Binge-watching: ecco le quattro regole d’oro
Binge-watching vuol dire fare una maratona di visione guardando cinque, dieci puntate, a volte anche intere stagioni di una serie televisiva, tutte di seguito. Secondo una ricerca realizzata da YouGov, il 68% degli americani tra 18 e 34 anni e il 52% di quelli tra 35 e 54 anni oggi preferisce il binge-watching ai tradizionali metodi di visione delle loro serie TV preferite. Seppur con numeri inferiori, l’esperienza di ogni giorno ci insegna che il fenomeno sta sempre più affermandosi anche in Italia. Gli spettatori che praticano il binge-watching sono in costante aumento, grazie anche alla crescita della popolarità dei servizi disponibili on demand. Samsung, azienda che da sempre è attenta alle abitudini e alle esigenze dei consumatori, ha quindi approfondito l’analisi di questo attualissimo modo di vivere le serie TV e ha individuato quattro “regole d’oro” che ogni binge-watcher dovrebbe conoscere. Regole che sono state svelate e messe in pratica ieri, mercoledì 29 novembre, durante l’evento di presentazione di “Sandro”, la nuova serie de Il Terzo Segreto di Satira. La nuova produzione Dplay Original (il brand che racchiude le produzioni nate esclusivamente per Dplay il servizio OTT gratuito di Discovery Italia presente anche su Smart TV) è stata presentata durante un viewing party in cui gli ospiti hanno avuto la possibilità di godersi la prima maratona della serie sui TV QLED Samsung, negli ambienti rilassanti del CROSS+STUDIO di Milano. I rituali per una viewing marathon che Samsung ha osservato e poi raccolto, grazie alla propria esperienza tecnologica e d’intrattenimento e alla conoscenza dei propri consumatori, si basano su quattro elementi che solitamente passano in secondo piano ma che, in realtà, possono fare la differenza e rendere un’esperienza di binge-watching eccezionale. Regola 1: Ambiente Preparare la cornice perfetta per il binge-watching è essenziale. Attenzione a non trascurare alcuni fattori secondari ma comunque molto importanti: Temperatura. Impostare il termostato a 21 °C. Umidità. Usare un deumidificatore per mantenere l’umidità al 40-60% per un ambiente piacevole. Illuminazione. Poiché generalmente i televisori meno nuovi non correggono eventuali riflessi, è necessario eliminare riflessi o luci abbaglianti. Se invece si dispone di un TV QLED di Samsung, l’illuminazione non rappresenta un problema grazie alla perfetta qualità dell’immagine in qualsiasi condizione di illuminazione. Combinazione di colori. Includere elementi nei toni del blu e del verde sulle pareti o negli arredi per una sensazione di comfort e serenità. Qualità dell’aria. Un numero limitato di piante facili da curare può ridurre drasticamente la quantità di tossine nell’aria. Regola 2: Ergonomia Parola d’ordine? Comfort. La corretta posizione di seduta e la disposizione dell’arredamento possono fare la differenza se si prevedono ore e ore di maratona di visione. Postazioni comode sono fondamentali per vivere al meglio la scorpacciata di serie TV ma integrare un design ergonomico nel salotto di casa può sembrare complicato. Samsung ha quindi pensato ad alcuni semplici ma indispensabili accorgimenti: Distanza dal TV. Migliore è la qualità dell’immagine, più è possibile stare vicini al TV. Per un TV UHD la distanza ideale si trova moltiplicando per 1,5 la misura della diagonale dello schermo. Numero di persone. Quando la serie TV diventa un momento di condivisione è importante organizzare i posti a sedere secondo una disposizione curva. L’ampio angolo di visuale dei TV QLED di Samsung permette di non dover nemmeno cedere agli ospiti il proprio posto preferito. Qualcosa da sgranocchiare? Assolutamente si! Ricordando anche di scegliere un piano d’appoggio che consenta di mangiare senza doversi preoccupare di macchie e briciole Altezza del TV. Che il televisore sia appeso alla parete o su un supporto, gli occhi devono trovarsi allo stesso livello del punto