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Giacomo Rocchi nuovo Sales and Marketing Manager di BenQ Italy

BenQ Italy è lieta di annunciare l’ingresso nella propria organizzazione del Dott. Giacomo Rocchi, che assume la posizione di Sales and Marketing Manager. 51 anni, laureato in Economia Internazionale, Giacomo Rocchi è stato chiamato da BenQ Italy all’inizio di novembre 2017 per guidare i propri team Marketing e Vendite e contribuire ad affermare la strategia del gruppo mirata a un forte sviluppo del business sia nel settore delle soluzioni e dei sistemi di videoproiezione, sia in quello dei monitor desktop e large format display per i mercati consumer e professionale. La consolidata esperienza nel marketing e business development di Giacomo Rocchi trova infatti piena corrispondenza nella strategia di sviluppo di BenQ che prevede nei prossimi anni di imprimere un nuovo impulso e di estendere in modo consistente la presenza del brand taiwanese nell’area B2B anche sul mercato italiano. Il percorso professionale di Giacomo Rocchi comprende importanti esperienze di marketing e sales management, sia in Italia che all’estero, presso alcuni tra i più importanti player del settore dell’imaging e dell’office automation, quali Samsung, Xerox, Canon e Konica Minolta. The post Giacomo Rocchi nuovo Sales and Marketing Manager di BenQ Italy appeared first on Data Manager Online.

Weekend Immacolata: il Museo Villa Bernasconi aperto con orario continuato

Il 26 novembre 2017 una nuova e originale realtà museale ha aperto al pubblico a Cernobbio, sul Lago di Como: si tratta del Museo di Villa Bernasconi, un gioiello Liberty fresco di restauro che ora sarà fruibile dal pubblico. In questo nuovo approccio museale è la villa stessa a raccontarsi e a condurre i visitatori lungo un itinerario alla scoperta della sua storia e delle persone che vi hanno abitato, a partire dal 1906 – anno della costruzione – ad oggi, con il supporto di soluzioni tecnologiche e di design. Non si tratta, dunque, di un museo nel senso tradizionale del termine, bensì di un’esperienza fatta di suggestioni e connessioni guidate dalle #vocidivilla: un percorso innovativo e interattivo tra contenuti multimediali, oggetti e documenti storici in prestito da collezioni museali e private, ma anche attraverso esperienze multisensoriali (curiosare nei cassetti, assaggiare qualcosa di dolce, rispondere al telefono…). Il Museo di Villa Bernasconi è un luogo culturale accogliente (con un richiamo alla sua prima vocazione e destinazione d’uso: una casa) e anticonvenzionale che attualizza il rapporto tra passato e presente trasmettendo messaggi di innovazione e dinamismo. La villa stessa, del resto, era un esempio di “modernità” per l’epoca in cui fu costruita. L’allestimento, a cura dell’arch. Luca Moretto, è stato concepito per offrire uno spazio confortevole e far immedesimare il visitatore nella narrazione attraverso rimandi alla relazione fra passato e presente, con particolare attenzione ai temi della moda e del design, che insieme al green sono caratteri peculiari del territorio sul Lago di Como. Il museo è il fulcro di “Liberty Tutti”, progetto sviluppato dal Comune di Cernobbio in partenariato con la Cooperativa Sociale Mondovisione per creare un modello di gestione sostenibile di Villa Bernasconi che valorizzi il coinvolgimento dei giovani, sia in termini di creatività che di professionalità, avvalendosi anche delle nuove tecnologie. Per questo motivo le installazioni interattive sono state realizzate da Sfelab, Olo Creative Farm e Rataplan. “Liberty tutti” è cofinanziato da Fondazione Cariplo (Bando Patrimonio Culturale per lo sviluppo. Anno 2015). L’iniziativa è stata inoltre realizzata con il contributo di Regione Lombardia (Bando Territori Creativi, finalizzato alla promozione dei temi moda e design attraverso le nuove tecnologie) e prevede il coinvolgimento, a vario titolo, di numerose e importanti istituzioni museali e culturali del territorio, come la Pinacoteca Civica di Como, il Museo della Seta, il Museo del Cavallo Giocattolo, il Teatro Sociale di Como, l’Associazione Arte&Arte, Como Città dei Balocchi, Fondazione Alessandro Volta, Fondazione Arte Nova. Il museo è, infine, arricchito da una vera una chicca: Villa Bernasconi è infatti la sede della prima Wikistazione, realizzata con la collaborazione di Wikimedia Italia. Per ora sarà destinata ai wikipediani ma in futuro si progetta di aprirla ad un pubblico più ampio. IL CONCEPT DEL MUSEO Il concept del museo è quello della “casa che ti parla”: è la stessa Villa Bernasconi, infatti, a guidare il visitatore nel percorso museale attraverso il racconto in prima persona. Una nuova idea di museo che coinvolge il visitatore attivamente ed emotivamente, ponendolo al centro della narrazione e trasformandolo in un “ospite”. La visita, che inizia già all’esterno dell’edificio, si struttura sui due piani nobili della Villa, ma il percorso non è vincolato e il visitatore può muoversi liberamente tra le stanze, proprio come in una casa. Al piano rialzato viene raccontato il contesto storico, artistico e culturale del periodo di edificazione della villa (ovvero i primi del ‘900 e la Belle Epoque), di cui la villa stessa ben simboleggia le trasformazioni sociali, economiche, culturali ed estetiche, e di cui rappresenta l’intrinseco spirito di modernità. Al piano superiore viene invece raccontata la storia dell’imprenditore primo proprietario della villa, Davide Bernasconi, quella della sua famiglia e soprattutto dell’azienda da lui fondata, le Tessiture Bernasconi, con un focus sul ruolo innovativo e sulla ricaduta che la sua attività imprenditoriale ha avuto per tutto il distretto serico e per il territorio, in diretto confronto con la creatività innovativa contemporanea. IL PERCORSO MUSEALE La prima sala che si incontra – che funge da ingresso al percorso espositivo ed è l’unica tappa fissa – è quella che una volta era lo studio di Davide Bernasconi, il primo proprietario.  La storia della villa viene raccontata in prima persona dalla villa stessa a partire dalla sua costruzione e dal suo stile architettonico, illustrando tutte le funzioni che ha ricoperto da allora: da casa di famiglia a sede della Guardia di Finanza, poi del municipio, a seguire luogo dedicato a mostre ed eventi, ed infine, oggi, museo. Qui si trova anche l’opera “Villa Bernasconi-Cernobbio” di Matteo Galvano, donata al Museo dall’artista stesso. Nella hall un’installazione di arte contemporanea a cura di Arte&Arte accompagna il ricco apparato ornamentale Liberty che caratterizza lo scalone centrale: l’opera “Iridescence Print” a firma di Gramazio Kohler Reserach indaga il potenziale dell’utilizzo della robotica nel campo dell’arte e del design. Realizzata con un filamento estruso di plastica ABS Acrilonitride-butadiene-stirene che niente altro è se non la comune plastica utilizzata per i mattoncini Lego, è un installazione che si inserisce in una più complessa ricerca condotta da Arte&Arte nell’ambito dei nuovi linguaggi dell’architettura che oggi si interfacciano sempre di più con il mondo del design e che, nel caso specifico di Villa Bernasconi, sapranno fare dialogare il gioiello Liberty con le più avanzate tecnologie di robotica applicata all’arte. Quello che originariamente era l’ingresso, la stanza in cui è possibile ammirare da vicino i decori che caratterizzano Villa Bernasconi, diventa ora il luogo dedicato all’approfondimento del Liberty. Lo spazio è arredato con un salottino d’epoca  in cui i visitatori potranno sedersi, rilassarsi, e – per chi è interessato  ad approfondire tematiche legate all’Art Nouveau – consultare libri e multimedia. Qui è allestita anche la Wikistazione in collaborazione con  Wikimedia Italia. La sala “del pianoforte”, originariamente il salotto, racconta la vita culturale all’inizio del XX secolo, approfondendo in particolar modo l’aspetto musicale grazie a un’esperienza immersiva che riproduce musiche dei primi del Novecento. Per ricreare l’ambientazione dell’epoca la Pinacoteca Civica di Como concederà in prestito una quadreria, a rotazione,

