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Quanto si risparmia oggi a comprare casa con mutuo rispetto a 5 anni fa?

In prima posizione Genova L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha realizzato un’analisi che mette a confronto l’acquisto di un trilocale nelle grandi città nel 2012 e nel 2017 al fine di evidenziare come, in seguito al ribasso dei prezzi degli ultimi anni e alle attuali condizioni più favorevoli del mercato del credito, acquistare casa oggi sia molto più conveniente. Abbiamo ipotizzato l’acquisto di un trilocale di 90 mq, di tipologia civile, con ricorso ad un mutuo a tasso medio del 4%  di 25 anni che copra l’80% del valore dell’immobile. Sul podio, tra le città dove acquistando oggi una casa con mutuo si risparmia maggiormente rispetto a cinque anni fa, troviamo Genova con il 50%, Torino con il 38% e Bari con il 35%. Seguono Napoli con il 34%, Bologna e Roma con un risparmio del 30%, a Palermo si risparmia il 29%, il 25 a Firenze, mentre chiudono la classifica Verona con il 24% e Milano con il 21%. GENOVA   Trilocale di 90 mq 2012 2017 PREZZO MEDIO 183.700 110.200 DISPONIBILITA’ NECESSARIA 36.740 22.040 QUOTA MUTUO (80%) 146.960 88.160 TASSO MEDIO (Bankitalia) 4,00% 2,10% DURATA MAX 25 25 RATA MEDIA 775,71 377,98 COSTO TOTALE 269.453 135.433 Risparmio effettivo -134.020 -50% reddito mensile per accesso al finanziamento 2.586 1.260   TORINO   Trilocale di 90 mq 2012 2017 PREZZO MEDIO 146.000 108.000 DISPONIBILITA’ NECESSARIA 29.200 21.600 QUOTA MUTUO (80%) 116.800 86.400 TASSO MEDIO (Bankitalia) 4,00% 2,10% DURATA MAX 25 25 RATA MEDIA 616,51 370,43 COSTO TOTALE 214.154 132.729 Risparmio effettivo -81.425 -38% reddito mensile per accesso al finanziamento 2.055 1.235 BARI Trilocale di 90 mq 2012 2017 PREZZO MEDIO 162.000 126.000 DISPONIBILITA’ NECESSARIA 32.400 25.200 QUOTA MUTUO (80%) 129.600 100.800 TASSO MEDIO (Bankitalia) 4,00% 2,10% DURATA MAX 25 25 RATA MEDIA 684,08 432,17 COSTO TOTALE 237.623 154.851 Risparmio effettivo -82.772 -35% reddito mensile per accesso al finanziamento 2.280 1.441   NAPOLI   Trilocale di 90 mq 2012 2017   PREZZO MEDIO 236.700 187.800   DISPONIBILITA’ NECESSARIA 47.340 37.560   QUOTA MUTUO (80%) 189.360 150.240   TASSO MEDIO (Bankitalia) 4,00% 2,10%   DURATA MAX 25 25   RATA MEDIA 999,51 