificare se l’esperienza degli utenti dei vari servizi è positiva» – spiega Zanella, sintetizzando che «in sostanza eravamo alla ricerca di una soluzione che tenesse sotto controllo la rete, l’infrastruttura e i servizi di business, anche perché non siamo più quello che una volta si chiamava CED, e che serviva soprattutto utenti interni. Oggi, ci rivolgiamo direttamente sia ai cittadini sia alle imprese, che usufruiscono dei servizi online sul nostro portale e si aspettano che siano sempre attivi». #Opensource Zanella CIO del @comunetn Rete, infrastruttura e servizi sotto controllo»Click To Tweet SCEGLIERE L’OPEN SOURCE La soluzione scelta è NetEye di Würth Phoenix, società con sede centrale a Bolzano attiva nell’ambito dei servizi e della consulenza IT, oltre che nello sviluppo di prodotti open source di IT management. La ragione di questa scelta è dovuta anche al fatto che «da molti anni il Comune di Trento ha deciso di privilegiare le soluzioni di tipo open source, e quando sono disponibili, ci si orienta su queste», spiega Zanella, specificando però che si è trattato di una scelta molto felice in quanto «in una mia precedente esperienza professionale avevo avuto modo di vedere all’opera NetEye, e ne avevo potuto toccare con mano sia le ottime funzionalità sia il favorevole rapporto tra costo ed efficacia, molto superiore anche a quello di prodotti molto blasonati». VANTAGGI CONCRETI Attualmente, NetEye viene impiegato per il monitoraggio infrastrutturale e di rete, cioè per il data center e per il network monitoring. «Abbiamo iniziato l’implementazione nello scorso febbraio e nel giro di tre o quattro mesi eravamo già operativi su buona parte delle nostre strutture, ma soprattutto siamo anche diventati autonomi nel giro di poco tempo» – fa notare Zanella. Evidenziando invece i vantaggi fin qui ottenuti, il CIO del Comune di Trento non ha dubbi: «In primo luogo, grazie al monitoraggio possiamo conoscere in dettaglio ciò che si governa, ma soprattutto in maniera strutturata e più immediata. Inoltre, abbiamo acquisito molta proattività, in modo da sapere ciò che sta accadendo prima che vi siano segnalazioni esterne. Infine, NetEye si è rivelato propedeutico per una gestione ancora più strutturata dell’erogazione dei servizi, di cui abbiamo da poco realizzato il catalogo completo, che a tendere ci servirà anche per stabilire una gerarchia, e riuscire – per esempio – a individuare quelli che devono essere attivi 24 ore su 24, magari con uno SLA dedicato». The post Comune di Trento: servizi al top con Würth Phoenix appeared first on Data Manager Online.
Come la digital transformation cambia il professionista italiano
Wolters Kluwer Tax & Accounting lavora per ridare ai commercialisti e ai professionisti quel ruolo di consulenti d’impresa che avevano perso nel tempo. La svolta è Genya La trasformazione digitale coinvolge ogni attività produttiva in modo sempre più intenso. Cambiano le modalità di comunicare, produrre, vendere e acquistare, persino di prestare servizi. Alcune aree produttive si sono mostrate più attive nell’abbracciare il cambiamento mentre altre meno, anche se la maggior parte del tessuto produttivo italiano è ben avviato verso l’acquisizione di quei requisiti digitali in grado di rendere il paese più moderno e allineato agli standard internazionali. Tra le professioni coinvolte nel processo di digital transformation c’è quella dei commercialisti e dei professionisti. Insieme a Pierfrancesco Angeleri, managing director di Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia, tra i primi fornitori di software, informazioni e servizi per il mondo dei professionisti che operano nell’area fiscale, del lavoro e piccola e media impresa, proviamo a fare il punto della situazione. LA STRADA DELLA DIGITALIZZAZIONE Il professionista