centrale dello schermo. Comodità estrema. Scegliere uno schienale alto per sostenere la schiena, mettere un cuscino dietro di sé e usare un poggiapiedi per sollevare le gambe. Regola 3: Esperienza visiva Per una sessione di binge-watching che si rispetti ci sono due scelte fondamentali da fare: quale serie TV guardare e quale televisore usare. Puntare al meglio è d’obbligo: un’elevata qualità dell’immagine e un contenuto accuratamente selezionato assicurano un’esperienza emozionante e coinvolgente: Il beneficio del dubbio. Se si è incerti su una nuova serie, proseguire fino alla fine del secondo episodio. Se ancora non convince, è meglio lasciar perdere. Qualità dell’immagine televisiva. Per essere certi di non perdersi nessun dettaglio, la qualità dell’immagine televisiva è estremamente importante. I TV QLED di Samsung permettono di guardare contenuti con una resa quasi cinematografica grazie alla tecnologia “Quantum Dot” e a una gamma di colori illimitata. Design del TV. Il design dei TV è cambiato radicalmente negli ultimi anni. Oggi gli utenti sono alla ricerca di un televisore che si adatti ad ogni tipo di ambiente, dal più stravagante al più minimale. Funzionalità Smart. Una Smart TV raccoglie tutti i servizi di streaming in una singola piattaforma: oltre a guardare una serie, quindi, è possibile ottenere informazioni sulle nuove serie dai blog o cercare altri contenuti raccomandati. Regola 4: Preparazione Non si può iniziare “il rituale” di una maratona televisiva senza aver pensato a tutto. Passare ore davanti al televisore necessita di una preparazione minuziosa in modo da ridurre al minimo le interruzioni: Mangiare è nell’ABC di una sessione di binge-watching ma è importante scegliere spuntini o pasti leggeri. Anche se può essere allettante, è consigliabile astenersi dal bere alcolici in modo da poter seguire le trame più complesse. L’esercizio stimola il cervello, favorisce la circolazione sanguigna e mantiene svegli durante le lunghe ore di una maratona televisiva. Prima di infilare le pantofole, può essere utile uscire per una breve corsa. Il tempismo è cruciale. Tenere il penultimo e l’ultimo episodio della propria serie preferita per un giovedì o venerdì sera, quando in genere si è più rilassati. Mettere giù il telefono. Per immergersi completamente nel contenuto, limitare l’utilizzo dei social media finché non si conclude la visione. The post Binge-watching: ecco le quattro regole d’oro appeared first on Data Manager Online.
Fujitsu estende la collaborazione con SAP per promuovere la trasformazione dei clienti
Fujitsu implementerà soluzioni SAP per trasformare tutti i propri processi e sistemi di backoffice nella regione EMEIA Fujitsu si sta standardizzando su soluzioni SAP per trasformare i propri processi all’interno della regione EMEIA (Europa, Medio Oriente, India e Africa) facendo in modo che i sistemi Fujitsu siano pronti per rispondere alle richieste di un’era di rivoluzioni digitali senza precedenti. L’investimento dedicato alle soluzioni SAP comprende l’introduzione di SAP Ariba per implementare un’unica soluzione cloud integrata destinata a sostituire cinque differenti ambienti di procurement, come recentemente annunciato. L’iniziativa OneERP permetterà a Fujitsu di modernizzare le funzioni operative come finance, procurement e gestione della supply chain. L’annuncio odierno rafforza il rapporto esistente tra Fujitsu e SAP. A giugno di quest’anno le due società avevano firmato un memorandum d’intesa per definire la portata delle attività di co-creazione, che si concentreranno inizialmente su SAP S/4HANA e promuoveranno le connessioni tra il sistema SAP Leonardo e Fujitsu Human Centric AI Zinrai. Fujitsu e SAP forniranno alla clientela soluzioni cloud innovative ad alte prestazioni su base globale. Prima di tutto Fujitsu e SAP svilupperanno congiuntamente soluzioni destinate ai settori della produzione industriale, un’iniziativa che coinvolge la progettazione e il