Samsung, nuovo centro ricerca per AI
Da applicare in ‘mobile’ ed elettronica al consumo
Il primo ‘sms’ 25 anni fa
‘Buon Natale’ il messaggio inviato da ingegnere nel ’92
Via all’e-commerce libero in Europa
Dal 2018 non esisteranno più differenze di prezzo e disponibilità tra gli store online, come Amazon, all’interno dei paesi aderenti alla UE Se fino ad oggi i navigatori europei potevano cercare un prodotto online e scoprire, loro malgrado, che questo non era disponibile nello store del proprio paese, dal 2018 tale limite non ci sarà più. La Commissione Europea ha infatti deciso che il commercio elettronico sarà senza barriere all’interno dell’Unione, per permettere a tutti di avere un ventaglio di scelta più ampio e nessuna differenza di prezzo tra le nazioni. I membri dei 28 paesi aderenti sono dunque giunti a un compromesso ritenuto più che accettabile perché, di fatto, rende globale molte delle piattaforme che, di default, reindirizzano di norma dai siti generali a quelli locali. Resta in vigore una necessità fondamentale: il pagamento delle spese di spedizione che, in ogni caso, potrebbero rendere un acquisto internazionale meno conveniente di quello autoctono, anche se prezzato di meno nella singola unità. In vigore dal prossimo anno In realtà, il prossimo passo sarà proprio abbassare il costo dei vettori tra paesi, così da rendere ancora più conveniente la scelta per i consumatori. “Questo è ciò che blocca ancora un mercato del tutto aperto in Europa – ha detto Elżbieta Bieńkowska della Commissione Europea – lavoreremo per rendere lo scambio di merce più economico e favorevole”. Il cambio di passo sarà ufficiale dal 2018 e riguarderà tutti le piattaforme che operano negli stati della UE. Resta da capire cosa succederà nel Regno Unito per effetto della Brexit, che dovrebbe risolversi entro la primavera. Ovviamente la situazione riguarda la vendita di beni e non di servizi, canoni e contenuti multimediali, per i quali ogni nazione può ancora decidere prezzi e modalità di consumo a proprio piacimento. The post Via all’e-commerce libero in Europa appeared first on Data Manager Online.
Microsoft in tribunale per i brevetti di HoloLens
HoloTouch ha denunciato Microsoft per violazione di brevetti relativi ai visori per la realtà aumenatata HoloLens Le grandi aziende del settore hi-tech vengono spesso citate in giudizio per aver utilizzato in modo illecito tecnologie prodotte da terzi. Basta pensare alla battaglia legale che vede confrontarsi Apple e Samsung da diversi anni. Questa volta è stata Microsoft a essere accusata di aver violato i brevetti di HoloTouch nello sviluppo di HoloLens. Quest’ultima ha depositato una denuncia presso la Corte distrettuale di New York in difesa delle sue proprietà intellettuali. HoloTouch nel suo documento cita diversi brevetti relativi all’interfaccia uomo-macchina del visore AR e alcuni sono stati depositati in Australia, Canada e Giappone. Poiché il diritto di tutela delle tecnologie proprietarie vale solo nel Paese in cui è avvenuta la registrazione, nel caso specifico sono contestabili solo due brevetti depositati negli USA. HoloTouch afferma di aver proposto a Microsoft i suoi sistemi nel 2006 ma di non aver ricevuto risposta. Nel 2013 l’azienda di Redmond, che ha sviluppato un’interfaccia per il controllo del PC tramite pensiero, avrebbe poi depositato un brevetto relativo a tecnologie molto simili citandola come “anteriorità rilevante”. Ciò significa che Microsoft era a conoscenza del contributo del suo partner. Il Presidente di HoloTouch, R. Douglas McPheters, ha inoltre confermato che è pronto a denunciare altre aziende per violazione di proprietà intellettuale e ha sottolineato che molte di esse avevano firmato accordi di riservatezza una volta ottenuti i suoi prodotti. Questa causa arriva per Microsoft forse nel momento peggiore. In questi giorni circolano infatti voci sempre più insistenti che Apple sia pronta al lancio di un visore per la realtà aumentata. La Mela ha completato l’acquisizione di Vrvana, startup canadese leader in questo settore e stando ai rumors la realizzazione vera e propria del dispositivo dovrebbe essere affidata a Quanta Computing. Stando alle previsioni il visore sarà pronto nel 2019. The post Microsoft in tribunale per i brevetti di HoloLens appeared first on Data Manager Online.