italiano ha intrapreso solo recentemente la strada della digitalizzazione. Come mai Secondo Angeleri, per un motivo essenziale: «Il suo core business è ancora, in buona parte, l’adempimento. Questo comporta una certa complicazione del sistema che ha la conseguenza di accentrare lo sforzo principalmente su quelle attività a bassa redditività. Spesso il commercialista non sa se su un cliente perde o guadagna e non conosce le tempistiche e le implicazioni di una gestione non aggiornata. Questo perché quel tipo di lavoro, così come è stato proposto fino ad oggi, è totalizzante: non c’è spazio per guardarsi intorno e l’offerta di strumenti digitali per la gestione delle attività non è sufficientemente innovativa da offrire una visione del proprio lavoro davvero diversa, in vista di un ruolo consulenziale. Dal canto nostro, cerchiamo di scuotere il mercato con Genya, un software dedicato ai professionisti che sta cambiando in concreto l’approccio della categoria alla vita e al progresso industriale italiano». INNOVARE LA GESTIONE DELLE ATTIVITÀ Se sono gli adempimenti il grande impegno del professionista, come può cambiare questa situazione? «Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia si è impegnata nel cambiare radicalmente il paradigma lavorativo del settore» – afferma Angeleri. «In cinque anni, abbiamo riscritto completamente, partendo da zero, il software che ha generato la suite Genya. Si tratta di un progetto, un supporto digitale, che consente di automatizzare la gran parte del lavoro di routine con concetti molto vicini all’hi-tech del grande consumo. Non abbiamo più menu ma video esplicativi ed è la logica che guida l’operatore al posto di regole fisse e griglie. Genya consente, attraverso le sue dashboard, di tenere sotto controllo l’attività dello studio riuscendo anche a evidenziare la capacità reddituale. Dunque, è anche un gestionale di studio ma soprattutto, grazie alla generazione di dati, si pone come soluzione che può dare al commercialista l’opportunità di riappropriarsi del suo vero ruolo di consulente d’impresa». #WoltersKluwer Pierfrancesco Angeleri Commercialista 2.0? La svolta è Genya @IpsoaClick To Tweet AL FIANCO DELLE IMPRESE Il professionista deve affiancare le PMI italiane, vera spina dorsale del nostro sistema produttivo, diventando davvero consulente. «Le piccole e medie imprese in molti casi – continua Angeleri – non possono concedersi la figura del CFO, quindi quel ruolo dev’essere assunto dal commercialista, che conosce bene i conti dell’azienda. Uno strumento come Genya consente analisi puntuali, automatiche, comparative per essere propositivo e vera guida all’imprenditore che non può basare lo sviluppo della società solo ed esclusivamente sul suo istinto o sulle volubilità del mercato». COMMERCIALISTA 2.0 L’evoluzione del ruolo del commercialista non è solo una prospettiva ma una realtà concreta che si sta affermando sempre di più. «Con il lavoro stiamo contribuendo a costruire il commercialista 2.0» – spiega Angeleri. «Lo sviluppo continuo è partecipato da chi usa i nostri software. In un mix di innovazione e di “learning by doing”. Un pool di esperti ci affianca e prova le innovazioni che nascono all’interno di Genya. Le testa, le discute, le migliora in senso di usabilità, di customer experience, di praticità. Oggi, il professionista deve puntare sulla mobilità, sull’agilità degli strumenti, sulla scomparsa della tastiera. Prendere atto di una mutazione di visione è essenziale. Un prodotto come Genya favorisce l’accoglimento di un cambiamento di prospettiva, grazie a un modo nuovo di realizzare le proprie competenze e di acquisire un valore più elevato per i propri clienti». The post Come la digital transformation cambia il professionista italiano appeared first on Data Manager Online.
