Le aziende emiliano-romagnole si aggiornano sul Cloud con Alterna e Microsoft

Appuntamento a Bologna il 30 novembre (Savoia Hotel Regency, ore 14.30) per parlare delle opportunità offerte dalla nuvola digitale. Uno spazio sicuro per proteggere le applicazioni strategiche e i dati sensibili della propria impresa Quando si parla di Cloud sono in molti a porre qualche resistenza e soprattutto ad avere timore sulla sicurezza dei propri dati affidati alla “nuvola digitale”. Ma qualcosa sta cambiando e il numero delle imprese che scelgono questa strada è in crescita. Per far conoscere le opportunità offerte da Microsoft Azure, Alterna in collaborazione con Altea 365 (società del gruppo Altea Federation specializzata in servizi di supporto continuativi 24/7 multilingua e business process outsourcing) invita le imprese emiliano-romagnole il 30 novembre al Savoia Hotel Regency di Bologna – ore 14.30. Un incontro pensato per i titolari, i direttori generali, i direttori di sistemi informativi e i manager IT di aziende di medie e piccole dimensioni che vogliono aprirsi all’innovazione per affrontare le sfide future. I lavori saranno aperti da Vieri Chiti, Microsoft Director Partner Development Italy, che spiegherà la flessibilità di Microsoft Azure, la sua adattabilità alle esigenze del cliente e la velocità di accesso ai sistemi. La piattaforma, infatti, è uno strumento globale e sicuro per guidare le aziende nel percorso di trasformazione. Tra i vantaggi di Microsoft Azure vi è una riduzione dei costi di infrastruttura fino al 30% e un incremento di produttività. L’incontro di Bologna sarà anche l’occasione per conoscere la proposta Azure Stack, l’Hybrid Cloud lanciato al Microsoft Inspire di Washington la scorsa estate. Si tratta di una soluzione ibrida proposta in collaborazione con Hewlett Packard Enterprise, che consente alle aziende di ricreare un’infrastruttura cloud all’interno di un data center privato e che si pone come alternativa alla soluzione tradizionale “on premise” oppure a una migrazione totale nella nuvola. Un modo per avere una gestione e una sicurezza dei propri dati uniforme e semplificata. Infine, durante il workshop verranno presentati da Alterna alcuni casi di successo di imprese che hanno sperimentato la migrazione di un’infrastruttura da “on premise” a “on cloud”. In particolare, si potranno conoscere esperienze concrete dove il passaggio al cloud ha consentito di migliorare la propria competitività, ottenere un valore aggiunto più elevato e migliorare la qualità dei prodotti. Verranno presentati esempi per l’ERP on Azure, NAV on Azure e SAP on Azure, oltre che importanti novità sulle soluzioni di backup e disaster recovery. Rapidità di risposta alle evoluzioni strategiche dell’impresa, la possibilità di avere Business Continuity e sicurezza dei dati e, infine, la disponibilità di risorse per favorire l’innovazione: questi i vantaggi di Microsoft Azure. Con Microsoft Azure il Cloud diventa per tutti. Se vuoi partecipare al nostro incontro iscriviti subito! The post Le aziende emiliano-romagnole si aggiornano sul Cloud con Alterna e Microsoft appeared first on Data Manager Online.