delivery di proposte end-to-end che combinano software e servizi di entrambe le società. Fujitsu e SAP intendono inoltre collaborare insieme per far scalare Fujitsu Cloud Service K5 in modo da poter erogare applicazioni SAP di livello enterprise in un formato on-demand flessibile e scalabile. Oltre alla rafforzata cooperazione a livello tecnico, SAP e Fujitsu svilupperanno e proporranno anche nuovi modelli go-to-market e nuove applicazioni, tra le quali una serie di servizi verticali che fanno leva sulle competenze di Fujitsu nel settore dell’IoT avvalendosi di SAP HANA come piattaforma dati unificante. Duncan Tait, CEO, SEVP e Head of Americas and EMEIA di Fujitsu, ha dichiarato: “L’ERP sta attraversando un periodo di profondi cambiamenti in termini sia di come viene percepito che della differenza che è in grado di fare all’interno di un’azienda. Stiamo investendo in soluzioni SAP per trasformare i nostri processi di business e sfruttare la scalabilità e l’accessibilità del cloud lungo tutto il ciclo di vita del procurement. Vogliamo ampliare la nostra collaborazione con SAP per estendere questi vantaggi anche alla nostra clientela affinché possa restare all’avanguardia trasformando il business e rafforzando le funzioni strategiche grazie a una visione end-to-end intelligente dell’azienda”. Robert Enslin, membro dell’Executive Board di SAP e Presidente del Cloud Business Group, ha commentato: “La trasformazione digitale richiede l’agilità e la flessibilità che solamente un’infrastruttura cloud è in grado di fornire, e il sistema ERP centrale di un’azienda non fa eccezione. SAP amplia e migliora costantemente la profondità e l’ampiezza delle proprie proposte cloud per fare in modo che i clienti come Fujitsu possano gestire efficacemente le proprie attività end-to-end mantenendo il ritmo frenetico dei cambiamenti in atto nel settore e le aspettative di consumatori e dipendenti. Attraverso l’ampliamento della loro partnership, Fujitsu e SAP combineranno le proprie competenze complementari per offrire ai clienti ancora più opzioni per restare al passo dell’evoluzione tecnologica e promuovere una solida agenda di innovazione e trasformazione del business”. The post Fujitsu estende la collaborazione con SAP per promuovere la trasformazione dei clienti appeared first on Data Manager Online.
Robot in posa, vince la versione hi-tech di Amleto
Ha per protagonista il robot bambino iCub, nato in Italia
Badi: il Machine Learning che ci rende più umani
Come spesso accade, un’invenzione può nascere da una personale necessità. È stato così per la maggior parte delle scoperte raggiunte dall’umanità L’uomo aveva freddo e scoprì il fuoco. Aveva bisogno di muoversi più velocemente e trasportare merci e inventò la ruota. In un’epoca più vicina, per accorciare le distanze, inventò il telefono. E così via. Questa volta parliamo della necessità di trovare una stanza in affitto, magari in una grande città come Milano e magari ad un prezzo ragionevole per uno studente e magari, sempre magari, abitata da persone simpatiche pulite e collaborative. Era questa la necessità di Carlos Pierre, spagnolo che ai tempi aveva 24 anni e che faceva una fatica immensa a trovare una stanza a Barcellona. Dopo varie ricerche si era quasi arreso. Le spese d’agenzia non se le poteva permettere. Un giorno, per caso, si imbatte nella lettura di un blog in cui viene a conoscenza della storia di una ragazza che non riusciva a trovare un coinquilino per il suo appartamento. La ragazza a un certo punto decide di rompere lo schema dell’occasione mancata e pubblica niente meno che su Tinder le foto dell’appartamento (per chi non lo sapesse Tinder è un sito per incontri che mette in comunicazione i profili degli utenti con lo scopo di farli chattare e poi incontrare nella vita reale). In pochissimo tempo riceve tantissime richieste, tra cui quella del suo futuro coinquilino. È a questo punto che il giovane Pierre capisce che serviva uno