Apple verso visore, compra la società Vrvana
Indiscrezioni, sarà commercializzato entro il 2020
Amazon: centro Piacenza in sciopero per Black Friday
Lo hanno deciso Cgil, Cisl, Uil e Ugl
Microsoft brevetta il controllo del PC tramite pensiero
Microsoft ha brevettato un sistema che attraverso l’analisi dell’attività neurale permette di controllare il PC senza il bisogno della tastiera o display touch La prossima innovazione nell’ambito PC sarà la definitiva scomparsa di qualsiasi interfaccia fisica e Microsoft si è già portata avanti rispetto alla concorrenza. L’azienda di Redmond ha infatti brevettato un sistema che consente di controllare il computer solamente grazie al pensiero. Ovviamente, trattandosi di una tecnologia ancora in fase di sviluppo, non c’è la certezza che verrà realizzata a breve o addirittura che lo sarà mai, ma comunque dimostra gli sforzi del colosso fondato da Bill Gates verso un rapporto più veloce e immediato con il PC. Nel brevetto viene descritto un dispositivo indossabile che invia i comandi al computer attraverso la lettura delle attività neurali. La piattaforma consentirà ad esempio di regolare il volume o differenti opzioni di sistema associando il pensiero ai movimenti. La stessa tecnologia permetterà inoltre di lanciare le app o la posizione dei file multimediali e di modificare l’interfaccia utente per la massima personalizzazione. L’utente potrà comunque decidere in ogni momento se collegarsi tramite pensiero o utilizzare la modalità classica d’interazione. Stando ai rumors che sono apparsi in Rete pare che il brevetto sia nato dalla collaborazione dei team che si occupano della linea Surface e di HoloLens. Proprio quest’ultimo potrebbe trarre maggiori vantaggi dal lancio di questa tecnologia per la lettura neurale. Microsoft punta forte sulla Mixed Reality e infatti ha finanziato la startup Pixvana per facilitare la realizzazione e distribuzione di contenuti 3D. L’azienda di Redmond non è comunque l’unica ad aver sondato la mente umana. Facebook ha presentato alla passata conferenza F8 un sistema di scrittura automatica basato proprio sulla lettura del pensiero mentre il CEO di Tesla Elon Musk, che ha svelato il suo autoarticolato elettrico insieme a una super sportiva, sta progettando una sorta di fascia che una volta allacciata sulla testa consentirà di controllare qualunque dispositivo senza l’uso delle mani o voce. The post Microsoft brevetta il controllo del PC tramite pensiero appeared first on Data Manager Online.
La bussola di TeamSystem per navigare nel mare della trasformazione digitale
Prodotti e servizi innovativi, acquisizioni mirate e attenzione al canale, le leve del successo. Daniele Lombardo, direttore marketing: «Il 26% delle PMI e il 40% dei professionisti in Italia usano TeamSystem» A cura di Paolo Serra Fondata nel 1979 a Pesaro, TeamSystem con un fatturato vicino ai 300 milioni di euro, 2.000 dipendenti, e oltre 250.000 clienti è leader in Italia nei software gestionali/ERP e nei servizi di formazione rivolti ad aziende, artigiani e professionisti. «TeamSystem è rimasta una realtà locale fino agli inizi degli anni 2000. Poi ha avuto un’accelerazione importante, crescendo a doppia cifra negli ultimi dieci anni. Nel 2016, siamo cresciuti del 14,5 per cento in termini di ricavi e del 28 per cento come EBITDA. Senz’altro una storia di successo dal punto di vista industriale. Che ci ha portati a essere nel mondo delle software house italiane, un leader in termini di quote di mercato. Il 26 per cento delle PMI e il 40 per cento dei professionisti in Italia usano TeamSystem» – ci dice Daniele Lombardo, direttore marketing e digital di TeamSystem. Una crescita consolidatasi anche in anni difficili per l’IT. Grazie a un processo continuo d’innovazione. «Oggi accanto alle soluzioni più tradizionali gestionali, la parte core dell’offerta – quelle su cui TeamSystem ha costruito il proprio business negli anni – abbiamo sviluppato soluzioni digitali e in cloud che permettono a professionisti e aziende, in modo