Tamagotchi, nuova vita sugli smartphone, arriva app
Sarà disponibile nel 2018 per dispositivi iOS e Android
Huawei ringrazia Apple ma assicura: “La sua era è finita, la supereremo”
Il Presidente di Huawei, Ren Zhengfei, ha ringraziato Apple per aver plasmato il mercato smartphone ma allo stesso tempo ne conferma l’inesorabile declino Huawei non ha mai nascosto di avere ambizioni importanti. L’azienda cinese ha più volte ribadito di voler raggiungere la vetta del settore smartphone ma deve confrontarsi con due veri e propri colossi come Samsung ed Apple. In realtà il produttore è stato davanti alla Mela in termini di distribuzione per qualche mese ma con iPhone X è probabile che quest’ultima abbia già riguadagnato il secondo posto in classifica. Huawei comunque non ha abbandonato il suo progetto, come ha confermato il fondatore e presidente, Ren Zhengfei, durante una visita al Research Institute in Giappone. Huawei non si è mai limitata quando si è trattato di attaccare i prodotti della Mela dal punto di vista della comunicazione ma questa volta ne ha riconosciuto tutti i meriti. Zhengfei ha infatti sottolineato come Apple abbia totalmente rivoluzionato il mondo della tecnologia a partire dal lancio del primo vero personal computer. Le altre grandi innovazioni portate dalla multinazionale fondata da Steve Jobs sono state i sistemi avanzati per l’elaborazione delle immagini e l’esplosione del touchscreen con la commercializzazione di iPhone e iPod Touch. “Apple ha cambiato il mondo, e dobbiamo ringraziarli per questo”, ha sottolineato il Presidente. Huawei non avrebbe potuto diventare quello che è senza il contributo dato dalla Mela ma per Zhengfei la sua epoca è ormai finita e “il lento ma inesorabile declino di Apple sta dando ai produttori di smartphone cinesi nuove opportunità”. Da tempo diversi analisti concordano che la Mela non è più innovativa come un tempo. Lo stesso Steve Wozniak, co-fondatore della società, ha spesso criticato le strategie legate agli ultimi prodotti e su questo concorda anche l’ex creative director Hugh Dubberly. Apple sta diventando (se non lo è già) un gigante dai piedi di argilla come dimostra il calo delle vendite di iPhone in Europa e soprattutto in Cina. Di questa crisi ne hanno approfittato prima Huawei, chi prepara al lancio del suo servizio di streaming TV e app store nel Vecchio Continente, e in seguito anche produttori come Xiaomi, Vivo e Oppo. The post Huawei ringrazia Apple ma assicura: “La sua era è finita, la supereremo” appeared first on Data Manager Online.
Antitrust, tassa Airbnb rischia di danneggiare utenti
A Camere, Mef, Entrate, ‘possibile alterazione concorrenza’
Snapchat, lancia filtri che ‘riconoscono’ oggetti inquadrati
Nuova funzione suggerisce adesivi in base al contesto
Imax lancia il primo centro di realtà virtuale in Europa
A Manchester nasce il VR Experience Centre, dotato delle migliori tecnologie audio e video, precursore dei cinema del futuro La realtà virtuale applicata all’intrattenimento è già un contesto concreto, almeno a livello domestico. Quella indirizzata alla massa invece dovrebbe ottenere uno slancio evidente nel corso dei prossimi mesi, grazie ad attività globali. Tra queste vi è sicuramente il VR Experience Centre di Manchester, aperto qualche giorno fa da Imax. Si tratta di una sorta di cinema del futuro entro cui assistere a spettacoli e interagire tramite vari visori con i mondi tridimensionali previsti di volta in volta. Sono un totale di 10 le stanze adibite al VR, sia con postazioni fisse che libere, per muoversi con visori e trackpad come gli HTC Vive, che necessitano di una superficie di almeno 3 metri x 2 per lavorare ottimamente col singolo utilizzatore. Prima in Europa Quello voluto da Imax, proprio a causa delle dimensioni è più di un esperimento. Il cinema VR aperto a Manchester potrebbe essere il primo di una serie di teatri simili da edificare stabilmente nel resto d’Europa. Giovanni Dolci, managing director della compagnia, ha già espresso la volontà di lanciare 10 centri simili nei prossimi mesi, così da ampliare la conoscenza verso i consumatori. In verità, già negli anni scorsi si erano viste esperienze del genere, ad esempio ad Amsterdam, con la sala cinematografica dotata di Gear VR per la visione di film oppure le attrezzature di Samsung che ricreano una sorta di montagna russa con sedili e piattaforme movibili. In tutti i casi eravamo dinanzi a progetti temporanei, atti a mostrare le potenzialità della realtà virtuale mentre qui si sta aprendo una nuova era che vede nel VR più di un trend passeggero. The post Imax lancia il primo centro di realtà virtuale in Europa appeared first on Data Manager Online.