strumento efficace che connettesse le persone ai propri coinquilini secondo età, gusti e interessi. Così decide di creare lui stesso uno strumento del genere ed è in questo modo che è nato Badi. Siamo nel 2015 e Badi si presenta come un’app che, grazie all’intelligenza artificiale, mette in contatto persone che cercano una stanza in affitto o al contrario che vogliono affittare una stanza. La connessione tra persone affini per interessi e carattere non è però casuale. Badi ha alle spalle un preciso algoritmo di Machine Learning che processa i dati forniti dall’utente al momento del log in e man mano che si utilizza l’app. Tutti questi dati vengono registrati e confrontati tra loro, dando poi vita ai famosi collegamenti tra persone. Nello specifico, il team di data scientist che lavora per l’app, ha messo a punto uno Smart Recommendation System che unisce le informazioni – non sensibili – contenute nei profili social degli iscritti ad altre acquisite grazie al machine learning. Ogni volta che un iscritto rifiuta o accetta un possibile match, il sistema è in grado di recepire ed elaborare ulteriori preferenze e affinare la ricerca. Il motore di raccomandazione di Badi è talmente accurato che il numero di match tra potenziali coinquilini è 28 volte maggiore rispetto a Tinder. Ciò consente a chi cerca una stanza o un coinquilino di trovare in poco tempo persone davvero affini. Una volta effettuato il match le due persone possono parlare attraverso la chat dell’app, organizzare le visite, effettuare un pagamento sicuro attraverso la piattaforma e concludere la ricerca più rapidamente. Alberto Betella, CTO di Badi, commenta così quanto spiegato in precedenza: “Forse non è vero che il Machine Learning soffoca le relazioni umane, ma anzi, potrebbe essere vero il contrario. Del resto, quello che sta facendo Badi, attraverso il suo algoritmo, è potenziare il lato umano connettendo le persone” Nata due anni fa a Barcellona, in soli 12 mesi Badi diventa la prima piattaforma di appartamenti condivisi in Spagna. Attualmente conta 30 persone nel suo team e ha ricevuto investimenti per un totale di 4,3 milioni di euro. The post Badi: il Machine Learning che ci rende più umani appeared first on Data Manager Online.
Datally, l’app di Google per non superare mai la soglia dati
Datally è una nuova app di Google che offre una panoramica del consumo del traffico Internet e aiuta a gestire i dati in modo più oculato Ogni possessore di smartphone teme il momento in cui arriva al limite della soglia dati per la connessione a Internet. Diversi operatori, infatti, una volta esauriti i Gigabyte disponibili rallentano la navigazione oppure impongono un sovrapprezzo. Per avere sempre sott’occhio il consumo dati, Google ha pensato a una nuova app per Android chiamata Datally. Il software in realtà è un’evoluzione di Triangle, servizio testato con successo nelle Filippine e ora disponibile in tutto il mondo. Datally offre una schermata di semplice lettura con la quantità di traffico consumata fino a quel momento e una lista delle app che hanno utilizzato i dati Internet nell’arco delle 24 ore. La funzione “Manage data” offre invece un elenco completo della quantità di Gigabyte sfruttati da ogni contenuto scaricato sullo smartphone per la loro attività e un grafico a colonna che rappresenta graficamente quanto traffico si sta consumando nella giornata. Google, che sta pensando a uno smartphone incentrato su YouTube, non vuole solamente offrirci una panoramica completa riguardo la navigazione ma anche aiutarci a evitare di sforare la soglia prevista dall’operatore. La funzione “Data saver” consente di attivare per tutte o alcune app una connessione a una rete VPN fittizia per impedire il consumo di dati in background e offre un database di reti Wi-Fi libere associato a un sistema di rating a cui partecipano gli utenti. The post Datally, l’app di Google per non superare mai la soglia dati appeared first on Data Manager Online.