aperto e collaborativo, di potenziare il loro business e di aprirsi verso il mondo esterno per sfruttare al meglio lo scambio di informazioni. Per questo non ci sentiamo fermi al concetto di software house di prodotti gestionali ma ci vediamo più come abilitatori di competitività digitale». Con una mission delineata: «Aiutare le aziende a sfruttare la trasformazione digitale per competere con successo sui mercati». INNOVAZIONE PER COMPETERE «Sappiamo quanto oggi sia importante il tema della competitività per aziende e professionisti. Per questo siamo convinti che grazie all’apporto di soluzioni di fatturazione elettronica, conservazione digitale, gestione della firma digitale sia possibile ridurre i costi e allo stesso tempo rendere più agili i processi, guadagnandone in flessibilità e semplificazione. Soluzioni di e-commerce, CRM, analytics, web intelligence, su piattaforme web e digital permettono lo scambio di dati sia con l’azienda che con il mondo esterno, sfruttando al meglio le informazioni provenienti dalle fonti più disparate con cui l’azienda interagisce, restituendole grande valore» – spiega Lombardo. Facciamo un esempio. «Prendiamo AGYO, la nostra piattaforma per lo scambio elettronico delle fatture. AGYO gestisce oltre tre milioni di comunicazioni. Ed è totalmente aperta. Qualsiasi interlocutore infatti, non necessariamente un nostro cliente, si può collegare con il suo gestionale e scambiare fatture con la PA o con gli utenti di altri gestionali. Risparmiando, ci dicono le stime, da 8 a 10 euro a singola fattura ed eliminando al tempo stesso errori e controlli. Questo per noi significa essere abilitatori di competitività digitale». #ERP #CRM #CLOUD Il 26% delle PMI e il 40% dei professionisti in Italia usano #TeamSystemClick To Tweet CRESCITA ORGANICA E ACQUISIZIONI A determinare il successo di TeamSystem lo sviluppo interno di linee di offerta, unito alla costante innovazione perseguita con l’acquisizione di realtà di eccellenza tecnologica. «Per costruire nel corso degli anni una capacità di trasformazione digitale, abbiamo continuamente sviluppato al nostro interno l’offerta, le nostre capabilities. Innovando altresì attraverso le acquisizioni lungo due direttrici strategiche. La prima, quella delle acquisizioni di dimensioni più rilevanti, come ACG, oppure la componente software del Sole 24 Ore. Ma poi c’è tutto un altro filone, ancora più interessante, rappresentato dalle acquisizioni portate a termine per far evolvere l’offerta, il nostro modello di servizio. Qui abbiamo agito su piccole realtà ad alto potenziale, con tecnologie altamente innovative che portassero in dote strumenti di digitalizzazione; oppure attraverso l’acquisizione di realtà di eccellenza in settori verticali». Una quindicina negli ultimi due anni. «Forse l’esempio più clamoroso è Fatture in Cloud, azienda fondata da un giovanissimo startupper, che ci ha regalato parecchie soddisfazioni. Ma non è l’unico – continua Lombardo. «All’estero abbiamo acquisito Reviso, un gestionale in cloud rivolto alle PMI, ora in fase di lancio anche in Italia, che nei nostri obiettivi va a coprire tutto il parco clienti. Una soluzione versatile, in linea con esigenze molto diverse. Poi ci siamo mossi anche con una serie di acquisizioni a livello di mercati verticali, in particolare Horeca, turismo e ospitality, settori strategici per il sistema d’imprese del nostro paese. Soluzioni molto specifiche, che ci hanno permesso di accelerare nello sviluppo della nostra offerta e di gestire al meglio la fase di transizione alla quale stiamo lavorando, che segna la contaminazione tra mondo cloud e offerta tradizionale. Un passaggio che riguarda certamente le soluzioni ma allo stesso tempo il nostro modello di servizio». Dall’on premise al cloud, uno scarto culturale prima che tecnologico. Un passaggio impegnativo da gestire. Complicato da far digerire alle aziende italiane più piccole. «Quel che vedo è che fuori dall’Italia il cloud è l’unica via percorribile, quella su cui tutti i principali