Data4, il campus di Milano: sempre di più “crocevia digitale” per carrier nazionali e internazionali
Il 3 Marzo 2015, il Governo italiano ha approvato, in coerenza con l’Agenda Europea 2020, la Strategia Italiana per la banda ultralarga con la quale si intende coprire, entro il 2020, l’85% della popolazione con infrastrutture in grado di veicolare servizi a velocità pari e superiori a 100Mbps garantendo al contempo al 100% dei cittadini l’accesso alla rete internet ad almeno 30Mbps. Partendo da questa presa d’atto da parte delle Istituzioni e dalla considerazione che la capacità di connessione è e sarà sempre di più un asset imprescindibile della digital economy, DATA4 ha adottato una strategia di investimento finalizzata a consolidare il proprio posizionamento come operatore di data center di riferimento per aziende, carrier, ISP e cloud provider che hanno l’esigenza di interconnettersi con i network nazionali e internazionali che gestiscono il traffico dati. “Il campus milanese di DATA4 rappresenta oggi di fatto un crocevia digitale di connettività che permette ai carrier di interconnettere le loro infrastrutture di telecomunicazione con i loro POPs presenti in Italia, Europa, Nord Africa, Asia e Middle East.” dichiara Jérôme TOTEL, VP Products & Sales Engineering. Oltre alla presenza del MIX, il più grande Internet Exchange italiano e tra i primi in Europa in termini di traffico veicolato con oltre 175 dorsali Internet afferenti, il campus DATA4 è infatti al centro di un ecosistema digitale di connettività che comprende l’accesso ai cavi sottomarini provenienti dal bacino mediterraneo e ai sistemi di fibre ottiche europee. Un Campus di data center “Carrier Neutral” che può dunque ospitare in modo ultrasicuro e iperconnesso le infrastrutture di telecomunicazione dei clienti. Nel campus i carrier sono triplicati nel corso di un solo anno. A conferma del ruolo di “crocevia digitale”, per il campus milanese di DATA4 è prevista l’acquisizione, come già avvenuto per il campus di Parigi, della certificazione open-IX, la più importante certificazione per punti di interscambio internet. Nell’ambito dei programmi di investimento sono stati per esempio connessi al campus milanese tre differenti percorsi in fibra ottica che consentono ai carrier di sfruttare questa tecnologia per connettersi, in modo economico e altamente performante, con oltre 20 data center ubicati a Milano e provincia, oltre che con i maggiori nodi di telecomunicazione italiani. La piattaforma di servizi Digital Hub, accessibile presso il Campus DATA4 e in costante sviluppo, è un’ulteriore opportunità in grado di creare valore per le organizzazioni in termini di capacità di transizione verso un’IT “ibrida” in modo sicuro, semplice ed economico. Inoltre, servizi quali D4 Hub Connect e D4 Hub Access consentono ad aziende, carrier e ISP di sfruttare pienamente tutte le tecnologie e infrastrutture di telecomunicazione presenti nel Campus milanese per creare il proprio ecosistema di interconnessione digitale. Le potenzialità del Campus DATA4 si potranno approfondire nel corso del Salotto MIX che si terrà a Milano il 27 novembre prossimo. L’Operatore europeo di data center sarà infatti presente in qualità di Gold Sponsor in questo importante evento che vede la partecipazione dei principali CEO, CTO e CIO italiani. Organizzato con la formula della tavola rotonda l’edizione 2017 prevede il confronto tra esponenti delle istituzioni, delle telecomunicazioni e della digital economy sui temi dei pagamenti digitali e dell’e- commerce. The post Data4, il campus di Milano: sempre di più “crocevia digitale” per carrier nazionali e internazionali appeared first on Data Manager Online.