Addio infezioni, l’aglio è un potente anti-batterico
Confermate le capacità terapeutiche dell’aglio contro infezioni croniche come la fibrosi cistica Da sempre l’aglio è considerato un alimento favorevole alla prevenzione e cura delle infezioni nel corpo umano: Ippocrate, considerato il padre della Medicina, ne consigliava l’uso per curare varie patologie e infezioni, così come tradizionalmente è considerato un rimedio naturale efficace contro vari disturbi, come ad esempio l’herpes labiale. Ora una ricerca condotta da un team di scienziati dell’Università di Copenaghen conferma la capacità dell’aglio di combattere i batteri resistenti, quindi può essere impiegato contro infezioni croniche come la fibrosi cistica o lesioni subite dai pazienti diabetici. Il gruppo di ricerca è stato guidato da Michael Givskov, scienziato che ha analizzato gli effetti dell’aglio sui batteri dal 2005. Lo studio ha scoperto il ruolo antibatterico dell’aglio nel 2012, identificando un composto solforoso attivo chiamato ajoene capace di eliminare componenti importanti nei sistemi di comunicazione dei batteri che coinvolgono le molecole regolatrici dell’RNA. Questo composto aggredisce anche lo strato protettivo che riveste il microrganismo, detto anche biofilm. Un possibile supporto agli antibiotici La ricerca ha evidenziato la capacità che hanno le piccole molecole di inibire l’ajoene RNA normativo in due tipi di batteri, Staphylococcus aureus e Pseudomonas aeruginosa. Grazie a questa sostanza, l’aglio potrebbe essere usato per rafforzare l’effetto degli antibiotici, aiutando debellare anche i ceppi più resistenti, super batteri rafforzati dall’uso eccessivo dei normali antibiotici. “Crediamo davvero che questo metodo possa portare al trattamento di quei pazienti che altrimenti hanno poche prospettive”, afferma Tim Holm, uno dei membri del team. “Abbiamo abbastanza conoscenze per continuare a sviluppare un farmaco a base di aglio e testarlo nei pazienti”. La commercializzazione del farmaco è subordinata al successo degli studi clinici. Si tratta di una scoperta che potenzialmente potrebbe identificare un nuovo bersaglio per l’azione di farmaci anti-infettivi. The post Addio infezioni, l’aglio è un potente anti-batterico appeared first on Data Manager Online.
Il Parental Control intelligente per la rete di casa
I sistemi WiFi Tri-Band Orbi e i router Nighthawk da oggi hanno nuove funzionalità smart a misura di famiglia, per gestire contenuti e durata delle sessioni online NETGEAR arricchisce la famiglia dei sistemi Orbi Home Wi-Fi Tri-band e dei Router WiFi Smart Nighthawk con il software Circle Disney. NETGEAR integra quindi un sistema di parental control smart, che permetterà ai genitori di gestire l’accesso alla rete, di limitare il tempo che i bambini e gli adolescenti trascorrono online. E di monitorarne la qualità. Circle è quindi un modo smart con cui è possibile gestire i contenuti e la durata delle sessioni online su qualsiasi dispositivo connesso al WiFi di casa. Grazie alla semplice app Circle – disponibile per i sistemi operativi iOS e Android – i genitori possono creare facilmente singoli profili per ogni membro della famiglia. Per ogni profilo è possibile definire e limitare il tempo di accesso e utilizzo di app e siti internet, impostare livelli di filtro individuali, programmare il “BedTime” su ogni dispositivo e disconnetterlo da internet con un tasto, dal