player internazionali hanno fatto la loro scommessa. Dal punto di vista dell’offerta, dovremo essere capaci di garantire continuità ai nostri clienti, nel rispetto di quello che hanno sempre utilizzato e di quelle che sono le loro esigenze». ENERGIA DIGITALE All’interno delle aziende molti partner tecnologici faticano ancora a spiegare il valore della trasformazione digitale. «C’è ancora un po’ di lavoro da fare. Anche per questo abbiamo messo a punto Energia digitale il portale di formazione on-line, incentrato su specifiche tematiche di interesse per tantissimi settori, con il quale puntiamo a far toccare con mano ad aziende, artigiani e professionisti, i benefici e le opportunità del digitale. Una piattaforma sulla quale abbiamo investito molto, completamente gratuita e a disposizione del pubblico. Perché come azienda leader ci sentiamo anche in dovere di aiutare il sistema a sfruttare al meglio questa trasformazione epocale». Trasformazione digitale? Ecco la bussola di #TeamSystem per orientarsi @SurfTheChangeTSClick To Tweet CAVALCARE IL CAMBIAMENTO DIGITALE TeamSystem in un’ottica di crescita futura è impegnata anche in campagne cross-mediali di grande impatto e in iniziative indirizzate al
HP presenta le sue nuove stampanti PageWide XL
L’azienda dimostra una costante innovazione per la stampa di produzione di materiali tecnici grazie a un portafoglio di sistemi leader di mercato HP ha annunciato una nuova serie di stampanti HP PageWide XL con un output dettagliato e una velocità fino al 50% superiore, che consente ai provider di servizi di produzione tecnica di incrementare il volume AEC ed espandere le attività di business nelle applicazioni a colori grazie al portafoglio di stampanti HP PageWide XL leader di mercato. Le nuove stampanti e i dispositivi multifunzione HP PageWide XL 5100 entrano a far parte della gamma di stampanti più veloce sul mercato, per aiutare sale stampa aziendali, reparti riprografici centralizzati e centri riprografici a migliorare la produzione di volumi medi sia a colori che in bianco e nero. Con velocità fino a 20 stampe al minuto in formato D/A1, la serie consente di produrre con un turnaround molto rapido e a costi di esercizio contenuti documenti tecnici per architetti e ingegneri, mappe GIS (Geographic Information System) e applicazioni poster POS (Point-of-Sale). “Il debutto delle nuove stampanti HP PageWide XL rappresenta un ulteriore passo avanti di HP nel suo percorso per la continua innovazione della stampa di grande formato per i designer del futuro”, ha dichiarato Guayente Sanmartín, General Manager and Global Head della divisione Large Format Design Printing di HP. “La rivoluzionaria piattaforma PageWide XL con velocità di stampa ancora più elevate aiuterà anche i clienti a rendere più efficienti le attività di business grazie alle stampe in bianco e nero e a colori realizzate con la nostra stampante unica”. The Power of One: ridefinire la stampa di produzione di materiali tecnici Con più di 5.000 unità vendute e 300 milioni di m2 stampati dal lancio della stampante HP PageWide XL nel 2015, sempre più clienti stanno scoprendo il valore che le stampanti leader di mercato HP PageWide XL possono offrire alle aziende di tutto il mondo. In linea con il principio “The Power of One” che le ha ispirate, le stampanti HP PageWide XL fanno il lavoro di due stampanti in un unico dispositivo, permettendo di creare stampe in bianco e nero e a colori a velocità eccezionali. HP PageWide XL 5100 stampa fino a 20 pagine D/A1 al minuto, con un tempo di stampa della prima pagina di soli 28 secondi. Le stampanti assicurano un’eccezionale qualità di stampa e sono anche disponibili in configurazione multifunzione, con funzionalità di copia e scansione per la collaborazione. Gli ulteriori vantaggi includono: Definizione di un nuovo standard per i documenti tecnici con linee nitide, testo di 2 punti, scale di grigi uniformi e colori vivaci. Stampa/scansione/copia in bianco e nero e a colori con un unico dispositivo, in 50% del