iPhone pieghevole? C’è il brevetto
Apple ha brevettato un iPhone con display a MicroLED in grado di piegarsi su stesso Samsung ha promesso che lancerà un dispositivo con schermo pieghevole entro pochi mesi ed Apple, la più acerrima rivale dell’azienda coreana anche nelle aule di tribunale, non può essere da meno. Si è infatti scoperto che l’anno scorso, più o meno in questo periodo, la Mela ha depositato presso lo U.S. Patent & Trademark Office un brevetto per un iPhone dotato di schermo in grado di ripiegarsi su stesso come un libro. Il dispositivo sembra ricordare per caratteristiche quello che per tutti è diventato il sostituito di Surface Phone di Microsoft. Il terminale infatti dovrebbe chiudersi esattamente come un libro. Per realizzare il suo iPhone pieghevole Apple ha pensato di utilizzare la nuova tecnologia dei MicroLED. La miniaturizzazione dei diodi luminosi consente di realizzare schermi non solo flessibili ma anche più luminosi e meno dispendiosi dal punto di vista energetico. La riduzione dei consumi è stimata del 50% rispetto agli attuali OLED. Apple inoltre non avrebbe particolare problemi a sfruttare questa tecnologia grazie all’acquisizione nel 2014 di LuxVue Technology, azienda specializzata in questo settore. Come ogni brevetto, non vi è la certezza che questo dispositivo verrà effettivamente realizzato ma non è la prima volta che si parla di iPhone pieghevole. In passato si vociferava che Apple stesse collaborando con LG per lanciare il terminale con display foldable nel 2020. LG Innotek si sarebbe occupata dello sviluppo delle schede elettroniche in grado di resistere alle sollecitazioni dovute al cambio di form factor mentre la divisione Display avrebbe fornito i pannelli OLED flessibili già testati da qualche anno. In attesa di sapere se Apple lancerà mai un iPhone pieghevole, Samsung sta ultimando lo sviluppo del suo top di gamma con schermo flessibile battezzato Galaxy X. In questi giorni è infatti comparsa una pagina di supporto relativa al dispositivo sul sito dell’azienda coreana. Se tutto andrà secondo i piani lo smartphone arriverà nel 2019. The post iPhone pieghevole? C’è il brevetto appeared first on Data Manager Online.
GDPR: Var Group e la sua cyber division Yarix acquisiscono il 20% di Privatamente
Nasce il centro di competenza Var Group dedicato alla privacy, per sostenere le imprese che si devono adeguare al Regolamento europeo per la data protection Tutte le imprese italiane, dal 25 maggio 2018, dovranno adeguarsi alla nuova normativa europea sulla protezione dei dati. In un contesto economico e sociale sempre più pervaso da dinamiche IoT, Big Data e di trattamento automatizzato dei dati con finalità di profilazione, il legislatore comunitario ha rafforzato e uniformato i parametri di tutela dei dati personali per i cittadini della UE. Per le organizzazioni pubbliche e private, la normativa europea comporta uno sforzo duplice: orientare l’intera cultura aziendale alla sicurezza, in maniera diversa e più profonda rispetto alle attuali norme per la tutela della privacy, e costruire un processo strutturato di trattamento dei dati. Con un impatto significativo sull’organizzazione, in termini di ruoli, responsabili e responsabilità. Per gestire al meglio le esigenze del mercato in vista di questo importante snodo normativo, Var Group e la sua Cyber Division Yarix annunciano l’acquisizione del 20% di Privatamente, società specializzata in servizi di consulenza professionale in ambito privacy e tutela delle informazioni. Var Group e Yarix integrano, così, la propria consolidata