644,14   COSTO TOTALE 347.194 230.802   Risparmio effettivo -116.392 -34%   reddito mensile per accesso al finanziamento 3.332 2.147     BOLOGNA   Trilocale di 90 mq 2012 2017 PREZZO MEDIO 200.000 167.000 DISPONIBILITA’ NECESSARIA 40.000 33.400 QUOTA MUTUO (80%) 160.000 133.600 TASSO MEDIO (Bankitalia) 4,00% 2,10% DURATA MAX 25 25 RATA MEDIA 844,54 572,80 COSTO TOTALE 293.362 205.239 Risparmio effettivo -88.123 -30% reddito mensile per accesso al finanziamento 2.815 1.909   ROMA   Trilocale di 90 mq 2012 2017 PREZZO MEDIO 328.600 273.900 DISPONIBILITA’ NECESSARIA 65.720 54.780 QUOTA MUTUO (80%) 262.880 219.120 TASSO MEDIO (Bankitalia) 4,00% 2,10% DURATA MAX 25 25 RATA MEDIA 1387,58 939,45 COSTO TOTALE 481.993 336.616 Risparmio effettivo -145.377 -30% reddito mensile per accesso al finanziamento 4.625 3.132   PALERMO Trilocale di 90 mq 2012 2017 PREZZO MEDIO 125.100 105.500 DISPONIBILITA’ NECESSARIA 25.020 21.100 QUOTA MUTUO (80%) 100.080 84.400 TASSO MEDIO (Bankitalia) 4,00% 2,10% DURATA MAX 25 25 RATA MEDIA 528,26 361,86 COSTO TOTALE 183.498 129.657 Risparmio effettivo -53.841 -29% reddito mensile per accesso al finanziamento 1.761 1.206   FIRENZE   Trilocale di 90 mq 2012 2017 PREZZO MEDIO 260.300 232.400 DISPONIBILITA’ NECESSARIA 52.060 46.480 QUOTA MUTUO (80%) 208.240 185.920 TASSO MEDIO (Bankitalia) 4,00% 2,10% DURATA MAX 25 25 RATA MEDIA 1099,17 797,11 COSTO TOTALE 381.810 285.614 Risparmio effettivo -96.196 -25% reddito mensile per accesso al finanziamento 3.664 2.657   VERONA   Trilocale di 90 mq 2012 2017 PREZZO MEDIO 136.000 123.000 DISPONIBILITA’ NECESSARIA 27.200 24.600 QUOTA MUTUO (80%) 108.800 98.400 TASSO MEDIO (Bankitalia) 4,00% 2,10% DURATA MAX 25 25 RATA MEDIA 574,29 421,88 COSTO TOTALE 199.486 151.164 Risparmio effettivo -48.322 -24% reddito mensile per accesso al finanziamento 1.914 1.406   MILANO   Trilocale di 90 mq 2012 2017 PREZZO MEDIO 270.000 253.300 DISPONIBILITA’ NECESSARIA 54.000 50.660 QUOTA MUTUO (80%) 216.000 202.640 TASSO MEDIO (Bankitalia) 4,00% 2,10% DURATA MAX 25 25 RATA MEDIA 1140,13 868,80 COSTO TOTALE 396.038 311.299 Risparmio effettivo -84.739 -21% reddito mensile per accesso al finanziamento 3.800 2.896   The post Quanto si risparmia oggi a comprare casa con mutuo rispetto a 5 anni fa? appeared first on Data Manager Online.