tempo e con un flusso di lavoro consolidato. Nuove funzionalità avanzate per gli scanner integrati, come la rimozione intelligente dello sfondo. Gli inchiostri pigmentati HP PageWide XL con certificazione ISO 11798 garantiscono un’archiviazione a lungo termine, con resistenza a luce/acqua. Protezione dei dati: disco rigido a crittografia automatica con AES-256, Secure Erase Disk e IPSec. Nuove funzionalità a valore aggiunto HP ora garantisce una maggiore produttività per il portafoglio HP PageWide XL anche con nuove soluzioni software. HP SmartStream offre due nuovi moduli. Document Organizer consente all’utente di rinominare automaticamente grandi volumi di file utilizzando un’innovativa tecnologia OCR, per un notevole risparmio di tempo nella gestione dei lavori. Pixel Analysis fornisce preventivi accurati prima della stampa in base alla copertura pixel dei lavori. Il software SmartTracker è uno strumento che consente agli utenti di controllare i costi di stampa e di usufruire di rimborsi. HP ha anche introdotto nuove funzionalità per gli scanner HP HD e SD Pro per migliorare la produttività dell’operatore, la qualità dell’immagine e le capacità di pulizia dello sfondo. Un nuovo vassoio di uscita semplifica i flussi di lavoro di scansione e di copia. Le altre stampanti del portafoglio HP PageWide XL includono: La stampante HP PageWide XL 8000, che offre una stampa di produzione di fascia alta a rivoluzionarie velocità fino a 30 stampe di formato D/A1 al minuto, nonché due cartucce di inchiostro da 775 millilitri per ogni colore con commutazione automatica e fino a sei rulli (più di 1.200 metri) di supporti per una produttività sostenuta. HP PageWide XL 4500 (disponibile come stampante e dispositivo multifunzione) consente ai gruppi di lavoro tecnici attenti ai costi e alla sicurezza, tra cui architetti e ingegneri, di produrre internamente e in modo protetto fino a 12 stampe al minuto in formato D/A1. HP PageWide XL 4000 (disponibile come stampante e dispositivo multifunzione) permette a team di lavoro tecnici e copisterie di produrre 8 stampe in formato D/A1 al minuto, aumentando la produttività sul lavoro. The post HP presenta le sue nuove stampanti PageWide XL appeared first on Data Manager Online.
Cisco, la collaboration è al cuore dell’Impresa 4.0
Soluzioni per l’Industria 4.0 in azione, con esempi di eccellenza del Made in Italy quali Dallara per l’ambito supercar e Del Brenta per il settore Fashion Digital transformation e Industria 4.0. Se non c’è dubbio che questa combinazione sia di stretta attualità, forse sarebbe più giusto parlare di “Impresa 4.0”, come fa Michele Dalmazzoni, Collaboration & Industry Digitization Leader di Cisco Italia. L’intento è quello di voler significare che il tema non riguarda solo l’aspetto industriale, cioè quello strettamente di manufacturing, ma va inteso in senso più ampio, perché in azienda il valore non si crea solo nella produzione, ma anche nelle altre fasi: dalla ricerca e sviluppo al design del prodotto, dalle strategie di commercializzazione alla customer experience e al servizio post vendita, tanto per fare alcuni esempi. Con un’innovazione data dalla digitalizzazione che abbraccia un po’ tutti i campi: imprese, lavoro e Paese, come sa bene Cisco, che quasi due anni fa, nel gennaio 2016, ha avviato il piano Digitaliani, per accelerare la digitalizzazione in Italia, affrontando gli snodi chiave per la sua trasformazione digitale. Gli esempi eccellenti non mancano, con aziende di punta come Inpeco, La Marzocco, Fluid-o-Tech, Dallara e Del Brenta. La via italiana all’Impresa 4.0 Queste ultime due sono state al centro di un incontro nella sede Cisco alle porte di Milano, volto a illustrare concretamente la via italiana alla digital transformation nell’impresa, che ha il suo perno nell’essere soprattutto “connected” a tutti i livelli, dalla fabbrica alla supply chain passando per la ricerca e sviluppo, in un approccio di collaborazione che viene reso possibile dalle soluzioni Cisco per l’Impresa 4.0, a cominciare