expertise nei settori IT e cybersecurity con specifiche competenze di Risk Assessment e Data Protection. “Il GDPR si prospetta come un banco di prova importante per gli operatori del mercato, che spesso faticano ad entrare appieno nell’ottica della sicurezza. L’acquisizione di Privatamente ci consente di disporre delle competenze più qualificate e del bagaglio di conoscenze più ampio ad oggi presenti sul mercato: questa operazione sancisce, di fatto, la nascita del maggiore centro di competenza in Italia in fatto di protezione dei dati. Un asset tanto più strategico quanto più ampia diventa l’esposizione digitale delle imprese”, commenta Mirko Gatto, AD Yarix. “Var Group continua a fare investimenti importanti in tema di cybersecurity per offrire una proposizione globale che abiliti la Digital Transformation – dichiara Francesca Moriani AD di Var Group – La creazione di un centro di competenza dedicato alla privacy è fondamentale per permettere alle imprese di sfruttare al meglio, in un contesto globale, le informazioni aziendali, considerate oggi il “petrolio del terzo millennio.” Fondata nel 2017 raccogliendo l’esperienza della Privacy Division di Yarix, Privatamente è in grado di operare all’interno delle realtà di business, affiancando il management nell’iter di analisi ed integrazione dei requisiti stabiliti per legge all’interno delle organizzazioni aziendali. A guidare Privatamente nel ruolo di AD e fondatore è Riccardo Marchetti, Lead Auditor ISO/IEC 27001 e tra i massimi esperti in Italia in tema di privacy e sicurezza delle informazioni. Riccardo Pozzobon, entrato nella squadra dopo aver conseguito una laurea in psicologia, è Privacy Officer certificato da Federprivacy. The post GDPR: Var Group e la sua cyber division Yarix acquisiscono il 20% di Privatamente appeared first on Data Manager Online.
PTC annuncia la nuova release della piattaforma Vuforia Augmented Reality
Tra le funzionalità di Vuforia 7, Ground Plane Detection, Next-Generation Object Recognition e il supporto per Apple ARKit e Google ARCore PTC ha annunciato l’imminente distribuzione di Vuforia 7, l’ultima versione della pluri-premiata piattaforma per lo sviluppo di applicazioni di Realtà Aumentata. Le principali migliorie introdotte da Vuforia 7 riguardano la possibilità di abbinare contenuti digitali a più tipi di oggetti e ambienti e una nuova capacità di offrire esperienze di Realtà Aumentata avanzata su un’ampia gamma di dispositivi portatili. Vuforia è la piattaforma più ampiamente usata al mondo per Realtà Aumentata. Con il supporto ai principali cellulari, tablet, visori e occhiali, Vuforia ha reso possibili più di 475 milioni di installazioni di app per Realtà Aumentata da Apple Store e Google Play. Vuforia Engine, il cuore della piattaforma, usa telecamere e sensori come un occhio digitale all’interno di una app. L’occhio ‘vede’ gli oggetti e le superfici nei quali può essere collocato il contenuto digitale e permette agli sviluppatori di creare le esperienze di AR (Augmented Reality) usando gli strumenti di sviluppo esistenti. Vuforia 7 include Model Targets, una nuova feature che abilita esperienze di realtà aumentata con oggetti non riconoscibili usando la tecnologia di visione computerizzata esistente. Model Targets riconosce gli oggetti dalla forma, a differenza di quanto fanno i metodi esistenti, che si basano sui modelli visuali dettagliati che normalmente si trovano su carta stampata, imballaggio di prodotti e molti beni di consumo. Con Model Targets, il contenuto può essere abbinato a oggetti come