United Ventures annuncia il lancio del suo secondo Fondo di Venture Capital “UV2”

Finalizzato il primo closing a 75 milioni di Euro con l’obiettivo di raccogliere fino a 120 milioni di Euro nel corso del 2018 United Ventures SGR – il gestore italiano indipendente di Venture Capital, specializzato in investimenti in società innovative nei settori del software e delle tecnologie digitali – annuncia il lancio del suo secondo Fondo di Venture Capital, denominato “UV2”, dopo aver finalizzato il primo closing a 75 milioni di Euro, superiore alla capitalizzazione complessiva del primo fondo lanciato nel 2013. “UV2” ha l’obiettivo di raccogliere nel corso del 2018 fino a 120 milioni di Euro e può contare, tra i suoi Anchor Investor, su investitori Istituzionali di primo piano come il Fondo Italiano d’Investimento, l’European Investment Fund, Banca Mediolanum, Banca Sella Holding e Fondazione di Sardegna. United Ventures, fondata nel 2013 da Massimiliano Magrini e Paolo Gesess, ha investito con il suo primo fondo “UV1”, che ha raccolto complessivamente 70 milioni di Euro, oltre 50 milioni in 5 anni in 13 società tecnologiche “early stage” – fra cui Moneyfarm, Cloud4WI, Musixmatch, Faceit, Loop AI e Mainstreaming – avendo ancora 20 milioni di Euro a disposizione per attività di follow-on sul portafoglio di “UV1”. La strategia di “UV2”, con un focus su investimenti “early stage – Round A”, sarà in linea con quanto realizzato fino ad ora. United Ventures continuerà a ricercare i migliori imprenditori italiani che ambiscono a costruire aziende globali nel settore delle tecnologie digitali sia in ambito business, sia consumer. In particolare il nuovo fondo punterà sulle tecnologie abilitanti che permettono di accelerare il percorso di innovazione di settori non ancora digitalizzati, aumentandone la produttività. Massimiliano Magrini Co-fondatore e Managing Partner di United Ventures ha affermato: “La nostra mission è supportare nuovi imprenditori, o imprenditori seriali, nello sviluppo di imprese tecnologiche che possono innovare radicalmente settori ad alta potenzialità di crescita. L’ubiquità di accesso e la disponibilità di dati consentono di applicare le tecniche di Artificial Intelligence, Machine Learning e Predictive Analytics ad aziende già operanti, così come a start up che decidono di esplorare nuovi mercati e adottare nuovi modelli di business.” Paolo Gesess, Co-fondatore e Managing Partner di United Ventures ha proseguito: “Con il nuovo fondo vogliamo continuare, nel solco di quanto già fatto nel corso degli ultimi 5 anni, a rappresentare un solido partner per tutti quegli imprenditori che hanno l’ambizione di sviluppare le proprie imprese a livello internazionale e che vogliano un socio di capitale che li supporti nel loro percorso di innovazione.” The post United Ventures annuncia il lancio del suo secondo Fondo di Venture Capital “UV2” appeared first on Data Manager Online.

Samsung Galaxy X arriverà davvero nel 2018

Samsung ha già realizzato alcuni prototipi funzionanti del display pieghevole che rappresenterà il punto distintivo di Galaxy X Sono arrivate nuove conferme che effettivamente il tanto atteso Galaxy X, il primo smartphone prodotto da Samsung con display OLED pieghevole, arriverà l’anno prossimo. Qualche tempo fa un dirigente del colosso dell’elettronica aveva affermato che un dispositivo di questo tipo sarebbe stato svelato nel corso del 2018 e oggi dalla Corea del Sud arriva la notizia che la divisione display ha realizzato alcuni prototipi funzionanti di schermi flessibili. A ciò si aggiunge il fatto che sul sito dell’azienda è già stata pubblicata la pagina di supporto ad esso relativa. La tecnologia realizzata da Samsung offrirebbe una curvatura 1.0R che può quindi piegarsi su stessa verso l’interno come un foglio di carta. Ancora non è chiaro quale materiale abbia utilizzato Samsung per questo progetto. Si vocifera si tratti di una plastica speciale che ha permesso di ridurre al minimo lo spessore del display ma soprattutto di resistere alle sollecitazioni. Data la natura particolare del dispositivo è probabile che integrerà un pannello di piccole dimensioni per motivi di costi e resa produttiva e che si tratterà di un prodotto di nicchia. Galaxy X andrà quindi ad affiancarsi a Galaxy S9 ma avrà meno spazio sul mercato. In generale Strategy Analytics ha stimato che gli smartphone pieghevoli rappresenteranno appena l’1% del settore nel 2021. Samsung deve intanto vedersela con LG nel campo dei display flessibili. La rivale connazionale prevede il lancio di un pannello con curvatura 2.5R nel 2019 e uno 1.0R l’anno successivo. Questa tecnologia sarà poi integrata all’interno di un nuovo modello di iPhone che Apple dovrebbe presentare nel 2020. The post Samsung Galaxy X arriverà davvero nel 2018 appeared first on Data Manager Online.