da Spark. Presentata due anni fa, la piattaforma Spark è stata concepita con la visione di fornire “un’unica experience di collaboration che consente di abbracciare tutte le modalità tipiche della comunicazione, a iniziare dai tre strumenti classici, cioè messaggistica, riunioni e chiamate”, come sottolineava Michele Dalmazzoni. Al servizio del Fashion L’applicazione di Cisco Spark al mondo fashion, quello in cui opera il tacchificio Del Brenta, avvenuta a opera di VEM Sistemi, ha subito trovato terreno fertile, diventando immediatamente la piattaforma cloud di comunicazione e collaborazione di riferimento dapprima all’interno dell’azienda, successivamente anche con clienti e fornitori. Il perché lo ha spiegato in videoconferenza (Cisco Spark, ça va sans dire) Stefano Bezzon, Head of Innovation di Del Brenta, azienda con sede alle porte di Padova che si occupa della creazione, progettazione e produzione di tacchi, zeppe e plateau per i più grandi marchi di calzature al mondo: “In un mondo come quello della moda, che opera su velocità pazzesche, con tempi nell’ordine delle ore, con Spark si possono condividere con i clienti i modelli senza essere fisicamente presenti. Lo stilista e tutti quelli che collaborano possono collegarsi con qualunque device e vedere contemporaneamente tutti la stessa cosa, comprese le modifiche ai modelli effettuate in tempo reale”. Questo sta consentendo di ridurre in maniera drastica i tempi di sviluppo e di realizzazione dei prodotti, oltre che il tasso di errore nella realizzazione degli stampi, che è passato dal 10 per cento a circa l’1 per cento. Nel cuore della Motor Valley Un altro esempio di Made in Italy di successo è quello di Dallara, costruttore di automobili da corsa con sede alle porte di Parma, che ha da poco presentato la sua prima auto stradale. Raccontata direttamente da Andrea Pontremoli, CEO e General Manager della società fondata da Gian Paolo Dallara, autore di capolavori senza tempo come la Lamborghini Miura, l’esperienza di trasformazione digitale con Cisco assume un sapore decisamente affascinante. Non fosse altro che per il passato di Andrea Pontremoli, che proprio dieci anni fa decise di lasciare la carica di numero uno di IBM Italia, dopo più di 25 di carriera in Big Blue, per approdare alla corte di uno dei campioni delle supercar. “La collaborazione nel nostro business è fondamentale, perché nessun ingegnere può pensare di costruire una macchina da corsa da solo, ma conta moltissimo anche la ricerca dell’eccellenza: da qui l’essere sempre sulla frontiera tecnologica”, sottolinea Pontremoli, spiegando che “la prima stampante 3D è stata messa in Dallara già nel 2001, mentre la simulazione tramite supercomputer è stata introdotta poco più di cinque anni fa: da allora il pilota guida una macchina che non è ancora stata costruita. Guidando modelli matematici, ci permette di sbagliare a basso costo”. Un cloud privato con Cisco Ma la tecnologia non basta mai, e la collaborazione con Cisco lo dimostra, a partire dalle soluzioni di Factory Collaboration, realizzate con i sistemi Telepresence e Spark, che mettono in comunicazione i team di R&D e produzione, fra le tre sedi italiane e negli Stati Uniti, non solo per riunioni fra i diversi uffici ma anche per collaborare alla progettazione e produzione. Ma si parla anche di Smart Logistics e di Asset Tracking, con sensori e tecnologie di localizzazione a supporto della produzione e della qualità della produzione stessa. Questo permette a Dallara di produrre più pezzi, mantenendo una certificazione puntuale che viene consegnata al cliente, passando quindi a una produzione “industriale” di pezzi “artigianali”, fattore importante per lavorare con grandi player dell’ambito supercar. Che richiedono sempre il massimo della confidenzialità: “E’ anche per questo che insieme a Cisco abbiamo realizzato un cloud privato per gestire tutto”, conclude Andrea Pontremoli. The post Cisco, la collaboration è al cuore dell’Impresa 4.0 appeared first on Data Manager Online.