automobili, elettrodomestici e macchinari industriali. Model Targets darà il via a una nuova categoria di contenuti AR, in grado di sostituire i tradizionali manuali utente e le istruzioni tecniche di servizio. In risposta all’enorme domanda da parte degli sviluppatori, Vuforia 7 propone anche una nuova funzionalità per inserire i contenuti su superfici orizzontali. Vuforia Ground Plane consente di collocare i contenuti su pavimenti, o superfici piane, in ambienti chiusi o all’aperto. Vuforia Ground Plane estende le funzionalità di Vuforia Smart Terrain, annunciata per la prima volta nel 2013 ma limitata a dispositivi con telecamere a rilevamento di profondità. Vuforia Ground Plane supporterà un’ampia gamma dei dispositivi attuali e rappresenterà una soluzione ideale per gli sviluppatori per realizzare app di visualizzazione, dall’acquisto di arredamento per interni alla revisione di design e progetti. Vuforia 7 include anche Vuforia Fusion, una nuova funzionalità progettata per fornire la migliore esperienza di AR possibile su un’ampia gamma di dispositivi. Vuforia Fusion risolve il problema della frammentazione delle tecnologie di Realtà Aumentata, incluse videocamere, sensori, chipset e framework software come ARKit e ARCore. Questa funzionalità rileva le capacità del dispositivo e le integra con le feature di Vuforia, consentendo agli sviluppatori di affidarsi a un’unica API, Vuforia, per un’esperienza AR ottimale. Vuforia Fusion porterà le funzionalità avanzate di Vuforia sia ai dispositivi ARCore e ARKit, sia a oltre 100 modelli di dispositivi Android e iOS. “Abbiamo lavorato con Vuforia dal primo lancio di Tango e ora siamo felici di continuare la partnership con il lancio di ARCore”, ha dichiarato Nathan Martz, Product Manager di Google. “Vuforia render più facile agli sviluppatori la possibilità di sfruttare ARCore nelle funzionalità di Vuforia con le quali hanno già familiarità”. “Per uno sviluppatore, non c’è momento migliore di questo per iniziare a conoscere la Realtà Aumentata. Non è mai stato più facile di adesso, con Vuforia integrata in Unity. E non c’è mai stata prima d’ora la possibilità di inserire contenuti in così tante applicazioni”, afferma Jay Wright, presidente di Vuforia in PTC. “La realtà aumentata è come creare magia nel mondo reale, facendo vivere storie su superfici piane, nella stanza di un bambino o in una foresta”, ha dichiarato Tony Parisi, Global Head VR/AR di Unity Technologies. “Siamo felici che gli sviluppatori Unity siano stati capaci di creare da tempo una Realtà Aumentata rivoluzionaria con Vuforia, non vediamo l’ora di offrire Vuforia 7 nella futura versione di Unity. Crediamo che questo consentirà ai creativi di spingere ancora più in là i confini della Realtà Aumentata”. The post PTC annuncia la nuova release della piattaforma Vuforia Augmented Reality appeared first on Data Manager Online.
Ecco le strade più pericolose d’Italia
7,5 incidenti su 10 avvengono sulle strade urbane, 2,5 sulle extraurbane; gli incidenti aumentano su tutte le tipologie di strada (+2% autostrada, +1,2% extraurbane, +0,5% urbane), ma diminuiscono morti (-10,2%) e feriti (-0,4%) sulle autostrade. Sono i dati essenziali che emergono da “Localizzazione degli incidenti stradali 2016”, lo studio, realizzato dall’ACI, che analizza i 36.885 incidenti (1.159 mortali), 1.264 decessi e 59.886 feriti, avvenuti su circa 55.000 chilometri di strade del Belpaese. Alcune tratte con caratteristiche autostradali, nelle vicinanze dei grandi centri urbani, si confermano quelle a maggiore densità di incidenti. La A51 