proprio profilo o dal dispositivo stesso. Le funzionalità Circle possono essere estese facendo un upgrade a Circle Go, grazie al quale l’utente può addirittura gestire i dispositivi mobile dei propri famigliari anche fuori casa, mantenendo le impostazioni configurate sulla rete WiFi domestica. Grazie a Netgear sarà possibile utilizzare un sistema avanzato di parental control senza acquistare altri dispositivi, in quanto già installato su Orbi e i router R7000P e R7000. “NETGEAR s’impegna da sempre per offrire il meglio ai propri clienti in termini di connettività WiFi per l’accesso ad Internet” – ha dichiarato David J. Henry Senior Vice President Home Networking di NETGEAR. “Siamo davvero contenti di poter offrire sicurezza e divertimento ai bambini di tutte le età e ora, grazie a Circle, siamo in grado di gestire in totale sicurezza l’attività online effettuata con i nostri dispositivi Orbi e Nighthawk e ci auguriamo di poter aggiungere Circle ad un numero sempre maggiore di dispositivi Netgear” conclude Henry. “È così gratificante sapere che Circle sta già aiutando moltissimi genitori! Abbiamo notato che si educa al comportamento online e meglio è per tutta la famiglia” spiega Lance Charlish, Chief Executive Officer di Circle Media Labs Inc. “Siamo entusiasti di rendere Circle accessibile ad ancora più famiglie grazie alla collaborazione con uno dei marchi di router più affidabili al mondo che ci permette di offrire la nostra tecnologia attraverso i loro prodotti.” NETGEAR collabora con Circle per offrire una soluzione di parental control per la rete domestica più completa possibile. Grazie ai filtri multipli con i quali è possibile effettuare singole configurazioni, impostare i contenuti in base all’età per ogni membro della famiglia – compresi contenuti espliciti e per adulti – e personalizzare con l’apposito pulsante le impostazioni delle diverse applicazioni, siti web, blocco di annunci e ricerca, i genitori possono finalmente stare tranquilli sapendo che i loro figli navigano in completa sicurezza per il tempo stabilito. Gli Smart Parental Control attivati sui prodotti NETGEAR attraverso Circle con Disney comprendono: Con il download gratuito dell’app: • Filtri – livelli di filtro individuali per ogni membro della famiglia per età e interessi. • Pausa – pausa per l’accesso a internet per singolo dispositivo, utente o tutta la rete domestica. • Cronologia – elenco dei siti che sono stati visitati e filtrati. • Ricerca Sicura – rimozione dei siti e delle immagini inappropriate dai risultati delle ricerche con Google e Bing. • Blocco Ad – rimozione della maggior parte delle fonti di pubblicità online togliendo la quasi totalità degli annunci dai siti web. Servizi Premium al prezzo di €4,49 al mese: • Limiti di tempo – limitazione del tempo utilizzo di Internet al giorno su siti, app e altro per ciascun membro della famiglia. • Ora della Buonanotte – impostazione dei tempi di disconnessione/connessione a internet per ogni dispositivo. • Off Time – impostazione singoli tempi di disponibilità dello schermo e programmazione orari “no-internet”. • Utilizzo – monitoraggio tempo trascorso online. • Premi – gestione time Limits, BedTime o disattivazione Off Time, solo per un giorno. • Connessioni – integrazione con app parti terze come Choremonster e IFTTT. The post Il Parental Control intelligente per la rete di casa appeared first on Data Manager Online.