Al fianco del Galaxy S9 un nuovo modulo DeX

Crescono le voci circa un update del dock lanciato lo scorso febbraio e votato alla produttività aziendale. Questa volta ci sarà anche un trackpad La strategia di Samsung negli ultimi anni è chiara: non lanciare solo terminali a sé stanti, che vivano nella loro unicità ma creare un ecosistema condiviso, che possa invogliare l’utente a comprare una serie di accessori per ampliare le possibilità multimediali del singolo apparecchio. In questo modo è nato l’universo Gear, fatto di telefonini, visori, fotocamere, auricolari e, da poco meno di un anno, di un dock per Galaxy S8/s8+ e Galaxy Note8. Si tratta di una basetta che trasforma l’esperienza compatta Android in una più ampia replica del mondo Linux, quando connessa a uno schermo esterno. Il dock comprende anche diversi ingressi USB e uno HDMI, quest’ultimo necessario alla proiezione del piccolo display sul più vasto monitor, mentre le classiche porte sono adibite al collegamento di mouse, tastiere o ripetitori wireless (in pratica Bluetooth) per gestire gli stessi senza fili. Cosa cambia con S9 Stando alle ultime indiscrezioni provenienti dalla rete, al fianco del Galaxy S9 dovrebbe debuttare un nuovo DeX, più intelligente e completo della versione attuale. La differenza principale sarebbe nella presenza sulla parte frontale di una superficie touch, da sfruttare come trackpad al posto di un mouse. Il funzionamento dovrebbe essere molto simile a quello realizzato dalle aree di notebook e MacBook, da usare per spostarsi tra finestre e all’occorrenza cliccare per emulare i due pulsanti della periferica esterna. Non è dato sapere se anche a bordo del del DeX 2018 vi sarà tale possibilità ma alla peggio, per lavorare in modalità desktop, si dovrà connettere solo una tastiera e nient’altro. Probabilmente il dock in questione funzionerà anche con il Galaxy Note9, che vedremo dopo l’estate. The post Al fianco del Galaxy S9 un nuovo modulo DeX appeared first on Data Manager Online.