Enterprise Architects: Leaders, Influencers, Facilitators
Anyone Can Have an Architectural Idea By Chris Potts Anyone, anywhere, and at anytime, can have an idea that could impact your enterprise’s architecture. They might be an enterprise architect, but are most probably not. Depending on the value they put on the idea, it may develop further or stop right there: if they think it’s a good idea, they will invest themselves in it; if it seems like a bad idea, they won’t. The impact of their idea may be limited to just your enterprise. Or, it could restructure the market(s) in which you do business: “enterprise architecture” can drive “market architecture”- making it a very powerful idea, indeed. Some of the ideas that are impacting your enterprise’s architecture originated from a long time ago. Take digital business, for example. One of the original ideas that has made it possible was first documented by a computer scientist in 1957[i], and was inspired by the way a hamburger restaurant organized its kitchen. Enterprise Resource Planning (ERP) started-out in 1964 as Materials Requirements Planning[ii]. Artificial Intelligence (AI) is an idea from antiquity – although the term was first documented in 1956[iii]. While Enterprise Architecture[iv] (EA), as a formalized idea, started-out in the 1980s, the earliest known written work on architecture dates from between 30 and 15 BCE[v]. On the other hand, today someone stepping-out of their car, standing waiting for a train, or sitting in their bathtub (for example), can have an idea that could impact your enterprise’s architecture. They might work for your enterprise, or another one. Their idea may not be entirely original, more likely how to exploit an existing idea – such as digital business, ERP, AI or EA. In other words, an innovation. And more specifically, if their idea has an architectural impact, a structural innovation. Let’s say that person works for your enterprise, in marketing (it could be anywhere). Their innovation idea is about exploiting digital business. Their goals are to attract new customers, grow revenues, and so improve the return on investment in marketing. They have the know-how, personal enterprise and budget to make the change. It’s consistent with the marketing strategy, and doesn’t require any capital investment. It’s what they come to work to achieve, and what the enterprise pays them to do. A win all around. No architect required. Why shouldn’t they just get on and do it? Because, for a start, it will be hard for them to assess the potential impact of their change on other parts of the enterprise. Marketing isn’t a standalone, autonomous activity. People who work in marketing are connected with other people, and the technologies used for marketing are connected with those that are used for everything else. Every enterprise activity is part of a wider culture and structure, and of wider end-to-end processes. A change in only one activity might still turn out to be a structural innovation. Also because, if the enterprise has a digital business strategy (or ERP strategy, AI strategy, EA strategy, etc.), founded on a coherent architecture and executed though a coordinated set of investments, the marketing innovation may be at-odds with it. It may also be at-odds with the enterprise’s strategy for investing in change, if growing revenues isn’t a priority goal at the moment, or there are already enough revenue-growing changes in the portfolio. So, if strategy, architecture, and investment goals are reasons why the person in our example shouldn’t just get on and innovate, how would they know? Let’s go back to the moment they stepped-out of the car, or wherever they were at the time. They could have known, already, that the enterprise has a digital business strategy, that there is a coherent enterprise-wide architecture, prioritized investment goals and a change portfolio. Even if they didn’t know the details, they could know who to ask. That knowledge would have helped them decide whether to invest themselves in the innovation there-and-then, to check with someone first, or to let it drop. Some of their ‘bad’ ideas might even turn out to be good ones after all – perhaps with some re-shaping – and vice versa. Those are the moments that an enterprise’s architects need to think about the most, and