Badi arriva in Italia per rivoluzionare il mercato immobiliare con l’intelligenza artificiale
Badi facilita la ricerca di una stanza o di un coinquilino grazie all’intelligenza artificiale Badi, la prima app di affitti di stanze non turistiche in appartamenti condivisi, sbarca in Italia per rendere la ricerca del coinquilino ideale più semplice, sicura e gratuita. Badi rivoluziona il modo in cui le persone cercano con chi condividere casa: permette di pubblicare o cercare stanze disponibili in appartamenti condivisi e di trovare coinquilini secondo l’età, i gusti e gli interessi connettendo le persone senza intermediari né commissioni. “L’idea è nata due anni fa: stavo cercando una stanza in affitto a Barcellona e nonostante le varie ricerche non ero riuscito a trovare nulla. Ho deciso quindi di creare un’app per mettere in contatto le persone e dedicata solo agli affitti di stanze. Così è nata Badi” afferma Carlos Pierre, fondatore e CEO di Badi. “Solo in Italia ci sono più di 8 milioni e mezzo di case e appartamenti sottoutilizzati che se venissero resi disponibili, anche solo in parte, permetterebbero a più persone di vivere più vicino al centro delle città. In due anni, abbiamo ricevuto 4,3 milioni di Euro di investimenti e solo in Spagna abbiamo raggiunto la cifra di 6 milioni di richieste di affitto annue, diventando cosi leader nel Paese in soli 12 mesi. Vogliamo diventare leader a livello europeo nel mercato degli affitti non turistici entro il 2020”. Badi è l’unica piattaforma di settore che utilizza l’intelligenza artificiale per mettere in contatto chi cerca una stanza e chi cerca un coinquilino. Il suo team di data scientist ha messo a punto uno Smart Recommendation System che unisce le informazioni – non sensibili – contenute nei profili social degli iscritti ad altre acquisite grazie al machine learning. Ogni volta che un iscritto accetta o rifiuta un possibile match, il sistema è in grado di recepire ed elaborare ulteriori preferenze e affinare la ricerca. Il motore di raccomandazione di Badi è talmente accurato che il numero di match tra potenziali coinquilini è 28 volte maggiore rispetto a Tinder. Ciò consente a chi cerca una stanza o un coinquilino di trovare in poco tempo delle persone realmente affini che altrimenti non avrebbe individuato. Una volta effettuato il match le due persone possono parlare attraverso la chat dell’app, organizzare le visite, effettuare un pagamento sicuro attraverso la piattaforma e concludere la loro ricerca più rapidamente. “Da tempo avevamo intenzione di lanciare la nostra soluzione anche in Italia con l’obiettivo di sviluppare il mercato delle stanze in affitto, semplificare il processo di ricerca e convincere chi ha delle stanze vuote ad aprirle al mercato” afferma Marco Maselli, Country Manager Italia di Badi. “Abbiamo obiettivi ambiziosi per il primo anno: 2 milioni di richieste di affitto totali e 8.000 richieste al giorno postate su Badi. L’intenzione è quella di raggiungere i numeri registrati in Spagna in due anni”. The post Badi arriva in Italia per rivoluzionare il mercato immobiliare con l’intelligenza artificiale appeared first on Data Manager Online.
Anche YouTube copia Storie di Snapchat
In arrivo ‘Reels’, nuovo formato video per gli youtubers
HPE porta l’intelligenza artificiale all’interno del data center
La nuova generazione di HPE InfoSight pone le basi verso il data center autonomo con il primo AI Recommendation Engine del settore per HPE InfoSight. HPE estende InfoSight anche a 3PAR Hewlett Packard Enterprise ha introdotto il primo AI Recommendation Engine progettato per ridurre le problematiche di gestione delle infrastrutture e aumentare l’affidabilità delle applicazioni. Facendo leva su tecniche di machine learning avanzate, le nuove funzionalità di HPE InfoSight tracciano la strada che conduce al data center autonomo. HPE ha annunciato inoltre la prima release di HPE InfoSight per HPE 3PAR, nell’ottica di estendere HPE InfoSight all’intero portafoglio storage HPE. Le aziende non possono permettersi di affrontare intoppi operativi o subire ritardi nelle applicazioni. Ma la complessità delle infrastrutture provoca un “gap tra app e dati”, che impatta sul business. Per questa ragione HPE è costantemente impegnata nello sviluppo di soluzioni in grado di minimizzare inconvenienti e tempi