Amazon lancia Alexa for Business

L’assistente digitale semplificherà alcune attività d’ufficio, crescendo di giorno in giorno grazie al cloud e all’apprendimento automatico Amazon Web Services ha dato uno scossone a questo fine anno con il lancio di una serie di dispositivi interessanti in ambito professionale. Dopo DeepLens, la videocamera pensata per sviluppatori e applicazioni avanzate di riconoscimento facciale, è toccato ad Alexa for Business, una piattaforma ideata apposta per gli uffici, da integrare all’interno dei tradizionali speaker Echo e in altri apparati compatibili (anche di terze parti). Quello che l’assistente vocale può fare è supportare una serie di attività che spesso rubano molto tempo a lavoro e che, come ha dimostrato AWS, possono tranquillamente essere automatizzate. Tutto passa per il cloud e per il conosciuto algoritmo di Intelligenza Artificiale che è in grado di imparare dall’utilizzo che di sé fa l’utente principale, migliorando e rispondendo in maniera più puntale alle domande che vengono poste. Cosa può fare Stando a quanto diffuso dagli USA, dove si è tenuta la conferenza Re:Invent, il bello di Alexa for Business è l’integrazione. Grazie alle possibilità offerte dalla piattaforma di sviluppo, ogni azienda può personalizzare l’assistente per ottenere risposte basate su focus particolari, orientati ovviamente alla produttività aziendale. Qualche esempio? Partner del progetto sono Microsoft, Google, SAP e Salesforce, dunque le principali attività basate su tali piattaforme sono già analizzabili e ricercabili da Alexa, capace di dare informazioni su progetti conservati in locale e dati stanziati sul cloud del tipo: “Quante piccole e medie imprese usano Succes Factors nel Nord Italia?” ma anche azioni più spicciole, come: “Crea un meeting” o “Avvia una videochiamata”, “Accendi il proiettore” e “Abbassa le luci”. Insomma, un vero aiutante, efficiente quasi come uno in carne e ossa. The post Amazon lancia Alexa for Business appeared first on Data Manager Online.

HPE OneSphere, la prima soluzione SaaS per la gestione multi-cloud destinata a cloud pubblici e on-premises