Il cloud di Interoute sbarca a Sydney
La piattaforma cloud di networked cloud globale si espande nell’area Asia-Pacifico Interoute ha annunciato l’apertura di un nuovo point-of-presence (PoP) a Sydney, in Australia. Il nuovo PoP ospiterà il 18° Virtual Data Center (VDC) globale di Interoute, il terzo dell’azienda nella regione Asia-Pacifico. L’annuncio è arrivato in seguito alla crescente domanda da parte dei clienti di espandere la copertura globale del cloud nella regione Asia Pacifico, ed estende il raggio d’azione del nuovo servizio Edge SD-WAN di Interoute. Edge è un servizio utilizzato dalle aziende per accelerare il proprio traffico dati nel mondo. Grazie all’uso di Interoute Cloud Fabric, le reti d’accesso pubbliche o private possono fondersi in un’unica dinamica piattaforma digitale, in cui il traffico generato dalle varie applicazioni viaggia attraverso i collegamenti più veloci tra quelli disponibili.Interoute Cloud Fabric riunisce infatti tutte le zone cloud VDC di Interoute, le colocation facilities e i PoP, oltre ai fornitori cloud terzi, il tutto sulla rete privata di Interoute a latenza ultra bassa. Mark Lewis, Vice EVP Products and Development di Interoute, ha affermato: “Sydney è una città globale, in cui le aziende sono continuamente alla ricerca di una migliore connettività e di performance computing ottimali a livello locale per supportare la propria crescita. Nella nostra strategia di espansione nella regione Asia Pacifico, l’apertura di un PoP a Sydney rappresenta un importante passo per offrire alle aziende un accesso al cloud e ai servizi IT più sicuro, rapido e affidabile.” Quello di Sydney sarà un PoP fondamentale nella rete di Interoute, con un peering locale e una connettività stabile verso gli snodi di Interoute di Singapore e Hong Kong. Questa struttura ospiterà, inoltre, la 18° zona VDC IaaS globale di Interoute, dando ai clienti la possibilità di usufruire di macchine virtuali e di gateway Interoute Edge. Con questi servizi nella sede di Sydney, programmati per essere funzionanti già dal primo semestre del 2018, l’ampia rete globale di Interoute si espanderà ulteriormente, connettendo 127 grandi città, in 30 differenti Paesi e 18 zone di cloud globali. Interoute, riafferma con forza la propria volontà di offrire ai clienti una piattaforma di infrastrutture ICT globalein grado di supportare l’integrazione dei sistemi IT legacy delle aziende con gli ambienti digitali. The post Il cloud di Interoute sbarca a Sydney appeared first on Data Manager Online.
Oltre 400 dei più famosi siti web ci tracciano
Un’indagine dei ricercatori di Princeton lancia l’allarme sui keylogger presenti in rete, inseriti in script automatici di trascrizione Che il web, in un modo o nell’altro, ci tracci è oramai chiaro. Non parliamo solo dei metadata ma di tanti stratagemmi. Quando cerchiamo qualcosa su Amazon e poi la ritroviamo nei banner di Facebook o nelle ricerche di Google, è evidente che abbiamo detto qualcosa di noi al Grande Fratello della rete. Quello che hanno scoperti i ricercatori della Princepton University però va anche oltre. Stando all’analisi appena terminata, circa 400 dei più famosi e visitati portali online contiene tool che funzionano in maniera simile ai keylogger, in grado cioè di ricevere le lettere digitate sulla tastiera e anche incollate da documenti salvati sul computer dentro i box dei motori dedicati. Il tutto grazie a script di trascrizione automatica che dovrebbero servire per scopi diversi dal monitoraggio, ad esempio per capire dove cliccano i visitatori di un sito, su quali pagine si soffermano maggiormente e perché ne evitano delle altre. Alcuni di questi strumenti sono utili, ad esempio, a realizzare le cosiddette heatmap, i diagrammi che indicano le aree e i menu più caldi di un sito. Oltre ogni utilizzo Il problema è che gli script in questione contengono anche linee di codice che, se abilitate, consentono di ricevere informazioni sulle parole digitate sulla barra superiore del browser, sia quando si è ancora dentro il proprio sito che altrove, in una pagina immediatamente successiva. Nessun utente potrà mai accorgersi di un problema del genere semplicemente perché non è visibile e attivo in background. Stando ai ragazzi dell’Università, i website principali che sfruttano tool del genere sono quelli che prevedono l’inserimento di informazioni sensibili, per poi richiamarle in un secondo momento, quando cioè riconoscono una stessa identità in sessioni di navigazione differenti. Le session replay, come vengono definite in termini tecnici, sono più popolari di quanto si creda, perché spesso inserite in pacchetti che nemmeno gli amministratori sanno di avere. The post Oltre 400 dei più famosi siti web ci tracciano appeared first on Data Manager Online.