Tangenziale Est di Milano – nel tratto compreso tra i chilometri 10 e 12 – è la strada dove si verificano più incidenti: 23/km, a fronte di una media italiana – per la rete extraurbana nella quale è avvenuto almeno un incidente – di 1,9 incidenti/km. Seguono la SS 036 del Lago e dello Spluga (19,5 incidenti/km) e la A4 Torino-Trieste (18,5 incidenti/km). Solo su questi tratti, il numero di incidenti è 7 volte superiore al resto della rete extraurbana. TRATTE CON MAGGIORE DENSITA’ DI INCIDENTI PROVINCIA DENOMINAZIONE STRADA DA A ESTESA INC INC per KM Milano A 51 – Tangenziale Est Milano 10 12 2 46 23,0 Monza e della Brianza SS 036 – del Lago di Como e dello Spluga 13 17 4 78 19,5 Milano A 04 – Torino-Trieste 135 137 2 37 18,5 Bologna Raccordo Tangenziale Nord Città di Bologna (Casalecchio-Aeroporto-San Lazzaro) 11 14 3 55 18,3 Messina A 20 – Messina-Palermo 6 9 3 54 18,0 Rimini SS 016 – Adriatica 203 206 3 48 16,0 Roma A 90 – Grande Raccordo Anulare di Roma 36 46 10 152 15,2 Roma A 24 – Penetrazione urbana (GRA-Portonaccio) 0 7 7 100 14,3 Napoli Tangenziale Est-Ovest Napoli 15 19 4 54 13,5 Milano A 04 – Torino-Trieste 126 130 4 48 12,0 Roma SS 006 – via Casilina 11 19 8 93 11,6 Reggio Calabria Raccordo Autostradale di Reggio Calabria 0 5,6 5,6 58 10,4 Milano A 51 – Tangenziale Est Milano 0 5 5 43 8,6 DUE RUOTE I veicoli a due ruote (biciclette comprese), sono coinvolti nel 24% degli incidenti stradali. L’indice di mortalità delle due ruote è molto più elevato di quello delle quattro ruote: più di 1,5 morti ogni 100 mezzi coinvolti in incidente, per motocicli e biciclette, rispetto allo 0,66 delle auto. L’analisi dei dati evidenzia i tratti più pericolosi delle statali. Al vertice delle tratte più pericolose per le due ruote, la SS 011 Padana Superiore, seguita dalla SS 009 via Emilia e dalla SS 233 Varesina. TRATTE PIU’ PERICOLOSE PER LE DUE RUOTE REGIONE PROVINCIA NOME STRADA DA KM A KM estesa INC Inc2R % Inc 2R Veneto Venezia SS 011 – Padana Superiore 421,0 426,0 5,0 26 23 88,5 Emilia Romagna Rimini SS 009 – via Emilia 6,0 8,0 8,0 15,0 12,0 80,0 Lombardia Varese SS 233 – Varesina 41,0 42,0 1,0 9 7 77,8 Veneto Treviso SS 013 – Pontebbana 16,0 17,0 1,0 8 6 75,0 Liguria Savona SS 001 – via Aurelia 569,0 572,0 3,0 39 29 74,4 Toscana Lucca SS 001 – via Aurelia 363,0 367,0 4,0 19 14 73,7 Liguria Savona SS 001 – via Aurelia 605,0 606,0 1,0 7 5 71,4 Emilia Romagna Rimini SS 009 – via Emilia 0,0 1,0 1,0 7 5 71,4 Lombardia Como SS 035 – dei Giovi 154,0 155,0 1,0 7 5 71,4 Toscana Prato SS 066 – Pistoiese 20,0 21,0 1,0 7 5 71,4 Toscana Pisa SS 067 – Tosco Romagnola 6,0 10,0 4,0 21 14 66,7 Lazio Roma SS 002 – via Cassia 11,0 16,0 5,0 38 25 65,8 Veneto Padova SS 011 – Padana Superiore 378,0 380,0 2,0 19,0 11,0 57,9 Toscana Livorno SS 001 – via Aurelia 306,0 307,0 1,0 7 4 57,1 Puglia Taranto SS 172 – dei Trulli 71,0 72,0 1,0 7 4 57,1 Lazio Roma SS 008 bis – via Ostiense 10,0 17,0 7,0 44 25 56,8 Campania Napoli A 03 – Napoli-Salerno 22,0 23,0 1,0 9 5 55,6 Lazio Roma SS 007 – via Appia 19,0 20,0 1,0 9 5 55,6 Lazio Roma A 90 – Grande Raccordo Anulare di Roma 11,0 12,0 1,0 11 6 54,5 Lazio Roma SS 005 – via Tiburtina Valeria 12,0 13,0 1,0 11 6 54,5 Lazio Roma SS 148 – Pontina 12,0 13,0 1,0 11 6 54,5 Lazio Roma SS 007 – via Appia 13,0 14,0 1,0 13 7 53,8 Lazio Roma SS 006 – via Casilina 16,0 19,0 3,0 45 24 53,3 Emilia Romagna Rimini SS 016 – Adriatica 202,0 209,0 7,0 77 38 49,4 Campania Napoli Tangenziale Est-Ovest Napoli 15,0 19,0 4,0 54 25 46,3 The post Ecco le strade più pericolose d’Italia appeared first on Data Manager Online.