di fermo attraverso le funzionalità di AI e di analisi predittiva di HPE InfoSight, che permettono di ridurre fin dell’85% il tempo dedicato a risolvere le problematiche. HPE InfoSight analizza ogni secondo milioni di sensori diffusi nella propria base installata globale utilizzando i relativi dati per prevedere e prevenire problemi che vanno dallo storage alle applicazioni. HPE InfoSight assicura performance affidabili e continuità operativa aiutando a raggiungere oltre il 99,9999% di disponibilità garantita. “Con HPE InfoSight è la prima volta che uno dei principali produttori storage è in grado di prevedere i problemi e risolverli proattivamente prima che un cliente possa accorgersene”, ha dichiarato Bill Philbin, Senior Vice President di HPE GM Storage. “In un’epoca in cui sempre più spesso sono le applicazioni a guidare le aziende, dobbiamo necessariamente supportare i clienti nell’adottare un modello IT capace di autogestirsi. HPE InfoSight permette all’IT di dedicare più tempo ai progetti che aggiungono valore al business anziché doversi occupare di risolvere problemi”. Un nuovo passo verso il data center autonomo HPE InfoSight pone le basi del data center autonomo per mezzo del nuovo AI Recommendation Engine. Facendo leva sulle proprie funzionalità predittive, HPE InfoSight consiglia preventivamente l’IT sulle azioni da intraprendere per evitare problemi, migliorare le prestazioni e ottimizzare le risorse disponibili. Le raccomandazioni sono basate su capacità di machine learning avanzate che sfruttano quasi un decennio di esperienza nella data science unitamente a dati telemetrici raccolti da oltre 10.000 clienti HPE Nimble Storage. HPE InfoSight apprende continuamente rendendo i sistemi dei clienti sempre più intelligenti e affidabili. Uno studio indipendente ha recentemente provato che HPE InfoSight riesce a ridurre i costi correnti IT dello storage del 79%. “HPE InfoSight è stato in grado di prevenire problemi che avrebbero impattato sul business, ha affermato Justin Giardina, CTO iland Secure Cloud. “Inoltre il nuovo Recommendation Engine è stato fenomenale nel consentire decisioni proattive, dimostrando come sia possibile introdurre miglioramenti e fornire il 100% di disponibilità ai nostri clienti, e in questo ambito InfoSight gioca davvero un ruolo di primo piano”. La potenza dell’analisi predittiva arriva su 3PAR HPE ha dimostrato le particolari capacità di HPE InfoSight negli ambienti HPE Nimble Storage, dove oggi l’86% dei problemi viene risolto automaticamente prima ancora che il cliente possa accorgersi dell’inconveniente. Estendendo HPE InfoSight a 3PAR, sia i clienti HPE Nimble Storage che i clienti 3PAR possono ora beneficiare di vantaggi concreti grazie ad HPE InfoSight. Questa prima release di HPE InfoSight for 3PAR rende disponibili le seguenti funzionalità: Analisi sull’intero stack. Per i clienti 3PAR che utilizzano l’ultima versione del sistema operativo 3PAR2, HPE InfoSight permette all’IT di risolvere i problemi di performance e identificare la causa primaria tra storage e virtual machine (VM) dell’host. Fornisce anche la visibilità per localizzare le VM “noisy neighbor”. Visibilità globale. Attraverso un nuovo portale cloud, che unisce HPE InfoSight e HPE StoreFront Remote, tutti i clienti 3PAR che utilizzano sistemi connessi da remoto, potranno disporre di informazioni dettagliate relative a performance trending, capacità predittive, controlli dello stato di salute dei sistemi e best practice, attraverso tutti gli array 3PAR. Basi funzionali per consentire il supporto predittivo. È stata implementata un’infrastruttura di automazione e analytics che potrà essere utilizzata in futuro per rilevare anomalie, prevedere problemi complessi e dirottare le casistiche direttamente al supporto di 3° livello. “Nessuno dei competitor di HPE dispone delle capacità predittive di InfoSight”, ha affermato Morten Nyhuus-Eriksen, global head of storage & backup di Basefarm. “Le funzionalità analitiche cross-stack faranno risparmiare al mio team una grande quantità di tempo nella messa a punto di un ambiente complesso come il nostro. InfoSight for 3PAR è destinato ad avere un notevole impatto sulla nostra e sulla loro attività”. The post HPE porta l’intelligenza artificiale all’interno del data center appeared first on Data Manager Online.