La nuova soluzione incrementa la velocità, la produttività e l’efficienza delle aziende semplificando il deployment, il funzionamento e l’ottimizzazione di risorse e workload Hewlett Packard Enterprise ha presentato HPE OneSphere, la prima soluzione per la gestione multi-cloud del settore che fornisce un’esperienza unificata su public cloud, private cloud, on-premises e infrastrutture software-defined. Attraverso il proprio portale software-as-a-service (SaaS), HPE OneSphere permette ai clienti di accedere all’intero pool di risorse IT comprendenti i servizi di public cloud a cui sono registrati, oltre ai rispettivi ambienti on-premises. HPE OneSphere è progettato per le operation IT, gli sviluppatori e i business executive che intendono creare cloud, implementare applicazioni e ottenere analisi più velocemente. Le aziende oggi devono far fronte a un crescente volume di informazioni provenienti da applicazioni per poter competere con la massima efficienza. Queste nuove applicazioni vengono create in modo differente – virtualizzate, containerizzate, costruite sotto forma di micro-servizi – e possono coinvolgere cloud e siti generando complessità. Gestire ambienti multi-cloud è oggi complicato. Le aziende possono avere molteplici punti di gestione, il che impedisce un controllo aggregato dell’utilizzo e dei costi delle risorse. Le piattaforme di gestione cloud tradizionali sono difficili da installare e gestire, e non riescono a controllare i public cloud insieme ad ambienti on-premises. Questi fattori frenano la capacità delle organizzazioni IT di prendere decisioni consapevoli, con conseguenze negative sulle iniziative di trasformazione digitale e sull’agilità operativa. La strategia multi-cloud di HPE OneSphere – utilizzabile con qualsiasi public cloud provider – è pensata per semplificare drasticamente le operazioni. La soluzione funziona con macchine virtuali, workload containerizzati e applicazioni bare metal, così che gli stakeholder interni possano comporre cloud ibridi capaci di supportare tanto le applicazioni tradizionali quanto quelle native su cloud. Erogato sotto forma di servizio, HPE OneSphere fornisce agli utenti, ovunque essi si trovino, un punto di accesso unificato a tutto l’insieme di applicazioni e dati. Attraverso questa soluzione gli utenti possono costruire private cloud e connettere risorse di public cloud ottenendo un pool di risorse virtuale. Con la sua esperienza unificata, HPE OneSphere razionalizza le attività DevOps e fornisce analisi approfondite degli ambienti pubblici e on-premises di un’azienda per accelerarne i cicli di produzione, migliorare la produttività e ottenere risparmi – aumentando la velocità della trasformazione digitale. “I nostri clienti hanno bisogno di un approccio radicalmente nuovo che sia progettato per la nuova realtà dell’hybrid IT”, ha dichiarato Ric Lewis, senior vice president e general manager del Software-Defined and Cloud Group di HPE. “Con HPE OneSphere eliminiamo la complessità della gestione delle applicazioni e degli ambienti multi-cloud in modo che i nostri clienti possano concentrarsi su quel che è davvero importante: accelerare la trasformazione digitale e ottenere risultati di business”. Attraverso HPE Pointnext, HPE semplifica la trasformazione digitale end-to-end dei clienti aiutandoli a costruire una propria strategia, implementare ambienti multi-cloud e ridurre i costi per mezzo di modelli di consumo. Grazie alla recente acquisizione di CTP, società specializzata in servizi di consulenza per il cloud, HPE mette a disposizione competenze nella migrazione, nello sviluppo e nella gestione di applicazioni e infrastrutture cloud in ambienti private e public cloud. Inoltre, il modello di abbonamento pay-per-use di HPE OneSphere si affianca al modello di consumo pay-per-use HPE Flexible Capacity delle infrastrutture on-premises dei clienti. HPE rende semplice e conveniente partire con un singolo progetto DevOps piuttosto che gestire un ambiente enterprise multi-cloud e multi-sito. Una soluzione per accelerare la trasformazione digitale HPE OneSphere è ideale per le aziende che intendono capitalizzare la rivoluzione digitale e dare vita a una vasta gamma di nuove customer experience. I principali vantaggi comprendono: Maggior velocità e semplicità – Per rispondere più rapidamente agli sviluppatori, gli amministratori IT possono creare cloud e rilasciare macchine virtuali, container e bare metal in pochi minuti. Al crescere dei progetti, HPE OneSphere consente il rapido provisioning dinamico attraverso ambienti on-premises e public cloud. Delivery applicativo accelerato – Con gli appositi workspace multi-tenant denominati Projects, HPE razionalizza e velocizza lo sviluppo e il deployment di applicazioni grazie ad ambienti nei quali gli sviluppatori possono effettuare provisioning self-service e accedere a cataloghi contenenti template, servizi, applicazioni e tool nativi per il cloud. Superiore efficienza economica – HPE OneSphere fornisce una visione globale dei costi aggregati e di utilizzo di tutti i deployment on-premises e su public cloud, in modo che i CIO possano controllare e ottimizzare risorse e budget. Questa soluzione vanta anche la particolare capacità di dettagliare i costi di “showback” per cloud, sito, line of business, applicazione o abbonato, e abilitare il reporting self-service dei costi in tempo reale verso utenti designati. Le principali funzionalità di HPE OneSphere comprendono: Architettura multi-cloud con supporto di differenti combinazioni di public cloud e ambienti on-premises Esperienza unificata attraverso cloud, siti, tool di orchestrazione, soluzioni PaaS (Platform-as-a-Service) e container, minimizzando la necessità di competenze specialistiche Collaborazione role-based integrata Workspace Project progettati per operazioni IT, utenti business e consumatori di IT come sviluppatori, data scientist e ricercatori Pool di risorse virtuale di tipo software-defined e basato su API Modello di consumo su abbonamento The post HPE OneSphere, la prima soluzione SaaS per la gestione multi-cloud destinata a cloud pubblici e on-premises appeared first on Data Manager Online.