act upon. The enterprise’s architecture emerges from structural innovations, big and small, that people invest themselves in and make happen. A few of those innovations come from the architects, and will be on their roadmap if they have one. Most will be the work of others, and are where the value of investing in architecture will truly show. An enterprise architect’s strategy for success is founded on leading, influencing and facilitating other people’s ideas, starting from the moment they have them. The longer and more deeply someone invests themselves in an idea, the harder it can be to influence them. Leadership will help people validate their ideas as they occur. Influence will help them re-shape, or if necessary abandon, ideas early-on. Facilitation will help people to explore their ideas in the context of the enterprise’s strategies, architecture, investment goals and change portfolio. Yet, the architect is rarely there when the ideas happen. How, then, do they provide leadership, influence and facilitation? The solution is in their relationships with the enterprise’s strategists, portfolio managers, and Chief Officers (in our example above, with the Chief Marketing Officer). If those people recognize the value of architecture, with its focus on structural innovations, coherency, and interconnected impacts, they can act as proxy-architects and encourage others to do the same. The quid-pro-quo is that the Enterprise Architects must equally value the work those people do, and be prepared to do something in return. How, then, should people such as Chief Officers see and appreciate the value of architecture? For a start, the results of the architects’ leadership, influence and facilitation must tangibly appear in the enterprise’s strategies, in the change portfolio (specifically, in the architectural investments[vi]), and in the Chief Officer’s own outcomes. Ultimately, though, the value of architecture has to show up
Clima, ideato un sistema per indurre la pioggia
Contro la siccità, nuvole “inseminate” per provocare piogge Da un gruppo di studenti universitari francesi arriva un’idea geniale per contribuire alla lotta alla denutrizione causata dalla siccità, nei paesi dove non piove quasi mai. Indurre la pioggia da oggi potrebbe essere possibile grazie ad un’iniziativa portata avanti da studenti della facoltà di ingegneria di IPSA-Institut polytechnique des sciences avancées, e da studenti di biotecnologia dell’università francese Sup’ Biotech in collaborazione con il Centre National d’Etudes Spatialise (CNES), l’agenzia del governo francese responsabile della definizione e attuazione della politica spaziale del Paese. Si tratta di un progetto innovativo di ‘cloud seeding’ (inseminazione delle nuvole), denominato HighDr’O, supportato da Arjowiggins Graphic, gruppo specializzato nella produzione di carte riciclate. L’idea è quella di utilizzare batteri ecologici non pericolosi dispersi nell’aria per alterare i processi microfisici all’interno delle nuvole e causare così la pioggia. Una tecnologia eco-compatibile Questa è la prima tecnologia di cloud seeding eco-compatibile, che si avvale di batteri non nocivi per non impattare negativamente sull’ambiente circostante e sugli ecosistemi a differenza delle tecniche già esistenti, ad esempio in Cina, che utilizzano lo ioduro d’argento. Un razzo vettore trasporta la sostanza batterica fino a 2.000 metri di altezza, allo scopo di indurre la pioggia in aree dove le precipitazioni sono scarse o quasi assenti, nell’ottica di contrastare la denutrizione e la fame causate dalla carenza di acqua. Ancora siamo in una fase di sperimentazione, con analisi di laboratorio continuative per individuare i batteri più adatti, ma già è stato effettuato il lancio con successo di diversi razzi ed è stato presentato al Global Positive Forum di Parigi, sotto il patrocinio del presidente francese Emmanuel Macron. Arjowiggins Graphic persegue lavora attenendosi a tre principi che evidenziano il suo intento di rispettare l’ambiente: lo sviluppo di un modello di economia circolare basato sull’uso di fibre riciclate, la conformità alle certificazioni più rigorose sia per i prodotti che per le fabbriche, e la riduzione delle emissioni di CO2. The post Clima, ideato un sistema per indurre la pioggia appeared first on Data Manager Online.