Cisco e INTERPOL unite contro il Cybercrime
Cisco e INTERPOL hanno annunciato un accordo che prevede la condivisione delle rispettive intelligence sulle minacce informatiche come primo passo nella lotta congiunta contro la criminalità informatica. Sotto l’egida dell’Interpol Global Complex for Innovation (IGCI) di Singapore, il centro globale per la criminalità informatica dell’INTERPOL, questa collaborazione favorirà lo sviluppo di un approccio coordinato e mirato alla condivisione dei dati da parte delle due organizzazioni. Ciò, non solo consentirà di individuare rapidamente le minacce in tutto il mondo, ma spianerà anche la strada a una potenziale collaborazione futura in materia di formazione e condivisione di competenze e conoscenze. “Lo scambio di informazioni e competenze tra il settore pubblico e quello privato è essenziale per combattere la criminalità informatica,” ha dichiarato Noboru Nakatani, Executive Director di IGCI. “Nessun paese o azienda può farlo da sola. L’accordo tra INTERPOL e Cisco dà a noi, e ai servizi di polizia dei 192 paesi membri, l’accesso a importanti informazioni sulle minacce informatiche che ci aiuteranno non solo a individuare gli attacchi, ma anche a prevenirli”. “Dato che la criminalità informatica continua a intensificarsi in tutto il mondo, i difensori del settore pubblico e privato devono far fronte alla minaccia con altrettanta forza”, ha aggiunto John N. Stewart, Senior Vice President, Chief Security e Trust Officer di Cisco. “La visibilità e l’intelligence globale sulle minacce in tutto il settore della cybersecurity sono fondamentali per consentire l’individuazione, l’analisi e la protezione contro le minacce emergenti. Siamo lieti di collaborare con INTERPOL per condividere informazioni sulle minacce e trovare altre opportunità di collaborazione per combattere la criminalità informatica a livello globale”. “Questo accordo, siglato a Singapore, dimostra la crescente importanza del paese nella regione Asia-Pacifico e sulla scena mondiale come centro per combattere la criminalità informatica e guidare l’innovazione nella cibersecurity,” ha concluso Naveen Menon, President of Cisco, Southeast Asia. “Ci troviamo in regioni diverse con differenti livelli di maturità tecnologica. Questa iniziativa rappresenta un passo importante nella creazione di una strategia unificata per ridurre i rischi digitali e consentire la crescita economica senza timore di minacce e attacchi digitali”. Le soluzioni best-of-breed di sicurezza Cisco e l’approccio architetturale aiutano le aziende a proteggersi nel modo più efficace su tutti i fronti, dalla rete all’endpoint, fino alle applicazioni in cloud. Il portafoglio completo di sicurezza di Cisco è progettato per la collaborazione ed è in grado, una volta riconosciuta una minaccia, di fermarla ovunque, cambiando radicalmente l’equazione della sicurezza. Inoltre, Cisco blocca 19,7 miliardi di minacce al giorno tramite la sua Collective Security Intelligence, abilitata da Cisco Talos, il gruppo di ricerca e intelligence sulla sicurezza di Cisco. L’accordo di Cisco con INTERPOL supporta i programmi dell’organizzazione mirati sia alla criminalità informatica pura sia ai reati informatici per assistere i paesi membri nell’identificazione degli attacchi informatici e dei loro autori. The post Cisco e INTERPOL unite contro il Cybercrime appeared first on Data Manager Online.