YouTube, in ricerche spunta pedofilia
BuzzFeed, segnalazioni utenti. Azienda, stiamo indagando
Classifica Top 100, cavalli di razza
Le trentuno edizioni della Classifica Top 100 di Data Manager rappresentano lo sforzo non solo di leggere il quadro di insieme del settore IT, ma di valorizzare gli operatori italiani del comparto Software e Servizi Tutte le aziende della Classifica sono cavalli di razza. Anche quelle che sono rimaste fuori per poco. Quelle che hanno perso qualche posizione perché il mercato è cresciuto. O quelle che non avevano un bilancio consolidato o erano impegnate in operazioni di fusione e acquisizione, al momento del rilevamento dei dati. Se – però – il ranking non è così importante, se gli indici di performance non devono essere considerati come valori assoluti, ma calati nel contesto, e correlati nel modo corretto alla luce di tutte le variabili del mercato e della competition – qual è il valore della Classifica? Non certo, quello delle guide blasonate che in questo stesso periodo distribuiscono forchette, stelle e calici ai campioni dell’enogastronomia globale – per quanto – la gestione di un “fornello” a legna sarebbe una buona scuola di gestione aziendale per manager in cerca d’autore. E neppure, quello delle classifiche calcistiche, con annesso mercato delle figurine. Le trentuno edizioni della Classifica di Data Manager rappresentano lo sforzo non solo di leggere il quadro di insieme del settore IT, ma di valorizzare gli operatori italiani del comparto software e servizi. Non ci interessano i punteggi e neppure le gerarchie di numeri che non sono capaci di rappresentare il valore e la storia di un’impresa. Non ci interessa appagare la voglia di protagonismo né fornire nuovo materiale per il titolo di un comunicato stampa. Quello che cerchiamo di fare, grazie all’aiuto degli analisti di IDC Italia, è fornire spunti di riflessione sui risultati raggiunti dalle imprese in un contesto economico, sociale e storico di un’Italia sempre più complessa, che ha bisogno di cambiamento ma che non riesce a esprimere tutte le potenzialità. #Top100 Le aziende della Classifica sono cavalli di razza @IDCItalyClick To Tweet Le imprese più innovative hanno la responsabilità di essere service provider, business partner e digital leader anche per il Paese. Dai CIO delle imprese della Classifica, arriva una lezione importante. Nella corsa al cambiamento e alla trasformazione dei modelli di organizzazione e di delivery dell’IT, bisogna avere chiara l’idea di futuro. Bisogna avere il coraggio della discontinuità, ma anche la capacità di preservare il valore della continuità. Perché l’IT non può essere fine a se stessa, ma deve portare valore nuovo alle imprese. Le tecnologie accorciano le distanze sui mercati, rimodulano il rapporto tra vendor e partner di canale, e impongono alle imprese di rifocalizzare l’offerta. Le grandi aziende come le più piccole hanno imparato che è più facile essere resilienti non restando da sole. Queste imprese hanno reagito alla crisi e si sono rinnovate, mantenendo la capacità di ascolto del cliente, la voglia di innovare e soprattutto di imparare dai propri errori. Non possiamo più parlare di crisi. Siamo all’inizio di una rivoluzione. L’Industry 4.0 sta smuovendo le acque anche nei settori più tradizionali. E l’impatto dell’intelligenza artificiale sul business, sull’informatica gestionale, sull’implementazione dell’IoT, è tutto ancora da valutare e richiederà di creare nuove inedite alleanze. Sostenibilità, crescita, energia, sicurezza, salute e lavoro sono le sfide che abbiamo davanti. #Top100 Il valore della Classifica oltre il ranking @IDCItalyClick To Tweet Non è più il momento di “rompere”, di essere “disruptive” e di andare sempre più veloci, ma di fermarsi e riflettere. Se trasformeremo le case, le auto, le città, gli ospedali, i luoghi di lavoro e di consumo in “scatole nere”, saremo in grado di attingere alla più grande riserva di capacità di risoluzione di problemi per fare le domande giuste? La risposta è una sola: se utilizzeremo l’intelligenza artificiale solo per vendere un paio di scarpe in più, non solo avremo sprecato la straordinaria opportunità di capire di più il mondo, ma avremo commesso l’errore di adattare il nostro mondo all’ambiente operativo di una macchina, e non viceversa. E il costo per scelte non fatte o fatte male sarà altissimo. The post Classifica Top 100, cavalli di razza appeared first on Data Manager Online.